Attraverso lo Stargate

Distorsioni dalla provincia

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Utente: taxxo
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ignorante come un banco - sempre alla ricerca del "tempo" - scribacchino impertinente - giornalista giornalaio - attento sbadatello - folle lucido - simpatica canaglia. In una parola: il TASSO

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lunedì, 06 ottobre 2008

Un simpatico fine settimana sulla tazza del cesso..

Esorcista_vomito

I ritmi di vita moderni ti impongono di concentrare le tue aspettative di gioia e godimento in particolarisimi e ben definiti momenti della settimana:

- dalle 18.30 alle 21 di ogni giorno quando ti rechi nei centri commerciali a "comprare un po' di felicità"...

- il venerdì e il sabato sera quando devi esaurire e risolvere ogni tuo problema...

- SEMPRE e IMPROVVISAMENTE se lavori nel mio ufficio..

Poi ti resta la domenica per fare un bilancio.

Il mio bilancio, ieri, l'ho fatto con la faccia nella tazza del cesso!
Ma non perchè sto collaborando all'esperimento sui bosoni svizzeri e gli serviva uno che li andasse a cercare nelle maioliche della ideal standard.
Non ho ancora capito dove, ma dovrei essermi beccato un virus.

Andiamo in fila con il bilancio.

MERCOLEDI' sono al pranzo dei "raccoglitori dell'uva", pranzo offerto da azienda vinicola di Anzola e al quale partecipiamo perchè il CAPO aveva detto che saremmo andati a raccogliere anche se poi non ci siamo andati.
Età media 75 anni. Si parla solo il dialetto.
Oca, lo zitellone di 85 anni, viene preso in mezzo da tutti:
"Oca, ma è vero che il tuo catenaccio è praticamente nuovo??"
"Ma cosa dite!! non ve l'ho mai raccontata di quella volta che Gigi mi ha chiesto se potevo ospitare sua moglie che lui andava a caccia? Era inverno, faceva proprio freddo. Io a casa ho due letti, e le ho detto di non stare a disfarne due, ma che poteva dormire con me che così ci facevamo caldo assieme.."
Questa storia, in due ore, l'ho sentita 15 volte con numerose varianti e precisazioni.
Fatto sta che non s'è capito se Oca, il catenaccio, con la sposa, l'ha usato o no!

Sempre al pranzo c'è pure la cuoca Teresina, un condensato di 145 cm di tette e occhiali, che viene a servirci tenendo la sigaretta accesa di sbieco tra le labbra.
Ha un tono di voce simile ad un carburatore sporco e nella goliardia della giornata, ogni volta che si allunga per spadellare un po' di tagliolini, qualcuno le palpa il culo o le spreme una tetta.
Lei si divincola abile e avvezza al che qualcuno le dice: "Teresina, ma perchè non ci stai?"
e lei: "Io lascio la finestra aperta tute le sere, ma non viene mai nessuno!".
"Per forza Teresina non veniamo.. se poi resti incinta?"
"Potete fare quel cazzo che volete, ma tanto io incinta non ci rimango.."
Grasse risate.
Tutto in dialetto stretto.

GIOVEDI' vengo invitato da CIP e CIOP, quelle dei pranzi cimiteriali, ad un convivio a base di spaghetti, formaggio, pastarelle e acqua del sindaco.
Non so quale sia stato il problema, ma la mattina dopo tutti i convenuti avevano avuto problemi notturni.

VENERDI' sera vengo intrattenuto dal CAPO a fare un aperitivo in ufficio con lui e alcuni suoi tristissimi amici.
"Ci facciamo una bicicletta? dai, ho imparato a farla quando lavoravo al ristorante.. sentirete che bontà!"
Chissà che genialità o che abilità innate ci vogliono per mescolare mezzo Campari con un dito di succo di arance rosse (già scaduto da mesi), fato sta che ci sorbiamo sto sciroppone e relativi ed infiniti bis perchè "dai che il succo vuole finito che se no scade..".

Il SABATO lo passo fino alle 17.15 in pigiama in giro per casa poi decido di uscire, faccio un salto al MORTADELLA DAY, mi schifo nel vedere che friggevano tutto, panando a momenti anche i bicchieri di vino, e me ne torno a casa.
In serata prendiamo due pere dall'INTER.

Per la DOMENICA mattina avevo dato la mia adesione a partecipare alla commemorazione per la strage di Monte Sole.
Prendiamo un pullman al volo alle 8.00 guidato da un autista che sembra Jonny Glamour, ci lasciamo affabulare dai racconti di un ex-partigiano che ci mostra delle fialette rotte. A me sembrano quelle che sua moglie usa per la tinta azzurrina, ma lui ci dice che le ha trovate nei boschi di Vergato e che contenevano le droghe usate da chi faceva i rastrellamenti.
Facciamo le facce ammirate ma quando iniziamo a disquisire sul fatto che anche in Vietnam gli americani hanno sperimentato droghe, il partigiano si dilegua frettoloso e incurante del fatto che non avevamo ancora finito di raccontare.

Arrivati a Marzabotto facciamo colazione, altre chiacchiere, ci piazziamo al sole e inizio a star male.
Non riesco a star fermo.
Gran ribollimento nelle carni.
Ci fanno pure un'intervista, una scuola di cinema di Prato, e la signorina è assai carina e ben disposta.
Vorrei chiederle come hanno risolto i problemi coi cinesi e con le prostitute che la danno a 3 euro e ammazzano il mercato, ma sto così male che non dico un cazzo e lascio parlare Scaglia.
Poi penso che sia meglio così, perchè metti caso che le piaccia, chi ci va a morosa fino a Prato che a me scocciava anche andare in centro a Bologna?
Pensieri da delirio tremens.

Al rientro mi sgonfio sul cesso.

Questa settimana solo semolino e mela cotta.
postato da: taxxo alle ore 10:07 | link | commenti (8)
categorie: racconti, personaggi, lavoro
martedì, 02 settembre 2008

Come mai, come mai, sempre in culo agli operai!

cellulare-nel-cesso

Stamattina arrivo in ufficio, appoggio la roba sul tavolo e mi rassegno al solito rito del caffè col CAPO che spesso si dilata tra le 8.20 e le 10.00 perchè mi deve raccontare se ha dormito col culo scoperto, se ha caricato la negra all'angolo, se ha usufruito di aiuti chimici, ecc. ecc.
In pratica mi deve obbligatoriamente rendere partecipe (ed io devo pure fingere entusiasmo) su tutto quello che gli è capitato nelle 10 ore chje ci hanno tenuto lontani.

Se torno a nascere o faccio l'omino che si ascolta i confessionali del grande fratello oppure faccio il prete.
Oppure voglio far domanda per fare la cassiera nelle macellerie o la signora che raccoglie gli spicci col piattino fuori dai cessi dell'autogrill.
La mia solita indecisione cronica.

Invece, appoggiati i miei stracci, vengo aggredito da questo:

"Ho fatto un DISASTRO!! ieri sera ho fatto tardino - tipo le 12.18 (la precisione dell'ingegnere) - ed ero in banana perchè ero stato con mia figlia a mangiare la pasta al chilo in un pub... l'ho vista serena sai? sono prioprio contento.. però ho dormito male, chissà perchè! cazzo se sono in ritardo. Dai, tira giù il caffè che io intanto piscio e risparmiamo tempo.... comunque, dicevo, sai quel pub la al ponte lungo? si, si, quello col giardino fuori... ah ah ah fanno un chilo di pasta condita come vuoi te e via andare. INCREDIBILE..."

Metà del discorso me lo fa pisciando con la porta aperta con sottofondo di scarichi organici e l'altra metà picchiettandomi sulla spalla con la stessa manina che prima aveva manovrato il "getto dell'idrante" e che non è stata lavata ma semplicemente "spazzata" sui jeans.

Oltretutto io non ci vedo nessun DISASTRO in uno che si stupisce di aver mangiato la pasta in un pub.
Anche se lui stesso si stupì del fatto che nel 2007 aveva scoperto le pizzerie d'asporto: "Ma lo sai che ci sono delle pizzerie che te la portano a casa se telefoni????"
"Ma va???? sei sicuro?"

Poi continua succhiandosi il caffè che gli ho servito:

".. in pratica ieri sera sono andato a letto che erano le 1.05, ma alle 3.00 ero già sveglio.. così mi sono vestito e sono andato in bagno, TIRO L'ACQUA e zacccc, dal taschino della camicia mi cade il cellulare direttamente nel cesso... - e nel dirlo mi allunga un cellulare grondante - solo che adesso non si accende più...  "

Osservo perplesso e tibubante a prendere in mano una roba che non so bene di che razza di liquido sia imbevuta.
Perchè a me quel TIRO L'ACQUA, sottolineato, mi puzza come quando una donna ti dice: "siamo usciti si, ma non abbiamo scopato!" detto senza che nessuno lo abbia chiesto e senza che loro sappiano se mi interessa o meno mantenere una certa parvenza virginale da IO C'HO SCOPATO E GLI HO DATO PURE IL CULO, MA NON VORREI MAI CHE TI FACESSI UNA CATTIVA IMPRESSIONE.

In pratica se uno ti sottolinea una roba che poteva omettere, è perchè quella cosa l'ha fatta (nel nostro caso, purtroppo invece, NON l'ha fatta).

C'è anche da dire che il CAPO è in fissa per le coglionate da Ingegnere NERD tra cui le camicie col taschino per avere sempre sotto mano le penne, i portamina, trecento biglietti da visita, le buste della posta e per tenerci il cellulare.
Poi a te fa il pistolotto perchè il cellulare andrebbe tenuto lontano dal cuore per evitare aritmie e altre patologie che ha letto forse sul carlino salute.
Ma tu non sei ingegnere, quindi non hai la capacità di difenderte te stesso dalle stesse stronzate che dici.

Fatto sta che adesso, senza il suo cellulare, è come se l'anonima sequestri, per il suo commercio di organi, gli avesse tolto un rene e lo avesse lasciato in un fosso.

Ancora col cellulare grondante, a questo punto con certezza, di PISCIO, mi dice:

"E adesso?"
"Intanto andrebbe asciugato.." aggingo schifato.
"Si, si... ma tanto non va più"
Vista la sicurezza, si vede che all'esame CELLULARI FINITI NELLO SCARICO, lui aveva preso 30 e lode.

"Non è che c'è un posto dove li aggiustano? poi magari gli diciamo che è finito nella vasca da bagno.. casomai gli dici che sei stato tu. Sai la figuraccia che ci faccio se gli dico che sono stato io che sono ingegnere!"

E' risaputo che un ingegnere NON fa coglionate.

Ho sentito anche questa...
Possiamo solo sperare che gli scienziati di Ginevra aprano il loro buco nero proprio attorno a Borgo e questo risucchi definitivamente l'ufficio, il suo contenuto e i suoi abitanti verso una nuova dimensione e nuove esilaranti avventure.
postato da: taxxo alle ore 10:06 | link | commenti (15)
categorie: racconti, personaggi, lavoro
giovedì, 31 luglio 2008

L'officina autorizzata

officina
Oggi dovevo fare il tagliando alla macchina.
L'officina è a qualche chilometro dal mio ufficio così decido, per non scomodare nessuno, di caricarmi la bici, lasciare la macchina e andare in ufficio in bicicletta.
Tutto ok.

Mi presento alle ore 8.00 davanti all'officina.
Parcheggio.
Scarico la bici.
La rimonto.
Mi metto in fila: c'è gente che è li all'accettazione da 40 minuti!!!!
Mi siedo.
Pace.

La fauna media è il pensionato che potrebbe portare la macchina a QUALSIASI ora ma che visto che il tagliando annuale dell'ammiraglia che fa COOP-Casa-BAR è l'unico brivido rimastogli, si presenta due ore prima dell'apertura!
Poi c'è qualche giovine operaio smanettone che chiede l'installazione di chilowatt su chilowatt di potenza audio per l'impianto dell'autoradio e il classico coglione giacca/cravatta/culo secco che si presenta col babbo ultra ottantenne, lo prende a pesci in faccia perchè non ha capito dove deve stare (NO LI!!!, più in la!!) e poi per 30 minuti parla di una spia che secondo il meccanico manco esiste.

Poi c'è un altro soggetto:

"Me sgusa?"
"Dica"
"Ma gui ndo cazzo siamo?"
"Casalecchio di reno"
"E' Bologna o Modena?"
"Bologna, Bologna"
"Sa, so de Milano e sto ndando a portar la famigl a' mare.. poi me se rott a machina!"
"Che sfiga"
"Lo dic a me?"

Il soggetto, che ovviamente mi si siede vicino, è un omone di 190 cm per 130 chili.
Suda a bestia.
E' immancabilmente vestito da vacanza, come se per chi parte per le ferie ci fosse l'obbligo di indossare una divisa: maglietta colorata, pantaloncino con le tasche, gambe bianco latte con alopecia localizzata da sfregamento di calzino, calzino corto blu scuro, saldalo, marsupio a tracolla, barba di tre giorni!
L'abbigliamento è stonato su un ultra cinquantenne di quel tipo.
Forse lo sarebbe su chiunque.
A lui han detto che è l'abbigliamento giusto per sentirsi a suo agio.
Non so se lo pensa pure lui, ma in realtà sembra un clown.

Mi ricorda terribilmente mio padre quando ingrassò come un maiale dopo che smise di fumare e si rifece il guardaroba all'oviesse.
Adesso va in giro vestito come un Jovanotti prima maniera.
L'unica differenza è che mio padre crede che il RAP sia la sigla di una nuova cassa di Risparmio dell'Appennino.

Dopo 20 minuti di attesa, viene il turno dell'omone.

