Attraverso lo Stargate

Distorsioni dalla provincia

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Utente: taxxo
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ignorante come un banco - sempre alla ricerca del "tempo" - scribacchino impertinente - giornalista giornalaio - attento sbadatello - folle lucido - simpatica canaglia. In una parola: il TASSO

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lunedì, 06 ottobre 2008

Un simpatico fine settimana sulla tazza del cesso..

Esorcista_vomito

I ritmi di vita moderni ti impongono di concentrare le tue aspettative di gioia e godimento in particolarisimi e ben definiti momenti della settimana:

- dalle 18.30 alle 21 di ogni giorno quando ti rechi nei centri commerciali a "comprare un po' di felicità"...

- il venerdì e il sabato sera quando devi esaurire e risolvere ogni tuo problema...

- SEMPRE e IMPROVVISAMENTE se lavori nel mio ufficio..

Poi ti resta la domenica per fare un bilancio.

Il mio bilancio, ieri, l'ho fatto con la faccia nella tazza del cesso!
Ma non perchè sto collaborando all'esperimento sui bosoni svizzeri e gli serviva uno che li andasse a cercare nelle maioliche della ideal standard.
Non ho ancora capito dove, ma dovrei essermi beccato un virus.

Andiamo in fila con il bilancio.

MERCOLEDI' sono al pranzo dei "raccoglitori dell'uva", pranzo offerto da azienda vinicola di Anzola e al quale partecipiamo perchè il CAPO aveva detto che saremmo andati a raccogliere anche se poi non ci siamo andati.
Età media 75 anni. Si parla solo il dialetto.
Oca, lo zitellone di 85 anni, viene preso in mezzo da tutti:
"Oca, ma è vero che il tuo catenaccio è praticamente nuovo??"
"Ma cosa dite!! non ve l'ho mai raccontata di quella volta che Gigi mi ha chiesto se potevo ospitare sua moglie che lui andava a caccia? Era inverno, faceva proprio freddo. Io a casa ho due letti, e le ho detto di non stare a disfarne due, ma che poteva dormire con me che così ci facevamo caldo assieme.."
Questa storia, in due ore, l'ho sentita 15 volte con numerose varianti e precisazioni.
Fatto sta che non s'è capito se Oca, il catenaccio, con la sposa, l'ha usato o no!

Sempre al pranzo c'è pure la cuoca Teresina, un condensato di 145 cm di tette e occhiali, che viene a servirci tenendo la sigaretta accesa di sbieco tra le labbra.
Ha un tono di voce simile ad un carburatore sporco e nella goliardia della giornata, ogni volta che si allunga per spadellare un po' di tagliolini, qualcuno le palpa il culo o le spreme una tetta.
Lei si divincola abile e avvezza al che qualcuno le dice: "Teresina, ma perchè non ci stai?"
e lei: "Io lascio la finestra aperta tute le sere, ma non viene mai nessuno!".
"Per forza Teresina non veniamo.. se poi resti incinta?"
"Potete fare quel cazzo che volete, ma tanto io incinta non ci rimango.."
Grasse risate.
Tutto in dialetto stretto.

GIOVEDI' vengo invitato da CIP e CIOP, quelle dei pranzi cimiteriali, ad un convivio a base di spaghetti, formaggio, pastarelle e acqua del sindaco.
Non so quale sia stato il problema, ma la mattina dopo tutti i convenuti avevano avuto problemi notturni.

VENERDI' sera vengo intrattenuto dal CAPO a fare un aperitivo in ufficio con lui e alcuni suoi tristissimi amici.
"Ci facciamo una bicicletta? dai, ho imparato a farla quando lavoravo al ristorante.. sentirete che bontà!"
Chissà che genialità o che abilità innate ci vogliono per mescolare mezzo Campari con un dito di succo di arance rosse (già scaduto da mesi), fato sta che ci sorbiamo sto sciroppone e relativi ed infiniti bis perchè "dai che il succo vuole finito che se no scade..".

Il SABATO lo passo fino alle 17.15 in pigiama in giro per casa poi decido di uscire, faccio un salto al MORTADELLA DAY, mi schifo nel vedere che friggevano tutto, panando a momenti anche i bicchieri di vino, e me ne torno a casa.
In serata prendiamo due pere dall'INTER.

Per la DOMENICA mattina avevo dato la mia adesione a partecipare alla commemorazione per la strage di Monte Sole.
Prendiamo un pullman al volo alle 8.00 guidato da un autista che sembra Jonny Glamour, ci lasciamo affabulare dai racconti di un ex-partigiano che ci mostra delle fialette rotte. A me sembrano quelle che sua moglie usa per la tinta azzurrina, ma lui ci dice che le ha trovate nei boschi di Vergato e che contenevano le droghe usate da chi faceva i rastrellamenti.
Facciamo le facce ammirate ma quando iniziamo a disquisire sul fatto che anche in Vietnam gli americani hanno sperimentato droghe, il partigiano si dilegua frettoloso e incurante del fatto che non avevamo ancora finito di raccontare.

Arrivati a Marzabotto facciamo colazione, altre chiacchiere, ci piazziamo al sole e inizio a star male.
Non riesco a star fermo.
Gran ribollimento nelle carni.
Ci fanno pure un'intervista, una scuola di cinema di Prato, e la signorina è assai carina e ben disposta.
Vorrei chiederle come hanno risolto i problemi coi cinesi e con le prostitute che la danno a 3 euro e ammazzano il mercato, ma sto così male che non dico un cazzo e lascio parlare Scaglia.
Poi penso che sia meglio così, perchè metti caso che le piaccia, chi ci va a morosa fino a Prato che a me scocciava anche andare in centro a Bologna?
Pensieri da delirio tremens.

Al rientro mi sgonfio sul cesso.

Questa settimana solo semolino e mela cotta.
postato da: taxxo alle ore 10:07 | link | commenti (8)
categorie: racconti, personaggi, lavoro
martedì, 02 settembre 2008

Come mai, come mai, sempre in culo agli operai!

cellulare-nel-cesso

Stamattina arrivo in ufficio, appoggio la roba sul tavolo e mi rassegno al solito rito del caffè col CAPO che spesso si dilata tra le 8.20 e le 10.00 perchè mi deve raccontare se ha dormito col culo scoperto, se ha caricato la negra all'angolo, se ha usufruito di aiuti chimici, ecc. ecc.
In pratica mi deve obbligatoriamente rendere partecipe (ed io devo pure fingere entusiasmo) su tutto quello che gli è capitato nelle 10 ore chje ci hanno tenuto lontani.

Se torno a nascere o faccio l'omino che si ascolta i confessionali del grande fratello oppure faccio il prete.
Oppure voglio far domanda per fare la cassiera nelle macellerie o la signora che raccoglie gli spicci col piattino fuori dai cessi dell'autogrill.
La mia solita indecisione cronica.

Invece, appoggiati i miei stracci, vengo aggredito da questo:

"Ho fatto un DISASTRO!! ieri sera ho fatto tardino - tipo le 12.18 (la precisione dell'ingegnere) - ed ero in banana perchè ero stato con mia figlia a mangiare la pasta al chilo in un pub... l'ho vista serena sai? sono prioprio contento.. però ho dormito male, chissà perchè! cazzo se sono in ritardo. Dai, tira giù il caffè che io intanto piscio e risparmiamo tempo.... comunque, dicevo, sai quel pub la al ponte lungo? si, si, quello col giardino fuori... ah ah ah fanno un chilo di pasta condita come vuoi te e via andare. INCREDIBILE..."

Metà del discorso me lo fa pisciando con la porta aperta con sottofondo di scarichi organici e l'altra metà picchiettandomi sulla spalla con la stessa manina che prima aveva manovrato il "getto dell'idrante" e che non è stata lavata ma semplicemente "spazzata" sui jeans.

Oltretutto io non ci vedo nessun DISASTRO in uno che si stupisce di aver mangiato la pasta in un pub.
Anche se lui stesso si stupì del fatto che nel 2007 aveva scoperto le pizzerie d'asporto: "Ma lo sai che ci sono delle pizzerie che te la portano a casa se telefoni????"
"Ma va???? sei sicuro?"

Poi continua succhiandosi il caffè che gli ho servito:

".. in pratica ieri sera sono andato a letto che erano le 1.05, ma alle 3.00 ero già sveglio.. così mi sono vestito e sono andato in bagno, TIRO L'ACQUA e zacccc, dal taschino della camicia mi cade il cellulare direttamente nel cesso... - e nel dirlo mi allunga un cellulare grondante - solo che adesso non si accende più...  "

Osservo perplesso e tibubante a prendere in mano una roba che non so bene di che razza di liquido sia imbevuta.
Perchè a me quel TIRO L'ACQUA, sottolineato, mi puzza come quando una donna ti dice: "siamo usciti si, ma non abbiamo scopato!" detto senza che nessuno lo abbia chiesto e senza che loro sappiano se mi interessa o meno mantenere una certa parvenza virginale da IO C'HO SCOPATO E GLI HO DATO PURE IL CULO, MA NON VORREI MAI CHE TI FACESSI UNA CATTIVA IMPRESSIONE.

In pratica se uno ti sottolinea una roba che poteva omettere, è perchè quella cosa l'ha fatta (nel nostro caso, purtroppo invece, NON l'ha fatta).

C'è anche da dire che il CAPO è in fissa per le coglionate da Ingegnere NERD tra cui le camicie col taschino per avere sempre sotto mano le penne, i portamina, trecento biglietti da visita, le buste della posta e per tenerci il cellulare.
Poi a te fa il pistolotto perchè il cellulare andrebbe tenuto lontano dal cuore per evitare aritmie e altre patologie che ha letto forse sul carlino salute.
Ma tu non sei ingegnere, quindi non hai la capacità di difenderte te stesso dalle stesse stronzate che dici.

Fatto sta che adesso, senza il suo cellulare, è come se l'anonima sequestri, per il suo commercio di organi, gli avesse tolto un rene e lo avesse lasciato in un fosso.

Ancora col cellulare grondante, a questo punto con certezza, di PISCIO, mi dice:

"E adesso?"
"Intanto andrebbe asciugato.." aggingo schifato.
"Si, si... ma tanto non va più"
Vista la sicurezza, si vede che all'esame CELLULARI FINITI NELLO SCARICO, lui aveva preso 30 e lode.

"Non è che c'è un posto dove li aggiustano? poi magari gli diciamo che è finito nella vasca da bagno.. casomai gli dici che sei stato tu. Sai la figuraccia che ci faccio se gli dico che sono stato io che sono ingegnere!"

E' risaputo che un ingegnere NON fa coglionate.

Ho sentito anche questa...
Possiamo solo sperare che gli scienziati di Ginevra aprano il loro buco nero proprio attorno a Borgo e questo risucchi definitivamente l'ufficio, il suo contenuto e i suoi abitanti verso una nuova dimensione e nuove esilaranti avventure.
postato da: taxxo alle ore 10:06 | link | commenti (15)
categorie: racconti, personaggi, lavoro
giovedì, 31 luglio 2008

L'officina autorizzata

officina
Oggi dovevo fare il tagliando alla macchina.
L'officina è a qualche chilometro dal mio ufficio così decido, per non scomodare nessuno, di caricarmi la bici, lasciare la macchina e andare in ufficio in bicicletta.
Tutto ok.

Mi presento alle ore 8.00 davanti all'officina.
Parcheggio.
Scarico la bici.
La rimonto.
Mi metto in fila: c'è gente che è li all'accettazione da 40 minuti!!!!
Mi siedo.
Pace.

La fauna media è il pensionato che potrebbe portare la macchina a QUALSIASI ora ma che visto che il tagliando annuale dell'ammiraglia che fa COOP-Casa-BAR è l'unico brivido rimastogli, si presenta due ore prima dell'apertura!
Poi c'è qualche giovine operaio smanettone che chiede l'installazione di chilowatt su chilowatt di potenza audio per l'impianto dell'autoradio e il classico coglione giacca/cravatta/culo secco che si presenta col babbo ultra ottantenne, lo prende a pesci in faccia perchè non ha capito dove deve stare (NO LI!!!, più in la!!) e poi per 30 minuti parla di una spia che secondo il meccanico manco esiste.

Poi c'è un altro soggetto:

"Me sgusa?"
"Dica"
"Ma gui ndo cazzo siamo?"
"Casalecchio di reno"
"E' Bologna o Modena?"
"Bologna, Bologna"
"Sa, so de Milano e sto ndando a portar la famigl a' mare.. poi me se rott a machina!"
"Che sfiga"
"Lo dic a me?"

Il soggetto, che ovviamente mi si siede vicino, è un omone di 190 cm per 130 chili.
Suda a bestia.
E' immancabilmente vestito da vacanza, come se per chi parte per le ferie ci fosse l'obbligo di indossare una divisa: maglietta colorata, pantaloncino con le tasche, gambe bianco latte con alopecia localizzata da sfregamento di calzino, calzino corto blu scuro, saldalo, marsupio a tracolla, barba di tre giorni!
L'abbigliamento è stonato su un ultra cinquantenne di quel tipo.
Forse lo sarebbe su chiunque.
A lui han detto che è l'abbigliamento giusto per sentirsi a suo agio.
Non so se lo pensa pure lui, ma in realtà sembra un clown.

