Attraverso lo Stargate

Distorsioni dalla provincia

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ignorante come un banco - sempre alla ricerca del "tempo" - scribacchino impertinente - giornalista giornalaio - attento sbadatello - folle lucido - simpatica canaglia. In una parola: il TASSO

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venerdì, 29 settembre 2006

Il Ciucio

Nu cioci' chi sacc' de gran e nu sandil' de sand' Nucenz' 'mbrond'

"... il Ciucio è il mio pastore, con lui non manco di nulla..."
dalle lettere di Loris ai Ponteronchesi

Il Ciucio non è zolese e non so neppure da dove venga.
Nessuno sa perchè è soprannominato Ciucio.
E' un soggetto non troppo alto, curato, dall'inconfondibile ciuffetto a spoiler e complessivamente poco attraente.
Il Ciucio, però, piace...
 
Caratterialmente è silenzioso, scrutatore, un po' assente. Le poche volte che parla sono tutte "sentenze". Gli piace dare soprannomi o attribuire nomi fantasiosi, purchè inizino per "A": spesso ti chiama Alfredo o Amilcare o Alfonso... e lo fa con una naturalezza tale che sembra abbia sbagliato persona, ma nessuno ha mai capito perchè lo fa.
 
Il Ciucio è un fornaio, anche se nessuno l'ha mai visto lavorare e lo potresti incontrare a qualsiasi ora del giorno o della notte in giro per la città.
Tutto questo mistero lo rende ancora più affascinante.
 
Di solito fa coppia fissa con Pappa Enry, vecchio compagno di mille avventure.
Il Pappa, come è semplicemente chiamato l'Enry, è l'opposto in carattere e fisicità. Forse è proprio per questo che il legame dura da anni.
 
Il Ciucio è un Guru (o così da molti viene Venerato) nella gestione dei rapporti con il gentil sesso.
Sono infiniti gli aneddoti che legano questo personaggio alle donne.
 
Lo shampo
Il Ciucio odia l'approccio intellettuale e pure quello simpatico (per evidenti carenze). Lui vuole solo una cosa da un rapporto tra sessi opposti e va dritto al dunque.
Che sia un pub, una discoteca, un bar o un circolo anziani, lui si apposta nelle vicinanze dei bagni delle signore e attende, rigirandosi il coca-rum tra le mani.
Quando addocchia una potenziale preda, allunga una mano e da una lisciata ai capelli dell'ignara ragazza, il mitico "shampo".
Quando non riceve un Vaffa, un'occhiataccia o un pugno, riesce addirittura a beccarsi un falsissimo sorriso.
E' una tecnica ancora in via di sperimentazione.
 
A colpo sicuro
Questa tecnica la adotta verso l'alba e solo nelle discoteche. Si apposta in Zona Ciucio, il solito muretto vicino ai bagni, e attende che arrivi una ragazza in condizioni pietose tra alcool o pasticche. Una di quelle che corrono in bagno trattenendo il rivolino di vomito o con una bolla di orina sul jeans perchè lo sfintere ha rinunciato a funzionare. In pratica dei rottami.
Si avvicina e dice: "Scopiamo?".
Che personcina che è il Ciucio... un vero Samaritano della patonza.
 
La donna aggressiva
Un giorno ha conosciuto una ragazza. Lei gli mandava un sacco di SMS e andava raccontando che il Ciucio è:  "l'uomo della sua vita .. perchè è selvaggio, fuori dal mondo e non si vuole mai legare seriamente" (un po' stride "..è l'uomo della mia vita" con "non si vuole legare seriamente".. ma l'ha detto una donna... mica Cioè).
Il Ciucio fa spallucce a queste dichiarazioni che gli giungono da vie traverse ma accetta di uscire una sera da soli.
Finita la serata (e ci vorrei esser stato per sapere di cosa hanno parlato... perchè il Ciucio NON PARLA), la ragazza si fa accompagnare a casa, lo fa salire, si mette comoda e gli fa vedere la camera da letto.
Inizia a fare la smorfiosa, si scollaccia come una gatta morta, rigira il boa di piume tra le mani e glielo solletica addosso.
Il Ciucio non fa una grinza, si siede e si mette a sintonizzare la radiosveglia.
Dopo mezz'ora esce simulando un malanno fisico e se ne torna a casa.
"Queste fighe troppo esplicite mi fanno cagare... e le ho dato la giusta lezione!!" istruirà in seguito i cari adepti.
L'ho già detto che è una gran bella personcina?
 
Il Ciucio è, comunque, in costante lamentela contro l'universo donna.
Che fatichi a "conoscerle" o che siano troppo esplicite, lui trova sempre il pelo nell'uovo.
Sebbene tutto, però, ha fatto scuola e un folto nugolo di personaggi gli fanno il verso e cercano di imitarlo.
 
Ma il suo "tocco" magico (lo Shampo, per intenderci) non è roba da tutti.
postato da: taxxo alle ore 13:47 | link | commenti (28)
categorie: personaggi
martedì, 26 settembre 2006

I Druidi di Monterocca

 
 
Rimaniamo su un tema mistico.
Ma questa volta parliamo di vita vissuta.
 
Avete presente un gruppo di ragazzetti brufolosi, gracilini, vestiti sempre male, timidi ed impacciati?
Gli adulti dicevano che erano molto più maturi dei loro coetanei e loro si crogiolavano di questa "definizione" rinchiudendosi in casa ogni volta che si incontravano. Ma la verità era un'altra e gli adulti parlavano di maturità solo per non ferire i poveri pargoli.
Alcuni li chiamano NERDS.
Io li chiamo SFIGATI.
 
Un giorno La Sfiga bussò alla loro porta.
Lumachino andò ad aprire.
La Sfiga si affacciò, passò lo sguardo sui presenti. Tasso, Gallo, Nadalo, Polacco, Scola, Matte, Alex, Borto, .... si ritrasse un po' spaventata e disse:
 
Certo che state messi proprio male...
che, avete fatto il pieno? ... casomai ripasso un'altra volta!
 
Questa è la storia dei Druidi di Monterocca.
 
Monterocca è uno dei due colli più alti (i colli bolognesi, quelli della Vespa 50) che circondano il comune di Zola Predosa.
L'altro, il Monte Capra, è molto più ricco di leggenda (la famigerata Capra D'oro che da il nome al monte) ma non nasconde le sorprese del banale Monterocca.... ed è molto più scomodo arrivarci.
Dalla località dei Gessi (da non confondere con Gesso, frazione rivale a 100 metri in linea d'aria) inizia la scalata al monte grazie ad una ripidissima salita.
Per anni un gruppetto di amici si fece il tragitto, dalla provinciale al fitto bosco, per poi disperdersi nelle cave di gesso abbandonate da tempo immemore ("immemore" l'ho aggiunto per creare il MITO - in realtà le cave si esaurirono e furono abbandonate alla metà degli '80).
 
Per legare queste sfacchinate atletico/naturiste al nome Druidi di Monterocca il passo fu brevissimo.
Essendo tutti (o quasi) adoratori del Risiko, del Monopoli o del "Sacro Gioco di Ruolo", essendo degli emarginati sociali che hanno girato in bus e bicicletta fino a 19 anni e reputandosi portatori di una curiosità e una fantasia fuori del comune, il nome "Druidi" sembrava molto indicato.
 
Quando venni iniziato ai misteri di questa setta capii subito di che roba si trattava.
C'era un tipo, Nadalo, che annotava su un quaderno il punteggio maturato dai singoli componenti. Maggiore era il punteggio, più si saliva in scala gerarchica. Sfortunatamente 'sta cazzata svanì quasi istantaneamente al mio ingresso, ed ancora oggi ignoro in che posizione ero riuscito ad arrivare (ma, soprattutto, "come" e "per cosa" venivano attribuiti i punti).
 
Le attività principali erano due: la fase puramente ludica, svolta a tirar dadi in una cantina e la fase esplorativa, svolta nel bosco a costruire il rifugio (in 5 anni non riuscimmo neppure a piazzare l'amaca) o a ricercare la Capra d'Oro.
I grandi saggi Lumachino, Gallo e Scola, infatti,  avevano rielaborato la leggenda della Capra e avevano immaginato che, furbescamente, fosse seppellita sull'anonimo Monterocca invece che sull'omonimo Monte Capra (la leggenda narra di una Capra completamente d'oro seppellita sulla montagna che porta il suo nome... nessuno l'ha mai trovata nè si conosce da chi fu nascosta e perchè).
 
E la ricerca di questa cazzo di Capra (avete capito perchè ho detto SFIGATI?) disperdeva un sacco di tempo e di energie.
Un giorno lasciammo un "fogliettino timidino" nella buchetta della posta del leggendario Adolfo Belletti. Adolfo era lo storico zolese che, sempre secondo i saggi, aveva trovato la Capra e ne godeva i ricavi in barba a noi poveri Druidi.
Nella lettera chiedevamo un appuntamento per discutere di alcune curiosità locali. Ci firmammo Druidi di Monterocca. In realtà era una trappola tesa dai furbissimi Druidi per curiosare in casa dello storico.
La settimana dopo, non avendo specificato il nostro indirizzo (o forse avevamo scritto "rifugio nel bosco di Monterocca"), trovammo un biglietto appiccicato alla buchetta dell'Adolfo:
 
"Cari Druidi, sono ben lieto di soddisfare ogni vostra curiosità. Quando vorrete, io sono qui..."
 
L'emozione diventò febbricitante. Avevamo Adolfo in pugno. Entrare nella sua MEGAVILLA (davvero!!) significava svelarne i segreti... magari avremmo potuto scorgere, in una vetrinetta, la famigerata Capra...
Ovviamente non ci facemmo più vivi (allora poi!!) e oggi Adolfo se n'è andato con il suo segreto.
Pace.
 
Le vicissitudini "reali" dei Druidi, comunque, erano molto meno avventurose di quanto non ne vivessero "fantasiosamente" in quella cantina a tirar dadi e a piangersi addosso.
Conobbi il mitico Capo dei Mostri (non il Carletto dei cartoni animati... ), un soggetto che viveva di espedienti e di Giochi di Ruolo, visitai circoli e incontrai persone al limite dell'umano, partecipai a tornei ed entrai a far parte di una ridicola squadra di calcio.
 
Attraverso i Druidi conobbi anche il mitico Ska..
Un pomeriggio si presentò un tipetto con i boccoli lunghi alla Cocciante, la camicia dentro i pantaloni, il baffo da topo e gli stivaletti a punta.
Dovevamo giocare a calcio (per inciso, tra i tombini sporgenti di un garage) e lui si sentiva a suo agio solo vestito così!
Era già dei nostri...
 
Da allora ne sono passati parecchi di anni.
I Druidi si sono sciolti, nessuno gioca più a nulla (anche se ho saputo che qualcuno va ancora al "Circolo dei Disadattati" di Casalecchio) e si fatica a sentirsi anche solo ogni sei mesi.
 
Ma chi è stato Druido, lo è ancora dentro.
Quindi attente massaie in fila per la spesa: se un ragazzo sulla trentina, con lo sguardo indagatore e la saggezza di un vecchio uomo di mondo vi incrocia ed inizia ad incuriosirvi per la sua elegante raffinatezza e sapiente dolcezza o è Jean Paul Belmondo o è stato un Druido...
Oppure avete sbagliato sala.. il vostro film era alla 6.
Beate voi!
postato da: taxxo alle ore 21:05 | link | commenti (38)
categorie: druidi
lunedì, 25 settembre 2006

Come il Divino...

 

Primo Teurgo della Chiesa dei Viventi, Gran Maestro dell’Ordine Teurgico di Elios, Presidente Europeo dell’Ordre des Occultistes d’Europe (O.D.O.D.E.) e Nazionale dell’Ordine degli Occultisti d’Italia (O.D.O.D.I.), del Centro Italiano di Studi Astrologici (C.I.S.A.) e dell’Unione Astrologico-Occultista d’Italia (U.A.O.D.I.), Fonte di Vita e di Salvezza, Dispensatore di Verità Archetipa, Luce dei Viventi - dopo millenni di paziente elaborazione - e mettendo a frutto l’Esperienza degli Antichi Saggi Atlantidei - ha suggellato il CORREDO DELLA FELICITA’ affinché TUTTI, non soltanto i fortunati possessori di Talismani Personali et Similia, possano gioire della Vita e delle Sue Bellezze infinite!

