Attraverso lo Stargate

Distorsioni dalla provincia

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ignorante come un banco - sempre alla ricerca del "tempo" - scribacchino impertinente - giornalista giornalaio - attento sbadatello - folle lucido - simpatica canaglia. In una parola: il TASSO

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martedì, 24 ottobre 2006

Adesso posso morire felice

 
 
"Carmen, fammi tornare a casa! tu lo sai che problema ho.. ti prego Carmen!"
Enzo Paolo Turchi - Isola dei Famosi 2005
 
Quando ho saputo del tale che "..lo cambi o no quel carattere nel BLOG!!! il comics fa schifo.." e lui subito lo cambia.
Poi, sempre lo stesso soggetto, si becca tre SIRIO in una settimana e passa un venerdì sera sul treno andata e ritorno per Firenze solo per fare l'accompagnatore (mitica la scena da film alla biglietteria di Firenze: "il primo che parte per Bologna...", ancora se la ride. Un sogno che si avvera).
Proprio lui che snobbava le donne.. (è decisamente vera la storia del carro di buoi e del pelo pubico femminile)...
 
Quando ho sentito del Baffo, l'integerrimo responsabile della qualità, che con uno starnuto ha scatarrato mezzo barattolo di melma verde al suolo, si è "schiumato" i baffi con l'allegra gelatina autoprodotta poi si è passato una mano alla bocca e si è ripulito sui pantaloni.
Lo stesso Baffo che interrompe le bestemmie a metà, fa i favoritismi tra i sottoposti e rompe il cazzo al lunedì per lo straordinario del sabato dopo.
Lo stesso che, l'anno scorso, ha scartato, durante un colloquio, un disegnatore di professione con la scusa che "lei non sarebbe in grado di leggere i disegni.."...
 
Quando ho letto: "ognuno nella vita raccoglie quel che semina.. ecco perchè esistono i finiti!" e a scriverlo è lo stesso che non ha un lavoro, non ha finito nessuna delle cose che ha iniziato, vive in un bar, è in litigio costante con il culone che straborda, pretende rispetto da tutti senza darlo a nessuno, giudica con il pettegolezzo senza sapere le cose e toglie il saluto a l'unica persona che non è stata ipocrita con lui, allora penso che fa bene lui a continuare a scrivere.
Si, che continui a scrivere sulla rivista mensile, tra un articolo del Grillo e la rubrica "Cos'è di destra, cos'è di sinistra", parlando di crocifissi nelle scuole e dell'importanza dell'agregazione sportiva per mantenere in vita una comunità di provincia.
Io, fino a che continuerà a farlo, avrò abbastanza materiale per incartare le uova! ...
 
Quando ho sentito del Tuttologo MACS, il Santo MORIS e l'Argonauta che si sono incontrati per decidere come arredare un appartamento di 47 mq dopo settimane di studio sulla carta, consulenze via mail, prospetti, tabelle excell, rendering tridimensionali e simulazioni con il PC.
Dopo ore ed ore al pub con un piccolo plastico dell'appartamento (quasi in scala 1 a 1), telefonate e incontri in cantiere, il simposio di esperti ha sentenziato: la cucina in linea non si farà e il termo-arredo rimane dietro alla porta.
Ma se erano 300 mq?
Chiamavamo Renzo Piano, Masimiliano Fuksas e Norman Foster per posizionare il box doccia 70x70? ...
 
Quando ho saputo che c'è gente, neppure trentenne, che passa tutti i suoi Martedì sera al BINGO invece di passarlo sulle piste di Tango, al calcetto con gli amici, o a cena con la fidanzata, o al cinema per la rassegna di Kim Ki Duk, o in chat con la nuova preda modenese o ad allenare la squadra di "bellezze" della pallavolo.
Poi si nega le altre sere perchè è stanco o non ha voglia...
 
Quando mi hanno detto di quell'olio per capelli che li rinforza, li lucida, li rende più sani e neri. Un olio che si vende solo in erboristeria, costa un'ira di dio ma è una vera squisitezza: lo applichi, lasci riposare e non risciacqui neppure.
Poi ti spalmi il pomatone alla RoccoTOTO e il folto crine assume le sembianze di quello di un vero stallone Arabo.
Chissà quante donzelle si aggrapperanno, indomite, al nero manto dell'implacabile pugliese?
Per caso di questi effetti ne parlava anche l'etichetta dell'olio? ...
 
Quando ho visto sorci sulla spalla, pappagalli al guinzaglio, streghe che confondevano il naso con la bocca, scarpe orrende, SMS imbarazzanti, sedute psicologiche al pub, Sbafini ad una festa, licenziamenti al telefono, gravidanze inattese, panini con lo sputo e assurdi impegni di dimagrimento....
 
... tutte queste volte mi son detto: "le ho sentite tutte, adesso posso morir felice".
O potrei tornarmene a casa a farmi consolare dalla mia Carmen come fece il mitico Enzo Paolo.
postato da: taxxo alle ore 21:53 | link | commenti (8)
categorie: various
venerdì, 20 ottobre 2006

E.R. - Tasso al policlinico

 
 
Sono IPOCONDRIACO.
 
"Pure questa? chiuditi in casa e butta la chiave!!"
diranno i miei detrattori.
 
Eppure, per una lunga serie di questioni che non mi soffermo ad elencare, ogni volta che mi viene un raffreddore o un leggero dolorino penso subito a quanti giorni mancano al funerale, a chi lasciare la collezione di giornali non letti e a chi passare l'incombenza di rispondere alle mail delle fans.
Non sono di certo al livello dell'Argonauta, che chiede a me (sottolineo perito elettrotecnico con l'unica nota a favore di esser proprietario di una vecchia enciclopedia medica Curcio) e per via telematica, una diagnosi su alcune protuberanze purulente che gli sbucano in giro per l'osso sacro e che va dal medico più lui di mia nonna ultra-ottantenne.
Nel mio piccolo, però, mi difendo.
 
Odio i medici e tutto ciò che riguarda la medicina, la salute (ad iniziare dall'omonimo inserto di Repubblica) e i luoghi dove vengono professati.
Sono uno di quelli che se gli elencano i sintomi di una malattia, lui se li sente tutti!
 
Tanti anni fa, alla fine di Agosto, quando ancora l'ufficio pullulava di dipendenti, rimasi per disgrazia da solo con il CAPO per oltre una settimana.
Triste preludio di quello che sarebbe stato "per sempre", come solo con i diamanti!
 
