Attraverso lo Stargate

Distorsioni dalla provincia

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Utente: taxxo
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ignorante come un banco - sempre alla ricerca del "tempo" - scribacchino impertinente - giornalista giornalaio - attento sbadatello - folle lucido - simpatica canaglia. In una parola: il TASSO

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mercoledì, 28 novembre 2007

L'omino dei buoni pasto

day buoni pasto

Apriamo, con questo post, l'angolo "poetico" del blog!
Tutto è tratto da storie di vita vissuta:

L'omino dei buoni pasto
Anonimo zolese (1865 circa)


L'altro giorno ho visto un tizio
tutto chino sul suo vizio
smanettava a più non posso
ben nascosto dentro un fosso
nel guardar meglio chi era
ormai luce più non c'era
e lui li che continuava
a pugnalare la sua fava.
Preoccupato da quel fatto
oramai divento matto
e con balzo assai felino
mi avvicino al poverino
"Ma che fai con quella foga?
a te serve un po' di figa!!"
lui mi vede, spaventato,
e si ferma e prende fiato
"Hai ragione, amico mio
sono solo e senza dio
ma non vedo la mia amica,
un po' zoccola e assai fica,
che in momenti disperati
seda tutti sti conati
di voglini un po' repressi
e di ormoni molto mossi"
"Ci sarà una soluzione
a questa grave questione?"
chiedo un poco accalorato
a quel mite svergognato
"Se amico mio tu sei
prestami i tuoi buoni DAY!
io i miei li ho già finiti,
non li trovo o li ho perduti"
"E ci credo, sai che fame,
sei sudato in modo immane!
son tre ore che smanetti
e sarai calato ad etti"
"Che hai capito, caro amico
non è il cibo il mio nemico
c'è una troia qui alla pioppa
con un seno che ormai le scoppia
e se le porti i buoni pasto
fa uno sconto molto vasto"
"Poveretto ti accontento
ho un blocchetto qui già pronto"
e nel fargli io quel dono
lui si è messo buono buono
ha coperto le pudenda
ed è andato lesto in branda.
Questo il lieto finale
di una storia nata male!
postato da: taxxo alle ore 11:55 | link | commenti (21)
categorie: filastrocche
martedì, 27 novembre 2007

Cavaliere con due dame...

ponte milvio
Domenica compiva gli anni la mia personal-shopper, per la precisione ESTEL, così ho pensato bene (??) di farle una sorpresa raggiungendola a ROMA dove sta approfondendo le sue competenze di polverizza danaro.
 
Premetto che TASSO non si muove mai di casa, non mette mai il becco al di fuori delle sue due terrazze e del suo giardinetto cacatoio per gatti.
TASSO passa i suoi fine settimana a dormire, a deprimersi, a sospirare e a fare autoerotismo "ad oltranza".
TASSO va raccontando che ama viaggiare, ma poi gli vengono le vesciche ai piedi e quando rivede il santuario sul colle è più felice di quando è partito.
A novembre TASSO attende solo il letargo.
 
"Allora è vero che sei FROCIO!!! c'era la manifestazione femminista e non volevi mancare, ingorda!" mi hanno additato.
Se rispondessi che è una casualità, non ci crederebbe nessuno.
Allora rispondo che mi sono perso il GAY-PRIDE e non potevo mancare anche a questo.
Contenti?
 
Fatto sta che, essendo una sorpresa, ESTEL non doveva sapere nulla.
Ma io, di ROMA, non so un cazzo così mi informo da un'altra amica mezza romana, mezza pugliese, mezza algerina, mezza del Pratello (ma quante metà ha??) se mi sa indicare un posto dove andare a dormire.
 
"Ma come, sei anche tu a ROMA?? Dai, ci facciamo il viaggio insieme visto che vado a trovare i miei. Poi potremmo andare a vedere delle mostre, fare cose, girare, ti presento mio fratello fuma-fuma,... al massimo ti faccio dormire sul divano di casa mia..."
"Certo - rispondo con l'ansia del fedifrago con due o tre famiglie - non ti preoccupare. Ne parliamo in treno".
 
E in un freddo venerdì bolognese, fatto uno zainetto in tutta fretta, recuperata l'amica che va bullandosi di essere "l'unica donna al mondo che viaggia con il cambio per 3 giorni in una borsetta a mano", parto per la capitale.
 