"la mii machina ha nu prubblem."
"E dove l'ha parcheggiata" chiede l'addetto all'accettazione
"Li fuor.. e dentr ci so mi socera mia mogl e la piccola"
"Le faccia scendere e accomodare qui che c'è l'aria condizionata.. intanto noi controlliamo l'auto e appena possibile la facciamo ripartire!"
"Nun poss mica far scender la socera.." continua il nostro nell'inequivocabile accento "milanese".
"E perchè no?"
"c'abbiam mess du ore a farla salir!"

Ed in effetti, ripensandoci, avevo notato una macchina blu scuro con alcuni piedi che spuntavano dai finestrini e una grassona che si sventolava.

"Ma non possiamo mettere la macchina sul ponte se c'è dentro qualcuno!! è pericoloso"
"Dovet proprio mettere la macchina sul pont??"

La trattativa prosegue lenta finchè non scatta l'ideona al nostro caro Milanese: "E se in machina con mammà ci sto io?"

Non so come sia andata a finire, so solo che per lasciare le chiavi della macchina al meccanico ci ho messo 50 minuti e sono arrivato in ufficio tutto sudato per il tre chilometri in bici.

E non mi son neanche dopato.
postato da: taxxo alle ore 10:18 | link | commenti (2)
categorie: racconti, personaggi, lavoro
mercoledì, 25 giugno 2008

Cosa ne pensa di un ragazzo uscito da...

cartoleria

DLIN DLON


Mi alzo per andare ad aprire alla porta dell'ufficio e il CAPO, "stranamente" al cellulare in una conversazione fiume, mi precede e va ad aprire lui facendomi cenno di rimettermi pure comodo.

Dato l'inconsueto atteggiamento da maggiordomo, penso sia qualcuno di importante che aveva preventivamente concordato la visita, visto che 20 minuti prima era passato un tizio a salutarlo e, dopo avergli fatto fare 15 minuti di anticamera, ha mandato ME a dirgli che era troppo impegnato.

Invece alla porta c'è un ragazzetto.

"salve, desidera?" apre il CAPO con l'orecchio incollato al cellulare.
"buonasera.. posso entrare?"
"Mi dica - si, comunque quei cavi li tirerei del 25 - allora?" riprende il CAPO mischiando il "bere col mangiare" tra il telefono e la porta.
"Vorrei parlare col titolare"
"Scusa un attimo.. - il titolare non c'è, ma sarebbe l'argomento?"
"Sono un ragazzo uscito da una comunità e spero che lei non abbia pregiudizi per questo.."
"Lascia stare i miei pregiudizi, ma in soldoni, cosa cerchi?"

Riassumo che il tipo è bassetto, capello lucido nero con coda alla peruviana, jeans, maglietta merda patocca e borsa a tracolla che gli lascia una diagonale di sudore sulla maglietta che separa il colore giallo merdo dal marrone ascella bagnata.

Io, se mi suona uno così alla porta, tiro la catenella e faccio finta di non esserci.

Fatto sta che il CAPO riprende:
"Poi non vedi che sono al telefono? ripassa tra un po' quando ho finito!" e gli sbatte la porta in faccia.

Dopo 15 minuti... DLIN DLON

Stavolta vado io dato che il CAPO rimette la mortadella nelle orecchie e non si accorge della suonata.
Sbircio.
E' il solito italo/peruviano.
Abbiamo la porta a vetri e mi vede.. mi tocca aprire.

"Ciao, avevo suonato anche prima e un tipo al telefono mi ha detto di aspettare qui fuori. Eccomi."
"Si, ma non ero mica io, e lui è ancora al telefono"
"Ok, ma anche tu sei un mezzo CAPO, al massimo dico a te.. posso entrare intanto che mi sto squagliando dal caldo?"
"Vieni, vieni" due paroline del cazzo che mi sfuggono e già sento il portafoglio alleggerirsi di qualche diecina di euri.. sensazione già provata svariate volte.

Il tizio, oltre che sporco e puzzolente, ha pure una specie di bubbone sporgente e purulento in fronte.
E inizia il raccontino.

"Sono uscito da una comunità GDFETSMS - sbiascica qualcosa di incomprensibile - ma adesso sono a posto!"
"ok.."
"solo che, chi mi ha fatto uscire, per pagarmi una scuola di fumetto mi chiede di raggiungere dei BLOCCHI GIORNALIERI di vendita."
"ok.." sento il baratro aprirsi sotto i miei piedi anche se non capisco il riferimento alla Dieta a Zona.
"Per dimostrarti che non sono un cazzaro, ti faccio vedere il mio book" e sfila dal borsone un librone rosso che mi apre a casaccio su alcuni schizzi a matita.

E mi scappa un "SEI BRAVO!" anche se mi sembra di vedere quelle cartoline coi disegni degli elefanti fatti coi piedi da alcuni disabili.
Cartoline che mi rifilarono in via Indipendenza per aiutare una vecchietta a comprarsi la sedia a rotelle.

Altra inculata.

"Non esagerare... non è vero che sono bravo, ma grazie, c'è ancora molto da lavorare"
"Vabbè, se mi ci metto io, faccio peggio sicuro" mi lascio andare.

"Ho visto che usate i sacchetti della spazzatura, una confezione sono 5 euro anche se un blocco intero sarebbero 10 euro.. altrimenti avrei questi evidenziatori.."

"Mi sa che ho solo 5 euro.. adesso vado a vedere."
"Si, ma se ne hai 50 ti do il resto!"
"Vedi - gli apro il portafogli VUOTO in faccia - non ho altro!"
"Ok.. grazie"

Fatto l'affare mi racconta che uno al piano terra lo ha inseguito con una scopa, che quello dell'officina gli ha dato 15 euro in monetine..
Baci e abbracci.
Poi se ne va.

EPILOGO
"E' passato un tipo.. un EXTRANEGRO... non ho capito. Gli ho sbattuto la porta in faccia!!" mi racconta il CAPO al termine della telefonata di 2 ore.
"Lo so, poi è ripassato e ha voluto 5 euro per i sacchetti del rusco... ha detto che gli avevi chiesto di ripassare!"
"Ah si? sai, ero al telefono e ho fatto in fretta.. glieli avrei dati anche io quei soldi." corregge falsamente, come quando viene il prete a benedire e TUTTI GLI ANNI mi chiede i soldi in una stanza poi li imbusta e li da lui al prete.
Io non li ho mai riavuti indietro.
Lui ci fa la figura del gran signore.
Speriamo che Dio veda anche fuori dalla cabina elettorale.

Vabbè adesso, per la modica cifra di una 50 di euro, negli anni ho accumulato: una serie di cartoline con gli elefanti, 10 penne a sfera, un pacchetto di fazzoletti, i sacchetti per il rusco, una biro e una serie di block notes di varie grandezze.

Posso aprire un ufficio.
postato da: taxxo alle ore 08:05 | link | commenti (11)
categorie: racconti, personaggi, lavoro
giovedì, 29 maggio 2008

L'artista che c'è in me!

dj
Appurato, oramai, che i nuovi status simbol sono diventati:
- il possesso di un SUV
- aver in curriculum un libro pubblicato
- avere una locandina in casa che ricorda di quella volta che hai fatto il DJ alla festa delle medie
- conoscere un VIP
 
anche io, per non voler fare il solito bastian contrario, ho deciso di omologarmi almeno in una categoria: sarò Disk Jokey!
 
Devo ammettere che parto avvantaggiato perchè, almeno due volte nella mia vita, 20 minuti in tutto,  ho aiutato SKAGLIA a selezionare i cd che suonavamo alle feste a casa del PIGNA.
Poi anche quell'incanto ha trasformato una vecchia casa di campagna in un "locale", il PIGNETA, dove si esibivano veri professionisti (vedi GNASA LUMINOR - addetto al mixer luci - MAZZO vocalist e PAOLINO DJ) ed io e lo SKA ci siamo defilati mestamente.
 
Ma il nostro insuccesso aveva motivi ben radicati: noi mancavamo di quella tecnica e di quei segreti del mestiere che solo un lungo corso, la gavetta, tanta esperienza maturata all'estero o l'ascolto dei grandi DJ ci avrebbero dato.
Tutte caratteristiche che avevano, invece, i nostri ben più giovani e audaci successori.
 
Il ridente comune, però, ci viene incontro con IL CORSO PER DJ e, dopo 15 anni, anche noi cerchiamo la nostra rivalsa.
3 incontri con Robby presso alcuni locali del comune e potremmo mettere nel curriculum la nuova professionalità, magari aprirci il nostro Myspace e magari essere ADDATI da Moby, Coccoluto o dall'inarrivabile DJ Aniceto.
 
Trovare sulla mia pagina personale:
 
"Ti ringrazio per l'add! abbasso la droga e viva la vita!"
 
sarebbe il massimo della vita.
Cerco di coronare questo sogno solo per quello, per la stima di un grande collega.
 
Al primo incontro ho la pelle d'oca e non so neppure come vestirmi, perchè non vorrei mai sbagliare qualcosa nello stile d'abbigliamento e fare subito brutta figura.
Poi mi immagino il livello del corso, l'esperienza dei partecipanti e mi assalgono dubbi da scarsa autostima.
 
I colleghi sono 6: lo SKAGLIA, due cinni smanettoni coi jeans alla cagarona, una catena della bicicletta che penzola sui fianchi e il berretto da baseball tutto sdrucito e mezzo storto.
Uno dei due tiene costantemente la testa inclinata su una spalla e penso ad un torcicollo o ad una paresi.
Lui mi dirà poi che è "una malattia professionale come il gomito del tennista o il ginocchio della lavandaia.. è da quando ho 6 anni che mixxo e per reggere il telefono delle cuffie mi si son deformate le vertebre cervicali!!"
Si chiama DJ CATENA.
Andiamo bene..
 
Altri due soggetti, Alfred e amico, e una gentil donzella completano il quadro dei partecipanti.
 
Robby, il "professore", questa sera ci spiega i supporti audio e si mette a fare tutta una disquisizione su come e dove reperire i formati audio da mixare.
Poi ci spiega il mixer.
Una roba molto tecnica.
 
E nella noia delle ripetizioni dei medesimi concetti verso chi non ha capito, mi incuriosisco dei partecipanti: Alfred ogni volta che Robby si gira, prende per il collo l'amico stile Homer/Burt Simpson fermandosi di scatto appena il prof si rigira verso di loro.
Hanno almeno 28 anni a testa!
Gente allegra, penso io, poi lo SKAGLIA mi fa: "Ma secondo te la tipa è a posto?"
E mi metto ad osservarla.
 
Tiene le mani rannicchiate al petto, se ne sta tutta defilata e non osserva mai nessuno in faccia..
"Forse è solo timida!" rispondo non troppo convinto.
 
La lezione prosegue fino a che non viene chiesto un volontario per andare a manovrare il mixer.
I due ragazzini alzano le mani con scatto felino poi a momenti si prendono a catenate e nella loro zuffa Robby chiama in cattedra la ragazza.
 
"Ma non è che lo rompo?" dice lei
"Tranquilla..."
 
E assistiamo ad una scena che ci fa quasi pensare che a mandarla al corso sta tizia sia stato l'obbligo del medico curante.
 
Tra mille sofferenze la lezione finisce, al chè il prof. chiede, per la prossima volta, di portare alcuni nostri cd che ci insegnerà a mixare veramente.
Si alza di scatto Alfred brandendo un CD che aveva nascosto non so dove: "io, io... questo l'ho missato io!! è roba buona!"
"Grazie Allfred, ma ho chiesto roba da mixare, non già mixata.."
 
Ma io quanto avrei dato per sapere cosa c'era in quel CD?
 
Poi si alza il suo amico e chiede a gran voce, forse stordito dalle mazzate che si era preso senza reagire per tutto il tempo: "Pizzata di fine corso???"
"Ci sarà tempo.. adesso non possiamo!" rispondiamo quasi all'unisono io e lo SKA.
"Vabbè, allora la prossima volta porto VASCO e lo misso io!" risponde lui.
 
I ragazzetti parlottano, chissà cosa prepareranno..
 
Non vedo l'ora sia la prossima settimana!

(ringrazio Scagliarini per le gentili informazioni)
postato da: taxxo alle ore 10:31 | link | commenti (14)
categorie: racconti, personaggi, sogni, various
lunedì, 28 aprile 2008

Il sole dopo la tempesta

tempesta

"I grandi Capitani si fan legare al timone mentre infuria la tempesta pur di non lasciare la nave in balia delle onde.."
Il CAPO, ore 23.15 in pieno delirio da abuso di caffeina.
 
Sono ancora qui.
Non ho chiuso i battenti.
Potete riporre le vostre bamboline voodoo e piantarvi gli spilloni nel culo perchè anche questa volta la fenice è risorta.
 
E' stata dura ma abbiamo consegnato.
HO consegnato da solo visto che il CAPO sta a questo ufficio come i cerchi in lega stanno ad un'auto di lusso: un bel vedere ma inutili e un'ansia durante ogni parcheggio, per di più costosi fuori misura!
 
Vabbè, ma raccontiamo due stronzate di questo fine settimana.
 
Il SOLITO ALLA SOLITA ha fatto pace.
Sotterrata l'ascia di guerra, messa a tacere l'ala estremista SPILLO - SBAFINI, ci siamo dati una bella pippata di calumet della pace.
I motivi del litigio, se di tale possiamo parlare, vanno imputati ad un'erronea scelta Tassiana che preferì entrare in un locale semideserto piuttosto che in un covo fitto fitto di fighe dove SPILLO e SBAFINI ci avrebbero portato a lezione di approccio, aggancio e sveltina!
 
Tasso ben sapeva che lo scenario che vedeva SPILLO e SBAFINI "sexual machine" era inconcepibile anche per maestri della fantascienza come ASIMOV, SILVERBERG  o DICK, scrittori avvezzi a creare mondi immaginifici dove eroi e antieroi son tutti intraprendenti e vincenti.
Per questo si era optato per un locale tranquillo, accogliente, appartato dove poter parlare dei casi della vita, di filosofia, di arte e massimi sistemi senza essere disturbati e distratti dal passaggio di ombellichi scoperti, tatuaggi sul fondoschiena o pere williams sotto canottierine succinte.
 
