Attraverso lo Stargate

Distorsioni dalla provincia

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ignorante come un banco - sempre alla ricerca del "tempo" - scribacchino impertinente - giornalista giornalaio - attento sbadatello - folle lucido - simpatica canaglia. In una parola: il TASSO

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martedì, 16 settembre 2008

La isla bonita?

ventura magnini

Oggi non è solo il compleanno dell'AIOLA (tantissimi auguri), è anche il day-after alla nuova edizione dell'ISOLA iniziata ieri sera dalle spiagge dell'Honduras.

Poche le novità per un format ormai collaudato:

- per il secondo anno di seguito i VIP saranno affiancati da COMMON PEOPLE (i NON famosi)

- Filippo Magnini (utile come un palo nel culo), nuotatore uscente dalle delusioni pechinesi, sostituisce, quale inviato dall'isola, i predecessori Caputi Massimo (dove è finito? è diventato punkabbestia?), Brosio e Dj Francesco.

- non c'è quasi distinzione tra i due gruppi, famosi e non

E qui rispolveriamo l'annoso dilemma che ci assale ad ogni edizione: "ma per essere definito VIP, cosa bisogna fare?"

Vabbè, almeno in studio la qualità degli opinionisti è elevatissima.
Luca Giurato e Mara Venier, persone dalle quali vorrei conoscere opinioni su tutto, sono presenti e attivamente impegnati a commentare ogni sfumatura del programma.
Giurato, ovviamente, nei fuori onda riesce a cadere per terra almeno tre volte.

Avremmo voluto lui sull'isola, invece:

GIUCAS CASELLA

Paragnosta e mago illusionista: questo recita il suo curriculum.
In realtà, negli ultimi anni, vuoi l'avanzare dell'età, vuoi la ricerca di novità, dalle passeggiate sulle braci al grido di CHANGE CHANGE CHANGE, è passato all'ipnosi delle galline che stordiva con l'alito, ne sono certo, e risvegliava a scossoni.
L'uomo che sfidava la natura e la resistenza del proprio fisico riuscendo a trattenere il fiato per svariati minuti seppellito sotto terra o resistendo al freddo immergendosi nel ghiaccio, ieri ha rischiato l'annegamento, con giubetto di salvataggio, in appena 50 cm di acqua di mare.
L'ho visto stordito quasi più del mitico Giurato.
Si riprende nella prova del fuoco: farsi phoonare addosso da una fiamma viva fino all'ustione.
Giucas miglior tempo.
Ma non ha più le ciglia.

ANTONIO CABRINI
L'ex Bell'Antonio, imbolsito e invecchiato, vede un frusto e ritrito filmato su alcune sue antiche gesta e si scatena in una inconcludente e poco lucida polemica sul calcio moderno e le lobby che lo escludono dalle panchine che contano.
Valà Antonio, pensa alla vacanza, alla dieta, ai capelli e basta con sto calcio.
Vai al CEPU e ricomincia da capo.

MASSIMO CIAVARRO
Con un salto temporale di 25 anni , direttamente dalle bianche sabbie di Forte dei Marmi a quelle dell'Honduras, torna il riccioluto svampito che ha fatto sognare più di una generazione di giovini romantiche.
Ormai è un antico ricordo di quello che fu: barba lunga, capello paglia e fieno (o sale e pepe, come preferite), volto cotto dal sole.
Sembra una sobria controfigura di Beppe Grillo.
Non lo vedremo di certo tacchinare con Eleonora Giorgi o scambiare tranci di pizza fredda con Gianni e Selvaggia ma, taciturno e concreto, la sua esperienza di coltivatore diretto eviterà di scambiare bacche velenose per frutti prelibati (vedi vecchie edizioni).

GIUSEPPE LAGO
Prodotto d.o.p. di MARIA DE FILIPPI, lui sulla carta di identità c'ha scritto TRONISTA.
Con il Q.I. di un bonobo castrato, è l'unico che si fa rispiegare tre volte la sequenza delle nomination, procedura che aveva capito pure il bidello di Bologna (tra i "non famosi") e si candida a leader con poche idee e molto confuse.

BELEN RODRIGUES - VERIDIANA MAILLMAN
Ignoro chi sia la prima e conosco molto poco della seconda.
Ipotizzo siano due che hanno scossato un po' il culo in tv e che, avendo maturato un certo apprezzamento, si siano meritate di partecipare tra i presunti VIPS.
Vedremo.

FLAVIA VENTO
Ne ha fatta di strada da sotto il tavolo di mammucari fino alle bianche sabbie del centro america.
Ignoro, però, il perchè c'è riuscita!
Suppongo che la sua presenza serva solo ed unicamente a non far perdere l'abitudine a GIUCAS ad ipnotizzare le galline.

MICHI GIOIA
Una mattina passata su internet a cercare di sedare la mia ignoranza non è bastata.
Chi cazzo è Michi Gioia?
Io conosco Bella gioia, simpatico epiteto delle mie parti...
Conosco Gioia, la rivista, ma non credo faccia Michi di nome..
In pratica la cara Michi dovrebbe essere una scrittrice ed opinionista con alcune partecipazioni dal Cucuzza.
Dicono serva a dare un ritocco al lato culturale del programma.
Non sapevo ci fosse un lato culturale in una trasmissione che rappresenta 10 milionari panzoni abbrustoliti e mangiati dalle zanzare che si litigano un pugno di riso.
Quest'anno, grazie alla Gioia, finalmente lo scopriremo.

VLADIMIRO GUADAGNO (Luxuria)

Sai che palle fare l'extra-parlamentare.
Molto meglio mantenere un profilo basso e partecipare alla prova del fuoco dell'Isola dei famosi. Bertinotti le prova tutte: parlatene bene, parlatene male, ma parlatene!
Vladimir è un osso duro, sarà un gran cagacazzo.
Mai avrei immaginato, quando lo conobbi e mi strinse la mano con la sua manicure fresca e la manina a pesce morto, che sarebbe stato in grado di affrontare prove ardue e al limite della sopravvivenza.
Dallo studio si sprecano le battute: "Peggio l'isola o la giungla del parlamento?"
Molto peggio lavorare, te lo assicuro!

LEONARDO TUMIOTTO
Questo nuotatore professionista sta all'Isola quanto ci stanno le carissime BELEN e VERIDIANA.
Si vede che dovevano coprire il buco e lui è un grande amico di quel pesce fuor d'acqua di Magnini (impegnato come inviato).

E qui finiscono i VIPS.
Poi ci sono i simpaticissimi COMMON PEOPLE, i NON famosi:

SONIA BORGONOVO
La donna muratore che lascia 4 figli a casa, un'impresa edile e le bollette nel vasetto dal quale, una volta al mese, sorteggia l'unica da pagare.
Una storia da piccola fiammiferaia tanto per non distaccarsi dalla realtà e non dimenticare che c'è gente anche più disperata di un VIP dimenticato.
Quanto moralismo fuoriluogo.

DANIELE BRESSAN
Il play-boy magazziniere P.R. da discuteca.
L'immancabile anzianotti di ogni edizione.

CARLO CAPPONI
Ritengo che ci darà grandi soddisfazioni questo "ex bidello" laureato in storia dell'arte che fa il custode presso l'università di Bologna.
Veramente nostrano.
A prima vista premiamo la tinta alla Vianello, le battute un po' sboccate e un presunto orientamento LUXURIOSO.

ALESSANDRO DEGIUSEPPE
Il mastrolindo con la fissa del pettinare i tappeti e mantenere l'altezza delle tapparelle allo stesso livello.
Bamboccione 37enne, ho la certezza che all'Isola lo abbia mandato la mamma giusto per toglierselo dalle palle.
Lui è il super rompicoglioni.

ALESSANDRO FELIU'
Lo skipper 21enne napoletano con gli occhi color del cielo.
Anonimo

MARIANGELA MANISCALCO
Studetessa universitaria di 158 cm di altezza sul livello del mare.

CHIARA ZAFFONI
Infermiera.
La produzione auspicherà l'ennesimo caso di malasanità che vedrà la cara CHIARA intenta in una caliente fellatio televisiva con conseguente rischio di radiazione dall'albo professionale?
Se la fa al bidello bolognese, SANTA SUBITO.
attendiamo la prova costume.
postato da: taxxo alle ore 11:42 | link | commenti (10)
categorie: recensioni, various
giovedì, 20 marzo 2008

NEXT!!!

next

Tornato a casa dall'ufficio in orario UMANO dopo mesi e mesi di buio all'andata e buio al ritorno, mi si apre un mondo di opportunità davanti agli occhi:
 
- vado al Talon a vedere chi ha la testa più grossa?
- faccio un salto al Centro Commerciale a vedere chi ha la testa più grossa?
- passo dal bar a vedere chi ha la testa più grossa?
- vado in piscina?
- vado a fare una corsetta?
- inizio finalmente a scrivere qualcosa di produttivo?
- pulisco casa?
- ...
 