(Dal curriculum del Divino Otelma)

Ieri ho visto un filmetto molto particolare (La montagna sacra - Alejandro Jodorowsky) e mi sono immerso nel simbolismo alchemico, nel misticismo pagano e nella follia filosofica dell'autore.
Ammetto che fino ad oggi la magia e l'esoterico mi hanno sempre incuriosito ma mi sono concesso, al massimo, l'oroscopo di Branco durante il capodanno di Buona Domenica.
 

MAI mi sono fatto leggere la mano, MAI mi son fatto fare le carte, MAI mi hanno letto l'orecchio (a Zola abbiamo una famosissima Otomante - è stata anche al Costanzo show!) nè, tantomeno, ho speso soldi in pozioni, talismani, amuleti.

Sono dell'opinione che ognuno possa liberamente credere in quello che vuole e che a decretare la "verità" di un culto rispetto ad un altro sia soprattutto il numero dei credenti. Tutto il resto è noia..
Quindi non demonizzo chi esce di casa solo dopo che ha letto l'oroscopo, i superstiziosi, i seguaci della geomanzia, gli adepti della piramide (conosco un medico affermato che ha dormito per anni con una piccola piramide metallica sotto il letto poi, a seguito della visita di una specie di strega, cambiò la posizione del letto perchè, proprio in prossimità del suo cuscino, c'era un nodo di Hartmann).
Non demonizzare non vuol dire, comunque, approvare e comprendere.

La cosa più simpatica di quest'anno, però, è stata quella di scoprire che "sarà il mio anno".
Essendo del miglior segno zodiacale dell'intero zodiaco (PESCI - così dice Paolo Fox), quest'anno grazie a congiunzioni, trigoni, quadrature ed opposizioni ma soprattutto favoriti dal passaggio di non so quale pianeta in quale costellazione, le condizioni astrologiche saranno tutte per i fantasiosi Pesciolini.
In Amore, Lavoro e salute abbiamo tre stelline su tre.
Il grafico con gli incroci tra i segni è pieno di faccine sorridenti.
Non ci sarà un periodo negativo neppure ad invocarlo.

Leggendo e sentendo dagli autorevoli tele-imbonitori / tele-imbambiti tutte queste felici novelle ho voluto sperimentare.

Ho seguito i consigli di Zequila (er mutanda) e ho mandato un SMS per l'affinità di coppia tra segni e, magia delle magie, dopo venti eurini volatilizzati, ho scoperto che sono OK con Toro, Capricorno, Scorpione e Cancro, in STANDBY con Pesci, Acquario, Vergine e Bilancia e completamente OUT con tutti gli altri...
Ma allora che cazzo dicevano Branco, Syria e Fox?

Non è il MIO anno?
Non ho la faccina sorridente con TUTTI?

Poi ho pensato:
"Magari credere ad uno che si chiama Er Mutanda non è il massimo... potrebbe essere un ciarlatano.."

Così ho continuato le mie verifiche.
E' da Gennaio che non perdo una giocata del SuperEnalotto, Gratta&vinci, la lotteria dei Boeri del Bar (quei cioccolatini con la ciliegia e il liquore) ma ancora non ho vinto un cazzo.
Ma l'anno non è ancora finito ed è prematuro parlare di imbroglio..

Per quanto riguarda la salute, a febbraio mi sono beccato l'influenza intestinale ed ho vomitato come Linda Blaire dell'Esorcista per tre giorni di fila. A maggio mi si era bloccata la schiena come se fossi unvecchio novantenne. La scorsa settimana ho preso una storta alla caviglia...
Qui un po' puzza di fregatura l'ho sentita.

Del Lavoro neanche parlo perchè credo che gli astri non possano nulla contro l'egemonia del CAPO (che, ovviamente, è dell'ARIETE).

Mancano ancora tre mesi alla conclusione dell'anno ma sono molto tentato di mandare una lettera di protesta al Divino Otelma, padrone supremo dell'occulto.
Ma una cosa mi trattiene dal farlo:

non sono gli anelloni di rubino, le collane, il turbante, l'abito da faraone, la vocetta graffiante da checchetta isterica, il mantello da pipistrello,....
e neppure l'abilità nell'eloquio o la conoscenza di lingue morte mi trattengono dal preparargli una tremenda reprimenda.

Quelli che temo sono i titoli: "Primo Teurgo della Chiesa dei Viventi" e "Dispensatore di Verità Archetipa"...
Ho ancora i brividi.
Ma ad uno con quel curriculum cosa gli vuoi dire?

Al massimo nel mio c'è scritto:
Inglese scolastico, patente B automunito, disponibile a trasferte in regione...
Sono proprio una nullità difronte a cotanto splendore.
Anche se "è il mio anno"..

postato da: taxxo alle ore 21:03 | link | commenti (8)
categorie: various
venerdì, 22 settembre 2006

Schizziamo in Giappone?

Tanti anni fa credevo di aver già visto tutto del paese del Sol Levante.

Le immagini di "Mai Dire Banzai" immortalavano pazzoidi che si gettavano contro muri di pietra, altri che si facevano calpestare da elefanti, altri ancora che, legati mani e piedi, si lasciavano trascinare sul culo fino a polverizzare i pantaloni...
Un grande popolo!
 
Poi, qualche tempo fa, incontro MACS, il tuttologo..
 
Ciao Tasso... sai cosa ho scoperto?
Dimmi MACS...
C'è una disciplina tutta giapponese che presto andrà anche alle olimpiadi...
E che roba sarebbe?
Si chiama Bukkake, è un'antica tradizione.... ma fidati, prenderà piede!
Dimmi di più, MACS, lo sai che sono avido di sapere!
No, no, adesso ho fretta, devo litigare con TOTO, ne parliamo domani...
 
Mi sono insospettito..
Quale sarà la prossima disciplina presente alle olimpiadi?
 
Con la solerzia di un grande investigatore mi faccio la mia ricerca.
Come ricorda la pagina di Wikipedia (clicca qui), il Bukkake (che significa "gettare un liquido contro qualcosa o qualcuno) e le sue varianti, presero piede, nel Giappone feudale, come monito e scherno dell'intera comunità verso le donne infedeli...
 
Ma la ricerca ha dato altri risultanti interessanti.
Per esempio che c'è una federazione italiana (il cui logo è in bella vista ad inizio post - clicca qui) che si occupa, a livello sportivo, delle varie discipline in cui è stata suddivisa questa pratica.
La mia preferita è quella "A COPERTURA"...
 
Allora aveva ragione MACS?
 
Piccolo approfondimento:
Uno sport, per essere inserito alle olimpiadi, deve essere praticato in tutti e cinque i continenti a livello agonistico con federazioni locali e campionati.
Ammettendo che probabilmente è praticato in quasi tutto il mondo, ma in molti solo a livello "amatoriale", ho una piccola protesta.
 
A Zola Predosa NON è praticato a livello agonistico, lo so per certo...
Avendo fatto domanda presso l'ONU per diventare "continente" (abbiamo un'identità locale che ci esula dal mondo), sono tre anni che aspettiamo il fax di conferma.
Quando saremo continente, ed è questione di giorni, impediremo che questa pratica di cattivo gusto si insinui a livello agonistico.
Così facendo porremo un freno all'accesso alle olimpiadi!
 
Alcuni concittadini hanno già chiesto asilo politico a Casalecchio di Reno o Monte San Pietro.
Noi abbiamo chiuso le frontiere...
 
A parte queste questioni di politica internazionale, vorrei chiudere dicendo:
 
- Billo, quella goccia che cola dal logo credo non sia panna montata...
 
- MACS ma che cazzo dici??
 
P.S.: per comprendere il senso del post è bene collegarsi ai link (sempre che il post abbia senso)
postato da: taxxo alle ore 11:50 | link | commenti (12)
categorie: various
giovedì, 21 settembre 2006

Zola Predosa 40069 - Puntata Pilota

Personaggi ed Interpreti:

Nat - Il Lurido smerigliatore
Brandon Walsh - Billo
Dylan McKay- Loris (Argonauta)
Steve Sanders - Sbafini
Kelly Taylor - La Migna
Brenda Walsh - TOTO (la produzione, tirata nel budget, ha ripiegato su un uomo, pure peloso)
 
Guest star:
Una DJ di Tecno House - Smellissa
 
Puntata pilota
 
Sigla..
 
Apertura all'interno del Peach Pit (il bar) con Nat in crisi per l'arrivo di USL e Finanza.
 
Brandon, siamo rovinati... scopriranno come faccio il mojhito, troveranno le mie canottiere, vedranno i miei peli sulle spalle, i conti gonfiati, le cameriere in nero, le cameriere sotto il bancone (occhiolino a Brandon)....
dice Nat disperato.
Tranquillo Nat, ci penso io.
risponde Brandon con aria di chi la sa lunga.
Inquadratura stretta sull'occhio da volpino di Brandon (effetto per il luccichino diabolico).
 
La scena si sposta su Dylan che è in jacuzzi con Kelly.
Sono avvinghiati, lui le passa la lingua sul collo (molta lingua salivosa - tipo bava delle lumache), lei mugola come una cagna in calore.
Lo sai che amo solo te, Kelly... con Brenda è tutto finito.
Dice Dylan guardandola negli occhi e passandosi una mano tra i boccoli bagnati.
Lo so amore mio, quella troia non può nulla contro la mia bellezza
Dice Kelly che ricambia lo sguardo, schiude la bocca e infila mezzo metro di lingua in gola a Dylan.
Tra i cespugli Brenda osserva la scena digrignando i denti e covando vendetta.
Scusami amore, vado a prendere la crema solare...
Se sali, prendi il cane che vuole pisciato!
Dylan esce dall'acqua senza far troppo caso alle parole di Kelly. Ha un fisico statuario imperlato d'acqua.
Entra in casa (una villa sui colli), passando davanti ad uno specchio si guarda riflesso, si sofferma sulla sua immagine, piace a se stesso, strizza l'occhio.
Un PC portatile è acceso su un tavolo. Dylan si avvicina e vede una sessione di chat ancora avviata.
L'ultima stringa, di tale "Orsa_ghiotta", dice:
"Quando mi farai provare ancora le emozioni di ieri sera?"
La scena si conclude su Dylan che digita, sorridente, una risposta al PC.
 
Si stacca sulla strada principale di Zola.
Un virgulto giovinotto (Steve Sanders) guida la sua Ferrari a tutta birra.
Arrivato all'altezza della "Città delle Scarpe" parcheggia in freno a mano, attraversa la strada e saluta tutti i passanti come se fosse il Papa.
Giunge fino alla gelateria, verifica se ci sono altri clienti presenti ma la gelateria è vuota, chiude la porta a chiave e si dirige nel retro.
Una figura femminile, grembiule e cappellino, sta producendo il gelato. Non riusciamo a vederla in faccia.
Steve le si avvicina quatto quatto, le poggia due manate al culo, si insinua sotto il grembiule e e inizia a sbottonare.
Lei si gira: è "La Piccia".
La scena si chiude sulla lussuria dei due tra una vaschetta di bacio e una di cocco.
 
Serata.
Apertura con carrellata su un locale da ballo (da Eva).
Steve e Brenda ballano al centro della pista, Brendon è al bancone del bar che chiacchiera con un tipo sconosciuto.
Una Dj donna fa salire i battiti con musiche al limite della legalità.
 
Inquadratura sui due al banco del bar.
Allora come avete risolto al Peach Pit? chiede l'amico di Brandon
E' stato più complicato di quanto credessi... passi per i topi al posto del pollo, per gli scarafaggi in dispensa, oltre 3 milioni di scontrini non battuti, l'assenza delle condizioni igieniche minime... per tutte queste cose sono riuscito a mettere una pezza.
Il guaio è che hanno scambiato un cliente per un pezzo dell'arredo "non denunciato".... una cosa gravissima, secondo loro!
Ma chi è sto tipo?
Dai, l'avrai visto mille volte.. è uno che ha sempre il cellulare in mano, le occhiaie, i jeans stretti, fuma come un turco, uno stupendo caschetto di capelli...
IL MARSUPIALE!!!
Giusto.. proprio lui... ma la vera preoccupazione è questa. (e porge una foto all'amico) ... l'ha trovata Nat attaccata alla serranda questa mattina.
 
Sulla foto un Tasso che ride (l'animale).
Inquadratura stretta su Brendon pensieroso che si porta il bicchiere alle labbra e l'amico incredulo..
 
All'ingresso del locale c'è fermento.
Sono arrivati Dylan e Kelly.
La sala si ammutolisce.
Brenda, che ballava al centro della pista, lo vede e si fionda piangente nel bagno.
Dylan scambia saluti a tutti, ammicca a Steve e Brendon da lontano e poi alza lo sguardo verso la Dj.
Nello stesso istante anche la Dj incrocia il suo sguardo....
 