Ovviamente, conoscendo i miei polli, ESTEL l'ho dovuta avvisare per evitarmi la strigliata: "Fai una sorpresa e manco avvisi??"... se erano normali non le volevo!
Così ESTEL, anche organizzatrice di eventi, mi trova una bettola senza bagno, ma con 4 letti, a 20 chilometri dal centro, colazione inclusa.
 
Il viaggio in treno me lo faccio tutto in piedi, in carrozza ristorante, a studiarmi un po' di umanità pasteggiando a RITTER SPORT e patatine e, arrivato a ROMA, ci sono 20 gradi con il 95% di umidità che, invece che nel Lazio, sembra di essere in Cambogia sulle rive del Mekong.
ESTEL e "la romana" si conoscono velocemente, poi vengo fagocitato dal corri-corri in fretta-fretta, tanto-tanto e staipurezittosenzalamentarti vittima più che artefice della famosa sorpresa che avevo ideato.
Dopo un paio di scambi in metropolitana ed un quarto d'ora a piedi, al B&B mi accoglie un gatto che mangia i croccantini lungo le scale... un cartello enorme nel bagno comune che recita: "L'acqua calda ce n'è poca e siete in tanti. abbiate rispetto!"... una stanza col letto a castello.
Ho già un principio di vesciche ai piedi!
 
"Ok TASSO, ma chissene frega... almeno hai visto ROMA? le mostre? ...un po' di figa??"
 
La fredda cronaca:
Venerdì sera cena tipica romana con crauti e tacchino (??!?!) a casa di ESTEL.
Sabato pioggia, caldo asfissiante, mattinata persa a cucinare la carbonara poi via a vedere MONET e RUBENS.
Con ESTEL arriviamo in via del Corso (con "la romana" ci saremmo rivisti solo al rientro), qualche vetrina strappando un po' di spazio alla fiumana di gente, entriamo da BURBERRY e, specchiandosi in un armadio vetrato, ESTEL si accorge di aver seri problemi di frangia-arricciata-dall'umidità. Problemi paragonabili solamente al buco nell'ozono, la fame nel mondo e le piaghe da decubito.
La ragazza mi va in affanno, le si chiude la vena e, visitata la mostra (non ne vale la pena), mi infila in un FELTRINELLI mentre lei con bacchetta da rabdomante cerca un parrucchiere per un rapido aggiustaggio al bulbo pilifero.
Ma non lo trova.
Così, mentre rientriamo per uno shampoo riparatore a casa, nasce una fitta discussione su questa insormontabile problematica che vede l'assenza di un valido COPPOLA ALDO all'interno di un negozio che vende uno spolverino a 2.300,00 euro (duemilatrecento/00).
 
In serata ci rechiamo in TRASTEVERE dove le offro la cena in un ristorante addobbato di trecce d'aglio.
Siamo seduti a fianco di una coppia di "Giapanesi" che non si smentiscono e fotografano TUTTO compresa la pizza dall'alto e il rito dell'apertura del vino che bevono miscelandolo alla birra.
Fa ancora un caldo schifosamente umido!
 
Rimane la Domenica mattina nella quale, stavolta non mi smentisco io, si spacca un mobiletto fatiscente e la passiamo a rassettare casa.
Saluti e baci, raggiungo "la romana" in stazione che, forse offesa, si era munita di 4 libri pur di non dover fare convervazione (ma adesso si bulla meno della "leggerezza del bagaglio" presentandosi con un bauletto fitto di melanzane sott'olio e pane quello-buono).
E le avevo fatto pure un regalo!!
Ma gli dei la puniscono mettendola a fianco di un utente al quale hanno ceduto le ascelle e che passa il tratto TERMINI - SANTA MARIA NOVELLA a cercare "nelle sue narici testimonianza delle sue radici".
 
Arrivato a BOLOGNA chiamo il fido ARGONAUTA che mi riporta a casa, scendo dall'auto, bacio il suolo e torno alle mie cose.
 
Nel disfare lo zainetto trovo l'immancabile "saponetta di magnesio" (quella che Juri Chechi, Signore degli anelli, utilizzava per impolverarsi le mani aumentando la presa sull'attrezzo)... e mi viene da pensare che in un fine settimana pieno di potenzialità, sono andato in bianco come al solito.
Calo la braga, una passata di bianca polvere sulle mani, stringo l'attrezzo e stempero le tensioni con pochi significativi gesti.
 
