Attraverso lo Stargate

Distorsioni dalla provincia

Chi sono

Utente: taxxo
Nome: Tasso
ignorante come un banco - sempre alla ricerca del "tempo" - scribacchino impertinente - giornalista giornalaio - attento sbadatello - folle lucido - simpatica canaglia. In una parola: il TASSO

Archivio

oggi
--- 2008 ---
--- 2007 ---
--- 2006 ---

Bottoni

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading* volte
giovedì, 24 maggio 2007

Il FENOMENO l'abbiamo noi!

Essendo il mio un ufficio cosmopolita ed aperto verso l'integrazione razziale e le culture extracomunitarie, qualche anno fa abbiamo avuto occasione di "assumere" un Marocchino (di Casablanca).
Spilungone magro magro che non parlava mezza parola in italiano, mangiava solo patate ed era di una lentezza proverbiale.
Passava tutto il giorno a far scorrere la rotellina del mouse per ampliare o restringere la zoommata di Autocad (forse in Marocco ancora non esiste la rotellina) e pareva ipnotizzato.
Non ha mai detto "NO" o "Non ho capito".
Annuiva a qualsiasi richiesta e poi faceva quel cazzo che gli pareva... C'era poco da dire: per quello che era pagato (ZERO - come direbbe Silvio Muccino) era grasso che colava già il fatto che ci tenesse acceso un PC tutto il giorno.
Si chiamava Toufik (da leggersi TAOFIK).
Come accade tutte le volte, viste le spiccate capacità imprenditoriali - opulatezza di giudizio - predisposizione organizzativa - programmazione, del CAPO, dopo tre ore che il Toufik era in ufficio era già stato definito un "fenomeno dal SUD":
"Lo vedo io che è bravo, silenzioso, puntuale, preciso, veloce...." le parole di elogio del Padre Padrone..
Sul bravo, silenzioso e puntuale, niente da dire. Non capiva un cazzo di quello che gli capitava intorno (come succede, ma solo da noi, anche ai madrelingua italiana), volevi anche che facesse casino?
Ma sul veloce e preciso avrei mille remore.
Passavo più tempo io a correggere i suoi errori, a rispiegargli le procedure e a dargli dritte di quanto lui effettivamente lavorava.
Dopo due mesi se ne accorse anche il CAPO (che acuto!!!) e per Toufik fu un massacro.
Già il nome, Toufik appunto, con quella strana assonanza con "TE LO FIK" (te lo metto) divenne un tormentone.
 
Il CAPO arrivava in ufficio, si poneva alle spalle del caro ragazzo, gli appoggiava una mano sulla spalla e gli diceva: "Allora TE LO FIK? tutto bene? TE LO FIK nel CUL!!!!" e giù scrosciate di risate da piegarsi in due... anche quelle dello sventurato che non aveva capito un cazzo (ammetto che ridevo pure io).
"Perchè è proprio li da voi che sono nate "certe usanze", non è vero?" continuava, insistendo sull'argomento.
Toufik annuiva, ridacchiava e insisteva a prillare sulla rotellina!
 
Andò avanti ancora un mese.
Sempre uguale tutti i giorni... non rideva più nessuno!
 
Oltretutto, come ho accennato altre volte, nacque la leggenda degli schizzi nel bagno.
"Bisogna dire a Toufik che pisci da seduto... è tutto uno schizzo. Deve essere lui perchè è così alto".
1° - chi "deve dire..."? se ti da fastidio glielo dici tu!
2° - Toufik, in tre mesi, non si è alzato dalla sedia NEANCHE UNA VOLTA
3° - Da che pulpito viene la predica? Dal soggetto che slaccia la patta e trastulla l'arnese già all'ingresso dell'ufficio, fa partire lo schizzotto dall'antibagno, tira l'acqua prima e dopo (ma "dopo" solo se ne ha voglia) e lo sgrulla come se stesse facendo le benedizioni pasquali con l'ostensorio.
 
Sono anni che, Toufik o meno, per entrare nel bagno bisogna fare la profilassi per la febbre gialla, indossare gli stivaloni da pesca in fiume e NON TOCCARE NULLA ma non perchè debbono passare i RIS, ma perchè c'è una sozzeria tale da far invidia alle leggendarie fogne di Calcutta!
Ed il 95% dello sporco non lo faccio io.
Siamo in due.
Chi lo farà allora?
Quando mi laureo in ingegneria ve lo dico!
 
Toufik trovo un posto dove, almeno, era pagato e se ne andò.
Chissà cosa pensava e cosa ha capito!
Un po' mi è dispiaciuto!
Oltretutto adesso in bagno non ci sono scuse...
 
Un ultima cosa.
Ritirando le analisi del sangue ho scoperto di essere incinto di tre mesi.
Un altro caso di malasanità?
postato da: taxxo alle ore 17:41 | link | commenti (15)
categorie: racconti, personaggi, lavoro
giovedì, 17 maggio 2007

Matti da legare!!!

