Attraverso lo Stargate

Distorsioni dalla provincia

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Utente: taxxo
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ignorante come un banco - sempre alla ricerca del "tempo" - scribacchino impertinente - giornalista giornalaio - attento sbadatello - folle lucido - simpatica canaglia. In una parola: il TASSO

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martedì, 21 novembre 2006

Un Tasso di campagna nella Grande Città

 
 
Ho passato il mio fine settimana a Milano.
Sono stato a vedere la mostra di Tamara De Lempicka.
 
"Ma come, un'ignorante provincialotto come te, un frustrato dal lavoro e dalla vita, un irridente sfigato di prima categoria, un FINITO del cazzo che si interessa anche di Arte? Non dire stronzate, sarai andato per la partita di pallone o per vedere Marta Marzotto in via Montenapoleone!"
 
Invece no!
Sono stato alla mostra e mi è pure piaciuta.
Mi interesso d'arte solo perchè il mio CAPO ribadisce spesso che: "Chi ha troppi interessi extra è perchè ha un lavoro poco gratificante!".. ed io, per ripicca e perchè odio il suo lavoro quindi il mio (ma più che altro odio lui e quello che dice e pensa), seguo pure il curling, le corse di cani e colleziono il mensile AUTOTRASPORTATORI con le foto dei camion e le loro caratteristiche.
Ma, a parte questa digressione che non interessa nessuno, il viaggio nella grande città mi è servito soprattutto per approfondire alcuni temi latenti.
 
A Milano c'è troppa gente!
Una continua fiumana di persone che sgomitano, passeggiano, corrono o stanno fermi.
Ok che era il fine settimana, siamo vicini a Natale e probabilmente c'era pure una manifestazione, ma tanta gente tutta insieme, al paesello, l'avevo vista solo quella volta che alla Fiera erano venuti gli sbandieratori da Siena.
Sono proprio il ragazzo di campagna basito dalla maestosità della Grande città.
Ma cosa fa, riassumendo, tutta questa gente?
 
Fondamentalmente NULLA.
Gironzolano senza meta, parlottano di cose futili, si incontrano per poi ricominciare a gironzolare e parlottare in maggior numero.
Oppure fanno shopping!
 
Poniamo il caso (ed è solo un immaginifico esempio) che siate a Milano con una vostra amica e che stiate passeggiando senza meta nè senso per le vie della moda.
Ad un certo punto, giunti davanti alla vetrina di un negozio di calze, venite invitati ad entrare perchè: "dovrei comprare delle calze, ti dispiace se entriamo?"
Se farete l'errore di accettare, non trovando nessun motivo evidente per rifiutare (questioni di religione, un'attacco di colite acuta, gli UFO, un attacco terroristico nel negozio,... a voi largo uso della fantasia), la sequenza degli eventi sarà questa:
 
1° la donna inizierà a toccare TUTTO, infilando la mano in ogni gambaletto, autoreggente, calza di qualsiasi tipo per poi aprire le dita a raggera e verificare non ho ma ben capito cosa.
 
2° quindi dirà: "e queste? e queste? e queste?" per un numero pari al quadrato delle cose che un essere umano normale riesce a vedere.
 
3° chiederà consiglio su capi assurdi, colori sgargianti, pois gialli su calze rosa, fantasie ad Arlecchino e voi non oserete mai contraddirle per non fare la figura di quelli retrogradi o troppo classici. O per far comunque colpo anche se, in quel negozio, se fosse per voi, morirebbero di fame da un pezzo.
 
4° All'uomo non piace sgomitare, metter mano per primo o star lì a fare il sorriso di plastica per più di 8 minuti. Quindi, verso il settimo giro e trequarti delle lancette, con occhio vispo e rapido, localizzerete l'angolino degli "ACCOMPAGNATORI AFFRANTI". Cè sempre ed in alcuni posti mettono anche un divanetto.
Solitamente è vicino alle casse o tra l'esposizione e la vetrina. E' abitato solo ed esclusivamente da UOMINI (di tutte le età e di tutte le estrazioni) che restano immobili(alcuni con borsette, borsine, pacchetti vari da custodire) a cancellare i messaggi vecchi dal cellulare, parlottare del più e del meno con altri ACCOMPAGNATORI AFFRANTI, sospirare e sbuffare con occhio vigile all'orologio.
 
5° la donna si assicurerà della vostra condizione psicofisica con ripetuti sguardi verso di voi e, alle volte, vi proporrà un giudizio su un capo ponendoselo sulla testa e blaterando qualcosa di incomprensibile con la bocca a pesce.
Sorriderete e farete di si con la testa. Tutto pur di uscire in fretta.
 