Cavaliere con due dame... si chiude in bagno a spremere il salame!
postato da: taxxo alle ore 10:48 | link | commenti (20)
categorie: racconti, personaggi
lunedì, 12 novembre 2007

Il sabato del villaggio!

bologna-map

Sabato pomeriggio, arcistufo della quotidianità della provincia e dei suoi ritmi legati alla natura, alla quiete e all'invidia dell'erba del vicino, chiamo l'ARGONAUTA per una trasferta cittadina.
Arrivo a casa sua dove tutto è candido, l'aere olezza di lavanda, vetiver e pachooli, il pavimento riflette il soffitto come uno specchio e dove non puoi entrare se prima non hai spazzolato le scarpe su uno di quei rulli automatici da albergo (di quelli che durante le gite scolastiche facevi partire alle 4 di mattina per il gusto di "pulire" le NIKE di tela).
Così, dopo l'ennesima consulenza sul dove lasciar lo stendino, se in strada alla "vecchia Napoli" o in casa ("ma in casa fa la muffa??"... "almeno dai un po' di colore all'ambiente!!"), prendo la macchina, schivo i trenta VELOX nei cinque chilometri da casa al centro e mi parcheggio in zona Don Minzoni.
 
Non c'è meta, non c'è scopo, non c'è motivo.
E' il classico giro a "veder chi ha la testa più grossa" tanto per non restare in casa a parlar male di SBAFINI.
Poi bisogna un po' sdoganare l'ambiente zolese fatto di personaggi senza nè arte nè parte con vite da eterni abbronzati e con greste da galletto vallespluga andato a male.
Il mio sogno è quello di arrivare nella grande città per assistere ad uno degli innumerevoli scippi, per vedere picchiare il solito autista di bus, per assistere alle ruspe che distruggono gli accampamenti abusivi lungo il fiume, magari per conoscere un LUMUMBA qualsiasi...
 
Ed invece mi debbo rassegnare alla moderna consuetudine da grande città civile e metropolitana:
 
"Hai pestato una merda?"
 
Li ho contati.
A 25 passi dall'auto, in qualsiasi zona tu l'abbia parcheggiata, ti invade le nari un acre odore di merda. Canina, umana o disumana che sia, ti trovi costretto ad appoggiarti ad un palo per controllare le suole.
 
Male che ti vada hai schiacciato una torta marrone e sei portatore sano, fino a mezzo ginocchio, di quel simpatico ricordino. Allora che fai?
Poche colonne più avanti troverai sicuramente un'abbondante pisciata con la quale darsi una rapida rinfrescata.
 
Neutra che ti vada, la merda l'ha pestata il tuo amico e ti ritroverai i tappetini dell'auto imburrati a puntino.
 
Bene che ti vada la merda non l'ha pestata nessuno... l'odore è fisiologico nell'aria come lo smog e le polveri sottili. ma per guardarti le suole hai appoggiato una mano ad un palo che era stato usato per una gara di scaracci e, pregando sia saliva, ti ritrovi le mani impastate da collose e filamentose sostanze.
 
Ma il giro deve continuare, "Show must go on", trappole o meno.
E se sei fortunato, sguardo basso e assente, riesci a passare indenne ai "cosa ne pensi di un ragazzo che è uscito da una comunità?", "ci fa una firma per il canile?", "Posso lasciarle il volantino di AN?", "Amico... amico... un contributo per l'Africa?"...
Ed arrivi in piazza.
 
In piazza ci sono i jazzisti e gli ARE KRISHNA, Beppe MANIGLIA e l'intramontabile APACHE suonata rigorosamente in canottiera.
Così, per far fruttare un po' la passeggiata, visto che siamo stati graziati dal pestare una merda, chiedo all'ARGO se mi accompagna in libreria:
 
"Devi comprare un libro??"
"No, volevo vedere se è fatto come gli altri.. con le pagine, la copertina...!!! secondo te?"
 
Comunque, passati "tre minuti tre" a cercare l'allegro volumetto con l'ARGO a distanza reverenziale dagli scaffali che mi chiede se ho un modem 56K (!!???!?), decido che abbiamo tenuto la testa immersa nella cultura già abbastanza.
Indosso il salvagente di BAY WATCH e trascino l'amico a prendere una boccata d'aria all'esterno.
Tutto trafelato mi ha ringraziato.
Sono soddisfazioni.
 
Forse è ora di rientrare, il crepuscolo si avvicina e due ragazzotti ingenui come noi sarebbero preda scontata per malandrini e malfattori.
Risuperiamo l'ennesima barriera di VELOX che avvolge in ogni dove la città e rientriamo ai piedi dei colli, tra le verdi zolle, nell'ordine e nel pulito.
Parcheggio.
Apro la portiera.
Appoggio il sinistro al suolo... SQUUUEQ!!!
 