GABBIA

Dove sta la sottilissima linea di confine tra la follia e la normalità?
E' possibile riuscire a demarcare nettamente quali sono atteggiamenti VERAMENTE FOLLI e quali invece PERFETTAMENTE NORMALI?
Forse si dovrebbe prima definire la "normalità" in modo univoco e comune, ma penso sia impossibile perchè è affare troppo soggettivo.
Quante volte avete detto o pensato: "fa bene lui!" oppure "sta bene lui!" oppure "e se avesse ragione lui?" ?
Di solito sono pensieri rivolti ad atteggiamenti "alternativi" di soggetti un po' borderline ma che riescono comunque a suscitare la nostra comprensione o invidia perchè escono da schemi precostituiti, fregandosene (a volte consciamente, a volte no) dell'opinione comune.
 
Ogni paese che si rispetti ha la sua ricchissima fauna di MATTI veri o presunti.
Questi si distinguono dai MATTI di città (soprattutto a Bologna) perchè sono molto ma molto più semplici. La follia che impera in città è più raffinata e spesso finalizzata o avvolta da una certa creatività artistica o culturale che permea le città.
In paese, invece, le cazzate si fanno senza star tanto a pensare di far tendenza e seguito.
 
Quindi potrei parlare del "meccanico dei diesel" (così lo chiamano al suo paese), un soggetto dalla simpatia straordinaria che ne racconta di ogni genere.
Per esempio, una tra tante, mi racconta che un giorno si ritrova nel cortile dell'officina un pulcino che pigola disperato.
Non si capisce bene da dove arrivi quell'esserino ma, essendo intorno tutta campagna, non se ne preoccupa più di tanto e lo prende con l'intenzione di riportarlo al più presto tra i suoi simili.
Così, non potendo provvedere subito e non sapendo come sistemarlo, lo infila in una vecchia gabbietta per pappagallini e gli da da mangiare.
Per il piccolo pulcino non sarà il massimo, ma si tratta di una sistemazione provvisoria di qualche giorno.
I giorni, però, diventano mesi e il caro pulcino inizia a far le uova!
Il vero problema è che per far uscire dalla gabbietta l'ormai GALLINA il simpatico soggetto ha dovuto smembrare la gabbia prima che l'animale mettesse fuori le zampe e si incamminasse da solo...
Non parliamo poi del cane che ha lasciato legato a cuocere al sole, per poi ritrovarselo stecchito, in una giornata di luglio... è un po' sfortunato con gli animali.
Se doveste aver bisogno di un meccanico non potete sbagliarvi: è l'unico che ascolta la stessa cassetta dei POOH da vent'anni e la spara dal mangianastri dell'officina a tutto spiano!
 
Un altro "mitico" è il caro Jolla.
Jolla ha uno strano rapporto con l'alcool e passa il suo tempo alternando un mese nel quale non beve un goccio d'acqua ma solo alcolici ad uno nel quale si disintossica non usando neppure il colluttorio!
Un metodo discutibile ma lui ha studiato a San Francisco e forse è una tecnica della West coast.
La scorsa estate, in una calda domenica di Agosto, lo vediamo, braghe calate al ginocchio e ubriaco fradicio, mentre simula un combattimento ninja nel parcheggio del bar del paese.
Di per se nulla di strano, non sarebbe la prima volta che si vedono combattimenti simulati nel parcheggio. E lo spettacolo non è penoso perchè l'emulazione di Chuck Norris non è riuscita (anche se l'avversario è immaginario) ma perchè le mutande dello Jolla ricordano quelle di Homer Simpson e sono incredibilmente macchiate di vino rosso!
Alcuni giorni dopo fermiamo lo Jolla che ci racconta:
"Rega, una roba incredibile... quando sono uscito dal parcheggio ho provato ad andare a casa in macchina ma sono finito in un fosso. Mi hanno ritrovato dopo un paio di ore che stavo discutendo con un cane che era nel cortile di una casa!!!"
Gli animali sono decisamente un filo conduttore..
Jolla ha anche inventato un simpatico metodo per "stirare": si copre con il bucato lavato ed asciutto e lo usa come coperta!
Un'altra tecnica della West coast??
 
Chi passa da PonteRonca non può non rimaner impressionato dalla presenza di LYONS.
Mia nonna ha sempre detto che ".. da cinein l'ha magnè trop zabaione.... l'è dvintè acsè par qual!!.." delegando ad un abuso alimentare di zabaione la sua condizione psicofisica.
In realtà LYONS non si è ben capito se c'è per davvero o ci fa.
Impossibile non notarlo a qualsiasi ora del giorno o della notte (e se, passando, date un colpetto al clacson, vi risponderà con un saluto, indipendentemente da chi siete) con il suo basco militare, il pantalone mimetico e il bomber con le toppe militari.
Lui è il Ponteronca's RANGER auto-insediato: dirige il traffico, aiuta ad attraversare la strada, controlla che tutto fili liscio... SEMPRE PRESENTE.
Non fosse per lo sguardo un po' spento, sembrerebbe quasi normale!
 