Sigla...
 
Riuscirà Brendon a salvare il culo a Nat e al Peach Pitt?
In cosa consiste la vendetta di Brenda?
Kelly imparerà l'italiano?
Cosa nasconde la torbida storia di Steve con la gelataia?
Dylan avrà intaccato il cuore della Dj?
Ma, soprattutto, chi è il misterioso Tasso che vuole rovinare Nat?
 
Tutto questo e molto altro sempre sulle strade dell'emilia in  
"Zola Predosa 40069"...
 
Personaggi ed interpreti di questa fiction sono realmente esistenti... per realizzare anche i fatti stiamo lavorando!
 
Si ringrazia "Frate indovino Sbafini" per gli auguri di buon onomastico... se mi ricorderò, ricambierò in natura!!
 
postato da: taxxo alle ore 08:58 | link | commenti (7)
categorie: 40069
mercoledì, 20 settembre 2006

La Fagiolata

calcio
Ieri sera ero in macchina e rientravo dall'ufficio.
Il CD nell'autoradio trasmetteva qualcosa di Sabrina Salerno o Bonnie Tyler (ho gusti "molto raffinati", lo so) e picchiettavo le dita sul volante simulando la batteria anni '70.
 
Gli unici momenti di privacy della mia vita sono:
- quando sono in macchina
- nel cesso
 
Ed infatti mi dilungo sempre, in ognuna di queste occasioni, e mi prendo il tempo per pensare ai cavoli miei.
 
Ieri, sulle note di "Siamo donne", mi sono messo a pensare ai terribili problemi in medioriente, alle dichiarazioni di papa Naziger, alla morte di Oriana, alla scissione Telecom, ... poi sono arrivato alla rotonda dello Stargate e mi sono detto:
 
"Tasso, certo che è una bella merda quella scultura..."
 
Poi un sognante ritorno ad un passato toccante.
 
Mi ricordo ancora quando al posto della rotonda c'era il semaforo, tornavo a casa da scuola sul "Suppostone" e l'autista, manovrando 18 leve per accellerare, sfrecciava infischiandosene dell'imminente rosso.
Fermarsi avrebbe significato perdere mezz'ora all'incrocio...
Nel frattempo, un'orda di barbari stava smantellando i prestigiosi interni in finta pelle.
Minchias aveva sempre con sè il kit del piccolo carpentiere e sembra che negli anni, smontando e rubando un pezzetto alla volta, sia riuscito a ricostruirsi a casa l'ultima fila di poltroncine dell'autobus comprese le griglie portaoggetti!
 
Scendevo (ma non sempre alla mia fermata!), arrivavo a casa e mangiavo la roba fredda che aveva lasciato la mamma che era uscita per lavoro alle 10 di mattina.
Scaldare, apparecchiare, lavare i piatti erano cose tanto oscure quanto impraticabili.
Nel frattempo guardavo le telenovelas che piacevano tanto alla nonna: quella con Grecia Colmenares o quella con la sigla cantata da Drupi (piccola e fragile) o da Julio Iglesias.
 
Pisolino fino alle quattro poi bici diretti al campetto all'ombra del campanile.
Tra i 14 e i 19 anni (in pratica per tutti gli anni delle superiori) il copione è sempre stato lo stesso.
Si arrivava, 15/20 persone già presenti ma che andavano crescendo di numero, si facevano 2 squadre (anche di 14 - 15 persone l'una) e si iniziava a tirar calci al pallone e a mangiar polvere.
 
Gli immancabili erano:
Fungo, Fekkia, Paolino, Rubio, Luciano (il mitico anzianotto alto un tappo di birra), Loris, Berzot, Nello, Nico, Paola (femmina molto più brava di tanti maschi), Baggio, Birindelli, Mazzo, Borgatti (il MITO. Ancora oggi, a quasi 40 anni, lo vedi aggirarsi nei pressi del campetto sulla sua olandese arrugginita e con la maglia di lana dei Celtic di Glasgow) e alcuni suoi amici che ogni volta che il pallone finiva in strada o c'era un'interruzione, si fumavano una paglia.
 
Le "fagiolate", come erano ribattezzati questi incontri tra le 16.00 e il tramonto, non avevano mai uno scopo fine a se stesso. Non importava chi aveva vinto o chi aveva perso già dopo due minuti dallo "sciogliete i ranghi".
E la fine era decretata o dal buio o dall'esaurimento dei partecipanti (sia fisico che numerico), che rientravano a casa alla spicciolata.
 
Al passaggio delle Gemelle Kriss sulla strada di confine poi, sul prato spelacchiato tutto si fermava e partivano fischi di approvazione o urla indecorose... preludio al periodo in cui saremmo andati a "sottane".
Ma all'epoca non ci interessava di risultare zotici o scurrili agli occhi delle ragazze...
 
Altri si sfottevano per questioni politico/calcistiche (era il periodo della "Scesa in Campo" di Silvio B. e del Milan delle Coppe Campioni) arrivando spesso al limite tra un acceso dibattito e una rissa, sia verbale che fisica.
 
Fatto sta che ogni giorno si era sempre di più e al sabato il campo lo si doveva occupare già alle 14.00.
 
Un ragazzino, uno che tra qualche settimana si sposerà, mi chiamava IL CAPO. Ero il più vecchio, indubbiamente, ma anche il più assiduo.
Ho più presenze al campetto che soldi in banca!
Quanti ricordi....
 
Brusco il ritorno al presente.
Un camionista, che ascolta "Su di noi" di Pupo a tutto spiano, mi ha appena sollecitato a passare l'incrocio con una strombazzata di clacson...
 
Adesso mi ricordo perchè quell'ammasso di ferro rosso e alto più di venti metri l'ho definito "Stargate, la porta dei sogni"...
Come cambia tutto intorno a noi.
 
La mia autoradio adesso sta trasmettendo "Gli anni" del Zero Renato.
Dei SUOI migliori anni non mi frega un cazzo, ma i MIEI sono stati quelli passati al campetto.
 
Sgommo e corro a casa, non vorrei perdermi il riassunto di Bulli e Pupe!
 
Ed i problemi del mondo a cui pensavi all'inizio?
Chissene, a quelli ci pensano già Emilio Fede, Feltri, Ferrara, Bondi, Anarcadia e Wanna Marchi...
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categorie: racconti
martedì, 19 settembre 2006

Requiem for a dream

requiemforadream
Attendendo di vedere THE FONTAIN, ultima fatica di Darren Aronofsky (USA), mi sono guardato "Requiem for a dream" (2000).
 
Avevo già visto "Pi greco - teorema del delirio" ed ero rimasto colpito (ma non affascinato) dalla particolarità della storia e dalla tecnica registica. Così mi sono incuriosito e ho deciso di dedicare un po' del mio tempo a vedere quello che è stato definito il film della "consacrazione al grande pubblico".
 
La storia parla della vita dei quattro protagonisti: madre, figlio, fidanzata ed amico.
Sono vite scialbe e in ambienti al limite del decoroso.
 
La madre, sola, pensionata e vedova, vive incollata al televisione guardando una strana trasmissione. Il suo sogno è quello di poter andare in televisione ospite della trasmissione.
 
Il figlio è un tossicodipendente e, con l'amico, vivono di piccolo spaccio nel quartiere.
Il loro, però, è vivacchiare e attendono da tempo una grossa fornitura per poter aumentare il giro d'affari.
 
La fidanzata, tossicodipendente pure lei, attende la possibilità di aprire una boutique dove dar sfogo alla sua passione per la realizzazione di abiti di moda.
 
Un giorno tutti vedono avvicinarsi i loro sogni:
Una telefonata informa la madre che è stata invitata a far parte del pubblico della trasmissione.
Arriva una grossa partita di droga e i due amici diventano ricchi in pochissimo tempo.
Con tutti quei soldi aprono una boutique di moda alla fidanzata.
 
Ma il raggiungimento completo di questi sogni è ancora lontano e per ognuno ci sarà un tristissimo epilogo.
 
Come nel primo film (Pi greco...) è interessante la capacità del regista di creare sistuazioni ossessive, ripetitive e di allucinazione sfruttando tecniche da videoclip, tagli repentini e velocizzazione delle immagini. Anche in questo caso, infatti, lo stato fisico dei personaggi è ben rappresentato.
Per il resto la storia appare un po' forzata ma pur sempre entro i canoni del possibile.
Il raggiungimento di un sogno, per quanto stupido e futile possa sembrare, deve sempre passare per il sacrificio e la dedizione.
Arnofsky ci vuole dimostrare che le vie più brevi e drastiche, utili solo ad accellerare l'arrivo di un "riscatto personale", sono anche la fine stessa del sogno.
Consigliabile per un pomeriggio di concentrazione.
postato da: taxxo alle ore 09:20 | link | commenti (7)
categorie: recensioni, cinema
lunedì, 18 settembre 2006

Pizzi Pazzi

champagne_pose
Come si sarà capito, anche se non l'ho mai espresso apertamente, un mio amico lavora in un negozio di lingerie per signora.
Lo so, tradirmi così ingenuamente è stata una leggerezza imperdonabile, ma ormai mi rassegno alla realtà.
Questo mio amico fa il commesso / responsabile / tuttofare nel negozio di abbigliamento intimo del paese.
 
Il negozio si chiama PIZZI PAZZI.
 
Lui e il titolare, Agronomo che ha rinunciato alla laurea per la sua unica VERA ragione di vita, la PATATA (accantonando tutto il resto), sono il team che troverete in negozio.
 
Qualche anno fa l'amico entrò come vetrinista.
Lo chiamavamo "intima di Carinzia" per quanto aveva le mani vellutate a PH 5.5 nel vestire i manichini dell'esposizione (anche se il soprannome era nato per altri motivi). Un "tocco" che gli valse l'assunzione.
L'esperienza del titolare e la sua collaborazione hanno consentito, negli ultimi tre anni, di monopolizzare la vendita di mutande e reggiseni all'interno del paese.
 
Non c'è donna che bazzighi al mercato del lunedì o che passeggi al parco che non indossa un intimo di "classe" di PIZZI PAZZI.
 
Ovviamente, tutte le volte che arriva nella compagnia il vecchio "Carinzia" monopolizza le serate con i suoi racconti al limite del surreale.
 
Ci parla della tipologia di tette che ha visto (a calzino, a compact-disk, a sciarpa, a pera, a prugna secca, a melone, a ragnatela, ...), delle strane richieste di alcune signore, dell'imbarazzo di alcune ragazze e delle avventure sessuali di cui è protagonista.
 
Per esempio (e questa è la mia preferita) ci racconta della vedova Gervasoni, signora sui cinquanta che, se un tempo poteva essere emozionante da servire, oggi è diventato un morboso assillo.
Si presenta almeno due volte a settimana verso l'orario di chiusura serale e, sfruttando la posizione defilata del negozio, entra fulminea e gira il cartellino sul lato CHIUSO.
Blocca la porta e insiste, con il suo pressing da gatta svenevole, per essere vestita e svestita dal sapiente tocco di Carinzia.
Il cliente, del resto, ha sempre ragione.
Potete immaginare come vada spesso a finire: a forza di alzare ed abbassare la mutanda, allacciare il gancetto e sistemar meglio il ferretto della coppa,.... l'uomo è di carne... si ritrovano avvinghiati nel camerino di prova.
Ma la Gervasoni è veramente una ninfomane e il povero Carinzia, alle volte, rinuncia ad uscire per passare qualche ora in camera iperbarica.
 
Oppure ci racconta di quelle casalinghe che, per risvegliare un matrimonio ormai in putrefazione da anni, si presentano richiedendo completi al limite del pornografico. Quelli di raso con i pon-pon rossi sul capezzolo, quelli con il tanga e il sottoseno senza coppa, quelli con la mutandina succinta con l'apertura tipo boxer.
Ovviamente dispongono di un ampio campionario e si permettono anche consigli alle clienti.
Ma troppa confidenza ha i suoi risvolti imbarazzanti.
A volte si sentono chiamare in camerino, da alcune clienti affezionate, per un'opinione di parte:
"meglio con questo o con quello" si è sentito chiedere Carinzia da una signorona che indossava un perizoma leopardato con il "filo" tra le chiappone molli e il davanti che tradiva una topona arruffata e dall'ormai canuto pelame.
 