Ho pestato una merda!
postato da: taxxo alle ore 11:01 | link | commenti (8)
categorie: racconti, personaggi, various
giovedì, 08 novembre 2007

Le tavole della LEGGE!!!

Mosè
Ispirato dagli appunti del Boss LO PICCOLO, riportati e commentati in questo post (clicca qui), descrivo in seguito quello che vorrei fosse ritrovato nel mio rifugio alla mia eventuale cattura.
Queste non sono le regole del Buon Mafioso, lavoro del quale conosco poco o nulla e mai mi permetterei di intromettermi in questioni così delicate.
 
Questi sono i consigli, le preghiere e i punti fermi che supplicherei ad una partner femminile IDEALE.
Per il resto basterebbe mora, bel personalino, lavoratrice.. astenersi perditempo!
 
1° Sii magnanima con i suoi vizi: un rutto a tavola non sposta l'asse terrestre... in cambio lui non ti schernirà troppo quando ti uscirà un peto.
2° Chiarezza di intenti: un SI vuol dire SI e NO ha un unico ed inequivocabile significato: NO
3° Il silenzio come QUALITA': parlare molto non è indice di qualità del discorso nè una testa che annuisce per ore da dietro la Gazzetta, e che non infarcire l'argomentazione, è indice di volontà all'ascolto.
4° Mangia meno e non lamentarti: tutto quello che ingerisci contribuisce ad ampliare il culo creando nuove province. L'abbassare la tavoletta del cesso è un esercizio salutare pensato appositamente per la tua salute ed il bene comune.
5° Non chiedere cose inutili. A nessuno interessa veramente se quel vestito/scarpe ti stanno bene, tanto meno all'amica che ti ha accompagnato e che non ha trovato la taglia... figuriamoci ad un uomo il cui unico scopo è correre a casa per toglierti tutto.
6° Evita pignolerie isteriche:  Il lavello in acciaio può anche rimanere bagnato.
7° Valuta le spese inutili: La parrucchiera non è una banca Svizzera nella quale investire capitali.
8° Pratica e non grammatica: collezionare libri, opuscoli, ritagli, dispense di cucina, ... non fa diventare dei bravi cuochi: bisogna anche provare a cucinare dimenticando il numero della rosticceria all'angolo.
9° Fingi sempre entusiasmo: fornicare, per quanto sia rapido, indolore ed insapore, non è un lavoro. Magari è pure colpa tua che ogni volta ti trasformi in una sofferente martire o in un capodoglio arenato sul bagnasciuga.
10° Impara i rudimenti dell'anatomia: Il pene maschile non è un tubetto di dentrificio. Per far uscire qualcosa la tecnica migliore non è quella di spremere con vigore!
11° Professa la riconoscenza: chi ti porta a cena e per pagare deforma il bancomat in una strisciata infuocata, non si accontenterà di venir congedato da un "grazie".
12° Apprendi la PRATICITA': Un beauty-case non deve avere per forza le dimensioni di una piccola profumeria con tanto di cassiera. Un mini-phoon in borsetta è inutile al primo appuntamento, ma anche ai successivi.
13° Non fare la presuntuosa: non illuderti che a lui faccia piacere uscire con te e le tue amiche perchè, in realtà, lui lo apprezza quanto a te piace uscire con i suoi amici che incendiano i peti!
 
postato da: taxxo alle ore 17:07 | link | commenti (33)
categorie: racconti, various
mercoledì, 07 novembre 2007

DIO mi salvi dallo SHOPPING!!!

GloboCarrello

Il MASCHIO VIRILE MODERNO si rifà le ciglia, si depila a zero senza eslusione di colpi, sfoggia uno "shampoo" in testa che palleggia tra un incidente stradale in un incrocio molto trafficato ed un caschetto Beatles, fa l'aperitivo tutti i giorni e, soprattutto, è un vero esperto di moda.
Il MASCHIO VIRILE MODERNO veste come un tronista di UOMINI e DONNE, conosce a menadito le novità di stile, bazziga le boutiques più alla page, da del TU a commessi e commesse dei negozi del quadrilatero, sfoggia le novità TARGATE e sfoglia i giornali di settore come fossero trattati di semiotica.
Il MASCHIO VIRILE MODERNO sarebbe in grado di citare e distinguere alla distanza una marea di MARCHE, stilisti o capi.
 