Mi ricorda terribilmente mio padre quando ingrassò come un maiale dopo che smise di fumare e si rifece il guardaroba all'oviesse.
Adesso va in giro vestito come un Jovanotti prima maniera.
L'unica differenza è che mio padre crede che il RAP sia la sigla di una nuova cassa di Risparmio dell'Appennino.

Dopo 20 minuti di attesa, viene il turno dell'omone.

"la mii machina ha nu prubblem."
"E dove l'ha parcheggiata" chiede l'addetto all'accettazione
"Li fuor.. e dentr ci so mi socera mia mogl e la piccola"
"Le faccia scendere e accomodare qui che c'è l'aria condizionata.. intanto noi controlliamo l'auto e appena possibile la facciamo ripartire!"
"Nun poss mica far scender la socera.." continua il nostro nell'inequivocabile accento "milanese".
"E perchè no?"
"c'abbiam mess du ore a farla salir!"

Ed in effetti, ripensandoci, avevo notato una macchina blu scuro con alcuni piedi che spuntavano dai finestrini e una grassona che si sventolava.

"Ma non possiamo mettere la macchina sul ponte se c'è dentro qualcuno!! è pericoloso"
"Dovet proprio mettere la macchina sul pont??"

La trattativa prosegue lenta finchè non scatta l'ideona al nostro caro Milanese: "E se in machina con mammà ci sto io?"

Non so come sia andata a finire, so solo che per lasciare le chiavi della macchina al meccanico ci ho messo 50 minuti e sono arrivato in ufficio tutto sudato per il tre chilometri in bici.

E non mi son neanche dopato.
postato da: taxxo alle ore 10:18 | link | commenti (2)
categorie: racconti, personaggi, lavoro
mercoledì, 25 giugno 2008

Cosa ne pensa di un ragazzo uscito da...

cartoleria

DLIN DLON


Mi alzo per andare ad aprire alla porta dell'ufficio e il CAPO, "stranamente" al cellulare in una conversazione fiume, mi precede e va ad aprire lui facendomi cenno di rimettermi pure comodo.

Dato l'inconsueto atteggiamento da maggiordomo, penso sia qualcuno di importante che aveva preventivamente concordato la visita, visto che 20 minuti prima era passato un tizio a salutarlo e, dopo avergli fatto fare 15 minuti di anticamera, ha mandato ME a dirgli che era troppo impegnato.

Invece alla porta c'è un ragazzetto.

"salve, desidera?" apre il CAPO con l'orecchio incollato al cellulare.
"buonasera.. posso entrare?"
"Mi dica - si, comunque quei cavi li tirerei del 25 - allora?" riprende il CAPO mischiando il "bere col mangiare" tra il telefono e la porta.
"Vorrei parlare col titolare"
"Scusa un attimo.. - il titolare non c'è, ma sarebbe l'argomento?"
"Sono un ragazzo uscito da una comunità e spero che lei non abbia pregiudizi per questo.."
"Lascia stare i miei pregiudizi, ma in soldoni, cosa cerchi?"

Riassumo che il tipo è bassetto, capello lucido nero con coda alla peruviana, jeans, maglietta merda patocca e borsa a tracolla che gli lascia una diagonale di sudore sulla maglietta che separa il colore giallo merdo dal marrone ascella bagnata.

Io, se mi suona uno così alla porta, tiro la catenella e faccio finta di non esserci.

Fatto sta che il CAPO riprende:
"Poi non vedi che sono al telefono? ripassa tra un po' quando ho finito!" e gli sbatte la porta in faccia.

Dopo 15 minuti... DLIN DLON

Stavolta vado io dato che il CAPO rimette la mortadella nelle orecchie e non si accorge della suonata.
Sbircio.
E' il solito italo/peruviano.
Abbiamo la porta a vetri e mi vede.. mi tocca aprire.

"Ciao, avevo suonato anche prima e un tipo al telefono mi ha detto di aspettare qui fuori. Eccomi."
"Si, ma non ero mica io, e lui è ancora al telefono"
"Ok, ma anche tu sei un mezzo CAPO, al massimo dico a te.. posso entrare intanto che mi sto squagliando dal caldo?"
"Vieni, vieni" due paroline del cazzo che mi sfuggono e già sento il portafoglio alleggerirsi di qualche diecina di euri.. sensazione già provata svariate volte.

Il tizio, oltre che sporco e puzzolente, ha pure una specie di bubbone sporgente e purulento in fronte.
E inizia il raccontino.

"Sono uscito da una comunità GDFETSMS - sbiascica qualcosa di incomprensibile - ma adesso sono a posto!"
"ok.."
"solo che, chi mi ha fatto uscire, per pagarmi una scuola di fumetto mi chiede di raggiungere dei BLOCCHI GIORNALIERI di vendita."
"ok.." sento il baratro aprirsi sotto i miei piedi anche se non capisco il riferimento alla Dieta a Zona.
"Per dimostrarti che non sono un cazzaro, ti faccio vedere il mio book" e sfila dal borsone un librone rosso che mi apre a casaccio su alcuni schizzi a matita.

E mi scappa un "SEI BRAVO!" anche se mi sembra di vedere quelle cartoline coi disegni degli elefanti fatti coi piedi da alcuni disabili.
Cartoline che mi rifilarono in via Indipendenza per aiutare una vecchietta a comprarsi la sedia a rotelle.

Altra inculata.

"Non esagerare... non è vero che sono bravo, ma grazie, c'è ancora molto da lavorare"
"Vabbè, se mi ci metto io, faccio peggio sicuro" mi lascio andare.

"Ho visto che usate i sacchetti della spazzatura, una confezione sono 5 euro anche se un blocco intero sarebbero 10 euro.. altrimenti avrei questi evidenziatori.."

"Mi sa che ho solo 5 euro.. adesso vado a vedere."
"Si, ma se ne hai 50 ti do il resto!"
"Vedi - gli apro il portafogli VUOTO in faccia - non ho altro!"
"Ok.. grazie"

Fatto l'affare mi racconta che uno al piano terra lo ha inseguito con una scopa, che quello dell'officina gli ha dato 15 euro in monetine..
Baci e abbracci.
Poi se ne va.

EPILOGO
"E' passato un tipo.. un EXTRANEGRO... non ho capito. Gli ho sbattuto la porta in faccia!!" mi racconta il CAPO al termine della telefonata di 2 ore.
"Lo so, poi è ripassato e ha voluto 5 euro per i sacchetti del rusco... ha detto che gli avevi chiesto di ripassare!"
"Ah si? sai, ero al telefono e ho fatto in fretta.. glieli avrei dati anche io quei soldi." corregge falsamente, come quando viene il prete a benedire e TUTTI GLI ANNI mi chiede i soldi in una stanza poi li imbusta e li da lui al prete.
Io non li ho mai riavuti indietro.
Lui ci fa la figura del gran signore.
Speriamo che Dio veda anche fuori dalla cabina elettorale.

Vabbè adesso, per la modica cifra di una 50 di euro, negli anni ho accumulato: una serie di cartoline con gli elefanti, 10 penne a sfera, un pacchetto di fazzoletti, i sacchetti per il rusco, una biro e una serie di block notes di varie grandezze.

Posso aprire un ufficio.
postato da: taxxo alle ore 08:05 | link | commenti (11)
categorie: racconti, personaggi, lavoro
lunedì, 28 aprile 2008

Il sole dopo la tempesta

tempesta

"I grandi Capitani si fan legare al timone mentre infuria la tempesta pur di non lasciare la nave in balia delle onde.."
Il CAPO, ore 23.15 in pieno delirio da abuso di caffeina.
 
Sono ancora qui.
Non ho chiuso i battenti.
Potete riporre le vostre bamboline voodoo e piantarvi gli spilloni nel culo perchè anche questa volta la fenice è risorta.
 
E' stata dura ma abbiamo consegnato.
HO consegnato da solo visto che il CAPO sta a questo ufficio come i cerchi in lega stanno ad un'auto di lusso: un bel vedere ma inutili e un'ansia durante ogni parcheggio, per di più costosi fuori misura!
 
Vabbè, ma raccontiamo due stronzate di questo fine settimana.
 
Il SOLITO ALLA SOLITA ha fatto pace.
Sotterrata l'ascia di guerra, messa a tacere l'ala estremista SPILLO - SBAFINI, ci siamo dati una bella pippata di calumet della pace.
I motivi del litigio, se di tale possiamo parlare, vanno imputati ad un'erronea scelta Tassiana che preferì entrare in un locale semideserto piuttosto che in un covo fitto fitto di fighe dove SPILLO e SBAFINI ci avrebbero portato a lezione di approccio, aggancio e sveltina!
 
Tasso ben sapeva che lo scenario che vedeva SPILLO e SBAFINI "sexual machine" era inconcepibile anche per maestri della fantascienza come ASIMOV, SILVERBERG  o DICK, scrittori avvezzi a creare mondi immaginifici dove eroi e antieroi son tutti intraprendenti e vincenti.
Per questo si era optato per un locale tranquillo, accogliente, appartato dove poter parlare dei casi della vita, di filosofia, di arte e massimi sistemi senza essere disturbati e distratti dal passaggio di ombellichi scoperti, tatuaggi sul fondoschiena o pere williams sotto canottierine succinte.
 
Ma SPILLO si era risentito e aveva scomodato la statistica, la matematica, le percentuali di densità di pelo per metro quadro che tiene registrate dl 1998 ad oggi con aggiornamento ogni 15 minuti circa.
 
E Tasso, si sa, davanti alla statistica si arrende!
Perchè la statistica ti dice che hai le stesse possibilità di sposarti con la tua postina fighissima che ti sviene tra le braccia mentre ti consegna una raccomandata al pari di capitare in una GANG BANG a sorpresa in un locale del centro, tu e trecento donne che ti usano come trastullo sessuale!
La statistica mi straccia 6-0, 6-0, non c'è storia.
 
Ma da questo stallo di opinioni ci toglie il TENENTE FRAKKA (odio l'utilizzo GLEDISSIANO delle Kappa, ma in questo caso sono d'obbligo): "La ROBY, la SARA e una loro amica mi hanno chiesto cosa faciamo questa sera"
 
"CHIIIIIIII?? abbiamo capito bene? tutto coniugato al femminile??"
"Si, sono ragazze che ho conosciuto in palestra!"
 
E ho visto gente schizzare a casa a farsi il bidet, altri uscire dal torpore depressivo, altri telefonare al visagista per una lampada, altri ancora rinunciare alle loro "scopate randagie" pur di incontrare l'intonso trittico di pelo.
Io, invece, mi stupisco dell'abilità di un tale, il TENENTE, che passa 10 mesi all'anno su una bagnarola tra la Puglia, l'Albania e La Spezia e appena riesce a starsene a casa poco più di due mesi, ti sblocca i problemi di una vita.
 
Quindi, oltre ad un avvocato, un dentista e un commercialista, è sempre meglio avere un amico MARINAIO.
 
Tirati a balestra, ci presentiamo in quel di Borgo a raccattare le sventurate.
Io Borgo la "mastico" abbastanza bene, ma non avevo mai avuto il piacere di conoscere MASTRO e suo fratello, due piccoli PIGNA (di quando era giovane) tutti macchina e tunz tunz tunz a palla nella radio.
E li conosciamo perchè per tre volte a fila cercano di arrotarci a 120 all'ora con la loro BRAVO GT TURBO mentre aspettiamo in un vicoletto largo appena per passarci a piedi.
Si parte subito bene.
 
Poi arrivano le ragazze.
Io voglio già tornare a casa.
 
ROBY e SARA hanno non più di 20 anni (saranno poi "21 e qualche mese", quando i mesi in più servono ancora a darti un tono) e non sono antipatiche, brutte o che so io.. è solo l'anagrafe e la stupideria che ci separano tragicamente.
 
Cedo il passo ai conquistadores,. la prossima volta presentatemi delle DONNE!
postato da: taxxo alle ore 09:41 | link | commenti (19)
categorie: racconti, personaggi, lavoro, various, solito alla solita
martedì, 01 aprile 2008

Sono un tipo all'antica!

telefono antico
Sono ANNI che ogni compagnia telefonica DEL GLOBO ci chiama per mandarci un incaricato perchè blablablabla...
Noi abbiamo contratti storici, sia per il fisso che per il mobile, con un certo gestore e poco siamo interessati a perder tempo ad ascoltare rappresentanti, incaricati, tecnici, per "risparmiare", forse, 4 euro cent al mese!
Fatto sta che la scorsa settimana ad una di queste telefonate risponde il CAPO.
Proprio lui che il telefono non lo sente perchè: "la suoneria è su una frequenza sonora che non riesco a captare!". Ma io, senza scomodare EINSTEIN e STAR TREK, credo sia solo questione di rapporto subordinato nel quale io son pagato anche per rispondere e lui non vuole rubarmi la competenza.

Questa volta, però, la telefonata se la becca lui.
A parlare son quasi sempre donne / ragazze dalla bella voce (preludendo ad una "figa atroce") che ti manderebbero l'incaricatA di zona per ridiscutere i contratti perchè è "appena uscita un'offerta che scade a breve"... e, se risponde il CAPO, per LE incaricate fissa sempre un appuntamento.

E ieri pomeriggio, alle 16, doveva passare l'incaricata e vedo che lui, dopo mangiato, si va addirittura a lavare i denti!
Proprio lui che più di una volta mi ha ricevuto in ufficio in boxer, ciabatte e senza dentiera!
 
