Attraverso lo Stargate

Distorsioni dalla provincia

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ignorante come un banco - sempre alla ricerca del "tempo" - scribacchino impertinente - giornalista giornalaio - attento sbadatello - folle lucido - simpatica canaglia. In una parola: il TASSO

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giovedì, 27 settembre 2007

La Santa Inquisizione!

eymerich
Un commento letto in giro mi ha fatto tornare in mente il mio strano rapporto con la religione, in particolare con quella pratica definita CONFESSIONE.
I miei ricordi al confessionale si fossilizzano in due episodi negli anni:
 
Poco prima della PRIMA COMUNIONE ci fanno fare un "ritiro spirituale" che consisteva nel passare un fine settimana alla Pallavicini tra preghiere, i terribili BANS (da cerebrolesi) e cazzabubboli vari.
Al termine di questa agonia, c'era la confessione DI TUTTI:
4 preti disposti in fila nel cortiletto su delle sedioline e i bambini che attendevano, facendo un silenzioso esame di coscienza, come fossero alla cassa del centro commerciale.
Al mio turno, davanti al panzoruto prete di campagna che succhia un ghiacciolo all'amarena che gli lascia i labbroni violacei, sciorino i miei peccati.
Che poi, a 8/9 anni che cazzo di peccati fai?
Il più grosso pensiero che mi venne in mente fu che ""era un peccato vedere quel ghiacciolo squagliarsi e finire sulla tunica del prete non troppo avvezzo a far da tramite tra me e DIO mentre si sollazzava con l'amarena".
 
L'ultima confessione, invece, è di 4/5 anni fa.
Chiesa di San Domenico dove le messe sono lampo e le fanno la domenica sera (ho avuto un breve periodo mistico di ritorno pure io).
Davanti a questo inquisitore domenicano con la pelle che sembra cera e la voce calda da 144, dopo il segno della croce e tre benedizioni sbiascicate tra i denti, mi dice:
- Da quanto tempo non ti confessi FIGLIUOLO?
- saranno 10/11 anni! rispondo abbassando lo sguardo
- CONTINUIAMO A DIVERTIRCI!!!! sbotta il frate stravolgendo il volto come se avesse visto BELZEBU' e abbottonandosi il mantello nero come a ripararsi da malevole influenze.
 
E, anche se già perplesso, inizio a  sfogare dubbi e perplessità di un periodo parecchio nero della mia esistenza e manco mi viene da pensare a quelle 4 seghe e quelle 3 scopate fuori dal matrimonio o col cappuccio che mi ero fatto dall'ultima confessione.
 
Per venti minuti racconto i cazzi miei ad un estraneo che annuisce ad occhi chiusi.
 
Quando inizia a scemare il mio fiume di perplessità, il frate si sveglia e dice:
- Ragazzo, tutto qui? questi non sono peccati! Quando sarai pronto per confessarti davvero, tornerai a raccontare -
e mi liquida con l'ennesimo segno della croce.
 
Lui voleva la confessione di un CHARLES MANSON nostrano, voleva sapere come c'è finito il sangue su quella pidavella della bicicletta, voleva conoscere nei dettagli le mie nottate in DARK ROOM SADOMASO, di quanti teschi umani avevo nel freezer, voleva la mia pubblica ammissione che "Bacco, Tabacco e Venere riducono l'uomo in cenere".
Invece si era beccato la sincera ammissione di quelli che io ritenevo peccati, mancanze, sconforti.. ed erano cose che, ancora oggi, ha sentito solo quel frate.
Pace.. assistetti alla messa lampo di Frate Giuseppe poi me ne tornai a casa rigorosamente senza comunione!
 
La domenica dopo tornai dallo stesso frate "incerato" con le mani bianchicce e dalle unghie lunghe  curatissime.
E cedetti al suo volere con la mia lista dei peccati:
 
Hai fornicato fuori dal matrimonio?
Hai compiuto altri atti impuri?
Hai detto falsa testimonianza?
.....
 
Ed ottenni l'assoluzione e la mia meritata fettina di Cristo.
 
Da allora, se ho bisogno di supporto morale, mi sento sporco, non sono a posto con la coscienza,.  lascio sciogliere il sale dentro l'armadio, pregando gli spiriti della casa che aiutino la parabola a prendere meglio il segnale!
postato da: taxxo alle ore 11:54 | link | commenti (42)
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giovedì, 20 settembre 2007

Quanta gayezza in questa valle di lacrime!!!

gremlins
"Sono intorno a noi / in mezzo a noi / in molti casi siamo noi..."
Quelli che benpensano - Frenkie hi nrg
 
Era inevitabile che si arrivasse a questo punto.
Che poi non c'è niente di male, è solo tutto più allo scoperto.
 
Fatto sta che da quando AMANDA LEAR non si capiva se era "una femmina o un maschio"; dall'ambiguità di DAVID BOWIE, fino al vocione profondo e tenebroso di MAURIZIA PARADISO (da "buena noche cari amici della noche!!" a "Se nel 2000 non te lo sei fatto mettere nel culo da Andrea Nobili, non sei nessuno!" - tratto da "Fantastica Maurizia"), passando per PAOLO POLI, I CUGINI DI CAMPAGNA e il brillantino appuntato all'orecchio giusto... dai lontani anni 70/80, in pratica, l'universo omo/lesbo ha preso coscienza e si è affermato!
 
Da sempre nascosti, perseguitati, ignari della loro vera natura (leggendo i nomi dei Gay/Lesbo famosi in questa enciclopedia c'è da non crederci), oggi spopolano in molti ambiti, dalla politica allo spettacolo.
Forse son sempre in prima linea, dai gossip agli scandali, appunto per la loro natura insolita e curiosa, ma a me piace pensare che abbiano capacità e sensibilità molto più profonde e tutto ciò li porti ad una sorta di eccellenza.
O, quantomeno, ad una stravaganza creativa molto originale.
 
Un film divertentissimo di qualche anno fa, LA PATATA BOLLENTE, parlava delle discriminazioni verso un GAY (interpretato da Massimo Ranieri) che veniva accolto dal comunista/sindacalista ex pugile GHANDI (Renato Pozzetto) che, messo a stretto contatto con un mondo che avversava ma non conosceva, mette in discussione tutte le sue convinzioni anche in campo di preferenze sessuali.
 