Un tempo vendevano anche intimo maschile poi, scarseggiando la clientela e per una chiara scelta di marketing (il titolare ha divorziato e vuole solo donne attorno), hanno rinunciato ai boxer con le renne, quelli con le simpatiche frasette (davanti: certe cose si tengono in gabbia - dietro NO ENTER), i completini da notte (tipo Sbafini, un altro mio amico, che adesso è disperato e si mette il pigiamone anche d'estate) e tutte quelle cazzate (compresi i calzetti antisdruciolo) che le morose/mogli ti rifilano a Natale con la scusa che:
"hai già tutto! poi sei così complicato, non ti piace mai niente....".
 
E quando finisce i suoi racconti, tradisce sempre un po' di tristezza anche se tutti gli invidiano il ruolo e fantasticano su quello che farebbero al suo posto.
Ma lui è la dimostrazione vivente che il lavoro è lavoro.
Molto meglio che lavorare in miniera, ma pur sempre un obbligo e quindi una noia.
 
Caro Carinzia
hai ragione tu, molto meglio l'ufficio tutti uomini.
ma se solo le pareti del negozietto parlassero....
postato da: taxxo alle ore 14:49 | link | commenti (7)
categorie: racconti
venerdì, 15 settembre 2006

Ma a chi lo raccontate?

Oggi un post serissimo. Guai a voi se ridete...
 
E parliamo proprio di serietà.
Alla luce della società del 2006 andrebbero rivisti i concetti di "serio" e "faceto".
La continua mescolanza di situazioni di un tipo e dell'altro hanno fatto perdere valore intrinseco al significato delle due parole.
Alcuni esempi:
 
Durante lo stesso telegiornale, più volte attaccato di mostrare troppo crudamente immagini di massacro umano, fanno gli stacchi pubblicitari: tette al vento, culi nudi, rutti e scorregge...
 
I quotidiani non sono da meno. Essendo regolare lettore di Repubblica, posso constatare che di 50 pagine almeno 15 sono destinate (a piena pagina) alla pubblicità di Amendola e del suo telefonino, alla nuova linea di moda del momento (e anche qui tette e culi a go-go), ad altre amenità che nulla hanno a che fare con la cronaca.
 
Internet è un immondezzaio. Ma lo è sempre stato. Come si può prendere seriamente (con rarissime eccezioni) un mezzo di ricerca e comunicazione dove, se cerchi una comunissima parola, in pochi (ma a volte inconsapevoli) click ti ritrovi su siti a sfondo pornografico, scarichi schifezze (vedi dialer - virus vari) e ti ritrovi il computer impestato.
Ma questo è lo scotto che si paga per la vera libertà..
 
Le inchieste le fanno i comici. Beppe Grillo, le Jene, Luttazzi, Striscia la notizia ed affini.. mescolando satira ad indagine investigativa.
Ma che cazzo fanno tutto il giorno carabinieri e finanza?
 
Il famoso "Editto Bulgaro" colpì Luttazzi, Biagi e Santoro, ma, di riflesso, anche buona parte della satira tipo i fratelli Guzzanti, Dandini e compagnia bella. Probabilmente perchè il nuovo modo di fare informazione (scomodo al potere di allora) passa dalla comicità, denunciando un giornalismo che non racconta o non ha più il coraggio e la forza di farlo.
 
In uno scenario così sconcertante (o moderno ed evoluto al quale rassegnarsi) non mi si faccia colpa se non prendo mai le cose seriemente.
Non ho niente di serio da raccontare.
 
E non mi impongo neppure di farlo..
postato da: taxxo alle ore 08:53 | link | commenti (6)
categorie: various
giovedì, 14 settembre 2006

Chi ha ucciso Laura Palmer?

laura palmer
Ieri sera ho esagerato.
Una "piadina 2" (dove l'ho presa hanno l'accortezza di numerarle, evitandoti l'imbarazzo di chiedere, per una piada al prosciutto, un Golosone o un Pantagruelico) alle 22.45 che non mi ha concesso tregua per tutta notte.
 
Mi sono svegliato di soprassalto tutto sudato e accartocciato alle coperte.
Guardo l'orario: 3.17.
Fiuuut!
Ho evitato le diaboliche 3.30 (maledetti film dell'orrore.. ma è un'altra storia), mi alzo e vado ad attaccarmi al rubinetto dell'acqua in cucina.
 
Tutte le volte che mi sveglio di notte, e capita solo se non ho digerito l'equivalente di soppressata - peperonata - friggione - lasagne tutti in un colpo, mi viene da pensare a Lovecraft.
Lo scrittore orrorifico di Providence, narrano le leggende, si svegliava di soprassalto spaventato da incubi indicibili. Non so cosa gli cucinassero le famigerate zie, ma la leggenda parlava di generici disturbi del sonno.
Quindi si affrettava alla scrivania, faceva un piccolo resoconto e generava le sue storie agghiaccianti.
Sono anni che attendo l'idea giusta per uguagliarne il successo.
 
E finalmente, ieri sera, oltre al solito pensierino al caro Howard Philiph, mi è scattata l'ideona per il post universale.
Un lampo di genio.
Una di quelle pensate che ripagano anni ed anni di gavetta a scrivere nelle bettole di periferia, a lanciare mail polemiche e di rottura, a scribacchiare lettere d'amore o d'auguri.
Un post stimolante per lei ma ritardante per lui.
Per gli uomini che non debbono chiedere mai e per le donne che, in quei giorni, sono libere e felici.
Il post con le ali o con il comodo applicatore.
Quello quadrilama o elettrico con il dosatore di gel emoliente.
Un post per tutte le stagioni.
 
Mi torno a coricare crogiolandomi soddisfatto nei miei pensieri.
Immagino il meraviglioso Tg di Mario Giordano che apre con un servizio sul mio blog (tanto, cazzata per cazzata, si può parlare anche di questo).
"Lucignolo bella vita" che mi viene a trovare in villa mentre sorseggio, a bordovasca, un beverone colorato.
Le fans che si accapigliano per avere una copia firmata del mio capolavoro...
Poi....
.... mi addormento.
 
Mi sorprende il suono della sveglia ma la memoria è cancellata!
Non ricordo neppure l'argomento generico.
Vana gloria....
 
Maledetto a me a quando non mi sono segnato nulla.
 
Per questo, tornando nei ranghi, obbligato a continuare a lavorare nell'ombra, mi invento una nuova rubrica NON-SENSE.
Prendendo a prestito un tormentone di David Lynch (postilla: David ha tutta la mia stima, i suoi film mi piacciono per la loro perversa capacità di importi la ricerca di un perchè. Ma è solo un esercizio puramente ludico. La critica si arrovella a fornire spiegazioni, a riempirsi la bocca di definizioni e a inquadrar meglio le sue opere.
Tempo sprecato. Cosa si può dire di Eraserhead, Strade Perdute o Velluto Blu? Io mi immagino il regista che, mentre fa largo uso di mescalina e funghetti allucinogeni, ascoltando e leggendo le critiche ai suoi film, se la ride divertito. Con il suo bulbo assurdo e la faccia da matto ci dirà la verità solo sul letto di morte. E credo non avrà senso neppure quella).... dicevo, prendendo spunto dalla genialità di Lynch, vorrei iniziare a raccontare i miei sogni/incubi da indigestione.
Ovviamente partiamo un'altra volta.
 
Tanto per rimanere in tema, Chi ha ucciso Laura Palmer?
Il nano sodomita?
 
veramente NON-SENSE
postato da: taxxo alle ore 10:08 | link | commenti (24)
categorie: sogni
mercoledì, 13 settembre 2006

Non lamentiamoci se...

bologna
Adesso dirò una cosa che farà rabbrividire una buona parte del pubblico (rigorosomente non pagante, ci mancherebbe anche questa).
 
Prendendo a prestito le parole di Morozzi (lo scrittore bolognese), il GERME mi fu inoculato da mio padre e da mio zio nella seconda metà degli anni ottanta.
Iniziai distrattamente.
Seguivo le vicissitudini della nuova passione dai racconti dell'informatissimo zio (quello dei Guerrin Sportivo) o dai gesti inarticolati di mio padre che ascoltava le partite alla radio tutte le domeniche.
Poi, grazie a qualche timido miglioramento, maggior interesse da parte di stampa e televisione o forse a causa del dilagare dell'incontrollabile malattia, sono diventato uno sfegatato.
Ovviamente sto parlando del mio amore/odio per il Bologna FC 1909.
Ormai l'ho detto.... pace.
 
Per uno come me, con il mio carattere, il Bologna è la squadra ideale.
Disgraziati, folcloristici, ridicoli ma anche umili (cosa pretendere di più?), incostanti quindi simpatici.
Sarà la gente che abita questi posti, ma raramente si prende sul serio (correggo, MAI) quello che succede intorno o sul prato verde. Le cose importanti sono altre.
Anche allo stadio è più facile sentir insultare il nuovo terzino sinistro, dai suoi stessi sostenitori, che vedere risse o altro contro la squadra avversaria.
In un ambiente così stemperato, vanto ma condanna, ho passato alcuni tra i migliori e peggiori pomeriggi della mia vita.
 
Oltretutto tifare per questa squadra è un vero atto di fede.
In quarantanni non abbiamo vinto neppure la "coppa del nonno" (tranne un Intertoto, correggerebbe Civolani - sti cazzi!), abbiamo navigato tra serie B e C per troppo tempo e siamo pure falliti.
 
Potrei parlarne per giorni...
 
Ieri mattina ricevo un SMS da Berzot (non il tecnico di Spagna '82, non sono così inserito):
 
Questa sera c'è la presentazione del BFC alla festa dell'unità. Ci vediamo al "postaccio" alle 20.00.
 
So già come va a finire!
Sulle prime non ne ho mezza voglia, poi mi cresce la curiosità e alla fine mi trovo al "postaccio" anche un quarto d'ora prima.
Le perplessità nascono sempre per un motivo: ogni incontro ufficiale organizzato con i tifosi ha sempre il clima da "festa paesana di pessima organizzazione".
 
Questo non ha smentito le perplessità iniziali.
 
Presenta l'immarcescibile Cavillo Mingardi (Cavillo per il capello lungo unto/bisunto) che non ha un filo di voce.
Partiamo bene.
 
"Ospiti a sorpresa" recitava il trafiletto di giornale...
Intanto si viene a conoscenza che non ci sarà il Presidente Cazzola, forse unico motivo per il quale conveniva assistere.
Per il resto:
 
Bellucci, Amoroso, Fantini e Ulivieri a rappresentare la società.
Bortolotti Alberto - giornalista
Monari - quello che alla radio passa più tempo a rispondere alle offese via SMS che a dimostrare per quale motivo viene pagato
Cevenini - altro bulbo storico della città, anche se ignoro ruolo e competenza - sempre presente quando c'è da cazzeggiare intorno al calcio.
Sindaco e Assessore - figure inutili nella serata ma che rubano solo pochi istanti all'interessantissimo dibattito.
Perani e Pivatelli - ex giocatori (ma moooolto ex) per dimostrare che a Bologna "non si vive nel passato"....
 
e questo solo per il palco.
Nelle prima file altri illustri giornalisti (Pinotti, Beneforti) e personalità pseudo famose (o forse amici del Mingardi).
Se c'era anche Filippo Cotti, giuro, sarei tornato a casa!
 
La partenza è scoppiettante.
Alcuni convenevoli sulla panza di Monari, la poesia di un Barile con la dentiera a scossalina ("questa è del 2006?" chiede Mingardi. "altro che 2006! questa è di quest'anno" risponde pronto Barile), battute da cabaret (credo di paste, però!) tipo:
 
"BenFICA... squadra molto amata in città, soprattutto la seconda parte!!"
 
"LAPO Elkan era l'unico contento quando ha segnato Ricchiuti.." con ammiccante gesto della mano verso il lobo dell'orecchio.
 
"Un giocatore che si chiama Sterchele deve essere sdraiato per forza, forse anche calpestato... porta pure fortuna."
 
E via di questo passo con un Mingardi in spolvero che riceve assist a raffica da uno splendido Cevenini in fascia:
 
Ming. "Per quando è prevista l'ultima sentenza della corte di conciliazione per il caso Juve?"
Cev. "Per il 5 ottobre, quando iniziano a cascare i maroni..."
Ming. "Ma come sei volgare..."
Cev. "..non è volgare! parlavo delle castagne che trovi sui viali..."
 
Poi domande penose ai giocatori che si atteggiano in un mix tra l'imbarazzato, l'estraneo e l'idiota.
Ma con domande del genere avrebbe avuto difficoltà chiunque.
 