Dopo tre giorni di consegne e fiato sul collo, rientrato a casa per il pranzo, mi sentii svenire.
Tengo a sottolineare che non era un periodo semplice della mia vita: a casa era un disastro, il lavoro uno stress continuo e la morosa una rompicoglioni capricciosa!
Per di più avevo passato una settimana delle mie ferie ad imbiancare casa (in realtà in una settimana dipinsi solo il salotto sprecando un quantitativo industriale di tempera. Quest'anno è venuto l'omarello che, in due giorni appena, ha fatto tutto - ad ognuno il suo mestiere e le mie sono spalle rubate all'agricoltura), e avevo passato il fine settimana in bici sulle strade del "Giro di Zola" (vi racconterò anche questo delirio da esauriti).
 
Ero abbastanza affaticato.
Mi chiamarono l'ambulanza dopo che il vicino impiccione mi era venuto a provare la pressione (ex muratore, espertissimo nel farsi i cazzi degli altri). Tutto però era regolare.
Io comunque mi sentivo delle vampate di calore al collo e perdevo l'equilibrio.
Giretto in ambulanza con il paramedico che avrà avuto la mia età e mi sembrava più stressato di me.
Mi scaricano nel grande ospedale e mi mettono in carrozzina.
 
Inizio a fare la faccia sofferente, mi vergognavo a star li a rubare il posto a chi era malato per davvero e almeno mi impegnavo nella mimica!
Arriva un'infermiera che mi fa delle domande per compilare la scheda di ingresso. Mi affibiano il codice più basso: saranno ore ed ore di attesa.
Uno passa e mi dice di scendere dalla carrozzina perchè non sono per i parenti e si incazza aggiungendo una disquisizione sulla maleducazione dei giovani.
Fortunatamente un collega che ha seguito la cosa lo ferma e gli dice che sono un paziente.
Mi guardano con aria complice e il primo si scusa.
Ho fatto la figura dell'imboscato simulatore..
 
Dopo tre ore, un esame del sangue e una lastra ai polmoni mi chiamano dal medico.
 
Mi spoglia, mi mette sul lettino e inizia a palpare.
 
".. ammazza che milza che ha! lo sa che esce quattro centimetri dalle costole? cosa aspetta a farla vedere?"
mi dice il medico con la sensibilità di un elefante in cristalleria..
 
"a parte il fatto che la mia milza se n'è sempre stata buonina lì, 1° cosa ne so quanto deve esser grande? 2° cosa faccio? mi invento i mali per far parlare i coglioni come lei?".. le parole che non ho detto. In realtà sono così in panico che avrei acconsentito a farmi controllare le tonsille con una rettoscopia!
 
"vediamo l'esame del sangue.."
mentre mi rivesto il medico scorre i valori e lo osservo attentissimo per notare eventuali perplessità nel suo volto.
 
"Per caso ha subito un trauma? ha uno strano valore del CPK che è tre volte sopra il normale..."
"forse è per questo.." e gli allungo il pollice con l'unghia nera della mano sinistra che un coglione mi aveva chiuso nella portiera qualche giorno prima.
"ma si figuri se è per quello.. stiamo parlando di un grave affaticamento fisico!"
 
In pratica mi suggerisce un ricovero per maggiori accertamenti, una TAC e molto riposo.
L'unico posto disponibile, però, è nel reparto di geriatria di un altro ospedale della città.
Ennesimo giretto in ambulanza (questa volta a far da assistente agli infermieri - ero l'unico che non perdeva sangue) e mi infilano in camera con un Marocchino e due vecchietti con problemi cardiaci.
Anche qui mi chiedono se sono un parente che accompagna suo nonno..
 
Negli ospedali nostrani non c'è George Clooney, le infermiere con le autoreggenti, il medico che ti rassicura con la voce calda e pacata, il primario che azzecca le diagnosi con una procedura alla Colombo, le stanze con l'aggeggino che fa bip-bip finchè sei vivo e il defibrillatore carico a fianco del letto.
 
Intanto è già molto che ci sia un letto in una stanza (spesso finisci in corsia), che non ci siano le Nutrie che scorazzano per il reparto come se fossero gattini, che nei bagni ci sia l'acqua e che le mele cotte della mensa non siano troppo cotte.
 
Mi faccio tre giorni di prelievi del sangue, elettro-cardiogrammi, elettro-encefalogrammi, TAC, esami delle urine e urino-colture.
Un giorno si presenta un'infermierina di primo pelo con un contenitorino trasparente.
 
"Questo è per l'Urino-coltura" mi dice "..sa come funziona?"
Effettivamente ignoro cosa sia quella roba. Faccio la faccia sorpresa e un po' preoccupata!
Non mi dovrà mica infilare quell'affare da qualche parte?
Che ne so io...
"In pratica deve fare la pipì qui dentro, ma prima deve lavarsi le mani e il prepuzio.. mi raccomando!"
"cosa devo lavare?" chiedo furbescamente.
"Le mani..." mi dice arrossendo e sorpresa.
".. ok, ma aveva detto anche il propuzio, prapuzio.. cosa devo lavare?" insisto facendo il deficente..
"Il pistolino.." ormai è bordeaux in faccia, mi allunga il barattolino e se ne va.
sono diabbolico!
 
Non mi trovano niente di niente.
Il valore strambo di quell'enzima del sangue rientra nei valori e mi passa tutto.
Dopo due settimane mi richiamano: il primario Bossi vuole parlarmi.
 
Ecco!
Mi tornano tutti i mali del mondo.
Cosa vuole quello?
Quanto mi resta?
Cos'è che mi hanno nascosto?
 
Il Primario Bossi non è esattamente come l'omonimo sessuologo della televisione (quello di "Attenti al Lupo" - quello che, nel suo bulbo candido e cotonato, se un telespettatore gli diceva: "mi eccito solo all'obitorio. secondo lei è normale?", lui rispondeva SEMPRE "non ti preoccupare, è normalissimo, fa parte del nostro sviluppo sessuale..").
Questo è un soggetto molto serioso che ti scruta con fare accusatorio e ti guarda di sottecchi da sopra gli occhiali poggiati alla punta del naso.
Mi inizia a parlare di doping, di integratori alimentari da uguagliare ad EPO e droga, di simulazione psicosomatica (!??!), di questi giovani che vogliono raggiungere i loro obiettivi a tutti i costi prescindendo anche dalla salute.
In pratica mi da del drogato di vitamine (che MAI ho preso), del simulatore e, in più, non capisco neppure il perchè della convocazione.
 
