Attraverso lo Stargate

Distorsioni dalla provincia

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Utente: taxxo
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ignorante come un banco - sempre alla ricerca del "tempo" - scribacchino impertinente - giornalista giornalaio - attento sbadatello - folle lucido - simpatica canaglia. In una parola: il TASSO

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lunedì, 06 ottobre 2008

Un simpatico fine settimana sulla tazza del cesso..

Esorcista_vomito

I ritmi di vita moderni ti impongono di concentrare le tue aspettative di gioia e godimento in particolarisimi e ben definiti momenti della settimana:

- dalle 18.30 alle 21 di ogni giorno quando ti rechi nei centri commerciali a "comprare un po' di felicità"...

- il venerdì e il sabato sera quando devi esaurire e risolvere ogni tuo problema...

- SEMPRE e IMPROVVISAMENTE se lavori nel mio ufficio..

Poi ti resta la domenica per fare un bilancio.

Il mio bilancio, ieri, l'ho fatto con la faccia nella tazza del cesso!
Ma non perchè sto collaborando all'esperimento sui bosoni svizzeri e gli serviva uno che li andasse a cercare nelle maioliche della ideal standard.
Non ho ancora capito dove, ma dovrei essermi beccato un virus.

Andiamo in fila con il bilancio.

MERCOLEDI' sono al pranzo dei "raccoglitori dell'uva", pranzo offerto da azienda vinicola di Anzola e al quale partecipiamo perchè il CAPO aveva detto che saremmo andati a raccogliere anche se poi non ci siamo andati.
Età media 75 anni. Si parla solo il dialetto.
Oca, lo zitellone di 85 anni, viene preso in mezzo da tutti:
"Oca, ma è vero che il tuo catenaccio è praticamente nuovo??"
"Ma cosa dite!! non ve l'ho mai raccontata di quella volta che Gigi mi ha chiesto se potevo ospitare sua moglie che lui andava a caccia? Era inverno, faceva proprio freddo. Io a casa ho due letti, e le ho detto di non stare a disfarne due, ma che poteva dormire con me che così ci facevamo caldo assieme.."
Questa storia, in due ore, l'ho sentita 15 volte con numerose varianti e precisazioni.
Fatto sta che non s'è capito se Oca, il catenaccio, con la sposa, l'ha usato o no!

Sempre al pranzo c'è pure la cuoca Teresina, un condensato di 145 cm di tette e occhiali, che viene a servirci tenendo la sigaretta accesa di sbieco tra le labbra.
Ha un tono di voce simile ad un carburatore sporco e nella goliardia della giornata, ogni volta che si allunga per spadellare un po' di tagliolini, qualcuno le palpa il culo o le spreme una tetta.
Lei si divincola abile e avvezza al che qualcuno le dice: "Teresina, ma perchè non ci stai?"
e lei: "Io lascio la finestra aperta tute le sere, ma non viene mai nessuno!".
"Per forza Teresina non veniamo.. se poi resti incinta?"
"Potete fare quel cazzo che volete, ma tanto io incinta non ci rimango.."
Grasse risate.
Tutto in dialetto stretto.

GIOVEDI' vengo invitato da CIP e CIOP, quelle dei pranzi cimiteriali, ad un convivio a base di spaghetti, formaggio, pastarelle e acqua del sindaco.
Non so quale sia stato il problema, ma la mattina dopo tutti i convenuti avevano avuto problemi notturni.

VENERDI' sera vengo intrattenuto dal CAPO a fare un aperitivo in ufficio con lui e alcuni suoi tristissimi amici.
"Ci facciamo una bicicletta? dai, ho imparato a farla quando lavoravo al ristorante.. sentirete che bontà!"
Chissà che genialità o che abilità innate ci vogliono per mescolare mezzo Campari con un dito di succo di arance rosse (già scaduto da mesi), fato sta che ci sorbiamo sto sciroppone e relativi ed infiniti bis perchè "dai che il succo vuole finito che se no scade..".

Il SABATO lo passo fino alle 17.15 in pigiama in giro per casa poi decido di uscire, faccio un salto al MORTADELLA DAY, mi schifo nel vedere che friggevano tutto, panando a momenti anche i bicchieri di vino, e me ne torno a casa.
In serata prendiamo due pere dall'INTER.

Per la DOMENICA mattina avevo dato la mia adesione a partecipare alla commemorazione per la strage di Monte Sole.
Prendiamo un pullman al volo alle 8.00 guidato da un autista che sembra Jonny Glamour, ci lasciamo affabulare dai racconti di un ex-partigiano che ci mostra delle fialette rotte. A me sembrano quelle che sua moglie usa per la tinta azzurrina, ma lui ci dice che le ha trovate nei boschi di Vergato e che contenevano le droghe usate da chi faceva i rastrellamenti.
Facciamo le facce ammirate ma quando iniziamo a disquisire sul fatto che anche in Vietnam gli americani hanno sperimentato droghe, il partigiano si dilegua frettoloso e incurante del fatto che non avevamo ancora finito di raccontare.

Arrivati a Marzabotto facciamo colazione, altre chiacchiere, ci piazziamo al sole e inizio a star male.
Non riesco a star fermo.
Gran ribollimento nelle carni.
Ci fanno pure un'intervista, una scuola di cinema di Prato, e la signorina è assai carina e ben disposta.
Vorrei chiederle come hanno risolto i problemi coi cinesi e con le prostitute che la danno a 3 euro e ammazzano il mercato, ma sto così male che non dico un cazzo e lascio parlare Scaglia.
Poi penso che sia meglio così, perchè metti caso che le piaccia, chi ci va a morosa fino a Prato che a me scocciava anche andare in centro a Bologna?
Pensieri da delirio tremens.

Al rientro mi sgonfio sul cesso.

Questa settimana solo semolino e mela cotta.
postato da: taxxo alle ore 10:07 | link | commenti (8)
categorie: racconti, personaggi, lavoro
martedì, 02 settembre 2008

Come mai, come mai, sempre in culo agli operai!

cellulare-nel-cesso

Stamattina arrivo in ufficio, appoggio la roba sul tavolo e mi rassegno al solito rito del caffè col CAPO che spesso si dilata tra le 8.20 e le 10.00 perchè mi deve raccontare se ha dormito col culo scoperto, se ha caricato la negra all'angolo, se ha usufruito di aiuti chimici, ecc. ecc.
In pratica mi deve obbligatoriamente rendere partecipe (ed io devo pure fingere entusiasmo) su tutto quello che gli è capitato nelle 10 ore chje ci hanno tenuto lontani.

Se torno a nascere o faccio l'omino che si ascolta i confessionali del grande fratello oppure faccio il prete.
Oppure voglio far domanda per fare la cassiera nelle macellerie o la signora che raccoglie gli spicci col piattino fuori dai cessi dell'autogrill.
La mia solita indecisione cronica.

Invece, appoggiati i miei stracci, vengo aggredito da questo:

"Ho fatto un DISASTRO!! ieri sera ho fatto tardino - tipo le 12.18 (la precisione dell'ingegnere) - ed ero in banana perchè ero stato con mia figlia a mangiare la pasta al chilo in un pub... l'ho vista serena sai? sono prioprio contento.. però ho dormito male, chissà perchè! cazzo se sono in ritardo. Dai, tira giù il caffè che io intanto piscio e risparmiamo tempo.... comunque, dicevo, sai quel pub la al ponte lungo? si, si, quello col giardino fuori... ah ah ah fanno un chilo di pasta condita come vuoi te e via andare. INCREDIBILE..."

Metà del discorso me lo fa pisciando con la porta aperta con sottofondo di scarichi organici e l'altra metà picchiettandomi sulla spalla con la stessa manina che prima aveva manovrato il "getto dell'idrante" e che non è stata lavata ma semplicemente "spazzata" sui jeans.

Oltretutto io non ci vedo nessun DISASTRO in uno che si stupisce di aver mangiato la pasta in un pub.
Anche se lui stesso si stupì del fatto che nel 2007 aveva scoperto le pizzerie d'asporto: "Ma lo sai che ci sono delle pizzerie che te la portano a casa se telefoni????"
"Ma va???? sei sicuro?"

Poi continua succhiandosi il caffè che gli ho servito:

".. in pratica ieri sera sono andato a letto che erano le 1.05, ma alle 3.00 ero già sveglio.. così mi sono vestito e sono andato in bagno, TIRO L'ACQUA e zacccc, dal taschino della camicia mi cade il cellulare direttamente nel cesso... - e nel dirlo mi allunga un cellulare grondante - solo che adesso non si accende più...  "

Osservo perplesso e tibubante a prendere in mano una roba che non so bene di che razza di liquido sia imbevuta.
Perchè a me quel TIRO L'ACQUA, sottolineato, mi puzza come quando una donna ti dice: "siamo usciti si, ma non abbiamo scopato!" detto senza che nessuno lo abbia chiesto e senza che loro sappiano se mi interessa o meno mantenere una certa parvenza virginale da IO C'HO SCOPATO E GLI HO DATO PURE IL CULO, MA NON VORREI MAI CHE TI FACESSI UNA CATTIVA IMPRESSIONE.

In pratica se uno ti sottolinea una roba che poteva omettere, è perchè quella cosa l'ha fatta (nel nostro caso, purtroppo invece, NON l'ha fatta).

C'è anche da dire che il CAPO è in fissa per le coglionate da Ingegnere NERD tra cui le camicie col taschino per avere sempre sotto mano le penne, i portamina, trecento biglietti da visita, le buste della posta e per tenerci il cellulare.
Poi a te fa il pistolotto perchè il cellulare andrebbe tenuto lontano dal cuore per evitare aritmie e altre patologie che ha letto forse sul carlino salute.
Ma tu non sei ingegnere, quindi non hai la capacità di difenderte te stesso dalle stesse stronzate che dici.

Fatto sta che adesso, senza il suo cellulare, è come se l'anonima sequestri, per il suo commercio di organi, gli avesse tolto un rene e lo avesse lasciato in un fosso.

Ancora col cellulare grondante, a questo punto con certezza, di PISCIO, mi dice:

"E adesso?"
"Intanto andrebbe asciugato.." aggingo schifato.
"Si, si... ma tanto non va più"
Vista la sicurezza, si vede che all'esame CELLULARI FINITI NELLO SCARICO, lui aveva preso 30 e lode.

"Non è che c'è un posto dove li aggiustano? poi magari gli diciamo che è finito nella vasca da bagno.. casomai gli dici che sei stato tu. Sai la figuraccia che ci faccio se gli dico che sono stato io che sono ingegnere!"

E' risaputo che un ingegnere NON fa coglionate.

Ho sentito anche questa...
Possiamo solo sperare che gli scienziati di Ginevra aprano il loro buco nero proprio attorno a Borgo e questo risucchi definitivamente l'ufficio, il suo contenuto e i suoi abitanti verso una nuova dimensione e nuove esilaranti avventure.
postato da: taxxo alle ore 10:06 | link | commenti (15)
categorie: racconti, personaggi, lavoro
giovedì, 31 luglio 2008

L'officina autorizzata

officina
Oggi dovevo fare il tagliando alla macchina.
L'officina è a qualche chilometro dal mio ufficio così decido, per non scomodare nessuno, di caricarmi la bici, lasciare la macchina e andare in ufficio in bicicletta.
Tutto ok.

Mi presento alle ore 8.00 davanti all'officina.
Parcheggio.
Scarico la bici.
La rimonto.
Mi metto in fila: c'è gente che è li all'accettazione da 40 minuti!!!!
Mi siedo.
Pace.

La fauna media è il pensionato che potrebbe portare la macchina a QUALSIASI ora ma che visto che il tagliando annuale dell'ammiraglia che fa COOP-Casa-BAR è l'unico brivido rimastogli, si presenta due ore prima dell'apertura!
Poi c'è qualche giovine operaio smanettone che chiede l'installazione di chilowatt su chilowatt di potenza audio per l'impianto dell'autoradio e il classico coglione giacca/cravatta/culo secco che si presenta col babbo ultra ottantenne, lo prende a pesci in faccia perchè non ha capito dove deve stare (NO LI!!!, più in la!!) e poi per 30 minuti parla di una spia che secondo il meccanico manco esiste.

Poi c'è un altro soggetto:

"Me sgusa?"
"Dica"
"Ma gui ndo cazzo siamo?"
"Casalecchio di reno"
"E' Bologna o Modena?"
"Bologna, Bologna"
"Sa, so de Milano e sto ndando a portar la famigl a' mare.. poi me se rott a machina!"
"Che sfiga"
"Lo dic a me?"

Il soggetto, che ovviamente mi si siede vicino, è un omone di 190 cm per 130 chili.
Suda a bestia.
E' immancabilmente vestito da vacanza, come se per chi parte per le ferie ci fosse l'obbligo di indossare una divisa: maglietta colorata, pantaloncino con le tasche, gambe bianco latte con alopecia localizzata da sfregamento di calzino, calzino corto blu scuro, saldalo, marsupio a tracolla, barba di tre giorni!
L'abbigliamento è stonato su un ultra cinquantenne di quel tipo.
Forse lo sarebbe su chiunque.
A lui han detto che è l'abbigliamento giusto per sentirsi a suo agio.
Non so se lo pensa pure lui, ma in realtà sembra un clown.