Alla fine opto per NEXT, le teste grosse le tengo per la prossima volta.
 
NEXT è un "simpatico" programmino americano trasmesso da MTV.
E' di quei programmi odiosamente sottotitolati che, visto le mie nulle conoscenze della lingua di Albione, mi obbligano a star più attento di quando guido la macchina.
L'attenzione, però, è premiata.
 
Il gioco consiste nell'ennesimo "MAMA non MAMA" di Predoliniana memoria dove un ragazzo/a ha la possibilità di scegliere tra 5 cantidate/i chiamandole/i una alla volta, ponendo brevi domande, non ponendole affatto, facendo assurde esperienze e avendo la facoltà di scartare quando gli pare il partner proposto.
 
Più complicato spiegarlo che farlo.
 
Nella puntata di ieri, il "classico" mezzo portoricano / polinesiano / amerindo iper-muscoloso, super-abbronzato ed orrendamente vestito, attende sulla spiaggia che gli vengano presentate le ragazze.
Purtroppo mi perdo la sua mirabolante scheda personale dove avrà sicuramente vantato importanti titoli universitari come una laurea in cinema GORE, un periodo in IRAQ a difender la patria, la Cadillac verde pisello che lucida ogni sabato e un record nel campionato di lancio del frullato alla fragola.
 
Dentro un furgone, invece, attendono 5 ragazzette, tutte tra i 17 e i 24 anni, tutte con il tipico mascellone ammerigano da masticazione inversa, tutte agghindate e dalle movenze simili a Paris Hillton o a Cristina Aguilera.
 
E viene chiamata la prima, tale HEIDI, una biondona tettoruta 18enne che, recita la scheda, ha una collezione con oltre mille macchinette per i punti metallici.
Solo questo e ce l'ho già duro!
Invece al caro Big Jim non si smuove nulla e, solo a vederla, la scarta.
Lei sfancula, bippano tutto, e si prosegue.
 
La seconda è JANE, una "meza maruccheina" come direbbe mia nonna, piccolina, tracagnotta, italo-ammerigana.
Questa vuole entrare nell'FBI e adora la torta di pinoli.
Baci baciotti col Big e lui le propone di cambiarsi d'abito per fare un po' di lotta libera su un ring gonfiabile che, presto detto, è stato allestito sulla spiaggia!
Lui in tutina verde e lei in giallo.
Si sbatacchiano un po', lui è sempre dietro a sistemarsi il pacco, lei sghignazza ed emette suoni disarticolati come gridolini e urletti.
Nel mezzo di una presa lui le dice: "Non potrei mai stare con una donna che non si dimostra FORTE e prestante, quindi NEXT!"
Fiocca un di lei dito medio (uno dei tanti della puntata) e se ne va a culo dritto!
 
Terza la pachidermica JORDAN...
Non potrebbe mai rinunciare alla visione dei suoi telefilm preferiti.
E' ancora a 100 metri che si sente NEXT.. scartata col binocolo.
Lei si avvicina, scalcia nella sabbia alzando un gran polverone addosso a Big e se ne va pronunciando robe intraducibili.
 
La quarta è MICHEL, nulla di che ai miei occhi.
Adora il suo fratellino e ha già pubblicato due libri.
Ammazza, dico io, la prima con un po' di testa.
E Big, ancora in tutina verda aderente e caschetto, le chiede di andare a fare un giro in macchina.
Cambia la location: dalla spiaggia a l'interno di una LIMOUSINE.
Quasi si avvinghiano, fanno un gioco nel quale lui si fa dipingere sul torace con della cioccolata liquida, il tutto poi ricambiato sulle di lei curve... "Ti piace andare alle feste?" chiede Big ormai in estasi godereccia.
E io mi attendo una risposta schifata, la risposta di una intellettualoide con 2 opere in libreria e tanta cioccolata liquida che cola nell'incavo dell'ombellico.
Invece, tra il mio stupore e quello di Big, lei risponde: "Certo, vado ad una festa diversa tutte le sere!"
NEXT!!!!
 
L'ultima è tale DIANE, che ama gli animali e vuol fare sesso tutti i giorni.
Adesso sono in un ristorante davanti ad un piatto con frutti di mare e stronzate varie.
Solito brindisi con le braccia che si intrecciano e gli sguardi che si impallano.
Risatine e chiacchiere inutili.
Lui le chiede, in ultima analisi e ormai dopo 25 minuti di appuntamento: "La faresti la LAP DANCE per il tuo uomo?"
"Ma sei fuori???" sbotta la puritana ninfomane che, aveva detto ,vuol far sesso più volte in un giorno di quanto non si lavi i denti.
E Big scarta anche l'ultima e se lo piglia al culo!
 
La puntatona finisce con lui che spara un clamoroso FUCK verso la telecamera e il quintetto di "vedove" che, sedute su un divano, recitano una filastrocca che suona circa così:
 
"Sarai anche tanto bravo nella lotta, ma sei un gran figlio di BIIIIIIIIIIIIIIIIIIPPPPPPPPPPP"
il tutto infarcito di dita medie e gesti dell'ombrello che roteano come pale di mulino!
 
Gli ammerigani hanno un altro passo, indubbio!
postato da: taxxo alle ore 11:51 | link | commenti (8)
categorie: recensioni, racconti
martedì, 04 marzo 2008

L'uomo in PILE

uomo del pile
Io so esattamente perchè c'è la crisi petrolifera!
Tutte panzane quelle che recitano dellla "fine delle riserve"...
... o quelle che parlano di speculazioni politiche o delle multinazionali...
... o danno la colpa ai cinesi e alla loro esigenza di avere tutti una DUNA o una MULTIPLA..
 
Il petrolio sta finendo perchè è stato convertito in PILE (leggasi PAIL)!
 
Io non so chi ha avuto la malsana idea di inventarsi questo materiale igienico-repellente, ma andrebbe messo nella stessa gabbia di ROSA BAZZI e OLINDO ROMANO sussurrando ai simpatici coniugi che è un tipo che nel suo condominio faceva un chiasso infernale.
 
L'uomo in pile è un essere, anche se lo stargli vicino lo accomuna più direttamente ad una specie di discarica ambulante, che probabilmente ha subito una modificazione al suo stesso apparato olfattivo e che gli impedisce di avere una "proiezione odorosa" delle sue ascelle.
Il pile va acquistato nel negozietto di articoli sportivi e il venditore si DEVE ACCERTARE che il compratore sia un merdone conclamato: NON HO MAI ODORATO UN PILE PROFUMATO dopo soli 15 minuti di utilizzo.
 
E, solitamente, i personaggi che lo indossano o fanno lavori ad alto dispendio di energie quindi di sudore, vapori, umori, odori, liquori, ... oppure sono fervidi sostenitori della saggezza popolare: "Quello che tiene il freddo tiene anche il caldo".
Ed infatti, anche con 25 gradi all'ombra, loro indossano il "pile nero collo alto e zip" e te lo fanno pure notare con gran movimentazione e sventolio di mani e braccia...
La modificazione olfattiva non gli consente di capacitarsi che sotto le loro ascelle, già scarsamente lavate, si sono prodotti muschi e licheni che si intorcinano con i peli e che producono fragranze inodorabili.
 
Ma loro stanno li a spiegarti che un loro amico ha comprato la CAYENNE anche se fa 4 km con un litro e anche se è un povero operaio in cassaintegrazione.
E tu vorresti esser stato a CALCUTTA almeno una volta nella vita per verificare se la, che sono senza le fogne, stan messi meglio o peggio...
 
Poi azzardi, non lo avessi mai fatto, un :"Come mai ti vesti così pesante? non hai caldo? ci sono 28 gradi!!"
 
"Stai scherzando?? tra un paio di giorni arriva una perturbazione artica e sto caldo te lo sogni..."
 
"Si ma adesso ci sono 30 gra.."
 
".. e poi quello che tiene il caldo tiene anche il freddo!" e via con lo sventolio pestilenziale che sembra un calcinculo con, al posto dei seggiolini, tante montagnette di letame!
 