6° a questo punto la donna continuerà incurante il suo vagheggio (tanto voi state bene, magari avete anche fatto amicizia con un altro ACCOMPAGNATORE) fino a che ogni centimetro quadrato del negozio sarà stato ribaltato e scrutato nonchè toccato (le donne non riescono ad evolversi dalla fase TATTILE dello sviluppo, dev ono toccare sempre tutto).
 
"hai visto tutto? ci hai messo così poco, sei sicura?" domanda retorica che farete sistematicamente davanti all'ennesimo pacchetto che VI toccherà portare perchè: "me lo terresti? sai, è tutto il giorno che camminiamo e con questi tacchi sono stanca!!" (un classico, la donna si veste scomodissima per passare un intero pomeriggio a gironzolare a piedi).. TUTTO pur di uscire da quel negozio.
 
8° vi infilerete in un altro negozio.
 
9° riparti dal punto 1°
 
Su questo sono molto disilluso: se conoscerete una donna che vi dirà: "Io non sono come le altre, non ho MAI obbligato nessuno a dovermi accompagnare mentre faccio shopping!!", ripenserete a queste parole quando, dopo solo 15 minuti che le avrete sentite, sarete schiacciati nell' ANGOLINO DEGLI ACCOMPAGNATORI AFFRANTI ad annuire con la testa alla vostra compagna che vi mostra un paio di mutandine di pizzo dalla distanza di 30 metri.
Ascoltate un cretino..
 
Tutto questo peregrinare mette un po' fame così vi apprestate, sempre con l'immaginifica amica, a cercarvi un posticino per qualcosa di commestibile.
 
"Ma io seguo la ZONA..." vi sentite di rimando. Un attimo di riflessione, vi guardate in giro e dite: "perchè, per questa strada non va bene? conosci un posticino migliore in un altra ZONA?".
Vi inizierà a guardare con sospetto e incredulità.
In effetti con ".. io seguo la ZONA" intendeva la DIETA A ZONA.
Ed apriamo questo breve siparietto sulla dieta del Dott. Barry Sears.
 
Il caro Barry è un dietologo americano che ha studiato una nuova dieta (anche se sono già parecchi anni che è in giro) che avversa quella mediterranea ".. troppo ricca di carboidrati..".
In pratica, escludendo quasi tutti i carboidrati (la cui assunzione ai livelli delle diete locali provoca terribili "aumenti di insulina"), la novità è la costante assunzione di proteine e di polisaccaridi (gli zuccheri dei vegetali) attraverso piccoli, regolari pasti estesi nella giornata.
Quindi il seguace della ZONA si ritrova a far colazione con due fette di salmone e tre anacardi, un invidiabile spuntino di mezza mattina con 10/15 mandorle tostate, un pranzone con 5 blocchi di verza cruda e scondita (la suddivisione in BLOCCHI è favolosa.. rende ogni pasto un precisissimo conteggio/peso di tutte le pietanze. Conosco soggetti che scartavano gli spicchi agli aranci per mantenere bilanciato il BLOCCO), una merendina con mezza scatoletta di tonno al naturale e 4 anacardi (fondamentali gli anacardi per Barry), una cena con 3 blocchi di insalata ed una scaglia di parmigiano ed un dopocena con 20 arachidi.
 
ATTENZIONE: la dieta appena elencata E' FRUTTO DELLA FANTASIA DELL'AUTORE. Ogni riferimento a cose o personaggi realmente esistenti (a parte gli anacardi) è da considerarsi puramente casuale!
 
Fatto sta che, prescindendo dalla follia, dalla solerzia e dall'estrema precisione che ci vuole per seguire questa dieta, il simpatico Barry se nè inventata un'altra: il merchandising!
Esatto, non essendo possibile (vista la frequenza e la regolarità dei pasti) di pesare e verificare i BLOCCHI in ogni luogo ed in ogni momento, si possono assumere i giusti ed equilibrati livelli di sotanze nutritive attraverso le BARRETTE, i CIOCCOFRULLATI in busta, le PILLOLINE di omega 3 o altre schifezze ovviamente imbustate di verde e con l'effige ZONA in bella vista!
Il tutto per un pasto completo e, dietologicamente parlando, corretto.
 
Che gli americani ci vengano ad insegnare la dieta, criticando fermamente la nostra, è una questione molto discutibile già di per se.
E, come descritto, anche questa volta il ritorno economico dell'autore (che dal numero di libri che potete trovare in libreria è più paragonabile a Dan Brown che ad un medico) è notevole..
Seguirla è tutta un'altra questione.
 
