Attraverso lo Stargate

Distorsioni dalla provincia

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Utente: taxxo
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ignorante come un banco - sempre alla ricerca del "tempo" - scribacchino impertinente - giornalista giornalaio - attento sbadatello - folle lucido - simpatica canaglia. In una parola: il TASSO

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giovedì, 31 agosto 2006

Il pericolo è il mio mestiere...

 james-bond
sei pungente come una vespa, questa volta rischi grosso....!!! by argonauta misterioso....!
 
Caro Argonauta (fate pure i furbini tu e l'anonimo "me l'ha detto Querz", ma tanto so dove abitate!!),
mi allaccio al tuo commento a "La Bomba" per specificare alcune cose e introdurvi meglio il personaggio del Tasso...
 
E' una vita che vivo immerso, e da protatonista, in situazioni di estremo rischio e avventatezza. Solo una lunga serie di miracoli mi ha concesso di giungere sino ad oggi:
 
1) Sono nato nel 1978 con parto naturale e senza neppure un'ecografia (ancora non si usava). Oggi si fanno solo Cesarei ed ecografie quasi settimanali.
 
2) All'età di tre anni, in una segreta località di montagna, faccio le mie vacanze. Al momento della partenza, in un attimo di solitudine e riflessione filosofica, decido di lanciare un esperimento mai provato fino ad allora: la passeggiata alla cieca!
Mi calco il berretto sugli occhi e, incurante di un burrone lungo l'argine di un fiume (in quel periodo in secca), inizio la spensierata camminata.
Tre passi e finisco in fondo al burrone (erano poi solo tre/quattro metri).
Lacrimoni.
Subito a casa con un taglio di tre centimetri in bocca (non chiedetemi come ho fatto).
Ma l'esperimento è riuscito: non ho gli infrarossi alla Superman.
 
3) A quattro anni e virgola, sempre solo con i miei pensieri, mi viene un'idea meravigliosa. Ho una marea di soldatini: faccio la guerra totale!
Butto tutto sul lettone della nonna, arruffo le coperte per fare le collinette. Sistemo la fanteria, gli indiani, alcuni egiziani, all'opposto i tedeschi e gli antichi romani (era la guerra totale... non guardiamo al capello) mischiando soldatini grandi e piccoli.
E' una gran noia e lo scenario è troppo piatto. Ci vorrebbero delle grotte!
Prendo un paio di forbici, quelle lunghe-lunghe da sarto (altro che Muciaccia - Art Attak - "solo quelle con la punta arrotondata!"), e inizio a tagliare la coperta. Un lavoro impeccabile.
Solo che la coperta era l'equivalente delle porcellane dinastia Ming: intoccabile e preziosissima. Un'eredità di non so quante generazioni indietro.
Non ricordo la punizione, ma da allora non posso giocare nella camera della nonna.
Neanche adesso che ho quasi trent'anni!
 
4) A cinque anni, non so perchè, non so percome, piscio dentro il cestone dei giochi. Sarà anche Santa la pipì dei bambini ma, detto fatto, mi becca mia madre.
Si incazza parecchio, forse parte pure qualche sberlone, ma quello che è peggio è che mi proibisce la visione del film Walt Disney settimanale (il giovedì? non ricordo) e per almeno tre settimane. Mi perdo Herby il maggiolino, Il computer con le scarpe da tennis e un film su un drago...
Un giorno, per ripicca, le ho cagato nel bidet.
Così, senza ragione!
Quando l'ha vista, me l'ha fatta prendere a mani nude (era già un bel savoiardo, vista l'età) per buttarla nel cesso.
Lacrimoni.
Sono rimasto in bagno tre ore prima di completare tutto.
 
5) A sei anni, annoiato dalla routine quotidiana, mi aggiro intorno al tavolo di lavoro di mia nonna. In quel periodo ricamava per alcune sartorie.
Sul tavolo c'erano solo aghi, spilli, perline e paillette. Con aghi e spilli avevo già sforacchiato il possibile. Le paillette mi piaceva masticarle ma quel giorno non ne avevo voglia. Rimanevano le perline. Ne presi una argentata a forma di goccia. Per prima cosa la misi in bocca, ma il rischio di inghiottirla era troppo alto. Me la infilai in un orecchio. Era la sua misura.
Fatto sta, però, che non usciva più!
Lacrimoni.
Dopo mezzora mio padre riuscì a sfilarmela con uno stuzzicadenti.
Con i ceffoni non era uscita!
 
6) A otto anni passavo le vacanze in campagna dal nonno materno. A casa non usava ma lì era obbligatoria la gabanella, dopo pranzo. Mettili tu a letto due bambini di quell'età!
Infatti, dopo dieci minuti di continui "svoltoni", tutti a gironzolare per l'enorme casa colonica.
Vedo, all'ultimo ripiano della libreria di mio zio, un libro che avevo visto anche a casa. Ma è troppo in alto per verificare che sia lo stesso. L'unico modo per raggiungerlo è quello di scalare la libreria. Sono troppo basso.
Non faccio in tempo ad appendermi che si spacca tutto. Tutta la preziosissima collezione di Guerrin Sportivi dello zio adesso è incasinata e spiaccicata per terra sotto alcune macerie. Esco di corsa e vado nel cortile.
Dopo mezzora si sveglia la nonna, se ne accorge e mi viene a cercare. Un bel ceffone.
Lacrimoni.
Alla sera, dopo una telefonata da "Bimbo del libro Cuore", mi vengono a riprendere.
Se solo fossi tornato a letto!
Avrei potuto dare la colpa ad un terremoto... maledetta innocenza!
 
7) A dieci anni sono nel laboratorio di scienze delle scuole elementari. I bagni sono in comune con la scuola materna. A quell'ora i bambini della materna stanno facendo il pisolino. Sarà l'orario che mi porta sfiga (lo stesso della libreria dello zio), la noia o il caso, decido di andare in bagno. Giuro, non sono MAI stato in bagno per tutte le elementari. Mi piaceva fare tutto a casa. Tranne quella volta.
Faccio il mio girettino, bevo dal rubinettino (è tutto "ino" nei bagni della materna) e me ne torno in classe.
Dopo poco arriva una Dada tutta scandalizzata che inizia a confabulare con la mia maestra. Mi indicano. Non ci faccio troppo caso.
In pratica qualcuno aveva spalmato della merdina sulle paretine del bagnino. Ed io mi ero preso la colpona.. Ero l'unico ad essere stato in bagno, secondo loro.
Niente lacrimoni.
Convocazione dei genitori e figura di merda (questa volta la mia per davvero) in eurovisione con i compagni.
 