Uscendo incrocio una dottoressa che mi ferma.
Mi rassicura che tutto quello che ho sentito dal dott. Bossi è in realtà il delirio di un pazzo.
Fa così con tutti.
"lei è solo stanco.. si riposi e vedrà che non avrà più nulla" conclude con mio gran piacere..
 
Da allora non credo più a nulla.
La colpa è sempre del tempo e dello stress..
postato da: taxxo alle ore 12:29 | link | commenti (9)
categorie: racconti
lunedì, 16 ottobre 2006

Billo l'Elefante Rosa

 
 
".. obbiettivi di un'estate, esplosioni addominali.."
Boy Band - Velvet
 
LA LEGGENDA
Un giorno passò da Zola Predosa il Dio della Nutella con la sua famiglia: la moglie Kinder Delice, il nonno Pandoro ed il piccolo Billo.
Erano venuti per la Fiera annuale!
Mamma Delice portava in braccio il piccolo mentre papà Nutella e nonno Pandoro scrutavano felici tra i banchetti dell'allegra sagra.
Erano tutti sorridenti ed avevano comprato anche lo zucchero filato per il vorace pargoletto.
Ma la quiete sarebbe durata ancora per poco.
 
Il cielo si rabbuiò in un istante.
Un tremendo fulmine squarciò il cielo e si schiantò al suolo a pochi passi dalla spensierata famigliola.
Si buttarono tutti a terra e il piccolo Billo iniziò a piangere.
Quando la polvere dello schianto si fu diradata, dal cratere causato dal fulmine uscì un essere a forma di ortaggio.
Brandiva un'immensa spada fiammeggiante e puzzava immensamente.
Era il terribile Cavolfiore!
 
"Sono qui per te Nutella!!... Il mondo è troppo piccolo per noi due. O tu e le tue calorie, o io e le mie proprietà benefiche!!"
e iniziò a far volteggiare la spada.
"Accetto lo scontro Cavolfiore, ma lascia andare la mia famiglia..!" disse Nutella che si frappose tra i suoi cari e il terribile nemico.
 
Cavolfiore non rispose alla richiesta e partì alla carica volteggiando la spada all'impazzata.
Nutella si difese e lo scontro fu epico.
L'olezzo di Cavolfiore e gli schizzi di Nutella ormai coprivano il campo di battaglia.
Il povero Billo, nascosto dalla madre e difeso dal nonno, vedendo quella scena, si divincolò e corse incontro al padre per difenderlo.
 
Grida strazianti arrivarono da Mamma Delice e nonno Pandoro, ma era troppo tardi.
Un fendente andato a vuoto della spada di Cavolfiore colpì di striscio il piccolo che stramazzò al suolo.
Nutella rabbrividì ma raccolse tutte le forze e scaccio Cavolfiore, che si dileguò dicendo:
 
"TORNERO' NUTELLA, TORNERO'!!!... HAI VINTO LA BATTAGLIA, MA NON LA GUERRA"
 
E da allora la lotta tra Nutella e Cavolfiore non è ancora conclusa.
Ma il povero Billo?
 
La famiglia gli si strinse intorno. Era svenuto.
Un po' di sangue gli colava dalle braghette: il fendente di Cavolfiore gli aveva staccato il pipino!
Papà Nutella non si perse d'animo. Passava da quelle parti un Asino (l'animale, anche se a Zola ne passano anche di umani). Nutella lo chiamò a se, gli stacco il pisellone e lo attaccò al figliolo.
Il piccolo adesso aveva un pisellone da Asino!
Ma, essendo adesso mezzo Dio e mezzo mortale non sarebbe più potuto tornare a casa.
 
E da allora Billo fu adottato da una famiglia Zolese.
 
Le ultime parole del suo vero padre furono:
 
"Adesso Billo rimarrai con i mortali. Hai molti poteri ma ricorda che, a causa del cibo terrestre, avrai grossi problemi di sovrappeso e con le donne, a causa del tuo membro equino, andrà anche peggio..."
 
Con questo e tra mille lacrime, gli Dei se ne tornarono da dove erano venuti.
 
LA STORIA
Come aveva predetto il padre, Billo diventò un vero pachiderma, mezzo Dio e mezzo equino... da questo Billo l'Elefante rosa.
Passò l'infanzia tra giambelle e fette biscottate, panini alla porchetta e calzoni farciti.
Aveva anche formidabili poteri: la erre moscia, un principio di calvizie e un'impressionante abilità a saltare un foglio di giornale.
Grazie a tutto ciò divenne un formidabile giocatore di pallavolo: la mobilità di un gatto di piombo, l'arguzia di un ghiro e la velocità di un bradipo (questa parte non c'entra un cazzo ed è molto nebulosa, ma mi è stata riferita così).
Intraprese anche la carriera Universitaria, ma le pause merenda divennero così frequenti e spossanti che ancora oggi non è riuscito a laurearsi.
Anche con le donne le parole del padre presero forma nella realtà.
Le occasioni le avrebbe anche avute ma, per la paura di mostrare la lunga verga, non andava mai oltre un inutile flirt.
La dote equina gli valse comunque l'invidia degli amici e la venerazione dei compaesani.
Nonchè spettacolari prestazioni da "elicottero umano" nelle grigie serate di inverno (a Zola ci divertiamo con poco).
Questo numero circense gli valse l'appellativo di RIPTIDE (chi seguiva la serie potrà capire).
 
Billo viaggiò molto nella sua vita: Zocca, Ceretolo, Riale (una volta si spinse anche a Bazzano) ma il miglior viaggio lo fece in Croazia.
Fu una vacanza stupenda nella quale espresse il meglio di se stesso.
Ancora oggi rimpiange di non esserci tornato.
 
OGGI
Oggi la vita di Billo ha perso molto del suo fascino epico e si limita ad essere ordinaria.
Un lavoretto con il quale coprire il fallimento universitario, un paio di panini burro e marmellata al giorno, la macchina del babbo, ma soprattutto la consapevolezza del proprio potere ancora inespresso e la costante lontananza dai soggetti dell'altro sesso, sempre più spesso mascherata da una provvidenziale sfortuna.
La novità è il proclama estivo di voler dimagrire.
 