Ma se lo piglia nel culo perchè si presenta un uomo tutto trandy con il completo jeans, l'occhiale alla Vasco Rossi e le scarpe con lo strappo.
Si chiudono nello stanzino 15 minuti, ogni tanto mi vengono a chiedere dove abbiamo questo o quello, ma nel complesso solito appuntamento dove il CAPO tratta male il poveraccio e lo sfancula.

Ed invece, quando sono le 16.20 il CAPO viene da me e mi dice: "adesso scappo che devo fare un salto in cantiere.. ci vediamo dopo che faccio presto!"
"E il tipo della XXXXXX ha finito?"
"E' di la che compila... quando ha finito lo mandi via e bona sera.. ci regalano 6 cordless! sai quanti regali che facciamo alle signorine?" e lo dice tutto contento come se avesse vinto alla lotteria.

E inizio a sentire un po' di puzza su sta storia, col CAPO che si dilegua a metà di un colloquio per un immaginifico cantiere...
Vabbè, continuo le mie cose e ad un certo punto sbuca la testina del tizio che mi fa: "Me la trovi l'iscrizione alla camera di commercio? poi vieni di la che ti faccio fare delle fotocopie!"

Visto che io non sopporto chi mi tratta da GALOPPINO senza che ne abbia il titolo, sarei tentato di dire che "a far le fotocopie ti insegno, ma poi ti arrangi tu che io TENGO DA FA!"
Invece gli trovo il documento e, curioso come una biscia femmina, lo raggiungo anche per capire che cazzo vende e cosa abbiamo comprato!
Arrivo nello stanzino del ricevimento, mi siedo e..
"ma hai l'allergia, TESORO?" mi investe il tipo
"... no, no, è raffreddore!"
"è la solita scusa per star lontano DALLA MOROSA?"
"no, ma ne approfitto e la lascio sola!" mento spudoratamente avendo più o meno intuito.

poi vado a fare le fotocopie.

Quando torno sento odore di VIGORSOL.. il tipo si è SCHIARITO l'alito.. e non ci faccio caso subito a questo particolare finchè:

"Tu non sei ingegnere?"
"No, no.. perito!"
"Io ho avuto a che fare con un sacco di ingegneri e lasciam perdere... poi il tuo CAPO mi ha detto che doveva andare via e gli dispiaceva!"
"infatti, doveva andare in cantiere.."
"si, ma io gli ho detto che APPROFITTAVO DI QUEL BEL RAGAZZO DI LA!"

Allora mi giro dove stava indicando dicendo quelle parole (che MAI avrei voluto sentire in un posto  chiuso SOLI IO E LUI ) e mi accorgo che, essendo l'unico, parlava di me!
Sorrido un po' amaro cercando di contenere l'imbarazzo..
e lui continua: ".. che io non ho mica vergogna di dire che MI PICCIAONO I BEI RAGAZZI..."

Taccio.
Tossisco.

"Ma stai prendendo qualcosa per quella tossacia?"
"Aspirina!"
"Ma tu devi fare l'AEROSOL... non ti trascurare.." e mi guarda fisso negli occhi.

Imbarazzo totale.

"Ma cosa hai fatto a PASQUA?"
"Niente di che.. pioveva, poi qui lavoriamo tanto e mi sono riposato!"
"Un bel ragazzo come te non è andato via per Pasquetta?"
"NO"
"Ma ce l'hai la fidanzata?"
"Si, si..."
"Ne avrai più di una bello come sei!"

NOOOOOOOOOOOOO
Questo non lo puoi direeeee

"No, no.. sono uno fedele!"
"Bravo... molto bene" e mi guarda fisso negli occhi.
"Di donne me ne basta una alla volta."
"Non ci credo, con quella faccina furba.. ma quanti anni hai?
"30"
"Bene.. ma sai che ne dimostri meno?" e si interrompe nello spillare dei fogli e mi ri-guarda.. avevo paura si passasse la lingua sulle labbra!
"Me lo dicono tutti"

Altre fotocopie.. quando torno:

"Ma di che segno sei?"
"Pesci"
"AHHHHHHHHHH voi pesci siete dei gran maiali a letto!!!"
"Sicuro? Se lo dici tu.."
"Te lo dico io... e se vuoi te lo dimostro subito" e mi indica la stanzetta a fianco dove si intravede un divano letto, quello del CAPO.

sento stringere al collo... vado in affanno.

"Sono lusingato.. ma ti è già capitato?" devio l'argomento..
"Hai voglia! una volta ho stracciato un pompino ad uno mentre mi firmava il contratto!"
"Però.. comunque, ti ringrazio ma sono debilitato..."

Continua a spillar fogli poi ad un certo punto mi dice:

"Se vuoi invece del numero dell'ing mettiamo il tuo così quando viene il tecnico ci parli tu" (loschissimo per avere il mio cellulare.. si è proprio innamorato!)
"Non importa.. son sempre in ufficio e mi trovano di sicuro al fisso."
"Ok" un po' deluso.
"Comunque se cambi idea, su tutto, questo è il mio numero!" e mi allunga il suo biglietto a visita.
Faccio finta di interessarmi ai suoi dati che finiranno, entro brevissimo, nella carta da riciclare.

"se hai la partita IVA e vuoi cambiar contratto.."
"NON HO LA PARTITA IVA.."
"ok, ho capito.. se hai degli amici.."
"terrò presente!"

e lo spingo fuori dall'ufficio dopo che mi ha dato 5 strette di mano tanto per affinare il contatto fisico!

Sospiro... mi mancava solo questa, ma io sono ancora affezionato ai bei vecchi "tagli" all'antica!
Quelli Verticali!

Il finocchio è roba da intenditori..
postato da: taxxo alle ore 12:35 | link | commenti (11)
categorie: racconti, lavoro
lunedì, 03 marzo 2008

La sottile linea "rosa"

gay

Mi lamento spesso, di tutto e di tutti!
Non è una novità: nutro odio estremo verso gli altri, soprattutto verso chi "ce la fa", soprattutto verso chi, poi, se ne vanta.
Il mio, comunque, è un odio politically correct: lo nutro tanto verso le persone felici, quanto verso i depressi, tanto tra gli atleti quanto tra gli storpi.
Ma nutro odio soprattutto verso chi mi si attacca visceralmente addosso, chi pretende la mia presenza per sfogare i suoi problemi che ignora ed avversa, verso chi pretende da me entusiasmo ben sapendo che sarà falso.
 
Tra tutti quello che ODIO DI PIU' è, quindi, il CAPO!!
 
E, fondamentalmente per questo, ODIO ME STESSO.
 
Un padre ce l'ho già, una persona che ogni volta che la incontro è nel cesso con la porta aperta e un braccio appoggiato al muro intento a mingere: "allora? tutto bene" e inizia a parlare mentre si sta scrollando o so ben io che!
Ebbene, come non mi bastasse, mi ritrovo tra le palle il CAPO.
 
Quest'uomo è uno che, avendo avuto solo figlie femmine che avrebbe volentieri sacrificato allo stile di ABRAMO e ISACCO, mi ha adottato virtualmente.
Ed ha fatto tutto regolarmente: mi paga per avermi sempre vicino, per ascoltare le sue lamentele, il suo sconforto, per pavoneggiarsi delle SUE vittorie, per condividere le NOSTRE sconfitte.
Ma soprattutto per mettere ordine al suo casino.
Sono otto anni che non mi da tregua MAI, ma il rapporto si è sempre mantenuto in un ambito "professionale".
 
Ultimamente, invece, ho notato una sua maggiore e sconcertante confidenza fatta di sguardi caritatevoli, strizzate di guance, ricerca di contatto fisico, promesse di regali, confidenze impensabili...
 
"Se non avessi te, chissà dove finirei!"
 
"SIAMO rovinati!!" detto con sguardo lagrimevole stringendo in una mano un mio braccio e nell'altro una lettera di un avvocato che gli faceva causa.
 
"Stai bene?" detto strizzandomi le guanciotte alla ARNOLD.
 
"Ti piace? te ne compro uno uguale" riferito ad un giumbotto (come lo chiama lui) che ha acquistato in saldo e che voleva prendere pure a me nella stessa taglia e colore per "avere una divisa" (NDR: lavoriamo in un ufficio, quindi non se ne capiva il senso).
 
"ogni tanto, quando passo dal vialone e mi sento solo, con 30 euro trovo soluzione ai miei problemi... sono ragazze sensibili e, se le tratti normalmente, sono meglio delle fidanzate"
 
E questi sono solo gli episodi più eclatanti di questo MOBBING pseudo paternalistico omosessuale che subisco ogni santo gorno!
Il fatto è che a me di questa persona NON FREGA ASSOLUTAMENTE NULLA, neppure che il mio stipendio e tutto quello che ne consegue, dipendano dalle sue discutibili capacità imprenditoriali.
Fosse per me potrebbe venirgli un tirotto seduta stante o potrebbe vendere tutto che non mi cambierebbe di certo la vita.
Il 90% delle cose che mi dice, mi passano da un orecchio all'altro senza neppure sotare in doppia file e le ascolto con un entusiasmo tale da spingere al suicidio anche una persona equilibrata e felice di vivere.
 
Ma, e questo è forse l'unico motivo per il quale ogni mattina ancora mi alzo e vengo in questo ufficio, è che il CAPO mi fa pena!
Sono forse vittima della sindrome di STOCCOLMA, "innamorato" del mio carnefice, forse sono molto ZEN e attendo che il cadavere del mio nemico attraversi il fiume, forse sono solo pigro e masochista... fatto sta che me ne resto qui e, anche se rimugino mille volte di andarmene, alla fine rinuncio sempre.
 
Ma non sono preoccupato per me, per i miei sentimenti che riesco ancora a dosare e controllare, quanto per LUI e questa sua deriva da SHAMPISTA della TATANGELO..
 
vi terrò informati!
postato da: taxxo alle ore 12:25 | link | commenti (11)
categorie: personaggi, lavoro
venerdì, 15 febbraio 2008

14 Febbraio 2008

love

Visto che tutti ne hanno parlato, tutti hanno detto cose originali, banali o scontate, dico la mia pure io.
Uno più, uno meno, poca differenza fa.
 
Per me il 14 Febbraio è, e sempre sarà, solo ed unicamente il compleanno del mitico Bugno Gianni, il grande ciclista due volte iridato, vincitore di un Giro d'Italia, svariate classiche e due campionati italiani.
A parte le vittorie, quello che mi incuriosiva e piaceva del Bugno era che a lui, della bicicletta, con quel suo modo di correre distratto, inespressivo, quasi svogliato, sembrava che non gliene fregasse un cazzo.
Al punto che ad un Fiandre, con arrivo in volata su tale Musseuw, a 100 metri dall'arrivo ancora in piena volata, guadagnata una mezza bicicletta di vantaggio alza le mani al cielo autocelebrandosi vincitore.
Il Musseuw recupera e si va al fotofinish.
Vince Bugno con un vantaggio di appena 2 centimetri... proprio un cazzone!
 
Negli ultimi anni di carriera, dopo l'ammissione di voler diventare un riferimento per i giovani, mandò tutto a fanculo, prese un brevetto per la guida degli elicotteri e adesso lavora per l'aviosoccorso nelle valli varesine.
Ogni tanto fa il cronista tecnico per le corse commentando dal suo elicottero.
Vabbè, a parte questo e le due o tre taniche di caffè al giorno che, per sua stessa ammissione, lo portarono ad una squalifica per doping ormai a fine carriera, torniamo al tema.
 
Sto scrivendo dall'ufficio e sono appena 8 ore che l'ho lasciato per farmi qualche ora di sonno a casa.
Non c'è nulla di cui vantarsi o di cui lamentarsi, negli anni ho maturato la convinzione che è meglio farsi 16/17 ore a fila ogni due o tre mesi che lavorane 8 tutti i giorni della settimana.
C'era da consegnare, abbiamo consegnato.
 
Il bello è che il mio 14 Febbraio, la festa degli innamorati, l'ho passata con quell'orsetto lavatore del mio CAPO, un uomo che DEVE chiedere ma che NON E' disposto a dare: moglie, fidanzate, amanti..., e dai racconti son tante, lui se ne fotte preferendo il lavoro (".. io mi diverto alla faccia a lavorare.." dice spesso.. alla faccia di chi, non è dato sapere) a TUTTO.
Ma con questa logica, sebbene si diverta così alla faccia, le sue attività principali restano quelle del FUMA-FUMA e del "fammi il caffè che vado a pisciare e risparmiamo tempo!".
Si risparmia tempo, poi, per concedersi l'ennesima sigaretta, nulla più.
 
Perchè di tutto quel divertimento "alla faccia", di tutte quelle attività "ludiche" lavorative, dello sporco lavoro non ce n'è MAI traccia!
Si parla, si ascolta, si discute, si FUMA, si BEVE ma NON SI PRODUCE!
Son giunto alla conclusione che l'uomo sessantenne abbia ormai tirato i remi in barca, mentalmente parlando e pure fisicamente.. inutile che si auto-racconti di ESSERE o di AVERE: l'uomo sessantenne DEVE passare le sue giornate alla COOP, al bar o nell'atrio del medico curante.
E' fisiologico.
 