MARANELLO è matto duro!
Ma di quelli che credono di essere normali, il che è anche peggio.
Da bambino era quella che si definisce una CISTI. Era fastidioso ed irriverente quanto quelle "balotte di grasso (o altro materiale organico)" che ti vengono senza che tu le voglia e che puoi debellare solamente asportandole chirurgicamente.
Ti toccava, cercava di baciarti (uomini o donne, poche distinzioni), insisteva ed insisteva padrone di energie inaspettate ed inesauribili.
Raccontava alla madre che andava a letto poi usciva dalla finestra per attardarsi fino all'alba a cazzeggiare. Aveva 13/14 anni.
Un soggetto che, non sapendo che fare, una domenica andò a Bologna con i rollerblade per provare come andavano sui pietrini di porfido!
Poi prese la patente. Il nome MARANELLO dice già tutto!
Alcuni episodi flash.
"Chi mi accompagna al MOTTA GRILL?"
"vengo io!" rispondo ignaro.
"ok, però facciamo il GIRO LUNGO"
Il suddetto giro consisteva in una sorta di "circuito collinare" sul quale il caro MARANELLO deteneva ogni sorta di record di velocità, follia, irresponsabilità (anche il GRECO gradiva il circuito, ma era riuscito a distruggere la RENAULT5 giù per un fosso).
Ebbene, incollati ai seggiolini mentre stavamo per scollinare ed iniziare la fase in discesa, spunta un leprotto lungo la strada.
Il MARANELLO, invece di scansarlo, lo punta e lo arruota.
Poi scende disperato dall'auto, scrosta l'esserino dal parafango e se lo mette nel bagagliaio raccontandosi la storiella del "poi ce lo cuciniamo!"
Ovviamente, arrivati al primo cassonetto, dopo tre curve in freno a mano ed un testacoda (che se non ne faceva almeno uno a sera, era come non aver preso la macchina) l'abbiamo gettato esausti della puzza di carogna che invadeva la FIAT PUNTO.
E mentre lo gettava sembrava avesse perso un figlio, dispiaciuto tanto quanto dieci minuti prima si era divertito a stiracchiarlo.
 
Un altra volta, in tangenziale a Bologna, corsia di sorpasso ad una velocità compresa tra i 150 ed i 170 (non ho mai capito che cosa avesse fatto a quell'auto), un tizio su un BMV inizia a sfanalare per passare.
Ma il MARANELLO non cede il passo.
E quello del BMV si fa ancora più sotto e suona pure.
Così il caro si fa da parte, lascia affiancare il BMV, apre il gas e si fa tre chilometri affiancato, finestrino abbassato, a sfancularlo ed inveirgli contro.
Velocità media 170 km/h su una macchina guidata senza guardare la strada da un matto inferocito e che, oltretutto, traballa e sembra esplodere.
Allucinante!
 
Poi potrei parlarvi di quello che va dicendo che l'Ospedale maggiore ha un sistema idraulico per girare su se stesso, di quello che da giovane faceva la controfigura di Pippo Inzaghi e di Van Basten (oggi ha corretto il tiro con un umile "arbitro internazionale"), potrei aggiornare le gesta di EL DON, alias LURIDO SMERIGLIATORE, alias BILANCIA.
Potrei parlarvi di Panocia, o di quello che sulla corriera ti chiedeva il numero di scarpe e se lo appuntava su un notes poi voleva un bacio sulla guancia...
 
Ma i veri matti sono loro o siamo noi con le nostre vite "ordinarie" legate al mutuo, l'ufficio, le vacanze ad agosto e la gita della domenica?
postato da: taxxo alle ore 12:15 | link | commenti (6)
categorie: racconti, personaggi
venerdì, 11 maggio 2007

Anche la SFIGA veste Prada??

cornetto
Ci sono fatti INEQUIVOCABILI!
Alcune situazioni che non lasciano adito ad altra interpretazione se non che "quella cosa non la devi più fare"!
Non parliamo di mezze frasi dette o solo pensate; di cattivi presagi nati da risposte ambigue o da atteggiamenti strani; non parliamo, quindi, di rapporti tra uomini e donne perchè non ci sono fraintendimenti davanti a 250€ di multe prese in un mese:
 
in CENTRO non ci devo più andare!!!
 
Passi la multa sull'autobus in una domenica pomeriggio, unico passeggero: ero senza biglietto!
Passi il SIRIO preso tre minuti prima che scattasse l'orario...
Passi il divieto di sosta per "sosta in area residenti" anche se un residente aveva assicurato che non mi avrebbero MAI multato...
 
Ma quando oltre alla multa ti becchi anche la rimozione, all'una e mezza di notte, ti cascano proprio le palle!
 
Le serate sfigate, comunque, le becchi subito.
Vieni invitato ad una cena con queste indicazioni: "E' a San Lazzaro... o meglio, fuori Mazzini... la via è Tassoni!!!"
Vabbè.... guardi e riguardi il messaggio mille volte per capire se è una tua svista o se sei diventato idiota, ma di vie Tassoni a San Lazzaro non ce ne sono, e a Bologna città l'unica Tassoni è esattamente dall'altra parte rispetto via Mazzini.
Ti infili in tangenziale direzione Due Madonne e scomodi qualche santo che ti aiuti a districarti con quelle "precisissime indicazioni".
La via sarà poi TACCONI e con San Lazzaro non c'entra proprio un cazzo!!!
 
A parte questo, parcheggiando ad un chilometro dalla meta e facendone almeno il doppio per trovare il civico giusto in una zona dalla numerazione anarchica,  finita la cena, la persona che ti aveva invitato ti chiede se la puoi accompagnare a casa.
 