Arriva il momento del mitico stacco musicale. Sulle note di un generico Blues, in un orrendo play-back, parte la canzone CALCIOPOLI BLUES.
Vi sconto il testo ma vi fornisco il ritornello:
 
Calciopoli blues
mi ero illus
ma sono delus
son tutti collus
 
E la lira si impenna!!!  come diceva il tale alla TV.
 
Dopo la pubblicità le domande del pubblico.
Irrompe Pinotti (quello che faceva un servizio sportivo seduto sul cesso e alla fine, ridando la linea allo studio, tirava la catena - capita la sottile metafora?) che attacca Bortolotti ed un suo riferimento a Carlo Petrini..
 
"Poteva dirlo trentanni fa... " arringa Pinotti "In questo paese va di moda Truffault (il regista) perchè è il paese delle truffe.." conclude, prima che un imbarazzato Mingardi gli strappi il microfono dalle mani.
 
Poi una domanda di Emanuele Righi (no comment) che, rivolto a Ulivieri, rivanga ancora la vecchia storia di Baggio.
 
Il finale è ancora più sorprendente. Si arriva quasi al pecoreccio con il ricordo di alcuni titoli di giornale:
 
"Pompini a raffica" riferito ad una tripletta del giocatore, tale Pompini appunto, in una partita di campionato.
 
"Busoni al Comunale" titolo di fantasia riferito ad una possibile presenza del direttore d'orchestra Busoni al teatro comunale.
 
Sui saluti si riprende il blues di Mingardi dopo una piccola esibizione di una cantante lirica (!!??!!).
 
Torno a casa rabbrividito.
Non ci lamentiamo se siamo ancora a discutere di quello che ci spetta e che MAI avremo indietro.
Questo spettacolo è stata la massima dimostrazione di quanto si possa proporre a Bologna in ambito calcistico.
Una pena..
 
Ed è anche per questo che AMO questa squadra!
E questa città..
postato da: taxxo alle ore 13:06 | link | commenti
categorie: racconti
martedì, 12 settembre 2006

Blogghiamo?

computer
Alcuni amici mi scrivono per essere aiutati a pubblicizzare i loro siti / blog e non posso far altro che una bella recensione. Non sono così insensibile da lasciarli in brache di tela!
Ovviamente non vanto lo stesso numero di presenze di Blog affermati come quello di Smellissa o come il sito ufficiale di Beppe Maniglia o come DagoSpia, ma dall'alto delle mie modestissime 30/35 visite giornaliere (20/25 solamente di Toto e Loris), posso vantare un pubblico "passivo" di almeno una decina di persone.
Per questo invito tutti a cliccare (un solo click, mi raccomando - piccola deformazione professionale) sui link in questione.
Le votazioni, frutto della mia inesperienza e legate unicamente al mio gradimento, variano da un minimo di @ ad un massimo di @@@@@.
 
Iniziamo dal più "pirotecnico":
 
I misteri della Poldo-caverna
La grafica è stupefacente.
Sembra di essere in una vera caverna: se avrete l'accortezza di accendere le casse al massimo volume, vi verrà da chinare la testa ad ogni escursione del mouse, immaginando che un pipistrello vi stia svolazzando intorno. Altre persone, estremamente fantasiose, hanno ammesso di sentire l'eco, un forte odore di muffa e una sensazione di claustrofobia.
Il caro Poldo (anche detto Sbafini o più amichevolmente Sbaf), autore e sostenitore di questo progetto, ha infatti tre grandi passioni: la realtà virtuale, le armi di distruzione di massa e gli hamburger.
 
La navigazione è semplice:
un ricco menù sulla sinistra, la posta dei lettori (casella, aimè, ancora vuota), i nuovi progetti e, al centro, il post del giorno.
Il menù è snello e pratico. Passiamo da "SI.RI.A." (capitolo dedicato all'invenzione del secolo, il SIstema di RIcevimento Amiche - tutto virtuale, ovviamente) a "Come procurarsi un po' di Uranio" (dedicato ad una branca perversa della Hobby&Work che, alcuni anni fa, pubblicò in comode uscite mensili il kit per una bomba atomica da passeggio), poi "Mille modi per mangiar carne tritata" (immancabile paragrafo culinario con la raccolta delle 15.000 migliori ricette per un sano Hamburger) concludendo con il capitolo per la "Raccolta firme".
Le raccolte in corso sono:
 
Meglio una vita da depressi che un sol giorno da normali.
 
Stronca la festa di paese con un "botto pirotecnico".
 
Dove andiamo in ferie nel 2020? bisognerebbe prenotare un po' prima...
 
Nel capitolo "Progetti in corso" la pagina recita ancora LAVORI IN CORSO, lasciando un alone di mistero.
Non chiedevamo così tanto.
Dopo tanti anni di faticosa ricerca e studio, accedere alla Poldo-caverna, anche se in modo virtuale, è già una bella conquista.
 
Voto: @@@@
 
 
Adotta un cucciolone
Il Blog appare molto scarno ma diretto.
Il cursore del mouse è sostituito da una specie di proboscide (ma alcuni mi hanno suggerito che si tratta di altra protuberanza) che barrisce ad ogni click.
I capitoli nel menù sono pochi.
Chiarissimi gli intenti dell'ideatore Billo: concupire giovani, calde, vogliose vittime per portarle ad ogni licenziosità concessa dalla legge italiana.
La parte più bella è quella legata alle "Foto". Una sorta di pachiderma assetato e affamato che, coperto solo ed unicamente delle sue braghette, gioca a pallavolo in una palestra della provincia.
Oppure, con pinne ed occhialoni, mentre fa il classico scherzo del "finto squalo" nei mari del Mediterraneo.
Penosi i fotomontaggi con il volto del nostro caro incollati ai più noti porno-attori internazionali.
Interessanti quelle dove, con un baffo di nutella a sporcargli il viso sbarazzino, si prepara una bella fetta biscottata con burro e zucchero.
 
Oltre alle foto, il capitolo dedicato ai "Buoni Sentimenti".
Qui potrete scrivere direttamente a Billo che vi fornirà consigli sulla vita di coppia, il sesso con il partner o l'amante, il sesso con se stessi, il varicocele, le piattole, la religione e l'oroscopo del giorno (il Maestro Billo non fa il Tema Natale).
Con una semplice e gratuita iscrizione, potrete ricevere a casa delle bustine di sale benedetto per eliminare il malocchio o piccoli amuleti a forma di proboscide.
Tutto il resto è noia.
 
Voto: @@ di incoraggiamento
 
 
Ci facciamo una Pinnacola?
Anche il Bar ha aperto il suo sito.
Grafica snella ed esenziale, menu chiari (ma solo nel sito), collegamenti veloci e puliti.
Il fondale richiama le atmosfere del mare, la musica di accompagnamento è languida e calda.
Se non foste nel salotto di casa vostra pensereste alle bianche sabbie di Cesenatico. Pensione Celso.
I menu principali sono tre:
 
"Smeriglio" dove, grazie alle più moderne tecnologie, potrete assistere in viva voce alle omelie del tenero barista senior. Un ottimo banco di prova per chi volesse iscriversi al relativo reality di cui parlavo ieri.
L'azienda USL locale, però, ha chiesto la chiusura del servizio a causa di alcune morti sospette. Gli indizi portavano tutti verso un ascolto prolungato delle nenie dello Smerigliatore.
 
"Il Re" è il capitolo dedicato al barista junior. Qui, se ci si iscrive e si lasciano gli estremi di una carta di credito valida, si può accedere alla versione privata della selezione del personale. Selezione riservata esclusivamente al genere femminile.
Io mi sono iscritto.
Ho visto cose che voi umani neppure immaginate: prove della monetina (alla Tinto Bras), pulizie del bancone in succinti grambiulini ma nude sotto, lucidate di "fucile", ampie boccate di sigaro con i baffi....
Una vera e propria selezione a 90°....
... erano 360?
vabbè, chi vuol capire!
 
L'ultimo capitolo è l'immancabile "Consigli dei clienti".
Si può lasciare un messaggio di reclamo o chiedere che venga inserita una data pietanza nel già ricco menù.
I più assidui sostenitori della rubrica sono tale Vici1925 che si lamenta e blatera in un costante delirio e ZioBocia che ribatte alle lamentele sostenendo l'organizzazione e la selezione di personale sempre più svestito e procace.
 
Voto: @@@
 
 
Questo è quanto, a chi intesto la fattura?
postato da: taxxo alle ore 11:04 | link | commenti (5)
categorie: personaggi
lunedì, 11 settembre 2006

Il Cuoco, il Ladro, sua Moglie e l'Amante

cuoco ladro moglie amante
Questo è un film del 1989, un po' impegnato e al limite del surreale.
E' di Peter Greenaway (GB) grazie ad una produzione tutta europea.
 
La storia è ambientata all'interno di un ristorante (dall'arredamento molto barocco) e in un'epoca indefinibile.
Un boss di malaffare (il ladro) è solito pasteggiare all'interno del ristorante con tutta la sua banda, concedendosi licenziosità, strane elucubrazioni culinarie, scurrilità e violenza.
Il tutto sotto gli occhi del proprietario del locale (il cuoco) che cerca di mediare tra la clientela e le scorribande del boss.
La donna del boss (la moglie) è costretta a presenziare a questi pasti vittima delle angherie del marito, sopportando continui maltrattamenti ed insulti.
Altro personaggio è un bibliotecario (l'amante) che si reca abitualmente a mangiare nel locale.
Tra la moglie e il bibliotecario nasce un amore che si consuma prima nel bagno delle donne poi nelle surreali cucine del ristorante, sotto la protezione del benevolo cuoco.
Il boss verrà informato del tradimento e si farà giustizia da solo, per poi ritrovarsi vittima di tanta cattiveria nel finale.
 
Grossi contrasti cromatici, ambienti sproporzionati e indefinibili, costumi ricchi e fuori dal tempo.
Una storia che parla del legame tra il cibo, l'eros e morte.
Una storia barocca e decadente.
 
Questo l'estratto di un dialogo tra cuoco e ladro:
 
Quando prepari il menù come lo fai il prezzo delle portate?
Io chiedo di più per tutto quello che è nero; uva nera, olive nere, ribes nero. La gente, in genere, ama ricordarsi della morte; è come consumare la morte. È come dirle: Morte ti sto mangiando! Il tartufo nero è la cosa più cara insieme al caviale nero. Morte e nascita, la fine e il principio. Tu non credi che sia giusto che tutte le pietanze più dispendiose siano nere? E poi facciamo pagare la vanità: i cibi dietetici hanno un sovrapprezzo addizionale del trenta per cento, afrodisiaci del cinquanta per cento.
 
Per gli amanti del genere erotico/culinario consiglio anche la lettura di:
 
"Confessioni di un cuoco eretico" di David Madsen - ed. Meridiano Zero
 
La storia di un cuoco che prepara sempre pietanze sensazionali, anche al limite dell'etico.
Da leggere.
postato da: taxxo alle ore 16:01 | link | commenti (4)
categorie: recensioni, cinema

W i Reality

realityshow
Per fortuna ricomincia la stagione dei REALITY.
 
Non se ne poteva più delle repliche di Colombo, i film di Totò, le solite puntate di FORUM, "Linguo" Costanzo che trasmette in pantofole, il vittimismo di Moggi che lagrima distrutto e il Marsupiale che, indorato come una pannocchia, si aggira distratto per le vie del paese (purtroppo non è ancora un personaggio TV, ma ci stiamo lavorando).
 
Vorrei un ritorno ai fasti televisivi di un tempo.
Mi piacerebbe riprovare le emozioni dei dieci anni quando mi incollavo al televisore per "Giochi Senza Frontiere" (solo la versione di Lippi, Andenna mi stava sul cazzo - piccola domanda: ma San Marino come faceva a partecipare ogni settimana con una nuova squadra? Li selezionavano per condominio?), oppure le mirabolanti puntate di "Velone" di Mammucari, oppure il telequiz di Papi "Sarabanda" quando si sfidavano L'Uomo Gatto e L'uomo Tigre.
Che bei tempi....
 
Ma la nuova stagione dei REALITY sembra ripagare le attese di noi poveri telespettatori.
 
L'androgina De Filippi ha già inaugurato con il "cazzatone" dell'anno.
Le regole non le ha capite neppure lei tantomeno la produzione.
Un gruppo di sconosciuti che, chiuso in una sorta di buncker, deve decidere all'unanimità chi far vincere.
Ogni settimana ne eliminano uno e si va avanti finchè non sarà presa la decisione o finiranno i concorrenti.
Ammessa qualsiasi bassezza.
 
