Attraverso lo Stargate

Distorsioni dalla provincia

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ignorante come un banco - sempre alla ricerca del "tempo" - scribacchino impertinente - giornalista giornalaio - attento sbadatello - folle lucido - simpatica canaglia. In una parola: il TASSO

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martedì, 16 settembre 2008

La isla bonita?

ventura magnini

Oggi non è solo il compleanno dell'AIOLA (tantissimi auguri), è anche il day-after alla nuova edizione dell'ISOLA iniziata ieri sera dalle spiagge dell'Honduras.

Poche le novità per un format ormai collaudato:

- per il secondo anno di seguito i VIP saranno affiancati da COMMON PEOPLE (i NON famosi)

- Filippo Magnini (utile come un palo nel culo), nuotatore uscente dalle delusioni pechinesi, sostituisce, quale inviato dall'isola, i predecessori Caputi Massimo (dove è finito? è diventato punkabbestia?), Brosio e Dj Francesco.

- non c'è quasi distinzione tra i due gruppi, famosi e non

E qui rispolveriamo l'annoso dilemma che ci assale ad ogni edizione: "ma per essere definito VIP, cosa bisogna fare?"

Vabbè, almeno in studio la qualità degli opinionisti è elevatissima.
Luca Giurato e Mara Venier, persone dalle quali vorrei conoscere opinioni su tutto, sono presenti e attivamente impegnati a commentare ogni sfumatura del programma.
Giurato, ovviamente, nei fuori onda riesce a cadere per terra almeno tre volte.

Avremmo voluto lui sull'isola, invece:

GIUCAS CASELLA

Paragnosta e mago illusionista: questo recita il suo curriculum.
In realtà, negli ultimi anni, vuoi l'avanzare dell'età, vuoi la ricerca di novità, dalle passeggiate sulle braci al grido di CHANGE CHANGE CHANGE, è passato all'ipnosi delle galline che stordiva con l'alito, ne sono certo, e risvegliava a scossoni.
L'uomo che sfidava la natura e la resistenza del proprio fisico riuscendo a trattenere il fiato per svariati minuti seppellito sotto terra o resistendo al freddo immergendosi nel ghiaccio, ieri ha rischiato l'annegamento, con giubetto di salvataggio, in appena 50 cm di acqua di mare.
L'ho visto stordito quasi più del mitico Giurato.
Si riprende nella prova del fuoco: farsi phoonare addosso da una fiamma viva fino all'ustione.
Giucas miglior tempo.
Ma non ha più le ciglia.

ANTONIO CABRINI
L'ex Bell'Antonio, imbolsito e invecchiato, vede un frusto e ritrito filmato su alcune sue antiche gesta e si scatena in una inconcludente e poco lucida polemica sul calcio moderno e le lobby che lo escludono dalle panchine che contano.
Valà Antonio, pensa alla vacanza, alla dieta, ai capelli e basta con sto calcio.
Vai al CEPU e ricomincia da capo.

MASSIMO CIAVARRO
Con un salto temporale di 25 anni , direttamente dalle bianche sabbie di Forte dei Marmi a quelle dell'Honduras, torna il riccioluto svampito che ha fatto sognare più di una generazione di giovini romantiche.
Ormai è un antico ricordo di quello che fu: barba lunga, capello paglia e fieno (o sale e pepe, come preferite), volto cotto dal sole.
Sembra una sobria controfigura di Beppe Grillo.
Non lo vedremo di certo tacchinare con Eleonora Giorgi o scambiare tranci di pizza fredda con Gianni e Selvaggia ma, taciturno e concreto, la sua esperienza di coltivatore diretto eviterà di scambiare bacche velenose per frutti prelibati (vedi vecchie edizioni).

GIUSEPPE LAGO
Prodotto d.o.p. di MARIA DE FILIPPI, lui sulla carta di identità c'ha scritto TRONISTA.
Con il Q.I. di un bonobo castrato, è l'unico che si fa rispiegare tre volte la sequenza delle nomination, procedura che aveva capito pure il bidello di Bologna (tra i "non famosi") e si candida a leader con poche idee e molto confuse.

BELEN RODRIGUES - VERIDIANA MAILLMAN
Ignoro chi sia la prima e conosco molto poco della seconda.
Ipotizzo siano due che hanno scossato un po' il culo in tv e che, avendo maturato un certo apprezzamento, si siano meritate di partecipare tra i presunti VIPS.
Vedremo.

FLAVIA VENTO
Ne ha fatta di strada da sotto il tavolo di mammucari fino alle bianche sabbie del centro america.
Ignoro, però, il perchè c'è riuscita!
Suppongo che la sua presenza serva solo ed unicamente a non far perdere l'abitudine a GIUCAS ad ipnotizzare le galline.

MICHI GIOIA
Una mattina passata su internet a cercare di sedare la mia ignoranza non è bastata.
Chi cazzo è Michi Gioia?
Io conosco Bella gioia, simpatico epiteto delle mie parti...
Conosco Gioia, la rivista, ma non credo faccia Michi di nome..
In pratica la cara Michi dovrebbe essere una scrittrice ed opinionista con alcune partecipazioni dal Cucuzza.
Dicono serva a dare un ritocco al lato culturale del programma.
Non sapevo ci fosse un lato culturale in una trasmissione che rappresenta 10 milionari panzoni abbrustoliti e mangiati dalle zanzare che si litigano un pugno di riso.
Quest'anno, grazie alla Gioia, finalmente lo scopriremo.

VLADIMIRO GUADAGNO (Luxuria)

Sai che palle fare l'extra-parlamentare.
Molto meglio mantenere un profilo basso e partecipare alla prova del fuoco dell'Isola dei famosi. Bertinotti le prova tutte: parlatene bene, parlatene male, ma parlatene!
Vladimir è un osso duro, sarà un gran cagacazzo.
Mai avrei immaginato, quando lo conobbi e mi strinse la mano con la sua manicure fresca e la manina a pesce morto, che sarebbe stato in grado di affrontare prove ardue e al limite della sopravvivenza.
Dallo studio si sprecano le battute: "Peggio l'isola o la giungla del parlamento?"
Molto peggio lavorare, te lo assicuro!

LEONARDO TUMIOTTO
Questo nuotatore professionista sta all'Isola quanto ci stanno le carissime BELEN e VERIDIANA.
Si vede che dovevano coprire il buco e lui è un grande amico di quel pesce fuor d'acqua di Magnini (impegnato come inviato).

E qui finiscono i VIPS.
Poi ci sono i simpaticissimi COMMON PEOPLE, i NON famosi:

SONIA BORGONOVO
La donna muratore che lascia 4 figli a casa, un'impresa edile e le bollette nel vasetto dal quale, una volta al mese, sorteggia l'unica da pagare.
Una storia da piccola fiammiferaia tanto per non distaccarsi dalla realtà e non dimenticare che c'è gente anche più disperata di un VIP dimenticato.
Quanto moralismo fuoriluogo.

DANIELE BRESSAN
Il play-boy magazziniere P.R. da discuteca.
L'immancabile anzianotti di ogni edizione.

CARLO CAPPONI
Ritengo che ci darà grandi soddisfazioni questo "ex bidello" laureato in storia dell'arte che fa il custode presso l'università di Bologna.
Veramente nostrano.
A prima vista premiamo la tinta alla Vianello, le battute un po' sboccate e un presunto orientamento LUXURIOSO.

ALESSANDRO DEGIUSEPPE
Il mastrolindo con la fissa del pettinare i tappeti e mantenere l'altezza delle tapparelle allo stesso livello.
Bamboccione 37enne, ho la certezza che all'Isola lo abbia mandato la mamma giusto per toglierselo dalle palle.
Lui è il super rompicoglioni.

ALESSANDRO FELIU'
Lo skipper 21enne napoletano con gli occhi color del cielo.
Anonimo

MARIANGELA MANISCALCO
Studetessa universitaria di 158 cm di altezza sul livello del mare.

CHIARA ZAFFONI
Infermiera.
La produzione auspicherà l'ennesimo caso di malasanità che vedrà la cara CHIARA intenta in una caliente fellatio televisiva con conseguente rischio di radiazione dall'albo professionale?
Se la fa al bidello bolognese, SANTA SUBITO.
attendiamo la prova costume.
postato da: taxxo alle ore 11:42 | link | commenti (10)
categorie: recensioni, various
giovedì, 29 maggio 2008

L'artista che c'è in me!

dj
Appurato, oramai, che i nuovi status simbol sono diventati:
- il possesso di un SUV
- aver in curriculum un libro pubblicato
- avere una locandina in casa che ricorda di quella volta che hai fatto il DJ alla festa delle medie
- conoscere un VIP
 
anche io, per non voler fare il solito bastian contrario, ho deciso di omologarmi almeno in una categoria: sarò Disk Jokey!
 
Devo ammettere che parto avvantaggiato perchè, almeno due volte nella mia vita, 20 minuti in tutto,  ho aiutato SKAGLIA a selezionare i cd che suonavamo alle feste a casa del PIGNA.
Poi anche quell'incanto ha trasformato una vecchia casa di campagna in un "locale", il PIGNETA, dove si esibivano veri professionisti (vedi GNASA LUMINOR - addetto al mixer luci - MAZZO vocalist e PAOLINO DJ) ed io e lo SKA ci siamo defilati mestamente.
 
Ma il nostro insuccesso aveva motivi ben radicati: noi mancavamo di quella tecnica e di quei segreti del mestiere che solo un lungo corso, la gavetta, tanta esperienza maturata all'estero o l'ascolto dei grandi DJ ci avrebbero dato.
Tutte caratteristiche che avevano, invece, i nostri ben più giovani e audaci successori.
 
Il ridente comune, però, ci viene incontro con IL CORSO PER DJ e, dopo 15 anni, anche noi cerchiamo la nostra rivalsa.
3 incontri con Robby presso alcuni locali del comune e potremmo mettere nel curriculum la nuova professionalità, magari aprirci il nostro Myspace e magari essere ADDATI da Moby, Coccoluto o dall'inarrivabile DJ Aniceto.
 
Trovare sulla mia pagina personale:
 
"Ti ringrazio per l'add! abbasso la droga e viva la vita!"
 
sarebbe il massimo della vita.
Cerco di coronare questo sogno solo per quello, per la stima di un grande collega.
 
Al primo incontro ho la pelle d'oca e non so neppure come vestirmi, perchè non vorrei mai sbagliare qualcosa nello stile d'abbigliamento e fare subito brutta figura.
Poi mi immagino il livello del corso, l'esperienza dei partecipanti e mi assalgono dubbi da scarsa autostima.
 
I colleghi sono 6: lo SKAGLIA, due cinni smanettoni coi jeans alla cagarona, una catena della bicicletta che penzola sui fianchi e il berretto da baseball tutto sdrucito e mezzo storto.
Uno dei due tiene costantemente la testa inclinata su una spalla e penso ad un torcicollo o ad una paresi.
Lui mi dirà poi che è "una malattia professionale come il gomito del tennista o il ginocchio della lavandaia.. è da quando ho 6 anni che mixxo e per reggere il telefono delle cuffie mi si son deformate le vertebre cervicali!!"
Si chiama DJ CATENA.
Andiamo bene..
 
Altri due soggetti, Alfred e amico, e una gentil donzella completano il quadro dei partecipanti.
 
Robby, il "professore", questa sera ci spiega i supporti audio e si mette a fare tutta una disquisizione su come e dove reperire i formati audio da mixare.
Poi ci spiega il mixer.
Una roba molto tecnica.
 
E nella noia delle ripetizioni dei medesimi concetti verso chi non ha capito, mi incuriosisco dei partecipanti: Alfred ogni volta che Robby si gira, prende per il collo l'amico stile Homer/Burt Simpson fermandosi di scatto appena il prof si rigira verso di loro.
Hanno almeno 28 anni a testa!
Gente allegra, penso io, poi lo SKAGLIA mi fa: "Ma secondo te la tipa è a posto?"
E mi metto ad osservarla.
 
Tiene le mani rannicchiate al petto, se ne sta tutta defilata e non osserva mai nessuno in faccia..
"Forse è solo timida!" rispondo non troppo convinto.
 
La lezione prosegue fino a che non viene chiesto un volontario per andare a manovrare il mixer.
I due ragazzini alzano le mani con scatto felino poi a momenti si prendono a catenate e nella loro zuffa Robby chiama in cattedra la ragazza.
 
"Ma non è che lo rompo?" dice lei
"Tranquilla..."
 
E assistiamo ad una scena che ci fa quasi pensare che a mandarla al corso sta tizia sia stato l'obbligo del medico curante.
 
Tra mille sofferenze la lezione finisce, al chè il prof. chiede, per la prossima volta, di portare alcuni nostri cd che ci insegnerà a mixare veramente.
Si alza di scatto Alfred brandendo un CD che aveva nascosto non so dove: "io, io... questo l'ho missato io!! è roba buona!"
"Grazie Allfred, ma ho chiesto roba da mixare, non già mixata.."
 
Ma io quanto avrei dato per sapere cosa c'era in quel CD?
 
Poi si alza il suo amico e chiede a gran voce, forse stordito dalle mazzate che si era preso senza reagire per tutto il tempo: "Pizzata di fine corso???"
"Ci sarà tempo.. adesso non possiamo!" rispondiamo quasi all'unisono io e lo SKA.
"Vabbè, allora la prossima volta porto VASCO e lo misso io!" risponde lui.
 
I ragazzetti parlottano, chissà cosa prepareranno..
 
Non vedo l'ora sia la prossima settimana!

(ringrazio Scagliarini per le gentili informazioni)
postato da: taxxo alle ore 10:31 | link | commenti (14)
categorie: racconti, personaggi, sogni, various
lunedì, 28 aprile 2008

Il sole dopo la tempesta

tempesta

"I grandi Capitani si fan legare al timone mentre infuria la tempesta pur di non lasciare la nave in balia delle onde.."
Il CAPO, ore 23.15 in pieno delirio da abuso di caffeina.
 
Sono ancora qui.
Non ho chiuso i battenti.
Potete riporre le vostre bamboline voodoo e piantarvi gli spilloni nel culo perchè anche questa volta la fenice è risorta.
 