8) A 12 anni sono in prima media (giusto il conto?). Al pomeriggio vado sempre a giocare a pallone in Piazza San Francesco: lastricato di porfido in una semi-rotonda. Una porta la facciamo con due magliette accartocciate per terra, l'altra con il portone della chiesa. Ma sono occasioni rare le "fagiolate" con più di 10 giocatori.
Siamo solo in tre oggi. Io, Stefano e il Nano (mi è sempre piaciuto dare i soprannomi). Di solito viene anche Ulisse, ma oggi ha da fare.
Bim Bum Bam, Stefano in porta e uno contro uno io e il Nano.
Prendo palla, dribbling ubriacante (un tempo ero quasi un giocatore o il Nano era veramente scarso), salto il mezz'uomo e alzo lo sguardo da terra per centrare la porta.
Mi sgambettano da dietro.
Cado e picchio il braccio sinistro sul lastricato.
Mi sento il l'avambraccio ruotare su se stesso. Solo una sensazione.
Frattura scomposta della testa dell'omero.
40 giorni di gesso e due mesi di riabilitazione.
Ancora oggi non piego del tutto il braccio.
Ma da quel pomeriggio il Nano non si è più fatto vivo. L'avevo umiliato con quel dribbling..
 
9) Sempre quell'anno, durante una lezione di tecnica, mi trovo un righello sotto il banco.
E' proprio un bel righello. Ne ho già uno, ma quello è nuovo nuovo.
Mi faccio prestare un pennarello indelebile color oro (si usa per le lezioni di artistica) e scrivo il mio nome bello grande per tutta la lunghezza. Come al solito, senza pensare troppo.
Dalla prima fila di banchi iniziano a frignare. E' sparito il righello della cocca (che è pure secchiona e brutta, a parte due tettoni da spavento) e tutta la classe si ferma.
Inizia la lezione di italiano con la Prof. Lucilla, la "Contessa".
Inutile dire, oltre ad essere un'appassionata di gialli, è quasi la matrigna della secchiona. Si apre il caso: "Il righello perduto".
Un'ora di indagini con la massima omertà di tutti. A partire dalla mia.
Perquisizioni, lampade in faccia, minacce... un'ora di Epica antica persa per sta cagata.
Poi salta fuori tutto.
Nei film dicono: "Nega sempre tutto. Sempre!"
Stupidamente, sostengo la tesi che non so nulla. Che fesso!
Ricordo ancora la erre moscia della "Contessa" che mi ammonisce...
Qualche tempo dopo, chiosando la classe, la cara Lucilla ci dice che ha approfondito le indagini. Non si sa a quale scopo. Il caso è risolto e la secchiona ha perdonato.
Ma la Prof., frustrata zitellona acida e obesa, ha ottenuto informazioni dalle maestre di un ragazzo (sai che sbattimento?).
Il ragazzo (e lei mantiene sempre l'anonimato come nei film di Hitchcock di cui fa largo abuso) è un bugiardo nato. Anche alle elementari è ricordato come un furbo menzoniero.
Cerco il parolone sul dizionario, poi mi viene in mente la storia della merda spalmata nel bagno....
Ancora!!
Ormai la scuola è tappezzata con la mia foto: Ricercato - 1.000 dollari a chi lo consegna allo sceriffo. Vivo o morto!
Devo cambiare aria. In questa città è diventato difficile sopravvivere.
Le maestre, puttane, non sono più andato a trovarle.
 
10) 13 anni. Lezione di ginnastica tutti assieme. Maschi e femmine.
Tra le femmine c'è Stefania e mi diverto a tirarle l'elastico del reggiseno (mi divertivo con poco). Ma c'è, soprattutto, la sua amica del cuore Elisa.
Elisa non è quella che si definisce una bellezza. Mi diverto sempre a prenderla in giro.
Ha un naso come un gancio della roulotte ed è lungo all'inverosimile. Poi ha gli occhi piccoli, la erre moscissima, i capelli d'alga, è informe.... un vero cesso!
La mia battuta preferita: "E' vero che ti fai le foto solo di profilo? altrimenti, con il naso che ti ritrovi, non si chiude l'album?".
Lei non se la prende mai troppo. E' molto più intelligente di me.
Il Prof. di ginnastica, però, sentendomi punzecchiarla, si mette a fare il paladino della giustizia.
Tutte le due ore di ramanzina.
E tutti presenti.
Persa ginnastica, mi becco una raffica di calci in culo da tutti i compagni.
E' sempre colpa mia!
 
11) 15/16 anni. Con un gruppetto di compagni delle superiori (tutti disagiati, sfigati, brufolosi, casi sociali), ci troviamo alla fermata dell'autobus di una frazione del mio paesello. Abbiamo passato il pomeriggio chiusi in una cantina a muovere soldatini e tirar dadi. E' inverno e alle già cinque di sera è buoi pesto.
Uno di noi viene colto dal raptus di strappare tutti i cartelli elettorali delle imminenti elezioni politiche. Tutti tranne quelli di Forza Italia (era un tipo strano, incitava sempre ad un tale Berluskaiser sebbene suo padre fosse un autista di scuola guida).
Lì vicino c'è la Casa del Popolo della frazione. Dalle finestre vedono tutto.
Si presentano in una decina e intimano di chiamare i carabinieri.
Tra questi "Prodino", quello che sarebbe poi diventato sindaco.
Io non c'entro nulla, questa volta. Ma non fanno molte distinzioni.
Passa mio padre in macchina.
In un momento di distrazione generale mi dileguo.
Non ho mai saputo come è finita.
 