Ma SPILLO si era risentito e aveva scomodato la statistica, la matematica, le percentuali di densità di pelo per metro quadro che tiene registrate dl 1998 ad oggi con aggiornamento ogni 15 minuti circa.
 
E Tasso, si sa, davanti alla statistica si arrende!
Perchè la statistica ti dice che hai le stesse possibilità di sposarti con la tua postina fighissima che ti sviene tra le braccia mentre ti consegna una raccomandata al pari di capitare in una GANG BANG a sorpresa in un locale del centro, tu e trecento donne che ti usano come trastullo sessuale!
La statistica mi straccia 6-0, 6-0, non c'è storia.
 
Ma da questo stallo di opinioni ci toglie il TENENTE FRAKKA (odio l'utilizzo GLEDISSIANO delle Kappa, ma in questo caso sono d'obbligo): "La ROBY, la SARA e una loro amica mi hanno chiesto cosa faciamo questa sera"
 
"CHIIIIIIII?? abbiamo capito bene? tutto coniugato al femminile??"
"Si, sono ragazze che ho conosciuto in palestra!"
 
E ho visto gente schizzare a casa a farsi il bidet, altri uscire dal torpore depressivo, altri telefonare al visagista per una lampada, altri ancora rinunciare alle loro "scopate randagie" pur di incontrare l'intonso trittico di pelo.
Io, invece, mi stupisco dell'abilità di un tale, il TENENTE, che passa 10 mesi all'anno su una bagnarola tra la Puglia, l'Albania e La Spezia e appena riesce a starsene a casa poco più di due mesi, ti sblocca i problemi di una vita.
 
Quindi, oltre ad un avvocato, un dentista e un commercialista, è sempre meglio avere un amico MARINAIO.
 
Tirati a balestra, ci presentiamo in quel di Borgo a raccattare le sventurate.
Io Borgo la "mastico" abbastanza bene, ma non avevo mai avuto il piacere di conoscere MASTRO e suo fratello, due piccoli PIGNA (di quando era giovane) tutti macchina e tunz tunz tunz a palla nella radio.
E li conosciamo perchè per tre volte a fila cercano di arrotarci a 120 all'ora con la loro BRAVO GT TURBO mentre aspettiamo in un vicoletto largo appena per passarci a piedi.
Si parte subito bene.
 
Poi arrivano le ragazze.
Io voglio già tornare a casa.
 
ROBY e SARA hanno non più di 20 anni (saranno poi "21 e qualche mese", quando i mesi in più servono ancora a darti un tono) e non sono antipatiche, brutte o che so io.. è solo l'anagrafe e la stupideria che ci separano tragicamente.
 
Cedo il passo ai conquistadores,. la prossima volta presentatemi delle DONNE!
postato da: taxxo alle ore 09:41 | link | commenti (19)
categorie: racconti, personaggi, lavoro, various, solito alla solita
martedì, 18 marzo 2008

I TRE Desideri

MoratoreNella foto, un simpatico annuncio trovato in quel di Via Saffi proprio ieri sera.

Uno dei soliti puzzolentissimi locali di Borgo.
 
"ARGO, ma se ti si materializzasse qui sul tavolo la Lampada dei Desideri, cosa chiederesti?"
 
"Cazzo TASSO, non iniziare con sti giochini di merda..."
 
"Hai ragione, continuiamo a guardarci i videoclip senza audio oppure riprendi a parlarci del motivo per il quale continui ad uscire con la maestrina!"
 
"Vabbè, ma vuoi tre COSE?"
 
"Noooo, tre fiori che iniziano con la K... secondo te?"
 
Come sono divertenti queste serate all'insegna del succo alla pesca, del vaga-vaga-vaga per ore alla ricerca di un locale dopo che si è partiti - alle 22.15 - da un altro locale, delle solite facce e dei soliti discorsi triti e ritriti: un SOLITO ALLA SOLITA feriale.
 
E di tutte le cose che potrebbe chiedere l'ARGO, dalla "PACE per l'Arena domenicale del Giletti" ad "un gatto da compagnia",... da "più SURF di buonadomenica per tutti" a "le zanzariere nuove", lui cosa chiede?
 
1) Essere immortale
2) La donna della vita
3) tipo 2.000 euro al mese senza far nulla
 
TASSO, mentre prosegue questa immonda sequenza di stronzate, si lecca i baffi pensando ad un commento, ma tocca alla sua lista:
 
1) Non aver mai più bisogno di lavorare
2) Una bella casa
3) Pace e serenità
 
"Ahahahaha.. ma come sei messo? sai che palle smettere di lavorare? poi che fai tutto il giorno?" ribatte d'anticipo l'ARGO.
 
"A parte il fatto che ho detto NON AVER BISOGNO... ma poi mi parli tu di noia che hai chiesto l'IMMORTALITA'? Poi l'hai chiesta per te stesso e non per la DONNA DELLA TUA VITA, quindi cosa farai che non riesci a star da solo neanche 5 minuti in bagno? infine 2.000 euro che ad arrivare alla fine dei tempi con inflazione, tasse, rincari euro, una pizzetta alla settimana non te la concedi? il motorino ai figli? e ai nipotini? e i figli dei nipotini?... mi sa che hai sparato tre cazzate!"
 
"Si... ma..."
 
"Dai, guarda che bello il video degli ABBA.. lo sai che è morto il batterista?"
 
"Si, ho sentito qualcosa... son quelli di VIDEO KILL THE RADIO STARS?"
 
"Come no, anche di DANCE OF QUA QUA e di I DO THE PISS, PAPA'... dai che andiamo.. è ora che vai a letto a coprirti!"
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categorie: racconti, personaggi, sogni, solito alla solita
lunedì, 03 marzo 2008

La sottile linea "rosa"

gay

Mi lamento spesso, di tutto e di tutti!
Non è una novità: nutro odio estremo verso gli altri, soprattutto verso chi "ce la fa", soprattutto verso chi, poi, se ne vanta.
Il mio, comunque, è un odio politically correct: lo nutro tanto verso le persone felici, quanto verso i depressi, tanto tra gli atleti quanto tra gli storpi.
Ma nutro odio soprattutto verso chi mi si attacca visceralmente addosso, chi pretende la mia presenza per sfogare i suoi problemi che ignora ed avversa, verso chi pretende da me entusiasmo ben sapendo che sarà falso.
 
Tra tutti quello che ODIO DI PIU' è, quindi, il CAPO!!
 
E, fondamentalmente per questo, ODIO ME STESSO.
 
Un padre ce l'ho già, una persona che ogni volta che la incontro è nel cesso con la porta aperta e un braccio appoggiato al muro intento a mingere: "allora? tutto bene" e inizia a parlare mentre si sta scrollando o so ben io che!
Ebbene, come non mi bastasse, mi ritrovo tra le palle il CAPO.
 
Quest'uomo è uno che, avendo avuto solo figlie femmine che avrebbe volentieri sacrificato allo stile di ABRAMO e ISACCO, mi ha adottato virtualmente.
Ed ha fatto tutto regolarmente: mi paga per avermi sempre vicino, per ascoltare le sue lamentele, il suo sconforto, per pavoneggiarsi delle SUE vittorie, per condividere le NOSTRE sconfitte.
Ma soprattutto per mettere ordine al suo casino.
Sono otto anni che non mi da tregua MAI, ma il rapporto si è sempre mantenuto in un ambito "professionale".
 
Ultimamente, invece, ho notato una sua maggiore e sconcertante confidenza fatta di sguardi caritatevoli, strizzate di guance, ricerca di contatto fisico, promesse di regali, confidenze impensabili...
 
"Se non avessi te, chissà dove finirei!"
 
"SIAMO rovinati!!" detto con sguardo lagrimevole stringendo in una mano un mio braccio e nell'altro una lettera di un avvocato che gli faceva causa.
 
"Stai bene?" detto strizzandomi le guanciotte alla ARNOLD.
 
"Ti piace? te ne compro uno uguale" riferito ad un giumbotto (come lo chiama lui) che ha acquistato in saldo e che voleva prendere pure a me nella stessa taglia e colore per "avere una divisa" (NDR: lavoriamo in un ufficio, quindi non se ne capiva il senso).
 
"ogni tanto, quando passo dal vialone e mi sento solo, con 30 euro trovo soluzione ai miei problemi... sono ragazze sensibili e, se le tratti normalmente, sono meglio delle fidanzate"
 
E questi sono solo gli episodi più eclatanti di questo MOBBING pseudo paternalistico omosessuale che subisco ogni santo gorno!
Il fatto è che a me di questa persona NON FREGA ASSOLUTAMENTE NULLA, neppure che il mio stipendio e tutto quello che ne consegue, dipendano dalle sue discutibili capacità imprenditoriali.
Fosse per me potrebbe venirgli un tirotto seduta stante o potrebbe vendere tutto che non mi cambierebbe di certo la vita.
Il 90% delle cose che mi dice, mi passano da un orecchio all'altro senza neppure sotare in doppia file e le ascolto con un entusiasmo tale da spingere al suicidio anche una persona equilibrata e felice di vivere.
 
Ma, e questo è forse l'unico motivo per il quale ogni mattina ancora mi alzo e vengo in questo ufficio, è che il CAPO mi fa pena!
Sono forse vittima della sindrome di STOCCOLMA, "innamorato" del mio carnefice, forse sono molto ZEN e attendo che il cadavere del mio nemico attraversi il fiume, forse sono solo pigro e masochista... fatto sta che me ne resto qui e, anche se rimugino mille volte di andarmene, alla fine rinuncio sempre.
 
Ma non sono preoccupato per me, per i miei sentimenti che riesco ancora a dosare e controllare, quanto per LUI e questa sua deriva da SHAMPISTA della TATANGELO..
 
vi terrò informati!
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categorie: personaggi, lavoro
venerdì, 15 febbraio 2008

14 Febbraio 2008

love

Visto che tutti ne hanno parlato, tutti hanno detto cose originali, banali o scontate, dico la mia pure io.
Uno più, uno meno, poca differenza fa.
 
Per me il 14 Febbraio è, e sempre sarà, solo ed unicamente il compleanno del mitico Bugno Gianni, il grande ciclista due volte iridato, vincitore di un Giro d'Italia, svariate classiche e due campionati italiani.
A parte le vittorie, quello che mi incuriosiva e piaceva del Bugno era che a lui, della bicicletta, con quel suo modo di correre distratto, inespressivo, quasi svogliato, sembrava che non gliene fregasse un cazzo.
Al punto che ad un Fiandre, con arrivo in volata su tale Musseuw, a 100 metri dall'arrivo ancora in piena volata, guadagnata una mezza bicicletta di vantaggio alza le mani al cielo autocelebrandosi vincitore.
Il Musseuw recupera e si va al fotofinish.
Vince Bugno con un vantaggio di appena 2 centimetri... proprio un cazzone!
 
Negli ultimi anni di carriera, dopo l'ammissione di voler diventare un riferimento per i giovani, mandò tutto a fanculo, prese un brevetto per la guida degli elicotteri e adesso lavora per l'aviosoccorso nelle valli varesine.
Ogni tanto fa il cronista tecnico per le corse commentando dal suo elicottero.
Vabbè, a parte questo e le due o tre taniche di caffè al giorno che, per sua stessa ammissione, lo portarono ad una squalifica per doping ormai a fine carriera, torniamo al tema.
 
Sto scrivendo dall'ufficio e sono appena 8 ore che l'ho lasciato per farmi qualche ora di sonno a casa.
Non c'è nulla di cui vantarsi o di cui lamentarsi, negli anni ho maturato la convinzione che è meglio farsi 16/17 ore a fila ogni due o tre mesi che lavorane 8 tutti i giorni della settimana.
C'era da consegnare, abbiamo consegnato.
 
Il bello è che il mio 14 Febbraio, la festa degli innamorati, l'ho passata con quell'orsetto lavatore del mio CAPO, un uomo che DEVE chiedere ma che NON E' disposto a dare: moglie, fidanzate, amanti..., e dai racconti son tante, lui se ne fotte preferendo il lavoro (".. io mi diverto alla faccia a lavorare.." dice spesso.. alla faccia di chi, non è dato sapere) a TUTTO.
Ma con questa logica, sebbene si diverta così alla faccia, le sue attività principali restano quelle del FUMA-FUMA e del "fammi il caffè che vado a pisciare e risparmiamo tempo!".
Si risparmia tempo, poi, per concedersi l'ennesima sigaretta, nulla più.
 
Perchè di tutto quel divertimento "alla faccia", di tutte quelle attività "ludiche" lavorative, dello sporco lavoro non ce n'è MAI traccia!
Si parla, si ascolta, si discute, si FUMA, si BEVE ma NON SI PRODUCE!
Son giunto alla conclusione che l'uomo sessantenne abbia ormai tirato i remi in barca, mentalmente parlando e pure fisicamente.. inutile che si auto-racconti di ESSERE o di AVERE: l'uomo sessantenne DEVE passare le sue giornate alla COOP, al bar o nell'atrio del medico curante.
E' fisiologico.
 
Troppa la voglia di divagare, la stanchezza e la logorrea!
 
Oltretutto, il mio CAPO, è un focomelico informatico che utilizza il suo PC solo per consultare la rubrica telefonica che IO gli ho compilato!
Quindi, in un ufficio moderno, la sua presenza a livello produttivo è nulla.
 
E alle ore 22.00, con oltre 6 disegni ancora da ultimare, ben lungi dalla meta, lui si addormenta sulla sedia.
Zitto zitto completo le mie incombenze ma è ormai la prima ora del 15 Febbraio...
Si sveglia.
 
"Ti do una mano a piegare le piante... ho fatto il sonno del guerriero e adesso posso tirar di lungo fino a domani mattina!"
 