Io, comunque, non sono immune alla maledizione di questo materiale col quale, al masimo, fodererei le bare per favorire ed accellerare la corruzione delle carni.
Una volta mi regalarono dei guanti in pile fantasia marmorizzata azzurra... una roba che ti regalano con cattiveria, perchè è palese che siano importabili sotto ogni genere di cappotto, maglione, giubino, giaccone!
Però te li regalano con la formula: "Erano così simpatici che ho deciso di comprarteli".
 
Vabbè, ringrazi pure e, almeno un paio di volte, ti tocca metterli.
 
Non tengono l'acqua, non tengono il caldo, ma ti sudacchiano le manine gelide!!
 
Bella schifezza... non mi ricordo neppure dove li ho infilati.
postato da: taxxo alle ore 15:01 | link | commenti (16)
categorie: recensioni, moda
lunedì, 25 febbraio 2008

Nuovi modi per lavorar sempre meno

da oggi apre anche questo:

http://attraversolacinepresa.splinder.com/

un nuovo blog (ma ce n'è proprio bisogno??) autogestito che parla solo di cinema in modo rapido ed indolore.

un nuovo modo per lavorare sempre meno...

postato da: taxxo alle ore 14:47 | link | commenti (3)
categorie: recensioni
giovedì, 24 gennaio 2008

Per ogni "chiave" c'è la sua "toppa"!

sextrology

Mi passa per le mani un tomo dalle dimensioni immonde, copertina psichedelica che ricorda la carta da parati anni '70 e dal titolo accattivante: SEXTROLOGY.
In questo compendio astrologico, l'ennesimo, il solito, la vera novità riguarda la descrizione degli organi genitali catalogati per appartenenza zodiacale.
E, oltre a questo, sono ben illustrati i gusti sessuali, le preferenze a letto o le perversioni sulla lavatrice o nell'autolavaggio.
Questo è un breve compendio per i maschietti in cerca, o a verifica, di quello che si trovano o si troveranno davanti.
Per le signore, la parte dedicata e studiata per loro si trova qui.
 
ARIETE
Tette non grosse ma sode, capezzoli ben disegnati che si elevano vigorosi in caso di eccitazione.
Folto cespuglio, come fosse barba, tra le cosce con clitoride pronunciato.
Provoca senza concedersi e, come l'ariete maschio, esige prima di dare... se da!
 
TORO
Seni sodi, alti e distanti con misure da piccole a medie.
Monte di venere sporgente con peli morbidi e radi.
Abbondante la lubrificazione con un clitoride incredibilmente erettile.
Capezzoli non troppo sensibili.
Da il meglio di se nel soddisfare il partner e predilige star sotto e la fellatio.
 
GEMELLI
Parti basse strette e piatte.
Capezzoli molto sensibili per una donna tettuta e dal sedere generoso.
Essendo un fascio di nervi, si eccita facilmente e si presta ad ogni novità.
E' molto più mentale che fisica, preferisce "cavalcare" ma non pensa solo all'orgasmo.
 
CANCRO
Va fiera, più di ogni altra donna, della sua patatina che pettina con cura.
Soffre di insoddisfazione per il seno, qualunque sia la sua dimensione.
Essendo la personificazione degli istinti viscerali, è una donna che pratica il sesso senza tanti calcoli, ma è pure assai esigente.
Ammette pratiche degradanti per se stessa, senza troppi pudori.
 
LEONE
Seni perfetti e simmetrici, sedere muscoloso e importante.
Una soffice peluria nasconde una vagina dalle labbra ritirate con fessura ben nascosta.
Te la fa annusare per conquistarti provocatoria.
Ama i novellini, le lunghe maratone sessuali ed è smaccatamente gutturale nell'atto.
 
VERGINE
Culona dai peli pubici scuri, lucidi e lunghissimi, con patata color rubino dalle labbra pronunciate.
Capezzoli scuri in un corpo molto sensibile.
Non da il meglio di se nelle prime prestazioni, ha bisogno di fiducia e conoscenza del partner.
Col tempo, però, diventa un'instancabile macchina del sesso.
Predilige i lunghi preliminari.
 
BILANCIA
Molto proporzionata ma leggermente mascolina (pelurie, tratti sgarbati...).
Predilige anche lei prede giovani e non si scalda alla vista di maschioni irsuti e muscolosi.
A letto è molto accomodante ed assertiva.
Si assume la responsabilità del proprio piacere evitando pressioni sul partner.
Sbrigativa e risoluta, apprezza lunghi preliminari e rapidi ma selvaggi amplessi.
Adora la fellatio ritardando, come ricatto a suo piacimento, il godimento altrui.
 
SCORPIONE
Sensualità e sinuosità le caratteristiche di una donna che non disdegna di mostrarsi nuda senza tanti pudori o motivi.
"Arrizza-cazzi" per antonomasia che scopa più con la testa, provocando ed eccitando, rispetto che con gli orgai preposti.
Sperimentatrice, utilizza il sesso per secondi fini, non ammetendo di essere seconda a nessuna.
La migliore può pretendere ciò che vuole.
Fatica a raggiungere l'orgasmo.
 
SAGITTARIO
Seni piccoli, topina spelacchiata e timida, per una donna che ha una grande cura estetica.
Badando esclusivamente ai risultati, è fissata con l'orgasmo, il proprio, e non disdegna di prendere in mano le redini.
Ama essere elevata e non sottomessa, adora la "cavallina" e non va matta per il sesso orale, anzi.
Idealizza e sogna il rapporto, ma si ammoscia se nel concretizzarsi le fantasie non rispecchiano le oniriche fantasie.
 
CAPRICORNO
Seno abbondate e vita stretta.
Poco pelo a coronamento di una fessura poco pronunciata.
Non si sente in obbligo verso nessun "dovere coniugale", non ama la sottomissione o la costrizione.
Ama la routine approvata. E' rigida ma MAI frigida.
Ama i preliminari più dell'atto in se e, riuscendo a trattenersi e a ritardare, raggiunge orgasmi molto intensi.
 
ACQUARIO
Seni tondi, piccoli e sostenuti.
Sempre presenti dettagli infantili e una leggera goffaggine.
Chiede molto poco e odia le formalità.
Adora avere un'aria da puttana sexy anche se ha gusti semplici e nessuna pretesa personale.
Si prodiga nella soddisfazione del suo partner.
 
PESCI
Porcellanea, pudica, glabra, soda e minuta.
Donna difficilmente soddisfabile ma molto oggettiva nel sesso.
Ama assecondare il partner in ogni richiesta ma non è passionale e ogni cosa sembra lasciarla indifferente.
Non ama apparire per quello che realmente è ma ricerca la sottomissione e il "saccheggio" lascivo.
postato da: taxxo alle ore 09:32 | link | commenti (34)
categorie: recensioni, libri, astrologia, sondaggi, various
martedì, 11 settembre 2007

Ma che cazzo leggi???

palahniuk_soffocare
Muore il PAVARO, il GIGI, si riapre il giallo di via POMA, GARLASCO, il V-DAY di GRILLO, OSAMA ha fatto un nuovo video (che neanche fosse MICHAEL JAKSON - anche se tutti hanno notato che finalmente l'OSAMA, sebbene abiti in una grotta nel deserto dell'Afganistan, ha deciso di usare i prodotti di DIEGO DALLA PALMA), CRISTIANO RONALDO fa le orge, chi più ne ha più ne metta, ed io ho optato per un po' di sano riposo..
 
Prima di tutto perchè non avevo l'abito adatto per andare al funerale del Maestro e non volevo sfigurare, in quanto ad untuosità, con il bulbo di Zucchero Fornaciari.
Poi perchè di stiparmi in piazza a "nasare" ascelle putride (che se ne avessi avuta voglia, sarei andato al funerale con Zucchero) al suono di "Grillo Gratis" non ne avevo proprio voglia.
Così ho fissato i pensieri sul divano di casa, negandomi sia al telefono che agli allettanti inviti per un pomeriggio in casa ARGONAUTA che ormai è come casa VIANELLO: "che noia, che barba!!"
 
E nel dormiveglia di un pranzo troppo abbondante, dell'ennesimo gran premio soporifero e di questo caldo da ultimi colpi d'estate, mi sono perso nella lettura di un libro.
 