12) L'anno dopo siamo in giro per i boschi della collina. E' il solito gruppo ma adesso siamo i "Druidi di Monterocca". Gli animali del bosco ci portano rispetto.
Solo loro.
Oggi abbiamo programmato l'esplorazione delle grotte (le vecchie cave di gesso).
Con noi anche alcuni "esperti" esterni. Jimmy si presenta in mimetica, pistola ad aria compressa con mirino laser (e caricata a pallini di ceramica!), coltellaccio "Rambo" preso da un catalogo via posta, anfibi.
Crede di andare in Bosnia!
Gli altri hanno lo zainetto Invicta con i panini e un maglioncino di cotone (obbligati dalla mamma).
Nell'esplorazione non notiamo nessun pericolo. Quindi ce li inventiamo.
Jimmy svuota un caricatore su un presunto pipistrello.
Dove c'è troppo fango, sono sabbie mobili.
Un po' di nilon accartocciato in un buco è il residuo di esplosivo al plastico inesploso.
Arriviamo davanti ad un'altra uscita.
C'è una cancellata.
Sentiamo delle voci.
Tutti di corsa a nascondersi perchè la nostra presenza è ILLEGALE.
Jimmy, sicuro nella sua tenuta da marines, inciampa e si spalma nel fango.
Ci facciamo quattro risate.
 
13) Ho 19 anni. Anche se è l'ultimo anno di scuola, passo tutto il pomeriggio a giocare a pallone al campetto del prete. Al campetto ci vado in bici percorrendo la mia strada, un po' defilato, ma in contromano. Sempre!
Io abito nel Bronx del paesello. Il Bronx è la zona del "Greco".
Lui si permette anche di far piovere, se ne ha voglia.
Quel pomeriggio sono in bici con il pallone incastrato tra il cannone e il sellino. Ovviamente in contromano.
Da lontano arriva sfrecciando la Delta Integrale Bianca del Greco (il Renault 5 l'aveva già sfrombolato giù per un grotto della collina, una sera che faceva il record della pista).
Mi fa un pelo sebbene avesse avuto tutto lo spazio che voleva.
Incurante proseguo.
Alla sera sono all'AGIP dell'angolo a fare benzina alla mia UNO FIAT (sempre molta umiltè).
Da lontano sento lo stridire e vedo le fiamme di un'auto impazzita. Non è la Delorean di Ritorno al Futuro, è la Delta del Greco.
Mi faccio piccolo piccolo dietro la mia macchinina, non si sa mai.
Non basta.
Testa-coda con freno a mano e mi si affianca.
Ha i vetri neri e non vedo in quanti sono.
Iniziano a scendere una decina (forse venti o trenta) scugnizzi. Ma io sono concentrato su di lui: il Greco.
Avrò infranto qualche regola e dovrò pagare!
Continuo incurante a far benzina. La più lunga della mia vita.
"La finiamo di andare in contromano?"
"Ti puzza la vita?"
E mi arrivano cicche di sigaretta e scapellotti.
Taccio.
"Stai in orecchio che ti tengo d'occhio".
Rientrano tutti, mi fissa per qualche istante poi sgomma...
Il Greco mi ha sempre fatto paura.
 
14) L'estate dopo inizio a frequentare un amico che frequenta la parrocchia.
Tutta questione di maggior densità di pelo rispetto ai sabato pomeriggio a tirar dadi in cantina.
Solo che io e il mio amico, con preti, chiese e quantaltro, non abbiamo nulla da spartire. Vabbè, la vita è un compromesso, stiamo buonini e godiamoci la visione.
Una sera, durante un diapo-film di quelli che più noiosi e stucchevoli non si può, ci appartiamo per una chiatarra e uno spinello (solo che mancava lo spinello).
Facciamo le "Osterie", Ligabue, qualcosa degli Oliver Onions e Cuba dei Gibson Brothers. Si crea un capannello di personaggi.
Il giorno dopo, l'allora "Scodella" ma oggi "Crestina", capetto della combriccola parrocchiana, ausiliato dal consiglio di altri personaggi (oggi redenti e perdonati), ci infila in una LISTA di proscrizione perchè:
"alcuni soggetti, che non hanno nulla a che spartire con la Chiesa e i suoi ideali, hanno rovinato un momento di festa e fratellanza con un baccano non richiesto e di discutibile buon gusto".
Nella lista siamo: Io, l'amico Ska, Sbafini, i gemelli del gol (tra cui lo Jeti) e forse altri.
Vai in parrocchia ispirato da:
"Porgi l'altra guancia"
"Siamo tutti uguali"
"La fratellanza"
"Siamo caritatevoli"
Poi?
Non ho mai capito cosa significasse finire in quella lista (primo tentativo di prevaricazione del suddetto Scodella), e non mi turbò più di tanto finirci.
Non ci furono allontanamenti ne ripercussioni. Tutto rimase come prima.
Oggi Scodella (diventato Crestina) è un giovane consigliere comunale con ambizioni da Sindaco.
Ma i metodi non li ha cambiati.
Anzi.
 
Questo non è tutto ma è abbastanza.
Mancano Inseguimenti, streghe, scismi e altre chicche.
 
Sei ancora convinto, caro Argonauta, che con quattro segnetti neri su un foglio, per quanto irridenti e sprezzanti, rischio così tanto?
O, almeno, più del passato?
 
Il pericolo è il mio mestiere...
postato da: taxxo alle ore 11:48 | link | commenti (4)
categorie: racconti
mercoledì, 30 agosto 2006

La Bomba

 ATOMICA

La Bomba è arrivata.
Colpisce tutti indistintamente... copritevi, se potete:

Vaffanculo a quelli che si "accendono" solo in vacanza. Tutto l'anno fanno i pessimisti cosmici, si piangono addosso, lagnano sul destino gramo e una vita da tapini. Subiscono gli eventi (ma solo quando, raramente, vi partecipano) e si trascinano fino alla vecchiaia con mille rimpianti. Vivono per quei 15 giorni di svago all'anno, cercando di recuperare tutto il tempo perso, addensando situazioni, forzando i tempi e, comunque, lamentandosi per non essere riusciti a far di più.
La vita è tutti i giorni, SVEGLIA!
 