Troppa la voglia di divagare, la stanchezza e la logorrea!
 
Oltretutto, il mio CAPO, è un focomelico informatico che utilizza il suo PC solo per consultare la rubrica telefonica che IO gli ho compilato!
Quindi, in un ufficio moderno, la sua presenza a livello produttivo è nulla.
 
E alle ore 22.00, con oltre 6 disegni ancora da ultimare, ben lungi dalla meta, lui si addormenta sulla sedia.
Zitto zitto completo le mie incombenze ma è ormai la prima ora del 15 Febbraio...
Si sveglia.
 
"Ti do una mano a piegare le piante... ho fatto il sonno del guerriero e adesso posso tirar di lungo fino a domani mattina!"
 
Ormai ho le visioni, mi gira la testa, sono stanco ,stufo, affumicato ma mentre lui si loda da solo di come sia ancora in grado di preparare i plichi (che vuol dire fare fotocopie e puntare dei fogli), io ultimo le stampe e mi levo dal PC.
Anche questa volta, e miracolosamente, ce l'ho fatta!
Lui sparisce un attimo e torna con un vasetto di miele dal quale toccia con le dita stile Orso Grizzly: "Vuoi?"
"no, no, ormai mi è passata la fame!" rispondo un po' schifato (perchè, ovviamente, non avevamo neppure mangiato, nè la sera, nè a mezzogorno!)
 
Sono le 2.00.
Lui se ne va nel suo ufficio!
Io rassetto un attimo, spengo le stampanti e le luci, mi infilo la giacca e faccio capolino nel suo ufficio.
Il CAPO è al PC.
Sul monitor una lunga serie di tettone, donnette in atteggiamenti ammiccanti, ramazze, pitoni, frutta e verdura varia...
Con una mano scorre con lo scroll e con l'altra imbeve le dita nel miele e le porta alla bocca... un siparietto niente male.
 
"Allora ciao! io vado.."
"Ciao e grazie - mi dice senza alzare lo sguardo dal monitor - casomai domani mattina riesci a venire un po' prima??"
 
E, dopo quasi 9 ore di straordinario, l'unica cosa che mi sa dire è questa?
Il suo solito atteggiamento da "prendo senza dare".
Però devo dire che tra tutte le sue donne, ha preferito me!
 
ormai siamo coppia di fatto.. BUON SAN VALENTINO!
postato da: taxxo alle ore 09:46 | link | commenti (14)
categorie: racconti, personaggi, lavoro
martedì, 29 gennaio 2008

La MENSA dei miracoli..

mensa
Io sono in "cena aziendale" tutto l'anno.
TUTTI i giorni, TUTTA la mia ditta si riunisce in mensa tra le 13.30 e le 14.30.
Nella fattispecie, io e il mio CAPO.
Stranamente, le uniche "cene aziendali" che non facciamo MAI son proprio quelle di Natale!
Non parliamo di un posto di lavoro normale, ma come il mio credo ce ne siano tanti altri.
E la peculiarità di questi pranzi è l'incessante, frenetica, avvolgente, costante, inutile, ripetitiva e stordente parlantina del CAPO.
Qui iniziamo a scremare.
 
Lui è uno di quelli che quando tu sei li che ti carezzi i denti con l'apposito legnetto perchè hai finito il pasto, lui ancora deve grattugiare il formaggio sulla pasta, ormai fredda.
E mentre mangi, lui è di quelli che richiamano la tua attenzione con la pacchetta sulla spalla, il tocchetto al braccio.. è uno di quelli che mentre mangi esige che tu sia attento anche/solo alle sue farneticazioni inutili.
Ed ogni tanto sfila una penna dal taschino e fa schizzi sulla tovaglietta perchè gli è venuta in mente la pensata... ma di quelle tovagliette non ne abbiamo mai recuperata nessuna, sintomo che avrebbe fatto meglio a mangiare
Fondamentalmente ascolto chiacchiere di un 60enne che parla solo di lavoro (come per le restanti 11 ore assieme) e di hobby del cazzo verso i quali il suo mirato "finto entusiasmo" cerca di convogliare al consenso, approvazione, coinvolgimento (vedi la famigerata BARCA A VELA).
 
Qualche fornitore, in privata sede, mi chiama da anni L'ULTIMO DEI MOHICANI.. ma non è di questa mia malata dedizione verso questo lavoro (quale?) e questo uomo (il CAPO) che voglio parlare.
Parliamo invece della MENSA come luogo fine a se stesso.
 
Perchè la MENSA è veramente un luogo di ritrovo di umane genti che, molto più che in altri luoghi, si mostra per quello che è veramente a scapito dell'apparenza.
Così, se sono solo o se sono intento ad annuire come un bambolotto da cruscotto, tengo sempre un orecchio ai discorsi degli altri tavoli per captare interessanti dialoghi.
 
La MENSA non è mai avida di sorprese.
 
Per esempio ho ascoltato, in barba ai presunti sussurri degli attori, questo dialogo:
Coppia giovane, lui incravattato lei elegante sportiva.
Dopo un piccolo diverbio sul dove sedersi vinto, ovviamente, da LEI, LUI se ne va in bagno.
Al ritorno, LUI si siede e ficca una mano nel piatto delle patatine.
Lei sbotta: "Te le sei lavate le MANI???"
Lui: "NO, perchè non ci ho pisciato sopra! Ho solo preso in mano quello che tu prendi in bocca senza tante storie!!!"
Lei si zittisce, rossa in volto, biascicando qualcosa tra i denti.
 
Oppure, solo qualche giorno fa, un'altra coppia, stavolta un po' più datata e neppure troppo elegante, si esibisce in questo dialogo:
Lui, nell'inforchettare un maccherone, lo fa cadere dal piatto sul tavolo.
Incurante, se la riinfilza e se la caccia in bocca.
Lei: "Ma che fai! siamo al ristorante... e poi ste cose non si fanno... chissà chi.."
Lui: "Tu hai mai visto morire un gatto che mangia roba commestibile?"
Lei: "Ma cosa c'entra? .. vuoi fare il tuo numero come al solito?"
Lui: "Anche i cani... le bestie si leccano il culo, mangiano per terra e spesso sono avanzi! Secondo te se fossero cose disdicevoli come dici, le farebbero?"
Lei: "Sei sempre il solito.. fa mò te! stetra volta va a magner in d'la stala.." (la prossima volta va a mangiare nella stalla).
 
Alla luce di siparietti del genere, fuori dal tempo e dallo spazio, mi attendo che il giorno che sarà finito il pane si alzi un commensale, si tolga la tuta da imbianchino mostrando una candida tunica bianca e che si metta a moltiplicare le rosette e le crocette con la sola imposizione delle mani.
postato da: taxxo alle ore 10:13 | link | commenti (18)
categorie: racconti, personaggi, lavoro
mercoledì, 16 gennaio 2008

Una lotta impari.. una lotta tra poveri

chiocciola_big

Una delle grandi piaghe dell'epoca contemporanea è rappresentata da ".. ho un problema con la connessione internet.."
Ti svegli una mattina, gratti il culo davanti alla credenza, caffè e trancio di pizza fredda, sciacqui le ascelle, lavi la faccia con l'acqua fredda perchè non hai tempo per aspettare che si scaldi, trovi due stracci appoggiati ad una sedia che annusi sotto le ascelle, ti vesti poi ti fiondi nel traffico tra bestie come te.
Arrivi in ufficio, scansi i colleghi perchè non ne vuoi mezza, appoggi le tue robe alla scrivania e apri il programma di posta sul PC con monitor riccamente addobbato di POST-IT o foto di figli-nipoti-vacanze o cartoline con donne nude ammiccanti e vogliose che, quando a Cesenatico ci sei stato tu, non le hai viste neppure col binocolo.
 
Hai una gran smania di sapere se nella notte, tipo dalle 3 alle 6, qualcuno, incurante dell'ora delle streghe e del diavolo, ti ha mandato una mail...
Sei smanioso di sapere chi ti ha comentato il BLOG, vuoi sapere chi ha risposto ai tuoi brillanti commenti, quanti visitatori hai accumulato escludendo le tue 300 connessioni per vedere quanti visitatori hai accumulato, vuoi vedere chi è connesso, dove è stato, cosa ha detto ...
Ed invece, questa smaniosa ed ormai insostituibile abitudine quasi nevrotica ma essenziale, si infrange davanti ad un rettangolino grigio con scritto all'interno:
 
Impossibile connettersi al server. Account: '****', Server: '*****', Protocollo: POP3, Porta: 2000, Protezione (SSL): No, Errore socket: 10061, Numero di errore: 0x800CCC0E
 
Vabbè, ti infastidisci ma non ti rassegni perchè ogni tanto capita, ma ti accanisci sull' INVIA / RICEVI ottenendo sempre e solo la stessa risposta, una lunga ed estenuante sequenza di:
 
Impossibile connettersi al server. Account: '****', Server: '*****', Protocollo: POP3, Porta: 2000, Protezione (SSL): No, Errore socket: 10061, Numero di errore: 0x800CCC0E
 
Controlli il cavo di rete, vai nello sgabuzzino delle apparecchiature telefoniche a staccare, resettare, premere, sbattere, infamare, tutte le apparechiature ivi presenti ma il messaggio, dopo ogni tentativo, è il medesimo:
 
Impossibile connettersi al server. Account: '****', Server: '*****', Protocollo: POP3, Porta: 2000, Protezione (SSL): No, Errore socket: 10061, Numero di errore: 0x800CCC0E
 
Anche il browser internet non da segni di vita e ti rompono le palle perchè PROPRIO OGGI, dopo mesi di cazzeggio assoluto, deve arrivare una mail importantissima e devi spedire questo a quello, ricevere altro da altri e deve essere tutto pronto per questa sera.
Così ti rassegni a chiamare il CALL CENTER, un'altra piaga dell'epoca moderna.
 
Il numero lo cercheresti su internet, ma non funziona, così ti arrangi con l'elenco telefonico.
Ma ti accorgi che non ricordi più l'alfabeto.
E trovi un numero ma non è quello e dopo 10 minuti di attesa, ti rimpallano tra un PREMA 2, PREMA * per poi collegarti con un sardo che ti dice: "Lei dovvevva farre il nummerro del servizzio bissness sellezzionne 6, buonnasserra!"
 
E dopo altri 15 minuti ti parla un "tecnico" che ti dice che il problema è loro e che "ti manderà un tecnico per la sostituzione e la riprogrammazione entro un massimo di 48 ore"
 
Però le 48 ore a far FREECELL, PRATO FIORITO e ELIMINA TUTTO nel cestino passano senza che si veda l'ombra di nessuno.
Così insisti a chiamare il CALL CENTER dove stavolta ti risponde Simone che ti dice che ti assegna un altro tecnico perchè quello vecchio ha un guasto lungo in una zona distante.
 
E ti rimetti l'anima in pace con HEARTH e PINBALL non fosse che ti iniziano a rompere le palle con: "Ci scommettiamo che se telefonavo io avevamo già risolto?"
Così, come per sfida personale, chiami in viva voce e simuli una sterile incazzatura alla quale ti viene risposto dal Davide di turno che:
"Farete come a Faenza"
"Ok, ma noi siamo a Bologna.. poi un suo collega ci ha parlato di 48 ore che son passate almeno da 48 ore!"
E il Davide, sornione e pacato, nella sua stanzetta dei bottoni, ok sottopagato, ma pur sempre responsabile di quello che dice e fa per nome della sua ditta, risponde: "48 ore, se lei avesse letto il contratto, SONO LAVORATIVE, quindi parliamo di 6 giorni feriali, una settimana ed un giorno lineari! Per questo le ho detto che FARA' SENZA!"
 
Vabbè, muro di gomma.
E stabilisco l'ennesimo record con lo schema 24x30 con 100 bombe.
Ma del tecnico neppure l'ombra.
 
Allora richiamo e richiamo e richiamo..
E ogni volta Stefano o Mirko o Vanessa mi sfagiolano la loro verità:
 
"Si prenda un altro modem"
"Ma ha fatto la procedura corretta di reset?"
"Può provare a tener premuto il tasto verde finchè la lucina viola non si è spenta e nel mentre mi tiene premuta la levetta dietro l'apparecchio e mi fischietta la Marsigliese?"
"E' già la 18° volta che chiama, vuole che ci soffi sopra? E' un subappalto e noi non possiamo farci nulla!"
 
Poi, in una mattina con un po' più di sole, suonano alla porta: è il tecnico riparatore!
Non appartiene a ditte in subappalto ma veste il suo sgargiante rosso; viene con un apparecchio nuovo nuovo marchiato perchè non lo può sostituire con uno generico; inutile ogni procedura di ripristino dell'apparecchio vecchio perchè è rotto e lo sapevano anche dalla centrale e dal CALL CENTER.
 
Ad un certo punto lo vedo telefonare.
"Sai, devo ottenere il collegamento con la centrale per alcuni dati di programmazione... solo che pure io devo passare dal CALL CENTER!"
Dopo 2 ore il tecnico è riuscito a collegare i tre spinotti, impiegando 1 ora e tre quarti a trovare la linea col CALL CENTER!
 
Meglio fare i falegnami..
postato da: taxxo alle ore 14:14 | link | commenti (8)
categorie: racconti, lavoro
giovedì, 24 maggio 2007

Il FENOMENO l'abbiamo noi!