Un sessodipendente, uno che frequenta i gruppi di recupero assieme a quella che ha ingerito 33 cl di sperma grazie ad un centinaio di pompini; quella che è stata ricoverata perchè le si è spezzato nella vagina un pezzo di wurstel, quello che non può fare a meno di masturbarsi 10/15 volte al giorno.... sto tizio disastrato, dicevo, oltretutto ha una madre molto malata ricoverata in un pensionato.
Così, per sostenere le spese mediche della madre, ogni sera si reca in un ristorante dove simula un soffocamento. Qualcuno lo salva, lui fa la parte del disperato, del fallito e il salvatore gli dona una certa cifra in denaro.
E lui sopravvive.
Non è comunque la sua unica attività perchè durante il giorno lavora presso un villaggio anacronistico, la riproduzione di una piccola colonia del 1700 con galline deformi, tossicodipendenti, ninfomani e segaioli cronici.
Ma, sebbene provi a sforzarsi con la terapia, non riesce ad uscire dalla sua sessodipendenza che lo costringe a sveltine in aereo, nei bagni dei locali, in una cappella... sempre con partner diverse, sempre con "malate" come lui.
Poi conosce una dottoressa, una che lo supplica di scopare con lui in cambio di una soluzione ai problemi della malattia della madre.
Ma con la dottoressa lui non riesce a comportarsi come con le altre... credeva di non essere capace di amare e con lei non è solo sesso, con lei è diverso.
E nei giochini erotici con una sua collega del villaggio, si procura un'occlusione intestinale.
E salta fuori un vecchio diario scritto dalla madre che parla del passato del protagonista.
Ma è scritto in italiano e lui non riesce a tradurlo... lui no ma la dottoressa si.
E la dottoressa gli rivela un segreto scritto nel diario
E lui, messo sempre peggio a causa dell'occlusione, si barcamena tra le nuove rivelazioni, le condizioni della madre, le pressioni sessuali della dottoressa e il lavoro...
Poi c'è un epilogo a tutta questa carne al fuoco.
Troppa carne
Epilogo rapido, tirato via.
 
E con tutti questi pensieri, dopo questo libro (nel quale mancavano solo i NANI e gli ELFI... ma, se vuoi ARGO, te lo presto), mi viene da pensare solo una cosa:
 
CHI SARA' IL VIP HOLLIWOODIANO DI CUI PARLA MALGIOGLIO?????
 
non so se prenderò sonno...
postato da: taxxo alle ore 11:48 | link | commenti (12)
categorie: recensioni, libri, racconti
mercoledì, 05 settembre 2007

Stavolta, KIM, hai leggermente toppato...

Kim ki duk

Ieri sera, richiamato insindacabilmente da un "adesso subito" di un'amica - tanto imperativo quanto ambiguo (ambiguo al punto che ho pensato dovesse montare altre mensole in casa), sono andato a vedere l'ultima fatica del regista Coreano Kim Ki Duk: SOFFIO.
Son cose strane dette da un assiduo del multisala, uno che si ingurgita un centinaio di film in un anno con l'ottanta per cento di polpettoni pseudo americani o commediole di basso livello , ma questo è quanto.
 
Anni fa, non più di due, lessi recensioni molto entusiaste verso l'opera di quest'uomo e mi incuriosii al punto di andarmi a rivedere praticamente tutta la sua filmografia in poche settimane.
Ed effettivamente, alcuni film (su tutti FERRO 3 e PRIMAVERA, ESTATE....) mi fecero pensare ad una grossa boccata di novità nel panorama cinematografico, qualcosa che riusciva a mischiare la cultura europea (KIM ha studiato per qualche anno a Parigi) con quella orientale. Un mix tra la calma e l'attendismo tutto buddista e la frenesia e le problematiche di una società occidentale.
Un regista che riesce a ridurre i dialoghi al limite del nulla, tanto da rinunciare a far parlare molti dei suoi protagonisti, senza per questo intaccare la comprensione; che rinuncia all'espressività degli attori (in tanti film che ho visto non sono ancora riuscito a distinguere gli attori. Comprendo sia un limite da abuso di filmetti americani dove il buono è sempre bianco e il cattivo nero); che ricorre ad una fotografia sempre molto curata e caratteristica sfruttando location particolari e dai contrasti cromatici ben definiti (scongiurando l'effetto "sabbia" o "neon scarico" che va di moda adesso); che utilizza la musica, solitamente un pianoforte che strimpella motivetti blandi ed accattivanti, con molta delicatezza; i film di un regista del genere, dicevo, non vanno persi.
 
E con la visione dei suoi film risci pure a delineare un filo conduttore:
la crisi della coppia, la violenza sempre più fisica che psicologica, la ricerca di un cambiamento, morte per una nuova rinascita,  .... e, anche se ogni film tratta il suo argomento specifico, i temi di fondo si ripetono e si susseguono nel sottotesto.
 
ATTENZIONE, SEGUIRA' DISSACRANTE (??) RECENSIONE!!
Ieri sera, dopo il solito salto del pasto (non che mi faccia male, ma ogni volta che vado a Bologna è la stessa storia), passo a prendere la mia amica, un breve salto dal MAURIZIO a vedere chi ha la testa più grossa poi via di corsa alla visione di SOFFIO.
Le mille recensioni lette in anteprima parlavano di un "calo di pressione" del Nostro e di un'opera non all'altezza del passato.
 
"Si, ma avevano detto così anche di TIME!... e TIME è stato bellissimo... voglio proprio scrivere a sta gente per smentirla e smerdarla!" dice l'irascibile amica nel previsione.
 
Anche a me TIME era piaciuto, sebbene il regista abbia il vizio di non curare troppo il lavoro e di produrre i film in una settimana di riprese e due di post produzione.
Comunque entriamo in questa sala desolata (15 / 20 persone massimo) e lasciamo alle immagini il responso.
 
La solita coppia che scoppia (anzi, è già scoppiata al punto che LUI riceve le chiamate dell'amante mentre fa colazione con LEI), un po' di violenza famigliare, LEI che non è proprio lo specchio della bellezza e della sanità mentale, l'ALTRO che è chiuso in un carcere a scontare un ergastolo in una celletta vuota assieme ad altri tre soggetti.
E l'ALTRO decide che è meglio morire e tenta il suicidio con uno spazzolino da denti.
LEI, che fa la scultrice/casalinga nel suo appartamento in un palazzo dall'architettura bizzarra, apprende la notizia del tentato suicidio dalla televisione e decide di prendere a cuore le sorti questo giovane disperato.
Così, seguendo l'ennesima sequenza stagionale (vedi PRIMAVERA; ESTATE...), LEI si presenta, in un parlatoio addobbato all'occasione, a raccontare storielle assurde e a farsi dar di lingua dall'ALTRO che è rimasto muto a seguito del tentato suicidio (escamotage registico che ha ovviato al problema di doppiaggio dell'attore vietnamita che non parla coreano... ).
Questi incontri si svolgono sotto l'occhio vigile di un secondino presente nel parlatoio (che non interviene nè si gira neppure sul finale quando i due si accoppiano fugacemente stile "sò la stanela, zò i bragon") e di un guardone, una specie di responsabile, che segue gli incontri grazie al grand'angolo di una telecamera di sicurezza, lo zoom digitale e il monitor di un PC.
Ed è lo stesso responsabile a decretare le tempistiche degli incontri, sempre più magnanimo con il passare del tempo...
Ma LUI, il marito cornificatore / cornuto, si accorge di questa tresca (la moglie, in pieno inverno, usciva di casa con l'abitino da pic-nic primaverile e non tornava prima di sera) e indaga finchè, rassegnato, rinuncia pubblicamente all'amante per recuperare quella ciospa della moglie.
E gli incontri si interrompono.
E l' ALTRO ritenta il suicidio senza riuscirci.
Così, mentre la famigliola si tira palle di neve, si conclude la sequenza stagionale con questo inverno di morte dove l'ALTRO viene assecondato nel desiderio di passar a miglior vita da un compagno di cella GAY (forse geloso della stessa LEI e degli incontri fugaci) che lo strangola nella notte in un'ultima scena un po' troppo forzata ed innaturale.
 
Scrivendo la recensione mi sono accorto che, alla fine, sebbene ci siano pecche tecniche abbastanza evidenti (come la neve sulle auto che prima c'è poi si scioglie poi torna ad esserci.. senza che sia nevicato..) ed il solito finale un po' improvvisato ed improbabile (come fu per L'ISOLA, TIME e FERRO 3), il film ha il suo perchè...
I temi sono i soliti medesimi ed il regista sembra vivacchiare un po' cavalcando la fama acquisita ma il film non è da buttare anche se è, comunque, il peggiore dei suoi che io abbia visto.
 
Infatti, prima di questo ravvedimento, a visione fresca, le uniche emozioni della serata le potrei riassumere nel salto della quaglia della nonnetta che sedeva a fianco della mia amica, forse addormentata o forse dai nervi tesissimi, che è zompata al suolo al suono di un cellulare... e dal racconto di un calabrese zoppo e ticcoso che tentava di vendere un tugurio senza finestre mentre due casi sociali pulivano fagiolini ed un cane invisibile faceva la guardia alla porta.
 
