Roba vecchia per i più, ma inedita per il mio fan numero 1
VAI TOTO....
Sonia era unica: amava l'oriente e la filosofia indiana.
Mi stimolava i CHAKRA per risvegliare la KUNDALINI. Ore ed ore di mediatazione, nudi a metri di distanza, attendendo il FLUIDO giusto.
Effluvi di essenze esotiche ed incensi aromatici ci invadevano le narici. Obbligatorio era tenere gli occhi chiusi tendando di svuotare la mente da ogni pensiero, tenue o peccaminoso che fosse. Musiche estatiche e New Age accompagnavano il rito.
Non so Sting, ma io non mi divertivo per niente.
"Oggi sarà il primo giorno del resto della nostra vita..." annunciai a Smeralda, sulla soglia del NOSTRO appartamento, dopo sette anni di fidanzamento.
Era stato sempre tutto meraviglioso: mai un litigio, mai un ripensamento, mai un tradimento. Eravamo fatti gli uni per gli altri. Così facemmo il grande passo.
Ci guardavamo ancora negli occhi e ci abbandonavamo a profondi sospiri. Le pareti del nuovo nido d'amore trasudavano complicità e tenerezza.
Niente mi lasciava presagire che sarebbe finito.
Aveva conosciuto un tizio in palestra, uno che ci sapeva fare con bilanceri e spinning. Le aveva insegnato una nuova tecnica di stretching.
Sono tornato a vivere con l'unica donna che mi amerà per sempre: la mamma!
Simona la incontrai al cinema. Non era un intellettuale raffinata, ma amava le storie romantiche.
Le pagavo la sala, il pop-corn e la coca piccola. Sarà successo decine di volte.
Poi mi sono dichiarato.
Da quel giorno non l'ho più sentita, mi evitava per strada e non rispondeva più alle telefonate.
Dopo sei mesi mi arriva un SMS: "..ho visto un film e ho pensato a te...".
Sapevo che adesso era FELICEMENTE fidanzata con un uomo che NON la portava al cinema.
Rispondo per cortesia e curiosità.
La cosa va avanti a messaggi per un po' così mi butto ancora " Vuoi uscire con me?".
Ne ero ancora innamorato.
"Certo, ma lo sai che sono FELICEMENTE fidanzata?"
Rispondo che sarà per un'altra volta, in fondo, sono troppo cervellotico, chissà cosa mi credevo.
Ho saputo che ancora oggi, dopo più di un anno, è ancora FELICEMENTE fidanzata con quell'uomo che NON la porta al cinema e NEPPURE al ristorante; ma ho anche saputo che non disdegna di uscire con tutti quelli che le dichiarano il loro interesse!
E lei è sempre FELICE!
Sandra era schiava del sesso. I raffinati le chiamano ninfomani. Una biscia tra le lenzuola e una "tigre del ribaltabile" in auto.
Non mi ci volle molto a capire quello che cercava in un uomo: igiene, dimensione e durata. Di tutto il resto non le interessava molto, anzi, nulla.
Ci appartavamo in camporella o in isolatissime pensioncine sui colli ed erano ore di svago totale. Avevo persino disdetto l'abbonamento alla palestra.
Ma oltre ad una voglia estrema e imprevedibile, aveva il caratteristico "orgasmo parlato". A dire il vero, qualsiasi fosse la pratica sessuale, dalla più soft alla più estrema, si trasformava in una scimmia urlatrice della Birmania. Con questi soggetti non sai mai se sei bravo davvero o se ti prendono per il culo.
Una volta si era persino fatta legare al lampadario e, ammetto, non ci facevamo mancare nulla di quello che gli antichi indiani avevano scritto nel loro Kamasutra. Anche le cose più complicate.
Un giorno si è stufata: "..sono una ragazza dolce, sensibile, quasi timida..." a sentire mi scappava da ridere, non mi corrispondeva la descrizione con la cagna selvaggia che si faceva infilzare in ogni dove "..e tu non mi fai sentire donna...mai un complimento,....!!" la fermai subito, mi era bastato. Non volevo morire soffocato dalle risate!
Vado in giro, come canticchiava il grande Toto, con l'autoradio nella mano destra e ho il canarino appeso fuori dalla finestra. Sono un italiano vero. In quanto tale ammalio, con il mio fascino, le straniere.
Samantha era svedese. L'ho conosciuta al mare e subito ci siamo piaciuti.