E' stata dura ma abbiamo consegnato.
HO consegnato da solo visto che il CAPO sta a questo ufficio come i cerchi in lega stanno ad un'auto di lusso: un bel vedere ma inutili e un'ansia durante ogni parcheggio, per di più costosi fuori misura!
 
Vabbè, ma raccontiamo due stronzate di questo fine settimana.
 
Il SOLITO ALLA SOLITA ha fatto pace.
Sotterrata l'ascia di guerra, messa a tacere l'ala estremista SPILLO - SBAFINI, ci siamo dati una bella pippata di calumet della pace.
I motivi del litigio, se di tale possiamo parlare, vanno imputati ad un'erronea scelta Tassiana che preferì entrare in un locale semideserto piuttosto che in un covo fitto fitto di fighe dove SPILLO e SBAFINI ci avrebbero portato a lezione di approccio, aggancio e sveltina!
 
Tasso ben sapeva che lo scenario che vedeva SPILLO e SBAFINI "sexual machine" era inconcepibile anche per maestri della fantascienza come ASIMOV, SILVERBERG  o DICK, scrittori avvezzi a creare mondi immaginifici dove eroi e antieroi son tutti intraprendenti e vincenti.
Per questo si era optato per un locale tranquillo, accogliente, appartato dove poter parlare dei casi della vita, di filosofia, di arte e massimi sistemi senza essere disturbati e distratti dal passaggio di ombellichi scoperti, tatuaggi sul fondoschiena o pere williams sotto canottierine succinte.
 
Ma SPILLO si era risentito e aveva scomodato la statistica, la matematica, le percentuali di densità di pelo per metro quadro che tiene registrate dl 1998 ad oggi con aggiornamento ogni 15 minuti circa.
 
E Tasso, si sa, davanti alla statistica si arrende!
Perchè la statistica ti dice che hai le stesse possibilità di sposarti con la tua postina fighissima che ti sviene tra le braccia mentre ti consegna una raccomandata al pari di capitare in una GANG BANG a sorpresa in un locale del centro, tu e trecento donne che ti usano come trastullo sessuale!
La statistica mi straccia 6-0, 6-0, non c'è storia.
 
Ma da questo stallo di opinioni ci toglie il TENENTE FRAKKA (odio l'utilizzo GLEDISSIANO delle Kappa, ma in questo caso sono d'obbligo): "La ROBY, la SARA e una loro amica mi hanno chiesto cosa faciamo questa sera"
 
"CHIIIIIIII?? abbiamo capito bene? tutto coniugato al femminile??"
"Si, sono ragazze che ho conosciuto in palestra!"
 
E ho visto gente schizzare a casa a farsi il bidet, altri uscire dal torpore depressivo, altri telefonare al visagista per una lampada, altri ancora rinunciare alle loro "scopate randagie" pur di incontrare l'intonso trittico di pelo.
Io, invece, mi stupisco dell'abilità di un tale, il TENENTE, che passa 10 mesi all'anno su una bagnarola tra la Puglia, l'Albania e La Spezia e appena riesce a starsene a casa poco più di due mesi, ti sblocca i problemi di una vita.
 
Quindi, oltre ad un avvocato, un dentista e un commercialista, è sempre meglio avere un amico MARINAIO.
 
Tirati a balestra, ci presentiamo in quel di Borgo a raccattare le sventurate.
Io Borgo la "mastico" abbastanza bene, ma non avevo mai avuto il piacere di conoscere MASTRO e suo fratello, due piccoli PIGNA (di quando era giovane) tutti macchina e tunz tunz tunz a palla nella radio.
E li conosciamo perchè per tre volte a fila cercano di arrotarci a 120 all'ora con la loro BRAVO GT TURBO mentre aspettiamo in un vicoletto largo appena per passarci a piedi.
Si parte subito bene.
 
Poi arrivano le ragazze.
Io voglio già tornare a casa.
 
ROBY e SARA hanno non più di 20 anni (saranno poi "21 e qualche mese", quando i mesi in più servono ancora a darti un tono) e non sono antipatiche, brutte o che so io.. è solo l'anagrafe e la stupideria che ci separano tragicamente.
 
Cedo il passo ai conquistadores,. la prossima volta presentatemi delle DONNE!
postato da: taxxo alle ore 09:41 | link | commenti (19)
categorie: racconti, personaggi, lavoro, various, solito alla solita
martedì, 05 febbraio 2008

un INSOLITO alla solita!

carnevale

Il venerdì sera è deputato, da secoli, all'assemblea del SOLITO ALLA SOLITA, un "servizio" collaudatissimo:
- SMS alle 6.30 di mattina che ti chiede che pizza vuoi.
- Ritrovo non oltre le 20.30 a casa BERZOT.
- dove cazzo è finito il pizzaiolo? ci scommetti che se chiamo mi rispondono: "è appena partito!"?
- 4 chiacchiere, il VOV slovacco, la MILAN COLA, l'acqua del rubinetto.
- Si visionano, con dibattito e in rigida sequenza: Banana Sport, i Mostri di Striscia, un film di Stephen Segal o Zelig.
- Si promette di alzare il culo per raggiungere non so chi e non so dove
- Non si alza mai il culo e alle 23.15 / 23.30 tutti a casa che siam stanchi "perchè spostiamo la ghisa tutta la settimana"
 
E le varianti sono talmente poche e sporadiche che manco si contano.
 
Venerdì scorso, però, alle 22.00, arriva una telefonata.
Puntuale come le Tasse e la Morte ci può essere solo una chiamata dello SBAFINI (sempre assente alle pizzate del venerdì), perchè "se si dice una roba, BISOGNA FARLA" ed io me ne ero scordato, ma c'era la festa di carnevale: "Si era detto alle 22.00 al parcheggio! dove siete?"
 
Così, in un mix di entusiasmo e di rottura di coglioni da interruzione della routine, passiamo a prendere lo SBAF e andiamo alla festa.
 
La formazione è classica:
SBAFINI travestito da depresso con la sfregola del venerdì sera NON fine mese.
SPILLO tramutato in informatico con l'hobby del "le annuso tutte ma non tocco"
PIGNA con la solita "cartola" da ragazzo di una volta
TASSO camaleontico con sciarpa di lana al collo "se la lascio al guardaroba la perdo".
BERZOT declina perchè 12 euro son troppi per il suo mutuo.
 
Fila all'ingresso.
Fila al guardaroba.
Fila per consumare la consumazione obbligatoria.
Fila al cesso.
 
Esaurite le file ed esauriti i nervi per questi fine settimana che stressano di più di una settimana in miniera, iniziamo ad orientarci su quello che propone il locale.
Un puffo di 190 cm e relativa Puffetta, lo "specchio delle mie brame", le Occhi di gatto, una lettera postale e  francobollo in gommapiuma, i Flintstone, un paio di travestiti di cui uno con pizzetto, la Piratessa, Eva Kant, tante minigonne rasopelo, parecchi/troppi minorenni, parecchi/troppi ultra cinquantenni.
 
E Kelly delle Occhi di Gatto ci tira la sua carta facendoci l'occhiolino...
E un gruppo di sgallettate che saltella su ogni canzone ci rapisce lo SPILLO.
E Cappuccetto Rosso si avvinghia a PIGNA Lupo cattivo e si mettono a ballare in disparte.
 
A me resta da fare il baby sitter al solito SBAFINI sbuffante per il caldo, per il caos, per la musica.
Poi, ogni tanto, mi sparisce dalla vista perchè si acuccia per piegare le ginocchia e fare stretching... nel bel mezzo della sala da ballo!
 
"Vabbè SBAF, facciamo un giro!"
E parte il giro dell'oca (al termine saranno almeno 5) con tappe forzate, visto il caos, a fianco degli Scozzesi ("ma le porti le mutande?" la petulante ed unica domanda che ho sentito ripetere 60 volte in quei 2 minuti di sosta), poi dietro l'arabo, spalla a spalla al viados nero, faccia a faccia ad una tipa con la mascherina da "anonima con mascherina", evitiamo come la peste un trenino, ci abbarbichiamo al bancone del bar.
 
"Scusa?? mi potresti allacciare la stringa?" si sente picchiettare sulla spallona il nostro SBAFINI.
La piratessa stava per perdere il reggiseno o il corsetto o che cazzo ne so io, fatto sta che chiede alle sapienti mani del nostro Caro di rifare il fiocchetto perchè lei ha le mani occupate.
E lui, con un rigore reverenziale come se stesse operando al cuore un neonato, fronte imperlata da una lacrima di sudore, fa il lavoretto e alza una mano a mo' di saluto.
Vista la tensione nell'aria, mi veniva quasi da tamponargli la fronte come si fa in sala operatoria, ma la piratessa, ringraziato e compresa la coglionisia degli astanti, va a farsi stoccazzare da altri meno pudici e non meno sconosciuti!
Lo guardo con commiserazione e passo oltre, tanto è la solita storia.
 
Ci accucciamo in una posizione dove lo SBAF possa eseguire indisturbato i suoi esercizi ginnici e scrutiamo il PIGNA che balla fuori tempo e sempre uguale su qualsiasi base con Cappuccetto che ridacchia alle sue battute (che mi sarei voluto travestire da moscaper sentirle), lo SPILLO che beve il secondo beverone della serata spalla a spalla al clone di "G" ("non mischiamo la merda e la cioccolata! lei non è la clone di nessuno!!" - e io rispondo: "merda o cioccolata che sia, a te non ho MAI visto sbaffi in faccia!"); io mi giro e vedo lo SBAFINI intento in una danza sile Lago dei Cigni degna del Bolshoi.
"Uè Nureyev dei poveri.. senti muovere qualcosa?"
"Macchè, ho male alle ginocchia e faccio stretching!!"
 
Dopo questa siamo venuti a casa..
postato da: taxxo alle ore 12:43 | link | commenti (19)
categorie: racconti, personaggi, various, solito alla solita
giovedì, 24 gennaio 2008

Per ogni "chiave" c'è la sua "toppa"!

sextrology

Mi passa per le mani un tomo dalle dimensioni immonde, copertina psichedelica che ricorda la carta da parati anni '70 e dal titolo accattivante: SEXTROLOGY.
In questo compendio astrologico, l'ennesimo, il solito, la vera novità riguarda la descrizione degli organi genitali catalogati per appartenenza zodiacale.
E, oltre a questo, sono ben illustrati i gusti sessuali, le preferenze a letto o le perversioni sulla lavatrice o nell'autolavaggio.
Questo è un breve compendio per i maschietti in cerca, o a verifica, di quello che si trovano o si troveranno davanti.
Per le signore, la parte dedicata e studiata per loro si trova qui.
 
ARIETE
Tette non grosse ma sode, capezzoli ben disegnati che si elevano vigorosi in caso di eccitazione.
Folto cespuglio, come fosse barba, tra le cosce con clitoride pronunciato.
Provoca senza concedersi e, come l'ariete maschio, esige prima di dare... se da!
 
TORO
Seni sodi, alti e distanti con misure da piccole a medie.
Monte di venere sporgente con peli morbidi e radi.
Abbondante la lubrificazione con un clitoride incredibilmente erettile.
Capezzoli non troppo sensibili.
Da il meglio di se nel soddisfare il partner e predilige star sotto e la fellatio.
 
GEMELLI
Parti basse strette e piatte.
Capezzoli molto sensibili per una donna tettuta e dal sedere generoso.
Essendo un fascio di nervi, si eccita facilmente e si presta ad ogni novità.
E' molto più mentale che fisica, preferisce "cavalcare" ma non pensa solo all'orgasmo.
 
CANCRO
Va fiera, più di ogni altra donna, della sua patatina che pettina con cura.
Soffre di insoddisfazione per il seno, qualunque sia la sua dimensione.
Essendo la personificazione degli istinti viscerali, è una donna che pratica il sesso senza tanti calcoli, ma è pure assai esigente.
Ammette pratiche degradanti per se stessa, senza troppi pudori.
 
LEONE
Seni perfetti e simmetrici, sedere muscoloso e importante.
Una soffice peluria nasconde una vagina dalle labbra ritirate con fessura ben nascosta.
Te la fa annusare per conquistarti provocatoria.
Ama i novellini, le lunghe maratone sessuali ed è smaccatamente gutturale nell'atto.
 
VERGINE
Culona dai peli pubici scuri, lucidi e lunghissimi, con patata color rubino dalle labbra pronunciate.
Capezzoli scuri in un corpo molto sensibile.
Non da il meglio di se nelle prime prestazioni, ha bisogno di fiducia e conoscenza del partner.
Col tempo, però, diventa un'instancabile macchina del sesso.
Predilige i lunghi preliminari.
 
BILANCIA
Molto proporzionata ma leggermente mascolina (pelurie, tratti sgarbati...).
Predilige anche lei prede giovani e non si scalda alla vista di maschioni irsuti e muscolosi.
A letto è molto accomodante ed assertiva.
Si assume la responsabilità del proprio piacere evitando pressioni sul partner.
Sbrigativa e risoluta, apprezza lunghi preliminari e rapidi ma selvaggi amplessi.
Adora la fellatio ritardando, come ricatto a suo piacimento, il godimento altrui.
 
SCORPIONE
Sensualità e sinuosità le caratteristiche di una donna che non disdegna di mostrarsi nuda senza tanti pudori o motivi.
"Arrizza-cazzi" per antonomasia che scopa più con la testa, provocando ed eccitando, rispetto che con gli orgai preposti.
Sperimentatrice, utilizza il sesso per secondi fini, non ammetendo di essere seconda a nessuna.
La migliore può pretendere ciò che vuole.
Fatica a raggiungere l'orgasmo.
 
SAGITTARIO
Seni piccoli, topina spelacchiata e timida, per una donna che ha una grande cura estetica.
Badando esclusivamente ai risultati, è fissata con l'orgasmo, il proprio, e non disdegna di prendere in mano le redini.
Ama essere elevata e non sottomessa, adora la "cavallina" e non va matta per il sesso orale, anzi.
Idealizza e sogna il rapporto, ma si ammoscia se nel concretizzarsi le fantasie non rispecchiano le oniriche fantasie.
 