Ma questa è più roba da LYNCH....
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categorie: recensioni
mercoledì, 29 agosto 2007

Settembre: tempo di reality!!!

logo_isola5

Anche quest'anno, tra roghi dolosi, gli ennesii delitti, le tasse di Valentino e il finto vulcano di villa Certosa, giunge la fine dell'estate.
Trampolino di lancio per un autunno altrettanto scoppiettante, qui nel bel Paese.
 
Si inizia con il VaffanculoDay di Beppe Grillo che l'otto settembre sarà in piazza Maggiore tra saltimbanchi, nani e ballerine a criticare civilmente questo paese "immobile dal 1943".
Forse sentiremo che bisogna usare la macchina elettrica ed uscire dalla schiavitù del petrolio (ma poi le batterie come le ricarichiamo? con nuove centrali a gasolio e combustibile fossile? o riparliamo del nucleare? solo con le "rinnovabili", aggiungendo il consumo di ricarica delle auto, non sopperiamo al fabbisogno generale... e i problemi cambiano e non si risolvono); forse sentiremo parlare di questo parlamento troppo anziano (e la soluzione è un parlamento di NON professionisti con carriere di massimo due legislature?); forse sentiremo parlare di precariato, dell'argento nelle merendine, delle liberalizzazioni e di quel ragazzo di Brescia che trasmetteva le partite di calcio in streaming collegandosi ad un sito cinese e si è beccato una denuncia penale e una civile da non so quanti miliardi intentata da sky....
E poi?
Il progetto quale sarebbe?
Creare un partito o dimostrare indignazione fine a se stessa sensibilizzando l'inconsapevole cittadino?
A me un Vaffa contro questo paese che ha qualcosa che non mi va lo caccio ogni giorno... ci voleva Beppe per sincronizzarci in un Vaffa più forte.
Non capisco.
 
Quello che capisco, invece, e che serve a riabbassare il target del BLOG, è l'inaugurazione della nuova stagione dei reality.
Concentriamoci sul mio preferito:
 
L'ISOLA DEI FAMOSI 5
 
Sebbene le voci dello scorso anno parlassero dell'abbandono di SUPER SIMO dalla conduzione, una probabile pioggia di gettoni d'oro nelle casse della simpatica quanto abusata e stantia conduttrice le hanno fatto cambiar idea e lei sarà, sempre più cotta dal sole, a far faccine e movenze dietro la telecamera.
E l'edizione di quest'anno, come annuncia la produzione, sarà arricchita dalla partecipazione, oltre che dei "VIP", anche di qualche concorrente NON FAMOSO (come se Raffaello Balzo o Luca Calvani fossero VIP).
Quello che sorprende è che una della motivazioni all'abbandono della Ventura fu proprio la "scarsezza di VIP disponibili che non fossero già stati riciclati da altri format...".
Ma, consultando un articolo di LIBERO NEWS, veniamo addirittura a sapere che oltre ai nomi dei partecipanti (tra i quali spiccano Cecchi Paone, Cristiano Malgioglio e Deborah Caprioglio), ci sono pure degli illustri esclusi:
 
Riccardo Bossi, figlio del senatur
Geronimo La Russa, figlio del noto Ignazio
Anna Falchi e Loredana Lecciso
 
e la prossima edizione è già garantita, smentendo la scusa della Ventura che non ha ancora capito che ormai siamo tutti VIP.
Tra i NON FAMOSI, spicca invece la storia del MAGO di AZ (imperdibile la sua foto, tenerissima, mentre è abbracciato al cuscino).
Da non confondersi con il Mago di OZ, il ben più famoso (lui si, vero VIP) ed efficace mago, il nostro, al secolo Donald Vergari, viene da Savona dove, per spingere la produzione a selezionarlo, ha deciso di fare il una sorta di digiuno stile Pannella su una piattaforma artificiale ancorata al largo del porto della sua città (voglio vedere quando si berrà, in diretta televisiva, le sue orine marroni come già fece il già citato Giacinto detto Marco).
Così, attendendo di conoscere il finale di questa storia di disperati, di questo pseudo cartomante da baby-parking, di questa storia tutta italiana che ci dimostra che c'è sempre un'alternativa al lavoro precario, aspettiamo anche di vedere se parteciperà il carissimo Rocco Tano Siffredi.
 
Ma perchè guardi ste stronzate,Tasso?
 
Perchè sarà tutta finzione ma...
... mi piace pensare che Pappalardo fosse sincero quando rimase tre ore appeso ad un palo (anchilosandosi l'arto) per poi gridare: "UOLTER!!!! UOLTER!!! anche stavolta Pappalardo te l'ha messo al culo" rivolto a Walter Nudo che piangeva alla visione di un Paguro.
 
.. mi piace pensare che Valerione Merola, il MEROLONE, piangesse vermente quando gridava disperato maledicendo tutti gli Dei della terra, grosso come un melone maturo dalle vene in bella evidenza, perchè aveva sprecato una scatola di cerini SENZA RIUSCIRE AD ACCENDERE IL FUOCO.
 
... mi piace pensare che la pudicità del caro ENZO PAOLO TURCHI verso il suo problema INNOMINABILE (che erano poi banalissime emorroidi) fosse reale quanto le sceneggiate del caro ALBANO CARRISI (un po' meno reale è sembrato l'abbandono della Lecciso in diretta televisiva).
 
... mi piace pensare che questi presunti VIP, tenuti in vita da un pugnetto di riso e del Gatorade, non abbiano simulato risse come quella tra ANTONELLA ELIA e AIDA YESPICA quando si son tirate i capelli dopo una espressiva spintonata e vicendevole spemuta di tette.
 
... mi piace pensare che, sempre il mitico ALBANO, cuocesse veramente le TELLINE, quei pescetti infami, sul badile che serviva a coprire le feci dei naufraghi...
 
.. e poi è l'unico reality che mi sta simpatico..
postato da: taxxo alle ore 11:09 | link | commenti (10)
categorie: recensioni, racconti, personaggi
martedì, 21 agosto 2007

Estate DUE-ZERO-ZERO-SETTE!!!!

 
 
E rieccomi qui.
Non vi siete liberati di me neppure questa volta...
Riprendiamo la stagione un po' più riposati, con un velo di abbronzatura (che nel giro di una settimana finirà nello scarico della doccia), una vescica sulla pianta di un piede che mi divinizza come le stimmate di Padre Pio (ma fa un male cane.. ), una vacanza nella quale ho scoperto, mio malgrado, "lati nascosti" di alcuni miei amici e tantissimi ridordi che vorrei fissare tra queste righe ma, purtroppo, sono stato diffidato dal farlo.
 
Posso solo dirvi che questi occhi e queste orecchie hanno sondato l'insondabile: tra TOTEM D'EBANO, sceneggiate napulitane, insospettabili sciupafemmine, infantili e capricciosi attegiamenti a tavola, rave party in pieno deserto con cubiste in scambio, licenziamenti paradossali e scese di catena da esaurimento arterioscleotico.... ma non posso aggiungere altro.
Ne va della mia salute... anche mentale, ricordare certe cose fa più male che viverle!
 
E quindi di cosa parliamo??
 
Potremmo parlare della moda estiva.
L'estate è la stagione del TUTTO E' POSSIBILE: fa caldo, si suda, l'ormone è mosso molto più che in primavera (mio modesto parere), non c'è niente in televisione, si può mangiare l'insalata di riso poi l'anguria (mi raccomando non invertite la sequenza!!), le riviste di gossip schierano la loro caccia al "capezzolone della VIP", ci sono le zanzare..... insomma, mille motivi per non dedicare troppa attenzione a come si va in giro agghindati.
 
Per quanto riguarda le donne, se non è bastato l'inverno e i jeans a vita bassa a mostrare, proprio li nella zona perianale, il lavoro del loro tatuatore di fiduzzzia (lo scorso inverno passeggiavo per via Zamboni in tutta allegrezza quando la visione di una ventina di "salvadanai" - alcuni pelosamente maschili - mi ha fatto trasalire. Quella sfilza di "gettoniere", in pratica l'imbocco delle chiappe che fuoriesce dal jeans, perizoma o meno che sia, ha illuminato la mia fantasia: e se invece del classico tribale, ci tatuassero un bel INSER COIN??? sarebbe anche remunerativo!), la moda della nuova stagione ha IMPOSTO il ritorno del vestitino fioratone da "grembiule della SDAURA" e/o "SCHIAVA ISAURA".
A questo ritorno di fiamma resto del tutto immune.
Recito a memoria le parole di alcune amiche che, solo un paio di anni fa, vedendo una gonna a motivo floreale rosso su fondo bianco, dissero:
 
"Ma chi vuoi che si metta quella roba da ZINGARONA??? neanche la GLEDIS della Luna Nera....!!!"
 