Ormai ho le visioni, mi gira la testa, sono stanco ,stufo, affumicato ma mentre lui si loda da solo di come sia ancora in grado di preparare i plichi (che vuol dire fare fotocopie e puntare dei fogli), io ultimo le stampe e mi levo dal PC.
Anche questa volta, e miracolosamente, ce l'ho fatta!
Lui sparisce un attimo e torna con un vasetto di miele dal quale toccia con le dita stile Orso Grizzly: "Vuoi?"
"no, no, ormai mi è passata la fame!" rispondo un po' schifato (perchè, ovviamente, non avevamo neppure mangiato, nè la sera, nè a mezzogorno!)
 
Sono le 2.00.
Lui se ne va nel suo ufficio!
Io rassetto un attimo, spengo le stampanti e le luci, mi infilo la giacca e faccio capolino nel suo ufficio.
Il CAPO è al PC.
Sul monitor una lunga serie di tettone, donnette in atteggiamenti ammiccanti, ramazze, pitoni, frutta e verdura varia...
Con una mano scorre con lo scroll e con l'altra imbeve le dita nel miele e le porta alla bocca... un siparietto niente male.
 
"Allora ciao! io vado.."
"Ciao e grazie - mi dice senza alzare lo sguardo dal monitor - casomai domani mattina riesci a venire un po' prima??"
 
E, dopo quasi 9 ore di straordinario, l'unica cosa che mi sa dire è questa?
Il suo solito atteggiamento da "prendo senza dare".
Però devo dire che tra tutte le sue donne, ha preferito me!
 
ormai siamo coppia di fatto.. BUON SAN VALENTINO!
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categorie: racconti, personaggi, lavoro
martedì, 05 febbraio 2008

un INSOLITO alla solita!

carnevale

Il venerdì sera è deputato, da secoli, all'assemblea del SOLITO ALLA SOLITA, un "servizio" collaudatissimo:
- SMS alle 6.30 di mattina che ti chiede che pizza vuoi.
- Ritrovo non oltre le 20.30 a casa BERZOT.
- dove cazzo è finito il pizzaiolo? ci scommetti che se chiamo mi rispondono: "è appena partito!"?
- 4 chiacchiere, il VOV slovacco, la MILAN COLA, l'acqua del rubinetto.
- Si visionano, con dibattito e in rigida sequenza: Banana Sport, i Mostri di Striscia, un film di Stephen Segal o Zelig.
- Si promette di alzare il culo per raggiungere non so chi e non so dove
- Non si alza mai il culo e alle 23.15 / 23.30 tutti a casa che siam stanchi "perchè spostiamo la ghisa tutta la settimana"
 
E le varianti sono talmente poche e sporadiche che manco si contano.
 
Venerdì scorso, però, alle 22.00, arriva una telefonata.
Puntuale come le Tasse e la Morte ci può essere solo una chiamata dello SBAFINI (sempre assente alle pizzate del venerdì), perchè "se si dice una roba, BISOGNA FARLA" ed io me ne ero scordato, ma c'era la festa di carnevale: "Si era detto alle 22.00 al parcheggio! dove siete?"
 
Così, in un mix di entusiasmo e di rottura di coglioni da interruzione della routine, passiamo a prendere lo SBAF e andiamo alla festa.
 
La formazione è classica:
SBAFINI travestito da depresso con la sfregola del venerdì sera NON fine mese.
SPILLO tramutato in informatico con l'hobby del "le annuso tutte ma non tocco"
PIGNA con la solita "cartola" da ragazzo di una volta
TASSO camaleontico con sciarpa di lana al collo "se la lascio al guardaroba la perdo".
BERZOT declina perchè 12 euro son troppi per il suo mutuo.
 
Fila all'ingresso.
Fila al guardaroba.
Fila per consumare la consumazione obbligatoria.
Fila al cesso.
 
Esaurite le file ed esauriti i nervi per questi fine settimana che stressano di più di una settimana in miniera, iniziamo ad orientarci su quello che propone il locale.
Un puffo di 190 cm e relativa Puffetta, lo "specchio delle mie brame", le Occhi di gatto, una lettera postale e  francobollo in gommapiuma, i Flintstone, un paio di travestiti di cui uno con pizzetto, la Piratessa, Eva Kant, tante minigonne rasopelo, parecchi/troppi minorenni, parecchi/troppi ultra cinquantenni.
 
E Kelly delle Occhi di Gatto ci tira la sua carta facendoci l'occhiolino...
E un gruppo di sgallettate che saltella su ogni canzone ci rapisce lo SPILLO.
E Cappuccetto Rosso si avvinghia a PIGNA Lupo cattivo e si mettono a ballare in disparte.
 
A me resta da fare il baby sitter al solito SBAFINI sbuffante per il caldo, per il caos, per la musica.
Poi, ogni tanto, mi sparisce dalla vista perchè si acuccia per piegare le ginocchia e fare stretching... nel bel mezzo della sala da ballo!
 
"Vabbè SBAF, facciamo un giro!"
E parte il giro dell'oca (al termine saranno almeno 5) con tappe forzate, visto il caos, a fianco degli Scozzesi ("ma le porti le mutande?" la petulante ed unica domanda che ho sentito ripetere 60 volte in quei 2 minuti di sosta), poi dietro l'arabo, spalla a spalla al viados nero, faccia a faccia ad una tipa con la mascherina da "anonima con mascherina", evitiamo come la peste un trenino, ci abbarbichiamo al bancone del bar.
 
"Scusa?? mi potresti allacciare la stringa?" si sente picchiettare sulla spallona il nostro SBAFINI.
La piratessa stava per perdere il reggiseno o il corsetto o che cazzo ne so io, fatto sta che chiede alle sapienti mani del nostro Caro di rifare il fiocchetto perchè lei ha le mani occupate.
E lui, con un rigore reverenziale come se stesse operando al cuore un neonato, fronte imperlata da una lacrima di sudore, fa il lavoretto e alza una mano a mo' di saluto.
Vista la tensione nell'aria, mi veniva quasi da tamponargli la fronte come si fa in sala operatoria, ma la piratessa, ringraziato e compresa la coglionisia degli astanti, va a farsi stoccazzare da altri meno pudici e non meno sconosciuti!
Lo guardo con commiserazione e passo oltre, tanto è la solita storia.
 
Ci accucciamo in una posizione dove lo SBAF possa eseguire indisturbato i suoi esercizi ginnici e scrutiamo il PIGNA che balla fuori tempo e sempre uguale su qualsiasi base con Cappuccetto che ridacchia alle sue battute (che mi sarei voluto travestire da moscaper sentirle), lo SPILLO che beve il secondo beverone della serata spalla a spalla al clone di "G" ("non mischiamo la merda e la cioccolata! lei non è la clone di nessuno!!" - e io rispondo: "merda o cioccolata che sia, a te non ho MAI visto sbaffi in faccia!"); io mi giro e vedo lo SBAFINI intento in una danza sile Lago dei Cigni degna del Bolshoi.
"Uè Nureyev dei poveri.. senti muovere qualcosa?"
"Macchè, ho male alle ginocchia e faccio stretching!!"
 
Dopo questa siamo venuti a casa..
postato da: taxxo alle ore 12:43 | link | commenti (19)
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martedì, 29 gennaio 2008

La MENSA dei miracoli..

mensa
Io sono in "cena aziendale" tutto l'anno.
TUTTI i giorni, TUTTA la mia ditta si riunisce in mensa tra le 13.30 e le 14.30.
Nella fattispecie, io e il mio CAPO.
Stranamente, le uniche "cene aziendali" che non facciamo MAI son proprio quelle di Natale!
Non parliamo di un posto di lavoro normale, ma come il mio credo ce ne siano tanti altri.
E la peculiarità di questi pranzi è l'incessante, frenetica, avvolgente, costante, inutile, ripetitiva e stordente parlantina del CAPO.
Qui iniziamo a scremare.
 
Lui è uno di quelli che quando tu sei li che ti carezzi i denti con l'apposito legnetto perchè hai finito il pasto, lui ancora deve grattugiare il formaggio sulla pasta, ormai fredda.
E mentre mangi, lui è di quelli che richiamano la tua attenzione con la pacchetta sulla spalla, il tocchetto al braccio.. è uno di quelli che mentre mangi esige che tu sia attento anche/solo alle sue farneticazioni inutili.
Ed ogni tanto sfila una penna dal taschino e fa schizzi sulla tovaglietta perchè gli è venuta in mente la pensata... ma di quelle tovagliette non ne abbiamo mai recuperata nessuna, sintomo che avrebbe fatto meglio a mangiare
Fondamentalmente ascolto chiacchiere di un 60enne che parla solo di lavoro (come per le restanti 11 ore assieme) e di hobby del cazzo verso i quali il suo mirato "finto entusiasmo" cerca di convogliare al consenso, approvazione, coinvolgimento (vedi la famigerata BARCA A VELA).
 
Qualche fornitore, in privata sede, mi chiama da anni L'ULTIMO DEI MOHICANI.. ma non è di questa mia malata dedizione verso questo lavoro (quale?) e questo uomo (il CAPO) che voglio parlare.
Parliamo invece della MENSA come luogo fine a se stesso.
 
Perchè la MENSA è veramente un luogo di ritrovo di umane genti che, molto più che in altri luoghi, si mostra per quello che è veramente a scapito dell'apparenza.
Così, se sono solo o se sono intento ad annuire come un bambolotto da cruscotto, tengo sempre un orecchio ai discorsi degli altri tavoli per captare interessanti dialoghi.
 
La MENSA non è mai avida di sorprese.
 
Per esempio ho ascoltato, in barba ai presunti sussurri degli attori, questo dialogo:
Coppia giovane, lui incravattato lei elegante sportiva.
Dopo un piccolo diverbio sul dove sedersi vinto, ovviamente, da LEI, LUI se ne va in bagno.
Al ritorno, LUI si siede e ficca una mano nel piatto delle patatine.
Lei sbotta: "Te le sei lavate le MANI???"
Lui: "NO, perchè non ci ho pisciato sopra! Ho solo preso in mano quello che tu prendi in bocca senza tante storie!!!"
Lei si zittisce, rossa in volto, biascicando qualcosa tra i denti.
 
Oppure, solo qualche giorno fa, un'altra coppia, stavolta un po' più datata e neppure troppo elegante, si esibisce in questo dialogo:
Lui, nell'inforchettare un maccherone, lo fa cadere dal piatto sul tavolo.
Incurante, se la riinfilza e se la caccia in bocca.
Lei: "Ma che fai! siamo al ristorante... e poi ste cose non si fanno... chissà chi.."
Lui: "Tu hai mai visto morire un gatto che mangia roba commestibile?"
Lei: "Ma cosa c'entra? .. vuoi fare il tuo numero come al solito?"
Lui: "Anche i cani... le bestie si leccano il culo, mangiano per terra e spesso sono avanzi! Secondo te se fossero cose disdicevoli come dici, le farebbero?"
Lei: "Sei sempre il solito.. fa mò te! stetra volta va a magner in d'la stala.." (la prossima volta va a mangiare nella stalla).
 
Alla luce di siparietti del genere, fuori dal tempo e dallo spazio, mi attendo che il giorno che sarà finito il pane si alzi un commensale, si tolga la tuta da imbianchino mostrando una candida tunica bianca e che si metta a moltiplicare le rosette e le crocette con la sola imposizione delle mani.
postato da: taxxo alle ore 10:13 | link | commenti (18)
categorie: racconti, personaggi, lavoro
lunedì, 21 gennaio 2008

eravamo 4 amici al PUB

pub

4 trentenni in un PUB della bassa, in un qualsiasi giorno della settimana.
Tavolino in zona puzza di fritto, dieci menù più carta dei vini per poi prendere un succo alla pesca, una FANTA piccola ("ce l'avete del rubinetto??" ci prova sempre l'ARGO, pur di spendere il meno possibile), una Kilkenny media e una cocacolaghiacciolimone.
 
Come dimostra la comanda, 4 alcolizzati provinciali che affogano i dispiaceri e la monotonia della loro piatta vita in fiumi e fiumi di alcol.
Sottofondo musicale con selezione anni '70.
Nei monitor del locale, proiezione di partita di calcio del campionato scozzese.
 
SBAFINI - Certo che da quando non si può più fumare nei locali, è tutta un'altra musica... -
TASSO - A me sembra anni '70.. niente di nuovo -
 
ah ah ah ah (risata da morti di sonno ogni 2 battute come solo nei peggiori telefilm americani)
 
ARGO - Non ci sarà puzza di fumo, ma arrivi a casa che puzzi di fritto come un borlengo -
SPILLO - Cazzo.. mi sono scordato che questa sera inizia BENIGNI LEGGE DANTE... -
TASSO - Fai fatica ad addormentarti? -
SPILLO - BENIGNI è un genio... e solo i geni comprendono altri geni!! -
SBAFINI - Abbiamo sentito anche questa!!! comunque a me BENIGNI non interessa. -
 
Chi tiene lo sguardo basso nel bicchiere, chi naso all'aria a scorgere le prodezze di un terzino scozzese.
ARGO sguardo assente nel vuoto come sempre.
 