Mi ricorda terribilmente mio padre quando ingrassò come un maiale dopo che smise di fumare e si rifece il guardaroba all'oviesse.
Adesso va in giro vestito come un Jovanotti prima maniera.
L'unica differenza è che mio padre crede che il RAP sia la sigla di una nuova cassa di Risparmio dell'Appennino.

Dopo 20 minuti di attesa, viene il turno dell'omone.

"la mii machina ha nu prubblem."
"E dove l'ha parcheggiata" chiede l'addetto all'accettazione
"Li fuor.. e dentr ci so mi socera mia mogl e la piccola"
"Le faccia scendere e accomodare qui che c'è l'aria condizionata.. intanto noi controlliamo l'auto e appena possibile la facciamo ripartire!"
"Nun poss mica far scender la socera.." continua il nostro nell'inequivocabile accento "milanese".
"E perchè no?"
"c'abbiam mess du ore a farla salir!"

Ed in effetti, ripensandoci, avevo notato una macchina blu scuro con alcuni piedi che spuntavano dai finestrini e una grassona che si sventolava.

"Ma non possiamo mettere la macchina sul ponte se c'è dentro qualcuno!! è pericoloso"
"Dovet proprio mettere la macchina sul pont??"

La trattativa prosegue lenta finchè non scatta l'ideona al nostro caro Milanese: "E se in machina con mammà ci sto io?"

Non so come sia andata a finire, so solo che per lasciare le chiavi della macchina al meccanico ci ho messo 50 minuti e sono arrivato in ufficio tutto sudato per il tre chilometri in bici.

E non mi son neanche dopato.
postato da: taxxo alle ore 10:18 | link | commenti (2)
categorie: racconti, personaggi, lavoro
mercoledì, 25 giugno 2008

Cosa ne pensa di un ragazzo uscito da...

cartoleria

DLIN DLON


Mi alzo per andare ad aprire alla porta dell'ufficio e il CAPO, "stranamente" al cellulare in una conversazione fiume, mi precede e va ad aprire lui facendomi cenno di rimettermi pure comodo.

Dato l'inconsueto atteggiamento da maggiordomo, penso sia qualcuno di importante che aveva preventivamente concordato la visita, visto che 20 minuti prima era passato un tizio a salutarlo e, dopo avergli fatto fare 15 minuti di anticamera, ha mandato ME a dirgli che era troppo impegnato.

Invece alla porta c'è un ragazzetto.

"salve, desidera?" apre il CAPO con l'orecchio incollato al cellulare.
"buonasera.. posso entrare?"
"Mi dica - si, comunque quei cavi li tirerei del 25 - allora?" riprende il CAPO mischiando il "bere col mangiare" tra il telefono e la porta.
"Vorrei parlare col titolare"
"Scusa un attimo.. - il titolare non c'è, ma sarebbe l'argomento?"
"Sono un ragazzo uscito da una comunità e spero che lei non abbia pregiudizi per questo.."
"Lascia stare i miei pregiudizi, ma in soldoni, cosa cerchi?"

Riassumo che il tipo è bassetto, capello lucido nero con coda alla peruviana, jeans, maglietta merda patocca e borsa a tracolla che gli lascia una diagonale di sudore sulla maglietta che separa il colore giallo merdo dal marrone ascella bagnata.

Io, se mi suona uno così alla porta, tiro la catenella e faccio finta di non esserci.

Fatto sta che il CAPO riprende:
"Poi non vedi che sono al telefono? ripassa tra un po' quando ho finito!" e gli sbatte la porta in faccia.

Dopo 15 minuti... DLIN DLON

Stavolta vado io dato che il CAPO rimette la mortadella nelle orecchie e non si accorge della suonata.
Sbircio.
E' il solito italo/peruviano.
Abbiamo la porta a vetri e mi vede.. mi tocca aprire.

"Ciao, avevo suonato anche prima e un tipo al telefono mi ha detto di aspettare qui fuori. Eccomi."
"Si, ma non ero mica io, e lui è ancora al telefono"
"Ok, ma anche tu sei un mezzo CAPO, al massimo dico a te.. posso entrare intanto che mi sto squagliando dal caldo?"
"Vieni, vieni" due paroline del cazzo che mi sfuggono e già sento il portafoglio alleggerirsi di qualche diecina di euri.. sensazione già provata svariate volte.

Il tizio, oltre che sporco e puzzolente, ha pure una specie di bubbone sporgente e purulento in fronte.
E inizia il raccontino.

"Sono uscito da una comunità GDFETSMS - sbiascica qualcosa di incomprensibile - ma adesso sono a posto!"
"ok.."
"solo che, chi mi ha fatto uscire, per pagarmi una scuola di fumetto mi chiede di raggiungere dei BLOCCHI GIORNALIERI di vendita."
"ok.." sento il baratro aprirsi sotto i miei piedi anche se non capisco il riferimento alla Dieta a Zona.
"Per dimostrarti che non sono un cazzaro, ti faccio vedere il mio book" e sfila dal borsone un librone rosso che mi apre a casaccio su alcuni schizzi a matita.

E mi scappa un "SEI BRAVO!" anche se mi sembra di vedere quelle cartoline coi disegni degli elefanti fatti coi piedi da alcuni disabili.
Cartoline che mi rifilarono in via Indipendenza per aiutare una vecchietta a comprarsi la sedia a rotelle.

Altra inculata.

"Non esagerare... non è vero che sono bravo, ma grazie, c'è ancora molto da lavorare"
"Vabbè, se mi ci metto io, faccio peggio sicuro" mi lascio andare.

"Ho visto che usate i sacchetti della spazzatura, una confezione sono 5 euro anche se un blocco intero sarebbero 10 euro.. altrimenti avrei questi evidenziatori.."

"Mi sa che ho solo 5 euro.. adesso vado a vedere."
"Si, ma se ne hai 50 ti do il resto!"
"Vedi - gli apro il portafogli VUOTO in faccia - non ho altro!"
"Ok.. grazie"

Fatto l'affare mi racconta che uno al piano terra lo ha inseguito con una scopa, che quello dell'officina gli ha dato 15 euro in monetine..
Baci e abbracci.
Poi se ne va.

EPILOGO
"E' passato un tipo.. un EXTRANEGRO... non ho capito. Gli ho sbattuto la porta in faccia!!" mi racconta il CAPO al termine della telefonata di 2 ore.
"Lo so, poi è ripassato e ha voluto 5 euro per i sacchetti del rusco... ha detto che gli avevi chiesto di ripassare!"
"Ah si? sai, ero al telefono e ho fatto in fretta.. glieli avrei dati anche io quei soldi." corregge falsamente, come quando viene il prete a benedire e TUTTI GLI ANNI mi chiede i soldi in una stanza poi li imbusta e li da lui al prete.
Io non li ho mai riavuti indietro.
Lui ci fa la figura del gran signore.
Speriamo che Dio veda anche fuori dalla cabina elettorale.

Vabbè adesso, per la modica cifra di una 50 di euro, negli anni ho accumulato: una serie di cartoline con gli elefanti, 10 penne a sfera, un pacchetto di fazzoletti, i sacchetti per il rusco, una biro e una serie di block notes di varie grandezze.

Posso aprire un ufficio.
postato da: taxxo alle ore 08:05 | link | commenti (11)
categorie: racconti, personaggi, lavoro
giovedì, 29 maggio 2008

L'artista che c'è in me!

dj
Appurato, oramai, che i nuovi status simbol sono diventati:
- il possesso di un SUV
- aver in curriculum un libro pubblicato
- avere una locandina in casa che ricorda di quella volta che hai fatto il DJ alla festa delle medie
- conoscere un VIP
 
anche io, per non voler fare il solito bastian contrario, ho deciso di omologarmi almeno in una categoria: sarò Disk Jokey!
 
Devo ammettere che parto avvantaggiato perchè, almeno due volte nella mia vita, 20 minuti in tutto,  ho aiutato SKAGLIA a selezionare i cd che suonavamo alle feste a casa del PIGNA.
Poi anche quell'incanto ha trasformato una vecchia casa di campagna in un "locale", il PIGNETA, dove si esibivano veri professionisti (vedi GNASA LUMINOR - addetto al mixer luci - MAZZO vocalist e PAOLINO DJ) ed io e lo SKA ci siamo defilati mestamente.
 
Ma il nostro insuccesso aveva motivi ben radicati: noi mancavamo di quella tecnica e di quei segreti del mestiere che solo un lungo corso, la gavetta, tanta esperienza maturata all'estero o l'ascolto dei grandi DJ ci avrebbero dato.
Tutte caratteristiche che avevano, invece, i nostri ben più giovani e audaci successori.
 
Il ridente comune, però, ci viene incontro con IL CORSO PER DJ e, dopo 15 anni, anche noi cerchiamo la nostra rivalsa.
3 incontri con Robby presso alcuni locali del comune e potremmo mettere nel curriculum la nuova professionalità, magari aprirci il nostro Myspace e magari essere ADDATI da Moby, Coccoluto o dall'inarrivabile DJ Aniceto.
 
Trovare sulla mia pagina personale:
 
"Ti ringrazio per l'add! abbasso la droga e viva la vita!"
 
sarebbe il massimo della vita.
Cerco di coronare questo sogno solo per quello, per la stima di un grande collega.
 
Al primo incontro ho la pelle d'oca e non so neppure come vestirmi, perchè non vorrei mai sbagliare qualcosa nello stile d'abbigliamento e fare subito brutta figura.
Poi mi immagino il livello del corso, l'esperienza dei partecipanti e mi assalgono dubbi da scarsa autostima.
 
I colleghi sono 6: lo SKAGLIA, due cinni smanettoni coi jeans alla cagarona, una catena della bicicletta che penzola sui fianchi e il berretto da baseball tutto sdrucito e mezzo storto.
Uno dei due tiene costantemente la testa inclinata su una spalla e penso ad un torcicollo o ad una paresi.
Lui mi dirà poi che è "una malattia professionale come il gomito del tennista o il ginocchio della lavandaia.. è da quando ho 6 anni che mixxo e per reggere il telefono delle cuffie mi si son deformate le vertebre cervicali!!"
Si chiama DJ CATENA.
Andiamo bene..
 
Altri due soggetti, Alfred e amico, e una gentil donzella completano il quadro dei partecipanti.
 
Robby, il "professore", questa sera ci spiega i supporti audio e si mette a fare tutta una disquisizione su come e dove reperire i formati audio da mixare.
Poi ci spiega il mixer.
Una roba molto tecnica.
 
E nella noia delle ripetizioni dei medesimi concetti verso chi non ha capito, mi incuriosisco dei partecipanti: Alfred ogni volta che Robby si gira, prende per il collo l'amico stile Homer/Burt Simpson fermandosi di scatto appena il prof si rigira verso di loro.
Hanno almeno 28 anni a testa!
Gente allegra, penso io, poi lo SKAGLIA mi fa: "Ma secondo te la tipa è a posto?"
E mi metto ad osservarla.
 
Tiene le mani rannicchiate al petto, se ne sta tutta defilata e non osserva mai nessuno in faccia..
"Forse è solo timida!" rispondo non troppo convinto.
 
La lezione prosegue fino a che non viene chiesto un volontario per andare a manovrare il mixer.
I due ragazzini alzano le mani con scatto felino poi a momenti si prendono a catenate e nella loro zuffa Robby chiama in cattedra la ragazza.
 
"Ma non è che lo rompo?" dice lei
"Tranquilla..."
 
E assistiamo ad una scena che ci fa quasi pensare che a mandarla al corso sta tizia sia stato l'obbligo del medico curante.
 
Tra mille sofferenze la lezione finisce, al chè il prof. chiede, per la prossima volta, di portare alcuni nostri cd che ci insegnerà a mixare veramente.
Si alza di scatto Alfred brandendo un CD che aveva nascosto non so dove: "io, io... questo l'ho missato io!! è roba buona!"
"Grazie Allfred, ma ho chiesto roba da mixare, non già mixata.."
 
Ma io quanto avrei dato per sapere cosa c'era in quel CD?
 
Poi si alza il suo amico e chiede a gran voce, forse stordito dalle mazzate che si era preso senza reagire per tutto il tempo: "Pizzata di fine corso???"
"Ci sarà tempo.. adesso non possiamo!" rispondiamo quasi all'unisono io e lo SKA.
"Vabbè, allora la prossima volta porto VASCO e lo misso io!" risponde lui.
 
I ragazzetti parlottano, chissà cosa prepareranno..
 
Non vedo l'ora sia la prossima settimana!

(ringrazio Scagliarini per le gentili informazioni)
postato da: taxxo alle ore 10:31 | link | commenti (14)
categorie: racconti, personaggi, sogni, various
lunedì, 28 aprile 2008

Il sole dopo la tempesta

tempesta

"I grandi Capitani si fan legare al timone mentre infuria la tempesta pur di non lasciare la nave in balia delle onde.."
Il CAPO, ore 23.15 in pieno delirio da abuso di caffeina.
 