Oggi, queste stesse amiche, sfoggiano boriose il loro fioratone ZINGARESCO dimentiche di quel passato categoricamente avversato.
 
Sulle spiagge, già ad inizio stagione si proclamava l'affermarsi del TOPLESS come nuova filosofia di pensiero.
Parallelamente, la moda "vestita" lanciava il TRI-KINI, una sorta di costume intero tutto bucato... o un bikini con un pezzo in più che copre la pancia..
Fatto sta che non ho visto nè uno nè l'altro: i soliti merdosissimi due pezzi da piazzola in saldo e due topless che due prugne secche son più gradevoli!
Debbo smetterla di credere a LUCIGNOLO BELLA VITA...
 
Per quanto riguarda l'uomo, a parte il riaffermarsi dello slippino da spiaggia (che ha mostrato il VERO crollo della borsa!!!! altro che economia e finanza..) e delle T-shirt attillate (che poi viene la smania a tutti di comprarsele, anche ai panzuti che poi mostrano il cratere dell'ombellico e l'elastico della mutanda che sborda dal jeans... ), non c'è un vero e proprio filone modaiolo.
Potremmo parlare del bulbo a schiaffo, il ritorno delle greste ingellate, il riaffermarsi del modello sconvolto beatles, lo shampoo alla PINETI... ma sono ormai anni che se ne vedono di ogni genere... anche CESARE RAGAZZI avrà il suo da fare a variare il catalogo di parrucchini.
 
Parlo invece di una roba obbrobriosa della quale sono testimone involontario OGNI ESTATE.
Sei alla solita fiera paesana, trascinato dal concertino, dalla voglia di frescura, da una gentil donzella o qualsiasi altro motivo che ti distolga dall'ennesima replica dei film di TOTO' in televisione...
Gorgheggi la tua birra dissetante prima di sudartela tutta nel giro di 5 minuti e ti rilassi scambiando due chiacchiere spensierate quando ti volti e ti lasci distrarre da una visione:
Un uomo con il bulbo alla PAPA' della famiglia BRADFORD, canottiera chiara infilata dentro il jeans tagliato e sfrangiato (ma a volte pure orlato o solo imbastito...), orologio CASIO, cintura in cuoio marrone, calzetto di spugna bianca con il disegnino del tennista, scarpa invernale con carrarmato...
Detta così è la mia solita infarcitura, ma l'uomo in canotta infilata nel pantaloncino è un MUST estivo che mi trovo a dover affrontare ogni estate!
Ed il fatto eclatante è che il pantaloncino/pantalone, rigorosamente a VITA ALTISSIMA, allacciato appena sopra l'ombellico, ti fa chiaramente comprendere verso quale "schieramento politico" è orientato il soggetto, grazie alla visione di sacrificatissimi pacchi che neppure le torture peggiori del'inquisizione spagnola avrebbero potuto concepire...
 
Ma il meglio di questa ESTATE 2 0 0 7 è l'ennesima genialata AMERICANA (e noi, CAPRONI, tutti dietro): dopo la gomma da masticare, l' IPOD e la guerra preventiva arrivano anche le CROCS.
Ho chiuso un occhio sulle BIRKENSTOCK (adesso anche in versione Anticellulite) che i turisti tedeschi indossavano con calzetto sulle nostre spiagge già dagli anni '70...
Ho tralasciato commenti verso le infratido che si incollano al piede e non hanno neppure la stringhetta...
Ho preferito non pensare alle SPADRILLAS che, almeno, erano in tessuto..
 
Ma di sta merda di ciabatte in pura colata di gomma anallergica non posso tacere..
Che fosse solo per il motivo che sono delle camere a gas ambulanti, non sarei così risentito!
Il fatto è che sono pure orribilmente brutte, antiestetiche (sembrano gli zoccoli di Theo Van Gogh, il fratello sconosciuto di Vincent) e importabili: sotto cosa stanno bene????
Ma la gente, si sa, pur di darti torto, indosserebbe la merda secca di un bufalo come cappello... magari con una margheritina ad ornamento, ma non ammetterebbe MAI che ha comprato quell'oggetto solo perchè "Ce l'hanno tutti!"..
Io non sono tutti....
Anche se, credo come molti altri, quando ero piccolo ero obbligato a indossare le scarpine con gli occhi, quelle con il laccetto sopra la caviglia che le bimbe compravano bianche e i maschietti blu. Chissà se le fanno ancora...
Ma da allora di scarpe con i buchi non ne ho più comprate!
 
E questo è quanto ho partorito in questa seratona con il suono del nuovo lettore MP3 nelle orecchie, tra un SIAMO DONNE e un DON'T CRY, e prima ancora che mi passi la voglia di usarlo o me ne dimentichi e lo metta nel cimitero degli elettrodomestici...
 
Viste le premesse, sarà l'ennesima stagione ricca di stronzate!!!
postato da: taxxo alle ore 21:36 | link | commenti (15)
categorie: recensioni, racconti, various
martedì, 19 giugno 2007

La frangetta ZOLESE...

ruota

Avete mai sentito quella cazzo di canzone simil-rap (qui il testo originale) che impazza in radio dove, con una vocetta femminile "elettronica", si decantano i luoghi comuni dei trentenni di Milano?
Adesso va di moda adattarlo ad ogni altra città.
Oggi ho sentito la versione di FOLLONICA e mi son detto: "Cazzo, ma a ZOLA, con tutte le menate che ci sono, non possiamo farci la canzoncina sopra?"
Ci mettiamo un pout pourri di personaggi, i luoghi tra i colli e la pianura e, anche se non la capirà nessuno, chissenefrega!
Sapessi a me quanto importa del PLASTIC di Milano.... io ho il PIGNOTTO ed il PIC PAC!!
 
VAAAAAIIIIIIIIIIIIIII
son proprio a corto di idee....

!!VERSIONE AGGIORNATA!!
 
Accumulo "Repubblica"
vado dalla NELLA
vivo al BAR DEL PRETE
vivo all'EURO
vivo al K2 
voglio un MONOLOCALE
compro il vino di CORAZZA
ho fatto il corso della PRO LOCO 
ho avuto il terribile ARLETTI
ho fatto le CAMPITURE
ho fatto il BELLUZZI
faccio l'IMPIEGATO TECNICO
andavo sul SUPPOSTONE
in questa città sai che palle
andiamo a VIGNOLA?
andrò alla BARACCHINA DI PONTERONCA
facevo lo stagionale a raccogliere l'uva
guardo le bariste di RE GEORGE 
conosco le GEMELLE VENTURI
faccio gli articoletti per il giornalino 
organizzo IL CALCETTO 
ci arbitra DOLCI?
DON LUCA come MOGGI
ANSIA non lo chiamiamo, non passa mai la palla
ho il PC raffreddato a liquido
ho il lettore MP3 in offerta
vado alle feste al PIGNETA
che belli i filmini dello YETI
ma che palle il PASSAGGIO A LIVELLO
ti ricordi il PIC PAC? 
ma che roba c'è sulla ROTONDA?
ti piace il nuovo COMUNE?
che cazzo è quella tettoia nel PARCO?
io aderisco all’appello per la RIPUBBLICIZZAZIONE DELL'ACQUA
bevo solo il mojito TAMPONATO dal DONATO
bevo il CHINOTTO a 4 euro
almeno due concerti dei DRUNK al mese 
sono dappertutto
vado al PIGNOTTO
vado alla SOLEADA
vado alla BARACCA
vado alla MERIDIANA
cazzo ho perso la CORRIERA
allora prendo la SUBURBANA
ma che palle il PASSAGGIO A LIVELLO
non si può più SCHIZZARE VELOCI
I miei amici sono troppo degli sfigati
adoro la musica straniera 
sono troppo stressato
un tempo avevo un bel bulbo 
sono estroverso
sono introverso
fortuna che a PONTE c'è LYONS
chattiamo su Messenger, su Skype dopo 5 minuti che ci siamo visti
ti mando un SMS
ti faccio vedere la foto di SABONIS
poi gli offro un CORNETTO
ti mando una canzone troppo bella
oops è un porno
questa sera andiamo al VICTORIA da CHEF
andiamo allo SHANGRI
zio canta quanta bella gente
ma son tutte bambine
poi si giran tutte per SBAFINI
ma che palle il PASSAGGIO A LIVELLO
vado per negozi col LORIS
che palle il LORIS
dopo vado in esaurimento nervoso
8 ore per tre lampade col LORIS
anche da CASTORAMA, IKEA e DIVANI e DIVANI
poi le riporta indietro
compro e vesto quel che capita
andavo in bicicletta
tutto il giono in bicicletta
adesso ho il culo saldato alla macchina
andiamo all'EREMO per le stelle
che roba c'è a CA' LA GHIRONDA
quanta "creatività"
che bello LO STARGATE 
basta, che du maron il CAMPETTO
ci vediamo alle 22.00
un tempo eran le 19.00
mi piacciono i cassonetti bruciati del MANUEL
sono molto intensi
il collegamento veloce non va mai
andiamo al MULTISALA
ti ricordi TELE ZOLA?
c'era anche Red Ronnie
mi ha detto QUERZ che su rete A si vede di tutto
ma che palle il PASSAGGIO A LIVELLO
il PIGNA ha scaricato il film
sarà il solito porno
non mi piacciono i balli latino americani 
son troppo commerciali
che li faccian tutti non è garanzia di qualità
e adesso li fanno anche al BAR...
nessuno mi capisce
uff, non ci si fila mai nessuna
ma chissenefrega
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categorie: recensioni, racconti, various
venerdì, 16 marzo 2007