CAPRICORNO
Seno abbondate e vita stretta.
Poco pelo a coronamento di una fessura poco pronunciata.
Non si sente in obbligo verso nessun "dovere coniugale", non ama la sottomissione o la costrizione.
Ama la routine approvata. E' rigida ma MAI frigida.
Ama i preliminari più dell'atto in se e, riuscendo a trattenersi e a ritardare, raggiunge orgasmi molto intensi.
 
ACQUARIO
Seni tondi, piccoli e sostenuti.
Sempre presenti dettagli infantili e una leggera goffaggine.
Chiede molto poco e odia le formalità.
Adora avere un'aria da puttana sexy anche se ha gusti semplici e nessuna pretesa personale.
Si prodiga nella soddisfazione del suo partner.
 
PESCI
Porcellanea, pudica, glabra, soda e minuta.
Donna difficilmente soddisfabile ma molto oggettiva nel sesso.
Ama assecondare il partner in ogni richiesta ma non è passionale e ogni cosa sembra lasciarla indifferente.
Non ama apparire per quello che realmente è ma ricerca la sottomissione e il "saccheggio" lascivo.
postato da: taxxo alle ore 09:32 | link | commenti (34)
categorie: recensioni, libri, astrologia, sondaggi, various
lunedì, 21 gennaio 2008

eravamo 4 amici al PUB

pub

4 trentenni in un PUB della bassa, in un qualsiasi giorno della settimana.
Tavolino in zona puzza di fritto, dieci menù più carta dei vini per poi prendere un succo alla pesca, una FANTA piccola ("ce l'avete del rubinetto??" ci prova sempre l'ARGO, pur di spendere il meno possibile), una Kilkenny media e una cocacolaghiacciolimone.
 
Come dimostra la comanda, 4 alcolizzati provinciali che affogano i dispiaceri e la monotonia della loro piatta vita in fiumi e fiumi di alcol.
Sottofondo musicale con selezione anni '70.
Nei monitor del locale, proiezione di partita di calcio del campionato scozzese.
 
SBAFINI - Certo che da quando non si può più fumare nei locali, è tutta un'altra musica... -
TASSO - A me sembra anni '70.. niente di nuovo -
 
ah ah ah ah (risata da morti di sonno ogni 2 battute come solo nei peggiori telefilm americani)
 
ARGO - Non ci sarà puzza di fumo, ma arrivi a casa che puzzi di fritto come un borlengo -
SPILLO - Cazzo.. mi sono scordato che questa sera inizia BENIGNI LEGGE DANTE... -
TASSO - Fai fatica ad addormentarti? -
SPILLO - BENIGNI è un genio... e solo i geni comprendono altri geni!! -
SBAFINI - Abbiamo sentito anche questa!!! comunque a me BENIGNI non interessa. -
 
Chi tiene lo sguardo basso nel bicchiere, chi naso all'aria a scorgere le prodezze di un terzino scozzese.
ARGO sguardo assente nel vuoto come sempre.
 
TASSO - cosa cazzo guardi ARGO? sei a caccia di sottane???? -
ARGO - Ma l'hai vista la cameriera? è proprio il mio tipo -
TASSO - appunto perchè l'ho vista preferisco la partita scozzese.. non vorrei pietrificarmi -
 
ah ah ah ah
 
SPILLO - SBAF, ho poi risolto quel problema con la CPU. Sono entrato nel BIOS, poi ho cercato nel registro... -
SBAFINI - te lo volevo proprio chiedere.. -
ARGO - anche stasera parliamo di lavoro??? ma vedete come siete ridotti sempre dietro quel computer.. parliamo ben di FIGA!!! -
TASSO - più che parlarne sarebbe meglio "lavorarne", troppa teoria fa male alla vista, vedi SPILLO che ormai è cieco per un occhio? -
SPILLO - intanto tengo l'organo in manutenzione per ogni evenienza.. non vorrei che mi si inceppasse proprio nel momento buono -
 
ah ah ah ah
 
ARGO - adesso dico qualcosa alla cameriera... dai SBAF, dammi una mano.. tu poi che hai quelle manone, sai che successo! -
SBAFINI - a me non interessa!! - e infila la faccia nella cocaghiacciolimone
ARGO - vabbè, mi arrangerò da solo.. comunque sto leggendo l'ultimo libro di MORELLI -
TASSO - TOTO' MORELLI di Bovino (FG)? e che racconta? è prorpio vero che ormai pubblicano cani e porci..-
ARGO - ma no!!!! MORELLI lo psicologo.. parla di EROS, coppia, amore.. -
SPILLO - ma che te ne fai che non ti tieni una donna neanche da Natale a Santo Stefano?? -
SBAFINI - guardate che fighe che sono entrate.. -
TASSO - cazzo.. gli occhi li ho pure io!!!! poi a te non interessava la cameriera ma sti due scorfani si? da quando hai la tessera del WWF? -
 
ah ah ah ah
 
ARGO - andiamo? si è fatta una certa.. -
SPILLO - se imparassimo ad uscire un po' prima invece che alle solite 22.30!! -
SBAFINI - raccolti i soldi? non è come al solito che i conti non tornano? -
TASSO - dai, aspettiamo che tra un po' finisce la partita -
ARGO - guarda che io domani "vado a spostare della ghisa", mica come te che non fai un cazzo tutto il giorno!! -
TASSO - e la cameriera.. non gli diaciamo niente? -
ARGO - non sono carico... ci voleva il NEGRONI invece ho preso la sprite -
SBAFINI - si, è meglio andare.. la musica forte mi da fastidio e per parlare devo urlare -
TASSO - SBAF, ma se non dici mai un cazzo!!! cos'è, ti è venuto un rigurgito di volontà a parlare proprio oggi? esatto, meglio se ce ne andiamo a letto, dopo questa! -
 
mini zuffa tra TASSO e SBAFINI.
 
TASSO - ma che manazze hai? sembrano due pale del pizzaiolo!!! dai, smettila di fare il fenomeno.. -
 
ore 23.15 tutti in macchina per il rientro.
 
ARGO - io la macchina l'ho presa anhe la scorsa settimana.. adesso per un po' bona.. la prende SPILLO che c'ha il bonus di ODER -
TASSO - che piagnina... -
SBAFINI - comunque c'era un tavolo di tre ragazze che ci hanno guardato tutta sera -
SPILLO - e lo dici adesso??? -
TASSO - SBAF, si vede che avevi una caccola che ti usciva dal naso!! -
 
ah ah ah ah
 
quanta allegrezza in queste serate del SOLITO ALLA SOLITA, un vero contagio di ilarità...
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mercoledì, 02 gennaio 2008

Amo il Natale: è il giorno più lontano dal prossimo Natale!!

brustulli

Volemose bbbbene?
Tanti auguri?
A Natale son tutti più buoni?
I buoni propositi?
....
 
Le "vacanze" Natalizie, quelle dell'ipocrisia, del regalino "non credere.. è proprio una cazzata!", del magnamagnamagna e del brindisino, del bacetto sotto il vischio, dell'ozio, del freddo, del "cosa regaliamo a nonna??", del magnamagnamagna e del brindisino, del "cosa facciamo l'ultimo?", della fila alla cassa, della fila al cinema, della fila per il parcheggio, del "cosa regaliamo a nonna??", degli zampognari, delle musichette allegre, del magnamagnamagna e del brindisino, .... sono finite anche questo anno.
E, aggiungiamo, per fortuna!!!
 
Tutti gli anni la solita solfa:
le lasagne della zia che non usa la carne nel ragù (non voglio sapere con cosa le farcisce); la nonna che non accende il riscaldamento che: "siamo in tanti e non serve"; l'altra che mi da da mangiare i brustulli che ha usato per coprire le caselle della tombola al centro anziani (e me li trovo tutti desalati perchè immagino il vecchietto sdentato di turno, ex carpentiere, che se li è tenuti a fior di labbra come un tempo faceva coi chiodi); gli SMS a catena, quelli personalizzati, quelli inattesi, quelli insulsi; "Dai, giochiamo a carte?"... "No, preferisco la TV.. a carte ci gioco quando mi son cascati tutti i denti." e ti lasci ipnotizzare da un servizio che spiega come si formano i pelucchi di lanuggine che ti trovi nell'ombellico... poi ti addormenti; l'oroscopo che dice mirabilie per tutti perchè le stelle "indicano ma non determinano"; le 100 migliori canzoni dell'anno passato; ancora Paolo Fox che se la Vergine non si svergina lui apre una pizzeria da asporto; i 100 eventi sportivi dell'anno; i cartoni di Asterix e "Una poltrona per due"; "Vieni che c'è la zia che ti vuole fare gli auguri??"; "stasera non mangio!!!" poi arrivi e c'è la pizza servita e un quartino di lasagne che "vogliono finite"; "Ho portato i botti!! un bel po'.. facciamo esplodere Zola quest'anno" poi i vicini di casa Filippini eclissano le nostre stelline e tricchèballacche con un paio di "Bombe e' Maradona!!" eluse dai controlli della finanza....
 
Che palle...
 
Oggi torno in un ufficio che sembra la succursale di un laboratorio dell'antardide dove trivellano il PACK per prelevare i carotoni di ghiaccio. Mi viene ad aprire un orso polare col mal di gola.
Sono solo soletto e così rilassato che a momenti mi sciolgo: non fosse così freddo qui dentro, finirei liquefatto tra i tasti della tastiera.
Chiamo il CAPO ma sono tre ore che sento solamente "TIM, informazione gratuita....".
Si sarà avverato il desiderio espresso al bambin Gesù?
 
potrei rivalutare il tutto...
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martedì, 11 dicembre 2007

Siamo tutti un po' malati... ma siamo anche un po' dottori..

carbone_rosam
"Solo una sana e consapevole libidine salva il govane dallo stress...."
Zucchero Sugar Fornaciari - Blue's
 
L'originalità, si sa, è cosa assai rara per non dire impossibile oltrepassate le soglie dell'anno 2000.
Viviamo in una società di replicanti che replicano e dove l'originalità non sta nei contenuti ma, tutt'al più, nei contenitori.
Tutto è già stato detto o fatto e a noi non resta altro che scovare altri veicoli per esprimere sentimenti già provati da altri almeno qualche miliardo di volte prima di noi.
Ed è forse per questa inconscia consapevolezza, per questa frustrazione, per un imbarbarimento culturale che, ogni volta che litighi con qualcuno, ti senti dare questo consiglio:
 
"E SCOPA DI PIU' CHE NE HAI BISOGNO!!!"
 
E' un MUST.
Se sei uomo ti diranno anche di andare a stemperare la tensione con una bella sessione di seghe.
Se sei donna, invece, che la devi piantare di fare la frigidona perchè ti farebbe solo bene.
Fatto sta che TUTTI si preoccupano più della tua salute sessuale che del reale problema per il quale è nato il conflitto!
 
Transfert?
BOOM di lauree in psicologia col CEPU?
Poche idee?
 
Di questo problema ne hanno parlato anche illustri OPINION MAKER come LUCA CARBONI (da cui il titolo tratto da: CI VUOLE UN FISICO BESTIALE - summa della sua produzione) e tale ADELMO FORNACIARI in arte ZUCCHERO (come già riportato nel sottotitolo).
 
E se lo dicono anche il bolognesissimo LUCA (che ora capeggia pure sull'impalcatura di Porta San Felice!!!) e l'untissimo SUGAR, possiamo solo rassegnarci all'evidenza:
 
se ti viene consigliata una cosa per sedare lo stress, essendo tutti un po' dottori, devi libidinare!
 
Non si finisce mai di imparare...

(nella foto: un pezzo di Carbone di Zucchero... capito??)
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lunedì, 12 novembre 2007

Il sabato del villaggio!

bologna-map

Sabato pomeriggio, arcistufo della quotidianità della provincia e dei suoi ritmi legati alla natura, alla quiete e all'invidia dell'erba del vicino, chiamo l'ARGONAUTA per una trasferta cittadina.
Arrivo a casa sua dove tutto è candido, l'aere olezza di lavanda, vetiver e pachooli, il pavimento riflette il soffitto come uno specchio e dove non puoi entrare se prima non hai spazzolato le scarpe su uno di quei rulli automatici da albergo (di quelli che durante le gite scolastiche facevi partire alle 4 di mattina per il gusto di "pulire" le NIKE di tela).
Così, dopo l'ennesima consulenza sul dove lasciar lo stendino, se in strada alla "vecchia Napoli" o in casa ("ma in casa fa la muffa??"... "almeno dai un po' di colore all'ambiente!!"), prendo la macchina, schivo i trenta VELOX nei cinque chilometri da casa al centro e mi parcheggio in zona Don Minzoni.
 
Non c'è meta, non c'è scopo, non c'è motivo.
E' il classico giro a "veder chi ha la testa più grossa" tanto per non restare in casa a parlar male di SBAFINI.
Poi bisogna un po' sdoganare l'ambiente zolese fatto di personaggi senza nè arte nè parte con vite da eterni abbronzati e con greste da galletto vallespluga andato a male.
Il mio sogno è quello di arrivare nella grande città per assistere ad uno degli innumerevoli scippi, per vedere picchiare il solito autista di bus, per assistere alle ruspe che distruggono gli accampamenti abusivi lungo il fiume, magari per conoscere un LUMUMBA qualsiasi...
 
Ed invece mi debbo rassegnare alla moderna consuetudine da grande città civile e metropolitana:
 
"Hai pestato una merda?"
 
Li ho contati.
A 25 passi dall'auto, in qualsiasi zona tu l'abbia parcheggiata, ti invade le nari un acre odore di merda. Canina, umana o disumana che sia, ti trovi costretto ad appoggiarti ad un palo per controllare le suole.
 
Male che ti vada hai schiacciato una torta marrone e sei portatore sano, fino a mezzo ginocchio, di quel simpatico ricordino. Allora che fai?
Poche colonne più avanti troverai sicuramente un'abbondante pisciata con la quale darsi una rapida rinfrescata.
 
Neutra che ti vada, la merda l'ha pestata il tuo amico e ti ritroverai i tappetini dell'auto imburrati a puntino.
 