Essendo il mio un ufficio cosmopolita ed aperto verso l'integrazione razziale e le culture extracomunitarie, qualche anno fa abbiamo avuto occasione di "assumere" un Marocchino (di Casablanca).
Spilungone magro magro che non parlava mezza parola in italiano, mangiava solo patate ed era di una lentezza proverbiale.
Passava tutto il giorno a far scorrere la rotellina del mouse per ampliare o restringere la zoommata di Autocad (forse in Marocco ancora non esiste la rotellina) e pareva ipnotizzato.
Non ha mai detto "NO" o "Non ho capito".
Annuiva a qualsiasi richiesta e poi faceva quel cazzo che gli pareva... C'era poco da dire: per quello che era pagato (ZERO - come direbbe Silvio Muccino) era grasso che colava già il fatto che ci tenesse acceso un PC tutto il giorno.
Si chiamava Toufik (da leggersi TAOFIK).
Come accade tutte le volte, viste le spiccate capacità imprenditoriali - opulatezza di giudizio - predisposizione organizzativa - programmazione, del CAPO, dopo tre ore che il Toufik era in ufficio era già stato definito un "fenomeno dal SUD":
"Lo vedo io che è bravo, silenzioso, puntuale, preciso, veloce...." le parole di elogio del Padre Padrone..
Sul bravo, silenzioso e puntuale, niente da dire. Non capiva un cazzo di quello che gli capitava intorno (come succede, ma solo da noi, anche ai madrelingua italiana), volevi anche che facesse casino?
Ma sul veloce e preciso avrei mille remore.
Passavo più tempo io a correggere i suoi errori, a rispiegargli le procedure e a dargli dritte di quanto lui effettivamente lavorava.
Dopo due mesi se ne accorse anche il CAPO (che acuto!!!) e per Toufik fu un massacro.
Già il nome, Toufik appunto, con quella strana assonanza con "TE LO FIK" (te lo metto) divenne un tormentone.
 
Il CAPO arrivava in ufficio, si poneva alle spalle del caro ragazzo, gli appoggiava una mano sulla spalla e gli diceva: "Allora TE LO FIK? tutto bene? TE LO FIK nel CUL!!!!" e giù scrosciate di risate da piegarsi in due... anche quelle dello sventurato che non aveva capito un cazzo (ammetto che ridevo pure io).
"Perchè è proprio li da voi che sono nate "certe usanze", non è vero?" continuava, insistendo sull'argomento.
Toufik annuiva, ridacchiava e insisteva a prillare sulla rotellina!
 
Andò avanti ancora un mese.
Sempre uguale tutti i giorni... non rideva più nessuno!
 
Oltretutto, come ho accennato altre volte, nacque la leggenda degli schizzi nel bagno.
"Bisogna dire a Toufik che pisci da seduto... è tutto uno schizzo. Deve essere lui perchè è così alto".
1° - chi "deve dire..."? se ti da fastidio glielo dici tu!
2° - Toufik, in tre mesi, non si è alzato dalla sedia NEANCHE UNA VOLTA
3° - Da che pulpito viene la predica? Dal soggetto che slaccia la patta e trastulla l'arnese già all'ingresso dell'ufficio, fa partire lo schizzotto dall'antibagno, tira l'acqua prima e dopo (ma "dopo" solo se ne ha voglia) e lo sgrulla come se stesse facendo le benedizioni pasquali con l'ostensorio.
 
Sono anni che, Toufik o meno, per entrare nel bagno bisogna fare la profilassi per la febbre gialla, indossare gli stivaloni da pesca in fiume e NON TOCCARE NULLA ma non perchè debbono passare i RIS, ma perchè c'è una sozzeria tale da far invidia alle leggendarie fogne di Calcutta!
Ed il 95% dello sporco non lo faccio io.
Siamo in due.
Chi lo farà allora?
Quando mi laureo in ingegneria ve lo dico!
 
Toufik trovo un posto dove, almeno, era pagato e se ne andò.
Chissà cosa pensava e cosa ha capito!
Un po' mi è dispiaciuto!
Oltretutto adesso in bagno non ci sono scuse...
 
Un ultima cosa.
Ritirando le analisi del sangue ho scoperto di essere incinto di tre mesi.
Un altro caso di malasanità?
postato da: taxxo alle ore 17:41 | link | commenti (15)
categorie: racconti, personaggi, lavoro
giovedì, 12 aprile 2007

I nuovi analfabeti!

analf

In ufficio lasciamo il PC acceso giorno e notte. E' solo questione di pigrizia, non per una sorta di utilità pratica o tecnica.

Il CAPO, vero troglodita dell'informatica, sebbene ingegnere, sebbene romagnolo, sebbene in grado di rigirar le carte SEMPRE a suo favore, di informatica e computer NON CAPISCE UN CAZZO.
E al PC non gliela racconti, il PC è un duro che ti obbliga a fare le cose come vuole lui.

Ebbene, il CAPO si limita a tener aperto Microsoft Outlook per consultarne la rubrica.
Ed è già abbastanza complicato.
Ma il programma si connette in automatico e scarica la posta ogni 30 minuti (prima o poi correggerò questa opzione!).
Ogni tanto arriva una mail promozionale (arrivano praticamente a tutti) da un contatto dal nome famigliare o pseudo veritiero ed un testo amichevole con un link ad un sito dove acquistare VIAGRA, CIALIS, soluzioni immediate all'impotenza o all'allungamento del pene.

Sono bufale, è risaputo da tutti!
Tutti meno uno.

Questa mattina vado a controllare la posta scaricata anche dal suo PC e vedo che la schermata è ferma alla pagina della posta inviata.
L'invio più recente è indirizzato ad una tale CARLA DE CARA e l'oggetto è "Re: Oi!!"

Apro il messaggio e rabbrividisco leggendo:

"CI CONOSCIAMO? SE TI VA CHIAMA IL CELL: *** *******"

di seguito una fitta promozione a creme per sotituire il Viagra!

Senza parole.
Del resto è uno che risponde agli SMS della TIM!

postato da: taxxo alle ore 10:18 | link | commenti (2)
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mercoledì, 04 aprile 2007

Questa pazza, pazza primavera

foto_primavera_18
La primavera fa degli strani effetti che non sono per forza riconducibili a smosse ormonali, alla visione dei primi capezzoli puntuti sotto canottiere sgargianti o alla chiusura del trimestre IVA.
 
Solitamente, tra la metà di marzo e la fine di aprile, me ne capitano di tutti i colori e non sono mai riuscito a capire il perchè.
 
Anche quest'anno, nell'ordine:
 
20 Marzo
Sono in macchina e sto andando a lavorare, come al solito, in super ritardo..
Procedo in colonna alternando la prima marcia ad un lesto pestone di freno quando mi accorgo, perchè sento uno strano spiffero, di avere il finestrino posteriore aperto.
Mi ruoto per guardarci e .... BROOOOMMMM.. mi ritrovo mezzo cofano sotto un furgone!
Macchina da buttare!
Il finestrino era chiuso.. lo spiffero è chiaramente nel cervello.
 
28 Marzo
Non trovo il passaggio per tornare a casa e decido di farmela a piedi: sono 5 km su una stradaccia di campagna frequentata da camionisti, puttane e maragli che provano a far decollare i loro mezzi andando a velocità stratosferiche.
Ad ogni albero, lungo la strada, c'è un mazzo di fiori per un morto!
Tutto molto incoraggiante.
Piano piano, con la massima cautela possibile, dopo un'oretta arrivo a casa sano e salvo.
Salta fuori che, se avessi avvisato, mi sarebbero venute a prendere una quindicina di persone...
 
01 Aprile
Devo andare in stazione a Bologna entro le 21.00.
Sono ancora senza macchina ed è pure domenica. Forte del fatto che "mi sarebbero venute a prendere una quindicina di persone...", mando SOLO tre SMS chiedendo: CHI MI PORTA IN STAZIONE PER LE 21.00?.
L'SMS lo spedisco alle 18.00, con ampio anticipo sui pressanti impegni di tutti (tipo vedere Buona Domenica, dormire o cazzeggiare al PC).
Mi risponde solo uno alle 21.15 che mi chiede se avevo già risolto!
Grazie al cazzo... se dovessi partorire in fretta e furia so che non chiamerò mai i miei amici.
Fortuna che son uomo.
 
Per ovviare al problema prendo l'autobus... al volo e senza biglietto!!
Prendo un autobus ogni 10 anni circa e non vedo un biglietto da secoli nè so quanto costa.
Problema, comunque, che non mi pongo.
Salgo e, da "buon cittadino" al limite tra l'onesto e il disonesto, chiedo all'autista come fare senza biglietto.
"A me non interessa..", dice il simpatico ragazzo ".. se non sale il controllore!... tanto abbiamo passeggeri che girano tutto l'anno senza pagare neppure una corsa!"
Mi metto un po' in ansia e faccio il giro tra i passeggeri per vedere se qualcuno può vendermi un biglietto ma scopro che sono tutti abbonati e di biglietti neppure l'ombra.
Torno dall'autista che sbotta "Mo son cazzi... vedi quelli?" ed indica tre figuri che aspettano sotto la pensilina della prima fermata da che sono salito "quelli sono i controllori... strano! alla domenica saranno 6 mesi che non passavano."
 
Morale mi becco 40 e rotti euro di multa.
 
Non mi scompongo più di tanto, sono abituato alle multe:
Una volta ne presi una in autobus sebbene avessi 2 abbonamenti validi e regolarmente vidimati.
Un'altra volta ne presi una alla stazione di Ravenna - stazione da 3 treni al giorno - per attraversamento binari.
Un'altra volta beccai un richiamo dal Ranger del Grand Canion perchè dormivo in macchina.
Un'altra volta presi la multa in treno perchè non sapevo si dovessero vidimare i biglietti in stazione.
Un'altra volta mi stavano portando via la macchina col carratrezzi perchè ero parcheggiato dentro un distributore..
Non parliamo dei SIRIO e delle soste senza contrassegno di pagamento..
 
Non mi costa mai niente andare a trovare la mia amica!
 
04 Aprile
Questa mattina sapevo di essere solo in ufficio (il CAPO è a Milano tutto il giorno) e me la prendo comoda.
Così comoda e rilassata che mi dimentico le chiavi dell'ufficio a casa.
Chi mi aveva accompagnato (sono ancora a piedi) è irrintracciabile e mi tocca fare una catena di san Antonio per contattare mio padre e recuperare le chiavi.
Oggi vengono giù giusto due gocce...
Alle 21.30 sono ancora fuori che aspetto.
Ovviamente le chiavi non me le sono scordate a casa, ma dentro all'ufficio stesso... devo andare a prendere un mazzo di scorta che è a casa della "moglie" del CAPO..
Si farebbe prima a sfondare la porta!
Riesco a risolvere perdendo quasi due ore.
 
La primavera è ancora lunga... mi sa che mi chiudo in casa!
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venerdì, 22 dicembre 2006

Ma come siamo messi?

 
 
"..sento una forza dentro che neanche io so come...."
Jole Famoso, sensitiva-cartomante
 
Più mi guardo in giro, osservo e mi confronto, e più mi assale una certa tristezza e concludo in una sconsolata rassegnazione.
Nel breve profilo che accompagna la mia scheda del Blog è scritto, a chiare lettere, che sono un ".. giornalista/giornalaio, scribacchino impertinente..", per sottolineare che quello che scrivo non ha nessuna valenza, importanza, spessore, se non per me e per chi si autoflagella leggendolo.
Nel tempo ho infarcito il Blog con un sacco di storielle scherzose e irridenti e con personaggi, tutti comunque reali, allegramente conditi e dipinti in modo farsesco e scanzonatorio.
Poi accendo la televisione:
 
TG5 -
"George Clooney piange la morte di Max, il suo maialino da compagnia. Soffriva ormai da mesi di una malattia incurabile"
 
"Torna di moda il Loden, il cappotto che anche l'onorevole Andreotti indossa ogni mattina per andare a messa"
 
"Nella squadra di pallavolo femminile di Cesena gioca un'atleta che fino a tre anni fa era un uomo. Scontente le avversarie: è troppo potente!"
 
"il messaggio della regina Elisabetta sarà scaricabile in podcast dal sito ufficiale. La vedrete intenta, nel suo abito verde smeraldo, a realizzare un mosaico sulla natività con alcuni bambini"
 
TG3 regionale (Emilia Romagna)
"Un ragazzo di Bagnacavallo finge il sequestro per non andare in vacanza con la fidanzata"
 
Oppure, frequentando qualche forum qua e la:
 
"Ho comprato il macchinino per il cappuccino in casa.. dai, quello che fa le seghe al caffè!"
 
"Mangio la Spalla di maiale perchè è più buona del Prosciutto cotto, non perchè costa meno! Mai sentito parlare della Spalla Cotta di San Secondo?"
 
"Voi non sapete cosa vi mettere in testa!! io uso il RESTIVOIL da anni, l'unico che mantiene il ph del bulbo pilifero!!"
 
Quante notizie interessanti.... altro che il mio Blog "amatoriale"!
I professionisti dell'informazione, quelli che hanno migliaia di spettatori, si occupano di argomenti di toccante attualità, di interesse vitale, di forte dibattito!
Come non possiamo unirci al cordoglio di George Clooney che piange la morte del fedele Max...
Come avrei potuto perdurare nella mia ignoranza senza il messaggio della regina Elisabetta....
Come potrei invertire la tendenza all'imbalsamazione dei capelli senza il rinvigorente naturale RESTIVOIL...
 