Oggi per essere considerato VIRILE (secondo la teoria del MACS e forse non solo sua) non importa fare l'operaio incazzato col padrone o passare il tempo libero a dar pugni al sacco, basta uscire SOLO con donne avversando ogni contatto con altri uomini che non sia professionale od obbligato, depilarsi il petto, sfoltirsi le ciglia, avere il tascapane di GUCCI o LV e frequentare la sala pesi di una palestra.
Se non rientri in questi canoni, sempre seguendo i teorici dettami di questo assurdo personaggio, sei additato come FROCIO.
Quindi per non essere considerato omosessuale, devi sembrare un omosessuale.
Ma forse si sono spostati i valori e son cambiate le mode.
 
Uscendo dai clichè e dai luoghi comuni, comunque, non vedo tutti questi problemi di apparenza (a meno che uno non sia OMOFOBO). Per di più, se osserviamo quello che ci circonda, come ho già detto, oggi si affermano sempre più personaggi con un'ambigua o esplicita preferenza sessuale omo/lesbo.
 
Tra gli ESPLICITI il mitico MALGIOGLIO, autore musicale che mai ha celato la sua natura e mai ha nascosto le sue preferenze. E da "Gelato al cioccolato / dolce un po' salato" (la cui velata simbologia negro-fallica non è mai stata smentita) oggi è passato all'ISOLA DEI FAMOSI dove l'avversione al contatto con l'acqua e il ciuffo bianco lo inquadrano finalmente in ciò che ci era sfuggito fino ad oggi: MALGIOGLIO è un GREMLIS!
Non dategli le Telline dopo la mezzanotte
 
Al suo fianco un ex etero rinsavito che oggi non perde occasione di raccontare del suo amore non ricambiato verso TARRICONE.
Stiamo parlando, scusate la rima, di CECCHI PAONE.
La scintilla scoccò in quel della consegna dei TELEGATTI di tanti anni orsono quando il CECCHI, inviperito per una mancata vittoria a favore di un programma SOTTOCULTURALE, attaccò verbalmente TARRICONE, simbolo di quella nuova televisione che si affermava senza i contenuti e neppure i contenitori.
La stessa televisione che oggi lo vede protagonista, in tutta la sua "rompicoglionità", dell'ennesimo reality SOTTOCULTURALE...
Negli anni il CECCHI non ha solo cambiato sponda, ma pure opinione!
 
C'è la saga degli ALFONSO..
Che sia il "verdissimo" PECORARO SCANIO o il curioso SIGNORINI poco importa, perchè ad entrambi piace più "andar a vela che a motore" e se il mare è in tempesta, l'importante è che lo skipper sia peloso, nerboruto e li trattenga da tergo mentre sulla prua della nave gli grida in un orecchio "Sono il re del mondo!!"...
 
Anni addietro, e mi vengono i brividi solo a pensarlo, balzò sulle scene un soggetto magrolino, dalle mani ben curate, il bulbo assurdamente acconciato, il mascara, la matita e che andava per trasmissioni raccontando i cazzi privatissimi dei VIP che, ascoltandoli, rimanevano basiti.. Lui/lei era tale SOLANGE.
Come dimenticare questo "ambiguo" soggetto.
 
Poi ci sono PLATINETTE, MIGUEL BOSE', ALDO BUSI, ..... che, credo NON casualmente, sono tutti di stampo maschile (poi lo stampo è stato limato, corretto, ri-infornato)... per l'affermazione LESBO, come per quella femminile, ci vorrà ancora tempo (o forse non sono così informato).
 
Concludo con un piccolo episodio, tanto per sorvolare sulla marea di cazzate già scritte.
 
Qualche anno fa (2005??) si svolse alla SALARA una serata intitolata BERTINOTTI FOR PRESIDENT.
SKAGLIA, politicante praticante, uno che ha ancora il busto di LENIN in salotto e si addormenta leggendo due paginette del CAPITALE, convince me e MACCIA a seguirlo.
La SALARA è ora sede dell'ARCI GAY e LESBO di Bologna. 
Non ero mai stato neppure al CASSERO di Saragozza e mi incuriosiva andare a vedere la fauna di quelle lande misteriose.
Mentre siamo in fila per l'ingresso assistiamo a questo dialogo:
 
- Salve... ha già la tessera? - dice un cassiere lievemente effemminato
- No, però ho altre tessere ARCI NORMALI.... c'è uno sconto?? - scappa, credo inconsciamente, ad un ragazzo che ci precedeva.
- Guardi che siamo tutti NORMALI qui dentro!!! - risponde, tra l'imbarazzo generale ma non il suo, il cassiere impettito e con l'orecchio avvezzo a quelle "sfumature".
Partiamo bene!
 
Dopo che abbiamo fatto il tesserino soppesando le virgole e i toni di un possibile dialogo alla cassa (io mi limitai a dire: "Anche per me!!"), scendemmo le scale ed entrammo nella sala da ballo dove il prezzemolino MINGO DJ faceva girare i piatti con ENOLA GAY, PET'S SHOP BOYS e VILLAGE PEOPLE (che fantasia il MINGO), veniamo avvicinati da SONIA, al secolo FAUSTO (uso due nomi di fantasia non molto dissimili da quelli reali), un Compagno amico dello SKAGLIA.
SONIA è una specie di LUCIO DALLA con il cappellino rosso della FIOM, i pantalonci corti con le tasche, le tennis sopra tubolari bianchi a mezzo stinco, una camicetta di raso nero che lascia intravedere un reggiseno in tinta ed un tappetino di pelo sudacchiato che dal collo si diparte "in ogni dove" fin dentro l'orlo del boxer che spunta dalla cintura.
Il reggiseno è ricamato e col ferretto.
 
Da SONIA, che ci intrattenne tutta sera forse ringalluzzita dalla nostra fresca presenza, venimmo a conoscenza di un sacco di aneddoti.
Per esempio che "delle sue puppe non si era mai lamentato nessuno.." e dicendocelo si strizzava il reggiseno imbottito di carta.
Poi, che lei non fumava più sigarette ma solo "sigaroni"... posso anche immaginare la qualità: quella con i baffi!
Ci raccontò, quando MACCIA gli disse che è originario di SAN LAZZARO, che aveva un bisogno impellente di prendere i suoi boxer preferiti alla COOP del suddetto paese.. e, nel dircelo, usò uno sguardo ammiccante che recitava: "Se mi accompagni ti porto anche a trovare i tuoi genitori al paesello!"
 