"Per il prossimo anno prometto di calare 15 kg!!"
 
ha pubblicamente ammesso davanti alle telecamere di Tasso TV!
 
Crediamo sia più semplice il ritorno di Dio Nutella sulla terra che gli stacca il pisellone equino e se lo riporta da dove è venuto.
Ma lui ci spera veramente.
 
P.S.
L'effige che da anni accompagna il nostro eroe, quella che ho riportato ad inizio post, in realtà rappresenta una Elefantessa..
Me ne sono accorto solo adesso.
Penso che dopo quello che ho scritto, prendersela per questa svista sia il meno.
 
postato da: taxxo alle ore 19:31 | link | commenti (6)
categorie: personaggi
mercoledì, 11 ottobre 2006

I sette nani

baby_smoke
E' stata una settimana intensa, ma come dice il CAPO, quando sei al Mercoledì è già finita!
Tanto per raccontarne un'altra, ieri sera il Grand'uomo (nell'animo, in realtà non ha mai annusato l'aria sopra i 165 cm di altezza), per NON completare un grosso lavoro, ha detto di esser andato a letto alle 4 di mattina.
Con questa furbata, che poteva arrivare solo da un ingegnere, si è "giocato" TUTTA la giornata di oggi sonnecchiando e sbofonchiando.
Il lavoro NON è finito e la "tirata", come piace dire a lui, si è conclusa con una patta:
 
TANTO DEVI DORMIRE, COGLIONE!!!
 
e io preferisco farlo di notte, evitando di far le bolle con la bocca e russare alle 13.25 prima di pranzo.
 
Chiuso il siparietto, che non è il primo e non sarà di certo l'ultimo, oggi pomeriggio suonano alla porta.
Il CAPO non sente un cazzo (una volta ero senza chiavi e gli ho dovuto telefonare per farmi aprire) e, anche se il suo ufficio è più vicino alla porta del mio, son sempre io quello che fa gli onori di casa.
 
Alla porta sei tipetti sui cinquanta, profumati come delle troie di bassissimo livello, tutti impomatati e tirati a lucido e con la classica stretta di mano all'americana. Ne riconosco solo un paio perchè erano già passati altre volte.
Sono tutti amici del CAPO!
 
Tratti comuni: stivaletto a punta con tacco (meglio se nero e suolato di gomma), accento romagnolo (garbino.. pataca... ciò), orribile pancia su corporatura robusta, altezza media compresa tra i miei mento e sterno.
Mi sento come Gulliver in una succursale di Lilliput.
 
Oltretutto, così bassi e veloci, mi si intrufolano ovunque come dei furetti e non riesco a tenerli a bada.
Quello che chiede del bagno (lo mando in quello disastrato o in quello pulito? - Prostata ehh?), quello che apre tutte le porte per vedere l'ufficio, quello che chiede del CAPO mentre un altro mi chiede se può fumare, quello che...
 
Arriva il CAPO.
Quattro baci e abbracci tra i Puffi, poi:
"Avete già conosciuto il mio Braccio Destro?"
Mi fanno morire quando mi definiscono "Braccio destro" o "il mio unico collaboratore", poi ti trattano come una pezza da piedi e ti rifilano anche i calci in culo!
 
Fatto l'ulteriore giro di presentazioni (mi sento come Fantozzi alla polentata quando va in montagna con Calboni), il discorso vaga dall'alta finanza alle barche, dal golf alle macchine, dal lavoro ai ristoranti e il cibo.
Ma il meglio lo sento riguardo alle donne.
 
"Fino a quando hanno voglia di scopare le donne?" chiede Brontolo
".. fino a che gli sanguina la fregna.." risponde l'elegantissimo direttore di banca Gongolo.
"..ma che cazzo dite!! finchè c'è vita c'è voglia.. mica come gli uomini!!" conclude il saggio muratore Mammolo
".. il giovanotto qui ne sa qualcosa!.." fa il simpaticone il CAPO. Cos'è che dovrei sapere io?
Che battuta del cazzo. Sorrido e passo oltre.
 
Strizzate di maroni, mosse di Karate nell'ingresso (gli uomini devono sempre dimostrare forza fisica), braccio di ferro...
MA CHE CAZZO SONO VENUTI A FARE?
 
Riassumendo, dopo venti minuti di discorsi vari, comprendo che sono tutti separati, divorziati o single per scelta delle altre.
Alcuni hanno delle mezze storie con donnelle sole, ad altri sono rimasti i figli e la passione per il ballo.
Ed è per questo che sono venuti:
 
TUTTI AL TRAPANINO, simpatica sala da ballo jazz per tardone/i come loro.
 
"..un antipastino (sempre quello), un primo, il vino della casa, poi ti fai la tesserina e ci puoi andare tutti i martedì pagando solo la consumazione.." la stessa solfa che mi sento ripetere ogni mercoledì mattina.
 
Una manna dal cielo: si stacca prima questa sera!
Se ne vanno tra pacche sulle spalle e spintoni, sembra la prima elementare delle scuole Maestre Pie di Morciano di Romagna.
Il CAPO con lo zainetto e la camicia di ricambio (tempo fa si depilava le braccia, poi per la vergogna ha tenuto le maniche lunghe per tutta l'estate - con me aveva detto che era più comoda) perchè suda come un idrante!
 
Chiudo la porta, sono solo.
finalmente un po' di cazzi miei..
 
P.S.
quello che nella foto vorrebbe rappresentare quel nano del CAPO nella sua attività preferita: il fumo, in realtà è una foto giovanile di Smell.
La ringrazio per avermela concessa.
La foto.
sob...
 
che brutta viziosa..
postato da: taxxo alle ore 19:05 | link | commenti (18)
categorie: lavoro
lunedì, 09 ottobre 2006

Tasso in Love..

 
 
Sono stato brutalmente accusato di essere un donnaiolo scatenato, il delfino del Ciucio, il braccio destro dell'Argonauta.
Una specie di Ricardino sex-machine ancora più sex-machine.
"SEI COME TUTTI GLI ALTRI.." mi hanno apostrofato...
In realtà sono solo uno sfigato.
Ma molto originale!!
 