Davanti a queste notizie, e a molte altre che non ho elencato, si riabilitano i reality show e le puntate speciali, "bella vita", di Lucignolo!
Nonchè prende spessore il mio Blog, un tempo fonte inesauribile di stronzate, oggi al pari delle testate di informazione nazionale.
Penso che farò domanda per iscrivermi nell'ordine dei giornalisti!
 
Evito ogni ulteriore commento per parlarvi di un'altra breve avventura del CAPO ed introdurvi un nuovo personaggio.
 
Boriosetto, e con l'aria di chi ha scoperto l'acqua calda, mi si avvicina il CAPO.
- hai visto questo? - e mi ammolla una scatoletta di latta, effetto metallo invecchiato, logo MARLBORO.
La apre e ne saltano fuori, ovviamente, delle sigarette.
- è un omaggio che mi hanno fatto da Livigno... va a ruba sai? tutti le vogliono.... è anche un bel regalo di Natale! - incita baldanzoso e sorridente.
- si si! - rispondo più per simulata educazione che perchè ci credo!
Chi vorrebbe per regalo natalizio una scatoletta con sopra scritto: SE FUMI, MUORI ?
Forse neppure Camilleri...
Suonano alla porta.
Il CAPO scatta e fa entrare tale "5 Stelle", un suo amico.
Un tipo stranamente sopra la soglia dei 170 cm, casual sportivo, giovanile.. mai avrei immaginato che potesse essere amico del lurido CAPO.
Anche a lui viene mostrato il simpatico portasigarette. Se lo gingilla in mano poi:
- Sono anni che ho smesso di fumare, non aveva più senso farlo. Fumavo quando ero felice e quando ero arrabbiato, perchè dovevo scopare o perchè avevo scopato, dopo mangiato, prima e pure durante! -
- E' per questo che lo chiamiamo 5 stelle! - riprende il CAPO con l'aria orgogliosa di quello che direbbe "lui è MIO amico"
 
A questo punto un breve riepilogo generale.
A parte il fatto che non ho capito il nesso tra l'omelia sul fumo e il nome stesso del 5 Stelle (il filo non è così diretto, ma non sono ingegnere, quindi!), non comprendo il gusto (e l'eleganza) di regalare pacchetti di sigarette, quello di disquisire per ore su prosciutto, shampoo o cappuccino, quello di fornire notizie da EVA 3000 sui telegiornali nazionali...
Come direbbe TOTO, sono uno che ha sempre "cantato fuori dal coro" ma che oggi si trova ad essere uno dei tanti!
Oggi tutti dicono stronzate e sono pure pagati per farlo...
 
Ma io ho ricevuto una "donazione dal signore" (come disse Famoso Jole) e la forza che ho dentro mi servirà per cambiare le cose.
Quando avrò capito come, ripasserò!
 
che post di merda..
postato da: taxxo alle ore 21:02 | link | commenti (6)
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mercoledì, 11 ottobre 2006

I sette nani

baby_smoke
E' stata una settimana intensa, ma come dice il CAPO, quando sei al Mercoledì è già finita!
Tanto per raccontarne un'altra, ieri sera il Grand'uomo (nell'animo, in realtà non ha mai annusato l'aria sopra i 165 cm di altezza), per NON completare un grosso lavoro, ha detto di esser andato a letto alle 4 di mattina.
Con questa furbata, che poteva arrivare solo da un ingegnere, si è "giocato" TUTTA la giornata di oggi sonnecchiando e sbofonchiando.
Il lavoro NON è finito e la "tirata", come piace dire a lui, si è conclusa con una patta:
 
TANTO DEVI DORMIRE, COGLIONE!!!
 
e io preferisco farlo di notte, evitando di far le bolle con la bocca e russare alle 13.25 prima di pranzo.
 
Chiuso il siparietto, che non è il primo e non sarà di certo l'ultimo, oggi pomeriggio suonano alla porta.
Il CAPO non sente un cazzo (una volta ero senza chiavi e gli ho dovuto telefonare per farmi aprire) e, anche se il suo ufficio è più vicino alla porta del mio, son sempre io quello che fa gli onori di casa.
 
Alla porta sei tipetti sui cinquanta, profumati come delle troie di bassissimo livello, tutti impomatati e tirati a lucido e con la classica stretta di mano all'americana. Ne riconosco solo un paio perchè erano già passati altre volte.
Sono tutti amici del CAPO!
 
Tratti comuni: stivaletto a punta con tacco (meglio se nero e suolato di gomma), accento romagnolo (garbino.. pataca... ciò), orribile pancia su corporatura robusta, altezza media compresa tra i miei mento e sterno.
Mi sento come Gulliver in una succursale di Lilliput.
 
Oltretutto, così bassi e veloci, mi si intrufolano ovunque come dei furetti e non riesco a tenerli a bada.
Quello che chiede del bagno (lo mando in quello disastrato o in quello pulito? - Prostata ehh?), quello che apre tutte le porte per vedere l'ufficio, quello che chiede del CAPO mentre un altro mi chiede se può fumare, quello che...
 
Arriva il CAPO.
Quattro baci e abbracci tra i Puffi, poi:
"Avete già conosciuto il mio Braccio Destro?"
Mi fanno morire quando mi definiscono "Braccio destro" o "il mio unico collaboratore", poi ti trattano come una pezza da piedi e ti rifilano anche i calci in culo!
 
Fatto l'ulteriore giro di presentazioni (mi sento come Fantozzi alla polentata quando va in montagna con Calboni), il discorso vaga dall'alta finanza alle barche, dal golf alle macchine, dal lavoro ai ristoranti e il cibo.
Ma il meglio lo sento riguardo alle donne.
 
"Fino a quando hanno voglia di scopare le donne?" chiede Brontolo
".. fino a che gli sanguina la fregna.." risponde l'elegantissimo direttore di banca Gongolo.
"..ma che cazzo dite!! finchè c'è vita c'è voglia.. mica come gli uomini!!" conclude il saggio muratore Mammolo
".. il giovanotto qui ne sa qualcosa!.." fa il simpaticone il CAPO. Cos'è che dovrei sapere io?
Che battuta del cazzo. Sorrido e passo oltre.
 
Strizzate di maroni, mosse di Karate nell'ingresso (gli uomini devono sempre dimostrare forza fisica), braccio di ferro...
MA CHE CAZZO SONO VENUTI A FARE?
 
Riassumendo, dopo venti minuti di discorsi vari, comprendo che sono tutti separati, divorziati o single per scelta delle altre.
Alcuni hanno delle mezze storie con donnelle sole, ad altri sono rimasti i figli e la passione per il ballo.
Ed è per questo che sono venuti:
 
TUTTI AL TRAPANINO, simpatica sala da ballo jazz per tardone/i come loro.
 
"..un antipastino (sempre quello), un primo, il vino della casa, poi ti fai la tesserina e ci puoi andare tutti i martedì pagando solo la consumazione.." la stessa solfa che mi sento ripetere ogni mercoledì mattina.
 
Una manna dal cielo: si stacca prima questa sera!
Se ne vanno tra pacche sulle spalle e spintoni, sembra la prima elementare delle scuole Maestre Pie di Morciano di Romagna.
Il CAPO con lo zainetto e la camicia di ricambio (tempo fa si depilava le braccia, poi per la vergogna ha tenuto le maniche lunghe per tutta l'estate - con me aveva detto che era più comoda) perchè suda come un idrante!
 
Chiudo la porta, sono solo.
finalmente un po' di cazzi miei..
 
P.S.
quello che nella foto vorrebbe rappresentare quel nano del CAPO nella sua attività preferita: il fumo, in realtà è una foto giovanile di Smell.
La ringrazio per avermela concessa.
La foto.
sob...
 
che brutta viziosa..
postato da: taxxo alle ore 19:05 | link | commenti (18)
categorie: lavoro
venerdì, 06 ottobre 2006

Storie di ordinaria follia

 
 
Viva il limone frutto prelibato
Viva l'imene, brutto lacerato..
Elio e le Storie Tese - non mi ricordo che canzone
 
Oggi sono depresso.
Anzi, lo sono stato per tutta la settimana.
 
E' dura la vita del pagliaccio.
Devi sempre parlare per stronzate e mantenere alto il livello, ma devono essere innovative per non scadere nella ripetitività e quindi nella noia.
 
Oltretutto sono dei PESCI...
".. inclini agli stati depressivi, all'introspezione accusatoria, lunatici..."
 
Oltretutto sono alla soglia dei trenta, in quel periodo nel quale il PER SEMPRE, riferito a qualsiasi ambito, fa tanta paura...
ma è solo adesso che si può, eventualmente, "correggere" o perseverare nell'errore.
 
Oltretutto La Repubblica è in sciopero e sono due giorni che mi sembra di non essere al mondo.
 
Oltretutto ho la macchina che è una porcilaia
 
Oltretutto ...
 
La Tasso-Giornata inizia con la sveglia delle 7.40.
Alla Fantozzi, negli anni ho limato gli orari fino al limite dell'umano.
Anche se il mio turno inizia alle 8.30 e lavoro a 5 km da casa, non faccio colazione da leoni ma neppure da uccellino (in pratica una banana con la faccia dentro il frigo e una mano a grattarsi il culo), mi piace rimanere nel letto fino oltre le 8.
Un quarto d'ora per l'ordinaria amministrazione poi mi fiondo in macchina per l'ufficio.
Spesso e volentieri sono in ritardo.
 
Quando arrivo vengo accalappiato dal CAPO che mi svalanga addosso le sue storie del cazzo sui soldi che non gli hanno pagato, quelli che deve fatturare, quelli che deve ereditare, quelli che gli ruba lo stato, quelli che gli rubano i dipendenti (sono IO il suo unico dipendente, ma lui è così una personcina!!), quelli che... e via di questo passo fino oltre le nove.
 
Poi si parte con il rispondi al telefono, APRI, SALVA, STAMPA, rilega, piega, ordina per nome, fotocopia e, a volte, addirittura SALVA CON NOME..
In pratica una vita a creare documenti virtuali, appiccicati ad una macchina senz'anima, a litigare con Clippy o il Gatto di Office...
Poi paghiamo l'analista!
PER FORZA
Avete capito perchè Cristo faceva il falegname e non il disegnatore AUTOCAD?
 
Tutta questa solfa condita con "ci vuole un CLICK o due? - mi fai un caffè? - cosa volevano al telefono? - verresti un attimino? ...." per un continuo "su e giù" dalla sedia che farebbe invidia pure a Rocco Siffredi e alle sue partner.
 
L'unico momento di relax è la pausa pranzo tra le 14.00 e le 15.00 (a volte anche dopo).
Un giretto nel centro commerciale a vedere "chi ha la testa più grossa", l'edicola per il giornale (che non riesco mai a leggere ma non butto - una volta al mese, vergognandomi della pila di giornali che ho accumulato, inizio a sfogliarli per ritagliare gli articoli interessanti. Metto tutto in una cartellina e attendo di aver tempo. NON LI HO MAI LETTI - la NASA ha chiesto di studiarmi pagandomi un soggiorno in una base segreta. Quando, tra le pagine del contratto che mi hanno proposto, ho letto AUTOPSIA, ho rinunciato).
 
Rientro e mi rassegno a dover rimanere in ufficio ad oltranza.
Sempre, comunque, contro la mia volontà.
Un giorno o l'altro vi racconterò dei colloqui di lavoro che ho fatto per provare ad uscire da questo tunnel.
 
50 mail al giorno per NON accordarsi sull'uscita serale o per accordarsi e finire stanchi morti a parlar di nulla al solito BAR.
Altre 50 sulle perplessità dell'amico latin lover, quello che chiede consiglio per dove mettere il termo nella casa nuova, quello che vuol sapere se sono disposto a girare il filmino del VOGLIAMOCI BENE parrocchiale, quello che chiede la macchina fotografica, quello delle barzellette, quello dei filmati hard, ....
 
Alla sera vado a casa.
Dieci squilli anonimi di TOTO (ti hanno tradito...), un po' di fila in strada, il MIO parcheggio sempre occupato, due sacramenti ed entro.
Ci sarebbe da sfogliare il giornale, guardare un film, decidere cosa cucinare per cena, leggersi un bel libro... invece c'è la pila dei piatti da lavare, il gatto che rompe i coglioni, il vicino impiccione che ti suona per sapere se vuoi firmare la petizione contro chi stende in terrazza, c'è da stirare e da stendere in terrazza (forse è per me la petizione?), ....
Come al solito non ho voglia di fare un cazzo.
 
Doccia.
Poi serata di cazzeggio tra locali, sempre quelli..
Una birra per dimenticare.
 
Rientro, una bella cagata birrosa (citazione - ma come sarà una cagata birrosa?), leggo un libro a caso e, comunque, tra uno dei mille iniziati e mai finiti, mi addormento sperando almeno nei sogni.
Bella Vita.. di mmmerda.
Questa settimana sono davvero depresso.
 
