Attraverso lo Stargate

Distorsioni dalla provincia

Chi sono

Utente: taxxo
Nome: Tasso
ignorante come un banco - sempre alla ricerca del "tempo" - scribacchino impertinente - giornalista giornalaio - attento sbadatello - folle lucido - simpatica canaglia. In una parola: il TASSO

Archivio

oggi
--- 2008 ---
--- 2007 ---
--- 2006 ---

Bottoni

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading* volte
lunedì, 06 ottobre 2008

Un simpatico fine settimana sulla tazza del cesso..

Esorcista_vomito

I ritmi di vita moderni ti impongono di concentrare le tue aspettative di gioia e godimento in particolarisimi e ben definiti momenti della settimana:

- dalle 18.30 alle 21 di ogni giorno quando ti rechi nei centri commerciali a "comprare un po' di felicità"...

- il venerdì e il sabato sera quando devi esaurire e risolvere ogni tuo problema...

- SEMPRE e IMPROVVISAMENTE se lavori nel mio ufficio..

Poi ti resta la domenica per fare un bilancio.

Il mio bilancio, ieri, l'ho fatto con la faccia nella tazza del cesso!
Ma non perchè sto collaborando all'esperimento sui bosoni svizzeri e gli serviva uno che li andasse a cercare nelle maioliche della ideal standard.
Non ho ancora capito dove, ma dovrei essermi beccato un virus.

Andiamo in fila con il bilancio.

MERCOLEDI' sono al pranzo dei "raccoglitori dell'uva", pranzo offerto da azienda vinicola di Anzola e al quale partecipiamo perchè il CAPO aveva detto che saremmo andati a raccogliere anche se poi non ci siamo andati.
Età media 75 anni. Si parla solo il dialetto.
Oca, lo zitellone di 85 anni, viene preso in mezzo da tutti:
"Oca, ma è vero che il tuo catenaccio è praticamente nuovo??"
"Ma cosa dite!! non ve l'ho mai raccontata di quella volta che Gigi mi ha chiesto se potevo ospitare sua moglie che lui andava a caccia? Era inverno, faceva proprio freddo. Io a casa ho due letti, e le ho detto di non stare a disfarne due, ma che poteva dormire con me che così ci facevamo caldo assieme.."
Questa storia, in due ore, l'ho sentita 15 volte con numerose varianti e precisazioni.
Fatto sta che non s'è capito se Oca, il catenaccio, con la sposa, l'ha usato o no!

Sempre al pranzo c'è pure la cuoca Teresina, un condensato di 145 cm di tette e occhiali, che viene a servirci tenendo la sigaretta accesa di sbieco tra le labbra.
Ha un tono di voce simile ad un carburatore sporco e nella goliardia della giornata, ogni volta che si allunga per spadellare un po' di tagliolini, qualcuno le palpa il culo o le spreme una tetta.
Lei si divincola abile e avvezza al che qualcuno le dice: "Teresina, ma perchè non ci stai?"
e lei: "Io lascio la finestra aperta tute le sere, ma non viene mai nessuno!".
"Per forza Teresina non veniamo.. se poi resti incinta?"
"Potete fare quel cazzo che volete, ma tanto io incinta non ci rimango.."
Grasse risate.
Tutto in dialetto stretto.

GIOVEDI' vengo invitato da CIP e CIOP, quelle dei pranzi cimiteriali, ad un convivio a base di spaghetti, formaggio, pastarelle e acqua del sindaco.
Non so quale sia stato il problema, ma la mattina dopo tutti i convenuti avevano avuto problemi notturni.

VENERDI' sera vengo intrattenuto dal CAPO a fare un aperitivo in ufficio con lui e alcuni suoi tristissimi amici.
"Ci facciamo una bicicletta? dai, ho imparato a farla quando lavoravo al ristorante.. sentirete che bontà!"
Chissà che genialità o che abilità innate ci vogliono per mescolare mezzo Campari con un dito di succo di arance rosse (già scaduto da mesi), fato sta che ci sorbiamo sto sciroppone e relativi ed infiniti bis perchè "dai che il succo vuole finito che se no scade..".

Il SABATO lo passo fino alle 17.15 in pigiama in giro per casa poi decido di uscire, faccio un salto al MORTADELLA DAY, mi schifo nel vedere che friggevano tutto, panando a momenti anche i bicchieri di vino, e me ne torno a casa.
In serata prendiamo due pere dall'INTER.

Per la DOMENICA mattina avevo dato la mia adesione a partecipare alla commemorazione per la strage di Monte Sole.
Prendiamo un pullman al volo alle 8.00 guidato da un autista che sembra Jonny Glamour, ci lasciamo affabulare dai racconti di un ex-partigiano che ci mostra delle fialette rotte. A me sembrano quelle che sua moglie usa per la tinta azzurrina, ma lui ci dice che le ha trovate nei boschi di Vergato e che contenevano le droghe usate da chi faceva i rastrellamenti.
Facciamo le facce ammirate ma quando iniziamo a disquisire sul fatto che anche in Vietnam gli americani hanno sperimentato droghe, il partigiano si dilegua frettoloso e incurante del fatto che non avevamo ancora finito di raccontare.

Arrivati a Marzabotto facciamo colazione, altre chiacchiere, ci piazziamo al sole e inizio a star male.
Non riesco a star fermo.
Gran ribollimento nelle carni.
Ci fanno pure un'intervista, una scuola di cinema di Prato, e la signorina è assai carina e ben disposta.
Vorrei chiederle come hanno risolto i problemi coi cinesi e con le prostitute che la danno a 3 euro e ammazzano il mercato, ma sto così male che non dico un cazzo e lascio parlare Scaglia.
Poi penso che sia meglio così, perchè metti caso che le piaccia, chi ci va a morosa fino a Prato che a me scocciava anche andare in centro a Bologna?
Pensieri da delirio tremens.

Al rientro mi sgonfio sul cesso.

Questa settimana solo semolino e mela cotta.
postato da: taxxo alle ore 10:07 | link | commenti (8)
categorie: racconti, personaggi, lavoro