TASSO - cosa cazzo guardi ARGO? sei a caccia di sottane???? -
ARGO - Ma l'hai vista la cameriera? è proprio il mio tipo -
TASSO - appunto perchè l'ho vista preferisco la partita scozzese.. non vorrei pietrificarmi -
 
ah ah ah ah
 
SPILLO - SBAF, ho poi risolto quel problema con la CPU. Sono entrato nel BIOS, poi ho cercato nel registro... -
SBAFINI - te lo volevo proprio chiedere.. -
ARGO - anche stasera parliamo di lavoro??? ma vedete come siete ridotti sempre dietro quel computer.. parliamo ben di FIGA!!! -
TASSO - più che parlarne sarebbe meglio "lavorarne", troppa teoria fa male alla vista, vedi SPILLO che ormai è cieco per un occhio? -
SPILLO - intanto tengo l'organo in manutenzione per ogni evenienza.. non vorrei che mi si inceppasse proprio nel momento buono -
 
ah ah ah ah
 
ARGO - adesso dico qualcosa alla cameriera... dai SBAF, dammi una mano.. tu poi che hai quelle manone, sai che successo! -
SBAFINI - a me non interessa!! - e infila la faccia nella cocaghiacciolimone
ARGO - vabbè, mi arrangerò da solo.. comunque sto leggendo l'ultimo libro di MORELLI -
TASSO - TOTO' MORELLI di Bovino (FG)? e che racconta? è prorpio vero che ormai pubblicano cani e porci..-
ARGO - ma no!!!! MORELLI lo psicologo.. parla di EROS, coppia, amore.. -
SPILLO - ma che te ne fai che non ti tieni una donna neanche da Natale a Santo Stefano?? -
SBAFINI - guardate che fighe che sono entrate.. -
TASSO - cazzo.. gli occhi li ho pure io!!!! poi a te non interessava la cameriera ma sti due scorfani si? da quando hai la tessera del WWF? -
 
ah ah ah ah
 
ARGO - andiamo? si è fatta una certa.. -
SPILLO - se imparassimo ad uscire un po' prima invece che alle solite 22.30!! -
SBAFINI - raccolti i soldi? non è come al solito che i conti non tornano? -
TASSO - dai, aspettiamo che tra un po' finisce la partita -
ARGO - guarda che io domani "vado a spostare della ghisa", mica come te che non fai un cazzo tutto il giorno!! -
TASSO - e la cameriera.. non gli diaciamo niente? -
ARGO - non sono carico... ci voleva il NEGRONI invece ho preso la sprite -
SBAFINI - si, è meglio andare.. la musica forte mi da fastidio e per parlare devo urlare -
TASSO - SBAF, ma se non dici mai un cazzo!!! cos'è, ti è venuto un rigurgito di volontà a parlare proprio oggi? esatto, meglio se ce ne andiamo a letto, dopo questa! -
 
mini zuffa tra TASSO e SBAFINI.
 
TASSO - ma che manazze hai? sembrano due pale del pizzaiolo!!! dai, smettila di fare il fenomeno.. -
 
ore 23.15 tutti in macchina per il rientro.
 
ARGO - io la macchina l'ho presa anhe la scorsa settimana.. adesso per un po' bona.. la prende SPILLO che c'ha il bonus di ODER -
TASSO - che piagnina... -
SBAFINI - comunque c'era un tavolo di tre ragazze che ci hanno guardato tutta sera -
SPILLO - e lo dici adesso??? -
TASSO - SBAF, si vede che avevi una caccola che ti usciva dal naso!! -
 
ah ah ah ah
 
quanta allegrezza in queste serate del SOLITO ALLA SOLITA, un vero contagio di ilarità...
postato da: taxxo alle ore 10:03 | link | commenti (22)
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mercoledì, 02 gennaio 2008

Amo il Natale: è il giorno più lontano dal prossimo Natale!!

brustulli

Volemose bbbbene?
Tanti auguri?
A Natale son tutti più buoni?
I buoni propositi?
....
 
Le "vacanze" Natalizie, quelle dell'ipocrisia, del regalino "non credere.. è proprio una cazzata!", del magnamagnamagna e del brindisino, del bacetto sotto il vischio, dell'ozio, del freddo, del "cosa regaliamo a nonna??", del magnamagnamagna e del brindisino, del "cosa facciamo l'ultimo?", della fila alla cassa, della fila al cinema, della fila per il parcheggio, del "cosa regaliamo a nonna??", degli zampognari, delle musichette allegre, del magnamagnamagna e del brindisino, .... sono finite anche questo anno.
E, aggiungiamo, per fortuna!!!
 
Tutti gli anni la solita solfa:
le lasagne della zia che non usa la carne nel ragù (non voglio sapere con cosa le farcisce); la nonna che non accende il riscaldamento che: "siamo in tanti e non serve"; l'altra che mi da da mangiare i brustulli che ha usato per coprire le caselle della tombola al centro anziani (e me li trovo tutti desalati perchè immagino il vecchietto sdentato di turno, ex carpentiere, che se li è tenuti a fior di labbra come un tempo faceva coi chiodi); gli SMS a catena, quelli personalizzati, quelli inattesi, quelli insulsi; "Dai, giochiamo a carte?"... "No, preferisco la TV.. a carte ci gioco quando mi son cascati tutti i denti." e ti lasci ipnotizzare da un servizio che spiega come si formano i pelucchi di lanuggine che ti trovi nell'ombellico... poi ti addormenti; l'oroscopo che dice mirabilie per tutti perchè le stelle "indicano ma non determinano"; le 100 migliori canzoni dell'anno passato; ancora Paolo Fox che se la Vergine non si svergina lui apre una pizzeria da asporto; i 100 eventi sportivi dell'anno; i cartoni di Asterix e "Una poltrona per due"; "Vieni che c'è la zia che ti vuole fare gli auguri??"; "stasera non mangio!!!" poi arrivi e c'è la pizza servita e un quartino di lasagne che "vogliono finite"; "Ho portato i botti!! un bel po'.. facciamo esplodere Zola quest'anno" poi i vicini di casa Filippini eclissano le nostre stelline e tricchèballacche con un paio di "Bombe e' Maradona!!" eluse dai controlli della finanza....
 
Che palle...
 
Oggi torno in un ufficio che sembra la succursale di un laboratorio dell'antardide dove trivellano il PACK per prelevare i carotoni di ghiaccio. Mi viene ad aprire un orso polare col mal di gola.
Sono solo soletto e così rilassato che a momenti mi sciolgo: non fosse così freddo qui dentro, finirei liquefatto tra i tasti della tastiera.
Chiamo il CAPO ma sono tre ore che sento solamente "TIM, informazione gratuita....".
Si sarà avverato il desiderio espresso al bambin Gesù?
 
potrei rivalutare il tutto...
postato da: taxxo alle ore 11:00 | link | commenti (15)
categorie: racconti, personaggi, various
martedì, 27 novembre 2007

Cavaliere con due dame...

ponte milvio
Domenica compiva gli anni la mia personal-shopper, per la precisione ESTEL, così ho pensato bene (??) di farle una sorpresa raggiungendola a ROMA dove sta approfondendo le sue competenze di polverizza danaro.
 
Premetto che TASSO non si muove mai di casa, non mette mai il becco al di fuori delle sue due terrazze e del suo giardinetto cacatoio per gatti.
TASSO passa i suoi fine settimana a dormire, a deprimersi, a sospirare e a fare autoerotismo "ad oltranza".
TASSO va raccontando che ama viaggiare, ma poi gli vengono le vesciche ai piedi e quando rivede il santuario sul colle è più felice di quando è partito.
A novembre TASSO attende solo il letargo.
 
"Allora è vero che sei FROCIO!!! c'era la manifestazione femminista e non volevi mancare, ingorda!" mi hanno additato.
Se rispondessi che è una casualità, non ci crederebbe nessuno.
Allora rispondo che mi sono perso il GAY-PRIDE e non potevo mancare anche a questo.
Contenti?
 
Fatto sta che, essendo una sorpresa, ESTEL non doveva sapere nulla.
Ma io, di ROMA, non so un cazzo così mi informo da un'altra amica mezza romana, mezza pugliese, mezza algerina, mezza del Pratello (ma quante metà ha??) se mi sa indicare un posto dove andare a dormire.
 
"Ma come, sei anche tu a ROMA?? Dai, ci facciamo il viaggio insieme visto che vado a trovare i miei. Poi potremmo andare a vedere delle mostre, fare cose, girare, ti presento mio fratello fuma-fuma,... al massimo ti faccio dormire sul divano di casa mia..."
"Certo - rispondo con l'ansia del fedifrago con due o tre famiglie - non ti preoccupare. Ne parliamo in treno".
 
E in un freddo venerdì bolognese, fatto uno zainetto in tutta fretta, recuperata l'amica che va bullandosi di essere "l'unica donna al mondo che viaggia con il cambio per 3 giorni in una borsetta a mano", parto per la capitale.
 
Ovviamente, conoscendo i miei polli, ESTEL l'ho dovuta avvisare per evitarmi la strigliata: "Fai una sorpresa e manco avvisi??"... se erano normali non le volevo!
Così ESTEL, anche organizzatrice di eventi, mi trova una bettola senza bagno, ma con 4 letti, a 20 chilometri dal centro, colazione inclusa.
 
Il viaggio in treno me lo faccio tutto in piedi, in carrozza ristorante, a studiarmi un po' di umanità pasteggiando a RITTER SPORT e patatine e, arrivato a ROMA, ci sono 20 gradi con il 95% di umidità che, invece che nel Lazio, sembra di essere in Cambogia sulle rive del Mekong.
ESTEL e "la romana" si conoscono velocemente, poi vengo fagocitato dal corri-corri in fretta-fretta, tanto-tanto e staipurezittosenzalamentarti vittima più che artefice della famosa sorpresa che avevo ideato.
Dopo un paio di scambi in metropolitana ed un quarto d'ora a piedi, al B&B mi accoglie un gatto che mangia i croccantini lungo le scale... un cartello enorme nel bagno comune che recita: "L'acqua calda ce n'è poca e siete in tanti. abbiate rispetto!"... una stanza col letto a castello.
Ho già un principio di vesciche ai piedi!
 
"Ok TASSO, ma chissene frega... almeno hai visto ROMA? le mostre? ...un po' di figa??"
 
La fredda cronaca:
Venerdì sera cena tipica romana con crauti e tacchino (??!?!) a casa di ESTEL.
Sabato pioggia, caldo asfissiante, mattinata persa a cucinare la carbonara poi via a vedere MONET e RUBENS.
Con ESTEL arriviamo in via del Corso (con "la romana" ci saremmo rivisti solo al rientro), qualche vetrina strappando un po' di spazio alla fiumana di gente, entriamo da BURBERRY e, specchiandosi in un armadio vetrato, ESTEL si accorge di aver seri problemi di frangia-arricciata-dall'umidità. Problemi paragonabili solamente al buco nell'ozono, la fame nel mondo e le piaghe da decubito.
La ragazza mi va in affanno, le si chiude la vena e, visitata la mostra (non ne vale la pena), mi infila in un FELTRINELLI mentre lei con bacchetta da rabdomante cerca un parrucchiere per un rapido aggiustaggio al bulbo pilifero.
Ma non lo trova.
Così, mentre rientriamo per uno shampoo riparatore a casa, nasce una fitta discussione su questa insormontabile problematica che vede l'assenza di un valido COPPOLA ALDO all'interno di un negozio che vende uno spolverino a 2.300,00 euro (duemilatrecento/00).
 
In serata ci rechiamo in TRASTEVERE dove le offro la cena in un ristorante addobbato di trecce d'aglio.
Siamo seduti a fianco di una coppia di "Giapanesi" che non si smentiscono e fotografano TUTTO compresa la pizza dall'alto e il rito dell'apertura del vino che bevono miscelandolo alla birra.
Fa ancora un caldo schifosamente umido!
 
Rimane la Domenica mattina nella quale, stavolta non mi smentisco io, si spacca un mobiletto fatiscente e la passiamo a rassettare casa.
Saluti e baci, raggiungo "la romana" in stazione che, forse offesa, si era munita di 4 libri pur di non dover fare convervazione (ma adesso si bulla meno della "leggerezza del bagaglio" presentandosi con un bauletto fitto di melanzane sott'olio e pane quello-buono).
E le avevo fatto pure un regalo!!
Ma gli dei la puniscono mettendola a fianco di un utente al quale hanno ceduto le ascelle e che passa il tratto TERMINI - SANTA MARIA NOVELLA a cercare "nelle sue narici testimonianza delle sue radici".
 
Arrivato a BOLOGNA chiamo il fido ARGONAUTA che mi riporta a casa, scendo dall'auto, bacio il suolo e torno alle mie cose.
 
Nel disfare lo zainetto trovo l'immancabile "saponetta di magnesio" (quella che Juri Chechi, Signore degli anelli, utilizzava per impolverarsi le mani aumentando la presa sull'attrezzo)... e mi viene da pensare che in un fine settimana pieno di potenzialità, sono andato in bianco come al solito.
Calo la braga, una passata di bianca polvere sulle mani, stringo l'attrezzo e stempero le tensioni con pochi significativi gesti.
 
Cavaliere con due dame... si chiude in bagno a spremere il salame!
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lunedì, 12 novembre 2007

Il sabato del villaggio!

bologna-map

Sabato pomeriggio, arcistufo della quotidianità della provincia e dei suoi ritmi legati alla natura, alla quiete e all'invidia dell'erba del vicino, chiamo l'ARGONAUTA per una trasferta cittadina.
Arrivo a casa sua dove tutto è candido, l'aere olezza di lavanda, vetiver e pachooli, il pavimento riflette il soffitto come uno specchio e dove non puoi entrare se prima non hai spazzolato le scarpe su uno di quei rulli automatici da albergo (di quelli che durante le gite scolastiche facevi partire alle 4 di mattina per il gusto di "pulire" le NIKE di tela).
Così, dopo l'ennesima consulenza sul dove lasciar lo stendino, se in strada alla "vecchia Napoli" o in casa ("ma in casa fa la muffa??"... "almeno dai un po' di colore all'ambiente!!"), prendo la macchina, schivo i trenta VELOX nei cinque chilometri da casa al centro e mi parcheggio in zona Don Minzoni.
 