Lei parlava inglese. Io, oltre all'italiano, il linguaggio dei gesti. L'ho portata a vedere le stelle: le ho spiegato la cintura di Orione, la via lattea e le Pleiadi. Lei ha ricambiato avvicinandosi a me perchè aveva freddo, nella brezza notturna di Luglio inoltrato.
L'ho stretta e riscaldata con un abbraccio alle spalle. Le ho offerto un coktail. L'ho riaccompagnata a casa. Ci salutiamo.
Si protrae per un bacio ad occhi chiusi.
Prontamente schivo e "raddoppio" con due bacetti sulle guance.
Apre gli occhi, adesso delusi.
Fa ciao con la manina e richiude la porta.
Mi viene il dubbio che forse ci sarebbe stata. Ma in fondo non avevo ancora giocato la schedina, debbo muovermi... come tradire Toto. Sono un italiano Vero.
Ho sempre amato il silenzio e la solitudine. Preferisco le piante perchè non parlano. Odio le feste e le sagre. Lavoro da casa e non vedo mai nessuno.
Nessuno tranne SI.RI.A. SIstema di RIcevimento Amiche. L'ho inventato io. Sono un tipo molto fantasioso.
In pratica è un computer che, allacciato al mio corpo tramite vari sensori, comprende il mio stato d'animo e mi seleziona il profilo femminile più adatto per quello che voglio fare.
Ho tutto: maschere e guanti per la realtà virtuale, sensori e vibratori per le zone genitali, simulatori di odori e una vastissima cineteca dalla quale prelevare immagini e situazioni campione.
Questa sera ho un appuntamento. SI.RI.A. mi ha detto che siamo fatti gli uni per gli altri. Non sto più nella pelle. Mi preparo e mi vesto elegante. Lei mi aspetta già in sala da pranzo.
Indosso caschetto e guanti.
La intravedo e già capisco che sarà una gran bella serata.
SI.RI.A. ha preparato una cena favolosa.
Ci spostiamo davanti al caminetto per il dopocena.
Lei ha un odore meraviglioso e io provo un timido approccio.
RIsponde ai miei segnali con fare provocatorio.
Con una scusa la lascio un attimo e vado a infilarmi i sensovibratori genitali.
Quando torno non c'è più. A dire il vero attraverso il caschetto non vedo più nulla.
Lo tolgo e mi accorgo di quanto sia triste la realtà: stanza sporca, grigia e puzzolente.
Non va neppure la luce. Anche questa volta è scattato il differenziale dell'Enel!!
Con Anna fu tutto diverso.
All'epoca trafficavo nella finanza, nell'edilizia e nella Borsa. Giravo in Porche e vestivo in doppiopetto blu.
Non sono mai stato bello nè intelligente ma sono sempre stato assai furbo (o almeno del "furbetto" me lo davano gli altri). In quel periodo, però, mi ronzavano attorno un sacco di belle donne. Tra queste SCELSI Anna.
Alta, bionda teutonica, spigliata ed intelligente, tutto l'opposto di me, pandorino mediterraneo.
Mi ha detto che l'ho colpita con la mia generosità, simpatia e dolcezza. Come non credere a quegli occhioni azzurri.
Passavamo i giorni tra la mia casa di Capri e la baita di Saint Moritz, a far shopping tra Montecarlo e New York o in barca a vela a Portofino.
Non ho mai trascurato i miei affari, anzi, ma un giorno successe il fattaccio.
Io, ex odontotecnico squattrinato, divenuto miliardario in un batter di ciglia, sposato con una donna che mi AMA, arrestato per truffa!
Oggi il secondino mi ha portato le riviste che gli ho chiesto e mi ha detto che Anna era stata in televisione e aveva pianto per me!
Sulle copertine c'è solo lei: spendidi i seni al sole e il sorriso ritrovato dopo tanta sofferenza. Adesso è abbracciata ad un altro uomo.
Come sono felice nel vederla felice!!
Silvia studiava sienze politiche.
Eravamo molto diversi ma, forse per questo, molto simili.
Era di un'intelligenza unica: riusciva a studiare tutto il pomeriggio alternando "Centovetrine" e una sessione di smalto alle unghie dei piedi, alla lettura di un libro di Economia politica. Altre volte era riuscita a distinguere un sandalo D&G fuori stagione da una classica imitazione da bancarella. Aveva anche preso un 30, in emoglobina, nell'esame del sangue.
Eravamo molto diversi ma, forse per questo, molto simili.
Si parlava spesso di moda, creme, profumi, riviste e pettegolezzi. La mia vita era completa con tutte quelle informazioni di vitale importanza. Non passava giorno che non imparassi i tempi di cottura del Tofu o di quanto fosse importante un prodotto desalinizzante per la pelle dopo una nuotata in mare.