Vaffanculo a quelli che in vacanza si "spengono". Iperattivi, frenetici, propositivi, quasi ingombranti e pesanti per tutto l'anno. Hanno un demonio addosso che li guida come se fossero burattini e ti invogliano a prendere parte alle iniziative più bizzarre. Poi, alla prova dei fatti, si defilano, ammutoliscono e sono spesso vittime di attacchi di solitudine e sconforto. Se alcuni non trovano scuse, rassegnandosi alla realtà, altri si inventano che l'ambiente non ha rispecchiato le aspettative, che i presenti l'hanno ammosciato o che la lingua è stata rubata dal gatto.
Incomprensibili.
 
Vaffanculo ai parassiti sociali. A quei soggetti che si coprono di ipocrisie, sono amici di tutti e non esprimono mai un giudizio personale su niente e nessuno. Almeno faccia a faccia.
Con il loro fare da leccapiedi, viscido e informe, la loro faccia di bronzo e il loro opportunismo, sarebbero in grado di presentarsi a casa tua, anche se per loro sei un emerito sconosciuto, una nullità, un "finito", per passare la festa di natale o le vacanze con te e i tuoi amici (quelli veri).
Poi, se osi contraddirli o impedisci i loro tentativi di prevaricazione, il giudizio te lo esprimono eccome!
Colpiscono sul personale, sono sprezzanti, accecati dalla rabbia e, nei casi più disperati, potrebbero pure toglierti il saluto.
 
Vaffanculo ai matrimoni. Non si può passare l'intera estate a discuterne, ragionarli, schivarli. Chissenefrega se hanno invitato il commesso del negozio per cani e non il compagno di mille avventure. Chissenefrega se per fare il regalo alla coppia vip mi devo fare 40 km di macchina e debbo lasciare 50 euro per un mestolo placcato inox. Chissenefrega se mi presenterò in pantaloncini o con un completo all'ultimo grido. Chissenefrega se, durante le feste di addio, i futuri coniugi hanno esagerato e le prove sono finite su internet. Chissenefrega...
Non sono certo cazzi miei.
 
Vaffanculo ai rapporti senza chiarezza. Un tempo soggetti inseparabili, sinceri quasi morbosi. Oggi oltremodo distaccati. Dico. Non dico. Chiamo ogni sei mesi, ma pretendo la sincerità di un fedele amico. Ha stufato l'atteggiamento distante tra persone che frequentano gli stessi luoghi e abitano a venti metri gli uni dagli altri. Chiamo io, chiami tu, perchè non mi chiami mai? Basta con queste storielle da asilo. Poi quando ci si vede, ma sempre e comunque lontano da occhi indiscreti, le solite tediose lamentele che avevano portato all'allontanamento.
E' meglio un'indifferenza a intermittenza o il nulla assoluto?
 
Vaffanculo a chi parla e pensa solo al denaro. Che siano neo lavoratori in proprio o inadatti rampolli, i loro credo sono solo e unicamente il guadagno e il risparmio. Quanto hai speso per quello, quanto si risparmia su altro, quanto sei riuscito a spillare in tutto. Qual'è il commercialista più sgamato, la strada più breve, il bar più economico, il filone più vantaggioso. Poi lunghe dissertazioni su quanto sia giusto esportare capitali (frutto di tanto "lavoro") in paesi dalla minor pressione fiscale e rimaner nel proprio paese a lamentarsi che non funziona nulla!
Ognuno creda e pensi ciò che vuole. Ma se usciamo per una birra, parliamo di figa!
 
Vaffanculo a chi scodinzola dietro i capricci di certe donne. Non si può sempre acconsentire, inchinarsi, supplicare. Quando si è all'interno della storia non ci si rende veramente conto di quanto si svilisca la propria persona fino ad accettare le più frivole e assurde richieste. Ed una volta può anche accadere. Ma basta agli argonauti del triangolo di seta o i ricercatori dell'umido anfratto che, pur di incidere l'ennesima tacca, partono a testa bassa e senza logica e si incapponiscono, ogni volta, con le "donne" più strambe, stronze e indecise.
Non limitiamoci alla pagliuzza.
Di fieno n'è pieno il mondo!
postato da: taxxo alle ore 15:16 | link | commenti (4)
categorie: various
martedì, 29 agosto 2006

Si o No?

cetriolo
Facendo alcune ricerche in rete (vera fonte di monnezza, partendo da certi Blog come il mio) mi sono imbattuto in alcune statistiche su un argomento tanto sconosciuto quanto leggendario.
 
Quando si dibatte questo argomento (non fare il furbino, non andare a leggere più sotto!!) non si sa mai se parlare di un fenomeno diffuso, quanto diffuso, se è regolamentato o meno...
 
Come si dice dalle mie parti: "Parliamo di niente..." oppure c'è un fondamento di verità?
 
Come direbbe il Del Dubbio di Gene Gnocchi, la verità sta sempre nel mezzo.
Quindi:
 
Le donne si masturbano o Prodi è un mortadellone?
 
Parliamo quindi, ancora, di masturbazione.
Gli studi di tali Kinsey e Hite, solo a livello statistico, rilevano solo le metodologie di questa pratica, non affrontandone la diffusione.
 
Spruzzi d'acqua dal telefono della doccia, sfregamenti con cuscini, ausilio di oggetti tecnologici,  inserimento di oggetti come candele, bottigliette, palline metalliche o cetrioli (in ogni paese c'è la leggenda del Wurstel e noi non ce la siamo fatta mancare) per finire con peni di ghiaccio (o più reperibili ghiaccioli tipo Calippo), spazzolini elettrici e (questo è il mio preferito) il piede di coniglio...
 
Come già detto per l'uomo, non ci interesseremo delle metodologie.
Abbiamo fatto un breve elenco solo perchè alcune pratiche ci sembravano simpatiche e originali.
Vogliamo invece parlare della diffusione del fenomeno.
 
Nella mia misera carriera non ho MAI sentito una donna ammettere di essersi masturbata.
MAI.
 