Non c'è meta, non c'è scopo, non c'è motivo.
E' il classico giro a "veder chi ha la testa più grossa" tanto per non restare in casa a parlar male di SBAFINI.
Poi bisogna un po' sdoganare l'ambiente zolese fatto di personaggi senza nè arte nè parte con vite da eterni abbronzati e con greste da galletto vallespluga andato a male.
Il mio sogno è quello di arrivare nella grande città per assistere ad uno degli innumerevoli scippi, per vedere picchiare il solito autista di bus, per assistere alle ruspe che distruggono gli accampamenti abusivi lungo il fiume, magari per conoscere un LUMUMBA qualsiasi...
 
Ed invece mi debbo rassegnare alla moderna consuetudine da grande città civile e metropolitana:
 
"Hai pestato una merda?"
 
Li ho contati.
A 25 passi dall'auto, in qualsiasi zona tu l'abbia parcheggiata, ti invade le nari un acre odore di merda. Canina, umana o disumana che sia, ti trovi costretto ad appoggiarti ad un palo per controllare le suole.
 
Male che ti vada hai schiacciato una torta marrone e sei portatore sano, fino a mezzo ginocchio, di quel simpatico ricordino. Allora che fai?
Poche colonne più avanti troverai sicuramente un'abbondante pisciata con la quale darsi una rapida rinfrescata.
 
Neutra che ti vada, la merda l'ha pestata il tuo amico e ti ritroverai i tappetini dell'auto imburrati a puntino.
 
Bene che ti vada la merda non l'ha pestata nessuno... l'odore è fisiologico nell'aria come lo smog e le polveri sottili. ma per guardarti le suole hai appoggiato una mano ad un palo che era stato usato per una gara di scaracci e, pregando sia saliva, ti ritrovi le mani impastate da collose e filamentose sostanze.
 
Ma il giro deve continuare, "Show must go on", trappole o meno.
E se sei fortunato, sguardo basso e assente, riesci a passare indenne ai "cosa ne pensi di un ragazzo che è uscito da una comunità?", "ci fa una firma per il canile?", "Posso lasciarle il volantino di AN?", "Amico... amico... un contributo per l'Africa?"...
Ed arrivi in piazza.
 
In piazza ci sono i jazzisti e gli ARE KRISHNA, Beppe MANIGLIA e l'intramontabile APACHE suonata rigorosamente in canottiera.
Così, per far fruttare un po' la passeggiata, visto che siamo stati graziati dal pestare una merda, chiedo all'ARGO se mi accompagna in libreria:
 
"Devi comprare un libro??"
"No, volevo vedere se è fatto come gli altri.. con le pagine, la copertina...!!! secondo te?"
 
Comunque, passati "tre minuti tre" a cercare l'allegro volumetto con l'ARGO a distanza reverenziale dagli scaffali che mi chiede se ho un modem 56K (!!???!?), decido che abbiamo tenuto la testa immersa nella cultura già abbastanza.
Indosso il salvagente di BAY WATCH e trascino l'amico a prendere una boccata d'aria all'esterno.
Tutto trafelato mi ha ringraziato.
Sono soddisfazioni.
 
Forse è ora di rientrare, il crepuscolo si avvicina e due ragazzotti ingenui come noi sarebbero preda scontata per malandrini e malfattori.
Risuperiamo l'ennesima barriera di VELOX che avvolge in ogni dove la città e rientriamo ai piedi dei colli, tra le verdi zolle, nell'ordine e nel pulito.
Parcheggio.
Apro la portiera.
Appoggio il sinistro al suolo... SQUUUEQ!!!
 
Ho pestato una merda!
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mercoledì, 07 novembre 2007

DIO mi salvi dallo SHOPPING!!!

GloboCarrello

Il MASCHIO VIRILE MODERNO si rifà le ciglia, si depila a zero senza eslusione di colpi, sfoggia uno "shampoo" in testa che palleggia tra un incidente stradale in un incrocio molto trafficato ed un caschetto Beatles, fa l'aperitivo tutti i giorni e, soprattutto, è un vero esperto di moda.
Il MASCHIO VIRILE MODERNO veste come un tronista di UOMINI e DONNE, conosce a menadito le novità di stile, bazziga le boutiques più alla page, da del TU a commessi e commesse dei negozi del quadrilatero, sfoggia le novità TARGATE e sfoglia i giornali di settore come fossero trattati di semiotica.
Il MASCHIO VIRILE MODERNO sarebbe in grado di citare e distinguere alla distanza una marea di MARCHE, stilisti o capi.
 
TASSO che, si sa, è il più frocio dei froci, ciglia grosse, pelo ovunque, barba incolta, nulla a che vedere con la VIRILITA' dell'uomo moderno, non distingue un paio di scarpe da un jeans.
TASSO veste gli anonimi, innocui capi dell'OVIESSE finchè non gli si sfaldano addosso.
TASSO ci ha provato ad andare a comprare DA SOLO nelle boutiques degli UOMINI quelliveri, ma poi si ritrova l'armadio pieno di roba importabile perchè illuso dal commesso femminiello che, forse con duplice scopo, recita un falsissimo "con questo stai una favola"
TASSO tornerebbe all'OVIESSE, e il suo istinto omosessuale lo spingerebbe, ma anche lui vuole essere un UOMO VIRILE così chiama ESTEL, la sua consulente d'immagine:
 
"Cara, mi accompagneresti a fare compere? penso sia giunto il momento.."
 
E ogni volta che sul cellulare compongo quella sequenza di lettere e poi premo invio, quasi fosse un istinto riflesso, devo farmi il segno della croce.
Far compere con ESTEL vuol dire chiudersi in un camerino a sudare sudare sudare per indossare senza diritto di replica qualsiasi cosa ti venga proposta.
Far compere con ESTEL vuol dire spendere un patrimonio.
Ma io voglio essere come i VIRILI UOMINI MODERNI e me ne frego, anche perchè "se maschio vuoi apparire, un po' devi soffrire!".
 
E queste sessioni di shopping masochistico ti aprono alla visione di un mondo sconosciuto.
 
Spessissimo si incontrano questi uomini ZOMBIE che girovagano per i negozi.
Ad una affrettata visione non si comprende cosa stiano realmente facendo, visto che non osservano l'esposizione, si muovono a scatti e guardano in basso dritto a loro annuendo di tanto in tanto.
Ma se hai la pazienza di attendere qualche minuto noterai una piccola accompagnatrice, la cui altezza non supera mai quella degli espositori, che seleziona i capi e se li mette in spalla.
Gli uomini ZOMBIE, cagnolini senza guinzaglio, ingobbiti e tristi, magari vittime di una loro stessa proposta (come spesso accade a me), riducono le loro funzioni a quelle di esenziali MANICHINI e poi a portatori di CARTA DI CREDITO.
E più spazio lasci alla personal shopper, che professionalmente NON parla mai di budget perchè limiterebbe la sua creatività, più senti che le ore di straordinario sudato e sfanculato, finiranno nell'acquisto di quel paio di paia di paia (è obbligatorio avere tutta la gamma dei colori) di calzettoni di lana scaccati di cui "non puoi fare a meno!".
 
In zona camerini, che io avverso come la peste bubbonica, le accompagnatrici in attesa si prodigano nel PARLA PARLA anche tra sconosciute e i temi preferiti sono il rammarico verso questi uomini che: "senza di me non troverebbe neppure le mutande nel cassetto!" o "ma quello l'hai preso al piano di sotto? dopo voglio fare un giro..".
Oppure, in assenza di valide interlocutrici, insistono per vedere come ti sta quello che hanno scelto di farti comprare. E nel farlo sarebbero in grado di scardinare la porta del camerino.
Ma le porte dei camerini son tutte farlocche e ti ritrovi in mutanda e calzettone di spugna sudacchiato a mostrar le pudenda financhè a chi passa per strada.
E lei non è che chiude.
Lei ti dice: "Che cos'è quella roba che hai nei piedi??? quelle ti sformano anche le scarpe!! ABBIAMO fatto proprio bene a comprare quelle calze eleganti!"
E le altre accompagnatrici e qualche avventore sono fuori che ti guardano e scossano la testa.
"Ok, ma potresti chiudere... sono in mutande!"
"Prima voglio vedere che ti provi la roba... non mi fido mica!"
Vabbè...
 
Così, con una pila di roba da fare invidia al camerino di ARTURO BRACHETTI, alleggerito di parecchi euro e con il BANCOMAT deformato dal calore della strisciata, sei sfinito come un maratoneta, senonchè:
 
"Adesso che sei a posto, ti dispiace se do un'occhiatina per me?"
 
E il semplice annuire, l'ennesimo, in quella triste giornata, varrà un tre ore di mama non mama tra TUTTI i capi in esposizione del reparto donna!
Almeno adesso, però, mi sento un po' più MASCHIO VIRILE e, sopratutto, MODERNO.
postato da: taxxo alle ore 10:30 | link | commenti (12)
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mercoledì, 10 ottobre 2007

Catturone al Bamboccione!!!

classe
perdonate ma ho SBRAGATO in lunghezza, comunque i ricordi sono ricordi!
 
"..entrai con un diploma in mariuana ed uscii con una laurea in cocaina.."
Johnny Deep alias George Jung in BLOW all'uscita dal primo periodo in carcere.
 
All'età di 12/13 anni ne avevo viste già un bel po':
 
- mi ero spappolato un braccio sul lastricato di piazza san francesco, ero tornato a casa a piedi e avevo atteso che mia nonna si mettesse pure il rossetto prima di chiamare un taxi per accompagnarmi al traumatologico (che non era tanto per la flemma della nonna che usciva sempre e solo quando iniziava ad assomigliare alla Madonna di San Luca, era per il fatto che tra una pennellata e l'altra di phard, non bastasse il dolore di una frattura scomposta, faceva anche la ramanzina) ....
 
- avevo fatto da palo mentre SALVATORE staccava i mirini delle mercedes parcheggiate nelle viuzze del centro e poi le rivendeva a quei tamarri che le attaccavano al bomber (una volta, presi da una certa smania, decidemmo di variare la "raccolta" prelevando gli stemmi di altre case automobilistiche ma, tentando di prelevare un FIAT, ci rimase in mano la maschera dell'intero radiatore di un furgone)...
 
- con ULISSE passavamo una calamita dentro le grate e le buffe di via San Felice per raccattar qualche spicciolo caduto inavvertitamente, poi ci compravamo il gelato da UGO (detta così sembra la storia di un NINO DE RUA... ed in effetti ero sempre in tuta con le toppe sulle ginocchia)
 
- andavo a casa di VALERIO praticamente tutti i giorni. Lui si divertiva ad accendere dei petardi, mettersi alla finestra di camera sua per poi gettare il petardo su una vecchia CINQUECENTO che era parcheggiata nel cortiletto interno del palazzo. La macchina sembrava da rottamare aveva il tettuccio in tela tutto bucato.
Il petardo, dopo decine di prove fallite sul selciato, finiva direttamente all'interno dell'abitacolo ed esplodendo faceva sbuffare un po' di polvere dai tagli del tettuccio! A 10/11 anni un divertimento fori del comune da passarci interi pomeriggi. Io, però, avevo sempre e solo assistito. Gaudente, per carità lo ammetto, ma non avevo mai gettato niente!
Un giorno, non so bene perchè, prendo in mano una scatola di svedesi (la camera di Valerio era così fornita di cerini, accendini, carta vetrata, lanciafiamme,... che il tabaccaio di zona si serviva direttamente da lui) e, in un attimo di invidia pirotecnica, accendo un fiammifero!
Entra la madre di Valerio: "Allora sei tu quello che ha distrutto la macchina dell'Ing. Mercalli con i petardi!!! non ti vergogni? ti sembrano giochi da fare??".
Resto basito!
Suo figlio aveva in camera una vetrinetta con centinaia di petardi di ogni dimensione, una palla di stucco da vetro per cerbottana, quindici zippo da collezione con relative bombolette di benzina per ricarica e una quantità esorbitante di zolfo sotto forma di cerini o similari (al confronto la bomba atomica di Corea ed Iran erano bazzecole) e io, figlio della portinaia con le pezze al culo (o ginocchia, che dir si voglia), colto da un minimo di emulazione, dal basso del mio zolferino annerito, mi becco del Bin Laden????
Per qualche tempo non mi feci vivo.
 
- Sempre a casa VALERIO, dopo che si era sedato quel clima teso, tornai per un pomeriggio di svago.
La novità era il fucile ad aria compressa.
Valerio aveva un super-fucile con un imprecisato numero di colpi al secondo al quale aveva accuratamente annerito il "tappo" rosso in cima alla canna che distingueva la riproduzione giocattolo da un modello bellico originale.
A me, invece, riservava una pistolina a molla che al confronto sembravo Toro Seduto con l'arco contro il Generale Swarzkoff e le sue borbe all'uranio impoverito di OPERAZIONE DESERT STORM.
Il gioco consisteva nel nascondersi dietro le tende della sala per sparare dalla finestra all'interno di alcuni appartamenti di via del Pratello.
Lui si divertiva un mondo a mitragliare contro i lampadari di quelle camerette di studenti che si spaurivano.
Io con la pistola non arrivavo neppure ad intaccare la facciata opposta.
Poi, esauriti un paio di caricatori, scattava la guerra totale globale.
Tutti contro tutti, ... eravamo poi solo io e lui!
Una volta, dopo una raffica paratami su una gamba a bruciapelo, riuscii a sgattaiolare in lavanderia e mi accucciai dietro una porta.
Passa il tempo e non mi viene a cercare nessuno ma inizio a sentire i piedi bagnati.
Cazzo è!!
Mi accorgo che avevo inavvertitamente schiacciato lo spegnimento della lavatrice che aveva scaricato dall'oblò una quantità d'acqua inimmaginabile.
Arrivò sua madre proprio in quel momento: "Sei il solito delinquente...."
Non era il mio momento..
 