"Però prima passiamo al PUNTO".
 
Già hai i tremori ai polsi al sol pensiero di riuscire a trovare un parcheggio in quella zona e a quell'orario.
Ed invece, non si sa per quale strana ragione, mentre ti stai rassegnando a ricominciare il solito gira-gira, una macchina libera un posto e ti fiondi a capofitto.
Sei distrutto e avresti fatto volentieri a meno di quella sosta, ma ormai hai infilato le scarpe, balliamo!
Tra registi, attori, scrittori ed un gruppo di sgallettate che sbavano come lumache verso il figo di turno (e fortuna che non son donna perchè di uomini non capisco proprio nulla se è attraente quello!), si fa l'una e mezza a parlar di Flaubert (non vi inganni il nome, l'argomento è molto meno elegante di quanto sembri), Paris Hillton e, come al solito, di BLOG.
Baci ed abbraci. Tutti a casa.
Non fosse che la macchina, parcheggiata ad appena 100 metri in linea d'aria, è stata rimossa per "lavaggio strada".
Sette/otto carrattrezzi stanno lavorando a più non posso per rimuovere le quattro auto rimaste nel piazzale deserto.
Con tutta quella "slarga" noti anche i cartelli con i divieti di sosta.
Il solito cazzone!
 
"Le macchine le portano al TANARI.."
 
Così, alle due meno un quarto, ti incammini verso il deposito dove troverai la fila di quelli che si son trovati la macchina rimossa!
Alle due e mezza riesci a tornar a casa..
 
Una piccola considerazione:
calcolando che ho sempre immaginato gli iettatori tutti vestiti di nero, gli occhialini da sole tondi , un po' smunti e bianchicci... è possibile che ce ne siano anche ricci, coloriti, femminili e sempre elegantisimi??
postato da: taxxo alle ore 14:34 | link | commenti (13)
categorie: racconti
martedì, 08 maggio 2007

Ma che colpa avevo io???

ScannedImage-6
Erano i primi anni ottanta.
Forse la nazionale di calcio aveva appena vinto i Mondiali di calcio o forse no, non ricordo.
Ma poco importa.
In un vecchio edificio di Porta San Felice, volgarmente definito asilo, si stavano forgiando e plasmando i virgulti di oggi, quelli che di li a trent'anni avrebbero sostenuto l'economia del paese, quelli che le vecchie generazioni (quante volte me lo son sentito dire..) chiamavano "i nostri bastoni della vecchiaia".
 
Ma quando hai tra i 3 ed i 5 anni, la tua visione della situazione è ben diversa, se non del tutto assente, ed ammetto il trauma di quella avventura obbligata.
Intanto l'abbigliamento: tutti i maschietti dovevano portare il grembiulino azzurro e le bambine uno bianco o rosa.
Orari ferrei: la colazione tutti assieme, il pranzo, tutti a fare il riposino (anche se ti frullavi per un'ora sulla brandina!), la merenda...
Fino a quel giorno non ero mai stato irriggimentato fino a quel punto, avendo passato tutto il mio tempo a rotolarmi nel fango in campagna dalla nonna: un solo bagno il sabato (e ringraziare) si mangiavano solo schifezze e si giocava tutto il giorno. 
Ma i tempi stavano cambiando e questo passava il convento....
 
Adesso non voglio dire che nei primi anni ottanta, in quel di Bologna centro, gli asili fossero anche solo lontanamente accostabili a quelli cinesi di LA GUERRA DEI FIORI ROSSI, anche perchè da un asilo cosa vuoi pretendere?
Le tre "I" di Berlusconi, impresa, inglese ed internet?
 
Escludiamo, quindi, i premi per chi faceva la cacca, per chi si vestiva da solo, per chi si alzava per primo... le spazzate di culo e il terribile "isolamento" (solo chi ha visto il film può capire).
I miei ricordi dell'asilo, comunque, sono allucinanti!
 
Ricordo tre cose in particolare:
1) il REGOLO
2) il super cortile
3) la recita di fine anno
 
Il REGOLO era una sorta di "premio" per i bambini che si erano comportati bene durante la punizione del silenzio.
La punizione consisteva (ma definirla punizione è troppo, a volte veniva spacciata per giochino divertente pur di far star fermi i mocciosi) nel mettere la classe seduta con la testa infilata tra le braccia conserte. Vietato fiatare.
I più ligi, quelli che si addormentavano o i meno chiassosi, venivano "liberati" e portati a giocare con il famigerato REGOLO.
 
Il REGOLO, come tutti ricorderanno, era composto da quella serie di bacchette di plastica di lunghezza variabile a seconda delle unità che rappresentavano.
Quindi il cubettino bianco da una unità, quello rosso da due, verde da tre, via via fino a dieci unità!
Il REGOLO che intendo io, invece, era una rappresentazione in scala più grande del regolo da tavolo.
 
Con quei parallelepidedi giganteschi si potevano costruire capanne, barche, torri.... per poi far crollare tutto con un calcio o una spinta.
Ma era una tortura perchè, dopo un po', anche il bambino di 4/5 anni si accorge che le forme da creare sono limitate e l'unico divertimento che rimane è quello di giocare a calcio con il cubetto da uno, il più piccolo!
E così facendo ci si meritava una nuova "sessione punitiva del silenzio" nella sala refettorio.
E si andava avanti ll'infinito!
 