Sono ancora qui.
Non ho chiuso i battenti.
Potete riporre le vostre bamboline voodoo e piantarvi gli spilloni nel culo perchè anche questa volta la fenice è risorta.
 
E' stata dura ma abbiamo consegnato.
HO consegnato da solo visto che il CAPO sta a questo ufficio come i cerchi in lega stanno ad un'auto di lusso: un bel vedere ma inutili e un'ansia durante ogni parcheggio, per di più costosi fuori misura!
 
Vabbè, ma raccontiamo due stronzate di questo fine settimana.
 
Il SOLITO ALLA SOLITA ha fatto pace.
Sotterrata l'ascia di guerra, messa a tacere l'ala estremista SPILLO - SBAFINI, ci siamo dati una bella pippata di calumet della pace.
I motivi del litigio, se di tale possiamo parlare, vanno imputati ad un'erronea scelta Tassiana che preferì entrare in un locale semideserto piuttosto che in un covo fitto fitto di fighe dove SPILLO e SBAFINI ci avrebbero portato a lezione di approccio, aggancio e sveltina!
 
Tasso ben sapeva che lo scenario che vedeva SPILLO e SBAFINI "sexual machine" era inconcepibile anche per maestri della fantascienza come ASIMOV, SILVERBERG  o DICK, scrittori avvezzi a creare mondi immaginifici dove eroi e antieroi son tutti intraprendenti e vincenti.
Per questo si era optato per un locale tranquillo, accogliente, appartato dove poter parlare dei casi della vita, di filosofia, di arte e massimi sistemi senza essere disturbati e distratti dal passaggio di ombellichi scoperti, tatuaggi sul fondoschiena o pere williams sotto canottierine succinte.
 
Ma SPILLO si era risentito e aveva scomodato la statistica, la matematica, le percentuali di densità di pelo per metro quadro che tiene registrate dl 1998 ad oggi con aggiornamento ogni 15 minuti circa.
 
E Tasso, si sa, davanti alla statistica si arrende!
Perchè la statistica ti dice che hai le stesse possibilità di sposarti con la tua postina fighissima che ti sviene tra le braccia mentre ti consegna una raccomandata al pari di capitare in una GANG BANG a sorpresa in un locale del centro, tu e trecento donne che ti usano come trastullo sessuale!
La statistica mi straccia 6-0, 6-0, non c'è storia.
 
Ma da questo stallo di opinioni ci toglie il TENENTE FRAKKA (odio l'utilizzo GLEDISSIANO delle Kappa, ma in questo caso sono d'obbligo): "La ROBY, la SARA e una loro amica mi hanno chiesto cosa faciamo questa sera"
 
"CHIIIIIIII?? abbiamo capito bene? tutto coniugato al femminile??"
"Si, sono ragazze che ho conosciuto in palestra!"
 
E ho visto gente schizzare a casa a farsi il bidet, altri uscire dal torpore depressivo, altri telefonare al visagista per una lampada, altri ancora rinunciare alle loro "scopate randagie" pur di incontrare l'intonso trittico di pelo.
Io, invece, mi stupisco dell'abilità di un tale, il TENENTE, che passa 10 mesi all'anno su una bagnarola tra la Puglia, l'Albania e La Spezia e appena riesce a starsene a casa poco più di due mesi, ti sblocca i problemi di una vita.
 
Quindi, oltre ad un avvocato, un dentista e un commercialista, è sempre meglio avere un amico MARINAIO.
 
Tirati a balestra, ci presentiamo in quel di Borgo a raccattare le sventurate.
Io Borgo la "mastico" abbastanza bene, ma non avevo mai avuto il piacere di conoscere MASTRO e suo fratello, due piccoli PIGNA (di quando era giovane) tutti macchina e tunz tunz tunz a palla nella radio.
E li conosciamo perchè per tre volte a fila cercano di arrotarci a 120 all'ora con la loro BRAVO GT TURBO mentre aspettiamo in un vicoletto largo appena per passarci a piedi.
Si parte subito bene.
 
Poi arrivano le ragazze.
Io voglio già tornare a casa.
 
ROBY e SARA hanno non più di 20 anni (saranno poi "21 e qualche mese", quando i mesi in più servono ancora a darti un tono) e non sono antipatiche, brutte o che so io.. è solo l'anagrafe e la stupideria che ci separano tragicamente.
 
Cedo il passo ai conquistadores,. la prossima volta presentatemi delle DONNE!
postato da: taxxo alle ore 09:41 | link | commenti (19)
categorie: racconti, personaggi, lavoro, various, solito alla solita
martedì, 01 aprile 2008

Sono un tipo all'antica!

telefono antico
Sono ANNI che ogni compagnia telefonica DEL GLOBO ci chiama per mandarci un incaricato perchè blablablabla...
Noi abbiamo contratti storici, sia per il fisso che per il mobile, con un certo gestore e poco siamo interessati a perder tempo ad ascoltare rappresentanti, incaricati, tecnici, per "risparmiare", forse, 4 euro cent al mese!
Fatto sta che la scorsa settimana ad una di queste telefonate risponde il CAPO.
Proprio lui che il telefono non lo sente perchè: "la suoneria è su una frequenza sonora che non riesco a captare!". Ma io, senza scomodare EINSTEIN e STAR TREK, credo sia solo questione di rapporto subordinato nel quale io son pagato anche per rispondere e lui non vuole rubarmi la competenza.

Questa volta, però, la telefonata se la becca lui.
A parlare son quasi sempre donne / ragazze dalla bella voce (preludendo ad una "figa atroce") che ti manderebbero l'incaricatA di zona per ridiscutere i contratti perchè è "appena uscita un'offerta che scade a breve"... e, se risponde il CAPO, per LE incaricate fissa sempre un appuntamento.

E ieri pomeriggio, alle 16, doveva passare l'incaricata e vedo che lui, dopo mangiato, si va addirittura a lavare i denti!
Proprio lui che più di una volta mi ha ricevuto in ufficio in boxer, ciabatte e senza dentiera!
 
Ma se lo piglia nel culo perchè si presenta un uomo tutto trandy con il completo jeans, l'occhiale alla Vasco Rossi e le scarpe con lo strappo.
Si chiudono nello stanzino 15 minuti, ogni tanto mi vengono a chiedere dove abbiamo questo o quello, ma nel complesso solito appuntamento dove il CAPO tratta male il poveraccio e lo sfancula.

Ed invece, quando sono le 16.20 il CAPO viene da me e mi dice: "adesso scappo che devo fare un salto in cantiere.. ci vediamo dopo che faccio presto!"
"E il tipo della XXXXXX ha finito?"
"E' di la che compila... quando ha finito lo mandi via e bona sera.. ci regalano 6 cordless! sai quanti regali che facciamo alle signorine?" e lo dice tutto contento come se avesse vinto alla lotteria.

E inizio a sentire un po' di puzza su sta storia, col CAPO che si dilegua a metà di un colloquio per un immaginifico cantiere...
Vabbè, continuo le mie cose e ad un certo punto sbuca la testina del tizio che mi fa: "Me la trovi l'iscrizione alla camera di commercio? poi vieni di la che ti faccio fare delle fotocopie!"

Visto che io non sopporto chi mi tratta da GALOPPINO senza che ne abbia il titolo, sarei tentato di dire che "a far le fotocopie ti insegno, ma poi ti arrangi tu che io TENGO DA FA!"
Invece gli trovo il documento e, curioso come una biscia femmina, lo raggiungo anche per capire che cazzo vende e cosa abbiamo comprato!
Arrivo nello stanzino del ricevimento, mi siedo e..
"ma hai l'allergia, TESORO?" mi investe il tipo
"... no, no, è raffreddore!"
"è la solita scusa per star lontano DALLA MOROSA?"
"no, ma ne approfitto e la lascio sola!" mento spudoratamente avendo più o meno intuito.

poi vado a fare le fotocopie.

Quando torno sento odore di VIGORSOL.. il tipo si è SCHIARITO l'alito.. e non ci faccio caso subito a questo particolare finchè:

"Tu non sei ingegnere?"
"No, no.. perito!"
"Io ho avuto a che fare con un sacco di ingegneri e lasciam perdere... poi il tuo CAPO mi ha detto che doveva andare via e gli dispiaceva!"
"infatti, doveva andare in cantiere.."
"si, ma io gli ho detto che APPROFITTAVO DI QUEL BEL RAGAZZO DI LA!"

Allora mi giro dove stava indicando dicendo quelle parole (che MAI avrei voluto sentire in un posto  chiuso SOLI IO E LUI ) e mi accorgo che, essendo l'unico, parlava di me!
Sorrido un po' amaro cercando di contenere l'imbarazzo..
e lui continua: ".. che io non ho mica vergogna di dire che MI PICCIAONO I BEI RAGAZZI..."

Taccio.
Tossisco.

"Ma stai prendendo qualcosa per quella tossacia?"
"Aspirina!"
"Ma tu devi fare l'AEROSOL... non ti trascurare.." e mi guarda fisso negli occhi.

Imbarazzo totale.

"Ma cosa hai fatto a PASQUA?"
"Niente di che.. pioveva, poi qui lavoriamo tanto e mi sono riposato!"
"Un bel ragazzo come te non è andato via per Pasquetta?"
"NO"
"Ma ce l'hai la fidanzata?"
"Si, si..."
"Ne avrai più di una bello come sei!"

NOOOOOOOOOOOOO
Questo non lo puoi direeeee

"No, no.. sono uno fedele!"
"Bravo... molto bene" e mi guarda fisso negli occhi.
"Di donne me ne basta una alla volta."
"Non ci credo, con quella faccina furba.. ma quanti anni hai?
"30"
"Bene.. ma sai che ne dimostri meno?" e si interrompe nello spillare dei fogli e mi ri-guarda.. avevo paura si passasse la lingua sulle labbra!
"Me lo dicono tutti"

Altre fotocopie.. quando torno:

"Ma di che segno sei?"
"Pesci"
"AHHHHHHHHHH voi pesci siete dei gran maiali a letto!!!"
"Sicuro? Se lo dici tu.."
"Te lo dico io... e se vuoi te lo dimostro subito" e mi indica la stanzetta a fianco dove si intravede un divano letto, quello del CAPO.

sento stringere al collo... vado in affanno.

"Sono lusingato.. ma ti è già capitato?" devio l'argomento..
"Hai voglia! una volta ho stracciato un pompino ad uno mentre mi firmava il contratto!"
"Però.. comunque, ti ringrazio ma sono debilitato..."

Continua a spillar fogli poi ad un certo punto mi dice:

"Se vuoi invece del numero dell'ing mettiamo il tuo così quando viene il tecnico ci parli tu" (loschissimo per avere il mio cellulare.. si è proprio innamorato!)
"Non importa.. son sempre in ufficio e mi trovano di sicuro al fisso."
"Ok" un po' deluso.
"Comunque se cambi idea, su tutto, questo è il mio numero!" e mi allunga il suo biglietto a visita.
Faccio finta di interessarmi ai suoi dati che finiranno, entro brevissimo, nella carta da riciclare.

"se hai la partita IVA e vuoi cambiar contratto.."
"NON HO LA PARTITA IVA.."
"ok, ho capito.. se hai degli amici.."
"terrò presente!"

e lo spingo fuori dall'ufficio dopo che mi ha dato 5 strette di mano tanto per affinare il contatto fisico!

Sospiro... mi mancava solo questa, ma io sono ancora affezionato ai bei vecchi "tagli" all'antica!
Quelli Verticali!

Il finocchio è roba da intenditori..
postato da: taxxo alle ore 12:35 | link | commenti (11)
categorie: racconti, lavoro
giovedì, 20 marzo 2008

NEXT!!!

next

Tornato a casa dall'ufficio in orario UMANO dopo mesi e mesi di buio all'andata e buio al ritorno, mi si apre un mondo di opportunità davanti agli occhi:
 
- vado al Talon a vedere chi ha la testa più grossa?
- faccio un salto al Centro Commerciale a vedere chi ha la testa più grossa?
- passo dal bar a vedere chi ha la testa più grossa?
- vado in piscina?
- vado a fare una corsetta?
- inizio finalmente a scrivere qualcosa di produttivo?
- pulisco casa?
- ...
 
Alla fine opto per NEXT, le teste grosse le tengo per la prossima volta.
 
NEXT è un "simpatico" programmino americano trasmesso da MTV.
E' di quei programmi odiosamente sottotitolati che, visto le mie nulle conoscenze della lingua di Albione, mi obbligano a star più attento di quando guido la macchina.
L'attenzione, però, è premiata.
 
Il gioco consiste nell'ennesimo "MAMA non MAMA" di Predoliniana memoria dove un ragazzo/a ha la possibilità di scegliere tra 5 cantidate/i chiamandole/i una alla volta, ponendo brevi domande, non ponendole affatto, facendo assurde esperienze e avendo la facoltà di scartare quando gli pare il partner proposto.
 
Più complicato spiegarlo che farlo.
 