Chiuso il siparietto, riesco a convincere l'ipotetica amica a sgarrare con un quarto di pizza da SPIZZICO, una Sprite e quattro Qubì (le mozzarelline panate e fritte).
Ci facciamo questa scorpacciata di carboidrati, sento il livello di insulina invadermi le membra e la follia avanzare come un rullo compressore:
 
ho proprio esagerato, il resto lo racconto un'altra volta!
postato da: taxxo alle ore 20:16 | link | commenti (19)
categorie: racconti
mercoledì, 15 novembre 2006

Ormai gli resta solo la Gresta...

Gallo

"..non ha più amici, non ha più fans, vede la gente cadere giù.."
Gianni Morandi – C’era un ragazzo che..

 
Lo so, è tempo sprecato!
Non posso darvi torto ma vi assicuro che questa sarà la raccolta DEFINITIVA ed ultima sulle gesta di questo assurdo personaggio.
Oltretutto faccio il suo gioco: lo metto sugli scudi e gli faccio pure pubblicità.
Però qualcosa devo dire... 

Mi è sempre stato sul cazzo.
Odio per partito preso chi si loda, si auto-celebra e, per ogni piccolezza, fa un monumento alla sua persona.
Odio l'egocentrismo e la spacconeria.
Odio chi si accaparra meriti che non lo dovrebbero sfiorare minimamente e non sopporto l'ipocrisia del politically correct contornato dal pettegolezzo del pregiudizio e del parlar male alle spalle.
Odio la sceneggiata rumorosa per cercar consensi, odio il giudizio sprezzante del sentito dire, odio chi si nasconde dietro verità (quelle religiose) facendosene paladino per poi comportarsi nei fatti (le parole non contano) all'opposto.
Tutto questo e molto altro è condensato in un'unica persona: Gresta!
Sono abbastanza giustificato per dire che mi sta sul cazzo? 

Ma andiamo con ordine.
Conosco questo soggetto da quasi dieci anni o giù di lì (preferisco essere più preciso su date ed anniversari con le morose), da quando, cioè, era Scodella.
Certe cose non si improvvisano: era già un capetto quando, a 15/16 anni, si poneva a leader del gruppo parrocchiale del paese.
Non si muoveva foglia che Scodella non avesse vagliato, considerato o autorizzato a farlo.
Da sempre, parole sue, si è preso il merito di: “aver rifondato il gruppo parrocchiale giovanile”, convocando e richiamando sotto la sua ala e con l'ausilio delle strutture della chiesa locale, tutti i coetanei dispersi in altre attività considerate quasi sataniche. 

E' grazie a lui se oggi l'azienda sanitaria locale spende pochissimo in Metadone..

Fatto sta che, volenti o nolenti, lo scontro con la realtà parrocchiale, in un comune di provincia, è quasi obbligata.
Gli unici spazi aperti "liberi" e attrezzati (campetti per sport vari) sono in gestione alla chiesa.

Comportandomi sempre con rispetto anche verso quello in cui non ho mai creduto, pure io, con alcuni amici della mia stessa estrazione, ci avvicinammo a queste strutture, complice anche una maggior densità di fica (il che non ha mai guastato).
Ma a Scodella questa presenza "scomoda", non autorizzata e blasfema non piaceva.
Ragazzi un po' spigliati, alternativi e fuori da certi schemi spezzavano gli equilibri prestabiliti (sempre da Scodella).

E così giunse la lista di prescrizione di cui già parlai (clicca qui quasi in fondo al post). 

Scodella aveva gran seguito, tutti erano indifferenti alle sue decisioni e si faceva sempre quello e come diceva lui. Ed il suo ego era premiato da tanta supremazia.
In quegli anni, però, si beccò pure un ceffone da un mio amico, molto meno diplomatico di me, che si era stufato di esser preso in giro da tanta supponenza e tante frottole da super uomo.
Perchè Scodella, ogni tanto, la sparava grossa senza esserne veramente autorizzato.
Sebbene tutto le cose andarono avanti e, stranamente, come NON voleva Scodella. 

Tanto per chiarire di che ambiente stiamo parlando, racconto questo piccolo aneddoto.
In fondo, a me ed ai miei amici "extracomunitari", di Scodella ce ne fregava ben poco.. a noi interessava la presenza femminile!

Per questo gironzolavamo più spesso attorno alle ragazzine che attorno alle bizze del leader.
Il fratello di una di queste, educatore ed esimio filosofo, ammonì la sorella con queste parole: 

"cerca di evitare di uscire con quelli, sono dei poco di buono!!"

rammento che "quelli" di cui parlava il simpatico "educatore" (quanta presunzione solo nel titolo), erano una branca dei famigerati Druidi di Monterocca, clan di Sfigati per antonomasia riconosciuti e schedati da tutte le associazioni di Sfigati dei comuni della valle del Reno, sospetti e additati solo perchè non erano soliti denunciare all'autorità ecclesiastica, durante il rito della confessione, l'unico reato che li rendeva CRIMINALI POCO DI BUONO davanti al giudizio divino della comunità parrocchiale: la giornaliera pugnetta ispirati dal giornaletto con le zozze!
Sono cose di paese... pace! 