Infine, grazie ai suoi agganci, SONIA ci presentò WLADIMIRO GUADAGNO in arte LUXURIA, un marcantonio che ci strinse la mano a pesce morto e ci smontò il mito!

E la serata finì sul trenino di WMCA...
postato da: taxxo alle ore 15:21 | link | commenti (37)
categorie: racconti, personaggi, various
mercoledì, 19 settembre 2007

L'artista Venusiano

Venus
Se a 30 anni sei solo, hai due belle spalle larghe, gli occhi gialli come un gatto, il culetto sodo e sei abbastanza interessante da farti preferire ad un calcio nelle palle (e tutto questo lo dicono DANILDC e SMELL... due autorità in materia), tutti ti vogliono presentare qualcuna "perchè non puoi rimanere solo!".
 
Ma nessuno pensa mai al fatto che se uno sta da solo, da solo vuol rimanere... che tanto per 15 anni abbondanti si è andati avanti di "falegnameria", morose o meno, e di certo non è il futuro a spaventarti.
Perchè la condivisione di niente non è condivisione...
Perchè di rompicoglioni ce ne sono a iosa senza andarsele a cercare...
Perchè all'Amore da "sospiri e batticuori" non ci credi più da quando si son lasciati ROMINA ed ALBANO...
Perchè la SERIE B gioca al sabato pomeriggio e potresti essere svogliato per il giro all'IKEA o alla PIAZZOLA (lo faccio più per loro che per me!)...
 
Sebbene tutto, però, ho un sacco di amici problematici che rinunciano a conoscere personaggi del sesso opposto per svariati motivi:
 
- è troppo vecchia
- non parlo la sua lingua
- non mi interessa come persona
- non mi interessa scopare (!!??!)
- "ma cosa le dico???"
- c'è la CHAMPIONS in tv
- ho un gomito che fa contatto col piede
- varie ed eventuali
 
Così, essendo il meno anormale di tutti, se c'è da far da spalla per un'uscita per conoscere quell'amica dell'amica così simpatica, se c'è da sedersi nel tavolo degli scapoloni ai matrimoni, se c'è da far l'uscita al buio con la collega dell'amico, se c'è da fare il trasfertone per andare a trovare un gruppo di sconosciute... il TASSO è quasi sempre in prima linea!
Sempre meglio di un SOLITO ALLA SOLITA poi, non si sa mai!
 
FERRARA Maggio 2007
ARGO: - Mi accompagni a FERRARA che andiamo a trovare PAPRIKA e le sue amiche???-
TASSO - Chi?
ARGO - Una mia amica... dai, non fare lo schizzinoso!
 
E ci incamminiamo, in un tiepido mercoledì sera, con il cuore colmo di speranza ed un forziere pieno di dobloni!
Dopo un'oretta di cazzeggio ci si presenta la cara PAPRIKA, un incrocio tra un cassonetto per la raccolta differenziata delle batterie scariche ed un lama del Perù!
Unica nota di rilievo: due gran tettoni... ma su uno di questa coppia di burrose protuberanze c'era il terzo capezzolo: un brufolone prurigginoso dalla testa bianca che chiedeva solo di essere spurgato.
Ribbrezzo al solo pensiero.
- Vabbè -  penso - saran poi cazzi suoi di lei e dell' ARGO - e vagolo con lo sguardo in caccia delle citate amiche.
Ma noto solo la presenza di 3 loschi individui che mi stringono la mano con fare umidiccio e smorto e che ridacchiano e si toccano tra loro come CHECCHE isteriche.
- Le mie amiche avevano altri impegni - dice PAPRIKA col suo accento nostrano e noi ci rassegnamo ad una di quelle serate nelle quali NON VEDI L'ORA DI TORNARE A CASA.
Nel rientrare, dopo una serata passata a schivare le insistenze di uno dei tre che mi si era appioppato al culo, sbagliamo strada e ci ritroviamo a Castel San Pietro alle 3 AM di un Giovedì feriale con sveglia alle 6.30!
ARGO, mo va a cagher!!!!
 
PARENZO Agosto 2007
ARGO - Guarda che se esco con la russa, tu devi venire a far da spalla per l'amica! -
TASSO - FIDATI, tu mi dici quello che devo fare ed io lo faccio! ma parlano italiano? -
ARGO - NO!!-
 
BILLO - Guarda che se esco con la cameriera croata, tu devi venire a far da spalla per l'amica (tale KAREN, un cassonetto come già fu PAPRIKA)! -
TASSO - FIDATI, tu mi dici quello che devo fare ed io lo faccio! ma parlano italiano? -
BILLO - NO!! -
 
Alla fine salta l'appuntamento con le russe ma viene confermato quello con le cameriere croate.
Siamo nella sala d'aspetto dell'hotel dove lavorano e aspettiamo che finiscano il turno.
BILLO sembra in sala parto.
IO mi leggo le istruzioni dell'estintore sulla parete.
Passa mezz'ora e non si vede ancora nessuno.
Stiamo per andarcene quando ci si avvicinano due ragazze dell'organizzazione dell'hotel, due bellezze locali per le quali ci saremmo prostrati a zerbino.
BELLEZZA - Siete stati selezionati per partecipare alle Olimpiadi dei VALAMAR HOTEL come rappresentativa dell'albergo! -
TASSO - VAAIIIIIII, dove si firma? -
 
E con il BILLO inerme e stordito, TASSO firma la condanna al pubblico ludibrio.
200/300 persone che ci vedranno giocare in piscina in succinto costume attillato che sottolineerà lo stato irreversibile della malattia che colpisce il trentenne italico: la Malattia dell'Agnello, aumenta la panza e cala l'uccello!
Il tutto contornato da giochi al limite della deficenza..
 
Delle cameriere neanche l'ombra.
Si passa da un'inculata all'altra!
 