Nella puntata di ieri, il "classico" mezzo portoricano / polinesiano / amerindo iper-muscoloso, super-abbronzato ed orrendamente vestito, attende sulla spiaggia che gli vengano presentate le ragazze.
Purtroppo mi perdo la sua mirabolante scheda personale dove avrà sicuramente vantato importanti titoli universitari come una laurea in cinema GORE, un periodo in IRAQ a difender la patria, la Cadillac verde pisello che lucida ogni sabato e un record nel campionato di lancio del frullato alla fragola.
 
Dentro un furgone, invece, attendono 5 ragazzette, tutte tra i 17 e i 24 anni, tutte con il tipico mascellone ammerigano da masticazione inversa, tutte agghindate e dalle movenze simili a Paris Hillton o a Cristina Aguilera.
 
E viene chiamata la prima, tale HEIDI, una biondona tettoruta 18enne che, recita la scheda, ha una collezione con oltre mille macchinette per i punti metallici.
Solo questo e ce l'ho già duro!
Invece al caro Big Jim non si smuove nulla e, solo a vederla, la scarta.
Lei sfancula, bippano tutto, e si prosegue.
 
La seconda è JANE, una "meza maruccheina" come direbbe mia nonna, piccolina, tracagnotta, italo-ammerigana.
Questa vuole entrare nell'FBI e adora la torta di pinoli.
Baci baciotti col Big e lui le propone di cambiarsi d'abito per fare un po' di lotta libera su un ring gonfiabile che, presto detto, è stato allestito sulla spiaggia!
Lui in tutina verde e lei in giallo.
Si sbatacchiano un po', lui è sempre dietro a sistemarsi il pacco, lei sghignazza ed emette suoni disarticolati come gridolini e urletti.
Nel mezzo di una presa lui le dice: "Non potrei mai stare con una donna che non si dimostra FORTE e prestante, quindi NEXT!"
Fiocca un di lei dito medio (uno dei tanti della puntata) e se ne va a culo dritto!
 
Terza la pachidermica JORDAN...
Non potrebbe mai rinunciare alla visione dei suoi telefilm preferiti.
E' ancora a 100 metri che si sente NEXT.. scartata col binocolo.
Lei si avvicina, scalcia nella sabbia alzando un gran polverone addosso a Big e se ne va pronunciando robe intraducibili.
 
La quarta è MICHEL, nulla di che ai miei occhi.
Adora il suo fratellino e ha già pubblicato due libri.
Ammazza, dico io, la prima con un po' di testa.
E Big, ancora in tutina verda aderente e caschetto, le chiede di andare a fare un giro in macchina.
Cambia la location: dalla spiaggia a l'interno di una LIMOUSINE.
Quasi si avvinghiano, fanno un gioco nel quale lui si fa dipingere sul torace con della cioccolata liquida, il tutto poi ricambiato sulle di lei curve... "Ti piace andare alle feste?" chiede Big ormai in estasi godereccia.
E io mi attendo una risposta schifata, la risposta di una intellettualoide con 2 opere in libreria e tanta cioccolata liquida che cola nell'incavo dell'ombellico.
Invece, tra il mio stupore e quello di Big, lei risponde: "Certo, vado ad una festa diversa tutte le sere!"
NEXT!!!!
 
L'ultima è tale DIANE, che ama gli animali e vuol fare sesso tutti i giorni.
Adesso sono in un ristorante davanti ad un piatto con frutti di mare e stronzate varie.
Solito brindisi con le braccia che si intrecciano e gli sguardi che si impallano.
Risatine e chiacchiere inutili.
Lui le chiede, in ultima analisi e ormai dopo 25 minuti di appuntamento: "La faresti la LAP DANCE per il tuo uomo?"
"Ma sei fuori???" sbotta la puritana ninfomane che, aveva detto ,vuol far sesso più volte in un giorno di quanto non si lavi i denti.
E Big scarta anche l'ultima e se lo piglia al culo!
 
La puntatona finisce con lui che spara un clamoroso FUCK verso la telecamera e il quintetto di "vedove" che, sedute su un divano, recitano una filastrocca che suona circa così:
 
"Sarai anche tanto bravo nella lotta, ma sei un gran figlio di BIIIIIIIIIIIIIIIIIIPPPPPPPPPPP"
il tutto infarcito di dita medie e gesti dell'ombrello che roteano come pale di mulino!
 
Gli ammerigani hanno un altro passo, indubbio!
postato da: taxxo alle ore 11:51 | link | commenti (8)
categorie: recensioni, racconti
martedì, 18 marzo 2008

I TRE Desideri

MoratoreNella foto, un simpatico annuncio trovato in quel di Via Saffi proprio ieri sera.

Uno dei soliti puzzolentissimi locali di Borgo.
 
"ARGO, ma se ti si materializzasse qui sul tavolo la Lampada dei Desideri, cosa chiederesti?"
 
"Cazzo TASSO, non iniziare con sti giochini di merda..."
 
"Hai ragione, continuiamo a guardarci i videoclip senza audio oppure riprendi a parlarci del motivo per il quale continui ad uscire con la maestrina!"
 
"Vabbè, ma vuoi tre COSE?"
 
"Noooo, tre fiori che iniziano con la K... secondo te?"
 
Come sono divertenti queste serate all'insegna del succo alla pesca, del vaga-vaga-vaga per ore alla ricerca di un locale dopo che si è partiti - alle 22.15 - da un altro locale, delle solite facce e dei soliti discorsi triti e ritriti: un SOLITO ALLA SOLITA feriale.
 
E di tutte le cose che potrebbe chiedere l'ARGO, dalla "PACE per l'Arena domenicale del Giletti" ad "un gatto da compagnia",... da "più SURF di buonadomenica per tutti" a "le zanzariere nuove", lui cosa chiede?
 
1) Essere immortale
2) La donna della vita
3) tipo 2.000 euro al mese senza far nulla
 
TASSO, mentre prosegue questa immonda sequenza di stronzate, si lecca i baffi pensando ad un commento, ma tocca alla sua lista:
 
1) Non aver mai più bisogno di lavorare
2) Una bella casa
3) Pace e serenità
 
"Ahahahaha.. ma come sei messo? sai che palle smettere di lavorare? poi che fai tutto il giorno?" ribatte d'anticipo l'ARGO.
 
"A parte il fatto che ho detto NON AVER BISOGNO... ma poi mi parli tu di noia che hai chiesto l'IMMORTALITA'? Poi l'hai chiesta per te stesso e non per la DONNA DELLA TUA VITA, quindi cosa farai che non riesci a star da solo neanche 5 minuti in bagno? infine 2.000 euro che ad arrivare alla fine dei tempi con inflazione, tasse, rincari euro, una pizzetta alla settimana non te la concedi? il motorino ai figli? e ai nipotini? e i figli dei nipotini?... mi sa che hai sparato tre cazzate!"
 
"Si... ma..."
 
"Dai, guarda che bello il video degli ABBA.. lo sai che è morto il batterista?"
 
"Si, ho sentito qualcosa... son quelli di VIDEO KILL THE RADIO STARS?"
 
"Come no, anche di DANCE OF QUA QUA e di I DO THE PISS, PAPA'... dai che andiamo.. è ora che vai a letto a coprirti!"
postato da: taxxo alle ore 15:25 | link | commenti (24)
categorie: racconti, personaggi, sogni, solito alla solita
venerdì, 15 febbraio 2008

14 Febbraio 2008

love

Visto che tutti ne hanno parlato, tutti hanno detto cose originali, banali o scontate, dico la mia pure io.
Uno più, uno meno, poca differenza fa.
 
Per me il 14 Febbraio è, e sempre sarà, solo ed unicamente il compleanno del mitico Bugno Gianni, il grande ciclista due volte iridato, vincitore di un Giro d'Italia, svariate classiche e due campionati italiani.
A parte le vittorie, quello che mi incuriosiva e piaceva del Bugno era che a lui, della bicicletta, con quel suo modo di correre distratto, inespressivo, quasi svogliato, sembrava che non gliene fregasse un cazzo.
Al punto che ad un Fiandre, con arrivo in volata su tale Musseuw, a 100 metri dall'arrivo ancora in piena volata, guadagnata una mezza bicicletta di vantaggio alza le mani al cielo autocelebrandosi vincitore.
Il Musseuw recupera e si va al fotofinish.
Vince Bugno con un vantaggio di appena 2 centimetri... proprio un cazzone!
 
Negli ultimi anni di carriera, dopo l'ammissione di voler diventare un riferimento per i giovani, mandò tutto a fanculo, prese un brevetto per la guida degli elicotteri e adesso lavora per l'aviosoccorso nelle valli varesine.
Ogni tanto fa il cronista tecnico per le corse commentando dal suo elicottero.
Vabbè, a parte questo e le due o tre taniche di caffè al giorno che, per sua stessa ammissione, lo portarono ad una squalifica per doping ormai a fine carriera, torniamo al tema.
 
Sto scrivendo dall'ufficio e sono appena 8 ore che l'ho lasciato per farmi qualche ora di sonno a casa.
Non c'è nulla di cui vantarsi o di cui lamentarsi, negli anni ho maturato la convinzione che è meglio farsi 16/17 ore a fila ogni due o tre mesi che lavorane 8 tutti i giorni della settimana.
C'era da consegnare, abbiamo consegnato.
 
Il bello è che il mio 14 Febbraio, la festa degli innamorati, l'ho passata con quell'orsetto lavatore del mio CAPO, un uomo che DEVE chiedere ma che NON E' disposto a dare: moglie, fidanzate, amanti..., e dai racconti son tante, lui se ne fotte preferendo il lavoro (".. io mi diverto alla faccia a lavorare.." dice spesso.. alla faccia di chi, non è dato sapere) a TUTTO.
Ma con questa logica, sebbene si diverta così alla faccia, le sue attività principali restano quelle del FUMA-FUMA e del "fammi il caffè che vado a pisciare e risparmiamo tempo!".
Si risparmia tempo, poi, per concedersi l'ennesima sigaretta, nulla più.
 
Perchè di tutto quel divertimento "alla faccia", di tutte quelle attività "ludiche" lavorative, dello sporco lavoro non ce n'è MAI traccia!
Si parla, si ascolta, si discute, si FUMA, si BEVE ma NON SI PRODUCE!
Son giunto alla conclusione che l'uomo sessantenne abbia ormai tirato i remi in barca, mentalmente parlando e pure fisicamente.. inutile che si auto-racconti di ESSERE o di AVERE: l'uomo sessantenne DEVE passare le sue giornate alla COOP, al bar o nell'atrio del medico curante.
E' fisiologico.
 
Troppa la voglia di divagare, la stanchezza e la logorrea!
 
Oltretutto, il mio CAPO, è un focomelico informatico che utilizza il suo PC solo per consultare la rubrica telefonica che IO gli ho compilato!
Quindi, in un ufficio moderno, la sua presenza a livello produttivo è nulla.
 
E alle ore 22.00, con oltre 6 disegni ancora da ultimare, ben lungi dalla meta, lui si addormenta sulla sedia.
Zitto zitto completo le mie incombenze ma è ormai la prima ora del 15 Febbraio...
Si sveglia.
 
"Ti do una mano a piegare le piante... ho fatto il sonno del guerriero e adesso posso tirar di lungo fino a domani mattina!"
 
Ormai ho le visioni, mi gira la testa, sono stanco ,stufo, affumicato ma mentre lui si loda da solo di come sia ancora in grado di preparare i plichi (che vuol dire fare fotocopie e puntare dei fogli), io ultimo le stampe e mi levo dal PC.
Anche questa volta, e miracolosamente, ce l'ho fatta!
Lui sparisce un attimo e torna con un vasetto di miele dal quale toccia con le dita stile Orso Grizzly: "Vuoi?"
"no, no, ormai mi è passata la fame!" rispondo un po' schifato (perchè, ovviamente, non avevamo neppure mangiato, nè la sera, nè a mezzogorno!)
 
Sono le 2.00.
Lui se ne va nel suo ufficio!
Io rassetto un attimo, spengo le stampanti e le luci, mi infilo la giacca e faccio capolino nel suo ufficio.
Il CAPO è al PC.
Sul monitor una lunga serie di tettone, donnette in atteggiamenti ammiccanti, ramazze, pitoni, frutta e verdura varia...
Con una mano scorre con lo scroll e con l'altra imbeve le dita nel miele e le porta alla bocca... un siparietto niente male.
 
"Allora ciao! io vado.."
"Ciao e grazie - mi dice senza alzare lo sguardo dal monitor - casomai domani mattina riesci a venire un po' prima??"
 
E, dopo quasi 9 ore di straordinario, l'unica cosa che mi sa dire è questa?
Il suo solito atteggiamento da "prendo senza dare".
Però devo dire che tra tutte le sue donne, ha preferito me!
 
ormai siamo coppia di fatto.. BUON SAN VALENTINO!
postato da: taxxo alle ore 09:46 | link | commenti (14)
categorie: racconti, personaggi, lavoro
martedì, 05 febbraio 2008

un INSOLITO alla solita!

carnevale

Il venerdì sera è deputato, da secoli, all'assemblea del SOLITO ALLA SOLITA, un "servizio" collaudatissimo:
- SMS alle 6.30 di mattina che ti chiede che pizza vuoi.
- Ritrovo non oltre le 20.30 a casa BERZOT.
- dove cazzo è finito il pizzaiolo? ci scommetti che se chiamo mi rispondono: "è appena partito!"?
- 4 chiacchiere, il VOV slovacco, la MILAN COLA, l'acqua del rubinetto.
- Si visionano, con dibattito e in rigida sequenza: Banana Sport, i Mostri di Striscia, un film di Stephen Segal o Zelig.
- Si promette di alzare il culo per raggiungere non so chi e non so dove
- Non si alza mai il culo e alle 23.15 / 23.30 tutti a casa che siam stanchi "perchè spostiamo la ghisa tutta la settimana"
 
E le varianti sono talmente poche e sporadiche che manco si contano.
 