A seguire l'ennesima versione dell'Isola dei famosi (su tutti Ceccherini e Raoul Casadei), Ballando sotto le stelle, il circo (!!??!), Secchioni e Pupe (non mi vengano a parlare di intelligenze superiori, perchè se ti abbassi a dover cercare una "velina", oltretutto in una trasmissione televisiva, sei sullo stesso livello mentale), il lontano West, l'allegra fattoria, la simpatica officina, l'esilarante farmacia, quattro risate in lavanderia ....
 
Ma è da oltre oceano che, come al solito, giungono i reality più interessanti:
 
Quello con i ciccioni che devono dimagrire a suon di esercizi e digiuni (vincerà chi riuscirà a calare di più), quello con le "bruttezze" che, a seguito di un'operazione di chirurgia plastica, sfileranno in un concorso di bellezza, quello con un gruppo di 9 gay ed un eterosessuale che, senza scoprire liberamente la propria tendenza sessuale, dovranno far innamorare di si stessi un'ignara concorrente donna (vincerà la donna se si innamorerà del concorrente etero, altrimenti vncerà il prescelto gay che avrà così dimostrato la sua abilità a celare la propria natura).
 
Attendendo che questi format americani arrivino anche nel nostro paese, ci accontentiamo di quello che passa il convento.
Ma la provincia è sempre un fermento e al paesello abbiamo già due o tre ideuzze per far concorrenza  ai grandi gruppi mondiali.
 
1) Il MOJITO
Un gruppo di sconosciuti si reca al Bar dello Smerigliatore e chiede un Mojito aggiungendo, obbligatoriamente, "Come va?".
Vince chi riesce a sfuggire per primo agli artigli acuminati del barista senza essere risucchiato dalla fiumana delle sue chiacchiere filosofiche.
 
2) Una vacanza con lo JETI
Reality ormai già collaudato (anche da me), consiste nel "sopravvivere" almeno 25 giorni in vacanza con lo "JETI metropolitano".
I passaggi obbligatori sono:
Tutta Manhattan a piedi in tre ore (fatto!)
5000 km in auto senza sentir proferire parola se non suoni gutturali o ronfate (fatto!)
Un giorno in un parco naturale (fallito.... sob!)
Varie ed eventuali (dormire in 4 in macchina + bagagli, mangiare più gelati di lui...)
 
3) Caccia al FINITO
E' un reality ancora in via sperimentale ma di indubbio futuro.
I partecipanti debbono obbligatoriamente avere un'età compresa tra i 25 e i 35 anni, lavoro precario, poche idee ma confuse, grossa facciatosta, ampia considerazione di se stessi, zero umiltà, propensi a parlar male degli altri ma a saperseli arruffianare per usi propri e un'immancabile crestina.
Dei FINITI, come definirli diversamente.
Dopodichè, raccolti i concorrenti in una grande casa, li si riempie di botte fino allo sfinimento.
Solo il televoto deciderà chi sarà il FINITO della stagione.
Come avevo anticipato è un format ancora in via di sperimentazione e non risulta molto chiaro.
Fatto sta che l'idea di fondo era riempire di noci un FINITO.
 
 
Accettiamo consigli per nuovi format o richieste di iscrizione ad uno dei tre reality che partiranno alla fine di ottobre..
Maggiori dettagli saranno forniti all'atto dell'iscrizione!
postato da: taxxo alle ore 12:55 | link | commenti (7)
categorie: sondaggi
domenica, 10 settembre 2006

La cena dei cretini

cena cretini
Con questo post vorrei iniziare l'unica rubrica semiseria di questo Blog: le recensioni.
Partiamo, comunque, con una recensione cinematografica molto blanda.
 
LA CENA DEI CRETINI è un film francese del 1998. Una commedia molto leggera ma molto simpatica e a tratti esilarante.
 
La storia parla di un gruppo di amici che organizza ogni settimana una cena molto particolare.
A questa cena ognuno si preoccupa di invitare il personaggio più strambo, originale, coglione che trova.
Al termine della serata viene decretato il vincitore morale di questa competizione, quello cioè che avrà portato il commensale più cretino.
Il protagonista del film, però, si ritrova ancora "sguarnito di cretino" la mattina del giorno della cena.
Quasi sull'orlo di rinunciare a parteciparvi, gli viene suggerito da un amico un tizio veramente stravagante: il re di tutti i cretini.
Per alcune vicissitudini la cena salterà ugualmente, ma la stramba coppia si riunirà ugualmente e il protagonista, da potenziale e irridente carnefice, si trasformerà in tragica vittima della coglioneria del "cretino".
 
Azzeccatissima la scelta dell'attore interprete del "cretino" e molto validi alcuni dialogi, soprattutto le telefonate.
Un film che consiglio per una serata di svago e spensieratezza, tanto per uscire dai canoni pecorecci degli ultimi Boldi-De Sica o per staccarsi dagli standard della comicità sboccata Americana.
Per il resto è una commedia che non insegna nulla e neppure tenta di farlo.
Ottima l'idea.
 
Dopo la visione guarderete con più sospetto qualsiasi invito a cene o feste che vi giunge inaspettato da sconosciuti.
Anche se un paio di nomi per una cena del genere li avrei già in agenda...
Attenti!
postato da: taxxo alle ore 20:01 | link | commenti
categorie: recensioni, cinema
giovedì, 07 settembre 2006

September a Z.P.

foglie
Settembre mese del cambiamento.
Settembre mese della gastrite.
Settembre mese dei buoni propositi.
Settembre mese delle raccolte.
Settembre mese dei corsi.
Settembre....
 
Settembre a Z.P. non è molto diverso che da altre parti.
 
Riaprono i locali, la fauna delle vacanze riprende a riunirsi, si ricomincia a lavorare, tutto si rianima e prende vita.
Se hai passato un Agosto in paese a schiacciare zanzare e schivare i "cespugli rotolanti" come nei più stereotipati film western, solo come un cane e senza saper cosa fare, nei primi giorni di Settembre puoi scommettere su quanto pesa una zucca all'immancabile festa della parrocchia.
 
A partire da questa festa, il cui culmine è, appunto, la pesa della zucca per decretare il vincitore della gara (immagino che adesso avrete una spanna di pelle d'oca al sol pensiero di perdersi un appuntamento così importante), si iniziano a rimpiangere il silenzio, la solitudine, la calma di appena 15 giorni prima.
 
Perchè, come se non bastasse, amici e conoscenti, rientrati dalle rispettive ferie, ti raccontano le loro mirabolanti avventure.
Si inizia con il racconto, sempre molto condito e mai veritiero, dove ti devono dimostrare che si sono divertiti (e se ne devono convincere pure loro) improvvisando battute e scenette che non capisce nessuno.
Poi le foto: 300/400 scatti (spesso inutili, ma tanto con la digitale non mi costava niente!) di una banalità incredibile.
Poi il terribile filmino: nel migliore dei casi immagini da Delirio Tremens, nel peggiore riprese alla Jene/MTV tutte storte, veloci, vorticanti e con un continuo zoommare che farebbe venire la nausea anche ad una balena.
Ovviamente devi assistere simulando divertimento, sorriso stampato e senza interrompere (anche se stai pensando a quanto ti fa male il callo al pollicione e di quello che ti hanno detto e fatto vedere non ricordi nulla).
 
Al lavoro la musica non cambia.
Il rientro, oltre al trauma fine a se stesso, è un incubo per la presenza dei colleghi.
Potrei scrivere un libro sui soggetti che riempiono officine e uffici. Mi limiterò ad una brevissima descrizione.
A metà Luglio le scene di goliardia (gavettoni, ghiaccioli, cestini del pranzo nel freezer, ...) si sprecano. Poi ci sono le immancabili effusioni, ma solo in ambiente prettamente maschile, pseudo-omosessuali tipo:
 
"Io sarei busone? vieni qua e mettiti a pecora che ti faccio vedere io chi è il busone!!" (riferito, ovviamente, ad un collega uomo)
 
Poi mani in culo, leccate di orecchio, strizzate di palle... (altro ambientino veramente invidiabile)
 
Ebbene, queste personcine così eleganti e "per nulla frustrate" da mogli, figli o amanti (o dalla loro totale assenza), durante le vacanze ne combinano di tutti i colori.
Donne su donne, avventure al limite del concepibile, invenzioni (quasi al 95%), novità importanti come se fosse una vita che non li incontri.
Una vera e propria gara a chi la spara più grossa tra gli "OOOHHH" e gli "EHH, anche questa!!" degli astanti..
 
"Sai dove sono stato? Sono stato nello Yemen. Alcuni beduini ti portano nel deserto e ti fanno sparare con il Kalashnikov... mi rilasso un casino. Tu, il deserto e il TRRRATATATATA dei colpi.. il prossimo anno vieni anche tu, ti porto io"
Vabbè che sparo cazzate da una vita, ma vorrei limitarmi solo a quello.
 
Ovviamente devi assistere simulando divertimento, sorriso stampato e senza interrompere (anche se stai pensando a quanto ti fa male il solito callo al pollicione e di quello che ti hanno detto non ricordi nulla).
 
Poi, rientrato a casa, puoi destreggiarti tra le mille offerte di CORSI che iniziano nella seconda metà del mese.
Decoupage, Aerobica, Ginnastica in acqua per gestanti, Yoga, Cinese e culture orientali, Tirar la sfoglia, Fiori secchi e, il mio preferito, Aromacologia.
Se non inizi un corso, non hai mille impegni extra o fai almeno del volontariato, è come se non esistessi neppure.
 
"Come? ti riposi? ma valà, vieni a fare il corso di Vetro Tiffany con me... mi rilassa un casino!!"
 
Tutti cercano qualcosa per rilassarsi...
Cazzo, ma lavorare meno?
Dormire?
Ogni tanto dire: "Ma Vaffanculo" o "Non importa" o "Non lo so" o "Non ne ho voglia"
 
Non sono cose rilassanti? O non sono alla moda?
 
Io, che sono assai pigro, mi rifaccio in edicola.
Dopo la raccolta "Coltellini dal mondo", "Sottobicchieri d'europa" e "Lattine in ogni dove", l'offerta è assai ricca anche quest'anno.
 
"Costruisci la tua minimoto in 1634 uscite mensili"
"L'arte del filet"
"Penne stilografiche"
"Navi e nodi"
"I piatti delle quattro stagioni"
 
Sono molto indeciso.
Qualcuno ha un consiglio?
 
Vorrei rilassarmi....
postato da: taxxo alle ore 11:13 | link | commenti (4)
categorie: various
mercoledì, 06 settembre 2006

Andiamo da Eva?

Casa_campagna
Vorrei parlarvi di un posto.
Non è un bar, una gelateria, un locale.
Non è un cinema, un ARCI o un night.
 
A prima vista, anzi, potrebbe sembrare tutto fuorchè un luogo adatto ad ospitare le migliori feste della nostra vita.
Grezzo, decadente, scomodo, pericoloso sono i primi aggettivi che mi vengono in mente pensandoci.
 
Eppure, negli anni, molti anni (molti più di quanti si possa credere), tra quelle mura si sono succedute le risate, la gioia, la disperazione, i litigi e sono nate le amicizie, forse anche gli amori, di almeno due generazioni di zolesi.
 
Mi raccontava mia madre che da piccola, frequentando le sorelle di Evaristo (quello vero), andava sempre nella "casa vecchia" a giocare.
 
Il tempo è passato ed è stata la mia generazione, finalmente, a poter usufruire di quegli spazi.
Un capodanno, il compleanno di qualcuno, le mangiate, la visione di un film.... bastavano quattro sedie, due tavoli e tanta buona volontà.
Non siamo qui a fare i buonisti o a far liste di ringraziamenti che sono sempre monche e lasciano il tempo che trovano.
In fondo, in tutti questi anni, chi più chi meno, tutti hanno spostato almeno una sedia...
E chi si è impegnato di più l'ha fatto, anche e soprattutto, per se stesso e per la propria passione.
 
Poi quel posto ha subito una trasformazione.
Non voglio rimproverare nessuno, è solo una mia impressione, ma quel luogo non lo sentivo più mio.
Non era più nostro.
 
Se prima, alzando lo sguardo, vedevo solo facce conosciute...
ero sempre gomito a gomito con i miei amici...
potevo scambiare quattro parole con chiunque,
adesso non conosco più nessuno...
mi sento smarrito...
non mi sento più come prima.
 