BOLOGNA Settembre 2007
SMS di BERZOT CELL - Ci saresti per un'uscita con un'amica della VERO che si è appena trasferita? -
SMS del TASSO - Perchè no? poi ne parliamo -
 
Qualche sera dopo, preso in disparte dal BERZOT, mi viene fatto questo discorso:
 
BERZOT - Allora ci sei ancora per quell'uscita? -
TASSO - Si, si... - e annuisco anche con la testa, ma cresce il sospetto di una fregata
BERZOT - In pratica è una ragazza che si è appena trasferita, non l'ho mai vista, non so neppure se parla italiano, ti ho fissato l'appuntamento per le 21 davanti al centro commerciale -
TASSO - Mi hai fissato? come dal dentista? -
BERZOT - Non ti ho detto tutto, è un appuntamento al buio... ci devi andare da solo! -
 
Due sere dopo, con 30 minuti di vantaggio (mai successo) sulla tabella di marcia, sono parcheggiato davanti al centro commerciale e mi faccio la conchetta per saggiare lo stato dell'alito.
Opto decisamente per cercare un bar che abbia le gomme da masticare.
Nel peregrinare mi si affianca un soggetto che mi chiede se ho le sigarette.
In mano ha un cartone di tavernello spuntato e pronto all'uso (o forse, visto il SUO di alito, già abbondantemente usato).
Questo il dialogo:
 
SOGGETTO - Hai le sigarette? -
TASSO - No, non fumo - ed allargo le braccia in segno sconsolato
SOGGETTO - Lo so che non le hai... io le sigarette le avrei anche ma è una domanda che faccio per capire se sei italiano... non si sa mai chi becchi in giro!!! -
TASSO - Infatti... gira della gente strana! -
SOGGETTO - Ma tu ci sei dentro?? -
TASSO - !!???!! -
SOGGETTO - Io non mi drogo ma ogni sera mi concedo il mio litro e mi faccio un giretto.... perchè è dura uscire... -
TASSO - !!???!!! - che non capisce un cazzo ma annuisce a tutto.
SOGGETTO - Ma tu ci sei dentro?? perchè io devo ricostruirmi la vita ma è difficile... non sai cosa fare... io non mi drogo, mai l'ho fatto, bevo solamente... ma son sempre lucido! -
TASSO - !!???!!! - che continua ad annuire
SOGGETTO - Ma tu ci sei dentro?? ... no perchè..-
 
Poi si presenta una biondina che chiede di me allora il soggetto mi da una pacca sulla spalla e continua a gironzolare per i fatti suoi!
 
L'unica emozione della serata... a parte il tentatiivo di raggiungere San Luca ignorando il fatto che c'era il concerto di VASCO ROSSI.
E' un segno del destino... vuoi fare il lumacone una volta nella vita e quasi ci rimetti la fiancata dell'auto incastrata in fila sulle orfanelle!
 
L'ho sempre detto, moglie e buoi dei paesi tuoi.

PS: un saluto agli amici che si collegano GIORNALMENTE dall'università di Bologna e a quelli che si connettono dalla FRANCIA!
Ma chi cazzo siete???
Sono curioso....
postato da: taxxo alle ore 12:15 | link | commenti (29)
categorie: racconti, personaggi, various
venerdì, 14 settembre 2007

Ci si DIVERTIVA? (puntata 1)

106
Quando MARTANI si limitava a far danni solo col DASH....
 
Quando la SUBURBANA era una vecchia linea merci dismessa...
 
Quando ci si svegliava presto la mattina per prendere la corriera...
 
Quando la TV trasmetteva BENNY HILL a tutte le ore...
 
ci si trovava la sera al centro del paese a mangiare un gelato commentando quanto la gelataia fosse una stronza; quanto erano zoccole quelle due che passavano mezze nude, ammiccavano poi sparivano; in che posizione si sarebbe piazzato il Bologna in classifica...
Tutte le sere era la solita storia: il LUME passava con il suo TIFONE, ci caricava anche in due e si ritornava a piedi in nottata dopo un paio di BECKS ed un gelato bacio/croccantino.
 
Tutte le sere tranne il sabato.
Il sabato si strappava l'auto ad un qualche genitore (o la SEAT IBIZA, "macchina fumosa", di mio padre, o la PUNTO del babbo di SKAGLIA o la temibile 106 del LUME) e si iniziava a vivere!!
Una conquista di libertà che noi "sprecavamo" tra il BOOWLING di San Lazzaro, lo STRAVIZIO di Ponte Ronca o il SAN SOUCI di Pragatto.
Ogni tanto ci concedevamo pure un CUCARACHA (che divenne poi FLY DOWN) dove il TRICHECONE ci serviva PATOSSE e birra alla spina tra uno sbuffo di fumo e un po' di cenere di sigaretta.
 
Allo STRAVIZIO si partecipava al KARAOKE organizzato da PIGIAMONE e ci destreggiavamo, a due chilometri da casa, in mirabolanti duetti sulle note di GENTE DI MARE o di NON C'E' TEMPO PER NOI...
Ma, a parte il fatto che "mantenemmo" il locale per sariati mesi consecutivi visto che in quelle serate si faceva prima a contare i tavoli pieni che quelli vuoti, il posto non offriva molto: PIGIAMONE era così denominato perchè si presentava in ciabatte e tuta e sembrava che l'avessero svegliato solo perchè qualcuno voleva cantare. Quando andava di culo si incontravano due o tre disgraziati e non i soliti vecchietti nostalgici del CRAL del quale aveva preso il posto.
Alla fine ti rompevi le palle perchè dovevi cantare tutta la sera essendo gli unici in sala.
 
Un bell'episodio, però, lo ricordo.
Eravamo con la 106 del LUME che era una macchina che non teneva il minimo e si spegneva ogni volta che rallentavi o ti fermavi.
Per ripartire, tutti giù a spingere.
Stufi di tenere il culo parcheggiato sulle sedie dello stravizio, IO, SKAGLIA, PIRETTO ed il LUME decidiamo di scavarci dai coglioni.
Piove.
Prendiamo i nostri BARBOUR, una passata alla polvere sugli ANFIBI e via verso il parcheggio.
Stavolta la 106 neppure parte.
Sotto una pioggia battente, LUME alla guida, IO e SKAGLIA a spingere sugli sportelli mentre PIRETTO è dietro appoggiato al portellone.
Partiamo in sincrono dagli sportelli e, con un po' di rincorsa, il LUME mette la seconda e avvia la macchina.
Ma PIRETTO, sempre distratto, impacciato ed in cronico ritardo, si era puntellato sul bordo di una pozzanghera che sembrava il lago d'ISEO, aveva poggiato le mani sul portellone bagnato ma aveva iniziato a spingere in netto ritardo e, non trovandosi più la macchina sotto le mani, era fiondato col grugno tra i flutti!
Un dramma catastrofico se calcoliamo che il giovine era già alterato dal fatto di dover spingere e dal fatto che era un ragazzo molto suscettibile e perfettino sempre!
Fatto sta che si rialza inzuppato fino al ginocchio, sale in auto sbuffando tra le risa trattenute da noi tutti e ci avviamo verso il paese.
 