Il super cortile (che in realtà è un cortiletto piccolissimo), era liberatorio e frustrante allo stesso tempo.
Liberatorio perchè almeno c'erano due alberi in croce (non posso dire "ed aria fresca" perchè il cortile si affacciava sui viali di circonvallazione), frustrante perchè, da che vado a scuola, le attività all'aperto consistono solo ed unicamente nella corsa sfrenata tipo MAMMA HO PERSO L'AEREO!!!!
NO palloni!
NO arrampicarsi!
No calci / pugni!
NO sudare!
 
Se non ti concedevi una sana sassaiola di nascosto (2/3 lanci al massimo prima di essere beccato e messo in punizione quindi al REGOLO), passavi i pomeriggi lungo le ringhiere a fare attività da femminucce: il mercatino delle foglie e dei sassetti oppure a fermare le persone di passaggio e chiedere "scusi, da che parte si va per....?" e si sparava il nome di una città.
Poi dicono che la mia generazione si è infrocita.... è chiaramente colpa delle maestre!
 
Infine la recita.
Ho sempre odiato mettermi in mostra direttamente, fare il pagliaccetto davanti a genitori accondiscendenti che ti additano e ti compatiscono.
Una cosa che mi è rimasta negli anni.
Infatti la recita è sempre stata un incubo.
Ne ricordo una in particolare.
Quell'anno volevano rappresentare il circo quindi domatori di elefanti, il presentatore, il fachiro, i clown e gli animali.
Io ambivo decisamente ad un posto da animale, nella mischia, anonimo; ma mi ammalai di pertosse e per me fu una vera manna!
Non mi sarebbe toccato nessun compito da coglione e sarei tornato all'asilo a giochi fatti e ad acque calme.
Invece fecero di tutto, mia madre, per farmi partecipare (complice il fatto che mio padre aveva disegnato tutti i poster a fumetti che addobbavano la palestra e suo figlio non poteva assolutamente mancare) e mi rimisero in sesto tre giorni prima del grande evento.
Non avendo potuto sgomitare durante l'assegnazione dei ruoli, mi rifilarono lo scartatissimo posto da FACHIRO: turbante in testa, flauto in bocca, fischiettavo, dicevo due cazzate ad un cesto di vimini e spuntava fuori una bambina vestita da serpente e ci improvvisavamo in un balletto come Ginger Rogers e Fred Astaire.
Ovviamente era rimasto solo questo ruolo perchè il simpatico "serpentello", con tutto il politically scorrect dei bambini, era una bambina handicappata con alcuni problemi di dizione e movimento e nessuno voleva fare la scenetta con lei.
Figuriamoci io che non avrei voluto fare neppure uno dei dieci elefanti!!!!
 
E ricordo chiaramente che io, annunciato dal presentatore Stefano, con un lenzuolo addosso, il turbante, l'immancabile dolcevita di lana, ed un trucco tutto sbavato (mi avevano messo la matita nera per uno sguardo mediorentaleggiante... stile Raz Degan), aprii le cateratte del cielo e piansi a più non posso finchè la parte non la fecero fare allo stesso Stefano (un vero frontman trasformista) e mi additarono più che se avessi fatto la stupida scenetta.
Quanti tristi ricordi!
Almeno mi fecero i complimenti per i poster di papà..
 
P.S.
Quello nella foto sono io, nello stesso periodo, nello stesso asilo.
Come vedete dalla foto, forse troppo avanti per quell'età, forse troppo timido, forse troppo cinico, ho la faccia di un condannato a morte.
Se ben ricordo, mi sembrava una gran coglionata fare una foto abbracciato ad un paperotto di plastica...
E fui l'unico a non venir "bene"... me la volevano pure far rifare perchè ero stato il solo bambino a non mostrare, con un sorriso durbans,  i tre denti che avevo in bocca!
Che infanzia difficile.
 
Solo i più attenti avranno notato il dolcevita di lanazza pizzichina...
Ribadisco, che infanzia difficile.
postato da: taxxo alle ore 19:10 | link | commenti (13)
categorie: racconti
lunedì, 07 maggio 2007

Avvocati a Riale!!

avvocato

"In piedi!!!"
Pasquale Africano, puntata di FORUM 4237, all'ingresso del giudice Sante Licheri.
 
Alla soglia dei trent'anni, dopo quasi 10 di duro lavoro, risparmio e penitenza, può venire il voglino di acquistare un appartamento.
Così la voglia di estrema indipendenza e di investimento vi potrebbe spingere a sognare ad occhi aperti una villetta con giardino per il barbeque, ampio garage ed ingresso indipendente. ..
Magari un porticato dove, in vecchiaia, poter posizionare la sedia a dondolo per godere delle brezze collinari nelle sere d'estate.
Magari un piccolo studiolo dove poter mettere la vostra super libreria ed una poltrona comoda per poter leggere indisturbati gustandovi il fumo della pipa con il plaid sulle gambe...
Magari un gatto o gli inseparabili sul davanzale della cucina...
Magari la stanzetta dei bimbi con alle pareti i disegni della banda Disney ed una moglie sempre sorridente ed accondiscendente...
 