Il nuovo posto, che adesso ha anche un nome preciso e un sito, è:
 
Eva con le mani alla testa, che scossa, e la faccia disperata.
Leo piantato nel fango che fa il parcheggiatore
Un cinno sconosciuto che ti chiede i soldi per entrare
Qualcuno che vomita nel retro
Il cortile devastato
 
Credo che il "giochino" sia diventato troppo grande per essere gestibile.
Non si può più chiedere ai proprietari di ospitare fino a 200 persone per un sabato sera di lavoro obbligato.
Non è giusto anche perchè in questi anni non ci sono MAI stati incidenti.
E di questo chi dobbiamo ringraziare?
Qualcuno scomoda Santi, miracoli o affini.
Io, al limite del blasfemo, parlo solo ed unicamente di CULO.
 
Ed infatti la fine è arrivata.
Il locale chiude definitivamente.
Rammarico di chi ha buttato soldi ed energie ma grosso sollievo per chi ci metteva le responsabilità oggettive.
 
Io non vorrei che fosse definitivamente chiuso.
O almeno, STOP alle megafeste, ma riapriamo agli incontri tra amici.
Solo a quelli.
 
Ma oggi le cose sono molto cambiate. Forse è giusto così.
Raramente si ritroverà l'armonia e la presenza di un tempo.
 
Se ti sentissi invogliato a scoprire dove era quel luogo, posso dirti che c'è ancora.
Lo trovi vicino alla casa di Hansel e Gretel, di fianco a quella della nonna di cappuccetto rosso.
Lo dovresti riconoscere perchè è tutto di marzapane.
Se avessi difficoltà a trovarlo, chiedi al Bianconiglio....
 
Non ci credi?
Fai bene, perchè quel posto è solo nei nostri ricordi...
postato da: taxxo alle ore 13:04 | link | commenti (3)
categorie: racconti

Mi hai rotto il cazz....

ringhio
Se ti prendo ti spezzo le ditina una ad una, ci gioco a shanghai, quando ho finito le butto in una fogna e le faccio mangiare ai topi... non come Lorena Bobbit che, shoccata dal gesto di evirare il povero John, portò a spasso il moncone e lo gettò ai bordi della strada solo quando si accorse di averlo ancora tra le mani.
Ma non ho finito...
Dopo che ti avrò lasciato/a senza dita, condannandoti a urlare come solo nei quartieri popolari per farti aprire la porta di casa, ti porterò all'ARCI della Salara, un circolo "normale" agli altri (tengo a sottolineare), completamente nudo/a e con una freccia sulla schiena puntata verso il basso.
Sopra alla freccia scriverò SALDI FINE STAGIONE.
E ti lascierò nel bagno "uomini" del locale...
Ma non ho finito...
Condannato/a a non sentire più lo stimolo ogni volta che andrai in bagno per il resto dei tuoi giorni, ti porterò in una stanza vuota con tre sedie. Chiuderò la porta e ti lascierò al buio. Dopo alcune ore, senza cibo e acqua, le tue difese psicologiche saranno abbattute. A quel punto farò entrare Bilancia, Aurelio e il Tuttologo che ti sfiniranno con chiacchiere su chiacchere e tu urlerai "PERDONO!!!" o chiederai il colpo di grazia.
Ma non ho finito...
Ormai sull'orlo della follia, stremato/a nelle forze e affamato/a, ti porterò in una tavernetta. Là ti aspetteranno animali impagliati, alcune biciclette e quintali di gelato alla fragola. Dovrai finire tutto il gelato, mentre un sadico gelataio, con una risata demoniaca, continuerà a produrne in modo che non finisca mai. Ti verrà il vomito e sarai costretto/a a mangiarti pure quello finchè, completamente stremato/a e pieno/a, morirai in un'immane esplosione...
 
Non è un nuovo girone dell'inferno Dantesco.
E' solo l'inizio dei supplizi che procurerò al soggetto che
 
MI CHIAMA DUE VOLTE OGNI GIORNO CON "ID" NASCOSTO.
 
a volte anche tre o quattro telefonate in un giorno!!!
Hai sfrantecato il cazzo.....
 
TANTO NON RISPONDO, HO LA SEGRETERIA E SE PROPRIO MI DEVI FORNIRE INFORMAZIONI IMPORTANTI LASCI UN CAZZO DI MESSAGGIO....
 
Ho già slegato i miei informatori e i picchiatori che ho assoldato si stanno scaldando le mani...
Attenti, uno di loro è cintura nera, 7° dan, di Ju-Jitso (o come cazzo si scrive)...
o forse ottavo o nono...
 
Occhio!
sono tre giorni che non gli do da mangiare...
postato da: taxxo alle ore 10:28 | link | commenti (4)
categorie: various
lunedì, 04 settembre 2006

I Rilievi...

cordella
Per lavoro, ogni tanto, mi mandano a far verifiche e misurazioni nei posti più impensati.
Spesso mi trovo in antri bui, umide cantine, magazzini fatiscenti dove, con un piede a tener aperta la porta e alla luce di un accendino, devo fare le mie operazioni di rilievo in tutta fretta schivando topi e squarciando ragnatele.
Non sono un ginecologo, fortunatamente (come i più fantasiosi potrebbero pensare vista la descrizione), sono troppo incostante e potrei stancarmi anche di quell'allettante routine.
Sono solo un perito.
 
Eseguo, comunque sia, questo lavoro con maggior entusiasmo rispetto ai compiti d'ufficio e con molta più solerzia e divertimento.
 
Altre volte sono mandato a controllare sotto le scrivanie degli uffici, a spostare mobiletti e cassettiere, all'interno di spogliatoi, celle frigo, nei sottotetti di chiese o in cima a capannoni industriali.
 
Dalla mia esperienza in merito ho tracciato il profilo di alcuni soggetti che si incontrano in queste situazioni:
 
L' ARTERIOSCLEROTICO
Sono quelle persone che impazziscono quando c'è una leggera variazione al tran-tran quotidiano.
 
"Sarei venuto per dei rilievi..."
"Cioè?"
"Verifiche, misurazioni, controlli!"
"Non è che mi stacca la luce e mi fa perdere tutto il lavoro di oggi?"
"No, no, devo solo guardare.... non tocco niente e sono autonomo" evitando di dirle che, se fossi in LEI, una pigiatina al tasto SALVA, ogni tanto,  l'avrei data...
Inizio il mio lavoro muovendomi come in cristalleria. Evito di toccare qualsiasi cosa e vedo che LEI, comunque sia, mi osserva di sottecchi tra uno sbuffo e l'altro. Ad un certo punto mi chino per vedere sotto un tavolino e.... ZAAAAC.... parte la luce!
Giuro che non ho toccato niente.
"Ma allora? lei è autorizzato a far questa cosa? Lo sa che adesso ho perso tutto il lavoro di questa mattina?..."
"Io non ho toccato niente..." provo a difendermi.
"Cosa ci faceva chinato la sotto allora? Chissà adesso quanto ci vorrà a riavviare tutto!"
Mi sento molto sfigato e un po' responsabile, anche se senza motivo.
Inizio a girare per l'ufficio cercando l'interruttore che è scattato. Dopo venti minuti non l'ho trovato. Nella logica dovrebbe andare tutto, a meno che....
Vado nell'ufficio della simpatica signora e vedo che la luce è accesa e tutto funziona come prima.
"Avete trovato il problema?" chiedo gentilmente.
"Si, qualcosa ha fatto scattare questo tastino qui" e mi indica l'interruttore su un quadretto che è all'altezza del suo gomito. L'avrà toccato sbadatamente facendo saltare il circuito in zona. Secondo me non è neppure la prima volta che succede.
"Adesso finisco e vado via subito"..
"Sarà meglio, non voglio mica passare tutto il giorno a riavviare tutte 'ste macchine... e poi...."
Esco subito...
Ma VAFFANCULO!!
 
Al 99.5% questa categoria è composta da donne (poi non lamentatevi se vi fanno le battute sull'acidità da periodo pre-post-durante -mestruale) .
 
 
VOGLIA DI LAVORARE SALTAMI ADDOSSO
Sono quelle persone che impazziscono DI GIOIA quando c'è una leggera variazione al tran-tran quotidiano.
 
"Sarei venuto per dei rilievi..."
"Cioè?"
"Verifiche, misurazioni, controlli!"
"Ha bisogno di qualcosa? un caffè, un thè, se vuole le faccio vedere dove abbiamo la macchinetta..."
"No, no, devo solo guardare.... non tocco niente e sono autonomo"
"Se cerca le prese qui ce ne sono due, là dietro c'è un telefono ma non lo usiamo perchè alla Lucia era venuto il gomito del tennista e ...."
"Grazie... ma continui pure a fare il suo lavoro, io mi arrangio"
"E' impossibile trovare questa, vede? era del vecchio impianto poi è stato messo il salvavita e quella non la usiamo più"
Inutile insistere, questi ti si incollano al culo e non la smettono più
"Ma, perdoni la domanda, cosa dovete fare? ho sentito che ci saranno dei grossi cambiamenti!"
"Sono i rilievi per la ricertificazione.... nessuno mi ha parlato di cambiamenti"
"E' sicuro? La Margherita dell'accettazione mi ha detto che ..."
Alla fine della giornata hai imparato che l'edificio è sorto sulle macerie di un vecchio cinema porno, la Margherita dell'accettazione ha tre figli bellissimi, la Luisa adesso è guarita dal gomito del tennista ma fatica ancora a piegarlo del tutto, il direttore è uno stronzo perchè non concede mai i permessi se non con larghissimo anticipo e, sembra, ha una storiaccia di solo sesso con una neo assunta un po' chiacchierata, il fattorino è un gran "sano" e la mensa non è più quella di quando c'era Alfredo.
Purtroppo devi tornare anche il giorno dopo, sempre se hai smaltito l'ubriacatura da chiacchiere.
 
 
IL TERRORISTA
E' quello che, forte della conoscienza del luogo, si inventa storie assurde per ravvivare la sua monotona giornata.
 
"E' lei Josef? Sarei venuto per dei rilievi..."
"Ja, zono io. Coza le zerfe?"
"Dovrei visitare la cripta e il sottotetto... mi hanno detto di chiederle le chiavi.."
"Tu zegue me..."
Neanche a farlo apposta devo rilevare un vecchia chiesa e mi trovo con il sacrestano slavo, mezzo gobbo e vestito come il bidello Jona dei Ragazzi della III C (quello che portava sfiga).
Lo seguo nel dedalo di stanze della sacrestia, ci fermiamo davanti ad una bacheca e, tra un milione di mazzi, preleva quelle più polverose ed enormi.
"Tu zegue me..."
"Non importa, so da dove si entra, posso fare da solo..." azzardo.
"Tu non zapere modo di aprire certe porte..."
Rimango un po' perplesso e seguo... Giungiamo davanti alla porta della cripta e Josef la apre normalmente.
Entro prima io palpando alla destra per cercare l'interruttore, ma lui mi dice che usano una torcia perchè i topi hanno mangiato i cavi e la luce non funziona più da tempo. Partiamo bene...
Alla luce poca luce disponibile constato l'incuria degli impianti e prendo nota poi...
"Kvi dentro, tanti zecoli fa, 700 - 800 morti. Kvi ammazzavano e poi lasciavano a marcire..." e mi guarda serio piantato a cavallo della porta. Temo che da un momento all'altro mi chiuda dentro e si metta a fare una risata satanica mentre aspetto la mia sorte mangiando topi e scavando tunnel con le unghie.
Esco in fretta e gli chiedo per il sottotetto.
Ho i sudori freddi.
Chissà cosa si inventerà, il caro Josef, a 70 mt di altezza, su una passerella di legno marcio larga quanto le spalle e con un'unica direzione di marcia...
 
 
LEI E' QUELLO CHE AGGIUSTA LE COSE?
Sono quei personaggi che confondono il tecnico con il manutentore e aprofittano sempre per lamentarsi che qualcosa non va.
 