Stracciamo un semaforo giallo/rosso all'altezza del GUAZZALOCA perchè non possiamo permetterci di fermarci a causa di quel problemino ma, prima di arrivare in cima alla salitella del ponte sul LAVINO (che parliamo di 10 metri al 5% di pendenza, non il MORTIROLO), becchiamo una macchina che procede con le 4 frecce lampeggianti e che si ferma prima di cedere la corsia a noi che stiamo dietro.
E con quella manovrina del cazzo, ci obbligano ad inchiodare e a fermarci.
Si spegna la macchina.
Fuori diluvia e, tra una madonna e qualche santo che si beccano una benedizione tra le lamiere della 106 bianca, ci troviamo a metà salita con la macchina che non si avvia.
Se il LUME lascia il freno ci ritroviamo retrocessi ai piedi della salita e poi spingere è ancora più faticoso.
Così la genialata è questa (in macchina ci sono un meccanico ed un perito meccanico freschi di studi):
- Se metto in retro e lascio scivolare la macchina all'indetro, si riaccende?-
IO taccio perchè non ci capisco un cazzo... SKAGLIA è ragioniere programmatore, gli altri due si scannano finchè nel tentativo comprendono che la macchina in quel modo non si sarebbe MAI accesa.
Nel frattempo si fa la fila dietro.
E qualcuno inizia pure a suonare.
Quindi, di buona lena, ridiscendiamo a spingere tra la pioggia, la salita, l'incazzatura e l'insistenza delle altre auto e la rimettiamo in moto in un battibaleno..
 
Poi tutti a letto, era meglio un giorno in fabbrica che un sabato sera con la 106!
Il LUME, qualche tempo dopo, cambiò macchina finalmente!
Prese una 126 dei primi anni '80. Era bianca pure quella e lui le voleva disegnare le fiamme per renderla meno "Bianchina" del ragionier Fantozzi.
Mi ricordo di una volta fermi in un parcheggio perchè si era sfilata la cinghia di trasmissione...
Il LUME di macchine non c'ha mai capito un cazzo.
Fortunatamente era meccanico!
 
...continua.
postato da: taxxo alle ore 16:55 | link | commenti (6)
categorie: racconti, personaggi, various
martedì, 11 settembre 2007

Ma che cazzo leggi???

palahniuk_soffocare
Muore il PAVARO, il GIGI, si riapre il giallo di via POMA, GARLASCO, il V-DAY di GRILLO, OSAMA ha fatto un nuovo video (che neanche fosse MICHAEL JAKSON - anche se tutti hanno notato che finalmente l'OSAMA, sebbene abiti in una grotta nel deserto dell'Afganistan, ha deciso di usare i prodotti di DIEGO DALLA PALMA), CRISTIANO RONALDO fa le orge, chi più ne ha più ne metta, ed io ho optato per un po' di sano riposo..
 
Prima di tutto perchè non avevo l'abito adatto per andare al funerale del Maestro e non volevo sfigurare, in quanto ad untuosità, con il bulbo di Zucchero Fornaciari.
Poi perchè di stiparmi in piazza a "nasare" ascelle putride (che se ne avessi avuta voglia, sarei andato al funerale con Zucchero) al suono di "Grillo Gratis" non ne avevo proprio voglia.
Così ho fissato i pensieri sul divano di casa, negandomi sia al telefono che agli allettanti inviti per un pomeriggio in casa ARGONAUTA che ormai è come casa VIANELLO: "che noia, che barba!!"
 
E nel dormiveglia di un pranzo troppo abbondante, dell'ennesimo gran premio soporifero e di questo caldo da ultimi colpi d'estate, mi sono perso nella lettura di un libro.
 
Un sessodipendente, uno che frequenta i gruppi di recupero assieme a quella che ha ingerito 33 cl di sperma grazie ad un centinaio di pompini; quella che è stata ricoverata perchè le si è spezzato nella vagina un pezzo di wurstel, quello che non può fare a meno di masturbarsi 10/15 volte al giorno.... sto tizio disastrato, dicevo, oltretutto ha una madre molto malata ricoverata in un pensionato.
Così, per sostenere le spese mediche della madre, ogni sera si reca in un ristorante dove simula un soffocamento. Qualcuno lo salva, lui fa la parte del disperato, del fallito e il salvatore gli dona una certa cifra in denaro.
E lui sopravvive.
Non è comunque la sua unica attività perchè durante il giorno lavora presso un villaggio anacronistico, la riproduzione di una piccola colonia del 1700 con galline deformi, tossicodipendenti, ninfomani e segaioli cronici.
Ma, sebbene provi a sforzarsi con la terapia, non riesce ad uscire dalla sua sessodipendenza che lo costringe a sveltine in aereo, nei bagni dei locali, in una cappella... sempre con partner diverse, sempre con "malate" come lui.
Poi conosce una dottoressa, una che lo supplica di scopare con lui in cambio di una soluzione ai problemi della malattia della madre.
Ma con la dottoressa lui non riesce a comportarsi come con le altre... credeva di non essere capace di amare e con lei non è solo sesso, con lei è diverso.
E nei giochini erotici con una sua collega del villaggio, si procura un'occlusione intestinale.
E salta fuori un vecchio diario scritto dalla madre che parla del passato del protagonista.
Ma è scritto in italiano e lui non riesce a tradurlo... lui no ma la dottoressa si.
E la dottoressa gli rivela un segreto scritto nel diario
E lui, messo sempre peggio a causa dell'occlusione, si barcamena tra le nuove rivelazioni, le condizioni della madre, le pressioni sessuali della dottoressa e il lavoro...
Poi c'è un epilogo a tutta questa carne al fuoco.
Troppa carne
Epilogo rapido, tirato via.
 