Certo non sono il marchese De Sade nè Charles Bukowski, la mia vita è molto più modesta e meno avventurosa.
Ma non aver mai sentito di una donna che, anche solo una volta nella sua vita, magari per sbaglio (come è solito dire un mio amico che scarica "per sbaglio" 2 o 3 giga di filmati porno al giorno), si sia procurata piacere da solo, mi sembra assai strano.
 
Strano soprattutto perchè, essendo il restante 50% della popolazione mondiale (circa e parlo degli uomini) molto attaccato all'argomento, un divario così grande mi sembra assurdo. 
 
Chiedo quindi a voi, lettori e lettrici attente, che mi diate una mano in questo studio.
Se avete notizia di un'amica (è sempre così) che pratica, se una volta vi hanno fatto un'ammissione o se, leoni per un giorno, volete portare la vostra esperienza personale, rispondete al sondaggio.
Rimarrete nell'anonimato per garantire una certa privacy.
 
Per invogliarvi e sciogliere il ghiaccio, parto io:
 
IO MI MASTURBO
 
cazz.... ho sbagliato sondaggio!!
postato da: taxxo alle ore 12:35 | link | commenti (8)
categorie: sondaggi

I Pirati di Gatteo a Mare

pirata
Solito ufficio.
ore 18.45.
 
E' già da mezz'ora che cazzeggio aspettando il momento buono per dileguarmi senza danni: una telefonata, una capatina al bagno, un caffè alla macchinetta.... ma oggi non c'è verso di distrarre il CAPO. Neppure un diversivo...
Ho mille remore perchè TUTTE le volte, TUTTI i giorni, in OGNI occasione in cui sei pronto a dileguarti e vivere la tua vita là fuori, nel mondo, vieni braccato sulla porta con una valanga di chiacchiere. Una VALANGA!
 
DRIIIN
 
Squilla il telefonino del CAPO.
I miei nervi sono tesi come quelli di un centometrista che aspetta lo sparo dello starter.
In pochissimi millesimi di secondo (forse mi avrebbero squalificato in una gara ufficiale), spengo il PC, raccatto la mia roba, scosto la sedia e mi fiondo alla porta...
 
"... ti posso richiamare tra un po' che saluto il ragazzo?"
 
L'ufficio è un "acquario" con tutte le pareti vetrate. Non si muove foglia che lui non veda.
Anche questa volta mi ha inculato.
Ma nel culo non ci finisce per caso, lo so.
 
Mi affaccio al suo ufficio mentre sta agganciando il telefono.
 
"Ciao, io vado... ci vediamo domat..."
"Solo una cosa. Mi fai vedere come si cerca su internet?"
 
Sospirone da rassegnazione. Sole le sette meno un quarto. Considerando che vorrà usare lui il mouse (del quale ancora misconosce l'utilizzo) e che è peggio dei bambini (clicca ovunque e mai dove dovrebbe), prima delle otto non abbiamo neppure capito cosa cerca in realtà.
Vecchio copione.
 
"Cosa cerchi?"
"Volevo trovare una serigrafia per far fare le lettere del nome della barca..."
"In zona o preferisci giù al mare?
"Va bene anche in zona.... ma mi fai vedere come fai? - casomai mi faccio due appunti"
 
Altro vecchio copione.
Di appunti su internet, word, excell, nero, autocad, outlook, .... ne ha quaderni su quaderni pieni!
Il problema è che lui è ancora fermo a:
"devo dare un clik o due clik?"
So già come andrà a finire e, in un momento di distrazione, gli rubo il mouse e in due secondi sono sulla pagina con gli indirizzi che cercava.
Rimane basito.
Rinuncia agli appunti.
Uno a zero per me fuori casa.
Ma la palla è già tornata a centrocampo.
 
"Quindi se chiamo.... si, ma adesso è già tardi. Chiamo domani!"
"Ok, allora..." ero già pronto con un nuovo tentativo di fuga.
"..hai visto questo?" e tira fuori un quadernone legato con un elastico. Il quadernone con gli appunti sulla barca...
 
Se avevo qualche speranza, sono crollate in un istante.
Inizia a sfogliare, rigirare, cercare.
Sono cose che ho già visto almeno un migliaio di volte.
Almeno.
 
"Vedi, vedi, vedi..." ad ogni foglio. E' il suo intercalare preferito. Ma anche il più irritante.
"Per regolamento le scritte le metti a prua sinistra e poppa destra, poi ci vuole la targa. Non parliamo dei colori..."
Ecco bravo, non parliamone.
".. giallo, arancio, rosso e nero.. la barca è proprio complessa!"
Io, sorriso di circostanza e testa che annuisce, come quei bambolotti con gli occhi basculanti...
 
"..sai quanti accorgimenti tecnici ci sono? quante finezze che uno considererebbe inutili ma che hanno la loro logica?..."
Continuo ad annuire...
"..facciamo l'esempio degli strozza-scotte... o del carrello della randa!"
NOOOOOOOOO
Siamo già sull'uno pari ed è una partita che non vincerò mai!
 
Premetto che il nostro ufficio si occupa di servizi per l'edilizia.
Cosa cazzo me ne frega della tua merda di barca?
 
"... c'è una barra ad omega (e cerca un foglio per fare uno schizzo) che trattiene una barra a "T"... poi ci sono dei cuscinetti. Ma sono tanti...."
Mi chiudo in me stesso.
Continuo i movimenti del capo e protraggo la paresi al sorriso ma, mentalmente, vagolo nei cazzi miei.
Lo faccio spesso con lui.
Troppo.
 
"... i cuscinetti costano troppo, così abbiamo preso i proiettili per le pistole ad aria compressa, poi..."
La valanga continua indisturbata il suo cammino.
Forse dovrei dire a mio padre di imbiancare anche la cantina.
Chissà se è arrivata quella lettera che aspettavo.
Stasera sono proprio stanco, me ne starò a casa a guardare un film... cazzo è vero, devo andare da Luca!
La valanga continua indisturbata il suo cammino.
 