Venerdì scorso, però, alle 22.00, arriva una telefonata.
Puntuale come le Tasse e la Morte ci può essere solo una chiamata dello SBAFINI (sempre assente alle pizzate del venerdì), perchè "se si dice una roba, BISOGNA FARLA" ed io me ne ero scordato, ma c'era la festa di carnevale: "Si era detto alle 22.00 al parcheggio! dove siete?"
 
Così, in un mix di entusiasmo e di rottura di coglioni da interruzione della routine, passiamo a prendere lo SBAF e andiamo alla festa.
 
La formazione è classica:
SBAFINI travestito da depresso con la sfregola del venerdì sera NON fine mese.
SPILLO tramutato in informatico con l'hobby del "le annuso tutte ma non tocco"
PIGNA con la solita "cartola" da ragazzo di una volta
TASSO camaleontico con sciarpa di lana al collo "se la lascio al guardaroba la perdo".
BERZOT declina perchè 12 euro son troppi per il suo mutuo.
 
Fila all'ingresso.
Fila al guardaroba.
Fila per consumare la consumazione obbligatoria.
Fila al cesso.
 
Esaurite le file ed esauriti i nervi per questi fine settimana che stressano di più di una settimana in miniera, iniziamo ad orientarci su quello che propone il locale.
Un puffo di 190 cm e relativa Puffetta, lo "specchio delle mie brame", le Occhi di gatto, una lettera postale e  francobollo in gommapiuma, i Flintstone, un paio di travestiti di cui uno con pizzetto, la Piratessa, Eva Kant, tante minigonne rasopelo, parecchi/troppi minorenni, parecchi/troppi ultra cinquantenni.
 
E Kelly delle Occhi di Gatto ci tira la sua carta facendoci l'occhiolino...
E un gruppo di sgallettate che saltella su ogni canzone ci rapisce lo SPILLO.
E Cappuccetto Rosso si avvinghia a PIGNA Lupo cattivo e si mettono a ballare in disparte.
 
A me resta da fare il baby sitter al solito SBAFINI sbuffante per il caldo, per il caos, per la musica.
Poi, ogni tanto, mi sparisce dalla vista perchè si acuccia per piegare le ginocchia e fare stretching... nel bel mezzo della sala da ballo!
 
"Vabbè SBAF, facciamo un giro!"
E parte il giro dell'oca (al termine saranno almeno 5) con tappe forzate, visto il caos, a fianco degli Scozzesi ("ma le porti le mutande?" la petulante ed unica domanda che ho sentito ripetere 60 volte in quei 2 minuti di sosta), poi dietro l'arabo, spalla a spalla al viados nero, faccia a faccia ad una tipa con la mascherina da "anonima con mascherina", evitiamo come la peste un trenino, ci abbarbichiamo al bancone del bar.
 
"Scusa?? mi potresti allacciare la stringa?" si sente picchiettare sulla spallona il nostro SBAFINI.
La piratessa stava per perdere il reggiseno o il corsetto o che cazzo ne so io, fatto sta che chiede alle sapienti mani del nostro Caro di rifare il fiocchetto perchè lei ha le mani occupate.
E lui, con un rigore reverenziale come se stesse operando al cuore un neonato, fronte imperlata da una lacrima di sudore, fa il lavoretto e alza una mano a mo' di saluto.
Vista la tensione nell'aria, mi veniva quasi da tamponargli la fronte come si fa in sala operatoria, ma la piratessa, ringraziato e compresa la coglionisia degli astanti, va a farsi stoccazzare da altri meno pudici e non meno sconosciuti!
Lo guardo con commiserazione e passo oltre, tanto è la solita storia.
 
Ci accucciamo in una posizione dove lo SBAF possa eseguire indisturbato i suoi esercizi ginnici e scrutiamo il PIGNA che balla fuori tempo e sempre uguale su qualsiasi base con Cappuccetto che ridacchia alle sue battute (che mi sarei voluto travestire da moscaper sentirle), lo SPILLO che beve il secondo beverone della serata spalla a spalla al clone di "G" ("non mischiamo la merda e la cioccolata! lei non è la clone di nessuno!!" - e io rispondo: "merda o cioccolata che sia, a te non ho MAI visto sbaffi in faccia!"); io mi giro e vedo lo SBAFINI intento in una danza sile Lago dei Cigni degna del Bolshoi.
"Uè Nureyev dei poveri.. senti muovere qualcosa?"
"Macchè, ho male alle ginocchia e faccio stretching!!"
 
Dopo questa siamo venuti a casa..
postato da: taxxo alle ore 12:43 | link | commenti (19)
categorie: racconti, personaggi, various, solito alla solita
martedì, 29 gennaio 2008

La MENSA dei miracoli..

mensa
Io sono in "cena aziendale" tutto l'anno.
TUTTI i giorni, TUTTA la mia ditta si riunisce in mensa tra le 13.30 e le 14.30.
Nella fattispecie, io e il mio CAPO.
Stranamente, le uniche "cene aziendali" che non facciamo MAI son proprio quelle di Natale!
Non parliamo di un posto di lavoro normale, ma come il mio credo ce ne siano tanti altri.
E la peculiarità di questi pranzi è l'incessante, frenetica, avvolgente, costante, inutile, ripetitiva e stordente parlantina del CAPO.
Qui iniziamo a scremare.
 
Lui è uno di quelli che quando tu sei li che ti carezzi i denti con l'apposito legnetto perchè hai finito il pasto, lui ancora deve grattugiare il formaggio sulla pasta, ormai fredda.
E mentre mangi, lui è di quelli che richiamano la tua attenzione con la pacchetta sulla spalla, il tocchetto al braccio.. è uno di quelli che mentre mangi esige che tu sia attento anche/solo alle sue farneticazioni inutili.
Ed ogni tanto sfila una penna dal taschino e fa schizzi sulla tovaglietta perchè gli è venuta in mente la pensata... ma di quelle tovagliette non ne abbiamo mai recuperata nessuna, sintomo che avrebbe fatto meglio a mangiare
Fondamentalmente ascolto chiacchiere di un 60enne che parla solo di lavoro (come per le restanti 11 ore assieme) e di hobby del cazzo verso i quali il suo mirato "finto entusiasmo" cerca di convogliare al consenso, approvazione, coinvolgimento (vedi la famigerata BARCA A VELA).
 
Qualche fornitore, in privata sede, mi chiama da anni L'ULTIMO DEI MOHICANI.. ma non è di questa mia malata dedizione verso questo lavoro (quale?) e questo uomo (il CAPO) che voglio parlare.
Parliamo invece della MENSA come luogo fine a se stesso.
 
Perchè la MENSA è veramente un luogo di ritrovo di umane genti che, molto più che in altri luoghi, si mostra per quello che è veramente a scapito dell'apparenza.
Così, se sono solo o se sono intento ad annuire come un bambolotto da cruscotto, tengo sempre un orecchio ai discorsi degli altri tavoli per captare interessanti dialoghi.
 
La MENSA non è mai avida di sorprese.
 
Per esempio ho ascoltato, in barba ai presunti sussurri degli attori, questo dialogo:
Coppia giovane, lui incravattato lei elegante sportiva.
Dopo un piccolo diverbio sul dove sedersi vinto, ovviamente, da LEI, LUI se ne va in bagno.
Al ritorno, LUI si siede e ficca una mano nel piatto delle patatine.
Lei sbotta: "Te le sei lavate le MANI???"
Lui: "NO, perchè non ci ho pisciato sopra! Ho solo preso in mano quello che tu prendi in bocca senza tante storie!!!"
Lei si zittisce, rossa in volto, biascicando qualcosa tra i denti.
 
Oppure, solo qualche giorno fa, un'altra coppia, stavolta un po' più datata e neppure troppo elegante, si esibisce in questo dialogo:
Lui, nell'inforchettare un maccherone, lo fa cadere dal piatto sul tavolo.
Incurante, se la riinfilza e se la caccia in bocca.
Lei: "Ma che fai! siamo al ristorante... e poi ste cose non si fanno... chissà chi.."
Lui: "Tu hai mai visto morire un gatto che mangia roba commestibile?"
Lei: "Ma cosa c'entra? .. vuoi fare il tuo numero come al solito?"
Lui: "Anche i cani... le bestie si leccano il culo, mangiano per terra e spesso sono avanzi! Secondo te se fossero cose disdicevoli come dici, le farebbero?"
Lei: "Sei sempre il solito.. fa mò te! stetra volta va a magner in d'la stala.." (la prossima volta va a mangiare nella stalla).
 
Alla luce di siparietti del genere, fuori dal tempo e dallo spazio, mi attendo che il giorno che sarà finito il pane si alzi un commensale, si tolga la tuta da imbianchino mostrando una candida tunica bianca e che si metta a moltiplicare le rosette e le crocette con la sola imposizione delle mani.
postato da: taxxo alle ore 10:13 | link | commenti (18)
categorie: racconti, personaggi, lavoro
lunedì, 21 gennaio 2008

eravamo 4 amici al PUB

pub

4 trentenni in un PUB della bassa, in un qualsiasi giorno della settimana.
Tavolino in zona puzza di fritto, dieci menù più carta dei vini per poi prendere un succo alla pesca, una FANTA piccola ("ce l'avete del rubinetto??" ci prova sempre l'ARGO, pur di spendere il meno possibile), una Kilkenny media e una cocacolaghiacciolimone.
 
Come dimostra la comanda, 4 alcolizzati provinciali che affogano i dispiaceri e la monotonia della loro piatta vita in fiumi e fiumi di alcol.
Sottofondo musicale con selezione anni '70.
Nei monitor del locale, proiezione di partita di calcio del campionato scozzese.
 
SBAFINI - Certo che da quando non si può più fumare nei locali, è tutta un'altra musica... -
TASSO - A me sembra anni '70.. niente di nuovo -
 
ah ah ah ah (risata da morti di sonno ogni 2 battute come solo nei peggiori telefilm americani)
 
ARGO - Non ci sarà puzza di fumo, ma arrivi a casa che puzzi di fritto come un borlengo -
SPILLO - Cazzo.. mi sono scordato che questa sera inizia BENIGNI LEGGE DANTE... -
TASSO - Fai fatica ad addormentarti? -
SPILLO - BENIGNI è un genio... e solo i geni comprendono altri geni!! -
SBAFINI - Abbiamo sentito anche questa!!! comunque a me BENIGNI non interessa. -
 
Chi tiene lo sguardo basso nel bicchiere, chi naso all'aria a scorgere le prodezze di un terzino scozzese.
ARGO sguardo assente nel vuoto come sempre.
 
TASSO - cosa cazzo guardi ARGO? sei a caccia di sottane???? -
ARGO - Ma l'hai vista la cameriera? è proprio il mio tipo -
TASSO - appunto perchè l'ho vista preferisco la partita scozzese.. non vorrei pietrificarmi -
 
ah ah ah ah
 
SPILLO - SBAF, ho poi risolto quel problema con la CPU. Sono entrato nel BIOS, poi ho cercato nel registro... -
SBAFINI - te lo volevo proprio chiedere.. -
ARGO - anche stasera parliamo di lavoro??? ma vedete come siete ridotti sempre dietro quel computer.. parliamo ben di FIGA!!! -
TASSO - più che parlarne sarebbe meglio "lavorarne", troppa teoria fa male alla vista, vedi SPILLO che ormai è cieco per un occhio? -
SPILLO - intanto tengo l'organo in manutenzione per ogni evenienza.. non vorrei che mi si inceppasse proprio nel momento buono -
 
ah ah ah ah
 
ARGO - adesso dico qualcosa alla cameriera... dai SBAF, dammi una mano.. tu poi che hai quelle manone, sai che successo! -
SBAFINI - a me non interessa!! - e infila la faccia nella cocaghiacciolimone
ARGO - vabbè, mi arrangerò da solo.. comunque sto leggendo l'ultimo libro di MORELLI -
TASSO - TOTO' MORELLI di Bovino (FG)? e che racconta? è prorpio vero che ormai pubblicano cani e porci..-
ARGO - ma no!!!! MORELLI lo psicologo.. parla di EROS, coppia, amore.. -
SPILLO - ma che te ne fai che non ti tieni una donna neanche da Natale a Santo Stefano?? -
SBAFINI - guardate che fighe che sono entrate.. -
TASSO - cazzo.. gli occhi li ho pure io!!!! poi a te non interessava la cameriera ma sti due scorfani si? da quando hai la tessera del WWF? -
 
ah ah ah ah
 
ARGO - andiamo? si è fatta una certa.. -
SPILLO - se imparassimo ad uscire un po' prima invece che alle solite 22.30!! -
SBAFINI - raccolti i soldi? non è come al solito che i conti non tornano? -
TASSO - dai, aspettiamo che tra un po' finisce la partita -
ARGO - guarda che io domani "vado a spostare della ghisa", mica come te che non fai un cazzo tutto il giorno!! -
TASSO - e la cameriera.. non gli diaciamo niente? -
ARGO - non sono carico... ci voleva il NEGRONI invece ho preso la sprite -
SBAFINI - si, è meglio andare.. la musica forte mi da fastidio e per parlare devo urlare -
TASSO - SBAF, ma se non dici mai un cazzo!!! cos'è, ti è venuto un rigurgito di volontà a parlare proprio oggi? esatto, meglio se ce ne andiamo a letto, dopo questa! -
 
mini zuffa tra TASSO e SBAFINI.
 