Cosa c'entra la citazione di ELIO?
un cazzo
mi è venuta in mente e l'ho scritta.
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venerdì, 01 settembre 2006

Vedo / non vedo

baby doll
Ieri ne è successa un'altra.
Sarà tedioso parlare sempre dello stesso argomento, ma l'ufficio è una vera fonte di ispirazione (cosa credevate dalla foto? che fosse uno scatto rubato ad una nuova fiamma? capirete, capirete...).
 
Riassumendo, con oggi si conclude la seconda settimana dal rientro dalla ferie (o vacanze, a seconda di chi sta parlando).
Lavoro evaso:
tre fatture!
 
Tre fatture?
In due settimane?
 
Si, avete capito bene.
Toglierò l'ICI sulla prima casa....
(Perdonate ma è da un sacco di tempo che volevo rubare la battuta al nano pelato. Tra noi comici sono pratiche comuni).
 
Tornando "seri", tra le poche cose da fare, la pochissima voglia (non mia e siamo solo in due!) e l'aria dell'estate che ancora pervade l'ambiente, ci siamo occupati solo ed esclusivamente di ORGANIZZAZIONE.
Con questo termine il CAPO intende tutte quelle procedure che consentono di trasformare il pensiero direttamente in file informatico.
Nessun passaggio intermedio.
Nessuno.
 
Esordisce sempre con:
"Ho sentito un mio amico che..." oppure
"L'Ing. Panzerotti gira con il suo palmarino che registra tutto..." o, ancor peggio
"Dovresti sentire se c'è un programma che fa....., perchè, secondo logica, dovrebbe esserci."
 
Come già ho ricordato altre volte, il CAPO non distingue un file di Word da uno di Excell, ignora la differenza tra "scaricare la posta" e "salvare l'allegato" (mi dice che non ha "scaricato" dal suo PC intendendo che "non ha salvato" gli allegati), non sa a cosa serve il tasto di riavvio che usa, come fosse il sale, ogni volta che si rallenta il sistema.
 
La nuova "moda" è Microsoft Outlook.
Anzi non nuova "moda". Definiamola meglio "vintage". Un primo tentativo di utilizzo, miseramente fallito per scarsa collaborazione del programma, fu tentato nel lontano 2000. Un po' come per il revival anni '70 degli ultimi tempi, anche noi siamo tornati al passato.
Per i più profani, il sopracitato programmino è un gestore di posta elettronica, agenda, blocco note, segretaria telematica, album fotografico, broker assicurativo, consulente finanziario, suggeritore della formazione di fantacalcio e, ma solo in una versione pirata introvabile, tata e colf.
Viste le sue immani potenzialità, aggiungendo quelle pindariche e impalpabili che gli attribuisce "a sentimento" il CAPO (tipo: "con le giuste impostazioni, lui ti spedisce le fatture alle banche, le registra, fa i riepiloghi e ti conteggia il rimborso sull'acconto delle tasse"), c'è un motivo per il quale non l'abbiamo mai utilizzato.
Troppo complesso!
Ma non perchè non sarei in grado di usarlo, ma perchè se lo usa "un altro" (ricordo, ancora, che siamo solo in due....), c'è il rischio di perdere tre ore a cercare una mail schiacciando TUTTI i pulsanti, aprendo TUTTE le tendine, cliccando su ogni OK, tranne che su quelli giusti.
 
Fatto sta che, finchè non se ne accorgerà lui stesso come già successe l'altra volta, persevererà a rompere i coglioni con l'inserimento di dati nel programma.
 
Ieri pomeriggio mi chiama nel suo ufficio.
L'ennesima condanna! Forse devo espiare colpe commesse in un'altra vita.
"Vedi, vedi, vedi..." ad ogni schermata aperta a caso.
Io rimango in piedi alla sua sinistra. Sedersi significherebbe perdere almeno tre ore a sentire le più immonde cazzate.
"Se metto questo dato qua, dopo lo puoi vedere anche qui?"
Sembra un bimbo ingenuo con il nuovo gioco.
Me ne sto zitto zitto. Ancora non ho capito i perchè della convocazione e non ci tengo a saperli.
Dopo alcuni minuti di nulla informatico (quando si scorrono le tendine e si leggono i tasti senza sapere cosa si cerca) inizia a chiudere alcune finestre, alza la testa alla sua destra e urla, come fa di solito quando mi chiama da un altro ufficio:
 
"VEDI, HO SCOPERTO A COSA SERVE QUELLO LA'..."
 
A prescindere dal fatto che QUELLO LA' non so neppure cosa sia, io sono a dieci centimetri da lui. La mia coscia sfiora il suo gomito.
Perchè deve urlare?
 
Sbuffa, chiude tutto e si alza ruotando la sedia verso destra e scomparendo nel corridoio.
Rimango di sasso.
Non ha visto nè sentito la mia presenza.
Credeva fossi sparito ormai da molto tempo, forse nel bagno.
 
Mi viene un brivido...
Vuoi vedere che quel salto nel burrone a tre anni di età ha avuto il suo effetto?
Non avrò gli infrarossi per vedere al buio, ma sono diventato INVISIBILE!!
Me ne sono accorto un po' in ritardo con gli anni, ma fa pur sempre comodo.
Sono un super eroe!!!
 
Cazzo che responsabilità!
Adesso dovrò trovarmi un nome di battaglia.
Decidere i colori, se usare o no il mantellino, la maschera.... ma sono invisibile! Non servirebbe a niente tutto questo vestiario.
Fiuuut. Adesso sono molto più rilassato!
Una bega in meno.
 
Un ottimo slogan sarebbe (almeno lo slogan ci vuole):
"Tranquille massaie, mentre voi dormite l'eroe invisibile vigila sulla vostra città!"
E mi vedo stringere la mano al sindaco che mi ringrazia per il lavoro svolto contro manigoldi e truffaldini!
La città è pulita ed è solo merito mio!
 
Altro che lavoro di ufficio, scartoffie e stampe.
Sarei l'idolo dei bambini, mi farebbero il pupazzetto, la raccolta di figurine, i fumetti, i cartoni animati!
Sto sognando ad occhi aperti...
 
Ritorna il CAPO.
Sorrido e lo guardo: è stato in bagno e si è sbrodolato tutta la camicia perchè ha bevuto a collo dal rubinetto.
"Stasera puoi rimanere?"
Cazzo chiedi pirla, non lo sai che sono invisibile?
"Ci sarebbe da completare quella cosa, ma...." continua imperterrito..
Allora mi sono illuso, è stata invisibilità temporanea, magari ho fatto un gesto, qualcosa che ha interrotto il potere..
"Questa sera ho la visita per il rinnovo della patente!" mi invento su due piedi!
E' un po' come quando alle superiori facevi morire tre o quattro volte all'anno un nonno per coprire la mattinata passata in sala biliardo.
In pratica una scusa del cavolo...
Non l'avessi mai fatto.
"Io vado sempre dal medico legale dell'ACI, anche quella volta che mi hanno beccato con la patente scaduta da due anni e...."
E via dicendo con la solita logorrea.
 
Ma il mio sogno ormai è infranto...
Vittima di un CAPO in "banana" che neppure nota la tua presenza, mi ero illuso di essere come Batman, Superman o Capitan America.
Avevo sognato di sconfiggere Due-Facce Crestina, il Pinguino Smerigliatore, Joker George, il Greco....
Tutto è svanito nel nulla!
 
Nella mia vita resta solo da decidere che nonno far morire oggi per andare a casa in un orario decente...
postato da: taxxo alle ore 14:01 | link | commenti (2)
categorie: lavoro
martedì, 29 agosto 2006

I Pirati di Gatteo a Mare

pirata
Solito ufficio.
ore 18.45.
 
E' già da mezz'ora che cazzeggio aspettando il momento buono per dileguarmi senza danni: una telefonata, una capatina al bagno, un caffè alla macchinetta.... ma oggi non c'è verso di distrarre il CAPO. Neppure un diversivo...
Ho mille remore perchè TUTTE le volte, TUTTI i giorni, in OGNI occasione in cui sei pronto a dileguarti e vivere la tua vita là fuori, nel mondo, vieni braccato sulla porta con una valanga di chiacchiere. Una VALANGA!
 
DRIIIN
 
Squilla il telefonino del CAPO.
I miei nervi sono tesi come quelli di un centometrista che aspetta lo sparo dello starter.
In pochissimi millesimi di secondo (forse mi avrebbero squalificato in una gara ufficiale), spengo il PC, raccatto la mia roba, scosto la sedia e mi fiondo alla porta...
 
"... ti posso richiamare tra un po' che saluto il ragazzo?"
 
L'ufficio è un "acquario" con tutte le pareti vetrate. Non si muove foglia che lui non veda.
Anche questa volta mi ha inculato.
Ma nel culo non ci finisce per caso, lo so.
 
Mi affaccio al suo ufficio mentre sta agganciando il telefono.
 
"Ciao, io vado... ci vediamo domat..."
"Solo una cosa. Mi fai vedere come si cerca su internet?"
 
Sospirone da rassegnazione. Sole le sette meno un quarto. Considerando che vorrà usare lui il mouse (del quale ancora misconosce l'utilizzo) e che è peggio dei bambini (clicca ovunque e mai dove dovrebbe), prima delle otto non abbiamo neppure capito cosa cerca in realtà.
Vecchio copione.
 
"Cosa cerchi?"
"Volevo trovare una serigrafia per far fare le lettere del nome della barca..."
"In zona o preferisci giù al mare?
"Va bene anche in zona.... ma mi fai vedere come fai? - casomai mi faccio due appunti"
 
Altro vecchio copione.
Di appunti su internet, word, excell, nero, autocad, outlook, .... ne ha quaderni su quaderni pieni!
Il problema è che lui è ancora fermo a:
"devo dare un clik o due clik?"
So già come andrà a finire e, in un momento di distrazione, gli rubo il mouse e in due secondi sono sulla pagina con gli indirizzi che cercava.
Rimane basito.
Rinuncia agli appunti.
Uno a zero per me fuori casa.
Ma la palla è già tornata a centrocampo.
 
"Quindi se chiamo.... si, ma adesso è già tardi. Chiamo domani!"
"Ok, allora..." ero già pronto con un nuovo tentativo di fuga.
"..hai visto questo?" e tira fuori un quadernone legato con un elastico. Il quadernone con gli appunti sulla barca...
 
Se avevo qualche speranza, sono crollate in un istante.
Inizia a sfogliare, rigirare, cercare.
Sono cose che ho già visto almeno un migliaio di volte.
Almeno.
 
"Vedi, vedi, vedi..." ad ogni foglio. E' il suo intercalare preferito. Ma anche il più irritante.
"Per regolamento le scritte le metti a prua sinistra e poppa destra, poi ci vuole la targa. Non parliamo dei colori..."
Ecco bravo, non parliamone.
".. giallo, arancio, rosso e nero.. la barca è proprio complessa!"
Io, sorriso di circostanza e testa che annuisce, come quei bambolotti con gli occhi basculanti...
 
"..sai quanti accorgimenti tecnici ci sono? quante finezze che uno considererebbe inutili ma che hanno la loro logica?..."
Continuo ad annuire...
"..facciamo l'esempio degli strozza-scotte... o del carrello della randa!"
NOOOOOOOOO
Siamo già sull'uno pari ed è una partita che non vincerò mai!
 
Premetto che il nostro ufficio si occupa di servizi per l'edilizia.
Cosa cazzo me ne frega della tua merda di barca?
 
"... c'è una barra ad omega (e cerca un foglio per fare uno schizzo) che trattiene una barra a "T"... poi ci sono dei cuscinetti. Ma sono tanti...."
Mi chiudo in me stesso.
Continuo i movimenti del capo e protraggo la paresi al sorriso ma, mentalmente, vagolo nei cazzi miei.
Lo faccio spesso con lui.
Troppo.
 
"... i cuscinetti costano troppo, così abbiamo preso i proiettili per le pistole ad aria compressa, poi..."
La valanga continua indisturbata il suo cammino.
Forse dovrei dire a mio padre di imbiancare anche la cantina.
Chissà se è arrivata quella lettera che aspettavo.
Stasera sono proprio stanco, me ne starò a casa a guardare un film... cazzo è vero, devo andare da Luca!
La valanga continua indisturbata il suo cammino.
 
"... solo che se non stai attento, quando cazzi o molli, rischi di rimetterci un dito. Così sono sempre in tensione quando ho un uomo inesperto a prua, ma anche a ...."
"ci credo..." ogni tanto mi inserisco senza crederci troppo. Anche perchè lui si illude di parlare con Cino Ricci, ma io non distinguo neppure la vela dal motore (per dire).
"... e quando sono nel pozzetto e sta timonando un altro, ho sempre i brividi. Un buon equipaggio è fatto di 5 persone esperte ed affiatate. Per tirare al massimo ce ne vogliono 7... timone, prua, randa, pozzetto, .... "
Non so di cosa stiamo parlando.
 
".. quando ho finito i lavori (mancano gli winch, qualche accorgimento alle volanti, il tambuccio e i bozzelli) vieni giù che ti do qualche lezione...."
Mi sveglio.
Questa è la parte che preferisco.
Sono sette anni che lo dice ma mai una volta che me lo abbia chiesto veramente (sciogliendomi l'imbarazzo di rifiutare sistematicamente, per l'amor di dio)
E' un po' come quando Auro Bulbarelli e Davide Cassani parlano dell'alimentazione dei ciclisti prima di un tappone di montagna.
Sono vent'anni che sento le solite cose: pasta con la marmellata, prosciutto crudo, le fette biscottate....
Poi salta fuori che sono tutti drogati. Altro che maccheroni alle prugne!
 