"... solo che se non stai attento, quando cazzi o molli, rischi di rimetterci un dito. Così sono sempre in tensione quando ho un uomo inesperto a prua, ma anche a ...."
"ci credo..." ogni tanto mi inserisco senza crederci troppo. Anche perchè lui si illude di parlare con Cino Ricci, ma io non distinguo neppure la vela dal motore (per dire).
"... e quando sono nel pozzetto e sta timonando un altro, ho sempre i brividi. Un buon equipaggio è fatto di 5 persone esperte ed affiatate. Per tirare al massimo ce ne vogliono 7... timone, prua, randa, pozzetto, .... "
Non so di cosa stiamo parlando.
 
".. quando ho finito i lavori (mancano gli winch, qualche accorgimento alle volanti, il tambuccio e i bozzelli) vieni giù che ti do qualche lezione...."
Mi sveglio.
Questa è la parte che preferisco.
Sono sette anni che lo dice ma mai una volta che me lo abbia chiesto veramente (sciogliendomi l'imbarazzo di rifiutare sistematicamente, per l'amor di dio)
E' un po' come quando Auro Bulbarelli e Davide Cassani parlano dell'alimentazione dei ciclisti prima di un tappone di montagna.
Sono vent'anni che sento le solite cose: pasta con la marmellata, prosciutto crudo, le fette biscottate....
Poi salta fuori che sono tutti drogati. Altro che maccheroni alle prugne!
 
"..adesso avrei posto anche a casa. Ma se ti prendi il sacco a pelo, che è l'ideale, non hai nessun problema a dormire in coperta.."
"..e per la doccia?" chiedo con un unico scopo.
"..c'è tutto. Ti prendi lo zainetto, l'accappatoio e le tue GIABATTINE..."
Mitico, volevo solo sentire quella parola...
 
Ormai è buio.
Sono le otto e dieci.
Non demorde. Fosse per lui ne parlerebbe ancora per ore.
Io, se dovessi fare un riassunto seduta stante, non saprei cosa scrivere.
 
"... la barca è una gran bella cosa... tanto quì cosa fai il sabato? se vieni giù ...."
Ormai sono sfinito anche ad annuire.
 
DRIIN
Suona il cellulare del capo.
Questo è il triplice fischio definitivo...
 
Mi ha umiliato per 7 a 1.
E dire che ero partito benino...
postato da: taxxo alle ore 10:35 | link | commenti (1)
categorie: lavoro
lunedì, 28 agosto 2006

Vi sconsiglio l'Indonesia...

Pagoda
Sono forse cose un po' trite e ritrite, ma sempre simpatiche.
A volte non ci rendiamo conto di quanto abbiamo rischiato durante le nostre vacanze spensierate.
Di seguito una serie di leggi e regolamenti VIGENTI in alcune nazioni del mondo.
Ho selezionato solamente quelle a sfondo sessuale essendoci, tra il mio pubblico più affezionato, un'ampia percentuale di Turisti a "tema".
Mi sa proprio che il prossimo anno andrò in GUAM...
In Inghilterra, come al solito molto puritana, è vietato circolare col topless in pubblico. Ma, ecco la solita eccezione, possono farlo le commesse di negozi che trattano pesci tropicali. Il motivo non è lecito saperlo.

In Giordania la legge più interessante. E riguarda il sesso: una coppia di sposi deve concedersi un rapporto sessuale almeno una volta ogni 4 mesi. Almeno.

In Libano gli uomini possono per legge avere rapporti sessuali con animali, purché si tratti di femmine. Avere rapporti sessuali con un animale maschio e un reato punibile con la morte.

Nel Bahrain, la legge consente a un medico di sesso maschile di fare una visita ginecologica a una donna, ma non di guardare direttamente i suoi genitali. Può soltanto vederli riflessi in uno specchio.

Ai musulmani è proibito guardare i genitali di un cadavere, e questo vale anche per gli impresari di pompe funebri; gli organi sessuali dei defunti devono sempre restare coperti da un mattone o un pezzo di legno per tutto il tempo. (Un mattone?)

In Indonesia la masturbazione viene punita col taglio della testa.

A Guam ci sono uomini il cui lavoro a tempo pieno consiste nel girare per le campagne e deflorare giovani vergini che pagano per il privilegio di stare con un uomo per la prima volta...
Il motivo: La legge dell'isola stabilisce a chiare lettere che una donna vergine non può sposarsi. (Pensiamoci un attimo: esiste in qualche altra parte del mondo un lavoro anche lontanamente simile a questo?)

A Hong Kong, una moglie tradita può uccidere il marito adultero, la legge glielo consente; ma può farlo solo a mani nude. Mentre può uccidere come più le aggrada l'amante del marito. (Ah! La Giustizia!)

A Cali, in Colombia, una donna può avere rapporti sessuali soltanto col marito, e la prima volta che ciò accade, nella stanza deve essere presente anche la madre di lei. (La sola idea fa venire i brividi.)

A Santa Cruz, in Bolivia, un uomo non può avere rapporti sessuali con una donna e con la figlia di lei contemporaneamente.

E adesso i mitici USA:

In ARIZONA:
È proibito fare sesso in una macchina che abbia una gomma a terra (25 dollari di multa).
Se si fa sesso su una macchina con una gomma sgonfia e in movimento la multa sale a 50 dollari
(e aumenta di volta in volta).

In NEW MEXICO:
È legale fare sesso in macchina durante la pausa lavorativa, ma solo con le tendine tirate.
Le donne sono obbligate ad avere viso e gambe perfettamente depilate.

In NEVADA:
Gli uomini con i baffi non possono baciare una donna.
Se un uomo picchia la moglie può essere legato ad un palo per otto ore con attaccato un cartello con scritto Wife Beater (picchiatore di moglie).

Nello UTAH:
Ogni uomo è responsabile di qualsiasi crimine commesso dalla moglie in sua presenza.
È illegale per una donna fare sesso su un'ambulanza in corsa.
Se viene sorpresa nell'atto, il nome della donna dev'essere pubblicato sui giornali.
Quello dell'uomo dev'essere invece tenuto nascosto.

In IDAHO:
I poliziotti non possono avvicinarsi alle macchine e bussare al finestrino se si sospetta che all'interno si sta consumando un rapporto sessuale: devono fermarsi ad una certa distanza, suonare il clacson tre volte ed aspettare due minuti prima di procedere al controllo.