Eravamo molto diversi ma, forse per questo, molto simili.
Non mancavano di certo gli argomenti importanti: il papà non le dava mai gli stessi soldi che dava ai suoi fratelli e lei si sentiva sminuita e castrata nelle sue esigenze più impellenti. Aveva dovuto abbandonare l'idea di acquistare una maglietta di Lacoste in saldo solo perchè non aveva ricevuto la paghetta mensile.
Eravamo molto diversi ma, forse per questo, molto simili.
Le vacanze le pagavo sempre io per tutti e due. L'alternativa era starsene a casa. "te li ridò appena li ho... so quanto sia faticoso lavorare e mi sento una merda a farmi pagare le vacanze con il frutto dei tuoi sforzi!"
Eravamo molto diversi ma, forse per questo, molto simili.
Forse è vero, eravamo diversi ma anche simili, ma sono tre anni che aspetto i soldi!!
E' dura per tutti, anche per un Chat Master come me...
All'inizio ero timido e inesperto. Adesso, con quattro battute di tastiera, riesco ad avere il numero di qualsiasi donna.
Stefania l'ho conosciuta in appena dieci stringhe di messaggio.
E' alta, mora, procace, simpatica e dolce. Ho una sua foto in bichini con la fascia di campionessa di un concorso di bellezza.
La Stefy è una garanzia.
Ci siamo incontrati l'altra sera a metà strada tra la mia città e la sua. Ero già stato lì con altre ragazze e mi sono preso a cuore i preparativi.
Ho prenotato al "Gola seca Hotel" dal mio amico Gino che mi garantisce anonimato e privaci. La solita stanzetta isolata in fondo al corridoio.
Un ristorantino della zona dove si mangia tranquilli e leggeri. Un dopocena in un localino dove fare due chiacchiere e ascoltare uin po' di musica.
Alle tre avevo appuntamento in chat e mi ha confermato che arriverà con il treno delle sei.
Sono il solito sciupafemmine. Per riconoscerla subito, mi ha detto che indosserà un tubino rosso elasticizzato.
Sono eccitato a bestia. Mi rigiro la foto tra le mani immaginandomi come può essere dal vivo.
Sono in stazione.
Scende tutto il treno ma non la vedo.
Ho il cellulare scarico e non riesco a telefonarle.
Mi sento picchiettare sulla spalla.
"Aspettavi me?" mi chiede una voce cavernosa.
Mi giro: un energumeno con il pelo sulle spalle, sul petto, sulle braccia e sulle gambe meno che in testa vestito con un alucinante tubino rosso. Una bozzetta sporge sul davanti del vestitino.
E' Stefy, in verità Franco, che si scusa per aver postato la foto di un'amica del circolo lesbo.
Non sono uno stronzo, ci vado a bere una birra.
Ci salutiamo proprio davanti all'ingresso dell'Hotel di Gino... forse, per un po', sarà meglio non farsi vedere in giro.
Susy è l'amica di una mia amica.
Non è quello che si definisce una bella ragazza. Se la dovessi descrivere direi che ha dei bei capelli... poi non saprei. Sono un po' alla frutta e me la faccio andare bene ugualmente. Ci presentano ad una festa. Io sono il padrone di casa.
Tutta sera cerco un contatto, le faccio un sacco di domande, le parlo di me e chiedo di lei.
La faccio ballare, le presento i miei amici e cerco di metterla a suo agio.
Non capisco se si diverte ma neppure se ha ascoltato quello che le ho detto.
Le faccio complimenti, le racconto le mie paure e le mie ansie. Le illustro i miei progetti.
Indosso la maglietta con scritto BENVENUTI e mi pongo a zerbino, perchè lei mi possa calpestare pulendosi, con i tacchi, la sporcizia delle scarpe.
Quanta fatica per un istante d'amore.
E non arriva neppure quello.
Allora insisto e le dimostro quanto sono forte, spigliato, simpatico, generoso e ricco.
Vado in crisi "mistica da competitività" e le sfagiolo che ho una ricca eredità da uno zio petroliere del Kuwait. Che con il mio transatlantico, quando lavoravo per la CIA, avevo girato tutto il mondo.
Che ho sventato un attentato missilistico alla ludoteca di Zola...
Sono sfinito.
Ho saputo che lei era interessata al tipo che non l'aveva notata tutta sera...
e che di me neppure ricordava il nome!