

"..non ha più amici, non ha più fans, vede la gente cadere giù.."
Gianni Morandi – C’era un ragazzo che..
Lo so, è tempo sprecato!
Non posso darvi torto ma vi assicuro che questa sarà la raccolta DEFINITIVA ed ultima sulle gesta di questo assurdo personaggio.
Oltretutto faccio il suo gioco: lo metto sugli scudi e gli faccio pure pubblicità.
Però qualcosa devo dire...
Mi è sempre stato sul cazzo.
Odio per partito preso chi si loda, si auto-celebra e, per ogni piccolezza, fa un monumento alla sua persona.
Odio l'egocentrismo e la spacconeria.
Odio chi si accaparra meriti che non lo dovrebbero sfiorare minimamente e non sopporto l'ipocrisia del politically correct contornato dal pettegolezzo del pregiudizio e del parlar male alle spalle.
Odio la sceneggiata rumorosa per cercar consensi, odio il giudizio sprezzante del sentito dire, odio chi si nasconde dietro verità (quelle religiose) facendosene paladino per poi comportarsi nei fatti (le parole non contano) all'opposto.
Tutto questo e molto altro è condensato in un'unica persona: Gresta!
Sono abbastanza giustificato per dire che mi sta sul cazzo?
Ma andiamo con ordine.
Conosco questo soggetto da quasi dieci anni o giù di lì (preferisco essere più preciso su date ed anniversari con le morose), da quando, cioè, era Scodella.
Certe cose non si improvvisano: era già un capetto quando, a 15/16 anni, si poneva a leader del gruppo parrocchiale del paese.
Non si muoveva foglia che Scodella non avesse vagliato, considerato o autorizzato a farlo.
Da sempre, parole sue, si è preso il merito di: “aver rifondato il gruppo parrocchiale giovanile”, convocando e richiamando sotto la sua ala e con l'ausilio delle strutture della chiesa locale, tutti i coetanei dispersi in altre attività considerate quasi sataniche.
E' grazie a lui se oggi l'azienda sanitaria locale spende pochissimo in Metadone..
Fatto sta che, volenti o nolenti, lo scontro con la realtà parrocchiale, in un comune di provincia, è quasi obbligata.
Gli unici spazi aperti "liberi" e attrezzati (campetti per sport vari) sono in gestione alla chiesa.
Comportandomi sempre con rispetto anche verso quello in cui non ho mai creduto, pure io, con alcuni amici della mia stessa estrazione, ci avvicinammo a queste strutture, complice anche una maggior densità di fica (il che non ha mai guastato).
Ma a Scodella questa presenza "scomoda", non autorizzata e blasfema non piaceva.
Ragazzi un po' spigliati, alternativi e fuori da certi schemi spezzavano gli equilibri prestabiliti (sempre da Scodella).
E così giunse la lista di prescrizione di cui già parlai (clicca qui quasi in fondo al post).
Scodella aveva gran seguito, tutti erano indifferenti alle sue decisioni e si faceva sempre quello e come diceva lui. Ed il suo ego era premiato da tanta supremazia.
In quegli anni, però, si beccò pure un ceffone da un mio amico, molto meno diplomatico di me, che si era stufato di esser preso in giro da tanta supponenza e tante frottole da super uomo.
Perchè Scodella, ogni tanto, la sparava grossa senza esserne veramente autorizzato.
Sebbene tutto le cose andarono avanti e, stranamente, come NON voleva Scodella.
Tanto per chiarire di che ambiente stiamo parlando, racconto questo piccolo aneddoto.
In fondo, a me ed ai miei amici "extracomunitari", di Scodella ce ne fregava ben poco.. a noi interessava la presenza femminile!
Per questo gironzolavamo più spesso attorno alle ragazzine che attorno alle bizze del leader.
Il fratello di una di queste, educatore ed esimio filosofo, ammonì la sorella con queste parole:
"cerca di evitare di uscire con quelli, sono dei poco di buono!!"
rammento che "quelli" di cui parlava il simpatico "educatore" (quanta presunzione solo nel titolo), erano una branca dei famigerati Druidi di Monterocca, clan di Sfigati per antonomasia riconosciuti e schedati da tutte le associazioni di Sfigati dei comuni della valle del Reno, sospetti e additati solo perchè non erano soliti denunciare all'autorità ecclesiastica, durante il rito della confessione, l'unico reato che li rendeva CRIMINALI POCO DI BUONO davanti al giudizio divino della comunità parrocchiale: la giornaliera pugnetta ispirati dal giornaletto con le zozze!
Sono cose di paese... pace!
Ma torniamo alla cronologia degli eventi.
Ispirato da maestri di tal spessore (vedi l'educatore del racconto appena sopra), Scodella continuò imperterrito con il suo "disegno" di comando e affermazione.