Ma torniamo alla cronologia degli eventi.
Ispirato da maestri di tal spessore (vedi l'educatore del racconto appena sopra), Scodella continuò imperterrito con il suo "disegno" di comando e affermazione.
Alcuni eventi, passi falsi o realtà stufe, però, lo ammorbidirono leggermente e più di una volta lo sentii affermare di "..essere di una persona umile e senza nessuna presunzione.." un'altra di quelle affermazioni che mi fanno pensare di averle sentite proprio tutte.
E tutto è andato avanti, con miei maggiori distrazione e disinteresse, tra fallimenti universitari, fallimenti sentimentali, poca voglia di lavorare, promesse, sempre smentite nei fatti, di modestissimi traguardi sportivi ("..uno come me può giocare tranquillamente in serie C.."), costante lascività sessuale dalla quale si riscatta con una confessione purificatrice (quanto male hanno fatto le religioni?), terribili litigi con persone a cui ora farebbe persino il testimone di nozze, loschi affari alle spalle di amici ai quali non ha mai avuto il coraggio di dire la verità ... 

Poi è sceso in campo.

Non il campetto spelacchiato all'ombra del campanile della chiesa.
Non parliamo di pallone di cuoio esagonato, parastinchi e scarpette chiodate.
Parliamo di politica! 

Sempre più spesso, e il modello nazionale lo insegna, la politica è il rifugio di incapaci, "ammanicati", corrotti e corruttori.
Una persona di intelligenza media e con un minimo di amor proprio finalizzato alla coerenza con i propri ideali, non potrebbe MAI accettare i compromessi della politica.
Ma Gresta, rinunciando al "pelo a Scodella" per una più sfrontata pettinatura modaiola, ha sempre avuto le caratteristiche per spopolare in politica ma, soprattutto, nei partiti più moderati ed ambigui.
Ed infatti, grazie ad estenuanti, viscide e ipocrite lisciate di pelo verso tutte le persone che anche solo lo avevano incrociato in autobus, è riuscito a diventare consigliere comunale, rischiando di diventare addirittura assessore.
Uno dei più giovani della provincia di Bologna. 

Questa ulteriore "puntura" di autostima, l'ha fatto volare altissimo.
E lui riesce benissimo a vestirsi di tutte le maschere che vuole, facendo buon viso con tutti per poi smentirsi dietro l'angolo.
Così lo vedi impegnatissimo nel sociale mentre lava i piatti alla festa della parrocchia; a stringere mani a tutti in ogni impegno istituzionale del comune; sorridente ad ogni inaugurazione poi, bamboccio falso ed ipocrita qual è, in altri momenti molto meno "vistosi", saluta ad alta voce solo chi gli pare, dimentico (apposta!) di quelle stesse persone a cui aveva supplicato il voto; fare il capetto mafioso sui campetti di pallone vantandosi di titoli discutibili ed inutili nelle partite tra scapoli ed ammogliati; esigere, con una sceneggiata degna solo del grande e compianto Merola, che tutti i presenti sappiano delle sue lamentele e dei suoi problemi, urlando scemenze al vento tanto per non dirle direttamente all'interessato.. 

Anche io ho avuto un duro scontro con questo soggetto.
Mi fu detto che mi sarebbe stato tolto il saluto, ed io mi sono adeguato senza sforzi e non sono ipocrita da tornare indietro..
Ho saputo comunque che questa cosa non l'ha ancora digerita.
Ma almeno sa per certo cosa penso di lui, mentre non si immagina neppure cosa pensa di lui la
maggior parte della gente che invita borioso alle sue feste. 

Non ci tengo più ad essere un numero tra tanti.
Soprattutto uno di quei numeri (sempre tra l’uno e l’undici) che gli piace assegnare tanto per distinguere “simpaticamente” tra titolari e riserve, utili ed inutili, bravi e cattivi, finiti e arrivati.
Ovviamente, vista la grande modestia ed umiltà di cui va parlando, lui è sempre tra i “titolari”. 

AMICI pochi ma buoni..
e poi ho detto AMICI, non passanti...


P.S.
Non è di certo l’invidia a spingermi a scrivere certe cose.
Potrei essere invidioso del NULLA?
Cosa ha questo essere che non abbia pure io?
Cosa ha fatto costui che io non sarei in grado di fare anche molto meglio?
Quindi invidia di che? 