Bene che ti vada la merda non l'ha pestata nessuno... l'odore è fisiologico nell'aria come lo smog e le polveri sottili. ma per guardarti le suole hai appoggiato una mano ad un palo che era stato usato per una gara di scaracci e, pregando sia saliva, ti ritrovi le mani impastate da collose e filamentose sostanze.
 
Ma il giro deve continuare, "Show must go on", trappole o meno.
E se sei fortunato, sguardo basso e assente, riesci a passare indenne ai "cosa ne pensi di un ragazzo che è uscito da una comunità?", "ci fa una firma per il canile?", "Posso lasciarle il volantino di AN?", "Amico... amico... un contributo per l'Africa?"...
Ed arrivi in piazza.
 
In piazza ci sono i jazzisti e gli ARE KRISHNA, Beppe MANIGLIA e l'intramontabile APACHE suonata rigorosamente in canottiera.
Così, per far fruttare un po' la passeggiata, visto che siamo stati graziati dal pestare una merda, chiedo all'ARGO se mi accompagna in libreria:
 
"Devi comprare un libro??"
"No, volevo vedere se è fatto come gli altri.. con le pagine, la copertina...!!! secondo te?"
 
Comunque, passati "tre minuti tre" a cercare l'allegro volumetto con l'ARGO a distanza reverenziale dagli scaffali che mi chiede se ho un modem 56K (!!???!?), decido che abbiamo tenuto la testa immersa nella cultura già abbastanza.
Indosso il salvagente di BAY WATCH e trascino l'amico a prendere una boccata d'aria all'esterno.
Tutto trafelato mi ha ringraziato.
Sono soddisfazioni.
 
Forse è ora di rientrare, il crepuscolo si avvicina e due ragazzotti ingenui come noi sarebbero preda scontata per malandrini e malfattori.
Risuperiamo l'ennesima barriera di VELOX che avvolge in ogni dove la città e rientriamo ai piedi dei colli, tra le verdi zolle, nell'ordine e nel pulito.
Parcheggio.
Apro la portiera.
Appoggio il sinistro al suolo... SQUUUEQ!!!
 
Ho pestato una merda!
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categorie: racconti, personaggi, various
giovedì, 08 novembre 2007

Le tavole della LEGGE!!!

Mosè
Ispirato dagli appunti del Boss LO PICCOLO, riportati e commentati in questo post (clicca qui), descrivo in seguito quello che vorrei fosse ritrovato nel mio rifugio alla mia eventuale cattura.
Queste non sono le regole del Buon Mafioso, lavoro del quale conosco poco o nulla e mai mi permetterei di intromettermi in questioni così delicate.
 
Questi sono i consigli, le preghiere e i punti fermi che supplicherei ad una partner femminile IDEALE.
Per il resto basterebbe mora, bel personalino, lavoratrice.. astenersi perditempo!
 
1° Sii magnanima con i suoi vizi: un rutto a tavola non sposta l'asse terrestre... in cambio lui non ti schernirà troppo quando ti uscirà un peto.
2° Chiarezza di intenti: un SI vuol dire SI e NO ha un unico ed inequivocabile significato: NO
3° Il silenzio come QUALITA': parlare molto non è indice di qualità del discorso nè una testa che annuisce per ore da dietro la Gazzetta, e che non infarcire l'argomentazione, è indice di volontà all'ascolto.
4° Mangia meno e non lamentarti: tutto quello che ingerisci contribuisce ad ampliare il culo creando nuove province. L'abbassare la tavoletta del cesso è un esercizio salutare pensato appositamente per la tua salute ed il bene comune.
5° Non chiedere cose inutili. A nessuno interessa veramente se quel vestito/scarpe ti stanno bene, tanto meno all'amica che ti ha accompagnato e che non ha trovato la taglia... figuriamoci ad un uomo il cui unico scopo è correre a casa per toglierti tutto.
6° Evita pignolerie isteriche:  Il lavello in acciaio può anche rimanere bagnato.
7° Valuta le spese inutili: La parrucchiera non è una banca Svizzera nella quale investire capitali.
8° Pratica e non grammatica: collezionare libri, opuscoli, ritagli, dispense di cucina, ... non fa diventare dei bravi cuochi: bisogna anche provare a cucinare dimenticando il numero della rosticceria all'angolo.
9° Fingi sempre entusiasmo: fornicare, per quanto sia rapido, indolore ed insapore, non è un lavoro. Magari è pure colpa tua che ogni volta ti trasformi in una sofferente martire o in un capodoglio arenato sul bagnasciuga.
10° Impara i rudimenti dell'anatomia: Il pene maschile non è un tubetto di dentrificio. Per far uscire qualcosa la tecnica migliore non è quella di spremere con vigore!
11° Professa la riconoscenza: chi ti porta a cena e per pagare deforma il bancomat in una strisciata infuocata, non si accontenterà di venir congedato da un "grazie".
12° Apprendi la PRATICITA': Un beauty-case non deve avere per forza le dimensioni di una piccola profumeria con tanto di cassiera. Un mini-phoon in borsetta è inutile al primo appuntamento, ma anche ai successivi.
13° Non fare la presuntuosa: non illuderti che a lui faccia piacere uscire con te e le tue amiche perchè, in realtà, lui lo apprezza quanto a te piace uscire con i suoi amici che incendiano i peti!
 
postato da: taxxo alle ore 17:07 | link | commenti (33)
categorie: racconti, various
martedì, 16 ottobre 2007

Autocitazione

roy2
Oggi sono ospite qui, con un articolo che avevo intitolato "Sarà, ma capitano tutte a me", riferito ad alcune malevole esperienze in campo femminile.
La censura revisionista ha corretto il titolo con un banale "Ho visto cose" che il mio fedele pubblico apprezzava già nel lontato 2004.
Vabbè, la solita mordacchia alla satira.
 
Per il resto vorrei segnalare che:
 
- non ho un soldo e il bancomat vicino a casa è rotto...
 
- sebbene non sia ginecologo di professione, potrei sempre dare un'occhiata che magari fa pure piacere l'opinione di un altro...
 
- fa un cazzo di freddo, dimostrazione che non ci sono più le mezze stagioni ...
 
- ho bisogno di ferie che venire a scaldare il banco non serve a nessuno...
 
in pratica nulla di nuovo!
postato da: taxxo alle ore 08:24 | link | commenti (6)
categorie: racconti, various
mercoledì, 10 ottobre 2007

Catturone al Bamboccione!!!

classe
perdonate ma ho SBRAGATO in lunghezza, comunque i ricordi sono ricordi!
 
"..entrai con un diploma in mariuana ed uscii con una laurea in cocaina.."
Johnny Deep alias George Jung in BLOW all'uscita dal primo periodo in carcere.
 
All'età di 12/13 anni ne avevo viste già un bel po':
 
- mi ero spappolato un braccio sul lastricato di piazza san francesco, ero tornato a casa a piedi e avevo atteso che mia nonna si mettesse pure il rossetto prima di chiamare un taxi per accompagnarmi al traumatologico (che non era tanto per la flemma della nonna che usciva sempre e solo quando iniziava ad assomigliare alla Madonna di San Luca, era per il fatto che tra una pennellata e l'altra di phard, non bastasse il dolore di una frattura scomposta, faceva anche la ramanzina) ....
 
- avevo fatto da palo mentre SALVATORE staccava i mirini delle mercedes parcheggiate nelle viuzze del centro e poi le rivendeva a quei tamarri che le attaccavano al bomber (una volta, presi da una certa smania, decidemmo di variare la "raccolta" prelevando gli stemmi di altre case automobilistiche ma, tentando di prelevare un FIAT, ci rimase in mano la maschera dell'intero radiatore di un furgone)...
 
- con ULISSE passavamo una calamita dentro le grate e le buffe di via San Felice per raccattar qualche spicciolo caduto inavvertitamente, poi ci compravamo il gelato da UGO (detta così sembra la storia di un NINO DE RUA... ed in effetti ero sempre in tuta con le toppe sulle ginocchia)
 
- andavo a casa di VALERIO praticamente tutti i giorni. Lui si divertiva ad accendere dei petardi, mettersi alla finestra di camera sua per poi gettare il petardo su una vecchia CINQUECENTO che era parcheggiata nel cortiletto interno del palazzo. La macchina sembrava da rottamare aveva il tettuccio in tela tutto bucato.
Il petardo, dopo decine di prove fallite sul selciato, finiva direttamente all'interno dell'abitacolo ed esplodendo faceva sbuffare un po' di polvere dai tagli del tettuccio! A 10/11 anni un divertimento fori del comune da passarci interi pomeriggi. Io, però, avevo sempre e solo assistito. Gaudente, per carità lo ammetto, ma non avevo mai gettato niente!
Un giorno, non so bene perchè, prendo in mano una scatola di svedesi (la camera di Valerio era così fornita di cerini, accendini, carta vetrata, lanciafiamme,... che il tabaccaio di zona si serviva direttamente da lui) e, in un attimo di invidia pirotecnica, accendo un fiammifero!
Entra la madre di Valerio: "Allora sei tu quello che ha distrutto la macchina dell'Ing. Mercalli con i petardi!!! non ti vergogni? ti sembrano giochi da fare??".
Resto basito!
Suo figlio aveva in camera una vetrinetta con centinaia di petardi di ogni dimensione, una palla di stucco da vetro per cerbottana, quindici zippo da collezione con relative bombolette di benzina per ricarica e una quantità esorbitante di zolfo sotto forma di cerini o similari (al confronto la bomba atomica di Corea ed Iran erano bazzecole) e io, figlio della portinaia con le pezze al culo (o ginocchia, che dir si voglia), colto da un minimo di emulazione, dal basso del mio zolferino annerito, mi becco del Bin Laden????
Per qualche tempo non mi feci vivo.
 
- Sempre a casa VALERIO, dopo che si era sedato quel clima teso, tornai per un pomeriggio di svago.
La novità era il fucile ad aria compressa.
Valerio aveva un super-fucile con un imprecisato numero di colpi al secondo al quale aveva accuratamente annerito il "tappo" rosso in cima alla canna che distingueva la riproduzione giocattolo da un modello bellico originale.
A me, invece, riservava una pistolina a molla che al confronto sembravo Toro Seduto con l'arco contro il Generale Swarzkoff e le sue borbe all'uranio impoverito di OPERAZIONE DESERT STORM.
Il gioco consisteva nel nascondersi dietro le tende della sala per sparare dalla finestra all'interno di alcuni appartamenti di via del Pratello.
Lui si divertiva un mondo a mitragliare contro i lampadari di quelle camerette di studenti che si spaurivano.
Io con la pistola non arrivavo neppure ad intaccare la facciata opposta.
Poi, esauriti un paio di caricatori, scattava la guerra totale globale.
Tutti contro tutti, ... eravamo poi solo io e lui!
Una volta, dopo una raffica paratami su una gamba a bruciapelo, riuscii a sgattaiolare in lavanderia e mi accucciai dietro una porta.
Passa il tempo e non mi viene a cercare nessuno ma inizio a sentire i piedi bagnati.
Cazzo è!!
Mi accorgo che avevo inavvertitamente schiacciato lo spegnimento della lavatrice che aveva scaricato dall'oblò una quantità d'acqua inimmaginabile.
Arrivò sua madre proprio in quel momento: "Sei il solito delinquente...."
Non era il mio momento..
 
E potrei parlarvi di altri mille episodi, di situazioni che mi consentirono di NON AVER PAURA DI NULLA!
Avevo superato la paura per il buio, per i dottori, per gli adulti, per la legge, per TESTA A UOVO (un pupazzino - un uovo con braccia e gambe - che mi impauriva e che scongiuravo non fosse sotto il letto prima di andare a dormire) e pure per il dolore, ma mi restavano due grucci:
 
La scuola SUPERIORE ed i CATTURONI e il SERVIZIO MILITARE.
 
Mio zio aveva dipinto sia l'uno che l'altro come un vero e proprio scoglio, una prova iniziatica per entrare nel mondo dei grandi.
Mi parlava, malignamente divertito, del GIOCO DELLA MONETINA, DEL JUKE BOX, della PUNTURA AL SENO, DELLA DISCIPLINA, del NONNISMO... e io mi impressionavo molto di più che davanti all'ESORCISTA o ad HELLRAISER soprattutto perchè, raccontandomelo, mi faceva LA STECCA con le dita ed io non ne ero capace nè ne capivo il significato.
 
Ed arrivò anche il mio momento "iniziatico".
 
Primo giorno di scuola all' ITIS O. BELLUZZI.
Fatte le classi in aula magna e finite le due ore di "lezione", ci rimandano a casa, tutti diligenti con le nostre INVICTA nuove, la SMEMO e un quadernino già fitto di appunti (che cazzo scrivevamo poi... infatti fu l'unico diario acquistato in 5 anni e da quel giorno, GIURO, non presi più un appunto!!!).
La bidella del primo piano, tale FRANCHINA, però, ci indirizza lungo una rampa e non verso le scale che: "le ho appena lavate...".
In realtà, sbucati fuori dal fabbricato, ci attendevano, di qua e di la dal muricciolo della rampa, un nutrito gruppo di ANZIANI della scuola.
E noi eravamo obbligati a passarci in mezzo.
Volarono un sacco di schiaffi!!
Bell'inizio...
 
Dopo qualche settimana passata in caghina cercando di rendersi più invisibili dell'uomo invisibile, studiando i percorsi meno frequentati per arrivare a prendere la corriera per casa, pregando perchè quel baffo da topo si infoltisse donando un paio di anni in più ad un aspetto troppo acerbo, ormai ero abbastanza sgamato da girare, quantomeno, col naso all'aria quando non incrociavo nessuno.
Ma, mentre percorriamo una stradina secondaria per arrivare alla fermata dell'autobus, terra franca come le chiese per gli hightlander, sbucano dal nulla tre energumeni della 4 F di meccanica.
Tra me e i miei due amici LUME e SKOLA cala il silenzio..
E finisci involontariamente in uno di quei momenti nei quali rimpiangi di non ricordare bene le mosse di OKUTO per far esplodere gli avversari toccandoli nei punti di pressione.
Dopo qualche spintone, qualche insulto verbale, uno dei tre Giganti sbatacchia lo zaino del LUME, lo spinge verso la parete di un palazzo, sfila una moneta da cento lire dalla tasca dei pantaloni ed incita il caro amico a fermarla con la fronte: il terribile GIOCO DELLA MONETINA.
Tre contro uno con io e SKOLA che preferiamo soprassedere e lasciare l'amico al suo ingrato destino di MARTELLO UMANO.
Forse due craniate al muro, prima di riuscire a divincolarsi, il povero LUME riuscì anche a darle, ma la monetina, quella no, non riuscì a fermarla.
 