"..adesso avrei posto anche a casa. Ma se ti prendi il sacco a pelo, che è l'ideale, non hai nessun problema a dormire in coperta.."
"..e per la doccia?" chiedo con un unico scopo.
"..c'è tutto. Ti prendi lo zainetto, l'accappatoio e le tue GIABATTINE..."
Mitico, volevo solo sentire quella parola...
 
Ormai è buio.
Sono le otto e dieci.
Non demorde. Fosse per lui ne parlerebbe ancora per ore.
Io, se dovessi fare un riassunto seduta stante, non saprei cosa scrivere.
 
"... la barca è una gran bella cosa... tanto quì cosa fai il sabato? se vieni giù ...."
Ormai sono sfinito anche ad annuire.
 
DRIIN
Suona il cellulare del capo.
Questo è il triplice fischio definitivo...
 
Mi ha umiliato per 7 a 1.
E dire che ero partito benino...
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categorie: lavoro
martedì, 22 agosto 2006

Divertito o riposato?

SPIAGGIA
".. in FERIE ci vanno operai e impiegati.... io vado in VACANZA!!.."
dal decalogo del CAPO
 
Proprio ieri sono rientrato dalle FERIE.
Ho passato due settimane a casa a schivare impegni, dribblare responsabilità e a nuotare nell'ozio e nel riposo.
Mi sentivo proprio rilassato e spensierato.
Ma ritornare alla routine quotidiana mi deprime tutte le volte.
 
Con la puntualità che contraddistingue solamente la prima settimana di rientro, mi dirigo verso l'ufficio con il timore del solito interrogatorio:
 
"Allora come è andata? Dove sei stato? Quando sei rientrato? Quanti eravate? un fiorino!!!"
 
.. e la mente elabora mille ipotesi per tagliar corto e non contraddirsi.
Purtroppo un: ".. alla fine sono rimasto a casa, volevo riposarmi!" non sarebbe accettato.
Solo debosciati e checche, secondo l'illustre pensiero del negriero CAPO, passano le vacanze riposando.
Con questa premessa mi ero inventato, alla richiesta del periodo di ferie, una frettolosa partenza per un'ignota località compresa tra l'Artide e l'Antartide e un rientro dell'ultimo minuto con un charter su misura.
Fatto sta che, rimanendo così nel vago, prima o poi l'interrogatorio arriva e se sei impreparato fai una gran figura di merda...
 
Mentre penso a come descrivere il Perù (dove non sono mai stato), Machu Picchu e la dinastia Maya, arrivo davanti alla porta dell'ufficio: chiusa sprangata, un dito di polvere sulla maniglia, nessun segno di vita nel raggio di chilometri.
 
Tiro un sospiro di sollievo, sono solo!
Entro, controllo la posta, accendo i computer, apro tutte le finestre per cambiare aria.
 
Poi vado nell'ufficio del CAPO per spalancare anche la sua finestra.
Solito caos ma il computer è già acceso.
Un rotolo di carta igienica è sulla scrivania.
La sedia è ribaltata a terra.
 
Non ci vuole Derrik per scoprire cosa è successo, ma cerco un'altra conferma.
Pochi click di mouse e il quadro è completo.
In questa stanza si è consumata una efferata aggressione. E sono pronto a spiegarvi come è andata.
 
Cinque loschi soggetti (uno basso e tozzo, uno lungo e magro, uno piccolino e due di media corporatura) si sono "stretti a pugno" (tipico della criminalità organizzata di questo genere) e hanno aggredito, con ripetute ed abili percosse, un povero innocente.
La descrizione della vittima è sommaria ma abbastanza comune: altezza e volume variabili, calvizie, reattivo alle provocazioni ma inerme e indifeso.
Dopo l'aggressione, la cui durata è stata variabile a seconda della resistenza della vittima, sono state cancellate le prove con alcuni strappi di carta igienica (altre organizzazioni usano calzini o magliette, altre ancora colpiscono direttamente nella doccia o nella vasca).
Potrei verificare nel cestino della spazzatura, ma non credo di aver bisogno di altre prove.
La particolarità dell'aggressione, però, è che è stata la stessa vittima a richiedere questa sorta di "punizione" corporale.
Forse shoccata da alcune immagini catturate "casualmente" via internet, la vittima si è sentita così in colpa da desiderare di essere ripetutamente maltrattata.
E il "cinque contro uno" dell'organizzazione criminale, sempre volonteroso e presente, non ha tardato a colpire...
Credo che, sebbene tutto,  non ci saranno denuncie o convocazioni delle forze dell'ordine.
Mi faccio una risatina (solamente per l'abilità con cui ho risolto il caso), apro la finestra e torno nel mio ufficio.
 
DRIIIIIN
Suona il telefono. E' il capo.
"... Sono all'incrocio, tra due minuti arrivo!"
Arriverà solo due ore dopo... il solito furbino.
 
Nessuna domanda sulle ferie, lui sa che ho scoperto il suo segreto!
Sarebbe troppo imbarazzante spiegare certe cose e sinceramente non le voglio neppure sapere!
Ho evitato l'interrogatorio e passato una giornata a ridacchiare...
Non male come inizio!
 
Se nelle vacanze mi sono decisamente riposato, ieri mi sono proprio divertito!
postato da: taxxo alle ore 11:08 | link | commenti
categorie: lavoro
venerdì, 28 luglio 2006

Lavori di merda...

lavoro_di_merda
Continuo a parlare di LAVORO, ma questa volta non per lamentarmi del mio.
Vorrei parlare di quei lavori per i quali non esiste un gesto di riconoscenza abbastanza grande per ripagarne i volonterosi addetti.
Lavori dei quali, a volte, si fatica a comprendere il vero significato, ma che hanno la loro importanza e la loro dignità.
 
1) Il Semaforo umano
 
Proprio in questa stagione (l'estate) e da sempre, che memoria di uomo ricordi, sprezzanti delle moderne tecnologie, ovunque ci sia un cantiere stradale ci sono gli oscuri addetti alla "circolazione a corsia unica con doppio senso di marcia": i semafori umani.
Oscuri perchè, da marzo a ottobre, pioggia o sole, li vedi sempre di quel colorino "stra-cotto" e li distingui dai Vu-cumprà nigeriani solamente per il giubbetto catarifrangente arancione e la palettona rossa e verde.
L'importanza di questo lavoro, però, è evidente a tutti.
Per questo, in un periodo di tale crisi, consiglierei a qualche disoccupato con l'hobby per la tintarella (e le nostre spiagge ne sono affollate così come i centri abbronzatura) di proporsi come addetto al palettone. Unirebbe l'utile al dilettevole: un onesto guadagno che lo toglierebbe dalla lista di collocamento e un'importante colorito da sfoggiare orgoglioso la sera con gli amici.
 
2) Il medico della visita di leva
 
Come dimenticare:
una lunga fila di uomini nudi in attesa di entrare nello stanzino.
Quando sei nudo non sai mai dove tenere le mani. Chi le incrocia, chi le tiene dietro la schiena, chi ripassa il conteggio dei balocchi in "sala giochi": 1, 2, ....3, fiuuut c'è tutto!!, chi cerca di conversare con gli altri senza far cadere l'occhio sul basso ventre altrui ed è comico l'imbarazzo degli occhi che vagano e attendono una piccola distrazione dell'avversario per una fugace sbirciatina (perchè, in fondo, di quello che ti dicono non ti frega un cazzo, vuoi solo avere la scusa per avvicinarti il più possibile e vedere chi è meglio dotato)...
Poi senti il tuo nome.
Ti avvicini alla scrivania del medico e noti che nemmeno ha alzato lo sguardo.
Ti chiede le generalità, ti prova la pressione, ti misura il torace con un precisissimo metro metallico (di quelli con il tastino che li riarrotola) poi si infila un guanto di lattice.
Ti sale un po' di tensione.
Giravano strane voci nei corridoi...
Per la prima volta alza la faccia dalla scrivania e gli vedi luccicare lo sguardo e un leggero ghigno gli altera il volto come a dire "..adesso sono tutti cazzi tuoi!!".
"scopra il PREPUZIO" ti intima con voce perentoria..
Con quel nome, prepuzio appunto, non lo avevi mai sentito nominare... e non sei neppure sicuro di cosa devi fare. Vedendoti tentennare ingiunge:
"..SCAPPELLATELO!!"
Adesso si che andiamo sul sicuro. Sai quante volte lo avevi già fatto, con altri intenti, nel silenzio della tua cameretta..
Zaaac, ecco fatto.
Il medico rimane un po' deluso, ma lo vedi sollevarsi una manica del camice e mettere la mano a cucchiaio...
"Si avvicini che diamo una controllata.."
Ti avvicini ma non hai ancora compreso.
La mano ti avvinghia le palle, le soppesa, le rigira, spinge...
".mmmm.." è l'unico commento del medico che scrive e pone crocette su un foglio.
"Tutto ok?" azzardi!
"..non si preoccupi, sono nella loro sede ed è tutto ok"
Sono nella loro sede? e dove dovrebbero essere? C'è pure il "sacchetto" apposta!!
"..può andare, io ho finito.." liquida le tue perplessità il dottore che già ripone la tua scheda e preleva la prossima da una pila altissima.
 
E la visita finisce e tu te ne vai a casa, arruolato o riformato che sia.
Ma il medico è là, forse ancora oggi dopo oltre dieci anni, che soppesa, rigira e spinge....
Spero per lui che prenda un bel po' di quattrini!!
 
3) L'addetto alla fecondazione
 
Non so se rientra nei compiti del veterinario, ma fino a qualche anno fa erano normalissime pratiche di cui si occupava il contadino.
Anche mio nonno, che aveva i conigli, sulle gabbiette teneva ben annotate le date di accoppiamento e calore delle femmine e in una gabbia separata aveva il suo "stallone" da monta.
Con i conigli, però, la vita è facile: rapporti di 3 minuti (ho degli amici che riuscirebbero a infilarci anche i preliminari in tre minuti con una donna) nei quali fanno tutto loro e poi si aspetta che nascano i piccoli.
Ma se la taglia degli animali è maggiore?
La moderna tecnologia consente di prelevare il seme da un unico campione (mettiamo caso un toro) per poi sfruttarlo per ingravidare anche un centinaio di femmine. Un vantaggio che evita la "dipersione" di tempo, energie e sperma che si avrebbero con le obsolete pratiche di monta classica.
Il problema è come convincere il toro a "donare" il seme.
Se fosse come per gli uomini lo chiudereste in uno stanzino con il poster centrale di Play-Cow con la Vacca del mese e lui, dopo un po' di tempo, uscirebbe con il suo contenitorino pieno di sperma ancora fumante.
Purtroppo i tori hanno gli zoccoli e non gli riesce bene l'autoerotismo..
Così, uno scienziato sadico, si è inventato un simpatico giochino. Su un baldacchino ricoperto del manto di una vacca e spruzzato con essenze celestiali (impagabile l'odore della vacca in calore, che invidia!!) viene fatto salire il toro che, nella sua stupidità di bestia e di essere maschile (quindi sempre pronto a diffondere la specie, a qualsiasi costo), crede di stare con la una partner "vera" e inizia la monta.
Sotto il baldacchino è nascosto il fortunato addetto che, nei pochi istanti che precedono l'eiaculazione, deve infilare il pene del toro in una provetta e raccogliere il prezioso "succo".
Detto così sembra facile, ma i rischi ci sono tutti:
1 - il toro si accorge dell'inganno e si rifiuta di salire sul baldacchino
2 - il toro ha una fotta atomica e sfonda il baldacchino, ti frana addosso e ti schizza in faccia
3 - il baldacchino regge ma non riesci a infilare in tempo la provetta e il toro ti schizza in faccia
4 - il toro si accorge dopo dell'inganno e si incazza come un toro per recuperare il suo seme
 
Certo, se ti avessero detto che di mestiere avresti fatto le seghe alle bestie avresti continuato a studiare, ma non è ancora finita...
 
Con in mano parecchi millilitri di sperma devi fecondare le vacche sostituendoti al toro.
Non potendo ricoverarle in day hospital per metterle sul divaricatore e, in anestesia locale, prelevare gli ovuli che ti feconderai con calma a casa, vieni fornito di un guanto, una lunga e sottile siringa e un barattolo di vasellina.
Tutte le volte che hai sentito parlare di vasellina hai sgignazzato, ma questa volta non c'è nulla da ridere!
Ti metti il guanto, ti spalmi fino al gomito di vasellina, aspiri con la siringa un po' di sperma del toro e inizi la fecondazione:
Per assicurarsi che la siringa giunga fino alle ovaie, la devi indirizzare con la mano guantata passando attraverso l'ano della vacca.
Sollevi la coda, penetri con il palmo rivolto all'utero della paziente, infili la siringa nella vagina e la svuoti solo quando sei certo di dove l'hai indirizzata.
Se sarai stato carino e delicato, la vacca ti rimarrà per sempre fedele!!
 
Questo è quello che mi è venuto in mente...
A voi quale lavoro NON piacerebbe fare?
postato da: taxxo alle ore 17:55 | link | commenti (1)
categorie: lavoro