Le mie avventure iniziarono alle scuole medie.
Durante le elementari ero molto più interessato dal rotolarmi nel fango e dal partecipare alla gara di sputi che dall'accarezzare le treccine della compagna di banco (tale Elisa e ci odiavamo).
Alle medie ero un tipetto abbastanza anonimo, defilato e timidino. Piacevo più alle mamme che alle figlie.
Stefania era una spilungona secca e senza forme.
Io mi divertivo a infastidirla tirandole l'elastico del reggiseno (cosa reggeva poi?) per poi mollarlo in un dolorosissimo schiocco... e lei impazziva.
Un giorno mi arriva un bigliettino durante la lezione di tecnica: "CI METTIAMO INSIEME? STEFY".
Sono molto imbarazzato, ma c'è la lezione di ginnastica e mi passa subito dalla mente.
Passano i giorni senza che dia una risposta e scopro che si era messa con un altro Matteo della 3°F.
Pace... continuai comunque a farla impazzire con l'elastico.
 
Sempre in quegli anni ricevetti un pacchettino anonimo per natale.
Lo scartai con foga e mi ritrovai per le mani un portachiavi con Burt Simpson sullo skateboard.
Mi girai a destra e sinistra finchè non incrociai lo sguardo sorridente di Angela.
Molto dolce, indubbiamente, ma i suoi baffi potevano esser scambiati per morbide treccine..
Nisba anche con questa!
 
Per tutte le superiori all'istituto (quello per malati di mente) non si vide il becco di una donna neanche a spremere.
Erano gli anni dei Druidi e l'attività di corteggiamento non era inserita nello statuto del gruppo.
Il sabato raggiungevamo la gelateria K2 per sederci a rimirare il passeggio Zolese.
Tra un litigio con Piretto (fan dell'inter che non ammetteva fosse detto in giro), un'erudita lezione di Bidi (vi porto io da una giusta... vi mettete li e la fate lavorare - "Chiudi gli occhi e sogna" sarà l'unica parola d'ordine) e un gelato Bacio e Croccantino, ogni tanto passava qualcosa di interessante.
Una sera scende da una macchina una spendida ragazza con minigonna e tacco alto.
Noi eravamo seduti spalle alla vetrina della gelateria.
Quando passa ci scateniamo nell'effetto partita di tennis: tutti i volti, all'unisono, che seguono il ciondolare delle seni e lo scorrere del sodo culetto.
TUTTI. Circa 10 ragazzetti puzzolenti e brufolosi.
La ragazza si gira, ci squadra e dice: "ALLORA!! ABBIAMO FINITO??"
Bella figura di merda.
 
Qualche tempo dopo ci fu la FESTA DEI COCOMERI.
La prima occasione per dimostrare che eravamo uomini pure noi.
La festa era organizzata dal gruppo parrocchiale: un bel graniuolo di ragazze nel fiore degli anni (qualcuna oggi è un po' sfiorita, ma il tempo passa per tutti).
Si gioca al CERA LACCA (o come cazz si scrive), in pratica il giochino dove tutti hanno un numero appiccicato addosso e si spediscono i messaggi (una cazzata spiegata pure male).
Lumachino si esalta con l'Elena, io mi esalto a caricare la molla a Ska che si ubriaca e nel tornare a casa quasi si ammazza con la bici..
Nessun biglietto spedito, nessuno ricevuto.
Un altro nulla di fatto!
 
Una settimana dopo facciamo irruzione a casa della Cri!
Avevamo avuto notizia di un pigiama party tutto al femminile e ci siamo fiondati.
Molto gentilmente strappiamo un fiore dal suo cortile (lo facevamo sempre) e lo regaliamo alla principessa della casa: la Cri.
La materia prima, però, scarseggiava. Oltretutto (forse per fortuna) non erano neppure in pigiama.
Scrocchiamo l'anguria e ci rifiondiamo in strada (il cocomero mi piace un casino).
Belli e dannati, sempre sul marciapiede.
 
Arriva il tempo della patente.
O si gira con la SEAT Ibiza di mio padre o con la PEUGEOT 106 della mamma di Lumachino o con la sua FIAT 126.
Sfortunatamente erano catorci che andavano solo se ne avevano voglia.
Una sera siamo io, Ska, il Matte e Lumachino e decidiamo di andare in centro.
Arrivati a porta San Felice ci fermiamo al semaforo affiancando la macchina di quattro ragazze.
Sale la temperatura perchè queste ci salutano e fanno le gatte morte.
Lumachino guida la sua 106 e si mette a ruota... le abbiamo seguite fino a Vignola (MO) ad una festa di paese.
Al momento di scendere e presentarsi, queste si spaventano e rimangono in macchina chiudendo addirittura la sicura.
Noi ci facciamo un giretto alla festa e ringraziamo perchè la benzina l'aveva messa la mamma del Lumachino.
 
Potrei continuare con le storie della 106 che non parte, l'uscita al pub western con la SEAT che si ingolfa, le serate allo SKYLAB di Castelfranco, quelle a San Lazzaro per il Videotel, gli appuntamenti al buio, Silvia la pseudo-navescuola, e molto molto altro.
 
ma sono stanco e non ho più voglia..
alla prossima puntata..
postato da: taxxo alle ore 21:32 | link | commenti (14)
categorie: racconti, druidi
domenica, 08 ottobre 2006

Il malatone

 
 
Ieri sera sono rimasto 5 ore in piedi tra la folla e oggi sono fisicamante uno straccio.
La giusta conclusione di una settimana del cavolo e il giusto corollario per la più odiata giornata della settimana: la Domenica.
 
La Domenica è una giornata di attesa.
Si attende l'inizio della nuova settimana contando i secondi che mancano alla sveglia del Lunedì (non sono a questo livello ma conosco chi lo fa), si cerca di dribblare i parenti (ne ho veramente pochi ma vi assicuro che son sempre troppi), si devono recuperare i bagordi del venerdì e del sabato sera..
Questa mattina mi sono svegliato con il bruciore alla gola e le ossa rotte.
 
Ieri pomeriggio ho ribaltato tutta Bologna, l'ho scossata, l'ho scrutata alla ricerca di un cazzo di libro che mi assilla da tre mesi. Forse quattro.
"Ripassi ai primi di settembre... altrimenti glielo prenoto!" mi aveva detto il commesso della grande libreria..
"No, non importa, vengo da fuori e non so se ripasso a breve.. ma per settembre sono qui." rispondo
Come al solito mi presento ai primi di ottobre (avete capito perchè non prenoto) e mi dicono che è esaurito e non prevedono di prenderne altri.
La stessa zuppa anche nelle altre venti grandi librerie... ma che cazzo di libro è?
Comunque è troppo tardi e mi devo sbrigare a raggiungere il BAR per l'appuntamento.
 