E il fallimento valse una persecuzione che durò per mesi e che consisteva nel JUKE BOX ad ogni ricreazione.
Ma per quello si offriva volontario lo SKOLA che, su una sediolina messa nel corridoio, canticchiava motivetti a richiesta (anche delle bidelle) tra i presenti che divoravano la loro pizzetta del bar e se la ridevano divertiti.
 
E gli episodi furono milioni: risse di classe tra LONGARESI e CALDERARESI (e noi di Zola che gli cantavamo "Avete solo la nebbia!!!"), fumogeni accesi in aula durante l'ora di lezione da classi rivali, minacce a viso coperto per avere i posti dietro in pullman nelle gite, .... una scuola di vita più che di istruzione culturale.
 
Il militare, invece, non lo feci "optando" per un più modesto servizio civile (per il quale non avevo neppure presentato domanda).
Quindi niente NONNISMO nè PUNTURA AL SENO.
Ricordo solo la visita di leva, i panini merdosi dello spaccio e 200 ragazzini a calare le mutande al dottorino di turno che spesso manco guardava ma che a campione infilava un guanto e faceva chinare l'inconsapevole vittima.
 
Anche li mi andò bene, si vede che avevo già fatto il pieno di sfiga nella mia prima adolescenza.
postato da: taxxo alle ore 09:18 | link | commenti (23)
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mercoledì, 03 ottobre 2007

Tutto è relativo

albert-einstein

Ormai ne abuso talmente tanto che all'attento lettore sarà già venuto a noia ma, nel mitico video di SUPERCAFONE del PIOTTA, l'attore Valerio Mastrandrea enunciava i suoi tre capisaldi:
 
sull'indice, al numero uno, la femmena
sul medio il danaro
e sul pollice, ciucciato di gusto, la MORTAZZA
 
Ed è proprio da questo salume che vorrei partire inerpicandomi nella mia rivisitazione della teoria Einstiana.
 
Sabato 6 e domenica 7 Ottobre ci sarà il FESTIVAL INTERNAZIONALE DELLA MORTADELLA presso il comune di Zola Predosa.
L'ennesima stronzata per entrare in un qualche circuito tipo "la strada dei sapori", "città del vino" o gemellaggi vari e per consentire a NASUTO e alla sua proloco di farsi un giretto all'estero a gratis e a SPILLO, di riflesso, di farsi qualche straniera in uno "scambio culturale".
Fatto sta che, essendo residenti sul territorio le due maggiori aziende di questo prodotto (Alcisa e Felsineo), si vuole esportare il nome del comune a livello internazionale.
Saranno due giornate intensissime di assaggi, bevute e visite guidate agli stabilimenti (che suona tanto di scuola elementare quando ci portarono da PIRON AL FURNER di via Nosadella per vedere come si faceva il pane!).
Per me la solita scusa per rompere i coglioni e chiudere le strade.
 
La mia personale idea (e qui parte la teoria della relatività) è che tra tutti i "volti di SPIDER PORK", la versione MORTADELLA è quella che meno mi piace!
Anzi, la mortadella lo reputo un salume da vecchio.
Sarà per la passione smisurata che ne ha mio padre (che cita continuamente quel panino alla mortadella che mangiò da ragazzo poi fu ricoverato per l'appendicite), sarà per quanto è unta con i suoi blocchi di lardo, sarà per la decadenza degli stabilimenti davanti ai quali passo due volte al giorno, .... fatto sta che io la MORTAZZA non la metterei mai tra i miei capisaldi.
 
Qualcuno potrebbe obiettare che sono gusti.
Ed è vero, quindi approfondisco la teoria con altri esempi.
 
Ieri decido di mettermi le cuffiette all'orecchio mentre sto cazzeggiando in casa.
Ad un certo punto sento muovere ai piani bassi e mi fiondo in bagno.
E, con le brache calate sotto il ginocchio, le cuffiette all'orecchio e una vena che pulsa in fronte per la pressione esercitata e la concentrazione, mi parte una fastosa e liberatoria selva di peti.
Nel frattempo, attraverso le cuffie, il cantante degli OTTO OHM sta decantando i suoi versi in modo impeccabile.
E scatta la pensata: ma quel cantante, rinchiuso per mesi in studio a preparare il suo album tra le cazziate del produttore, i problemi di montaggio, la corista che si mette in maternità, il fonico con la febbre, ..... si sarebbe immaginato che tutto il suo sforzo per preparare un prodotto perfetto non l'avrebbe reso, in realtà, che la colonna sonora ad una birrosa cagata???
La precisione, la ricerca del suono perfetto, la ricerca dell'effetto gradevole, ... son solo suoi problemi, problemi del suo punto di vista.
Per quanto mi riguarda ho gradito e mi ha sorpreso solamente il sincronismo raggiunto tra i miei "sfoghi" e l'alternarsi di cassa e charleston della canzone.
Anche perchè per "contornare quel lavoro" sarebbe bastato un bootleg registrato col telefonino del sassofonista di via indipendenza.
Tutto è relativo al punto di riferimento dell'osservatore.
 
Un altro esempio potrebbe essere la visione del telegiornale.
Da una parte c'è il cronista incravattato che magari si è fatto due ore di trucco, ha fatto corsi di dizione, ha seguito un corso sul linguaggio del corpo e sa che non è carino passarsi il tappo della bic a pulire l'orecchio per poi metterselo in bocca e sentire un gusto amarognolo soprattutto in diretta, ...
Dall'altra parte, invece, c'è la famigliola in una sorta della Casa delle Libertà dove il padre beve il brodo con il risucchio, la moglie è seduta davanti ad un cetriolo affettato che le servirà da maschera di bellezza dopo che avrà tolto la testa dal casco e si sarà sfilata i bigodini, il figlio prende la carne dal suo piatto e la passa sotto il tavolo al cane che attende con la bava alla bocca e che, tra un boccone e l'altro, non disdegna leccarsi le palle o la manina del bimbo.
Credete che alla famigliola freghi più di sapere di che marca è quella bicicletta di Garlasco o di come è stato chiamato il nuovo maialino di George Cloney oppure di come è vestito e quale prestanza e presenza ha il cronista (probabilmente a famigliole del genere frega poco di tutto fuorchè che ci sia qualcosa nel piatto)?
E pensate che il cronista avrebbe concentrato tutti i suoi sforzi verso un'impeccabile prestazione se avesse saputo che sarebbe stata indirizzata anche a chi la tratta a quel modo?
Vale anche per chi scrive nei giornali poi la gente li compra per incartarci le uova!
Tutto è relativo al punto di riferimento dell'osservatore.
 
Devi telefonare alla DITTA LEADER per fissare quel colloquio.
Ti trema la voce e vivi mille affanni nel comporre i numeri.
Ti sei fatto tutto un discorso in testa e te lo ripassi in loop da ore.
Dopo 5 squilli parte una musichetta del cazzo con una vocetta robotica che ti dice, in tre lingue differenti, che le linee sono intasate e che verrai ricevuto il prima possibile.
Dopo 10 minuti di attesa rispondono: Salve, sono Torquato... come posso aiutarla?
 
E tu sciorini tutto d'un fiato il tuo discorsetto e non ti fermi finchè non l'hai finito e senza neppure avere coscienza di quello che hai effettivamente detto.
Dall'altra parte del cavo tacciono.
Tacciono perchè come minino stiamo parlando di un addetto in una stanzetta con scrivania e quattro scatoloni, la solita cuffietta con auricolari e microfonino per avere le mani libere e sfogliare l'ultimo PENTHOUSE o googolare con una mano sul mouse e i piedi sulla scrivania o magari fare le pulizie ai locali, simulare le voci di altri ipotetici ed inesistenti Direttori, segretarie o responsabili che ti vengono palleggiati da un presunto centralino sempre composto dal medesimo Torquato.
Ma tu credi di parlare con una DITTA LEADER...
E Torquato spera di incularne un altro...
Tutto è relativo al punto di riferimento dell'osservatore.
 
Una teoria piuttosto bislacca... del resto ci sto ancora lavorando!
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giovedì, 20 settembre 2007

Quanta gayezza in questa valle di lacrime!!!

gremlins
"Sono intorno a noi / in mezzo a noi / in molti casi siamo noi..."
Quelli che benpensano - Frenkie hi nrg
 
Era inevitabile che si arrivasse a questo punto.
Che poi non c'è niente di male, è solo tutto più allo scoperto.
 
Fatto sta che da quando AMANDA LEAR non si capiva se era "una femmina o un maschio"; dall'ambiguità di DAVID BOWIE, fino al vocione profondo e tenebroso di MAURIZIA PARADISO (da "buena noche cari amici della noche!!" a "Se nel 2000 non te lo sei fatto mettere nel culo da Andrea Nobili, non sei nessuno!" - tratto da "Fantastica Maurizia"), passando per PAOLO POLI, I CUGINI DI CAMPAGNA e il brillantino appuntato all'orecchio giusto... dai lontani anni 70/80, in pratica, l'universo omo/lesbo ha preso coscienza e si è affermato!
 
Da sempre nascosti, perseguitati, ignari della loro vera natura (leggendo i nomi dei Gay/Lesbo famosi in questa enciclopedia c'è da non crederci), oggi spopolano in molti ambiti, dalla politica allo spettacolo.
Forse son sempre in prima linea, dai gossip agli scandali, appunto per la loro natura insolita e curiosa, ma a me piace pensare che abbiano capacità e sensibilità molto più profonde e tutto ciò li porti ad una sorta di eccellenza.
O, quantomeno, ad una stravaganza creativa molto originale.
 
Un film divertentissimo di qualche anno fa, LA PATATA BOLLENTE, parlava delle discriminazioni verso un GAY (interpretato da Massimo Ranieri) che veniva accolto dal comunista/sindacalista ex pugile GHANDI (Renato Pozzetto) che, messo a stretto contatto con un mondo che avversava ma non conosceva, mette in discussione tutte le sue convinzioni anche in campo di preferenze sessuali.
 
Oggi per essere considerato VIRILE (secondo la teoria del MACS e forse non solo sua) non importa fare l'operaio incazzato col padrone o passare il tempo libero a dar pugni al sacco, basta uscire SOLO con donne avversando ogni contatto con altri uomini che non sia professionale od obbligato, depilarsi il petto, sfoltirsi le ciglia, avere il tascapane di GUCCI o LV e frequentare la sala pesi di una palestra.
Se non rientri in questi canoni, sempre seguendo i teorici dettami di questo assurdo personaggio, sei additato come FROCIO.
Quindi per non essere considerato omosessuale, devi sembrare un omosessuale.
Ma forse si sono spostati i valori e son cambiate le mode.
 
Uscendo dai clichè e dai luoghi comuni, comunque, non vedo tutti questi problemi di apparenza (a meno che uno non sia OMOFOBO). Per di più, se osserviamo quello che ci circonda, come ho già detto, oggi si affermano sempre più personaggi con un'ambigua o esplicita preferenza sessuale omo/lesbo.
 
Tra gli ESPLICITI il mitico MALGIOGLIO, autore musicale che mai ha celato la sua natura e mai ha nascosto le sue preferenze. E da "Gelato al cioccolato / dolce un po' salato" (la cui velata simbologia negro-fallica non è mai stata smentita) oggi è passato all'ISOLA DEI FAMOSI dove l'avversione al contatto con l'acqua e il ciuffo bianco lo inquadrano finalmente in ciò che ci era sfuggito fino ad oggi: MALGIOGLIO è un GREMLIS!
Non dategli le Telline dopo la mezzanotte
 
Al suo fianco un ex etero rinsavito che oggi non perde occasione di raccontare del suo amore non ricambiato verso TARRICONE.
Stiamo parlando, scusate la rima, di CECCHI PAONE.
La scintilla scoccò in quel della consegna dei TELEGATTI di tanti anni orsono quando il CECCHI, inviperito per una mancata vittoria a favore di un programma SOTTOCULTURALE, attaccò verbalmente TARRICONE, simbolo di quella nuova televisione che si affermava senza i contenuti e neppure i contenitori.
La stessa televisione che oggi lo vede protagonista, in tutta la sua "rompicoglionità", dell'ennesimo reality SOTTOCULTURALE...
Negli anni il CECCHI non ha solo cambiato sponda, ma pure opinione!
 
C'è la saga degli ALFONSO..
Che sia il "verdissimo" PECORARO SCANIO o il curioso SIGNORINI poco importa, perchè ad entrambi piace più "andar a vela che a motore" e se il mare è in tempesta, l'importante è che lo skipper sia peloso, nerboruto e li trattenga da tergo mentre sulla prua della nave gli grida in un orecchio "Sono il re del mondo!!"...
 
Anni addietro, e mi vengono i brividi solo a pensarlo, balzò sulle scene un soggetto magrolino, dalle mani ben curate, il bulbo assurdamente acconciato, il mascara, la matita e che andava per trasmissioni raccontando i cazzi privatissimi dei VIP che, ascoltandoli, rimanevano basiti.. Lui/lei era tale SOLANGE.
Come dimenticare questo "ambiguo" soggetto.
 
Poi ci sono PLATINETTE, MIGUEL BOSE', ALDO BUSI, ..... che, credo NON casualmente, sono tutti di stampo maschile (poi lo stampo è stato limato, corretto, ri-infornato)... per l'affermazione LESBO, come per quella femminile, ci vorrà ancora tempo (o forse non sono così informato).
 
Concludo con un piccolo episodio, tanto per sorvolare sulla marea di cazzate già scritte.
 
