
Dove sta la sottilissima linea di confine tra la follia e la normalità?
E' possibile riuscire a demarcare nettamente quali sono atteggiamenti VERAMENTE FOLLI e quali invece PERFETTAMENTE NORMALI?
Forse si dovrebbe prima definire la "normalità" in modo univoco e comune, ma penso sia impossibile perchè è affare troppo soggettivo.
Quante volte avete detto o pensato: "fa bene lui!" oppure "sta bene lui!" oppure "e se avesse ragione lui?" ?
Di solito sono pensieri rivolti ad atteggiamenti "alternativi" di soggetti un po' borderline ma che riescono comunque a suscitare la nostra comprensione o invidia perchè escono da schemi precostituiti, fregandosene (a volte consciamente, a volte no) dell'opinione comune.
Ogni paese che si rispetti ha la sua ricchissima fauna di MATTI veri o presunti.
Questi si distinguono dai MATTI di città (soprattutto a Bologna) perchè sono molto ma molto più semplici. La follia che impera in città è più raffinata e spesso finalizzata o avvolta da una certa creatività artistica o culturale che permea le città.
In paese, invece, le cazzate si fanno senza star tanto a pensare di far tendenza e seguito.
Quindi potrei parlare del "meccanico dei diesel" (così lo chiamano al suo paese), un soggetto dalla simpatia straordinaria che ne racconta di ogni genere.
Per esempio, una tra tante, mi racconta che un giorno si ritrova nel cortile dell'officina un pulcino che pigola disperato.
Non si capisce bene da dove arrivi quell'esserino ma, essendo intorno tutta campagna, non se ne preoccupa più di tanto e lo prende con l'intenzione di riportarlo al più presto tra i suoi simili.
Così, non potendo provvedere subito e non sapendo come sistemarlo, lo infila in una vecchia gabbietta per pappagallini e gli da da mangiare.
Per il piccolo pulcino non sarà il massimo, ma si tratta di una sistemazione provvisoria di qualche giorno.
I giorni, però, diventano mesi e il caro pulcino inizia a far le uova!
Il vero problema è che per far uscire dalla gabbietta l'ormai GALLINA il simpatico soggetto ha dovuto smembrare la gabbia prima che l'animale mettesse fuori le zampe e si incamminasse da solo...
Non parliamo poi del cane che ha lasciato legato a cuocere al sole, per poi ritrovarselo stecchito, in una giornata di luglio... è un po' sfortunato con gli animali.
Se doveste aver bisogno di un meccanico non potete sbagliarvi: è l'unico che ascolta la stessa cassetta dei POOH da vent'anni e la spara dal mangianastri dell'officina a tutto spiano!
Un altro "mitico" è il caro Jolla.
Jolla ha uno strano rapporto con l'alcool e passa il suo tempo alternando un mese nel quale non beve un goccio d'acqua ma solo alcolici ad uno nel quale si disintossica non usando neppure il colluttorio!
Un metodo discutibile ma lui ha studiato a San Francisco e forse è una tecnica della West coast.
La scorsa estate, in una calda domenica di Agosto, lo vediamo, braghe calate al ginocchio e ubriaco fradicio, mentre simula un combattimento ninja nel parcheggio del bar del paese.
Di per se nulla di strano, non sarebbe la prima volta che si vedono combattimenti simulati nel parcheggio. E lo spettacolo non è penoso perchè l'emulazione di Chuck Norris non è riuscita (anche se l'avversario è immaginario) ma perchè le mutande dello Jolla ricordano quelle di Homer Simpson e sono incredibilmente macchiate di vino rosso!
Alcuni giorni dopo fermiamo lo Jolla che ci racconta:
"Rega, una roba incredibile... quando sono uscito dal parcheggio ho provato ad andare a casa in macchina ma sono finito in un fosso. Mi hanno ritrovato dopo un paio di ore che stavo discutendo con un cane che era nel cortile di una casa!!!"
Gli animali sono decisamente un filo conduttore..
Jolla ha anche inventato un simpatico metodo per "stirare": si copre con il bucato lavato ed asciutto e lo usa come coperta!
Un'altra tecnica della West coast??
Chi passa da PonteRonca non può non rimaner impressionato dalla presenza di LYONS.