Il Numero 23

matto_tarocchi
E' un argomento un po' frusto ma, piuttosto che parlare della solita crisi dei trentenni, se siamo della generazione X o di quella Y, cazzata per cazzata cioè, parliamo del numero 23.
 
Il 23 febbraio 2007 è uscito nelle sale americane il film "The number 23" del regista Joel Schumacher (Un giorno di ordinaria follia, Il cliente, ...) interpretato dall'eclettico Jim Carrey.
Parla della storia di un uomo ossessionato dal numero 23.
 
Ma dove nasce tutto questo polverone sul numero 23?
 
Tralasciando questioni strettamente matematiche, il riferimento più lontano è quello di una leggenda Maya che annuncerebbe la fine dell'era del quarto sole (la nostra appunto) per il 23 Dicembre 2012.
23 sarebbe anche 2 volte 3 (3 è il numero della santa trinità nella cultura religiosa cristiana)...
il numero dei cromosomi dell'uomo...
il numero di gradi di inclinazione dell'asse terrestre...
 
poi, più profanamente:
 
23 era il numero di maglia di Michael Jordan..
ma anche di Marco Materazzi (e allora??)...
il 23° arcano è il matto..
sia in Cabala ebraica che nell'esoterismo il 23 è un numero molto importante...
il 23 è anche legato a strane pseudoreligioni come il Discordianesimo (movimento legato alla Legge del 5.... altro casino sul casino..)..
o la setta degli illuminati...
 
Tornando al Jim Carrey, ogni volta è una sorpresa.
Non si sa se per pubblicità o per cosa, ma oltre alla leggenda nata sulla sua identità dopo il film "Man on the moon" (il film narra la storia di un comico, Andy Kaufman, morto di cancro molto giovane. Secondo un bizzarro sospetto, Jim Carrey, che lo impersonò strabiliarmente nel film e che ha una comicità molto simile per movenze e fisicità, sarebbe lo stesso Kaufman sopravvissuto e sottoposto a plastica facciale), c'è pure il fatto che Carrey ha un'agenzia di produzione denominata NUMBER 23 in onore della sua VERA ossessione per quel numero.
 
Sembra anche che le date di alcuni degli avvenimenti più importanti della storia umana siano legati al numero 23.
 
Per esempio, una su tutti, le torri gemelle furono attaccate l' 11-09-2001 (11+9+2+1= 23)...
 
Quindi, Argo, che cazzo lo fai a fare il mutuo che finisce il mondo entro 5 anni?
 
Chi sa altri collegamenti, anche personali, al numero 23?
postato da: taxxo alle ore 12:17 | link | commenti (13)
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lunedì, 12 febbraio 2007

INLAND EMPIRE - il Delirio "Lynchiano"

INLAND EMPIRE

Non so perchè, ma resto affascinato da tutto ciò che sembra incomprensibile, sottilmente colto, forse inaccessibile...
Con questo non voglio dire che sono l'intelligentone di turno che si sollazza con giochetti matematici, enigmi tipo rebus, sciarade, cubo di Rubik o affini.
A me basta Lynch!
 
Ho già scritto a più riprese che è inutile cercar di spiegare il cinema di questo regista.
Mi fanno impazzire quelli che parlano e dibattono sicuri trovando mille risposte alle miriadi di domande che nascono guardando i suoi film.
Questa mia teoria, quella dell' "inutilità delle domande perchè tanto NON ci sono risposte", ha trovato ampia conferma in un'intervista rilasciata dal regista e riportata dal Venerdì di Repubblica:
 
"Spiegare il mio cinema? se non ha senso la vita, perchè dovrebbe averne la mia opera?"
 
Con questa "ammissione di reato" possiamo frenare ogni velleità di ricerca della razionalità nei suoi film.
Non per questo ritengo, comunque, che sia un discreto regista per stile (ambientazioni sempre angoscianti) e creatività.
Il suo lavoro che preferisco è "Una storia vera" (che sta a Lynch come Jackie Brown sta a Tarantino), commovente racconto fuori dai canoni.
Ma ho apprezzato anche Mulholland drive, The Elephant man e Cuore selvaggio.
 
Ieri sono andato a vedere INLAND EMPIRE, la sua "ultima fatica".
Mi faccio accompagnare dall'Argonauta, cinefilo onnivoro, da sempre appassionato al cinema di Lynch.
L'Argo non avrà la finezza intellettuale e culturale che richiedono certe visioni (è lo stesso che ha consultato internet per "comprendere" il semplicissimo finale di The Prestige... cosa ci volete fare, in provincia "scarpa grossa e cervello fino"), ma non l'ho mai visto addormentarsi in sala.
Ed INLAND, in questo senso, ha messo a dura prova tutti i presenti.
 
L'avventura è Lynchiana dal primo momento.
Mi parcheggio in zona Giardini Margherita, in area SOLO RESIDENTI, perchè sono in ritardo come al solito.
Chiedo lumi ad un residente che sta prendendo il sole in terrazza (a febbraio!) che mi rassicura:
"stia tranquillo, alla domenica, in trent'anni, non ho mai visto fare le multe!"
Vabbè, mi fido e corro in sala..
All'ingresso c'è addirittura la fila: clientela abbastanza eterogenea anche se la presenza "anziana" è abbastanza significativa.
Ci posizioniamo in fondo alla sala dietro ad un folto gruppo di signore che ci offuscano la visuale con il lavoro del loro parrucchiere: una decina di chiome permanentate (alcune un po' schiacciate ai lati, tradendo il "riposino pomeridiano") dai colori più sgargianti, compresi tra il mogano e il celeste "fata turchina".
A fianco un vecchietto catarroso e con seri problemi di prostata (andrà in bagno almeno tre volte, prima di uscire definitivamente mezz'ora in anticipo sui titoli di coda).
Dietro, due ragazzi che ridacchieranno per buona parte del film.
Entra anche Lucio Dalla, piccolo "vantaggio" di noi bolognesi, con due giovinastri.
"Forse sono i suoi figli!" mi dice l'Argonauta riferito agli accompagnatori del Dalla.
"Si, si, torna pure a dormire, ma non ti affannare a spiegare l'impossibile, il film deve ancora iniziare!" gli rispondo mettendogli una pezzuola inumidita sulla fronte.
 
Poi parte la proiezione: tre ore di delirio puro!
Scene recitate in polacco e sottotitolate, un film nel film di cui si perdono i confini, personaggi incomprensibili (la vecchia strega in apertura, le prostitute, il "confessore"), balletti da musical, una sit-com con attori dalle fattezze di conigli giganti.... mi aspettavo, da un momento all'altro, un intervento di Lucio Dalla che si mette a canticchiare il suo SCIUBIDUBIDA stile "lunedì film"!
Nel frattempo la sala si desertifica con le prime defezioni, alcuni attardamenti al bagno, fughe per la sigaretta.
Buona parte della fila davanti a noi dorme paciosamente.
Il vecchio catarroso se ne va: forse è l'ora dell'antibiotico e non può sgarrare!
 