Poi vi svegliate scontrandovi contro il "pendolino" della realtà: i sogni si fermano al monolocale "ristrutturato" nel palazzo più vecchio di Riale (Zola Predosa - Bologna - Italia).
E se vi chiamate Argonauta, un Machiavellico personaggio zolese, l'esperienza di acquisto diventerà una vera e propria via crucis.
 
Argo è un caro amico con simpatiche caratteristiche autolesioniste, il meno indicato a sobbarcarsi un trentennale sul groppone, ma il più deciso a farlo da solo e senza una solida base economica.
Argo è sempre stato opulatissimo nelle spese, al punto da andare in giro con POST-IT nel portafoglio o attaccati al cruscotto dell'auto con segnati i 20 centesimi che vi deve o che deve avere (tutto documentato).
Al punto da presentarsi "già mangiato" ad ogni pizzata del venerdì pur di risparmiare i 5 euro della Margherita.
Ma, allo stesso tempo, il caro Argo, nei 10 anni sopra citati, non è riuscito a mettersi da parte neppure il barlume di una cifra importante e questo gli pone mille dubbi...
E se Argo ha un dubbio, stai pur certo che ne parlerà per i prossimi mille anni...
 
Comunque sia, si iscrive all'agenzia TECNOCASA locale ponendo i limiti di spesa, metratura, piano, colore delle pareti esterne, numero dei condomini, posizione geografica feng shui (quindi a NORD, lontano da corsi d'acqua in influenza negativa, lontano da strade, da precipizi,....) e verificando il passaggio e la posizione dei nodi di Hartmann .
In pratica, inseriti i dati nel data base, rimanevano papabili solo una cuccia al canile di Ponte Ronca, un garages a Mongardino ed un appartamento a Riale.
 
Si butta a capofitto sull'appartamento.
L'appartamento, però, ancora non esiste perchè sarà ricavato dalla ristrutturazione di un negozio sistemando un vecchio magazzino: 45 metri calpestabili, ingresso indipendente, riscaldamento autonomo più una piccola cantina con accesso da un condominio nelle vicinanze.
Sulla carta l'appartamento sembra un vero e proprio loculo ma il prezzo è super abbordabile ed il nostro eroe si lancia nell'avventura.
 
Tralasciamo i casini di una consegna slittata 6 mesi, di lavori tirati via, di finiture di scarso pregio, di un impianto elettrico da cimitero ma di un gran bel bagno (anche se ribadisco che avrei preferito il mosaicato!!), giunge il giorno dell'agognato trasloco.
 
Ormai è una settimana che l'Argo si è trasferito ed è entrato in contatto con la dura realtà di Riale.
Ma soprattutto con quella del condominio e dei suoi abitanti.
 
Il Ciccio, il vicino impiccione e caposcala, già durante i lavori di ristrutturazione aveva preso le veci, senza diritto alcuno se non quelle di essere un pensionato nullafacente (un altro UMARELL), di Direttore dei Lavori, criticando brutalmente quasi tutti gli interventi previsti.
Argo lo conosce, per caso, in un buio pomeriggio d'inverno e già tra i due sorgono odio ed acredine.
"La sua cantina ha l'accesso dal nostro condominio, per questo le spetta un turno di pulizie delle scale ogni 40 giorni circa"
"Le scale per andare in cantina??"
"No, tutti e due i piani fino in cima... ma se vuole posso chiedere alla signora del primo piano se le può fare per lei. Nel qual caso concorderete una cifra fra voi.."
"Cifra di che???"
"La signora non lo farebbe mica gratis!"
"Ne riparleremo...."
"Si, si, nessuna fretta... per adesso le chiederei un favore: potrei usare la sua cantina per appoggiare momentaneamente delle mie cose?"
"Nessun problema, si figuri.."
 
Ormai a Zola questa storia la conoscono anche i sassi perchè l'Argo non si vuole abbassare ai dettami del Ciccio caposcala.
E così si rivolge ad un avvocato...
 
Oggi internet è vita e fonte inesauribile di servizi e conoscenza.
Così, mai domo ed internauta incallito, si getta alla ricerca di precedenti o siti di tutela dei condomini e si imbatte, come sulla strada per Damasco, in un consulente GRATUITO (al che all'Argo hanno brillato gli occhi a dollaro!!) per casi legali: l'Avv. ORESTE, pensionato con l'hobby per la tutela dei consumatori.
 