E con tutti questi pensieri, dopo questo libro (nel quale mancavano solo i NANI e gli ELFI... ma, se vuoi ARGO, te lo presto), mi viene da pensare solo una cosa:
 
CHI SARA' IL VIP HOLLIWOODIANO DI CUI PARLA MALGIOGLIO?????
 
non so se prenderò sonno...
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categorie: recensioni, libri, racconti
venerdì, 07 settembre 2007

Sfogliando il LIBRO dei ricordi..

libro

Fortuna che la vita ti sorprende spesso perchè, altrimenti, sai che palle per uno pigro come me.
 
Ed infatti, per uscire dalla routine della sveglia alle 7.40, della passeggiata a prendere il giornale, del viaggetto in macchina fino all'ufficio, dell' INVIA / RICEVI, del "Mi dispiace, il Dottor THOMAS non è in sede..", del PLOT, del AVVIA COPIA, del commenta BLOG, del pausa caffè, del "No grazie, non siamo interessati a cambiare gestore telefonico..", del pausa caffè, del commenta BLOG, del  "No grazie, non siamo interessati ad una fornitura a vita di bocce dell'acqua...", del ....
... per uscire da questa vita BORDERLINE che si ripete inesorabile e costante dal lunedì al venerdì per poi ripetersi sempre uguale, ti dedichi al volontariato.
 
Ma sono pigro anche in questa "dedizione" e trovo molto più rassicurante lamentarmi di non aver nulla da fare o lamentarmi di fare sempre le stesse cose piuttosto che fare realmente qualcosa.
Quindi non cerco un impegno fisso, ma qualcosa di estemporaneo, indolore, vario.
Fossi normale...
 
Fatto sta che quest'anno, dopo che ho fatto il redattore per gli articoli di un torneo finito in disgrazia; dopo che ho accettato di fare il cameriere ad una festa  - e mi ero già preparato il grembiulino e il cappellino di carta con il nome - per poi finire a fare il tecnico audio/video (che consisteva nel prendere del gran freddo, nel tentare di spegnere la luce ad un faretto per poi disalimentare erroneamente TUTTI GLI AUTOSCONTRI con i bambini che piangevano e i genitori imbufaliti, nello scollegare un cavetto per infilarne un altro); dopo tutto questo, mi chiedono di andare a lavorare per la libreria di un'altra festa.
 
Nessun problema, basta non mi si chiedano puntualità e competenza (allora cosa cazzo ti proponi a fare, TASSO??) e faccio di tutto!
In pratica accetto con la formula di PINO LA LAVATRICE: "Tu dimmi quello che devo fare e io lo faccio.... fidati!!" e mi presento con appena un'oretta e mezza di ritardo.
Ma non ci fanno troppo caso, visto che mi sbattono a "fare da pubblico" per la presentazione del libro LA DONNA DI PARIGI.
E io, la in mezzo a sentir parlare di una roba che manco so cosa sia, mi sento tanto come la signora napoletana del pubblico di AMICI della DEFILIPPI che non capisce un cazzo ma che vuol sempre dire la sua..
Però mi ritraggo da queste velleità di commento e attendo il termine dell'incontro.
 
"Devi girare e controllare che nessuno si intaschi dei libri!" mi spiega la referente amica di quel mio amico che mi aveva ingaggiato e nel farlo ci rifila un buono pasto.
Partiamo bene, visto che c'ho già rimesso 5 euro per il parcheggio!!!
 
E gironzolo nell'esposizione con il fare vigile ed autoritario di un chihuahua da guardia e, grazie alla mia presenza ed a questo atteggiamento, non rubano neppure le copie gratuite di IL DOMANI.
Tutto questo fino all'ora di cena.
Meritata!
 
Dopo un milione di calcoli su come spendere al meglio il buono pasto, riusciamo a sederci e, pasteggiando a patate fritte e piada, salta fuori che la collega con la quale avevo diviso un posto da "finto fans", in realtà è stata mia collega di sventura alle scuole elementari!
La sorpresa di cui si parlava all'inizio...
Tale SERENA, che mai avrei riconosciuto senza l'aiutino, mi apre il libro dei ricordi dopo quasi venti anni di volontaria ed ovvia latitanza paesana (io le elementari le avevo fatte nelle scuole del centro).
 
E ci mettiamo a ripensare a quanto fosse una classe di CASI SOCIALI:
 
GIUSEPPE, che aveva una mamma che sembrava ZIO FESTER al femminile...
ENZO, detto ZEZZO PELO, che mandò mammà a lamentarsi del soprannome con le maestre...
ENRICO, che si vantava di avere due papà...
SALVATORE, che veniva a scuola con il pigiama sotto i jean...
MASSIMO, che adesso fa il "grande cestista" (ma credo sia solo questione di altezza)...
STEFANO, che viveva in un monolocale ricavato dalla vecchia guardiola dell'ospedale RONCATI...
MILENA, che era costretta in un busto per correggere la scogliosi...
GIACOMO, che leggeva già a 4 anni, faceva di conto già a 5 e che a 9 era già così frustrato che, indispettito da una banana troppo acerba, la lanciò contro una finestra mandandola in pezzi...
ELISA, con la quale litigavo costantemente non si sa neppure perchè...
SUNA, quella che si voleva togliere la vita mettendo la testa nel cesso, solo perchè le era morto il cane...
SARA che adesso è felicemente sposata (se lo dice lei..)...
E GIANNI (mi sono poi ricordato), che era sempre sporco patocco e dormiva tutta la mattina in classe...
 
Mi ricordo di quando si andava alle BOMBICCI a fare il laboratorio "vattelapesca" e ci bendavano poi ci facevano toccare ed annusare frutta e verdura per distinguerle con tutti i sensi...
Oppure quando si andava all'ARCOVEGGIO a fare il torneo di BASKET delle scuole...
Mi ricordo di episodi molto personali (solito punto 7), mi ricordo della casa che SERENA aveva a VERGATO, del fatto che suo padre (e forse pure lei) fossero esperti di subacquea e di quanto non serva abusare di droghe (come BOLDI in I DUE CARABINIERI, quando si pippa della cocaina sequestrata e si vanta di aver sviluppato qualità mnemoniche inaspettate, recitando a memoria il numero di casa della mamma) per ricordarsi fatti di tanti anni fa..
 
Una bella rimpatriata...
 