"MI RACCOMANDO, ALLE SETTE PUNTUALI CHE ALTRIMENTI NON RIUSCIAMO A PARCHEGGIARE"
dice l'SMS di un'amica, fan sfegatata di Gianni Morandi.
Mi sta bene tutto, ma ho già capito che facciamo il "salto del pasto", nuova disciplina olimpica nella quale sono un vero campione.
 
Parcheggiamo, arrivamo in piazza che sono appena le otto. Siamo a una ventina di metri dal palco e non c'è ancora troppa gente.
Ska propone una birra ma la Sere (capricorno) si impunta e dice che non si vuol muovere per non perdere la posizione.
Non entro nella discussione, ma vince la Sere: neanche la birra per sentire Mingardi e Renato Zero..
 
Unica nota di colore della serata è stata una ragazzetta, fan di Gianna Nannini che, nella calca, ha passato dieci minuti buoni a strusciarmi il culone all'altezza della patta dei pantaloni. Ha smesso solo quando le ho sussurrato all'orecchio che "Per molto meno ho messo incinta parecchie ragazze!!"...
Si è girata un po' seccata, mi ha guardato e se n'è andata..
Non ho fatto colpo!
 
Esito finale: mal di schiena, piedi a frittella, esigenza di una protesi all'anca sinistra, un pizzicorino alla gola, collo anchilosato.. neanche quando prendo freddo allo stadio mi sento così di merda!
Mi faccio la mia nottata a litigare con il gatto (che vuol venire a dormire tra le mie gambe e soffia quando mi giro) per poi svegliarmi questa mattina con un tremendo torcicollo ed un cerchio alla testa.
 
Ma è Domenica e si va a mangiare dalla Tilde, la nonna di campagna.
E' sicuramente il parente che preferisco tra tutti quelli che ho, ma dare un dito una volta significa essersi giocati il braccio PER SEMPRE.
Se manchi una volta ti devi inventare una scusa buonissima per non beccarti la solita ramanzina sulla solitudine sconsolata di un'anziana che vive lontana dal paese.
Poi mi vengono i sensi di colpa, i rimorsi e così vado ugualmente a fare presenza per poi scappare subito dopo che ho lavato i piatti.
Che è poco più di non vedersi, ma almeno mi ha visto...
La Tilde è quella dei gatti. Ne ha sempre avuti almeno due, ma con le ultime vicissitudini si è accontentata di uno solo: LAPO (è un gatto rosso - da qui Lapo come Elkan e forse è pure gatto-sessuale, ma lo dico piano per non rovinargli la reputazione).
Prima ha avuto Bigiolone (il gattone grigio), il Bianco, Macchia, La Gatta .... solo per citare i più famosi.
Ma soprattutto Maladaun ("Malatone", dal dialetto) il gatto sempre ammalato.
 
Oggi mi sento come lui.
Sono in giro per casa con il cappuccio della felpa calcato addosso, le finestre sigillate, un'aspirina effervescente presa con la limonata gasata (mi fa schifo con l'acqua e mi piace vedere la reazione chimica).
Ho provato a guardare un film ma mi sono addormentato e mi sono risvegliato con lo Chef Toni che tagliava un pezzo di marmo con i coltelli miracolosi..
 
Questa sera secondo round con la cena dalla nonna...
che palle, non ho ancora pensato a come far venire venerdì della prossima settimana!
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categorie: racconti
venerdì, 06 ottobre 2006

Storie di ordinaria follia

 
 
Viva il limone frutto prelibato
Viva l'imene, brutto lacerato..
Elio e le Storie Tese - non mi ricordo che canzone
 
Oggi sono depresso.
Anzi, lo sono stato per tutta la settimana.
 
E' dura la vita del pagliaccio.
Devi sempre parlare per stronzate e mantenere alto il livello, ma devono essere innovative per non scadere nella ripetitività e quindi nella noia.
 
Oltretutto sono dei PESCI...
".. inclini agli stati depressivi, all'introspezione accusatoria, lunatici..."
 
Oltretutto sono alla soglia dei trenta, in quel periodo nel quale il PER SEMPRE, riferito a qualsiasi ambito, fa tanta paura...
ma è solo adesso che si può, eventualmente, "correggere" o perseverare nell'errore.
 
Oltretutto La Repubblica è in sciopero e sono due giorni che mi sembra di non essere al mondo.
 
Oltretutto ho la macchina che è una porcilaia
 
Oltretutto ...
 
La Tasso-Giornata inizia con la sveglia delle 7.40.
Alla Fantozzi, negli anni ho limato gli orari fino al limite dell'umano.
Anche se il mio turno inizia alle 8.30 e lavoro a 5 km da casa, non faccio colazione da leoni ma neppure da uccellino (in pratica una banana con la faccia dentro il frigo e una mano a grattarsi il culo), mi piace rimanere nel letto fino oltre le 8.
Un quarto d'ora per l'ordinaria amministrazione poi mi fiondo in macchina per l'ufficio.
Spesso e volentieri sono in ritardo.
 
Quando arrivo vengo accalappiato dal CAPO che mi svalanga addosso le sue storie del cazzo sui soldi che non gli hanno pagato, quelli che deve fatturare, quelli che deve ereditare, quelli che gli ruba lo stato, quelli che gli rubano i dipendenti (sono IO il suo unico dipendente, ma lui è così una personcina!!), quelli che... e via di questo passo fino oltre le nove.
 
Poi si parte con il rispondi al telefono, APRI, SALVA, STAMPA, rilega, piega, ordina per nome, fotocopia e, a volte, addirittura SALVA CON NOME..
In pratica una vita a creare documenti virtuali, appiccicati ad una macchina senz'anima, a litigare con Clippy o il Gatto di Office...
Poi paghiamo l'analista!
PER FORZA
Avete capito perchè Cristo faceva il falegname e non il disegnatore AUTOCAD?
 
Tutta questa solfa condita con "ci vuole un CLICK o due? - mi fai un caffè? - cosa volevano al telefono? - verresti un attimino? ...." per un continuo "su e giù" dalla sedia che farebbe invidia pure a Rocco Siffredi e alle sue partner.
 