A spingermi a scrivere è la rabbia di vedere un infante, quale lui è, comportarsi da tale anche se la maggiore età l’ha raggiunta da un pezzo.
Vederlo assumere atteggiamenti da ridicolo, sentirgli dire certe cose senza né capo né coda, sentirlo borioso mentre si loda del nulla..

Non sentirti offeso perché non ti saluto, caro geppetto, non sono ipocrita quanto te che ti lamenti di esserti sforzato di farlo senza aver ottenuto risposta.
Non ho bisogno di venirti a cercare perché nella vita bisogna saper scegliere.
Io ho scelto di cancellare la tua presenza che ho SEMPRE mal sopportato.

E con questo ho detto basta..

postato da: taxxo alle ore 13:04 | link | commenti (16)
categorie: personaggi
venerdì, 10 novembre 2006

Occhioni tristi per il docile amico

 
 
 
Tanto tempo fa, in uno dei primissimi post (clicca qui), parlai di un personaggio che è ormai icona negli ambienti che contano del ridente paesello di provincia.
Avevo descritto questo soggetto come un simpatico abitatore del bar, un abile maneggiatore di accendini e cellulari, un affabile addomesticatore di giovani donzelle.
Tutte qualità impareggiabili ed ineguagliabili da chi, come me, lo guarda da sempre con ammirazione ed invidia (come fa anche l'Argonauta, del resto).
 
E' sempre stato il mio sogno sfoggiare una magliettina attillata strabordante di carne flaccida, corrotta e stracotta.
Oppure mi hanno sempre affascinato la sua abilità ed il suo eloquio telematico che sfoggia in ogni messaggino che trasmette.
Non parliamo poi di qualità atletiche o di quell'affascinante caschetto che fa ricordare un Nino D'Angelo prima maniera.
 
Ma io parlo solo per invidia, non da ultima quella verso la sua incessante attività sessuale con giovani ragazze che si appresta a far diventare Donne dopo poche "sessioni" nel suo talamo.
Se le conosce fresche, acqua/sapone ed un po' immature, le lascierà frollate, sfinite e con una strana luce negli occhi: in pratica DONNE (conosco persone, vedi MACS, che non hanno bisogno neppure di una seduta nel talamo: le ragazze le trasformano in DONNE con un semplice sguardo su una foto... ma parliamo di altri livelli!).
 
L'ultima che ha subito questa trasformazione, questa evoluzione da bruco a farfalla è, per l'appunto, la Lalla (perdonate la rima).
 
Il Marsupiale, ormai posso svelarne l'identità, le ha preparato un trattamento speciale.
Essendo andato a vivere da solo alla prematura età di 43 anni (occupando, comunque, l'appartamento inferiore rispetto a quello di sua madre, per non rendere il distacco troppo drammatico), ha riservato alla svenevole ragazza l'onore di lavare piatti e scaldare al microonde ogni prelibatezza che la FINDUS abbia mai prodotto.
Grazie ai consigli dell'esperto virgulto, qualche SMS ben assestato ed una regolare "attività orizzontale", la storia è andata avanti per anni.
 
Mai visti assieme, tantomeno mano nella mano. Mai visti parlarsi nè telefonarsi.
Le regole del trattamento sono ferree: trecento SMS al giorno, una sana scopatina e "Quattro salti in padella" nel microonde!
E Lalla non ha mai obiettato su nulla!
E tutto è proseguito come descritto, con amore e senza una ragione evidente.
 
Ma le cose belle sono destinate a finire.
 
Il Marsupiale ha passato tutta l'estate nell'emisfero Australe, forse per ritrovare le sue origini, forse per staccarsi dal morboso rapporto con Lalla, forse perchè si sente ormai al canto del cigno.
Fatto sta che ha lasciato l'amata a casa a spolverare e tener tutto in ordine.
Al rientro, davanti a preziosi cimeli e regali che il Virgulto ha portato alla sua bella (tipo collanine e ninnoli da duty-free che potresti trovare anche al Motta Grill), in una cena a base di "Zuppa boscaiola",  lei l'ha lasciato.
Ed è stata la fine di una delle più appassinanti storie d'amore che il comune di Z.P. ricordi.
 
Nessuno conosce i motivi che hanno portato alla rottura e forse nessuno mai li saprà.
Anche perchè nessuno conosceva i motivi per i quali la coppia era rimasta così salda per tanto tempo.
Misteri dell'amore!
 
Oggi il Marsupiale non è più lui.
Sì, è sempre in smanicato che fuma alacremente al freddo ed alle intemperie.
E' costantemente con le dita sul tastierino del cellulare.
Veste sempre attillato e giovane...
 