TASSO - ma che manazze hai? sembrano due pale del pizzaiolo!!! dai, smettila di fare il fenomeno.. -
 
ore 23.15 tutti in macchina per il rientro.
 
ARGO - io la macchina l'ho presa anhe la scorsa settimana.. adesso per un po' bona.. la prende SPILLO che c'ha il bonus di ODER -
TASSO - che piagnina... -
SBAFINI - comunque c'era un tavolo di tre ragazze che ci hanno guardato tutta sera -
SPILLO - e lo dici adesso??? -
TASSO - SBAF, si vede che avevi una caccola che ti usciva dal naso!! -
 
ah ah ah ah
 
quanta allegrezza in queste serate del SOLITO ALLA SOLITA, un vero contagio di ilarità...
postato da: taxxo alle ore 10:03 | link | commenti (22)
categorie: racconti, personaggi, various, solito alla solita
mercoledì, 16 gennaio 2008

Una lotta impari.. una lotta tra poveri

chiocciola_big

Una delle grandi piaghe dell'epoca contemporanea è rappresentata da ".. ho un problema con la connessione internet.."
Ti svegli una mattina, gratti il culo davanti alla credenza, caffè e trancio di pizza fredda, sciacqui le ascelle, lavi la faccia con l'acqua fredda perchè non hai tempo per aspettare che si scaldi, trovi due stracci appoggiati ad una sedia che annusi sotto le ascelle, ti vesti poi ti fiondi nel traffico tra bestie come te.
Arrivi in ufficio, scansi i colleghi perchè non ne vuoi mezza, appoggi le tue robe alla scrivania e apri il programma di posta sul PC con monitor riccamente addobbato di POST-IT o foto di figli-nipoti-vacanze o cartoline con donne nude ammiccanti e vogliose che, quando a Cesenatico ci sei stato tu, non le hai viste neppure col binocolo.
 
Hai una gran smania di sapere se nella notte, tipo dalle 3 alle 6, qualcuno, incurante dell'ora delle streghe e del diavolo, ti ha mandato una mail...
Sei smanioso di sapere chi ti ha comentato il BLOG, vuoi sapere chi ha risposto ai tuoi brillanti commenti, quanti visitatori hai accumulato escludendo le tue 300 connessioni per vedere quanti visitatori hai accumulato, vuoi vedere chi è connesso, dove è stato, cosa ha detto ...
Ed invece, questa smaniosa ed ormai insostituibile abitudine quasi nevrotica ma essenziale, si infrange davanti ad un rettangolino grigio con scritto all'interno:
 
Impossibile connettersi al server. Account: '****', Server: '*****', Protocollo: POP3, Porta: 2000, Protezione (SSL): No, Errore socket: 10061, Numero di errore: 0x800CCC0E
 
Vabbè, ti infastidisci ma non ti rassegni perchè ogni tanto capita, ma ti accanisci sull' INVIA / RICEVI ottenendo sempre e solo la stessa risposta, una lunga ed estenuante sequenza di:
 
Impossibile connettersi al server. Account: '****', Server: '*****', Protocollo: POP3, Porta: 2000, Protezione (SSL): No, Errore socket: 10061, Numero di errore: 0x800CCC0E
 
Controlli il cavo di rete, vai nello sgabuzzino delle apparecchiature telefoniche a staccare, resettare, premere, sbattere, infamare, tutte le apparechiature ivi presenti ma il messaggio, dopo ogni tentativo, è il medesimo:
 
Impossibile connettersi al server. Account: '****', Server: '*****', Protocollo: POP3, Porta: 2000, Protezione (SSL): No, Errore socket: 10061, Numero di errore: 0x800CCC0E
 
Anche il browser internet non da segni di vita e ti rompono le palle perchè PROPRIO OGGI, dopo mesi di cazzeggio assoluto, deve arrivare una mail importantissima e devi spedire questo a quello, ricevere altro da altri e deve essere tutto pronto per questa sera.
Così ti rassegni a chiamare il CALL CENTER, un'altra piaga dell'epoca moderna.
 
Il numero lo cercheresti su internet, ma non funziona, così ti arrangi con l'elenco telefonico.
Ma ti accorgi che non ricordi più l'alfabeto.
E trovi un numero ma non è quello e dopo 10 minuti di attesa, ti rimpallano tra un PREMA 2, PREMA * per poi collegarti con un sardo che ti dice: "Lei dovvevva farre il nummerro del servizzio bissness sellezzionne 6, buonnasserra!"
 
E dopo altri 15 minuti ti parla un "tecnico" che ti dice che il problema è loro e che "ti manderà un tecnico per la sostituzione e la riprogrammazione entro un massimo di 48 ore"
 
Però le 48 ore a far FREECELL, PRATO FIORITO e ELIMINA TUTTO nel cestino passano senza che si veda l'ombra di nessuno.
Così insisti a chiamare il CALL CENTER dove stavolta ti risponde Simone che ti dice che ti assegna un altro tecnico perchè quello vecchio ha un guasto lungo in una zona distante.
 
E ti rimetti l'anima in pace con HEARTH e PINBALL non fosse che ti iniziano a rompere le palle con: "Ci scommettiamo che se telefonavo io avevamo già risolto?"
Così, come per sfida personale, chiami in viva voce e simuli una sterile incazzatura alla quale ti viene risposto dal Davide di turno che:
"Farete come a Faenza"
"Ok, ma noi siamo a Bologna.. poi un suo collega ci ha parlato di 48 ore che son passate almeno da 48 ore!"
E il Davide, sornione e pacato, nella sua stanzetta dei bottoni, ok sottopagato, ma pur sempre responsabile di quello che dice e fa per nome della sua ditta, risponde: "48 ore, se lei avesse letto il contratto, SONO LAVORATIVE, quindi parliamo di 6 giorni feriali, una settimana ed un giorno lineari! Per questo le ho detto che FARA' SENZA!"
 
Vabbè, muro di gomma.
E stabilisco l'ennesimo record con lo schema 24x30 con 100 bombe.
Ma del tecnico neppure l'ombra.
 
Allora richiamo e richiamo e richiamo..
E ogni volta Stefano o Mirko o Vanessa mi sfagiolano la loro verità:
 
"Si prenda un altro modem"
"Ma ha fatto la procedura corretta di reset?"
"Può provare a tener premuto il tasto verde finchè la lucina viola non si è spenta e nel mentre mi tiene premuta la levetta dietro l'apparecchio e mi fischietta la Marsigliese?"
"E' già la 18° volta che chiama, vuole che ci soffi sopra? E' un subappalto e noi non possiamo farci nulla!"
 
Poi, in una mattina con un po' più di sole, suonano alla porta: è il tecnico riparatore!
Non appartiene a ditte in subappalto ma veste il suo sgargiante rosso; viene con un apparecchio nuovo nuovo marchiato perchè non lo può sostituire con uno generico; inutile ogni procedura di ripristino dell'apparecchio vecchio perchè è rotto e lo sapevano anche dalla centrale e dal CALL CENTER.
 
Ad un certo punto lo vedo telefonare.
"Sai, devo ottenere il collegamento con la centrale per alcuni dati di programmazione... solo che pure io devo passare dal CALL CENTER!"
Dopo 2 ore il tecnico è riuscito a collegare i tre spinotti, impiegando 1 ora e tre quarti a trovare la linea col CALL CENTER!
 
Meglio fare i falegnami..
postato da: taxxo alle ore 14:14 | link | commenti (8)
categorie: racconti, lavoro
giovedì, 10 gennaio 2008

L'evoluzione lineare della DONNA

opposti

Quale accorto osservatore del genere umano e assiduo frequentatore del BLOG delle DF, nonchè, ma non si sa ancora per quanto, distratto ricercatore di una donna che mi svuoti la borsa del calcetto, l'esperienza e la noia delle vacanze natalizie mi hanno portato a fare alcune considerazioni.
 
Più che delle solite categorie femminili che servono ad inquadrare a grandissime linee quelle che la smollano facile, quelle che te la fanno solo annusare, quelle che si mettono il lupetto di lana anche a luglio pur di non mostrarsi troppo arrendevoli, ecc. ecc., vorrei avanzare una TEORIA LINEARE EVOLUTIVA DELLA DONNA.
Prima ancora che la fessacchiotta di turno se la tiri con la storia degli stereotipi o del "ma non è vero... devi mettere gli ANCHE, i SE, i MA e i PERO'", annuncio che lo studio è stato fatto su un gruppo di Donne medie con ricrescita del baffo a due settimane, frangetta mediamente untuosa, fianco largo, adoratrice del telefilm melenso e trasognante davanti alle vetrine del centro.
Il tutto con la collaborazione dei plastici del VESPA e delle statistiche del MANNHEIMER.
Lamentatevi con il loro bricolage..

E' COMUNQUE IL PERCORSO CATASTROFICO CHE, NON SI PUO' ESCLUDERE, QUALCUNA STA FACENDO, FARA' o HA GIA' FATTO
 
INFANZIA
Già i cartoni animati le insegnano che la vita non è tutta rose e fiori e mentre pettina le bambole o carica la Famiglia Cuore sul camper di Barbie per una giterella in salotto, si strugge con le drammatiche e assurde storie di Candy innamorata di un fratello, Lady Oscar mezzo femminiello, mezzo mascolino e tutta una serie di orfani e disgraziati da farti passare la voglia di essere venuta al mondo.
E l'infante è si una spugna, ma pure un libro ancora immacolato e si passa oltre.
 
ADOLESCENZA
Ormai tetta acerba munita, anni luce avanti al coetaneo maschio, dente di ferro, fronte unta e brufolosamente punteggiata, si strugge sulle pagine del CIOE', infarcisce il diario con "la sigaretta che lui ha buttato", parlotta con le amiche mostruosamente baffute per carpire il segreto del bacio alla francese.
Per questo ranocchio antropomorfo in via di assoluzione sono mille le aspettative, i sospiri, gli ideali ed è in questo periodo che si genera il sogno di un matrimonio studiato nei minimi dettagli, fino alla disposizione dei tavoli del rinfresco.
E, sempre in questi anni, ci sono i primi contatti del 4° tipo con quello "che fa già le superiori e mi viene a prendere in Vespa" e che quando si toglie il casco sfoggia un bulbo fluente fresco lavato con babyshampo Jhonson. Giochi di mani, giochi villani, lingue bavose e frettolosi sbrodolamenti accrescono esperienza e conoscenza verso l'ignoto, infarcendo le bollette telefoniche con ore di chiamate in TELESELEZIONE col ragazzetto conosciuto al mare in vacanza.
Quanti sospiri.
 
PRIMA MATURITA'
Qualche piccola delusione non intacca più di tanto l'ideale maturato in questi primi 15/20 anni perchè saranno i prossimi 6 o 7 a dare la mazzata finale o a decretare la vincitrice morale.
Ormai donna ripulita con dente perfetto e fronte asciutta ma già tendente all'effetto "culo a fisarmonica", è in questo periodo che si rafforzano i legami con lo "scialacqua in cose inutili ma carinissime" e fa la conoscenza del famigerato BIG, l'uomo/croce che ne segnerà l'esistenza.
Le più furbe e smaliziate "baceranno un fracco di ranocchi per svelarne un principe", ma anche questa scelta stilistica non sempre si rappresenterà efficace.
Quindi, alla soglia dei 30 anni, volenti o nolenti, si trovano al bivio di convivere (o continuare a farlo) con il LUI del momento rallentando l'evoluzione o spostando la successiva fase di qualche anno, oppure, vittime schiacciate dagli eventi, si troveranno piè pari nell'universo cinico e baro della DF.

In un ulteriore crocevia delle esistenze, alcune vedono una luce negli occhi di un disgraziato e gli proiettano addosso la responsabilità di diventare il compagno di una vita.
Qualche figlio dopo si accorgeranno che quel rapporto idilliaco alla soglia dei trenta, è scemato in routine a 35, affetto a 40, "ho mal di testa" a 43, "porti fuori almeno la spazzatura?" a 45 e via via di questo passo fichè morte o avvocati non li separino.
 