L'unico momento di relax è la pausa pranzo tra le 14.00 e le 15.00 (a volte anche dopo).
Un giretto nel centro commerciale a vedere "chi ha la testa più grossa", l'edicola per il giornale (che non riesco mai a leggere ma non butto - una volta al mese, vergognandomi della pila di giornali che ho accumulato, inizio a sfogliarli per ritagliare gli articoli interessanti. Metto tutto in una cartellina e attendo di aver tempo. NON LI HO MAI LETTI - la NASA ha chiesto di studiarmi pagandomi un soggiorno in una base segreta. Quando, tra le pagine del contratto che mi hanno proposto, ho letto AUTOPSIA, ho rinunciato).
 
Rientro e mi rassegno a dover rimanere in ufficio ad oltranza.
Sempre, comunque, contro la mia volontà.
Un giorno o l'altro vi racconterò dei colloqui di lavoro che ho fatto per provare ad uscire da questo tunnel.
 
50 mail al giorno per NON accordarsi sull'uscita serale o per accordarsi e finire stanchi morti a parlar di nulla al solito BAR.
Altre 50 sulle perplessità dell'amico latin lover, quello che chiede consiglio per dove mettere il termo nella casa nuova, quello che vuol sapere se sono disposto a girare il filmino del VOGLIAMOCI BENE parrocchiale, quello che chiede la macchina fotografica, quello delle barzellette, quello dei filmati hard, ....
 
Alla sera vado a casa.
Dieci squilli anonimi di TOTO (ti hanno tradito...), un po' di fila in strada, il MIO parcheggio sempre occupato, due sacramenti ed entro.
Ci sarebbe da sfogliare il giornale, guardare un film, decidere cosa cucinare per cena, leggersi un bel libro... invece c'è la pila dei piatti da lavare, il gatto che rompe i coglioni, il vicino impiccione che ti suona per sapere se vuoi firmare la petizione contro chi stende in terrazza, c'è da stirare e da stendere in terrazza (forse è per me la petizione?), ....
Come al solito non ho voglia di fare un cazzo.
 
Doccia.
Poi serata di cazzeggio tra locali, sempre quelli..
Una birra per dimenticare.
 
Rientro, una bella cagata birrosa (citazione - ma come sarà una cagata birrosa?), leggo un libro a caso e, comunque, tra uno dei mille iniziati e mai finiti, mi addormento sperando almeno nei sogni.
Bella Vita.. di mmmerda.
Questa settimana sono davvero depresso.
 
Cosa c'entra la citazione di ELIO?
un cazzo
mi è venuta in mente e l'ho scritta.
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categorie: racconti, lavoro
martedì, 03 ottobre 2006

Il Bovino di Bovino

Questo è il secondo post di oggi, non perdetevi il primo...non si sa mai che vi piaccia!
 
 
 
"TOTO, lo sai che ti voglio bene..."
dalla premessa alle memorie del Tasso
 
Nella seconda metà degli anni settanta un angelo (proprio quello del gonfalone comunale) scese su Bovino (FG) e predisse la nascita di un bambino.
 
"Sarà un fanciullo dalle doti Taurine, si ingollerà di birra Raffo, Zavezicchje e Friselle e la comunità LO DOVRA' IMPARARE E LO DOVRA' PERDERE...".
 
Dette queste parole sibilline l'angelo suonò tre volte la tromba e sparì tra i nembi.
Nove mesi dopo, in cima ad una collinetta, in una capanna dal tetto di ethernit e le pareti in lamiera, nacque, come predetto dall'angelo, un fanciullo.
I guaiti (come le jene) che emetteva per il freddo richiamarono le popolazioni locali. Giunse una delegazione da Grottaminarda, una da Panni, una da Pietramontecorvino e, addirittura, un rappresentante dal capoluogo Foggia. Quelle grida indemoniate funzionarono meglio della Stella Cometa.
 
Una settimana dopo la nascita giunsero anche i Magi:
 
Re MACS, dalle terre del nord, che portò IL LIBRO DELLE BARZELLETTE
Re LORIS, vagabondo, che regalò la POMATA per i capelli.
Re BAFFO, dalla vicina Calabria, che regalò una VALIGIA di cartone e disse: "ricorda di onorare ogni sabato al lavoro, porca putt..."
 
I pastori, vedendo la sua crescita spropositata ma asimmetrica (a tre settimane dalla nascita aveva già la barba lunga e il capello con la coda, ma il pisellino di un infante), decisero dichiamarlo TOTO (non c'è affinità ma così lo chiamarono).
Il CORRIERE BOVINESE (giuro che esiste) assegnò la sua prima pagina al pargoletto per due anni consecutivi.
Continuarono i pellegrinaggi di adorazione anche da Biccari, Deliceto ed Orsara di Puglia.. tutti volevano vedere il frutto dell'annunciazione divina.
Purtroppo il pistolino non cresceva..
 
L'infanzia di TOTO fu spensierata e ricca di incontri interessanti.
Passava le sue giornate con i pastori e i loro cani, oppure in piazza a raccontar barzellette ai passanti, nella Sinagoga a discutere con i Sacerdoti o a far miracoli spalmando la pomata tra i capelli dei pidocchiosi.
 
Un giorno si ricordò della valigia regalatagli da Re BAFFO. Prese la sua Graziella, la valigia e si diresse verso il Tavoliere delle Puglie.
Quando arrivò al centro della grande pianura capì la funzione della valigia e comprese il suo destino... ma non lo rivelò mai a messuno.
 
Compiuti 15 anni venne iniziato ai misteri del giardinaggio e fu assunto come apprendista nel grande vivaio di Bovino.
Ormai era un giovane virgulto tutto barba nera e capello impomatato (la pomata di re Loris sembrava non finire mai) amato da tutti e considerato il simbolo del paese.
Era diventato un esperto vivaista, ma purtroppo il pistolino non cresceva..
 
Dopo qualche anno la comunità si ricordò delle parole dell'angelo: ".. LO DOVRA' IMPARARE E LO DOVRA' PERDERE..." e decise che era giunto il momento di lasciarlo seguire il suo destino.
Il compito dell'addio fu assegnato alla vecchietta del paese:
 
TOTO, adesso devi sapere tu che fare... noi ti abbiamo imparato e ti diamo la benedizione per il futuro..
Ricorda solo una cosa... non cambiare il Cerusico. L'unico che conosce il segreto del tuo pistolino è quello di Bovino. Nessun altro saprà cosa fare in caso di guai!
 