Ma il suo caschetto, prima sempre perfetto ed impeccabile, oggi non splende più, ed il pelo è ormai opaco ed untuoso.
Il viso è rossastro, segno che l'abbronzatura, a causa dello stress emotivo, non si è impressa a dovere.
La barba è sempre lunga e incolta, dandogli un aspetto trasandato e sciatto.
E gli occhi, un tempo contornati da capienti e rigogliose occhiaie (quelle che gli valsero il nome di Marsupiale), oggi sono ancora più infossati e spenti tra le carni flaccide del volto.
 
E' un dramma vederlo in quello stato.
Gli occhioni tristi del docile amico mi fanno star male ogni volta che lo vedo.
E dire che c'è anche chi gioisce per la fine di questa storia e attende, fiducioso, una telefonata dall'ormai Donna, Lalla.
 
Io non so se resisterò ancora a vederlo in quello stato.
Ho già allarmato il canile comunale.
Mi hanno assicurato che lo prenderanno e non lo faranno soffrire, una punturina e via.
Adesso sono un po' più sollevato..
postato da: taxxo alle ore 12:55 | link | commenti (8)
categorie: personaggi
martedì, 07 novembre 2006

Elogio alla provincia

 
 
 
".. Mentre là in centro io respiro il cemento.."
Adriano Celentano, Il ragazzo della via Gluck
 
Sempre più spesso leggo o sento commenti sprezzanti verso il "fuori porta" ed i suoi abitanti.
Adesso mi sono un po' stufato.
 
Ho sentito parlare della provincia come di un luogo ai confini dell'impero, un posto immaginifico dove la gente amplifica le mode del momento, si muove in trattore, si parlano linguaggi barbarici e ci si nutre di selvaggina e radici.
Ho letto di località sconosciute, gite all'IKEA con il cestino del pic-nic, abominevoli mutui trentennali, temibili trasferte lavorative, promisquità tra uomini e bestie (ma spesso, nelle parole di chi ne parla, non se ne intuisce la differenza), barbeque che ricordano sacrifici pagani.
 
Io abito nella più barbarica e ribelle delle province dell'impero felsineo.
Appartengo alla tribù degli Zolesi e mi nutro di sangue di Nutria che sacrifico al Dio Ruotone nelle notti di plenilunio.
Stupro le vergini che rapisco alle tribù delle lande limitrofe: Casalecchiesi, Calderaresi o i mitici Zocchesi.
Poi le raso a zero (come diceva il "Figaro" di Monte San Pietro: "Sopra e sotto!!"), ne uccido la prole bastarda e le offro al solito Dio Ruotone.
Mi muovo a cavallo e aborro il centro città perchè, con le mie zeppe alte, il cranio sfiora il soffitto dei portici e mi graffia le corna dell'elmo.
Vado spesso all'IKEA solo per vedere come sono fatti i cittadini e mi sollazzo al multisala con film pecorecci.
Non comprendo il linguaggio colto della città perchè utilizzo un idioma antico e desueto.
Quello che state leggendo l'ha tradotto per me il cerusico del paese, l'unico che conosce i segreti del verbo scritto.
 
A parte le solite cazzate, ho veramente le palle che strisciano per la supponenza e la spocchia di tante persone che, nell'epoca globale, magari con la laureina in tasca, pensano ancora che "al di la dei confini tracciati dalle mura" ci siano esseri e culture mitologiche.
Il medio-borghese, quello al quale si punta il dito perchè passa il fine settimana all'IKEA, ha il giardinetto con il cane e si fa la casa in periferia con il mutuo trentennale, NON abita sempre in provincia!
 
Il VERO medio-borghese si lamenta perchè è l'unica preoccupazione che gli rimane, punta il dito perchè "è sempre più grande la pagliuzza negli occhi degli altri che la trave nei propri", ha il cane che scagazza sotto i portici e si lamenta se ne pesta una e non si fa il mutuo perchè: "trentennale?? SIA MAI".
Poi aspetta che la nonna di Porta Saragozza tiri le cuoia per accaparrarsi l'appartamentino ammuffito a dieci passi dalla mamma che continua a stirare e tirare la sfoglia finchè morte non li separi.
Sempre che Porta Saragozza non sia troppo "ai confini", perchè ho saputo che, fino a qualche mese fa, un terribile BABAU di Casalecchio assaliva i cittadini in trasferta. Fortunatamente passava di li un Villico di Bazzano che, facendo retromarcia con il trattore, l'ha schiacciato con gran gioia di tutti.
Ma la minaccia è sempre dietro l'angolo.
 
MA PER FAVORE!!!
 