"Sarei venuto per dei rilievi..."
"Cioè?"
"Verifiche, misurazioni, controlli!"
"Ok... e ha bisogno di qualcosa?"
"No, no, devo solo guardare.... non tocco niente e sono autonomo"
Inizio il mio lavoro sotto gli occhi vigili del soggetto in questione... solo dopo che ha visto cosa faccio ha capito realmente il significato di RILIEVI.
"Visto che è lì che ci guarda, lo sa che tutte le volte che tocco qui e qua prendo la scossa? E' normale?"
"No, non è normale per niente, faccia vedere"
Mi avvicino e noto che l'impianto è fatiscente. E' già molto se non ha preso fuoco fino ad oggi! Taccio sistematicamente.
"Adesso prendo nota e farò presente a chi di dovere"
"Si, ma io credevo che lo sistemasse adesso, non sarà mica complicato."
"Io sto prendendo nota di tutto quello che non va, poi verranno altri a fare le sistemazioni. Ci vorrebbe troppo tempo.."
"Ah, ho capito? io mi metto in malattia... non posso continuare così. Poi ha visto lì?"
E mi sciorina altri millecinquecento problemini/oni, accorgimenti, richieste personali, raccomandazioni e suppliche...
Ho finito la carta.
Alla fine riesco a scappare ben conscio del fatto che, di tutti i problemi, ne verranno risolti appena tre o quattro, forse i più gravi.
 
 
SO TUTTO IO..
Sono quelli che, a seguito di una domanda, rispondono sicuri e pretendono risposte competenti anche senza capirne effettivamente niente.
 
"Sarei venuto per dei rilievi..."
"Cioè?"
"Verifiche, misurazioni, controlli!"
"Ok... e ha bisogno di qualcosa?"
"No, no, devo solo guardare.... non tocco niente e sono autonomo"
"Anzi, mi saprebbe dire se avete un gruppo di continuità?" azzardo, alle volte si è fortunati.
"Certo che c'è... mi segua." e, prendendo un mazzo di chiavi, mi porta in un sottoscala
"Eccolo, non è questo?" e mi indica un quadretto e un macchinone.
"La ringrazio ma io intendevo un gruppo UPS. Una specie di batteria per il NO-Break in mancanza di corrente di Rete" forse ho esagerato con i termini tecnici. Mi guarda sorpreso.
"E questo allora?" e indica il macchinario nella stanzetta dove mi ha portato.
"Questa è una UTA. E' la macchina che fa il condizionamento agli uffici"
"E' sicuro? Sa perchè? perchè quando viene il tecnico del riscaldamento non viene mai in questa stanza, ma va su dove c'è il gigler e le pompe dell'inverter." è così sicuro che quasi ci credo anche io. Peccato che gigler e inverter non c'entrino nulla di nulla....
"Si fidi, comunque la ringrazio, adesso faccio da solo" taglio corto...
"Non per disturbarla ma vorrei capire" insiste lui...
Così mi inizia a parlare di Pietro, l'idraulico: "se vuole lo chiamiamo?" che dovrebbe essere la persona che sa tutto di tutto.
Poi andiamo su e giù a vedere 'sto gigler, proviamo l'inverter, collaudiamo ogni presa con lui che mi stacca e attacca il relativo interruttore.
Alla fine mi dice:
"Da giovane mi ero diplomato alla scuola Radio Elettra, per hobby."
"Si vede che è competente" rispondo cortese
"Poi sono venuto a fare il ragioniere perchè si guadagnava meglio, ma la passione è rimasta..."
In pratica giornata persa a fare il ripasso all'hobbista rompicoglioni.
La prossima volta non chiedo niente a nessuno...
postato da: taxxo alle ore 16:36 | link | commenti (2)
categorie: sondaggi

Cantante famoso

ITIS
Non c'è che dire...
la vita è una ruota che gira e, fatta una rotazione completa, si ritorna sempre al punto di partenza.
Se oggi sono vittima/testimone delle bizzarrie del capo, poco più di dieci anni fa sono stato testimone/vittima e pure complice dell'incompetenza, dell'ignoranza e del menefreghismo di un'intera generazione: la classe del 1997.
 
Ognuno potrà obiettare che la sua classe è stata la migliore, la più simpatica, la più sfacciata, la più impertinente.
Ma credo che, leggendo i miei racconti, converrete unanimamente che raramente si raggiunge una "chimica" così complessa e scadente come quella che si generò tra studenti e professori nei miei tre anni di specializzazione dell'istituto tecnico.
 
La classe era ben assortita:
il secchione campanaro, il testimone di Geova, il pupils, il nano (c'è sempre stato un nano nella mia vita), il contadinone modenese, la coppia di play-boy, il bambinone giocherellone, il duro in miniatura, Piumino smanicato....
 
Ma anche tra i professori non si scherzava:
la piagnucolosa prof di matematica, il sosia di Prodi, Raggio Lasen (temporaneo sostituto del mitico "Cantante famoso"), l'assistente Tartaglione, Pampers (il prof di diritto), il Filosofo da bar...
 
Il primo anno iniziò nel mito del professore misterioso. "Cantante famoso" non si sarebbe presentato se non per il secondo quadrimestre e Raggio Lasen lo sostituì per i primi mesi.
Raggio era un supplente inflessibile. Poche parole, pochi sorrisi, sguardo di ghiaccio e profondissimo (da qui l'appellativo Raggio). Peccato per quel Lasen che, a Bologna e provincia, si trasforma prontamente in l'esen (asino, l'animale).
Fatto sta che, quando la classe era irrequieta o faceva casino alle sue spalle, lui si girava di scatto e lanciava il gesso.
Aveva un gran bel lancio, questo è indubbio.
L'assistente Tartaglia faceva le ore di laboratorio della materia di Raggio.
Impossibile assistere a tre ore consecutive con un soggetto che riusciva a dire il suo nome completo in venti minuti.
Per questo motivo si sfruttavano le ore di laboratorio per lo studio scientifico della schedina, la ricopiatura degli esercizi di matematica delle ore precedenti o il recupero delle ore di sonno.
 
Un giorno mi trovo sotto il banco (avrò la calamita per la sfiga!) la cannuccia di una Bic che perde inchiostro.
Incurante e sovrappensiero mi metto a scrivere sul ripiano del sottobanco un bel "TARTAGLIA DEL CAZZO".
Non che avessi qualcosa contro quell'omuncolo, era troppo insignificante per dargli peso, ma quel giorno mi girava così.
Il fatto è che avevo creato un bel "pataccone" di inchiostro e la situazione era irreversibile.
Nessuno si accorge di niente se non la bidella il giorno dopo. Tartaglia viene avvisato e corre in classe a farci la ramanzina durante una lezione di Raggio.
Parlò Raggio al posto suo, avevamo solo un'ora:
"Noi sappiamo chi è stato..." e nel frattempo vagliava tutti gli sguardi. Sembrava la scena di un film (forse, oggi, Raggio fa il doppiatore di qualche attore famoso).
"E non lo denunceremo alla presidenza.... a patto che non succeda più niente di simile!" Raggio aveva parlato.
Riassumendo, non sapevano chi fosse stato ma volevano provare la "scenetta del duro".
A me era piaciuta.
Nessuno parlò e solo oggi, leggendo queste righe, è saltata fuori la verità... il Tasso aveva colpito ancora.
 
"Cantante famoso" tornò poco prima di Natale. Ancora non lo conoscevamo se non dai racconti di alcuni ripetenti.
Vederlo dal vivo e per la prima volta fu uno spettacolo.
Pugliese di mezza età ma che dimostrava almeno venti anni in più, era sempre in conflittto tra il trasandato e l'elegante.
Camicie che non coprivano mai l'orrenda panciona (effetto Vito Catozzo), capello con ciuffo ribelle alla Sgarbi prima maniera (di un colore compreso tra il giallo fumo e il castano con ricrescita bianca), cravatte allentate, completi marroni o grigi di una o due taglie in meno.
L'Ingegnere era un cane sciolto che non si faceva piegare dalla rigidità degli orari, dalla sistematicità delle interrogazioni o dei compiti in classe nè, tantomeno, dalla presenza ai consigli di classe con i genitori.
Nei tre anni, questo ragazzo, ci dette moltissime soddisfazioni.
 
Solitamente avevamo tre ore di prima mattina.
Lui non arrivava mai in orario. MAI!!
Un giorno, passate due ore, ancora non arriva... Ovviamente nessuno si preoccupava di andare ad informarsi in segreteria per sapere se avrebbero mandato un supplente.
Si rimaneva a cazzeggiare per il laboratorio, al bar o in palestra a parlottare con il Filosofo.
Mancavano dieci minuti al suono dell'ultima campanella.
Rientrano tutti di corsa in classe dicendo che il prof. stava arrivando.
Dopo poco si presenta lo sconvoltissimo professore. Abbozza un sorriso e ci dice: "Ragazzi, mi concedete un caffettino?"
Come rifiutare....
Era un mito, quel giorno riuscì a malapena a fare l'appello!
 
Il prof. poteva anche ammettere un leggero brusio, ma non sopportava i fischi.
Non si è mai capito il motivo (forse aveva un apparato uditivo come quello dei cani e gli davano fastidio le frequenze troppo elevate) e, quando l'abbiamo scoperto, ne abbiamo combinate di tutti i colori.
Fischietti da arbitro per il triplice fischio a fine lezione, pupazzetti rumorosi, fischi insistiti dai banchi delle retrovie.
Un giorno, a causa di un insidioso e fastidioso fischio prolungato per una decina di secondi, venne allontanata dalla classe tutta l'innocente prima fila di banchi.
Non si riuscì più a far nulla, lui si sconvolgeva a tal punto da prolungare la predica per ore e la classe, per nulla innocente, gli dava ragione e qualcuno rincarava la dose proponendo espulsioni o note sul registro.
Un branco di stronzi.
 
Un'altra cosa che non sopportava e lo mandava in bestia era quella di vedere atteggiamenti affettuosi tra ragazzi (come baci o abbracci) nei corridoi.
Un giorno, durante l'appello, si alzò di scatto e si fiondò nel corridoio.
Blaterava cose incomprensibili a due ragazzi che erano seduti su una panca.
Rientrando in classe ci spiegò che:
".. E' improponibile veder "scopacchiare" nei corridoi.... dove è finita la decenza?..".
Sorprendeva sentir parlare di decenza dall'uomo che il più delle volte aveva un lembo della camicia che usciva dalla patta, fumava in classe (ma sempre con il permesso dei presenti) e che se ne fregava di regole e regolamenti.
 
Il suo cruccio più grande era quello di dare i voti.
Non avendo materiale sul quale interrogare (era sempre assente o quasi), non riuscendo a preparare i compiti in classe e, forse, non sapendo neppure quale era la sua materia di insegnamento, era improponibile, per lui, esprimere un giudizio.
Verso la fine di ogni quadrimestre, quindi, entrava in classe quasi rassegnato annunciandoci un'interrogazione.
Scattava Piumino smanicato, una specie di chioccia che, caso unico, si permetteva pacche sulle spalle e il "tu" al mitico Cantante famoso.
"Facciamo un giro di voti!"
"Lo sai che non posso, ... mettiti buono che oggi interroghiamo..." rispondeva, tranquillo come mai, il prof.
"NO!! , faccio il giro di voti a matita..." insisteva il ragazzo..
Dopo qualche ulteriore botta e risposta Piumino si metteva al posto del professore, registro alla mano, a fare il famigerato "giro di voti".
In pratica, tra il clamore e gli olè della classe, in rigoroso ordine alfabetico, venivano attribuiti i voti a caso e dalla mano del simpatico birbone.
Non ricordo UN solo compito in classe o UNA interrogazione con quel professore..
Neppure UNA.
Eppure il mio diploma è ancora appeso al muro della camera.
 
Bardotti o Badalucchi erano le sue offese più comuni nei nostri confronti. Si divertiva di più a trovar termini ricercati e dotti, che a spiegarci i principi tecnici sui quali si basava la sua materia.
 
Un giorno, già diplomato, mi reco ad un colloquio.
Nel raccontare le mie generalità e i miei studi, salta fuori che ho frequentato lo stesso istituto dell'esaminatore, personaggio abbondantemente oltre la quarantina.
"Allora hai avuto Cantante famoso?"
"Certo.." rispondo con un sorrisino e il volto ricco di complicità..
"Quindi di tecnica, è appurato, non sai proprio nulla!!" mi incalza l'esaminatore.
"Effettivamente, non so molto..." ammetto.
Il colloquio non andò oltre.
Nel mondo reale si fanno molte meno chiacchiere ed imbrogli, per quanto possano risultare divertenti.
 
Oggi è girata la voce che il caro prof. sia morto.
Ma, da allora, sono già scomparsi non so quanti altri personaggi, come se la nostra presenza nella scuola fosse stato l'unico motivo che li teneva in vita. Poi sono stati visti in centro a far compere. Poi sono morti ancora...
Io prenderei queste informazioni con le molle.
Le solite leggende metropolitane...
postato da: taxxo alle ore 12:02 | link | commenti
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