Qualche anno fa (2005??) si svolse alla SALARA una serata intitolata BERTINOTTI FOR PRESIDENT.
SKAGLIA, politicante praticante, uno che ha ancora il busto di LENIN in salotto e si addormenta leggendo due paginette del CAPITALE, convince me e MACCIA a seguirlo.
La SALARA è ora sede dell'ARCI GAY e LESBO di Bologna. 
Non ero mai stato neppure al CASSERO di Saragozza e mi incuriosiva andare a vedere la fauna di quelle lande misteriose.
Mentre siamo in fila per l'ingresso assistiamo a questo dialogo:
 
- Salve... ha già la tessera? - dice un cassiere lievemente effemminato
- No, però ho altre tessere ARCI NORMALI.... c'è uno sconto?? - scappa, credo inconsciamente, ad un ragazzo che ci precedeva.
- Guardi che siamo tutti NORMALI qui dentro!!! - risponde, tra l'imbarazzo generale ma non il suo, il cassiere impettito e con l'orecchio avvezzo a quelle "sfumature".
Partiamo bene!
 
Dopo che abbiamo fatto il tesserino soppesando le virgole e i toni di un possibile dialogo alla cassa (io mi limitai a dire: "Anche per me!!"), scendemmo le scale ed entrammo nella sala da ballo dove il prezzemolino MINGO DJ faceva girare i piatti con ENOLA GAY, PET'S SHOP BOYS e VILLAGE PEOPLE (che fantasia il MINGO), veniamo avvicinati da SONIA, al secolo FAUSTO (uso due nomi di fantasia non molto dissimili da quelli reali), un Compagno amico dello SKAGLIA.
SONIA è una specie di LUCIO DALLA con il cappellino rosso della FIOM, i pantalonci corti con le tasche, le tennis sopra tubolari bianchi a mezzo stinco, una camicetta di raso nero che lascia intravedere un reggiseno in tinta ed un tappetino di pelo sudacchiato che dal collo si diparte "in ogni dove" fin dentro l'orlo del boxer che spunta dalla cintura.
Il reggiseno è ricamato e col ferretto.
 
Da SONIA, che ci intrattenne tutta sera forse ringalluzzita dalla nostra fresca presenza, venimmo a conoscenza di un sacco di aneddoti.
Per esempio che "delle sue puppe non si era mai lamentato nessuno.." e dicendocelo si strizzava il reggiseno imbottito di carta.
Poi, che lei non fumava più sigarette ma solo "sigaroni"... posso anche immaginare la qualità: quella con i baffi!
Ci raccontò, quando MACCIA gli disse che è originario di SAN LAZZARO, che aveva un bisogno impellente di prendere i suoi boxer preferiti alla COOP del suddetto paese.. e, nel dircelo, usò uno sguardo ammiccante che recitava: "Se mi accompagni ti porto anche a trovare i tuoi genitori al paesello!"
 
Infine, grazie ai suoi agganci, SONIA ci presentò WLADIMIRO GUADAGNO in arte LUXURIA, un marcantonio che ci strinse la mano a pesce morto e ci smontò il mito!

E la serata finì sul trenino di WMCA...
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mercoledì, 19 settembre 2007

L'artista Venusiano

Venus
Se a 30 anni sei solo, hai due belle spalle larghe, gli occhi gialli come un gatto, il culetto sodo e sei abbastanza interessante da farti preferire ad un calcio nelle palle (e tutto questo lo dicono DANILDC e SMELL... due autorità in materia), tutti ti vogliono presentare qualcuna "perchè non puoi rimanere solo!".
 
Ma nessuno pensa mai al fatto che se uno sta da solo, da solo vuol rimanere... che tanto per 15 anni abbondanti si è andati avanti di "falegnameria", morose o meno, e di certo non è il futuro a spaventarti.
Perchè la condivisione di niente non è condivisione...
Perchè di rompicoglioni ce ne sono a iosa senza andarsele a cercare...
Perchè all'Amore da "sospiri e batticuori" non ci credi più da quando si son lasciati ROMINA ed ALBANO...
Perchè la SERIE B gioca al sabato pomeriggio e potresti essere svogliato per il giro all'IKEA o alla PIAZZOLA (lo faccio più per loro che per me!)...
 
Sebbene tutto, però, ho un sacco di amici problematici che rinunciano a conoscere personaggi del sesso opposto per svariati motivi:
 
- è troppo vecchia
- non parlo la sua lingua
- non mi interessa come persona
- non mi interessa scopare (!!??!)
- "ma cosa le dico???"
- c'è la CHAMPIONS in tv
- ho un gomito che fa contatto col piede
- varie ed eventuali
 
Così, essendo il meno anormale di tutti, se c'è da far da spalla per un'uscita per conoscere quell'amica dell'amica così simpatica, se c'è da sedersi nel tavolo degli scapoloni ai matrimoni, se c'è da far l'uscita al buio con la collega dell'amico, se c'è da fare il trasfertone per andare a trovare un gruppo di sconosciute... il TASSO è quasi sempre in prima linea!
Sempre meglio di un SOLITO ALLA SOLITA poi, non si sa mai!
 
FERRARA Maggio 2007
ARGO: - Mi accompagni a FERRARA che andiamo a trovare PAPRIKA e le sue amiche???-
TASSO - Chi?
ARGO - Una mia amica... dai, non fare lo schizzinoso!
 
E ci incamminiamo, in un tiepido mercoledì sera, con il cuore colmo di speranza ed un forziere pieno di dobloni!
Dopo un'oretta di cazzeggio ci si presenta la cara PAPRIKA, un incrocio tra un cassonetto per la raccolta differenziata delle batterie scariche ed un lama del Perù!
Unica nota di rilievo: due gran tettoni... ma su uno di questa coppia di burrose protuberanze c'era il terzo capezzolo: un brufolone prurigginoso dalla testa bianca che chiedeva solo di essere spurgato.
Ribbrezzo al solo pensiero.
- Vabbè -  penso - saran poi cazzi suoi di lei e dell' ARGO - e vagolo con lo sguardo in caccia delle citate amiche.
Ma noto solo la presenza di 3 loschi individui che mi stringono la mano con fare umidiccio e smorto e che ridacchiano e si toccano tra loro come CHECCHE isteriche.
- Le mie amiche avevano altri impegni - dice PAPRIKA col suo accento nostrano e noi ci rassegnamo ad una di quelle serate nelle quali NON VEDI L'ORA DI TORNARE A CASA.
Nel rientrare, dopo una serata passata a schivare le insistenze di uno dei tre che mi si era appioppato al culo, sbagliamo strada e ci ritroviamo a Castel San Pietro alle 3 AM di un Giovedì feriale con sveglia alle 6.30!
ARGO, mo va a cagher!!!!
 
PARENZO Agosto 2007
ARGO - Guarda che se esco con la russa, tu devi venire a far da spalla per l'amica! -
TASSO - FIDATI, tu mi dici quello che devo fare ed io lo faccio! ma parlano italiano? -
ARGO - NO!!-
 
BILLO - Guarda che se esco con la cameriera croata, tu devi venire a far da spalla per l'amica (tale KAREN, un cassonetto come già fu PAPRIKA)! -
TASSO - FIDATI, tu mi dici quello che devo fare ed io lo faccio! ma parlano italiano? -
BILLO - NO!! -
 
Alla fine salta l'appuntamento con le russe ma viene confermato quello con le cameriere croate.
Siamo nella sala d'aspetto dell'hotel dove lavorano e aspettiamo che finiscano il turno.
BILLO sembra in sala parto.
IO mi leggo le istruzioni dell'estintore sulla parete.
Passa mezz'ora e non si vede ancora nessuno.
Stiamo per andarcene quando ci si avvicinano due ragazze dell'organizzazione dell'hotel, due bellezze locali per le quali ci saremmo prostrati a zerbino.
BELLEZZA - Siete stati selezionati per partecipare alle Olimpiadi dei VALAMAR HOTEL come rappresentativa dell'albergo! -
TASSO - VAAIIIIIII, dove si firma? -
 
E con il BILLO inerme e stordito, TASSO firma la condanna al pubblico ludibrio.
200/300 persone che ci vedranno giocare in piscina in succinto costume attillato che sottolineerà lo stato irreversibile della malattia che colpisce il trentenne italico: la Malattia dell'Agnello, aumenta la panza e cala l'uccello!
Il tutto contornato da giochi al limite della deficenza..
 
Delle cameriere neanche l'ombra.
Si passa da un'inculata all'altra!
 
BOLOGNA Settembre 2007
SMS di BERZOT CELL - Ci saresti per un'uscita con un'amica della VERO che si è appena trasferita? -
SMS del TASSO - Perchè no? poi ne parliamo -
 
Qualche sera dopo, preso in disparte dal BERZOT, mi viene fatto questo discorso:
 
BERZOT - Allora ci sei ancora per quell'uscita? -
TASSO - Si, si... - e annuisco anche con la testa, ma cresce il sospetto di una fregata
BERZOT - In pratica è una ragazza che si è appena trasferita, non l'ho mai vista, non so neppure se parla italiano, ti ho fissato l'appuntamento per le 21 davanti al centro commerciale -
TASSO - Mi hai fissato? come dal dentista? -
BERZOT - Non ti ho detto tutto, è un appuntamento al buio... ci devi andare da solo! -
 
Due sere dopo, con 30 minuti di vantaggio (mai successo) sulla tabella di marcia, sono parcheggiato davanti al centro commerciale e mi faccio la conchetta per saggiare lo stato dell'alito.
Opto decisamente per cercare un bar che abbia le gomme da masticare.
Nel peregrinare mi si affianca un soggetto che mi chiede se ho le sigarette.
In mano ha un cartone di tavernello spuntato e pronto all'uso (o forse, visto il SUO di alito, già abbondantemente usato).
Questo il dialogo:
 
SOGGETTO - Hai le sigarette? -
TASSO - No, non fumo - ed allargo le braccia in segno sconsolato
SOGGETTO - Lo so che non le hai... io le sigarette le avrei anche ma è una domanda che faccio per capire se sei italiano... non si sa mai chi becchi in giro!!! -
TASSO - Infatti... gira della gente strana! -
SOGGETTO - Ma tu ci sei dentro?? -
TASSO - !!???!! -
SOGGETTO - Io non mi drogo ma ogni sera mi concedo il mio litro e mi faccio un giretto.... perchè è dura uscire... -
TASSO - !!???!!! - che non capisce un cazzo ma annuisce a tutto.
SOGGETTO - Ma tu ci sei dentro?? perchè io devo ricostruirmi la vita ma è difficile... non sai cosa fare... io non mi drogo, mai l'ho fatto, bevo solamente... ma son sempre lucido! -
TASSO - !!???!!! - che continua ad annuire
SOGGETTO - Ma tu ci sei dentro?? ... no perchè..-
 
Poi si presenta una biondina che chiede di me allora il soggetto mi da una pacca sulla spalla e continua a gironzolare per i fatti suoi!
 
L'unica emozione della serata... a parte il tentatiivo di raggiungere San Luca ignorando il fatto che c'era il concerto di VASCO ROSSI.
E' un segno del destino... vuoi fare il lumacone una volta nella vita e quasi ci rimetti la fiancata dell'auto incastrata in fila sulle orfanelle!
 
L'ho sempre detto, moglie e buoi dei paesi tuoi.

PS: un saluto agli amici che si collegano GIORNALMENTE dall'università di Bologna e a quelli che si connettono dalla FRANCIA!
Ma chi cazzo siete???
Sono curioso....
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venerdì, 14 settembre 2007

Ci si DIVERTIVA? (puntata 1)

106
Quando MARTANI si limitava a far danni solo col DASH....
 
Quando la SUBURBANA era una vecchia linea merci dismessa...
 
Quando ci si svegliava presto la mattina per prendere la corriera...
 
Quando la TV trasmetteva BENNY HILL a tutte le ore...
 
ci si trovava la sera al centro del paese a mangiare un gelato commentando quanto la gelataia fosse una stronza; quanto erano zoccole quelle due che passavano mezze nude, ammiccavano poi sparivano; in che posizione si sarebbe piazzato il Bologna in classifica...
Tutte le sere era la solita storia: il LUME passava con il suo TIFONE, ci caricava anche in due e si ritornava a piedi in nottata dopo un paio di BECKS ed un gelato bacio/croccantino.
 
Tutte le sere tranne il sabato.
Il sabato si strappava l'auto ad un qualche genitore (o la SEAT IBIZA, "macchina fumosa", di mio padre, o la PUNTO del babbo di SKAGLIA o la temibile 106 del LUME) e si iniziava a vivere!!
Una conquista di libertà che noi "sprecavamo" tra il BOOWLING di San Lazzaro, lo STRAVIZIO di Ponte Ronca o il SAN SOUCI di Pragatto.
Ogni tanto ci concedevamo pure un CUCARACHA (che divenne poi FLY DOWN) dove il TRICHECONE ci serviva PATOSSE e birra alla spina tra uno sbuffo di fumo e un po' di cenere di sigaretta.
 
Allo STRAVIZIO si partecipava al KARAOKE organizzato da PIGIAMONE e ci destreggiavamo, a due chilometri da casa, in mirabolanti duetti sulle note di GENTE DI MARE o di NON C'E' TEMPO PER NOI...
Ma, a parte il fatto che "mantenemmo" il locale per sariati mesi consecutivi visto che in quelle serate si faceva prima a contare i tavoli pieni che quelli vuoti, il posto non offriva molto: PIGIAMONE era così denominato perchè si presentava in ciabatte e tuta e sembrava che l'avessero svegliato solo perchè qualcuno voleva cantare. Quando andava di culo si incontravano due o tre disgraziati e non i soliti vecchietti nostalgici del CRAL del quale aveva preso il posto.
Alla fine ti rompevi le palle perchè dovevi cantare tutta la sera essendo gli unici in sala.
 