TASSO che, si sa, è il più frocio dei froci, ciglia grosse, pelo ovunque, barba incolta, nulla a che vedere con la VIRILITA' dell'uomo moderno, non distingue un paio di scarpe da un jeans.
TASSO veste gli anonimi, innocui capi dell'OVIESSE finchè non gli si sfaldano addosso.
TASSO ci ha provato ad andare a comprare DA SOLO nelle boutiques degli UOMINI quelliveri, ma poi si ritrova l'armadio pieno di roba importabile perchè illuso dal commesso femminiello che, forse con duplice scopo, recita un falsissimo "con questo stai una favola"
TASSO tornerebbe all'OVIESSE, e il suo istinto omosessuale lo spingerebbe, ma anche lui vuole essere un UOMO VIRILE così chiama ESTEL, la sua consulente d'immagine:
 
"Cara, mi accompagneresti a fare compere? penso sia giunto il momento.."
 
E ogni volta che sul cellulare compongo quella sequenza di lettere e poi premo invio, quasi fosse un istinto riflesso, devo farmi il segno della croce.
Far compere con ESTEL vuol dire chiudersi in un camerino a sudare sudare sudare per indossare senza diritto di replica qualsiasi cosa ti venga proposta.
Far compere con ESTEL vuol dire spendere un patrimonio.
Ma io voglio essere come i VIRILI UOMINI MODERNI e me ne frego, anche perchè "se maschio vuoi apparire, un po' devi soffrire!".
 
E queste sessioni di shopping masochistico ti aprono alla visione di un mondo sconosciuto.
 
Spessissimo si incontrano questi uomini ZOMBIE che girovagano per i negozi.
Ad una affrettata visione non si comprende cosa stiano realmente facendo, visto che non osservano l'esposizione, si muovono a scatti e guardano in basso dritto a loro annuendo di tanto in tanto.
Ma se hai la pazienza di attendere qualche minuto noterai una piccola accompagnatrice, la cui altezza non supera mai quella degli espositori, che seleziona i capi e se li mette in spalla.
Gli uomini ZOMBIE, cagnolini senza guinzaglio, ingobbiti e tristi, magari vittime di una loro stessa proposta (come spesso accade a me), riducono le loro funzioni a quelle di esenziali MANICHINI e poi a portatori di CARTA DI CREDITO.
E più spazio lasci alla personal shopper, che professionalmente NON parla mai di budget perchè limiterebbe la sua creatività, più senti che le ore di straordinario sudato e sfanculato, finiranno nell'acquisto di quel paio di paia di paia (è obbligatorio avere tutta la gamma dei colori) di calzettoni di lana scaccati di cui "non puoi fare a meno!".
 
In zona camerini, che io avverso come la peste bubbonica, le accompagnatrici in attesa si prodigano nel PARLA PARLA anche tra sconosciute e i temi preferiti sono il rammarico verso questi uomini che: "senza di me non troverebbe neppure le mutande nel cassetto!" o "ma quello l'hai preso al piano di sotto? dopo voglio fare un giro..".
Oppure, in assenza di valide interlocutrici, insistono per vedere come ti sta quello che hanno scelto di farti comprare. E nel farlo sarebbero in grado di scardinare la porta del camerino.
Ma le porte dei camerini son tutte farlocche e ti ritrovi in mutanda e calzettone di spugna sudacchiato a mostrar le pudenda financhè a chi passa per strada.
E lei non è che chiude.
Lei ti dice: "Che cos'è quella roba che hai nei piedi??? quelle ti sformano anche le scarpe!! ABBIAMO fatto proprio bene a comprare quelle calze eleganti!"
E le altre accompagnatrici e qualche avventore sono fuori che ti guardano e scossano la testa.
"Ok, ma potresti chiudere... sono in mutande!"
"Prima voglio vedere che ti provi la roba... non mi fido mica!"
Vabbè...
 
Così, con una pila di roba da fare invidia al camerino di ARTURO BRACHETTI, alleggerito di parecchi euro e con il BANCOMAT deformato dal calore della strisciata, sei sfinito come un maratoneta, senonchè:
 
"Adesso che sei a posto, ti dispiace se do un'occhiatina per me?"
 
E il semplice annuire, l'ennesimo, in quella triste giornata, varrà un tre ore di mama non mama tra TUTTI i capi in esposizione del reparto donna!
Almeno adesso, però, mi sento un po' più MASCHIO VIRILE e, sopratutto, MODERNO.
postato da: taxxo alle ore 10:30 | link | commenti (12)
categorie: racconti, personaggi