Dopo una breve mail di presentazione delle problematiche, giunge lesta la risposta del Legale:
 
Carissimo giovane Argonauta,
è proprio il caso di dire che la fortuna l' ha dirottata dalle mie parti, questo perchè è inconcepibile il concetto di gestione del suo condominio, anzi allucinante.
E' esclusa la possibilità della turnazione nella pulizia delle scale, imponendola con delibera ad ogni condomino.
Nel caso l'assemblea assuma una simile delibera, questa sarebbe radicalmente nulla, avendo i condomini statuito oltre le proprie competenze, violando i diritti del singolo condomino sui quali la Legge non consente ad essa di incidere (Cass. Civile n. 16485 del 22.11.2002 - Tribunale di Milano sez. VIII del 12 agosto 2003 n. 11416).
Quindi dica pure al capocondomino che non si permettesse più di calpestare la sua dignità di essere umano, se non vuole ritrovarsi con una denunzia per
diffamazione, avendo dichiarato che lei deve fare lo sguattero, oltre a fare il proprietario.
Poi il condominio essendo composto da ben 9 comproprietari, dicasi 9, DEVE nominare l'amministratore, a norma dell'art. 1129 del codice civile, il quale sancisce che quando i condomini sono più di 4 l'assemblea nomina l'amministratore, pena il ricorso al giudice per la nomina di un amministratore giudiziario.
Il ricorso lo può fare anche un solo condomino.
Il mio consiglio, ragazzo giovane, io ho 65 anni e tanta ma tanta esperienza, mi consideri al suo fianco e mi interpelli tutte le volte che vuole, sarò solerte proprio come ora, però mi interpelli prima di qualsiasi decisione, perchè dopo è difficile ricorrere ai ripari.
Cordialmente la saluto
 
Geom. Oreste
Consulenza Condom.le gratuita
suggerimenti & consigli
www.consucondominialegratis.it
 
Tralasciando il linguaggio arcaico più consono all'azzeccagarbugli del Manzoni piuttosto che ad un Geometra (quello che è in realtà il caro Oreste), la risposta apre uno spiraglio di luce ed una possibile ed inaspettata fonte di guadagno.
ADIIRITTURA!!!!
 
Questo nuovo sistema all'americana di girar con il biglietto da visita dell'avvocato, di denunziare tutti per tutto e di fare i furbetti attaccandosi ad ogni cavillo che "..leda la nostra dignità di uomini..", si tratti anche solo di una scopata alle scale (che se fosse stata una "scopata SULLE scale" l'Argo non avrebbe aperto becco), renderà sicuramente la vita più semplice al nostro amico.
Per adesso si sono limitati ad un paio di pacche intimidatorie sulla porta di casa, in futuro non so...
 
E ricordandovi di questo episodio, tra qualche anno, sarete i primi a sapere di come iniziarono gli strani fatti dei VICINI DI RIALE, emuli di quelli di ERBA!
postato da: taxxo alle ore 10:03 | link | commenti (11)
categorie: racconti, personaggi
giovedì, 03 maggio 2007

Una vacanza bestiale!!!

massaggiatore

Si sognano le meritate ferie tutto l'anno passando più tempo sui siti di alberghi, villaggi, forum di viaggio, cercando voli low-cost, ... di quanto, poi, non si stia effettivamente in vacanza.
E già questo è uno stress.
 
Poi, finalmente, dopo un milione di rimuginamenti, incastrando il periodo di svago con quello di amici / fidanzate / parenti che vengano a dar da mangiare al gatto / concomitanze astrali, arriva il momento di fare la valigia.
E già questo è uno stress.
 
Così decidete di raggiungere gli amici in montagna che "..dai, vieni anche tu che siamo in un posto bellissimo, speriamo solo non venga a piovere.." e, senza tanti calcoli, prendete la vostra macchinina e pigliate l'autostrada, ma a Modena Sud siete già in fila per imboccare il BRENNERO!?!!!
E già questo è uno stress.
 
Arrivati a 30 km da Bolzano vi fermate in autogrill perchè il vostro sesto senso vi dice che avete perso l'uscita per la Val di Fassa mentre stavate sostituendo il CD di PUPO con quello di MAURO LEVRINI...
Fate 20 eurini di benzina, prendete due kit-kat, una confezione di Grisbi ed una bottiglietta di Tassoni e mentre pagate una decina di euro (!??! mortacci loro! la prossima volta mi faccio fare un panino alla COOP), azzardate, con la miglior dizione possibile per non essere tacciati di TERRONI quindi fuorviati nelle indicazioni, un: "Scusi, vado bene per la Val di Fassa? Che uscita sarebbe?"..
"Guardi.. io non so' della zona..." vi rimanda il tizio con il cappellino rosso ed il grembiulino AUTOGRILL con un leggerissimo accento del nord della Sila "..la strada è questa e l'uscita dovrebbe essere EGNA-ORA, ma non so' sicurissimo... quando esce, provi dal casellante!"
Il nome dell'uscita vi torna, ma vi chiedete quale sia la sfiga che mi fa trovare, in un posto con una densità altissima di crucchi, l'unico Calabrese integrato.
E già questo è uno stress.
 