PS: se leggi, cara C., manda il link a SERENA, anche perchè mi son scordato di dirle che seppure sia invecchiata (che brutta parola..) fa sempre la sua sporca figura..
postato da: taxxo alle ore 14:29 | link | commenti (15)
categorie: racconti, various
mercoledì, 05 settembre 2007

Stavolta, KIM, hai leggermente toppato...

Kim ki duk

Ieri sera, richiamato insindacabilmente da un "adesso subito" di un'amica - tanto imperativo quanto ambiguo (ambiguo al punto che ho pensato dovesse montare altre mensole in casa), sono andato a vedere l'ultima fatica del regista Coreano Kim Ki Duk: SOFFIO.
Son cose strane dette da un assiduo del multisala, uno che si ingurgita un centinaio di film in un anno con l'ottanta per cento di polpettoni pseudo americani o commediole di basso livello , ma questo è quanto.
 
Anni fa, non più di due, lessi recensioni molto entusiaste verso l'opera di quest'uomo e mi incuriosii al punto di andarmi a rivedere praticamente tutta la sua filmografia in poche settimane.
Ed effettivamente, alcuni film (su tutti FERRO 3 e PRIMAVERA, ESTATE....) mi fecero pensare ad una grossa boccata di novità nel panorama cinematografico, qualcosa che riusciva a mischiare la cultura europea (KIM ha studiato per qualche anno a Parigi) con quella orientale. Un mix tra la calma e l'attendismo tutto buddista e la frenesia e le problematiche di una società occidentale.
Un regista che riesce a ridurre i dialoghi al limite del nulla, tanto da rinunciare a far parlare molti dei suoi protagonisti, senza per questo intaccare la comprensione; che rinuncia all'espressività degli attori (in tanti film che ho visto non sono ancora riuscito a distinguere gli attori. Comprendo sia un limite da abuso di filmetti americani dove il buono è sempre bianco e il cattivo nero); che ricorre ad una fotografia sempre molto curata e caratteristica sfruttando location particolari e dai contrasti cromatici ben definiti (scongiurando l'effetto "sabbia" o "neon scarico" che va di moda adesso); che utilizza la musica, solitamente un pianoforte che strimpella motivetti blandi ed accattivanti, con molta delicatezza; i film di un regista del genere, dicevo, non vanno persi.
 
E con la visione dei suoi film risci pure a delineare un filo conduttore:
la crisi della coppia, la violenza sempre più fisica che psicologica, la ricerca di un cambiamento, morte per una nuova rinascita,  .... e, anche se ogni film tratta il suo argomento specifico, i temi di fondo si ripetono e si susseguono nel sottotesto.
 
ATTENZIONE, SEGUIRA' DISSACRANTE (??) RECENSIONE!!
Ieri sera, dopo il solito salto del pasto (non che mi faccia male, ma ogni volta che vado a Bologna è la stessa storia), passo a prendere la mia amica, un breve salto dal MAURIZIO a vedere chi ha la testa più grossa poi via di corsa alla visione di SOFFIO.
Le mille recensioni lette in anteprima parlavano di un "calo di pressione" del Nostro e di un'opera non all'altezza del passato.
 
"Si, ma avevano detto così anche di TIME!... e TIME è stato bellissimo... voglio proprio scrivere a sta gente per smentirla e smerdarla!" dice l'irascibile amica nel previsione.
 
Anche a me TIME era piaciuto, sebbene il regista abbia il vizio di non curare troppo il lavoro e di produrre i film in una settimana di riprese e due di post produzione.
Comunque entriamo in questa sala desolata (15 / 20 persone massimo) e lasciamo alle immagini il responso.
 
La solita coppia che scoppia (anzi, è già scoppiata al punto che LUI riceve le chiamate dell'amante mentre fa colazione con LEI), un po' di violenza famigliare, LEI che non è proprio lo specchio della bellezza e della sanità mentale, l'ALTRO che è chiuso in un carcere a scontare un ergastolo in una celletta vuota assieme ad altri tre soggetti.
E l'ALTRO decide che è meglio morire e tenta il suicidio con uno spazzolino da denti.
LEI, che fa la scultrice/casalinga nel suo appartamento in un palazzo dall'architettura bizzarra, apprende la notizia del tentato suicidio dalla televisione e decide di prendere a cuore le sorti questo giovane disperato.
Così, seguendo l'ennesima sequenza stagionale (vedi PRIMAVERA; ESTATE...), LEI si presenta, in un parlatoio addobbato all'occasione, a raccontare storielle assurde e a farsi dar di lingua dall'ALTRO che è rimasto muto a seguito del tentato suicidio (escamotage registico che ha ovviato al problema di doppiaggio dell'attore vietnamita che non parla coreano... ).
Questi incontri si svolgono sotto l'occhio vigile di un secondino presente nel parlatoio (che non interviene nè si gira neppure sul finale quando i due si accoppiano fugacemente stile "sò la stanela, zò i bragon") e di un guardone, una specie di responsabile, che segue gli incontri grazie al grand'angolo di una telecamera di sicurezza, lo zoom digitale e il monitor di un PC.
Ed è lo stesso responsabile a decretare le tempistiche degli incontri, sempre più magnanimo con il passare del tempo...
Ma LUI, il marito cornificatore / cornuto, si accorge di questa tresca (la moglie, in pieno inverno, usciva di casa con l'abitino da pic-nic primaverile e non tornava prima di sera) e indaga finchè, rassegnato, rinuncia pubblicamente all'amante per recuperare quella ciospa della moglie.
E gli incontri si interrompono.
E l' ALTRO ritenta il suicidio senza riuscirci.
Così, mentre la famigliola si tira palle di neve, si conclude la sequenza stagionale con questo inverno di morte dove l'ALTRO viene assecondato nel desiderio di passar a miglior vita da un compagno di cella GAY (forse geloso della stessa LEI e degli incontri fugaci) che lo strangola nella notte in un'ultima scena un po' troppo forzata ed innaturale.
 
Scrivendo la recensione mi sono accorto che, alla fine, sebbene ci siano pecche tecniche abbastanza evidenti (come la neve sulle auto che prima c'è poi si scioglie poi torna ad esserci.. senza che sia nevicato..) ed il solito finale un po' improvvisato ed improbabile (come fu per L'ISOLA, TIME e FERRO 3), il film ha il suo perchè...
I temi sono i soliti medesimi ed il regista sembra vivacchiare un po' cavalcando la fama acquisita ma il film non è da buttare anche se è, comunque, il peggiore dei suoi che io abbia visto.
 