In WYOMING:
È proibito fare sesso in piedi se ci si trova nella CELLA FRIGORIFERA di un negozio.

In MONTANA:
È proibito compiere atti sessuali davanti a casa altrui dopo il tramonto e completamente nudi.

In OREGON:
Il marito non può bestemmiare mentre fa l'amore con sua moglie.

In TEXAS:
È illegale per una MINORENNE che sia DIVORZIATA parlare di sesso a scuola.
È legale che una gallina faccia sesso con un essere umano ma solo se questi è PASSIVO.

In LOUISIANA:
Se si acquista un letto è proibito provarlo prima facendo attività sessuale in pubblico.

In ILLINOIS:
È illegale spogliarsi completamente durante il giorno anche se si sta facendo il bagno.
È proibito fare l'amore mentre si pesca o si caccia nel giorno del matrimonio.
Le donne che pesano oltre 90 kg non possono andare a cavallo o in bicicletta indossando pantaloncini corti.

In MISSOURI:
Alle donne è proibito indossare bustini poiché "il diritto di ammirare il curvilineo corpo snello di una giovane donna non dovrebbe essere negato al normale, sanguigno uomo americano" .

In ARKANSAS:
Un uomo può picchiare la moglie ma non più di una volta al mese.

In TENNESSEE:
Una donna che commette qualsiasi tipo di sesso su di un uomo al volante è punibile con 30 giorni di galera.

In SOUTH DAKOTA:
Tutti gli alberghi devono predisporre letti gemelli separati da almeno due piedi.
È illegale fare sesso sul pavimento tra i due letti.

In MINNESOTA:
Nessun uomo può fare l'amore con la moglie se ha mangiato aglio, cipolle o sardine, a meno che non si sia lavato i denti prima.

In WISCONSIN:
Le donne che hanno compiuto 21 anni non sono tenute a dichiarare l'età: sui documenti possono adoperare un codice alfabetico: A per le donne da 20 a 29 anni, B da 30 a 39, e così via.
(però non è niente male come idea: donna di serie A, poi di serie B ecc... da proporre anche in Italia!)
È illegale per un uomo estrarre la pistola nel momento in cui la moglie sta avendo un orgasmo.

In NEBRASKA:
Gli albergatori devono fornire ad ogni ospite una camicia da notte pulita di cotone.
Gli ospiti non possono fare l'amore se non indossano la camicia da notte.
Gli uomini non possono depilarsi il torace.

In IOWA:
Dopo un rapporto sessuale un uomo non può bere più di tre boccali di birra a letto.
È illegale fare l'occhiolino a una donna sconosciuta.
È vietato far durare un bacio più di 5 minuti, però ci si può baciare per quante volte si vuole.

Nel NEW JERSEY:
Se una coppia fa suonare il clacson mentre sta facendo l'amore in macchina può essere condannata ad un anno di carcere.

Nel DELAWARE:
Un minorenne deve informare i genitori se ha avuto PENSIERI di tipo sessuale.

In VIRGINIA:
Le donne non possono uscire di casa senza indossare il corsetto.
È vietato fare sesso mentre si sta guidando un SIDECAR.
È consentito avere rapporti sessuali con i porcospini o con altri animali purché non superino i 20 chili di peso.

In NORTH CAROLINA:
È vietato scopare al di fuori del matrimonio.

In SOUTH CAROLINA:
È vietato picchiare la moglie negli uffici pubblici.

In PENNSYLVANIA:
Alle donne è proibito fare sesso con i camionisti all'interno delle cabine dell'autostrada.
È proibito che in una stessa casa abitino più di 16 donne, poiché si può sospettare che sia un BORDELLO,
mentre è consentito che nella stessa abitazione vivano fino a 120 uomini.

Nella città di WASHINGTON:
Il sesso orale e il sesso anale sono considerati illegali.

Nel MAINE:
Ai taxisti è proibito farsi pagare in natura da passeggeri di ritorno da discoteche, pub o luoghi pubblici.

Nel VERMONT:
Le donne possono portare la dentiera solo col permesso del marito.

In MASSACHUSETTS:
Ai taxisti è vietato fare sesso mentre guidano.

In ALABAMA:
Un uomo può picchiare la moglie purché lo faccia con un bastone MENO SPESSO DI UN DITO.

In OHIO:
Alle donne è vietato indossare in pubblico scarpe di vernice lucida
per evitare che si RIFLETTANO LE MUTANDE e distraggano i passanti.
È vietato alle donne spogliarsi davanti alla FOTOGRAFIA di un uomo.

In FLORIDA:
È vietato avere rapporti sessuali con i PORCOSPINI.

In MICHIGAN:
È vietato fare sesso in macchina a meno che non si sia nel proprio cortile.
È vietato baciare la moglie di domenica.

Nel KENTUCKY:
È vietato alle donne camminare per strada in costume da bagno
se non sono SCORTATE DA ALMENO DUE POLIZIOTTI o non abbiano con sé un BASTONE,
ma la legge non vale per le donne che pesano più di 99 CHILI.

A LOS ANGELES:
Un uomo può picchiare la moglie con una cintura di pelle, che non superi però i due pollici di larghezza, a meno che la moglie non consenta ad essere picchiata con una cintura più grossa.
È consentito cantare una serenata ad una donna solo se si ha la licenza per farlo.
Agli animali è proibito accoppiarsi in pubblico nel raggio di 1500 piedi da una scuola o da un luogo di culto.

A SAN FRANCISCO:
È proibito praticare e ricevere sesso orale.

A HERMOSA BEACH i bagni pubblici devono essere dotati di carta igienica.
È vietato a chiunque, uomo o donna, mostrare il culo nei giardini, così come versare sale sulle autostrade.

A PASADENA non è consentito alle segretarie di rimanere da sole col loro principale.

postato da: taxxo alle ore 17:08 | link | commenti (1)
categorie: various
mercoledì, 23 agosto 2006

Lo Jeti metropolitano

yeti
Ogni comunità che si rispetti ha il suo Jeti.
 
Nel mio paesello c'è lo Jeti metropolitano.
 
