Solito ufficio.
ore 18.45.
E' già da mezz'ora che cazzeggio aspettando il momento buono per dileguarmi senza danni: una telefonata, una capatina al bagno, un caffè alla macchinetta.... ma oggi non c'è verso di distrarre il CAPO. Neppure un diversivo...
Ho mille remore perchè TUTTE le volte, TUTTI i giorni, in OGNI occasione in cui sei pronto a dileguarti e vivere la tua vita là fuori, nel mondo, vieni braccato sulla porta con una valanga di chiacchiere. Una VALANGA!
DRIIIN
Squilla il telefonino del CAPO.
I miei nervi sono tesi come quelli di un centometrista che aspetta lo sparo dello starter.
In pochissimi millesimi di secondo (forse mi avrebbero squalificato in una gara ufficiale), spengo il PC, raccatto la mia roba, scosto la sedia e mi fiondo alla porta...
"... ti posso richiamare tra un po' che saluto il ragazzo?"
L'ufficio è un "acquario" con tutte le pareti vetrate. Non si muove foglia che lui non veda.
Anche questa volta mi ha inculato.
Ma nel culo non ci finisce per caso, lo so.
Mi affaccio al suo ufficio mentre sta agganciando il telefono.
"Ciao, io vado... ci vediamo domat..."
"Solo una cosa. Mi fai vedere come si cerca su internet?"
Sospirone da rassegnazione. Sole le sette meno un quarto. Considerando che vorrà usare lui il mouse (del quale ancora misconosce l'utilizzo) e che è peggio dei bambini (clicca ovunque e mai dove dovrebbe), prima delle otto non abbiamo neppure capito cosa cerca in realtà.
Vecchio copione.
"Cosa cerchi?"
"Volevo trovare una serigrafia per far fare le lettere del nome della barca..."
"In zona o preferisci giù al mare?
"Va bene anche in zona.... ma mi fai vedere come fai? - casomai mi faccio due appunti"
Altro vecchio copione.
Di appunti su internet, word, excell, nero, autocad, outlook, .... ne ha quaderni su quaderni pieni!
Il problema è che lui è ancora fermo a:
"devo dare un clik o due clik?"
So già come andrà a finire e, in un momento di distrazione, gli rubo il mouse e in due secondi sono sulla pagina con gli indirizzi che cercava.
Rimane basito.
Rinuncia agli appunti.
Uno a zero per me fuori casa.
Ma la palla è già tornata a centrocampo.
"Quindi se chiamo.... si, ma adesso è già tardi. Chiamo domani!"
"Ok, allora..." ero già pronto con un nuovo tentativo di fuga.
"..hai visto questo?" e tira fuori un quadernone legato con un elastico. Il quadernone con gli appunti sulla barca...
Se avevo qualche speranza, sono crollate in un istante.
Inizia a sfogliare, rigirare, cercare.
Sono cose che ho già visto almeno un migliaio di volte.
Almeno.
"Vedi, vedi, vedi..." ad ogni foglio. E' il suo intercalare preferito. Ma anche il più irritante.
"Per regolamento le scritte le metti a prua sinistra e poppa destra, poi ci vuole la targa. Non parliamo dei colori..."
Ecco bravo, non parliamone.
".. giallo, arancio, rosso e nero.. la barca è proprio complessa!"
Io, sorriso di circostanza e testa che annuisce, come quei bambolotti con gli occhi basculanti...
"..sai quanti accorgimenti tecnici ci sono? quante finezze che uno considererebbe inutili ma che hanno la loro logica?..."
Continuo ad annuire...
"..facciamo l'esempio degli strozza-scotte... o del carrello della randa!"
NOOOOOOOOO
Siamo già sull'uno pari ed è una partita che non vincerò mai!
Premetto che il nostro ufficio si occupa di servizi per l'edilizia.
Cosa cazzo me ne frega della tua merda di barca?
"... c'è una barra ad omega (e cerca un foglio per fare uno schizzo) che trattiene una barra a "T"... poi ci sono dei cuscinetti. Ma sono tanti...."
Mi chiudo in me stesso.
Continuo i movimenti del capo e protraggo la paresi al sorriso ma, mentalmente, vagolo nei cazzi miei.
Lo faccio spesso con lui.
Troppo.
"... i cuscinetti costano troppo, così abbiamo preso i proiettili per le pistole ad aria compressa, poi..."
La valanga continua indisturbata il suo cammino.
Forse dovrei dire a mio padre di imbiancare anche la cantina.
Chissà se è arrivata quella lettera che aspettavo.
Stasera sono proprio stanco, me ne starò a casa a guardare un film... cazzo è vero, devo andare da Luca!
La valanga continua indisturbata il suo cammino.
"... solo che se non stai attento, quando cazzi o molli, rischi di rimetterci un dito. Così sono sempre in tensione quando ho un uomo inesperto a prua, ma anche a ...."
"ci credo..." ogni tanto mi inserisco senza crederci troppo. Anche perchè lui si illude di parlare con Cino Ricci, ma io non distinguo neppure la vela dal motore (per dire).
"... e quando sono nel pozzetto e sta timonando un altro, ho sempre i brividi. Un buon equipaggio è fatto di 5 persone esperte ed affiatate. Per tirare al massimo ce ne vogliono 7... timone, prua, randa, pozzetto, .... "
Non so di cosa stiamo parlando.
".. quando ho finito i lavori (mancano gli winch, qualche accorgimento alle volanti, il tambuccio e i bozzelli) vieni giù che ti do qualche lezione...."
Mi sveglio.
Questa è la parte che preferisco.
Sono sette anni che lo dice ma mai una volta che me lo abbia chiesto veramente (sciogliendomi l'imbarazzo di rifiutare sistematicamente, per l'amor di dio)
E' un po' come quando Auro Bulbarelli e Davide Cassani parlano dell'alimentazione dei ciclisti prima di un tappone di montagna.
Sono vent'anni che sento le solite cose: pasta con la marmellata, prosciutto crudo, le fette biscottate....
Poi salta fuori che sono tutti drogati. Altro che maccheroni alle prugne!
"..adesso avrei posto anche a casa. Ma se ti prendi il sacco a pelo, che è l'ideale, non hai nessun problema a dormire in coperta.."
"..e per la doccia?" chiedo con un unico scopo.
"..c'è tutto. Ti prendi lo zainetto, l'accappatoio e le tue GIABATTINE..."
Mitico, volevo solo sentire quella parola...
Ormai è buio.
Sono le otto e dieci.
Non demorde. Fosse per lui ne parlerebbe ancora per ore.
Io, se dovessi fare un riassunto seduta stante, non saprei cosa scrivere.
"... la barca è una gran bella cosa... tanto quì cosa fai il sabato? se vieni giù ...."
Ormai sono sfinito anche ad annuire.
DRIIN
Suona il cellulare del capo.
Questo è il triplice fischio definitivo...
Mi ha umiliato per 7 a 1.
E dire che ero partito benino...