Infatti, prima di questo ravvedimento, a visione fresca, le uniche emozioni della serata le potrei riassumere nel salto della quaglia della nonnetta che sedeva a fianco della mia amica, forse addormentata o forse dai nervi tesissimi, che è zompata al suolo al suono di un cellulare... e dal racconto di un calabrese zoppo e ticcoso che tentava di vendere un tugurio senza finestre mentre due casi sociali pulivano fagiolini ed un cane invisibile faceva la guardia alla porta.
 
Ma questa è più roba da LYNCH....
postato da: taxxo alle ore 10:46 | link | commenti (2)
categorie: recensioni
martedì, 04 settembre 2007

Che fine hanno fatto Mimì, Gonzalo e Ciro???

neri per caso

Come ho già detto altre volte, non sono un grosso intenditore musicale.
La musica mi piace ascoltarla senza lo sbattimento di selezionarla, ricercarla, comprenderne i generi e i collegamenti tra autori.
Per questo sono uno da motivetto orecchiabile più che da b-side (che se l'autore, il suo produttore, la casa discografica, il gruppo, lo staff e pure la donna delle pulizie della saletta hanno deciso che quel pezzo non conviene inserirlo nell'album - e lo dicono loro che sono professionisti - CHE CAZZO LA MENANO I PRESUNTI INTENDITORI pontificando con ascolti a LOOP e pavoneggiandosi negli abitacoli delle loro utilitarie quando rimpiangi di non esserti portato dietro il lettore MP3??).
 
E il fatto di non essere "schierato" musicalmente, per il solo motivo di non avere nè volgia nè tempo di pensarci, ti rende vittima dei gusti degli altri.
 
Così, quando sei in macchina con ANDREA, ti becchi la selezione SKA, i POGUES o quel nuovo gruppo che fa musica samba con una sezione di cornamuse!
 
Quando sei in macchina dell'ARGONAUTA ti deprimi sulle note della PAUSINI, di BIAGIO ANTONACCI o di LUCA CARBONI...
 
Quando viaggi con il culo raso-suolo sulla PIGNA MOBILE, ascolti le novità della dance con i bassi del SUBWOOFER che ti fanno vibrare anche le viscere...
 
E quando viaggi sulla PUNTO scarcassata del caro BILLO ti toccano le cover punk (da UNA LACRIMA SUL VISO a KNOCKIN ON HEAVENS DOOR) o la novità dei ROCKAPELLA che riproducono, senza stumenti e solo con cori e rumori vocali, il meglio della discografia rock.
 
Ed è prorpio da quest'ultimo ascolto, comunque sia DELIRANTE, che mi sono tornate alla mente un sacco di cose.
 
Prima di tutto ho pensato a WR, un vecchio collega di lavoro.
Eravamo colleghi quando l'ufficio non era ancora dotato della banda larga e disponevamo solamente di una vecchia radio con il sintonizzatore rotto e bloccato su ISORADIO. L'alternativa era l'ascolto delle musicassette... le sue!
E anche lui era un fissato per gruppi misconosciuti e per la musica funcky che, raccontava, andava a ballare al KINKY quando era un pischello.
E il cavallo di battaglia era una cassetta di BOBBY MCFERRIN (quello di DON'T WORRY, BE HAPPY) che apriva TUTTE le sessioni pomeridiane di quegli anni.
Un giorno, casualmente, una calamita fini nei pressi delle cassette a nastro....
 
Poi mi è venuto in mente RINALDANA JONES, un vecchio compagno delle superiori che faceva il batterista in un gruppetto del suo quartiere. Passava TUTTA LA GIORNATA a picchiarsi le mani sulle ginocchia, a picchiettare con la matita sul banco, a "bongare" su tutto ciò che poteva avere una sorta di risonanza sonora.... e, in tutto questo delirio, ogni tanto proponeva un giochino.
Ci mettevamo in cerchio io, lui ed un altro desperados e si partiva in questo modo: uno iniziava un'infinita nenia alternando ZINCO / PIOMBO e cercando di mantenere l'alternanza ad un ritmo prestabilito... un altro diceva TU RUMPU U CUL inserendosi al momento giusto del mantra metallurgico e proseguendo secondo un'altra cadenza e l'ultimo, solitamente il RINALDANA, che alternava il solito battimani da batterista con le parole di una canzoncina che variava a seconda dell'effetto complessivo.
Tre esauriti, non c'è dubbio...
 
Ma qualche anno dopo, con l'unica variante del battersi il tempo sul petto e di vestirsi col lupetto nero anche a luglio, nascono i NERI PER CASO.
Questi iniziano a fare i soldi alla faccia nostra che ci beccavamo solo insulti e compassione.
Erano uno strambo gruppetto che cavalcava la moda dei gruppi lanciata da SPICE GIRL e TAKE THAT (in Italia emulati dai pietosi RAGAZZI ITALIANI) ma che non presentava nè il BELLONE nè il SEX SIMBOL.
I NERI PER CASO erano la summa della mediterraneità pre-Costantino: tarchiatelli, capello corto, non troppo curati (Gonzalo ricorda vagamente il LERCH della famiglia ADDAMS) e per questo molto comuni.
Bastano i nomi (Mimì, Ciro, Gonzalo, Mario, Diego, Massimo) a trasmettere simpatia... e l'inizio è devastante.
 
Con i loro TICHITI TICHITI mentre CIRO fa BUM BUM BUM e MIMI' sfodera la calda vocetta, acchiappano il pubblico e la critica e riescono ad arrivare anche a San Remo.
E pubblicano pure un paio di album.. ma è chiaro che quel genere non può aver grosso seguito nè futuro.
La melodia è vuota, manca qualcosa... un qualche strumento... un riempitivo.
Ma loro non si evolvono e spariscono dalle scene e oggi ce li ricordiamo per le parodie dei FICHI D'INDIA.
 
Ed in tempi di riciclaggio sfrenato, dove tutto torna di moda, perchè non rilanciare anche il complessino di ZINCO PIOMBO riprendendosi il successo scippato da MIMI' e CIRO??
quasi quasi faccio una telefonata...
postato da: taxxo alle ore 11:14 | link | commenti (16)
categorie: racconti, personaggi, various, itis