E potrei parlarvi di altri mille episodi, di situazioni che mi consentirono di NON AVER PAURA DI NULLA!
Avevo superato la paura per il buio, per i dottori, per gli adulti, per la legge, per TESTA A UOVO (un pupazzino - un uovo con braccia e gambe - che mi impauriva e che scongiuravo non fosse sotto il letto prima di andare a dormire) e pure per il dolore, ma mi restavano due grucci:
 
La scuola SUPERIORE ed i CATTURONI e il SERVIZIO MILITARE.
 
Mio zio aveva dipinto sia l'uno che l'altro come un vero e proprio scoglio, una prova iniziatica per entrare nel mondo dei grandi.
Mi parlava, malignamente divertito, del GIOCO DELLA MONETINA, DEL JUKE BOX, della PUNTURA AL SENO, DELLA DISCIPLINA, del NONNISMO... e io mi impressionavo molto di più che davanti all'ESORCISTA o ad HELLRAISER soprattutto perchè, raccontandomelo, mi faceva LA STECCA con le dita ed io non ne ero capace nè ne capivo il significato.
 
Ed arrivò anche il mio momento "iniziatico".
 
Primo giorno di scuola all' ITIS O. BELLUZZI.
Fatte le classi in aula magna e finite le due ore di "lezione", ci rimandano a casa, tutti diligenti con le nostre INVICTA nuove, la SMEMO e un quadernino già fitto di appunti (che cazzo scrivevamo poi... infatti fu l'unico diario acquistato in 5 anni e da quel giorno, GIURO, non presi più un appunto!!!).
La bidella del primo piano, tale FRANCHINA, però, ci indirizza lungo una rampa e non verso le scale che: "le ho appena lavate...".
In realtà, sbucati fuori dal fabbricato, ci attendevano, di qua e di la dal muricciolo della rampa, un nutrito gruppo di ANZIANI della scuola.
E noi eravamo obbligati a passarci in mezzo.
Volarono un sacco di schiaffi!!
Bell'inizio...
 
Dopo qualche settimana passata in caghina cercando di rendersi più invisibili dell'uomo invisibile, studiando i percorsi meno frequentati per arrivare a prendere la corriera per casa, pregando perchè quel baffo da topo si infoltisse donando un paio di anni in più ad un aspetto troppo acerbo, ormai ero abbastanza sgamato da girare, quantomeno, col naso all'aria quando non incrociavo nessuno.
Ma, mentre percorriamo una stradina secondaria per arrivare alla fermata dell'autobus, terra franca come le chiese per gli hightlander, sbucano dal nulla tre energumeni della 4 F di meccanica.
Tra me e i miei due amici LUME e SKOLA cala il silenzio..
E finisci involontariamente in uno di quei momenti nei quali rimpiangi di non ricordare bene le mosse di OKUTO per far esplodere gli avversari toccandoli nei punti di pressione.
Dopo qualche spintone, qualche insulto verbale, uno dei tre Giganti sbatacchia lo zaino del LUME, lo spinge verso la parete di un palazzo, sfila una moneta da cento lire dalla tasca dei pantaloni ed incita il caro amico a fermarla con la fronte: il terribile GIOCO DELLA MONETINA.
Tre contro uno con io e SKOLA che preferiamo soprassedere e lasciare l'amico al suo ingrato destino di MARTELLO UMANO.
Forse due craniate al muro, prima di riuscire a divincolarsi, il povero LUME riuscì anche a darle, ma la monetina, quella no, non riuscì a fermarla.
 
E il fallimento valse una persecuzione che durò per mesi e che consisteva nel JUKE BOX ad ogni ricreazione.
Ma per quello si offriva volontario lo SKOLA che, su una sediolina messa nel corridoio, canticchiava motivetti a richiesta (anche delle bidelle) tra i presenti che divoravano la loro pizzetta del bar e se la ridevano divertiti.
 
E gli episodi furono milioni: risse di classe tra LONGARESI e CALDERARESI (e noi di Zola che gli cantavamo "Avete solo la nebbia!!!"), fumogeni accesi in aula durante l'ora di lezione da classi rivali, minacce a viso coperto per avere i posti dietro in pullman nelle gite, .... una scuola di vita più che di istruzione culturale.
 
Il militare, invece, non lo feci "optando" per un più modesto servizio civile (per il quale non avevo neppure presentato domanda).
Quindi niente NONNISMO nè PUNTURA AL SENO.
Ricordo solo la visita di leva, i panini merdosi dello spaccio e 200 ragazzini a calare le mutande al dottorino di turno che spesso manco guardava ma che a campione infilava un guanto e faceva chinare l'inconsapevole vittima.
 
Anche li mi andò bene, si vede che avevo già fatto il pieno di sfiga nella mia prima adolescenza.
postato da: taxxo alle ore 09:18 | link | commenti (23)
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giovedì, 20 settembre 2007

Quanta gayezza in questa valle di lacrime!!!

gremlins
"Sono intorno a noi / in mezzo a noi / in molti casi siamo noi..."
Quelli che benpensano - Frenkie hi nrg
 
Era inevitabile che si arrivasse a questo punto.
Che poi non c'è niente di male, è solo tutto più allo scoperto.
 
Fatto sta che da quando AMANDA LEAR non si capiva se era "una femmina o un maschio"; dall'ambiguità di DAVID BOWIE, fino al vocione profondo e tenebroso di MAURIZIA PARADISO (da "buena noche cari amici della noche!!" a "Se nel 2000 non te lo sei fatto mettere nel culo da Andrea Nobili, non sei nessuno!" - tratto da "Fantastica Maurizia"), passando per PAOLO POLI, I CUGINI DI CAMPAGNA e il brillantino appuntato all'orecchio giusto... dai lontani anni 70/80, in pratica, l'universo omo/lesbo ha preso coscienza e si è affermato!
 
Da sempre nascosti, perseguitati, ignari della loro vera natura (leggendo i nomi dei Gay/Lesbo famosi in questa enciclopedia c'è da non crederci), oggi spopolano in molti ambiti, dalla politica allo spettacolo.
Forse son sempre in prima linea, dai gossip agli scandali, appunto per la loro natura insolita e curiosa, ma a me piace pensare che abbiano capacità e sensibilità molto più profonde e tutto ciò li porti ad una sorta di eccellenza.
O, quantomeno, ad una stravaganza creativa molto originale.
 
Un film divertentissimo di qualche anno fa, LA PATATA BOLLENTE, parlava delle discriminazioni verso un GAY (interpretato da Massimo Ranieri) che veniva accolto dal comunista/sindacalista ex pugile GHANDI (Renato Pozzetto) che, messo a stretto contatto con un mondo che avversava ma non conosceva, mette in discussione tutte le sue convinzioni anche in campo di preferenze sessuali.
 
Oggi per essere considerato VIRILE (secondo la teoria del MACS e forse non solo sua) non importa fare l'operaio incazzato col padrone o passare il tempo libero a dar pugni al sacco, basta uscire SOLO con donne avversando ogni contatto con altri uomini che non sia professionale od obbligato, depilarsi il petto, sfoltirsi le ciglia, avere il tascapane di GUCCI o LV e frequentare la sala pesi di una palestra.
Se non rientri in questi canoni, sempre seguendo i teorici dettami di questo assurdo personaggio, sei additato come FROCIO.
Quindi per non essere considerato omosessuale, devi sembrare un omosessuale.
Ma forse si sono spostati i valori e son cambiate le mode.
 
Uscendo dai clichè e dai luoghi comuni, comunque, non vedo tutti questi problemi di apparenza (a meno che uno non sia OMOFOBO). Per di più, se osserviamo quello che ci circonda, come ho già detto, oggi si affermano sempre più personaggi con un'ambigua o esplicita preferenza sessuale omo/lesbo.
 
Tra gli ESPLICITI il mitico MALGIOGLIO, autore musicale che mai ha celato la sua natura e mai ha nascosto le sue preferenze. E da "Gelato al cioccolato / dolce un po' salato" (la cui velata simbologia negro-fallica non è mai stata smentita) oggi è passato all'ISOLA DEI FAMOSI dove l'avversione al contatto con l'acqua e il ciuffo bianco lo inquadrano finalmente in ciò che ci era sfuggito fino ad oggi: MALGIOGLIO è un GREMLIS!
Non dategli le Telline dopo la mezzanotte
 
Al suo fianco un ex etero rinsavito che oggi non perde occasione di raccontare del suo amore non ricambiato verso TARRICONE.
Stiamo parlando, scusate la rima, di CECCHI PAONE.
La scintilla scoccò in quel della consegna dei TELEGATTI di tanti anni orsono quando il CECCHI, inviperito per una mancata vittoria a favore di un programma SOTTOCULTURALE, attaccò verbalmente TARRICONE, simbolo di quella nuova televisione che si affermava senza i contenuti e neppure i contenitori.
La stessa televisione che oggi lo vede protagonista, in tutta la sua "rompicoglionità", dell'ennesimo reality SOTTOCULTURALE...
Negli anni il CECCHI non ha solo cambiato sponda, ma pure opinione!
 
C'è la saga degli ALFONSO..
Che sia il "verdissimo" PECORARO SCANIO o il curioso SIGNORINI poco importa, perchè ad entrambi piace più "andar a vela che a motore" e se il mare è in tempesta, l'importante è che lo skipper sia peloso, nerboruto e li trattenga da tergo mentre sulla prua della nave gli grida in un orecchio "Sono il re del mondo!!"...
 
Anni addietro, e mi vengono i brividi solo a pensarlo, balzò sulle scene un soggetto magrolino, dalle mani ben curate, il bulbo assurdamente acconciato, il mascara, la matita e che andava per trasmissioni raccontando i cazzi privatissimi dei VIP che, ascoltandoli, rimanevano basiti.. Lui/lei era tale SOLANGE.
Come dimenticare questo "ambiguo" soggetto.
 
Poi ci sono PLATINETTE, MIGUEL BOSE', ALDO BUSI, ..... che, credo NON casualmente, sono tutti di stampo maschile (poi lo stampo è stato limato, corretto, ri-infornato)... per l'affermazione LESBO, come per quella femminile, ci vorrà ancora tempo (o forse non sono così informato).
 
Concludo con un piccolo episodio, tanto per sorvolare sulla marea di cazzate già scritte.
 
Qualche anno fa (2005??) si svolse alla SALARA una serata intitolata BERTINOTTI FOR PRESIDENT.
SKAGLIA, politicante praticante, uno che ha ancora il busto di LENIN in salotto e si addormenta leggendo due paginette del CAPITALE, convince me e MACCIA a seguirlo.
La SALARA è ora sede dell'ARCI GAY e LESBO di Bologna. 
Non ero mai stato neppure al CASSERO di Saragozza e mi incuriosiva andare a vedere la fauna di quelle lande misteriose.
Mentre siamo in fila per l'ingresso assistiamo a questo dialogo:
 
- Salve... ha già la tessera? - dice un cassiere lievemente effemminato
- No, però ho altre tessere ARCI NORMALI.... c'è uno sconto?? - scappa, credo inconsciamente, ad un ragazzo che ci precedeva.
- Guardi che siamo tutti NORMALI qui dentro!!! - risponde, tra l'imbarazzo generale ma non il suo, il cassiere impettito e con l'orecchio avvezzo a quelle "sfumature".
Partiamo bene!
 
Dopo che abbiamo fatto il tesserino soppesando le virgole e i toni di un possibile dialogo alla cassa (io mi limitai a dire: "Anche per me!!"), scendemmo le scale ed entrammo nella sala da ballo dove il prezzemolino MINGO DJ faceva girare i piatti con ENOLA GAY, PET'S SHOP BOYS e VILLAGE PEOPLE (che fantasia il MINGO), veniamo avvicinati da SONIA, al secolo FAUSTO (uso due nomi di fantasia non molto dissimili da quelli reali), un Compagno amico dello SKAGLIA.
SONIA è una specie di LUCIO DALLA con il cappellino rosso della FIOM, i pantalonci corti con le tasche, le tennis sopra tubolari bianchi a mezzo stinco, una camicetta di raso nero che lascia intravedere un reggiseno in tinta ed un tappetino di pelo sudacchiato che dal collo si diparte "in ogni dove" fin dentro l'orlo del boxer che spunta dalla cintura.
Il reggiseno è ricamato e col ferretto.
 
Da SONIA, che ci intrattenne tutta sera forse ringalluzzita dalla nostra fresca presenza, venimmo a conoscenza di un sacco di aneddoti.
Per esempio che "delle sue puppe non si era mai lamentato nessuno.." e dicendocelo si strizzava il reggiseno imbottito di carta.
Poi, che lei non fumava più sigarette ma solo "sigaroni"... posso anche immaginare la qualità: quella con i baffi!
Ci raccontò, quando MACCIA gli disse che è originario di SAN LAZZARO, che aveva un bisogno impellente di prendere i suoi boxer preferiti alla COOP del suddetto paese.. e, nel dircelo, usò uno sguardo ammiccante che recitava: "Se mi accompagni ti porto anche a trovare i tuoi genitori al paesello!"
 
Infine, grazie ai suoi agganci, SONIA ci presentò WLADIMIRO GUADAGNO in arte LUXURIA, un marcantonio che ci strinse la mano a pesce morto e ci smontò il mito!

E la serata finì sul trenino di WMCA...
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mercoledì, 19 settembre 2007

L'artista Venusiano

Venus
Se a 30 anni sei solo, hai due belle spalle larghe, gli occhi gialli come un gatto, il culetto sodo e sei abbastanza interessante da farti preferire ad un calcio nelle palle (e tutto questo lo dicono DANILDC e SMELL... due autorità in materia), tutti ti vogliono presentare qualcuna "perchè non puoi rimanere solo!".
 