Un bell'episodio, però, lo ricordo.
Eravamo con la 106 del LUME che era una macchina che non teneva il minimo e si spegneva ogni volta che rallentavi o ti fermavi.
Per ripartire, tutti giù a spingere.
Stufi di tenere il culo parcheggiato sulle sedie dello stravizio, IO, SKAGLIA, PIRETTO ed il LUME decidiamo di scavarci dai coglioni.
Piove.
Prendiamo i nostri BARBOUR, una passata alla polvere sugli ANFIBI e via verso il parcheggio.
Stavolta la 106 neppure parte.
Sotto una pioggia battente, LUME alla guida, IO e SKAGLIA a spingere sugli sportelli mentre PIRETTO è dietro appoggiato al portellone.
Partiamo in sincrono dagli sportelli e, con un po' di rincorsa, il LUME mette la seconda e avvia la macchina.
Ma PIRETTO, sempre distratto, impacciato ed in cronico ritardo, si era puntellato sul bordo di una pozzanghera che sembrava il lago d'ISEO, aveva poggiato le mani sul portellone bagnato ma aveva iniziato a spingere in netto ritardo e, non trovandosi più la macchina sotto le mani, era fiondato col grugno tra i flutti!
Un dramma catastrofico se calcoliamo che il giovine era già alterato dal fatto di dover spingere e dal fatto che era un ragazzo molto suscettibile e perfettino sempre!
Fatto sta che si rialza inzuppato fino al ginocchio, sale in auto sbuffando tra le risa trattenute da noi tutti e ci avviamo verso il paese.
 
Stracciamo un semaforo giallo/rosso all'altezza del GUAZZALOCA perchè non possiamo permetterci di fermarci a causa di quel problemino ma, prima di arrivare in cima alla salitella del ponte sul LAVINO (che parliamo di 10 metri al 5% di pendenza, non il MORTIROLO), becchiamo una macchina che procede con le 4 frecce lampeggianti e che si ferma prima di cedere la corsia a noi che stiamo dietro.
E con quella manovrina del cazzo, ci obbligano ad inchiodare e a fermarci.
Si spegna la macchina.
Fuori diluvia e, tra una madonna e qualche santo che si beccano una benedizione tra le lamiere della 106 bianca, ci troviamo a metà salita con la macchina che non si avvia.
Se il LUME lascia il freno ci ritroviamo retrocessi ai piedi della salita e poi spingere è ancora più faticoso.
Così la genialata è questa (in macchina ci sono un meccanico ed un perito meccanico freschi di studi):
- Se metto in retro e lascio scivolare la macchina all'indetro, si riaccende?-
IO taccio perchè non ci capisco un cazzo... SKAGLIA è ragioniere programmatore, gli altri due si scannano finchè nel tentativo comprendono che la macchina in quel modo non si sarebbe MAI accesa.
Nel frattempo si fa la fila dietro.
E qualcuno inizia pure a suonare.
Quindi, di buona lena, ridiscendiamo a spingere tra la pioggia, la salita, l'incazzatura e l'insistenza delle altre auto e la rimettiamo in moto in un battibaleno..
 
Poi tutti a letto, era meglio un giorno in fabbrica che un sabato sera con la 106!
Il LUME, qualche tempo dopo, cambiò macchina finalmente!
Prese una 126 dei primi anni '80. Era bianca pure quella e lui le voleva disegnare le fiamme per renderla meno "Bianchina" del ragionier Fantozzi.
Mi ricordo di una volta fermi in un parcheggio perchè si era sfilata la cinghia di trasmissione...
Il LUME di macchine non c'ha mai capito un cazzo.
Fortunatamente era meccanico!
 
...continua.
postato da: taxxo alle ore 16:55 | link | commenti (6)
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venerdì, 07 settembre 2007

Sfogliando il LIBRO dei ricordi..

libro

Fortuna che la vita ti sorprende spesso perchè, altrimenti, sai che palle per uno pigro come me.
 
Ed infatti, per uscire dalla routine della sveglia alle 7.40, della passeggiata a prendere il giornale, del viaggetto in macchina fino all'ufficio, dell' INVIA / RICEVI, del "Mi dispiace, il Dottor THOMAS non è in sede..", del PLOT, del AVVIA COPIA, del commenta BLOG, del pausa caffè, del "No grazie, non siamo interessati a cambiare gestore telefonico..", del pausa caffè, del commenta BLOG, del  "No grazie, non siamo interessati ad una fornitura a vita di bocce dell'acqua...", del ....
... per uscire da questa vita BORDERLINE che si ripete inesorabile e costante dal lunedì al venerdì per poi ripetersi sempre uguale, ti dedichi al volontariato.
 
Ma sono pigro anche in questa "dedizione" e trovo molto più rassicurante lamentarmi di non aver nulla da fare o lamentarmi di fare sempre le stesse cose piuttosto che fare realmente qualcosa.
Quindi non cerco un impegno fisso, ma qualcosa di estemporaneo, indolore, vario.
Fossi normale...
 
Fatto sta che quest'anno, dopo che ho fatto il redattore per gli articoli di un torneo finito in disgrazia; dopo che ho accettato di fare il cameriere ad una festa  - e mi ero già preparato il grembiulino e il cappellino di carta con il nome - per poi finire a fare il tecnico audio/video (che consisteva nel prendere del gran freddo, nel tentare di spegnere la luce ad un faretto per poi disalimentare erroneamente TUTTI GLI AUTOSCONTRI con i bambini che piangevano e i genitori imbufaliti, nello scollegare un cavetto per infilarne un altro); dopo tutto questo, mi chiedono di andare a lavorare per la libreria di un'altra festa.
 
Nessun problema, basta non mi si chiedano puntualità e competenza (allora cosa cazzo ti proponi a fare, TASSO??) e faccio di tutto!
In pratica accetto con la formula di PINO LA LAVATRICE: "Tu dimmi quello che devo fare e io lo faccio.... fidati!!" e mi presento con appena un'oretta e mezza di ritardo.
Ma non ci fanno troppo caso, visto che mi sbattono a "fare da pubblico" per la presentazione del libro LA DONNA DI PARIGI.
E io, la in mezzo a sentir parlare di una roba che manco so cosa sia, mi sento tanto come la signora napoletana del pubblico di AMICI della DEFILIPPI che non capisce un cazzo ma che vuol sempre dire la sua..
Però mi ritraggo da queste velleità di commento e attendo il termine dell'incontro.
 
"Devi girare e controllare che nessuno si intaschi dei libri!" mi spiega la referente amica di quel mio amico che mi aveva ingaggiato e nel farlo ci rifila un buono pasto.
Partiamo bene, visto che c'ho già rimesso 5 euro per il parcheggio!!!
 
E gironzolo nell'esposizione con il fare vigile ed autoritario di un chihuahua da guardia e, grazie alla mia presenza ed a questo atteggiamento, non rubano neppure le copie gratuite di IL DOMANI.
Tutto questo fino all'ora di cena.
Meritata!
 
Dopo un milione di calcoli su come spendere al meglio il buono pasto, riusciamo a sederci e, pasteggiando a patate fritte e piada, salta fuori che la collega con la quale avevo diviso un posto da "finto fans", in realtà è stata mia collega di sventura alle scuole elementari!
La sorpresa di cui si parlava all'inizio...
Tale SERENA, che mai avrei riconosciuto senza l'aiutino, mi apre il libro dei ricordi dopo quasi venti anni di volontaria ed ovvia latitanza paesana (io le elementari le avevo fatte nelle scuole del centro).
 
E ci mettiamo a ripensare a quanto fosse una classe di CASI SOCIALI:
 
GIUSEPPE, che aveva una mamma che sembrava ZIO FESTER al femminile...
ENZO, detto ZEZZO PELO, che mandò mammà a lamentarsi del soprannome con le maestre...
ENRICO, che si vantava di avere due papà...
SALVATORE, che veniva a scuola con il pigiama sotto i jean...
MASSIMO, che adesso fa il "grande cestista" (ma credo sia solo questione di altezza)...
STEFANO, che viveva in un monolocale ricavato dalla vecchia guardiola dell'ospedale RONCATI...
MILENA, che era costretta in un busto per correggere la scogliosi...
GIACOMO, che leggeva già a 4 anni, faceva di conto già a 5 e che a 9 era già così frustrato che, indispettito da una banana troppo acerba, la lanciò contro una finestra mandandola in pezzi...
ELISA, con la quale litigavo costantemente non si sa neppure perchè...
SUNA, quella che si voleva togliere la vita mettendo la testa nel cesso, solo perchè le era morto il cane...
SARA che adesso è felicemente sposata (se lo dice lei..)...
E GIANNI (mi sono poi ricordato), che era sempre sporco patocco e dormiva tutta la mattina in classe...
 
Mi ricordo di quando si andava alle BOMBICCI a fare il laboratorio "vattelapesca" e ci bendavano poi ci facevano toccare ed annusare frutta e verdura per distinguerle con tutti i sensi...
Oppure quando si andava all'ARCOVEGGIO a fare il torneo di BASKET delle scuole...
Mi ricordo di episodi molto personali (solito punto 7), mi ricordo della casa che SERENA aveva a VERGATO, del fatto che suo padre (e forse pure lei) fossero esperti di subacquea e di quanto non serva abusare di droghe (come BOLDI in I DUE CARABINIERI, quando si pippa della cocaina sequestrata e si vanta di aver sviluppato qualità mnemoniche inaspettate, recitando a memoria il numero di casa della mamma) per ricordarsi fatti di tanti anni fa..
 
Una bella rimpatriata...
 
PS: se leggi, cara C., manda il link a SERENA, anche perchè mi son scordato di dirle che seppure sia invecchiata (che brutta parola..) fa sempre la sua sporca figura..
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martedì, 04 settembre 2007

Che fine hanno fatto Mimì, Gonzalo e Ciro???

neri per caso

Come ho già detto altre volte, non sono un grosso intenditore musicale.
La musica mi piace ascoltarla senza lo sbattimento di selezionarla, ricercarla, comprenderne i generi e i collegamenti tra autori.
Per questo sono uno da motivetto orecchiabile più che da b-side (che se l'autore, il suo produttore, la casa discografica, il gruppo, lo staff e pure la donna delle pulizie della saletta hanno deciso che quel pezzo non conviene inserirlo nell'album - e lo dicono loro che sono professionisti - CHE CAZZO LA MENANO I PRESUNTI INTENDITORI pontificando con ascolti a LOOP e pavoneggiandosi negli abitacoli delle loro utilitarie quando rimpiangi di non esserti portato dietro il lettore MP3??).
 
E il fatto di non essere "schierato" musicalmente, per il solo motivo di non avere nè volgia nè tempo di pensarci, ti rende vittima dei gusti degli altri.
 
Così, quando sei in macchina con ANDREA, ti becchi la selezione SKA, i POGUES o quel nuovo gruppo che fa musica samba con una sezione di cornamuse!
 
Quando sei in macchina dell'ARGONAUTA ti deprimi sulle note della PAUSINI, di BIAGIO ANTONACCI o di LUCA CARBONI...
 
Quando viaggi con il culo raso-suolo sulla PIGNA MOBILE, ascolti le novità della dance con i bassi del SUBWOOFER che ti fanno vibrare anche le viscere...
 
E quando viaggi sulla PUNTO scarcassata del caro BILLO ti toccano le cover punk (da UNA LACRIMA SUL VISO a KNOCKIN ON HEAVENS DOOR) o la novità dei ROCKAPELLA che riproducono, senza stumenti e solo con cori e rumori vocali, il meglio della discografia rock.
 
Ed è prorpio da quest'ultimo ascolto, comunque sia DELIRANTE, che mi sono tornate alla mente un sacco di cose.
 
Prima di tutto ho pensato a WR, un vecchio collega di lavoro.
Eravamo colleghi quando l'ufficio non era ancora dotato della banda larga e disponevamo solamente di una vecchia radio con il sintonizzatore rotto e bloccato su ISORADIO. L'alternativa era l'ascolto delle musicassette... le sue!
E anche lui era un fissato per gruppi misconosciuti e per la musica funcky che, raccontava, andava a ballare al KINKY quando era un pischello.
E il cavallo di battaglia era una cassetta di BOBBY MCFERRIN (quello di DON'T WORRY, BE HAPPY) che apriva TUTTE le sessioni pomeridiane di quegli anni.
Un giorno, casualmente, una calamita fini nei pressi delle cassette a nastro....
 
Poi mi è venuto in mente RINALDANA JONES, un vecchio compagno delle superiori che faceva il batterista in un gruppetto del suo quartiere. Passava TUTTA LA GIORNATA a picchiarsi le mani sulle ginocchia, a picchiettare con la matita sul banco, a "bongare" su tutto ciò che poteva avere una sorta di risonanza sonora.... e, in tutto questo delirio, ogni tanto proponeva un giochino.
Ci mettevamo in cerchio io, lui ed un altro desperados e si partiva in questo modo: uno iniziava un'infinita nenia alternando ZINCO / PIOMBO e cercando di mantenere l'alternanza ad un ritmo prestabilito... un altro diceva TU RUMPU U CUL inserendosi al momento giusto del mantra metallurgico e proseguendo secondo un'altra cadenza e l'ultimo, solitamente il RINALDANA, che alternava il solito battimani da batterista con le parole di una canzoncina che variava a seconda dell'effetto complessivo.
Tre esauriti, non c'è dubbio...
 
Ma qualche anno dopo, con l'unica variante del battersi il tempo sul petto e di vestirsi col lupetto nero anche a luglio, nascono i NERI PER CASO.
Questi iniziano a fare i soldi alla faccia nostra che ci beccavamo solo insulti e compassione.
Erano uno strambo gruppetto che cavalcava la moda dei gruppi lanciata da SPICE GIRL e TAKE THAT (in Italia emulati dai pietosi RAGAZZI ITALIANI) ma che non presentava nè il BELLONE nè il SEX SIMBOL.
I NERI PER CASO erano la summa della mediterraneità pre-Costantino: tarchiatelli, capello corto, non troppo curati (Gonzalo ricorda vagamente il LERCH della famiglia ADDAMS) e per questo molto comuni.
Bastano i nomi (Mimì, Ciro, Gonzalo, Mario, Diego, Massimo) a trasmettere simpatia... e l'inizio è devastante.
 
Con i loro TICHITI TICHITI mentre CIRO fa BUM BUM BUM e MIMI' sfodera la calda vocetta, acchiappano il pubblico e la critica e riescono ad arrivare anche a San Remo.
E pubblicano pure un paio di album.. ma è chiaro che quel genere non può aver grosso seguito nè futuro.
La melodia è vuota, manca qualcosa... un qualche strumento... un riempitivo.
Ma loro non si evolvono e spariscono dalle scene e oggi ce li ricordiamo per le parodie dei FICHI D'INDIA.
 