E così fece.
Quella volta nella grande pianura, quando era ancora bambino, aveva visto che il suo futuro era al nord, nella terra dei polentoni, dove lo avrebbero chiamato Marucchèn, dove hanno solo la nebbia, la verdura schifosa, la gente è fredda e distaccata, tutto costa di più, non c'è la birra Raffo e neppure un mare degno di tale nome..
Ma quello è il suo destino, inutile versare lacrime... poi ogni grande forza è una grande responsabilità.
E lui era molto forte, a parte il pistolino.
 
La comunità organizzò una grande festa, gli prepararono le scorte per il viaggio (i vasi con le melanzane sott'olio, il pane d'Altamura, le Friselle, i pomodori di San Marzano, anche una Soppressata), lui chiuse la valigia di cartone e salì sul treno facendo ciao-ciao con il fazzoletto alla banda del paese ferma in stazione.
 
Oggi TOTO lavora nella Grande Ditta a ZP tra polentoni e razzisti del nord, onora tutti i sabati al lavoro e ha mantenuto il Cerusico a Bovino.
Si è fatto pure il cane, Maja, in ricordo della fancullezza tra i pastori. Si impomata ancora i capelli con la pasta di Re Loris ma la lontananza dalla sua terra gli procura la crescita spontanea di immani foruncoli, vere e proprie protuberanze purulente e cancerose. Così lui chiama il Cerusico di Bovino e tutto passa in un attimo.
Purtroppo il pistolino non è cresciuto neanche al nord..
 
Un giorno la sua strada si è incrociata con il TASSO, un mix tra Lucifero e Belzebù.
Lo scontro è stato titanico, fulmini e squillini, incantesimi e mail, SMS e saette...
La situazione è ancora in stallo... ma il pistolino di TOTO non è cresciuto ugualmente!
 
Ma perchè Bovino di Bovino?
Per il semplice motivo che l'angelo aveva predetto una DOTE TAURINA.... ma a volte, si sa, gli angeli non ci prendono del tutto..
postato da: taxxo alle ore 21:44 | link | commenti (1)
categorie: personaggi

Sfida alla Tasso Arena

 
 
PREMESSA
 
La scorsa settimana si è consumata, tra i commenti a "I Druidi di Monterocca", una simpatica disputa di idee (o il delirio di due persone che pensano le stesse cose e parlano lingue differenti - ma questo è ancora da chiarire).
Mai avrei immaginato, da ex Druido, che la piccola congrega di sfigati avrebbe scatenato tal putiferio.
Ovviamente uno dei protagonisti, il Tasso per la precisione, è pratico e ben si destreggia tra litigi virtuali, dispute on-line e terribili scismi (indimenticato fu appunto quello omonimo del Tasso - ma è roba d'altri tempi anche se a Zola ancora tremano i modem). Quindi non stupisce che sia stato creato un apposito post per aiutare tutti a comprendere meglio.
L'altro disputante è Anarcadia (perdonami ma il nick mi fa pensare, tutte le volte, agli anacardi..).
Se lui è Batman io sono Jocker (o il Pinguino, come preferisce Smel/Mel), se lui è Superman, io sono un mix tra Lex Luthor e la criptonite.
Spero sia d'accordo con questi paragoni (o danne uno a tuo piacimento), non amo il protagonismo sfacciato e mi accontento di fare il supercattivone.
Sbafini, in un momento di intimità (lo avete finalmente scoperto, sono io il suo amico immaginario e ho fatto domanda per diventare anche quello di Majo, ma la lista d'attesa è lunghissima) mi ha rilevato che sono IO quello che HA LA VERITA' IN TASCA.
E' anche per chiarire questa cosa che ho creato il post: il Tasso vuol sempre avere ragione ad ogni costo?
 
I FATTI
 
Anarcadia, in commento al post sui Druidi, ci consiglia di chiedere a Lilith (amica sua) maggiori ragguagli sulla religione pagana, la lettura delle rune ed affini.
 
Il Tasso, con la solita delicatezza che lo contraddistingue (una volta rubammo un tulipano dal cortile della Cri - lo facevamo sempre, perdonaci - con lo scopo... di rubarlo. Arrivati al Parco, in piena notte, incontrammo due ragazze che parlavano appoggiate al dondolo. Ci avvicinammo e Lumachino regalò il fiore ad una delle due sconosciute. Questa, sorpresa, esclamò: "Ma cos'è?" e a me che era già scesa la catena a sentirsi rispondere in quel modo davanti ad un dono così chiaro risposi: "Una BOMBA".. quella sera andò in bianco. Come tante altre volte), irride gli hobby della Lilith e trascende sul culto del mitico Billo, l'Elefante rosa.
 
Come accade spesso in internet la cosa dilaga e, complice soprattutto la mia Logorrea mediatica, si spazia tra filosofia, medicina, psicologia, storia, religione e si passa dal serio al faceto.
 
".. non mettiamo sullo stesso piano il culto pagano e la serietà..."
 
Questa è la frase incriminata, detta dal Tasso, e più volte sottolineata da Anarcadia.
Credo che il fulcro stia tutto qui e che di tutto il resto potremo parlare in altri momenti.
In questo senso vorrei parlare anche di divinazione con RUNE e CHING.
 
LA DOMANDA
 
Ho un'unica domanda da porti. Se rileggendo i primi commenti la cosa era abbastanza chiara, con gli ultimi mi hai lasciato leggermente perplesso e gradirei una risposta precisa:
 
Quando parli in difesa della cultura pagana ti riferisci solo ed unicamente al lato socio/antropologico o ne difendi anche la valenza "magico/divinatoria"?
In pratica, chiariscimi questa tua affermazione:
 
2) I ching e le rune funzionano secondo princìpi simili.[...] Prima di associare il taoismo ed il paganesimo ai ciarlatani, io ci penserei: lo ribadisco. Hitler era probabilmente un iniziato ad un certo tipo di esoterismo: questo non squalifica eventuali strumenti quali le rune...
 
Un tuo chiarimento in un senso potrebbe concludere le "ostilità", in un altro, potrebbe accendere un divertente dibattito.
 
LE REGOLE
 
Non ci sono regole... a parte la mano sinistra dietro la schiena e nessuna scorrettezza sotto il tavolo!
 
AAH, dimenticavo:
Il gelataio travestito da cinese nella foto sei tu.. io, per esigenze di copione, devo rimanere assolutamente nell'anonimato...
 
UNO, DUE, TRE.... VIA!!
postato da: taxxo alle ore 19:49 | link | commenti (25)
categorie: various, sfide