DF
Ogni donna single eterosessuale, di cultura medio elevata, se capita nell'omonimo blog, anche per puro spirito di appartenenza, si sente DF inside. Un incantesimo alla Jucas Casella.
La Diversamente Frigida è la donna che non ha più voglia di chiedere e che si è accorta che non si può pretendere nulla da chi non vuole dare.
La DF è l'evoluzione massima dell'emancipazione femminile che non dimentica, però, da dove viene: fornelli, scopettone e mattarello.
E' la donna che si è buttata nella carriera a seguito di delusioni sentimentali poi, accortasi che non ne vale la pena, riprende la via del contatto col sesso opposto. Ma si è così indurita di una scorza respingente le cazzate e i cazzatari che ormai si è rifiondata nell'adolescenza: il suo lui lo attende a cavalcioni di un cavallo bianco, in pantacalza e berretto azzurro. Tutto il resto non vale la pena.
Questo stato può durare parecchi anni, intervallato da sbalzi ormonali e concessioni fugaci alla natura dei sensi, ma l'evoluzione in forme superiori è puro miracolo!
 
DLF
La DLF (Dopo Lavoro Ferroviario) è la più ovvia evoluzione di una DF che protrae il suo status per una decina di anni.
Ormai rassegnata a tutto e tutti, avvilita e vittima di se stessa, ricercatrice di un ideale estinto con l'alba dell'uomo e fissato sulle pagine di riviste, libretti dell'amore o fugaci incontri di una notte di tanti anni prima, fa comunella con sue simili altrettanto ingrigite e si litiga fino sfinimento IL MOSCHETTIERE in una banale sessione del Mercante in fiera!
Le carte e il pettegolezzo frivolo (nei casi più gravi coadiuvati all'abuso di vino rosso Ronco - "Tot i dè!"), con deliranti racconti di un passato che fu, con l'elenco degli uomini che " mi hanno resa tale, maledetti!!", sono le uniche attività che contraddistinguono la sua esistenza.
Sono ottime ed acide zie che vengono compatite a vita da parenti e amici con frasi del tipo "sai, bisogna capirla, è la menopausa...!" anche se hanno appena superato la soglia dei 40.
In questa categoria rientrano anche quelle che hanno saltato piè pari la fase DF ma che si son trovate sole a seguito divorzi, separazioni, fughe.
 
MAC2 - LE CUPOLE
Chi arriva qui, in pieno pressing da orologio biologico con timer che segna ancora una manciata di secondi disponibili, spara gli ultimi colpi!
Il MAC2, simpaticamento definito l'INALCA, locale della bassa modenese, una vera e propria mostra di carni già frollate a volontà, raccoglie le gesta di quelle donne a caccia di un partito che le accompagni per la vecchiaia.
Queste sono vere e proprie sanguisughe sociali (nel senso che, pur di accalappiare qualcosa, succhierebbero di tutto) dimentiche di tutto il loro back ground sentimentale, che si vestono del motto montanaro "Guarda chi ti guarda e chiava", interpretando come "sguardo valido" anche un incerto scorrer di occhi alla Ben Turpin.
Parole d'ordine: trucco pesante, vestito discinto, profumo aggresivo e pestilenziale, doppi sensi come se piovesse, occhio ammiccante, dito provocatore a sfiorare le labbra bagnate da un cubetto di ghiaccio (mi piace l'immagine), si "tira su di tutto" dal 16enne all'80enne.
 
E' l'ultimo stadio della donna attiva mossa da istinti in questa ruota evolutiva che gira e che gira e che mai si fermerà.
postato da: taxxo alle ore 11:11 | link | commenti (25)
categorie: racconti, sondaggi
mercoledì, 02 gennaio 2008

Amo il Natale: è il giorno più lontano dal prossimo Natale!!

brustulli

Volemose bbbbene?
Tanti auguri?
A Natale son tutti più buoni?
I buoni propositi?
....
 
Le "vacanze" Natalizie, quelle dell'ipocrisia, del regalino "non credere.. è proprio una cazzata!", del magnamagnamagna e del brindisino, del bacetto sotto il vischio, dell'ozio, del freddo, del "cosa regaliamo a nonna??", del magnamagnamagna e del brindisino, del "cosa facciamo l'ultimo?", della fila alla cassa, della fila al cinema, della fila per il parcheggio, del "cosa regaliamo a nonna??", degli zampognari, delle musichette allegre, del magnamagnamagna e del brindisino, .... sono finite anche questo anno.
E, aggiungiamo, per fortuna!!!
 
Tutti gli anni la solita solfa:
le lasagne della zia che non usa la carne nel ragù (non voglio sapere con cosa le farcisce); la nonna che non accende il riscaldamento che: "siamo in tanti e non serve"; l'altra che mi da da mangiare i brustulli che ha usato per coprire le caselle della tombola al centro anziani (e me li trovo tutti desalati perchè immagino il vecchietto sdentato di turno, ex carpentiere, che se li è tenuti a fior di labbra come un tempo faceva coi chiodi); gli SMS a catena, quelli personalizzati, quelli inattesi, quelli insulsi; "Dai, giochiamo a carte?"... "No, preferisco la TV.. a carte ci gioco quando mi son cascati tutti i denti." e ti lasci ipnotizzare da un servizio che spiega come si formano i pelucchi di lanuggine che ti trovi nell'ombellico... poi ti addormenti; l'oroscopo che dice mirabilie per tutti perchè le stelle "indicano ma non determinano"; le 100 migliori canzoni dell'anno passato; ancora Paolo Fox che se la Vergine non si svergina lui apre una pizzeria da asporto; i 100 eventi sportivi dell'anno; i cartoni di Asterix e "Una poltrona per due"; "Vieni che c'è la zia che ti vuole fare gli auguri??"; "stasera non mangio!!!" poi arrivi e c'è la pizza servita e un quartino di lasagne che "vogliono finite"; "Ho portato i botti!! un bel po'.. facciamo esplodere Zola quest'anno" poi i vicini di casa Filippini eclissano le nostre stelline e tricchèballacche con un paio di "Bombe e' Maradona!!" eluse dai controlli della finanza....
 
Che palle...
 
Oggi torno in un ufficio che sembra la succursale di un laboratorio dell'antardide dove trivellano il PACK per prelevare i carotoni di ghiaccio. Mi viene ad aprire un orso polare col mal di gola.
Sono solo soletto e così rilassato che a momenti mi sciolgo: non fosse così freddo qui dentro, finirei liquefatto tra i tasti della tastiera.
Chiamo il CAPO ma sono tre ore che sento solamente "TIM, informazione gratuita....".
Si sarà avverato il desiderio espresso al bambin Gesù?
 
potrei rivalutare il tutto...
postato da: taxxo alle ore 11:00 | link | commenti (15)
categorie: racconti, personaggi, various
martedì, 27 novembre 2007

Cavaliere con due dame...

ponte milvio
Domenica compiva gli anni la mia personal-shopper, per la precisione ESTEL, così ho pensato bene (??) di farle una sorpresa raggiungendola a ROMA dove sta approfondendo le sue competenze di polverizza danaro.
 
Premetto che TASSO non si muove mai di casa, non mette mai il becco al di fuori delle sue due terrazze e del suo giardinetto cacatoio per gatti.
TASSO passa i suoi fine settimana a dormire, a deprimersi, a sospirare e a fare autoerotismo "ad oltranza".
TASSO va raccontando che ama viaggiare, ma poi gli vengono le vesciche ai piedi e quando rivede il santuario sul colle è più felice di quando è partito.
A novembre TASSO attende solo il letargo.
 
"Allora è vero che sei FROCIO!!! c'era la manifestazione femminista e non volevi mancare, ingorda!" mi hanno additato.
Se rispondessi che è una casualità, non ci crederebbe nessuno.
Allora rispondo che mi sono perso il GAY-PRIDE e non potevo mancare anche a questo.
Contenti?
 
Fatto sta che, essendo una sorpresa, ESTEL non doveva sapere nulla.
Ma io, di ROMA, non so un cazzo così mi informo da un'altra amica mezza romana, mezza pugliese, mezza algerina, mezza del Pratello (ma quante metà ha??) se mi sa indicare un posto dove andare a dormire.
 
"Ma come, sei anche tu a ROMA?? Dai, ci facciamo il viaggio insieme visto che vado a trovare i miei. Poi potremmo andare a vedere delle mostre, fare cose, girare, ti presento mio fratello fuma-fuma,... al massimo ti faccio dormire sul divano di casa mia..."
"Certo - rispondo con l'ansia del fedifrago con due o tre famiglie - non ti preoccupare. Ne parliamo in treno".
 
E in un freddo venerdì bolognese, fatto uno zainetto in tutta fretta, recuperata l'amica che va bullandosi di essere "l'unica donna al mondo che viaggia con il cambio per 3 giorni in una borsetta a mano", parto per la capitale.
 
Ovviamente, conoscendo i miei polli, ESTEL l'ho dovuta avvisare per evitarmi la strigliata: "Fai una sorpresa e manco avvisi??"... se erano normali non le volevo!
Così ESTEL, anche organizzatrice di eventi, mi trova una bettola senza bagno, ma con 4 letti, a 20 chilometri dal centro, colazione inclusa.
 
Il viaggio in treno me lo faccio tutto in piedi, in carrozza ristorante, a studiarmi un po' di umanità pasteggiando a RITTER SPORT e patatine e, arrivato a ROMA, ci sono 20 gradi con il 95% di umidità che, invece che nel Lazio, sembra di essere in Cambogia sulle rive del Mekong.
ESTEL e "la romana" si conoscono velocemente, poi vengo fagocitato dal corri-corri in fretta-fretta, tanto-tanto e staipurezittosenzalamentarti vittima più che artefice della famosa sorpresa che avevo ideato.
Dopo un paio di scambi in metropolitana ed un quarto d'ora a piedi, al B&B mi accoglie un gatto che mangia i croccantini lungo le scale... un cartello enorme nel bagno comune che recita: "L'acqua calda ce n'è poca e siete in tanti. abbiate rispetto!"... una stanza col letto a castello.
Ho già un principio di vesciche ai piedi!
 
"Ok TASSO, ma chissene frega... almeno hai visto ROMA? le mostre? ...un po' di figa??"
 
La fredda cronaca:
Venerdì sera cena tipica romana con crauti e tacchino (??!?!) a casa di ESTEL.
Sabato pioggia, caldo asfissiante, mattinata persa a cucinare la carbonara poi via a vedere MONET e RUBENS.
Con ESTEL arriviamo in via del Corso (con "la romana" ci saremmo rivisti solo al rientro), qualche vetrina strappando un po' di spazio alla fiumana di gente, entriamo da BURBERRY e, specchiandosi in un armadio vetrato, ESTEL si accorge di aver seri problemi di frangia-arricciata-dall'umidità. Problemi paragonabili solamente al buco nell'ozono, la fame nel mondo e le piaghe da decubito.
La ragazza mi va in affanno, le si chiude la vena e, visitata la mostra (non ne vale la pena), mi infila in un FELTRINELLI mentre lei con bacchetta da rabdomante cerca un parrucchiere per un rapido aggiustaggio al bulbo pilifero.
Ma non lo trova.
Così, mentre rientriamo per uno shampoo riparatore a casa, nasce una fitta discussione su questa insormontabile problematica che vede l'assenza di un valido COPPOLA ALDO all'interno di un negozio che vende uno spolverino a 2.300,00 euro (duemilatrecento/00).
 
In serata ci rechiamo in TRASTEVERE dove le offro la cena in un ristorante addobbato di trecce d'aglio.
Siamo seduti a fianco di una coppia di "Giapanesi" che non si smentiscono e fotografano TUTTO compresa la pizza dall'alto e il rito dell'apertura del vino che bevono miscelandolo alla birra.
Fa ancora un caldo schifosamente umido!
 
Rimane la Domenica mattina nella quale, stavolta non mi smentisco io, si spacca un mobiletto fatiscente e la passiamo a rassettare casa.
Saluti e baci, raggiungo "la romana" in stazione che, forse offesa, si era munita di 4 libri pur di non dover fare convervazione (ma adesso si bulla meno della "leggerezza del bagaglio" presentandosi con un bauletto fitto di melanzane sott'olio e pane quello-buono).
E le avevo fatto pure un regalo!!
Ma gli dei la puniscono mettendola a fianco di un utente al quale hanno ceduto le ascelle e che passa il tratto TERMINI - SANTA MARIA NOVELLA a cercare "nelle sue narici testimonianza delle sue radici".
 
Arrivato a BOLOGNA chiamo il fido ARGONAUTA che mi riporta a casa, scendo dall'auto, bacio il suolo e torno alle mie cose.
 
Nel disfare lo zainetto trovo l'immancabile "saponetta di magnesio" (quella che Juri Chechi, Signore degli anelli, utilizzava per impolverarsi le mani aumentando la presa sull'attrezzo)... e mi viene da pensare che in un fine settimana pieno di potenzialità, sono andato in bianco come al solito.
Calo la braga, una passata di bianca polvere sulle mani, stringo l'attrezzo e stempero le tensioni con pochi significativi gesti.
 