Ho vissuto in città per tantissimi anni, ed è per questo che credo di poter esprimere un'opinione.
Quando abitavo in via San Felice non avevo l'età per l'aperitivo in piazza, per la spaghettata nel localino alle due di notte, per gioire dell'aria "storica" che permea portici e mura, per apprezzare i vetri che tremano al passaggio del bus.
Ero troppo piccolo per fare acquisti nel negozietto a conduzione famigliare, per essere schiacciato dalla piaga degli affitti in nero, per frequentare l'ambiente universitario o per gioire dell'aria irrespirabile di alcuni anfratti.
Non ho "vissuto" nè potuto apprezzare la città in tutti i suoi vantaggi.
 
Non per questo mi lamento della scelta di essermi trasferito in periferia.
Concordo sul fatto che le periferie siano quartieri dormitorio (o interi paesi) dove nulla ti trattiene e dove la regola è il "trasferimento" in luoghi a maggior densità di attività ricreativa.
 
Ma se in periferia si beve il lambrusco al Bar Sport, in città non si fa l'aperitivo al Wine bar con lo Spritz e le noccioline ascoltanto la Lounge?
E cosa cambia? I termini inglesi e le pietanze più raffinate rendono il cittadino "migliore" rispetto al barbaro paesano?
 
Se in periferia si passa il fine settimana al Centro commerciale, il cittadino non si fa il passeggio (la classica "vasca") nel Quadrilatero o in via Indipendenza?
E cosa cambia?
 
Se in periferia si va al Multisala del solito Centro Commerciale, il cittadino non sceglie il suo film tra le dieci sale della città?
E cosa cambia?
 
Io continuo a preferire la periferia, il paesotto o il paesino.
E lo faccio per una questione di "numero".
In provincia, infatti, essendo in meno, ci sono meno TESTE DI CAZZO (me compreso, che ne aumento il numero ogni volta che cambio stanza).
 
E fanculo al boriosetto cittadino!
postato da: taxxo alle ore 17:37 | link | commenti (24)
categorie: various
giovedì, 02 novembre 2006

Tasso come back

 
 
Tasso, ma dove cazzo sei finito?
SMS di Sbafini dal Mc-drive
 
E' stata una settimana intensa, malata, stranamente di lavoro e poi anche di riposo.
Non per questo, comunque, mi sono lasciato distrarre dagli obblighi tralasciando le solite inchieste e ricerche per il blog.
Non aver scritto nulla non significa che non abbia raccolto valido materiale per nuovi mirabolanti racconti.
 
Potrei raccontarvi del "Pastaio", un simpatico personaggio che in appena 20 minuti è riuscito a procurarmi un'orchite dalle dimensioni incredibili.
Tralasciamo il suo racconto sulla dieta ferrea (da bambino era obeso... povero), quello sui suoi trascorsi sentimentali da libro cuore, quello sui fumetti giapponesi e sulla struttura teatrale del cartone animato Lupin III, quello sul suo passato in Guardia di Finanza...
Il meglio l'ha espresso raccontandomi, a me che non lo avevo mai visto, che la sua vicina di casa ha un mulino e lo rifornisce di pasta in scorte industriali. Però la pasta del mulino è di qualità media e si cuoce in appena 5 minuti e lui, che si mangia 80 grammi alla volta (questa mi ha fatto impazzire, io mi mangio mezza confezione "a occhio" e questo mi parla di 80 grammi? cosa fa, conta i maccheroni o li pesa con la bilancina da orefice? la prossima volta glielo chiedo!), si trova con una marea di confezioni aperte e mai finite con appena 20 grammi di pasta rimanenti [500 - (80x6)] ... ed è un vero incubo!
Gli tocca aprire un'altra confezione della stessa pasta...
Questi si che sono problemi!!
Figuriamoci che io, eretico quale sono, quando ho i rimasugli di pasta, li mischio e mi faccio l'insalatona di paste!!
Ma io sono un provincialotto...
 
Ed infatti, come per magia, il caro "pastaio" mi introduce un nuovo argomento: la provincia!
"i paesini di provincia sono incredibili, perchè li tutto è amplificato. Se vanno di moda le zeppe di 5 centimetri, in un paesello della bassa le vedi di almeno 15 e le portano pure con orgoglio!!"
Poi continua di questo passo parlando di locali grezzi, trattori ed ogni stereotipo che possa venir in mente a chiunque viva in città.
Io me la rido tra i baffi, ascolto e taccio.
Non vorrei mai che sapesse del mio trattore Landini (quello che uso nei giorni di festa. Per tutti i giorni ho il Valpadana), della mia collezione di Fornarine dal tacco vertiginoso, della mia televisione in bianco e nero che devo accendere per farla "scaldare" mezz'ora prima, dell'olio che uso per le lanterne, della brace per scaldare il letto ....
Sapete, noi Barbari che viviamo alla periferia dell'Impero ci vergognamo della nostra condizione arretrata ed invidiamo quelli che passano le giornate a misurare 80 grammi di pasta!
 