Ed in tempi di riciclaggio sfrenato, dove tutto torna di moda, perchè non rilanciare anche il complessino di ZINCO PIOMBO riprendendosi il successo scippato da MIMI' e CIRO??
quasi quasi faccio una telefonata...
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martedì, 21 agosto 2007

Estate DUE-ZERO-ZERO-SETTE!!!!

 
 
E rieccomi qui.
Non vi siete liberati di me neppure questa volta...
Riprendiamo la stagione un po' più riposati, con un velo di abbronzatura (che nel giro di una settimana finirà nello scarico della doccia), una vescica sulla pianta di un piede che mi divinizza come le stimmate di Padre Pio (ma fa un male cane.. ), una vacanza nella quale ho scoperto, mio malgrado, "lati nascosti" di alcuni miei amici e tantissimi ridordi che vorrei fissare tra queste righe ma, purtroppo, sono stato diffidato dal farlo.
 
Posso solo dirvi che questi occhi e queste orecchie hanno sondato l'insondabile: tra TOTEM D'EBANO, sceneggiate napulitane, insospettabili sciupafemmine, infantili e capricciosi attegiamenti a tavola, rave party in pieno deserto con cubiste in scambio, licenziamenti paradossali e scese di catena da esaurimento arterioscleotico.... ma non posso aggiungere altro.
Ne va della mia salute... anche mentale, ricordare certe cose fa più male che viverle!
 
E quindi di cosa parliamo??
 
Potremmo parlare della moda estiva.
L'estate è la stagione del TUTTO E' POSSIBILE: fa caldo, si suda, l'ormone è mosso molto più che in primavera (mio modesto parere), non c'è niente in televisione, si può mangiare l'insalata di riso poi l'anguria (mi raccomando non invertite la sequenza!!), le riviste di gossip schierano la loro caccia al "capezzolone della VIP", ci sono le zanzare..... insomma, mille motivi per non dedicare troppa attenzione a come si va in giro agghindati.
 
Per quanto riguarda le donne, se non è bastato l'inverno e i jeans a vita bassa a mostrare, proprio li nella zona perianale, il lavoro del loro tatuatore di fiduzzzia (lo scorso inverno passeggiavo per via Zamboni in tutta allegrezza quando la visione di una ventina di "salvadanai" - alcuni pelosamente maschili - mi ha fatto trasalire. Quella sfilza di "gettoniere", in pratica l'imbocco delle chiappe che fuoriesce dal jeans, perizoma o meno che sia, ha illuminato la mia fantasia: e se invece del classico tribale, ci tatuassero un bel INSER COIN??? sarebbe anche remunerativo!), la moda della nuova stagione ha IMPOSTO il ritorno del vestitino fioratone da "grembiule della SDAURA" e/o "SCHIAVA ISAURA".
A questo ritorno di fiamma resto del tutto immune.
Recito a memoria le parole di alcune amiche che, solo un paio di anni fa, vedendo una gonna a motivo floreale rosso su fondo bianco, dissero:
 
"Ma chi vuoi che si metta quella roba da ZINGARONA??? neanche la GLEDIS della Luna Nera....!!!"
 
Oggi, queste stesse amiche, sfoggiano boriose il loro fioratone ZINGARESCO dimentiche di quel passato categoricamente avversato.
 
Sulle spiagge, già ad inizio stagione si proclamava l'affermarsi del TOPLESS come nuova filosofia di pensiero.
Parallelamente, la moda "vestita" lanciava il TRI-KINI, una sorta di costume intero tutto bucato... o un bikini con un pezzo in più che copre la pancia..
Fatto sta che non ho visto nè uno nè l'altro: i soliti merdosissimi due pezzi da piazzola in saldo e due topless che due prugne secche son più gradevoli!
Debbo smetterla di credere a LUCIGNOLO BELLA VITA...
 
Per quanto riguarda l'uomo, a parte il riaffermarsi dello slippino da spiaggia (che ha mostrato il VERO crollo della borsa!!!! altro che economia e finanza..) e delle T-shirt attillate (che poi viene la smania a tutti di comprarsele, anche ai panzuti che poi mostrano il cratere dell'ombellico e l'elastico della mutanda che sborda dal jeans... ), non c'è un vero e proprio filone modaiolo.
Potremmo parlare del bulbo a schiaffo, il ritorno delle greste ingellate, il riaffermarsi del modello sconvolto beatles, lo shampoo alla PINETI... ma sono ormai anni che se ne vedono di ogni genere... anche CESARE RAGAZZI avrà il suo da fare a variare il catalogo di parrucchini.
 
Parlo invece di una roba obbrobriosa della quale sono testimone involontario OGNI ESTATE.
Sei alla solita fiera paesana, trascinato dal concertino, dalla voglia di frescura, da una gentil donzella o qualsiasi altro motivo che ti distolga dall'ennesima replica dei film di TOTO' in televisione...
Gorgheggi la tua birra dissetante prima di sudartela tutta nel giro di 5 minuti e ti rilassi scambiando due chiacchiere spensierate quando ti volti e ti lasci distrarre da una visione:
Un uomo con il bulbo alla PAPA' della famiglia BRADFORD, canottiera chiara infilata dentro il jeans tagliato e sfrangiato (ma a volte pure orlato o solo imbastito...), orologio CASIO, cintura in cuoio marrone, calzetto di spugna bianca con il disegnino del tennista, scarpa invernale con carrarmato...
Detta così è la mia solita infarcitura, ma l'uomo in canotta infilata nel pantaloncino è un MUST estivo che mi trovo a dover affrontare ogni estate!
Ed il fatto eclatante è che il pantaloncino/pantalone, rigorosamente a VITA ALTISSIMA, allacciato appena sopra l'ombellico, ti fa chiaramente comprendere verso quale "schieramento politico" è orientato il soggetto, grazie alla visione di sacrificatissimi pacchi che neppure le torture peggiori del'inquisizione spagnola avrebbero potuto concepire...
 
Ma il meglio di questa ESTATE 2 0 0 7 è l'ennesima genialata AMERICANA (e noi, CAPRONI, tutti dietro): dopo la gomma da masticare, l' IPOD e la guerra preventiva arrivano anche le CROCS.
Ho chiuso un occhio sulle BIRKENSTOCK (adesso anche in versione Anticellulite) che i turisti tedeschi indossavano con calzetto sulle nostre spiagge già dagli anni '70...
Ho tralasciato commenti verso le infratido che si incollano al piede e non hanno neppure la stringhetta...
Ho preferito non pensare alle SPADRILLAS che, almeno, erano in tessuto..
 
Ma di sta merda di ciabatte in pura colata di gomma anallergica non posso tacere..
Che fosse solo per il motivo che sono delle camere a gas ambulanti, non sarei così risentito!
Il fatto è che sono pure orribilmente brutte, antiestetiche (sembrano gli zoccoli di Theo Van Gogh, il fratello sconosciuto di Vincent) e importabili: sotto cosa stanno bene????
Ma la gente, si sa, pur di darti torto, indosserebbe la merda secca di un bufalo come cappello... magari con una margheritina ad ornamento, ma non ammetterebbe MAI che ha comprato quell'oggetto solo perchè "Ce l'hanno tutti!"..
Io non sono tutti....
Anche se, credo come molti altri, quando ero piccolo ero obbligato a indossare le scarpine con gli occhi, quelle con il laccetto sopra la caviglia che le bimbe compravano bianche e i maschietti blu. Chissà se le fanno ancora...
Ma da allora di scarpe con i buchi non ne ho più comprate!
 
E questo è quanto ho partorito in questa seratona con il suono del nuovo lettore MP3 nelle orecchie, tra un SIAMO DONNE e un DON'T CRY, e prima ancora che mi passi la voglia di usarlo o me ne dimentichi e lo metta nel cimitero degli elettrodomestici...
 
Viste le premesse, sarà l'ennesima stagione ricca di stronzate!!!
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martedì, 31 luglio 2007

Grosso guaio a CHINA TOWN

cinese

Di ritorno da una serata di svago passata a veder ballorzolare il culetto di Kitty Kitty, la ragazza del merchandising, decido di fare un salto al bar a vedere chi ha la testa più grossa...
Sono le due di mattina passate e, sebbene sia sabato sera, non c'è anima viva in giro.
 
Mi siedo nel cortiletto ed inizio a sfogliare il giornale del giorno prima.
Tutto tace a parte il lavorio del DON che ramazza il baretto prima di chiudere...
Ad un certo punto saltano fuori il Gatto, la Volpe e Lucignolo con l'immancabile beverone in mano, un serpentello nodoso gonfiabile che si sbattono in testa a vicenda e un anello "antiaffondamento, da piscina, per coktail" che incorona i loro bicchieri (gadget inutile, essendo la prima piscina a non meno di 2 chilometri di distanza, ma con questi è meglio non porsi troppe domande).
"Uè TASSO... qual buon vento"... e il Gatto mi si china addosso mollando un fragoroso scorreggione!!! e giù a ridere fino a piegarsi in due..
"Che cazzo fai... lascia stare il nostro amico... " sbraita Lucignolo che mi prende sotto braccio e mi allontana dagli altri due con fare paterno.
E tutto prosegue in questo tono surreale da Paese dei Balocchi e non comprendo mai dove sta il limite tra la presa per il culo, la realtà e il deficit mentale da abuso alcoolico.
La serata prende decisamente un'altra piega..
"Ma cosa ci fate con quel serpentello?" chiedo ingenuamente mentre, colto dalla follia dell'ambiente, simulo una fellatio infilandomi in bocca la testa del gommoso amico.
"Io non lo farei.... prima Lucignolo se lo era infilato nelle mutande e fermava le ragazze chiedendo se volevano conoscere il suo amico!"
E giù a risate...
 
Poi l'argomento devia su medicina e salute.
 
"Sono 5000 anni che quelli slambiccano con i loro intrugli... son troppo avanti! Ma hai presente cos'è un ANTIBIOTICO... la CHEMIOTERAPIA??? ma stiamo scherzando? io sono oltre 10 anni che non prendo neppure l'aspirina... Ogni tanto vado da PING PING..." racconta Lucignolo.
"PING chi?" chiedo incuriosito.
"PING, il medico cinese che ci ha consigliato DANA, una nostra amica.." risponde la Volpe. A quanto pare ci vanno tutti da sto stregone di chinatown!
 
"PING pratica la digitopressione.... lui ti tocca in un punto nel braccio e ZZZACCCCC ti schizzano le dita in un movimento convulso.. fa impressione! continua la Volpe tra le risate generali vista la mimica con la quale infarcisce il racconto.
".. ci vai per un massaggio, non dirgli niente, mi raccomando! Quello tasta, osserva, schiaccia preme e ti sa dire cosa causa il tuo disequilibrio.... quelli non fanno come noi occidentali che se abbiamo male ad un dente, giù di AULIN, CORTISONE e lastre.... tra dieci anni un bel TUMORAZZO e via andare!
quelli ricercano da cosa deriva il male... è una medicina preventiva. Per loro se sei già malato SEI FOTTUTO!" riprende il Gatto mentre gli altri compari annuiscono.
 
"Hai mai letto quel libro di TERZANI?? quello dove racconta di tutta la sua tiritera con il tumore e di come si è curato con la medicina cinese?"
Ascolto incuriosito. QUESTI TRE LEGGONO ANCHE I LIBRI????? comunque fanno un po' di casino...
"Si, quello con il barbone lungo che poi è diventato un viaggiatore" ribadisce Lucignolo e il casino aumenta!
"Bhè, lui racconta come abbia cercato risoluzione al suo male con metodi occidentali senza esito e come poi abbia optato per le medicine alternative orientali"
"Ma sei  fuori... LA CHEMIOTERAPIA???? l'ACCANIMENTO TERAPEUTICO??? ma sai quanti WELBY ci sono?"
e si prosegue di questa pesantezza finchè il Gatto non racconta la sua vicenda personale:
 
"Avevo un gran male ad una spalla... roba di due o tre mesi. Telefono a PING che non spiccica una parola in italiano.. - Salve, sono un amico di DANA, vorrei prenotare un massaggio? - e dopo una ventina di minuti riesco anche a spiegarmi e a fissare l'appuntamento. Arrivo e mi accomodo in una sala d'aspetto dove sono TUTTI cinesi o similari... Arriva il mio turno, mi fa spogliare, mettere sul lettino con il buco per la faccia ed inizia a premere, schiacciare, a volte si mette di peso in un punto e suda, suda come una fontana... quei trenta euro se li guadagna tutti! Fatto sta che dopo tre sedute, la mia spalla fa ancora male. Provo a ribadire il concetto e lui conciso e marmoreo spiccica solo queste parole: - Qui ci vuole AGHI - e mi spillona tutto il braccio per 15 minuti poi preme in due o tre punti e il braccio torna nuovo!! altro che AULIN!!!!"
"Adesso l'agopuntura la passa anche la MUTUA!!! poche pugnette, quelli sono troppo avanti!" sottolineano quasi all'unisono i tre soggetti.
 
PING inizia ad incuriosirmi...
"Poi vedi come sono grasso? PING mi aveva dato una tisana dimagrante da bere due volte die... la controindicazione è che ti tocca andare a cagare otto volte al giorno! Io facevo il postino in quel periodo, mi scocciava dire - Posta in buca, signora!... se viene a firmare la raccomandata, nel frattempo le uso il bagno! - Non mi sembrava il caso... vabbè che i servizi postali fanno cagare... però! così ho smesso dopo due giorni!"
 
"Se vuoi ti lascio il numero... digli che ti mando io!" e Lucignolo mi rifila un bigliettino con il telefono dello studio di PING.
Dopo le ferie mi sa che vado a fare un massaggio... sono curioso.
Spero non sia lo scherzo del simpatico trio..
 
PS: Tiziano Terzani è morto all'età di 66 anni di tumore.
postato da: taxxo alle ore 11:06 | link | commenti (14)
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