Cavaliere con due dame... si chiude in bagno a spremere il salame!
postato da: taxxo alle ore 10:48 | link | commenti (20)
categorie: racconti, personaggi
lunedì, 12 novembre 2007

Il sabato del villaggio!

bologna-map

Sabato pomeriggio, arcistufo della quotidianità della provincia e dei suoi ritmi legati alla natura, alla quiete e all'invidia dell'erba del vicino, chiamo l'ARGONAUTA per una trasferta cittadina.
Arrivo a casa sua dove tutto è candido, l'aere olezza di lavanda, vetiver e pachooli, il pavimento riflette il soffitto come uno specchio e dove non puoi entrare se prima non hai spazzolato le scarpe su uno di quei rulli automatici da albergo (di quelli che durante le gite scolastiche facevi partire alle 4 di mattina per il gusto di "pulire" le NIKE di tela).
Così, dopo l'ennesima consulenza sul dove lasciar lo stendino, se in strada alla "vecchia Napoli" o in casa ("ma in casa fa la muffa??"... "almeno dai un po' di colore all'ambiente!!"), prendo la macchina, schivo i trenta VELOX nei cinque chilometri da casa al centro e mi parcheggio in zona Don Minzoni.
 
Non c'è meta, non c'è scopo, non c'è motivo.
E' il classico giro a "veder chi ha la testa più grossa" tanto per non restare in casa a parlar male di SBAFINI.
Poi bisogna un po' sdoganare l'ambiente zolese fatto di personaggi senza nè arte nè parte con vite da eterni abbronzati e con greste da galletto vallespluga andato a male.
Il mio sogno è quello di arrivare nella grande città per assistere ad uno degli innumerevoli scippi, per vedere picchiare il solito autista di bus, per assistere alle ruspe che distruggono gli accampamenti abusivi lungo il fiume, magari per conoscere un LUMUMBA qualsiasi...
 
Ed invece mi debbo rassegnare alla moderna consuetudine da grande città civile e metropolitana:
 
"Hai pestato una merda?"
 
Li ho contati.
A 25 passi dall'auto, in qualsiasi zona tu l'abbia parcheggiata, ti invade le nari un acre odore di merda. Canina, umana o disumana che sia, ti trovi costretto ad appoggiarti ad un palo per controllare le suole.
 
Male che ti vada hai schiacciato una torta marrone e sei portatore sano, fino a mezzo ginocchio, di quel simpatico ricordino. Allora che fai?
Poche colonne più avanti troverai sicuramente un'abbondante pisciata con la quale darsi una rapida rinfrescata.
 
Neutra che ti vada, la merda l'ha pestata il tuo amico e ti ritroverai i tappetini dell'auto imburrati a puntino.
 
Bene che ti vada la merda non l'ha pestata nessuno... l'odore è fisiologico nell'aria come lo smog e le polveri sottili. ma per guardarti le suole hai appoggiato una mano ad un palo che era stato usato per una gara di scaracci e, pregando sia saliva, ti ritrovi le mani impastate da collose e filamentose sostanze.
 
Ma il giro deve continuare, "Show must go on", trappole o meno.
E se sei fortunato, sguardo basso e assente, riesci a passare indenne ai "cosa ne pensi di un ragazzo che è uscito da una comunità?", "ci fa una firma per il canile?", "Posso lasciarle il volantino di AN?", "Amico... amico... un contributo per l'Africa?"...
Ed arrivi in piazza.
 
In piazza ci sono i jazzisti e gli ARE KRISHNA, Beppe MANIGLIA e l'intramontabile APACHE suonata rigorosamente in canottiera.
Così, per far fruttare un po' la passeggiata, visto che siamo stati graziati dal pestare una merda, chiedo all'ARGO se mi accompagna in libreria:
 
"Devi comprare un libro??"
"No, volevo vedere se è fatto come gli altri.. con le pagine, la copertina...!!! secondo te?"
 
Comunque, passati "tre minuti tre" a cercare l'allegro volumetto con l'ARGO a distanza reverenziale dagli scaffali che mi chiede se ho un modem 56K (!!???!?), decido che abbiamo tenuto la testa immersa nella cultura già abbastanza.
Indosso il salvagente di BAY WATCH e trascino l'amico a prendere una boccata d'aria all'esterno.
Tutto trafelato mi ha ringraziato.
Sono soddisfazioni.
 
Forse è ora di rientrare, il crepuscolo si avvicina e due ragazzotti ingenui come noi sarebbero preda scontata per malandrini e malfattori.
Risuperiamo l'ennesima barriera di VELOX che avvolge in ogni dove la città e rientriamo ai piedi dei colli, tra le verdi zolle, nell'ordine e nel pulito.
Parcheggio.
Apro la portiera.
Appoggio il sinistro al suolo... SQUUUEQ!!!
 
Ho pestato una merda!
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giovedì, 08 novembre 2007

Le tavole della LEGGE!!!

Mosè
Ispirato dagli appunti del Boss LO PICCOLO, riportati e commentati in questo post (clicca qui), descrivo in seguito quello che vorrei fosse ritrovato nel mio rifugio alla mia eventuale cattura.
Queste non sono le regole del Buon Mafioso, lavoro del quale conosco poco o nulla e mai mi permetterei di intromettermi in questioni così delicate.
 
Questi sono i consigli, le preghiere e i punti fermi che supplicherei ad una partner femminile IDEALE.
Per il resto basterebbe mora, bel personalino, lavoratrice.. astenersi perditempo!
 
1° Sii magnanima con i suoi vizi: un rutto a tavola non sposta l'asse terrestre... in cambio lui non ti schernirà troppo quando ti uscirà un peto.
2° Chiarezza di intenti: un SI vuol dire SI e NO ha un unico ed inequivocabile significato: NO
3° Il silenzio come QUALITA': parlare molto non è indice di qualità del discorso nè una testa che annuisce per ore da dietro la Gazzetta, e che non infarcire l'argomentazione, è indice di volontà all'ascolto.
4° Mangia meno e non lamentarti: tutto quello che ingerisci contribuisce ad ampliare il culo creando nuove province. L'abbassare la tavoletta del cesso è un esercizio salutare pensato appositamente per la tua salute ed il bene comune.
5° Non chiedere cose inutili. A nessuno interessa veramente se quel vestito/scarpe ti stanno bene, tanto meno all'amica che ti ha accompagnato e che non ha trovato la taglia... figuriamoci ad un uomo il cui unico scopo è correre a casa per toglierti tutto.
6° Evita pignolerie isteriche:  Il lavello in acciaio può anche rimanere bagnato.
7° Valuta le spese inutili: La parrucchiera non è una banca Svizzera nella quale investire capitali.
8° Pratica e non grammatica: collezionare libri, opuscoli, ritagli, dispense di cucina, ... non fa diventare dei bravi cuochi: bisogna anche provare a cucinare dimenticando il numero della rosticceria all'angolo.
9° Fingi sempre entusiasmo: fornicare, per quanto sia rapido, indolore ed insapore, non è un lavoro. Magari è pure colpa tua che ogni volta ti trasformi in una sofferente martire o in un capodoglio arenato sul bagnasciuga.
10° Impara i rudimenti dell'anatomia: Il pene maschile non è un tubetto di dentrificio. Per far uscire qualcosa la tecnica migliore non è quella di spremere con vigore!
11° Professa la riconoscenza: chi ti porta a cena e per pagare deforma il bancomat in una strisciata infuocata, non si accontenterà di venir congedato da un "grazie".
12° Apprendi la PRATICITA': Un beauty-case non deve avere per forza le dimensioni di una piccola profumeria con tanto di cassiera. Un mini-phoon in borsetta è inutile al primo appuntamento, ma anche ai successivi.
13° Non fare la presuntuosa: non illuderti che a lui faccia piacere uscire con te e le tue amiche perchè, in realtà, lui lo apprezza quanto a te piace uscire con i suoi amici che incendiano i peti!
 
postato da: taxxo alle ore 17:07 | link | commenti (33)
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mercoledì, 07 novembre 2007

DIO mi salvi dallo SHOPPING!!!

GloboCarrello

Il MASCHIO VIRILE MODERNO si rifà le ciglia, si depila a zero senza eslusione di colpi, sfoggia uno "shampoo" in testa che palleggia tra un incidente stradale in un incrocio molto trafficato ed un caschetto Beatles, fa l'aperitivo tutti i giorni e, soprattutto, è un vero esperto di moda.
Il MASCHIO VIRILE MODERNO veste come un tronista di UOMINI e DONNE, conosce a menadito le novità di stile, bazziga le boutiques più alla page, da del TU a commessi e commesse dei negozi del quadrilatero, sfoggia le novità TARGATE e sfoglia i giornali di settore come fossero trattati di semiotica.
Il MASCHIO VIRILE MODERNO sarebbe in grado di citare e distinguere alla distanza una marea di MARCHE, stilisti o capi.
 
TASSO che, si sa, è il più frocio dei froci, ciglia grosse, pelo ovunque, barba incolta, nulla a che vedere con la VIRILITA' dell'uomo moderno, non distingue un paio di scarpe da un jeans.
TASSO veste gli anonimi, innocui capi dell'OVIESSE finchè non gli si sfaldano addosso.
TASSO ci ha provato ad andare a comprare DA SOLO nelle boutiques degli UOMINI quelliveri, ma poi si ritrova l'armadio pieno di roba importabile perchè illuso dal commesso femminiello che, forse con duplice scopo, recita un falsissimo "con questo stai una favola"
TASSO tornerebbe all'OVIESSE, e il suo istinto omosessuale lo spingerebbe, ma anche lui vuole essere un UOMO VIRILE così chiama ESTEL, la sua consulente d'immagine:
 
"Cara, mi accompagneresti a fare compere? penso sia giunto il momento.."
 
E ogni volta che sul cellulare compongo quella sequenza di lettere e poi premo invio, quasi fosse un istinto riflesso, devo farmi il segno della croce.
Far compere con ESTEL vuol dire chiudersi in un camerino a sudare sudare sudare per indossare senza diritto di replica qualsiasi cosa ti venga proposta.
Far compere con ESTEL vuol dire spendere un patrimonio.
Ma io voglio essere come i VIRILI UOMINI MODERNI e me ne frego, anche perchè "se maschio vuoi apparire, un po' devi soffrire!".
 
E queste sessioni di shopping masochistico ti aprono alla visione di un mondo sconosciuto.
 
Spessissimo si incontrano questi uomini ZOMBIE che girovagano per i negozi.
Ad una affrettata visione non si comprende cosa stiano realmente facendo, visto che non osservano l'esposizione, si muovono a scatti e guardano in basso dritto a loro annuendo di tanto in tanto.
Ma se hai la pazienza di attendere qualche minuto noterai una piccola accompagnatrice, la cui altezza non supera mai quella degli espositori, che seleziona i capi e se li mette in spalla.
Gli uomini ZOMBIE, cagnolini senza guinzaglio, ingobbiti e tristi, magari vittime di una loro stessa proposta (come spesso accade a me), riducono le loro funzioni a quelle di esenziali MANICHINI e poi a portatori di CARTA DI CREDITO.
E più spazio lasci alla personal shopper, che professionalmente NON parla mai di budget perchè limiterebbe la sua creatività, più senti che le ore di straordinario sudato e sfanculato, finiranno nell'acquisto di quel paio di paia di paia (è obbligatorio avere tutta la gamma dei colori) di calzettoni di lana scaccati di cui "non puoi fare a meno!".
 
In zona camerini, che io avverso come la peste bubbonica, le accompagnatrici in attesa si prodigano nel PARLA PARLA anche tra sconosciute e i temi preferiti sono il rammarico verso questi uomini che: "senza di me non troverebbe neppure le mutande nel cassetto!" o "ma quello l'hai preso al piano di sotto? dopo voglio fare un giro..".
Oppure, in assenza di valide interlocutrici, insistono per vedere come ti sta quello che hanno scelto di farti comprare. E nel farlo sarebbero in grado di scardinare la porta del camerino.
Ma le porte dei camerini son tutte farlocche e ti ritrovi in mutanda e calzettone di spugna sudacchiato a mostrar le pudenda financhè a chi passa per strada.
E lei non è che chiude.
Lei ti dice: "Che cos'è quella roba che hai nei piedi??? quelle ti sformano anche le scarpe!! ABBIAMO fatto proprio bene a comprare quelle calze eleganti!"
E le altre accompagnatrici e qualche avventore sono fuori che ti guardano e scossano la testa.
"Ok, ma potresti chiudere... sono in mutande!"
"Prima voglio vedere che ti provi la roba... non mi fido mica!"
Vabbè...
 
Così, con una pila di roba da fare invidia al camerino di ARTURO BRACHETTI, alleggerito di parecchi euro e con il BANCOMAT deformato dal calore della strisciata, sei sfinito come un maratoneta, senonchè:
 
"Adesso che sei a posto, ti dispiace se do un'occhiatina per me?"
 
E il semplice annuire, l'ennesimo, in quella triste giornata, varrà un tre ore di mama non mama tra TUTTI i capi in esposizione del reparto donna!
Almeno adesso, però, mi sento un po' più MASCHIO VIRILE e, sopratutto, MODERNO.
postato da: taxxo alle ore 10:30 | link | commenti (12)
categorie: racconti, personaggi