Poi ho avuto l'ennesimo scontro mediatico con l'antieroe del momento (clicca qui).
Non sarà stato epico come contro Gresta o contro Anarcadia, ma ha lasciato il segno.
Scassablog, il nuovo antagonista, non lo si riesce a catalogare. Mi esprime un sentito giudizio sul mio Blog (..da sfigato frustrato..), si spaccia per esperto di sottoculture
anglosassoni e mi consiglia una ricetta per i bomboloni alla crema.
Adesso, però, il giudizio lo esprimo io.
A parte il nick, l'ambiguità della scheda, l'assenza di Blog e l'età che appare e scompare a seconda dello scopo, Scassa è come quei bimbetti quindicenni che, rompicoglioni come pochi, vengono invitati ad andare a casa a farsi una sega, che è meglio.
E loro rispondono: "..io le seghe NON me le faccio, me le faccio fare..", a sottolineare che non sono sfigati come chi li accusa.
Sottolineature, però, che li rende assai sfigati.
Tutto è documentato.
ODIOSO!
 
Così, spaventato da questo personaggio, mi sono rifugiato tra le pareti domestiche del condominio TOTO/MACS!
E, almeno qui, si parlava di argomenti seri.
Usanze thailandesi, masturbazione ai cani, sbranamenti, lattine di sperma, astrologia di coppia, lucidatura di tuboni, leggende metropolitane..
Mi sentivo a casa.
Il tuttologo MACS ci ha deliziato con novità dal mondo e simpatiche teorie, TOTO ha messo il broncino come i bimbi, l'ARGONAUTA fomentava la rissa mediatica accendendo qualche falò qua e la.
Quanta allegrezza...
Peccato siano tutti provincialotti che mangiano uno sconsiderato numero di maccheroni!
 
L'altra sera mi sono ben guardato dal festeggiare Halloween.... una terribile mail inquisitoria di Gresta mi ha talmente spaventato da farmi rimpiangere il periodo di caccia alle streghe!
Mi dispiace per chi si è divertito tra un dolcetto ed uno scherzetto perchè, secondo l'illustre capogruppo Margherita, chi ha festeggiato ha dannato l'anima PER SEMPRE!
Io mi sono chiuso in casa a doppia mandata, ho messo gli stracci bagnati alla base delle porte e ho abbassato le tapparelle a nero. Non si sa mai..
Grazie Gresta, se non ci fossi tu...
... sarebbe meglio!
 
Un altro evento davvero sconvolgente si sta consumando in rete.
Un centinaio di mail mi hanno informato che la rete PLA (??!!?? ma come cazzo parlate!) salterà a causa di un gruppo di oppositori.
Sembra che, essendo stato vietato un gioco perchè ormai aveva sfrantecato il cazzo, alcuni soggetti rispondenti al nome di sergenti, colonnelli e graduati vari, NON parteciperanno per protesta!
POI IL FINITO SONO IO????
A trentanni c'è chi si offende per queste cose?
A trentanni c'è chi spreca il suo tempo per queste cose?
 
OGNUNO RACCOGLIE PER QUELLO CHE HA SEMINATO, ... PER QUESTO ESISTONO I FINITI!!
 
Chi si sbatte ad esprimere certe sentenze, farebbe bene a guardarsi allo specchio..
MITICO Sbafini, unico che parteciperà via internet da casa per ovviare al clima di festa (che lui ripudia) che potrebbe auto-generarsi al Pigneta..
Queste sono cose che fanno bene al cuore
 
Se non altro, dopo tanto soffrire, un po' di gioia.
Sono stato a vedere due film BELLISSIMI... o così hanno tentato di vendermeli!
WATER e LA SCONOSCIUTA.
Il primo è un film indiano da colpo di sonno (ed ammetto di aver dormito) ma del quale non dirò nulla perchè è inserito nella quadrilogia degli elementi della regista indiana.
Esprimerò un giudizio completo solo dopo la visione di FUOCO, TERRA e ARIA (anche questa me l'hanno riferita...).
 
LA SCONOSCIUTA, invece, è consigliabile a chi vuol vedere le chiappe frolle e da vecchio di un irriconoscibile Michele Placido, sempre nudo, unto e bisunto e veramente inutile.
 
Per tutto questo e molto altro ringrazio voi, cari lettori.
Siete una fonte inesauribile di allegrezza..
 
Spero solo di non dover ancora cenare a suon di pizza in cartone o Morositas.
Chi vuol capire...
postato da: taxxo alle ore 10:14 | link | commenti (9)
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