Alcuni eventi, passi falsi o realtà stufe, però, lo ammorbidirono leggermente e più di una volta lo sentii affermare di "..essere di una persona umile e senza nessuna presunzione.." un'altra di quelle affermazioni che mi fanno pensare di averle sentite proprio tutte.
E tutto è andato avanti, con miei maggiori distrazione e disinteresse, tra fallimenti universitari, fallimenti sentimentali, poca voglia di lavorare, promesse, sempre smentite nei fatti, di modestissimi traguardi sportivi ("..uno come me può giocare tranquillamente in serie C.."), costante lascività sessuale dalla quale si riscatta con una confessione purificatrice (quanto male hanno fatto le religioni?), terribili litigi con persone a cui ora farebbe persino il testimone di nozze, loschi affari alle spalle di amici ai quali non ha mai avuto il coraggio di dire la verità ...
Poi è sceso in campo.
Non il campetto spelacchiato all'ombra del campanile della chiesa.
Non parliamo di pallone di cuoio esagonato, parastinchi e scarpette chiodate.
Parliamo di politica!
Sempre più spesso, e il modello nazionale lo insegna, la politica è il rifugio di incapaci, "ammanicati", corrotti e corruttori.
Una persona di intelligenza media e con un minimo di amor proprio finalizzato alla coerenza con i propri ideali, non potrebbe MAI accettare i compromessi della politica.
Ma Gresta, rinunciando al "pelo a Scodella" per una più sfrontata pettinatura modaiola, ha sempre avuto le caratteristiche per spopolare in politica ma, soprattutto, nei partiti più moderati ed ambigui.
Ed infatti, grazie ad estenuanti, viscide e ipocrite lisciate di pelo verso tutte le persone che anche solo lo avevano incrociato in autobus, è riuscito a diventare consigliere comunale, rischiando di diventare addirittura assessore.
Uno dei più giovani della provincia di Bologna.
Questa ulteriore "puntura" di autostima, l'ha fatto volare altissimo.
E lui riesce benissimo a vestirsi di tutte le maschere che vuole, facendo buon viso con tutti per poi smentirsi dietro l'angolo.
Così lo vedi impegnatissimo nel sociale mentre lava i piatti alla festa della parrocchia; a stringere mani a tutti in ogni impegno istituzionale del comune; sorridente ad ogni inaugurazione poi, bamboccio falso ed ipocrita qual è, in altri momenti molto meno "vistosi", saluta ad alta voce solo chi gli pare, dimentico (apposta!) di quelle stesse persone a cui aveva supplicato il voto; fare il capetto mafioso sui campetti di pallone vantandosi di titoli discutibili ed inutili nelle partite tra scapoli ed ammogliati; esigere, con una sceneggiata degna solo del grande e compianto Merola, che tutti i presenti sappiano delle sue lamentele e dei suoi problemi, urlando scemenze al vento tanto per non dirle direttamente all'interessato..
Anche io ho avuto un duro scontro con questo soggetto.
Mi fu detto che mi sarebbe stato tolto il saluto, ed io mi sono adeguato senza sforzi e non sono ipocrita da tornare indietro..
Ho saputo comunque che questa cosa non l'ha ancora digerita.
Ma almeno sa per certo cosa penso di lui, mentre non si immagina neppure cosa pensa di lui la maggior parte della gente che invita borioso alle sue feste.
Non ci tengo più ad essere un numero tra tanti.
Soprattutto uno di quei numeri (sempre tra l’uno e l’undici) che gli piace assegnare tanto per distinguere “simpaticamente” tra titolari e riserve, utili ed inutili, bravi e cattivi, finiti e arrivati.
Ovviamente, vista la grande modestia ed umiltà di cui va parlando, lui è sempre tra i “titolari”.
AMICI pochi ma buoni..
e poi ho detto AMICI, non passanti...
P.S.
Non è di certo l’invidia a spingermi a scrivere certe cose.
Potrei essere invidioso del NULLA?
Cosa ha questo essere che non abbia pure io?
Cosa ha fatto costui che io non sarei in grado di fare anche molto meglio?
Quindi invidia di che?
A spingermi a scrivere è la rabbia di vedere un infante, quale lui è, comportarsi da tale anche se la maggiore età l’ha raggiunta da un pezzo.
Vederlo assumere atteggiamenti da ridicolo, sentirgli dire certe cose senza né capo né coda, sentirlo borioso mentre si loda del nulla..
Non sentirti offeso perché non ti saluto, caro geppetto, non sono ipocrita quanto te che ti lamenti di esserti sforzato di farlo senza aver ottenuto risposta.
Non ho bisogno di venirti a cercare perché nella vita bisogna saper scegliere.
Io ho scelto di cancellare la tua presenza che ho SEMPRE mal sopportato.
E con questo ho detto basta..