A venti minuti dal finale, davanti ad una scena con una cinese, un'aborigena australiana (o qualcosa del genere) ed un barbone di colore che parlano di "vagine bucate e dubbi esistenziali", con un'impennata di orgoglio, una delle anziane signore da la "zampata della leonessa ferita":
la protagonista, ferita a morte da un colpo di cacciavite al ventre, rigurgita un quantitativo industriale di sangue sul marciapiede. Le si avvicina all'orecchio l'aborigena e le dice placida: "stai tranquilla, stai morendo".
Al che, l'anziana signora in sala, sbotta in una sonora risata irridendo l'anomala e cinica battuta del film come a sottolineare: "ci mancava solo questa!"..
 
Anche sui titoli di coda Lynch non si smentisce: appare una ragazza senza una gamba e con il trucco pesante e sbavato che, in primo piano, dice: "BELLISSIMO!"....
 
Lasciamo la sala increduli.
Passiamo i "raggi X" del pubblico che attende di entrare per il prossimo spettacolo (che ti scrutano chiedendoti "li ho spesi bene i miei soldi o, finche sono in tempo è meglio farsi rimborsare?") e riflettiamo sulla visione.
Un senso lo si potrebbe anche dare, ma non ti viene nell'immediato e vorrei tenermelo per me: oltre a non aver senso darlo (il senso, appunto), sarebbe un'inutile esercizio didattico. Ognuno pensi ciò che vuole.
 
Fatto sta che la multa (36 euro per divieto di sosta) me la sono beccata tutta!
E con me almeno altre 20 auto.. fortuna che negli ultimi trent'anni non si erano visti viglili in giro!
postato da: taxxo alle ore 10:56 | link | commenti (9)
categorie: recensioni, cinema
martedì, 19 settembre 2006

Requiem for a dream

requiemforadream
Attendendo di vedere THE FONTAIN, ultima fatica di Darren Aronofsky (USA), mi sono guardato "Requiem for a dream" (2000).
 
Avevo già visto "Pi greco - teorema del delirio" ed ero rimasto colpito (ma non affascinato) dalla particolarità della storia e dalla tecnica registica. Così mi sono incuriosito e ho deciso di dedicare un po' del mio tempo a vedere quello che è stato definito il film della "consacrazione al grande pubblico".
 
La storia parla della vita dei quattro protagonisti: madre, figlio, fidanzata ed amico.
Sono vite scialbe e in ambienti al limite del decoroso.
 
La madre, sola, pensionata e vedova, vive incollata al televisione guardando una strana trasmissione. Il suo sogno è quello di poter andare in televisione ospite della trasmissione.
 
Il figlio è un tossicodipendente e, con l'amico, vivono di piccolo spaccio nel quartiere.
Il loro, però, è vivacchiare e attendono da tempo una grossa fornitura per poter aumentare il giro d'affari.
 
La fidanzata, tossicodipendente pure lei, attende la possibilità di aprire una boutique dove dar sfogo alla sua passione per la realizzazione di abiti di moda.
 
Un giorno tutti vedono avvicinarsi i loro sogni:
Una telefonata informa la madre che è stata invitata a far parte del pubblico della trasmissione.
Arriva una grossa partita di droga e i due amici diventano ricchi in pochissimo tempo.
Con tutti quei soldi aprono una boutique di moda alla fidanzata.
 
Ma il raggiungimento completo di questi sogni è ancora lontano e per ognuno ci sarà un tristissimo epilogo.
 
Come nel primo film (Pi greco...) è interessante la capacità del regista di creare sistuazioni ossessive, ripetitive e di allucinazione sfruttando tecniche da videoclip, tagli repentini e velocizzazione delle immagini. Anche in questo caso, infatti, lo stato fisico dei personaggi è ben rappresentato.
Per il resto la storia appare un po' forzata ma pur sempre entro i canoni del possibile.
Il raggiungimento di un sogno, per quanto stupido e futile possa sembrare, deve sempre passare per il sacrificio e la dedizione.
Arnofsky ci vuole dimostrare che le vie più brevi e drastiche, utili solo ad accellerare l'arrivo di un "riscatto personale", sono anche la fine stessa del sogno.
Consigliabile per un pomeriggio di concentrazione.
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categorie: recensioni, cinema
lunedì, 11 settembre 2006

Il Cuoco, il Ladro, sua Moglie e l'Amante

cuoco ladro moglie amante
Questo è un film del 1989, un po' impegnato e al limite del surreale.
E' di Peter Greenaway (GB) grazie ad una produzione tutta europea.
 
La storia è ambientata all'interno di un ristorante (dall'arredamento molto barocco) e in un'epoca indefinibile.
Un boss di malaffare (il ladro) è solito pasteggiare all'interno del ristorante con tutta la sua banda, concedendosi licenziosità, strane elucubrazioni culinarie, scurrilità e violenza.
Il tutto sotto gli occhi del proprietario del locale (il cuoco) che cerca di mediare tra la clientela e le scorribande del boss.
La donna del boss (la moglie) è costretta a presenziare a questi pasti vittima delle angherie del marito, sopportando continui maltrattamenti ed insulti.
Altro personaggio è un bibliotecario (l'amante) che si reca abitualmente a mangiare nel locale.
Tra la moglie e il bibliotecario nasce un amore che si consuma prima nel bagno delle donne poi nelle surreali cucine del ristorante, sotto la protezione del benevolo cuoco.
Il boss verrà informato del tradimento e si farà giustizia da solo, per poi ritrovarsi vittima di tanta cattiveria nel finale.
 
Grossi contrasti cromatici, ambienti sproporzionati e indefinibili, costumi ricchi e fuori dal tempo.
Una storia che parla del legame tra il cibo, l'eros e morte.
Una storia barocca e decadente.
 
Questo l'estratto di un dialogo tra cuoco e ladro:
 
Quando prepari il menù come lo fai il prezzo delle portate?
Io chiedo di più per tutto quello che è nero; uva nera, olive nere, ribes nero. La gente, in genere, ama ricordarsi della morte; è come consumare la morte. È come dirle: Morte ti sto mangiando! Il tartufo nero è la cosa più cara insieme al caviale nero. Morte e nascita, la fine e il principio. Tu non credi che sia giusto che tutte le pietanze più dispendiose siano nere? E poi facciamo pagare la vanità: i cibi dietetici hanno un sovrapprezzo addizionale del trenta per cento, afrodisiaci del cinquanta per cento.
 
Per gli amanti del genere erotico/culinario consiglio anche la lettura di:
 
"Confessioni di un cuoco eretico" di David Madsen - ed. Meridiano Zero
 
La storia di un cuoco che prepara sempre pietanze sensazionali, anche al limite dell'etico.
Da leggere.
postato da: taxxo alle ore 16:01 | link | commenti (4)
categorie: recensioni, cinema
domenica, 10 settembre 2006

La cena dei cretini

cena cretini
Con questo post vorrei iniziare l'unica rubrica semiseria di questo Blog: le recensioni.
Partiamo, comunque, con una recensione cinematografica molto blanda.
 
LA CENA DEI CRETINI è un film francese del 1998. Una commedia molto leggera ma molto simpatica e a tratti esilarante.
 
La storia parla di un gruppo di amici che organizza ogni settimana una cena molto particolare.
A questa cena ognuno si preoccupa di invitare il personaggio più strambo, originale, coglione che trova.
Al termine della serata viene decretato il vincitore morale di questa competizione, quello cioè che avrà portato il commensale più cretino.
Il protagonista del film, però, si ritrova ancora "sguarnito di cretino" la mattina del giorno della cena.
Quasi sull'orlo di rinunciare a parteciparvi, gli viene suggerito da un amico un tizio veramente stravagante: il re di tutti i cretini.
Per alcune vicissitudini la cena salterà ugualmente, ma la stramba coppia si riunirà ugualmente e il protagonista, da potenziale e irridente carnefice, si trasformerà in tragica vittima della coglioneria del "cretino".
 
Azzeccatissima la scelta dell'attore interprete del "cretino" e molto validi alcuni dialogi, soprattutto le telefonate.
Un film che consiglio per una serata di svago e spensieratezza, tanto per uscire dai canoni pecorecci degli ultimi Boldi-De Sica o per staccarsi dagli standard della comicità sboccata Americana.
Per il resto è una commedia che non insegna nulla e neppure tenta di farlo.
Ottima l'idea.
 
Dopo la visione guarderete con più sospetto qualsiasi invito a cene o feste che vi giunge inaspettato da sconosciuti.
Anche se un paio di nomi per una cena del genere li avrei già in agenda...
Attenti!
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