Uscite ad EGNA-ORA ma anche il casellante non sa niente (o il vostro spiccato accento bolognese vi ha tradito) e vi arrangiate con i cartelli stradali.
Prima i nomi in TEDESCO, sotto la traduzione in italiano... ma della Val di Fassa, neanche l'ombra!
Ovviamente non avete con voi neppure una cartina e chi dovete raggiungere non ha percorso la stessa strada quindi non può esservi di aiuto.
In più siete uomini, quindi NON CHIEDETE INDICAZIONI!!!
Girate un po' a caso sperando di beccare un cartello giusto e vi infilate verso MONTAGNA, ridente località ai confini di ORA (BZ).
Ma la strada non vi convince e, dopo 10 minuti, tornate in direzione autostrada.
Girovagando "a cazzo" notate un cartello che recita: VALLE DEI VINI.... e, come presi da una folgorazione, decidete che è quella la giusta strada.
Dopo 20 km di zig zag tra vigneti e casette caratteristiche, vi ponete il dubbio che sarebbe meglio chiedere conferma prima di ritrovarsi in Valle D'Aosta o in Portogallo.
Notate un fitto gruppo di ciclisti al bordo della provinciale e vi affiancate per chiedere indicazioni: "Scusate, per la Val di Fassa?"... "NOI TEDESCHI!!!! NO ITALIANO..." rispondono facendo anche un gesto tipo vada-via-e-ciap!
Vabbè, pace.. scusate se vi ho importunato. Evitate di sfoggiare il maccheronicoscolastico inglese e vi dileguate prima che decidano di giustiziarvi seduta stante.
Vedete un'officina FIAT con un meccanico sul portone.
Cazzo, vi dite, questo parlerà ben italiano... è della FIAT!
Ed infatti parla tedesco pure lui ma, almeno, vi fornisce questa indicazione: "DOFETE ANTARE FERSO CAVALESE... PASSATE MONTAGNA POI SEMPRE TRITTO!!!!"
Vedete a non assecondare gli istinti! Eravate già a MONTAGNA e vi tocca tornarci...
E già questo è uno stress.
 
Arrivate all'alberghetto e vi ricongiungete con chi vi aspettava.
"Abbiamo trovato solo questo aperto... sai, la prossima settimana chiudono per il cambio stagione!"
L'alberghetto ha 4 stelle, c'è un tipo che vi apre ogni porta che dovete varcare e se siete stanchi, c'è anche uno che vi alza la tavoletta del cesso!
Pensavate a qualcosina più di una canadese in un camping e vi ritrovate all'HILTON.
E già questo è uno stress.
 
"Non te lo abbiamo detto? nel prezzo è compreso anche un PEELING CORPO ed un TRATTAMENTO VISO!"
"CHEEEE??? Peeling CHEEEE????"
"Era compreso nel prezzo... caccia via! magari l'estetista è pure carina!" mi rispondono sornioni, già sapendo come sarebbe andata a finire.
Così vi portano nel beauty center dell'albergo a prenotare i trattamenti.
Nel Beauty ci sono 500°C con un tasso di umidità del 300% e vi presentano AMED, il massaggiatore Egiziano che si occuperà dei vostri trattamenti!
"E' molto esperto e professionale..." lo presenta la signora della reception!
Ci mancherebbe anche.... è il doppio di me!
E già questo è uno stress.
 
Il primo giorno vi fate una escursione di "riscaldamento": 6 ore di passeggiata per giungere al rifugio del Passo.
Quindi sveglia alle 7.15 (quando andate a lavorare vi crogiolate tra le lenzuola fin oltre le 8.00), fastosa colazione, poi via di tutta fretta perchè entro le quattro dovete essere tornati, sbarbati e lavati per il trattamento di AMED.
E già questo è uno stress.
 
Arrivate alle 16.05 in beauty, un po' frastornati dalla fatica, con il vostro accappatoio e le vostre mutandine completamente all'oscuro di cosa potrà capitarvi.  Venite chiusi in una stanzetta buia con l'invito ad indossare un perizoma di carta e l'indicazione di attendere qualche minuto a pancia in giù su un lettino.
"Non ti preoccupa.... ti vede solo io" vi "tranquillizza" il caro AMED ignaro del fatto che è proprio rimanere soli con lui il vostro cruccio.
Soprattutto perchè vi state mostrando indifeso a possibili "falli da tergo" come ricorderebbe il caro Bruno Pizzul!
E già questo è uno stress.
 
Alla fine va tutto liscio come l'olio (ma non quello che credete voi) e dopo il famoso peeling (una "raschiata" alla schiena che vi affilia a tutti gli effetti tra i finocchi del pianeta - adesso mancano solo le ciglia rifatte), venite risparmiati dalla pulizia viso.
"Hai pelle molto giovine.. è inutile trattamento.."
"Se vuoi ti faccio fare sauna, ma devi entrare nudo... e c'è anche altra gente, anche donne" e si mette a ridere malizioso.
Il rischio di mostrarvi TROPPO PRONTI è così alto che preferite un segotto in camera e declinate l'invito!
E già questo è uno stress.
 
Poi, volevate ben dire, inizia a piovere e passate i restanti DUE giorni a cazzeggiare tra RAI BOZEN (il canale RAI dedicato alla tradizione Bolzanina.. una vera squisitezza se ti interessi di musica tirolese ed affini), un qualche DIVX portato da casa (rimasto in quella porcilaia che chiamate auto, sarebbe più corretto) e la lettura dei quotidiani locali.
Anche non far niente è uno stress.
 
Rientrate in tutta fretta a casa cercando di evitare le "file da rientro".
E già questo è uno stress.
 
Anche questa volta, chiusi nel silenzio del vostro ufficiolo, tra una telefonata ed una mail, tra una cazziata e la fila per la mensa, vi viene da pensare:
"Certo che un periodo di lavoro per riprendersi dalle FERIE è proprio quello che ci vuole!"
postato da: taxxo alle ore 16:38 | link | commenti (5)
categorie: racconti