Mia nonna ha sempre detto che ".. da cinein l'ha magnè trop zabaione.... l'è dvintè acsè par qual!!.." delegando ad un abuso alimentare di zabaione la sua condizione psicofisica.
In realtà LYONS non si è ben capito se c'è per davvero o ci fa.
Impossibile non notarlo a qualsiasi ora del giorno o della notte (e se, passando, date un colpetto al clacson, vi risponderà con un saluto, indipendentemente da chi siete) con il suo basco militare, il pantalone mimetico e il bomber con le toppe militari.
Lui è il Ponteronca's RANGER auto-insediato: dirige il traffico, aiuta ad attraversare la strada, controlla che tutto fili liscio... SEMPRE PRESENTE.
Non fosse per lo sguardo un po' spento, sembrerebbe quasi normale!
MARANELLO è matto duro!
Ma di quelli che credono di essere normali, il che è anche peggio.
Da bambino era quella che si definisce una CISTI. Era fastidioso ed irriverente quanto quelle "balotte di grasso (o altro materiale organico)" che ti vengono senza che tu le voglia e che puoi debellare solamente asportandole chirurgicamente.
Ti toccava, cercava di baciarti (uomini o donne, poche distinzioni), insisteva ed insisteva padrone di energie inaspettate ed inesauribili.
Raccontava alla madre che andava a letto poi usciva dalla finestra per attardarsi fino all'alba a cazzeggiare. Aveva 13/14 anni.
Un soggetto che, non sapendo che fare, una domenica andò a Bologna con i rollerblade per provare come andavano sui pietrini di porfido!
Poi prese la patente. Il nome MARANELLO dice già tutto!
Alcuni episodi flash.
"Chi mi accompagna al MOTTA GRILL?"
"vengo io!" rispondo ignaro.
"ok, però facciamo il GIRO LUNGO"
Il suddetto giro consisteva in una sorta di "circuito collinare" sul quale il caro MARANELLO deteneva ogni sorta di record di velocità, follia, irresponsabilità (anche il GRECO gradiva il circuito, ma era riuscito a distruggere la RENAULT5 giù per un fosso).
Ebbene, incollati ai seggiolini mentre stavamo per scollinare ed iniziare la fase in discesa, spunta un leprotto lungo la strada.
Il MARANELLO, invece di scansarlo, lo punta e lo arruota.
Poi scende disperato dall'auto, scrosta l'esserino dal parafango e se lo mette nel bagagliaio raccontandosi la storiella del "poi ce lo cuciniamo!"
Ovviamente, arrivati al primo cassonetto, dopo tre curve in freno a mano ed un testacoda (che se non ne faceva almeno uno a sera, era come non aver preso la macchina) l'abbiamo gettato esausti della puzza di carogna che invadeva la FIAT PUNTO.
E mentre lo gettava sembrava avesse perso un figlio, dispiaciuto tanto quanto dieci minuti prima si era divertito a stiracchiarlo.
Un altra volta, in tangenziale a Bologna, corsia di sorpasso ad una velocità compresa tra i 150 ed i 170 (non ho mai capito che cosa avesse fatto a quell'auto), un tizio su un BMV inizia a sfanalare per passare.
Ma il MARANELLO non cede il passo.
E quello del BMV si fa ancora più sotto e suona pure.
Così il caro si fa da parte, lascia affiancare il BMV, apre il gas e si fa tre chilometri affiancato, finestrino abbassato, a sfancularlo ed inveirgli contro.
Velocità media 170 km/h su una macchina guidata senza guardare la strada da un matto inferocito e che, oltretutto, traballa e sembra esplodere.
Allucinante!
Poi potrei parlarvi di quello che va dicendo che l'Ospedale maggiore ha un sistema idraulico per girare su se stesso, di quello che da giovane faceva la controfigura di Pippo Inzaghi e di Van Basten (oggi ha corretto il tiro con un umile "arbitro internazionale"), potrei aggiornare le gesta di EL DON, alias LURIDO SMERIGLIATORE, alias BILANCIA.
Potrei parlarvi di Panocia, o di quello che sulla corriera ti chiedeva il numero di scarpe e se lo appuntava su un notes poi voleva un bacio sulla guancia...
Ma i veri matti sono loro o siamo noi con le nostre vite "ordinarie" legate al mutuo, l'ufficio, le vacanze ad agosto e la gita della domenica?