Ma nessuno pensa mai al fatto che se uno sta da solo, da solo vuol rimanere... che tanto per 15 anni abbondanti si è andati avanti di "falegnameria", morose o meno, e di certo non è il futuro a spaventarti.
Perchè la condivisione di niente non è condivisione...
Perchè di rompicoglioni ce ne sono a iosa senza andarsele a cercare...
Perchè all'Amore da "sospiri e batticuori" non ci credi più da quando si son lasciati ROMINA ed ALBANO...
Perchè la SERIE B gioca al sabato pomeriggio e potresti essere svogliato per il giro all'IKEA o alla PIAZZOLA (lo faccio più per loro che per me!)...
 
Sebbene tutto, però, ho un sacco di amici problematici che rinunciano a conoscere personaggi del sesso opposto per svariati motivi:
 
- è troppo vecchia
- non parlo la sua lingua
- non mi interessa come persona
- non mi interessa scopare (!!??!)
- "ma cosa le dico???"
- c'è la CHAMPIONS in tv
- ho un gomito che fa contatto col piede
- varie ed eventuali
 
Così, essendo il meno anormale di tutti, se c'è da far da spalla per un'uscita per conoscere quell'amica dell'amica così simpatica, se c'è da sedersi nel tavolo degli scapoloni ai matrimoni, se c'è da far l'uscita al buio con la collega dell'amico, se c'è da fare il trasfertone per andare a trovare un gruppo di sconosciute... il TASSO è quasi sempre in prima linea!
Sempre meglio di un SOLITO ALLA SOLITA poi, non si sa mai!
 
FERRARA Maggio 2007
ARGO: - Mi accompagni a FERRARA che andiamo a trovare PAPRIKA e le sue amiche???-
TASSO - Chi?
ARGO - Una mia amica... dai, non fare lo schizzinoso!
 
E ci incamminiamo, in un tiepido mercoledì sera, con il cuore colmo di speranza ed un forziere pieno di dobloni!
Dopo un'oretta di cazzeggio ci si presenta la cara PAPRIKA, un incrocio tra un cassonetto per la raccolta differenziata delle batterie scariche ed un lama del Perù!
Unica nota di rilievo: due gran tettoni... ma su uno di questa coppia di burrose protuberanze c'era il terzo capezzolo: un brufolone prurigginoso dalla testa bianca che chiedeva solo di essere spurgato.
Ribbrezzo al solo pensiero.
- Vabbè -  penso - saran poi cazzi suoi di lei e dell' ARGO - e vagolo con lo sguardo in caccia delle citate amiche.
Ma noto solo la presenza di 3 loschi individui che mi stringono la mano con fare umidiccio e smorto e che ridacchiano e si toccano tra loro come CHECCHE isteriche.
- Le mie amiche avevano altri impegni - dice PAPRIKA col suo accento nostrano e noi ci rassegnamo ad una di quelle serate nelle quali NON VEDI L'ORA DI TORNARE A CASA.
Nel rientrare, dopo una serata passata a schivare le insistenze di uno dei tre che mi si era appioppato al culo, sbagliamo strada e ci ritroviamo a Castel San Pietro alle 3 AM di un Giovedì feriale con sveglia alle 6.30!
ARGO, mo va a cagher!!!!
 
PARENZO Agosto 2007
ARGO - Guarda che se esco con la russa, tu devi venire a far da spalla per l'amica! -
TASSO - FIDATI, tu mi dici quello che devo fare ed io lo faccio! ma parlano italiano? -
ARGO - NO!!-
 
BILLO - Guarda che se esco con la cameriera croata, tu devi venire a far da spalla per l'amica (tale KAREN, un cassonetto come già fu PAPRIKA)! -
TASSO - FIDATI, tu mi dici quello che devo fare ed io lo faccio! ma parlano italiano? -
BILLO - NO!! -
 
Alla fine salta l'appuntamento con le russe ma viene confermato quello con le cameriere croate.
Siamo nella sala d'aspetto dell'hotel dove lavorano e aspettiamo che finiscano il turno.
BILLO sembra in sala parto.
IO mi leggo le istruzioni dell'estintore sulla parete.
Passa mezz'ora e non si vede ancora nessuno.
Stiamo per andarcene quando ci si avvicinano due ragazze dell'organizzazione dell'hotel, due bellezze locali per le quali ci saremmo prostrati a zerbino.
BELLEZZA - Siete stati selezionati per partecipare alle Olimpiadi dei VALAMAR HOTEL come rappresentativa dell'albergo! -
TASSO - VAAIIIIIII, dove si firma? -
 
E con il BILLO inerme e stordito, TASSO firma la condanna al pubblico ludibrio.
200/300 persone che ci vedranno giocare in piscina in succinto costume attillato che sottolineerà lo stato irreversibile della malattia che colpisce il trentenne italico: la Malattia dell'Agnello, aumenta la panza e cala l'uccello!
Il tutto contornato da giochi al limite della deficenza..
 
Delle cameriere neanche l'ombra.
Si passa da un'inculata all'altra!
 
BOLOGNA Settembre 2007
SMS di BERZOT CELL - Ci saresti per un'uscita con un'amica della VERO che si è appena trasferita? -
SMS del TASSO - Perchè no? poi ne parliamo -
 
Qualche sera dopo, preso in disparte dal BERZOT, mi viene fatto questo discorso:
 
BERZOT - Allora ci sei ancora per quell'uscita? -
TASSO - Si, si... - e annuisco anche con la testa, ma cresce il sospetto di una fregata
BERZOT - In pratica è una ragazza che si è appena trasferita, non l'ho mai vista, non so neppure se parla italiano, ti ho fissato l'appuntamento per le 21 davanti al centro commerciale -
TASSO - Mi hai fissato? come dal dentista? -
BERZOT - Non ti ho detto tutto, è un appuntamento al buio... ci devi andare da solo! -
 
Due sere dopo, con 30 minuti di vantaggio (mai successo) sulla tabella di marcia, sono parcheggiato davanti al centro commerciale e mi faccio la conchetta per saggiare lo stato dell'alito.
Opto decisamente per cercare un bar che abbia le gomme da masticare.
Nel peregrinare mi si affianca un soggetto che mi chiede se ho le sigarette.
In mano ha un cartone di tavernello spuntato e pronto all'uso (o forse, visto il SUO di alito, già abbondantemente usato).
Questo il dialogo:
 
SOGGETTO - Hai le sigarette? -
TASSO - No, non fumo - ed allargo le braccia in segno sconsolato
SOGGETTO - Lo so che non le hai... io le sigarette le avrei anche ma è una domanda che faccio per capire se sei italiano... non si sa mai chi becchi in giro!!! -
TASSO - Infatti... gira della gente strana! -
SOGGETTO - Ma tu ci sei dentro?? -
TASSO - !!???!! -
SOGGETTO - Io non mi drogo ma ogni sera mi concedo il mio litro e mi faccio un giretto.... perchè è dura uscire... -
TASSO - !!???!!! - che non capisce un cazzo ma annuisce a tutto.
SOGGETTO - Ma tu ci sei dentro?? perchè io devo ricostruirmi la vita ma è difficile... non sai cosa fare... io non mi drogo, mai l'ho fatto, bevo solamente... ma son sempre lucido! -
TASSO - !!???!!! - che continua ad annuire
SOGGETTO - Ma tu ci sei dentro?? ... no perchè..-
 
Poi si presenta una biondina che chiede di me allora il soggetto mi da una pacca sulla spalla e continua a gironzolare per i fatti suoi!
 
L'unica emozione della serata... a parte il tentatiivo di raggiungere San Luca ignorando il fatto che c'era il concerto di VASCO ROSSI.
E' un segno del destino... vuoi fare il lumacone una volta nella vita e quasi ci rimetti la fiancata dell'auto incastrata in fila sulle orfanelle!
 
L'ho sempre detto, moglie e buoi dei paesi tuoi.

PS: un saluto agli amici che si collegano GIORNALMENTE dall'università di Bologna e a quelli che si connettono dalla FRANCIA!
Ma chi cazzo siete???
Sono curioso....
postato da: taxxo alle ore 12:15 | link | commenti (29)
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venerdì, 14 settembre 2007

Ci si DIVERTIVA? (puntata 1)

106
Quando MARTANI si limitava a far danni solo col DASH....
 
Quando la SUBURBANA era una vecchia linea merci dismessa...
 
Quando ci si svegliava presto la mattina per prendere la corriera...
 
Quando la TV trasmetteva BENNY HILL a tutte le ore...
 
ci si trovava la sera al centro del paese a mangiare un gelato commentando quanto la gelataia fosse una stronza; quanto erano zoccole quelle due che passavano mezze nude, ammiccavano poi sparivano; in che posizione si sarebbe piazzato il Bologna in classifica...
Tutte le sere era la solita storia: il LUME passava con il suo TIFONE, ci caricava anche in due e si ritornava a piedi in nottata dopo un paio di BECKS ed un gelato bacio/croccantino.
 
Tutte le sere tranne il sabato.
Il sabato si strappava l'auto ad un qualche genitore (o la SEAT IBIZA, "macchina fumosa", di mio padre, o la PUNTO del babbo di SKAGLIA o la temibile 106 del LUME) e si iniziava a vivere!!
Una conquista di libertà che noi "sprecavamo" tra il BOOWLING di San Lazzaro, lo STRAVIZIO di Ponte Ronca o il SAN SOUCI di Pragatto.
Ogni tanto ci concedevamo pure un CUCARACHA (che divenne poi FLY DOWN) dove il TRICHECONE ci serviva PATOSSE e birra alla spina tra uno sbuffo di fumo e un po' di cenere di sigaretta.
 
Allo STRAVIZIO si partecipava al KARAOKE organizzato da PIGIAMONE e ci destreggiavamo, a due chilometri da casa, in mirabolanti duetti sulle note di GENTE DI MARE o di NON C'E' TEMPO PER NOI...
Ma, a parte il fatto che "mantenemmo" il locale per sariati mesi consecutivi visto che in quelle serate si faceva prima a contare i tavoli pieni che quelli vuoti, il posto non offriva molto: PIGIAMONE era così denominato perchè si presentava in ciabatte e tuta e sembrava che l'avessero svegliato solo perchè qualcuno voleva cantare. Quando andava di culo si incontravano due o tre disgraziati e non i soliti vecchietti nostalgici del CRAL del quale aveva preso il posto.
Alla fine ti rompevi le palle perchè dovevi cantare tutta la sera essendo gli unici in sala.
 
Un bell'episodio, però, lo ricordo.
Eravamo con la 106 del LUME che era una macchina che non teneva il minimo e si spegneva ogni volta che rallentavi o ti fermavi.
Per ripartire, tutti giù a spingere.
Stufi di tenere il culo parcheggiato sulle sedie dello stravizio, IO, SKAGLIA, PIRETTO ed il LUME decidiamo di scavarci dai coglioni.
Piove.
Prendiamo i nostri BARBOUR, una passata alla polvere sugli ANFIBI e via verso il parcheggio.
Stavolta la 106 neppure parte.
Sotto una pioggia battente, LUME alla guida, IO e SKAGLIA a spingere sugli sportelli mentre PIRETTO è dietro appoggiato al portellone.
Partiamo in sincrono dagli sportelli e, con un po' di rincorsa, il LUME mette la seconda e avvia la macchina.
Ma PIRETTO, sempre distratto, impacciato ed in cronico ritardo, si era puntellato sul bordo di una pozzanghera che sembrava il lago d'ISEO, aveva poggiato le mani sul portellone bagnato ma aveva iniziato a spingere in netto ritardo e, non trovandosi più la macchina sotto le mani, era fiondato col grugno tra i flutti!
Un dramma catastrofico se calcoliamo che il giovine era già alterato dal fatto di dover spingere e dal fatto che era un ragazzo molto suscettibile e perfettino sempre!
Fatto sta che si rialza inzuppato fino al ginocchio, sale in auto sbuffando tra le risa trattenute da noi tutti e ci avviamo verso il paese.
 
Stracciamo un semaforo giallo/rosso all'altezza del GUAZZALOCA perchè non possiamo permetterci di fermarci a causa di quel problemino ma, prima di arrivare in cima alla salitella del ponte sul LAVINO (che parliamo di 10 metri al 5% di pendenza, non il MORTIROLO), becchiamo una macchina che procede con le 4 frecce lampeggianti e che si ferma prima di cedere la corsia a noi che stiamo dietro.
E con quella manovrina del cazzo, ci obbligano ad inchiodare e a fermarci.
Si spegna la macchina.
Fuori diluvia e, tra una madonna e qualche santo che si beccano una benedizione tra le lamiere della 106 bianca, ci troviamo a metà salita con la macchina che non si avvia.
Se il LUME lascia il freno ci ritroviamo retrocessi ai piedi della salita e poi spingere è ancora più faticoso.
Così la genialata è questa (in macchina ci sono un meccanico ed un perito meccanico freschi di studi):
- Se metto in retro e lascio scivolare la macchina all'indetro, si riaccende?-
IO taccio perchè non ci capisco un cazzo... SKAGLIA è ragioniere programmatore, gli altri due si scannano finchè nel tentativo comprendono che la macchina in quel modo non si sarebbe MAI accesa.
Nel frattempo si fa la fila dietro.
E qualcuno inizia pure a suonare.
Quindi, di buona lena, ridiscendiamo a spingere tra la pioggia, la salita, l'incazzatura e l'insistenza delle altre auto e la rimettiamo in moto in un battibaleno..
 
Poi tutti a letto, era meglio un giorno in fabbrica che un sabato sera con la 106!
Il LUME, qualche tempo dopo, cambiò macchina finalmente!
Prese una 126 dei primi anni '80. Era bianca pure quella e lui le voleva disegnare le fiamme per renderla meno "Bianchina" del ragionier Fantozzi.
Mi ricordo di una volta fermi in un parcheggio perchè si era sfilata la cinghia di trasmissione...
Il LUME di macchine non c'ha mai capito un cazzo.
Fortunatamente era meccanico!
 
...continua.
postato da: taxxo alle ore 16:55 | link | commenti (6)
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