Aspetto fisico
Quasi fosse uno stereotipo, lo Jeti è trasandato, sciatto, incurante.
Si lascia crescere la barba fino a doverla annodare per non pestarla ed è impossibile vederlo rasato.
 
Il suo fisico subisce la "legge della fisarmonica": imbolsisce d'inverno gonfiandosi come un rospo poi, a seguito di estenuanti attività fisiche (al limite dell'umano - ma di umano, lo Jeti, ha ben poco), rientra nel peso forma.
Purtroppo questo stress fisico gli causa terribili mal di schiena e, in alcuni casi, si arriva all'ernia.
 
Lo Jeti è ciecato. Non perchè è molto istruito e legge molto. Non perchè ha un'attività prevalentemente notturna. Non perchè è dotato di ultrasuoni come i pipistrelli.
Lo Jeti è ciecato perchè.... vedi apposita sezione: La fase riproduttiva.
 
Lo Jeti non puzza, ma si lava solo se è indispensabile ad una temporanea convivenza con altri esseri.
 
Lo Jeti dorme, ma i suoi ritmi animaleschi gli impongono ritirate all'imbrunire e risvegli all'alba. Imporobabile trovarlo in giro dopo il tramonto. Impossibile trovarlo attivo a notte fonda. Al risveglio è solito spalancare la porta di casa, anche se ancora in mutande, per verificare che il mondo non si sia fermato... gli antropologi stanno ancora studiando questo strano fenomeno.
 
Lo Jeti si nutre solo di gelati e merendine. Non ama la carne, le verdure che non siano le patate, il minestrone e le cucine esotiche.
Stranamente non è cacciatore, pastore od ornitologo... se il frigo si svuota, non conosce i principi per i quali si torni a riempire. Per lui è magia e tiene sempre accesa una candela votiva a fianco del divino elettrodomestico, che venera come un Dio.
 
Lo Jeti, essendo originario delle montagne fredde del Nepal, è sempre più svestito che vestito. Che sia estate o inverno non conosce la presenza di maglioni, pantaloni lunghi, guanti e giacche a vento. Forse per sentirsi più vicino alla natura, forse perchè suda come nessun altro, forse perchè è imposto dalla sua religione, il massimo che si concede è una T-shirt e un paio di pantaloncini con le tasche. Quando proprio non resiste alle temperature polari di alcune stagioni, si concede un "Plastic Jacket" dei 49ers (nota squadra di San Francisco) o incrocia le braccia e friziona.
Ovviamente, se gli farete notare che ha delle stallattiti di ghiaccio che gli pendono dalla barba, vi apostroferà che "..ad aver freddo sono solo gli sfigati..".
 
Quando lo Jeti è invitato in luoghi che richiedono un abbigliamento più consono, per lui iniziano i problemi. Per questo diventa sorprendentemente melenso nei confronti delle persone che indossano la sua stessa taglia. La regola è quella del "prestito a lunghissima scadenza". Si parte dalle scarpe, si passa ai pantaloni lunghi per arrivare alle camicie, oggetto del mistero. Appare sempre più ingessato del dovuto ma, da uno che si copre con abiti leggeri solo per pudicità e buon costume, non pretendiamo certo la scioltezza di uno avvezzo.
Non chiedetegli indietro quello che gli avete prestato. Conosco persone che lo hanno fatto e sono stati maledetti da un terribile anatema. Adesso fanno i nanetti da giardino nella sua tenuta di campagna.
 
Caratteristiche psicologiche e attitudini
E' stranamente intelligente.
Riesce in molti campi, dalle scienze meccaniche alla tecnologia della bicicletta, ma il suo vero settore di affermazione è la matematica. Incredibile a credersi ma sarebbe in grado di indicare a prima vista il numero dei fiammiferi rimasti in una scatola dopo che buona parte è cascata a terra.
 
Lo Jeti è socievole solo se ne ha voglia e la voglia è proporzionale all'allontanamento dalla sua grotta natia. Più si allontana da casa e più si spegne l'entusiasmo per la convivenza e le attività sociali come il dialogo e la collaborazione.
Viaggiando con lui potreste accorgervi della sua presenza solamente dal rumore del russare.
 
Lo Jeti vive sbattendosene dei rigidi regolamenti imposti dalle comunità come le Nazioni, i Comuni, o semplicemente i condomini. I suoi documenti sono sempre scaduti o li smarrisce poche settimane dopo che lo obbligano a farli. E' sprezzante delle norme e se ne infischia dell'autorità che osserva sempre con fare scanzonato e irridente.
 
Il nostro Jeti, sebbene si fregi dell'appellativo di Metropolitano, ha scarsissimo senso dell'orientamento all'interno delle grandi città. Potrebbe obbligarti, con fare sicuro, a raggiungere a piedi un posto che si trova nella direzione opposta al senso di marcia che indica. Alle volte, nel fare questo, farcisce le sue argomentazioni con ".. tagliamo da questa parte che è una scorciatoia.." anche se in quel posto non c'è mai stato e, comunque, improvvisando senza cognizione di causa se non per la propria volontà di farsi un giretto.
 
Lo Jeti, sebbene tutto, è buonista e cerca sempre il lato migliore delle cose. Non ama le risse, evita le offese (sia verbali che fisiche) ed è molto diplomatico. A volte irrita questo suo atteggiamento da "non schierato" ma, evitando di prendere posizioni nette e decise, riesce a mantenersi ai bordi della società facendo sempre quello che vuole.
E' aggressivo solo se gli rubate il gelato o se crede di essere "scippato" di una libertà personale.
 
Lo Jeti ha scarsa cultura musicale e si fissa su alcuni autori per lunghissimi periodi. Il continuo ascolto delle stesse nenie lo ipnotizza e lo immerge sempre più verso l'attività che preferisce in assoluto: l'ozio!
 
Lo Jeti si occupa anche di letteratura ma, visti i gravi problemi alla vista, riesce a leggere solamente se i caratteri sono stampati su carta rosa. Altrimenti, e questa è un'ulteriore stranezza, se gli argomenti trattati riguardano le mirabolanti avventure di atleti (foss'anche campioni di Bridge o Quattro-cantoni) del presente e del passato.
 
Lo Jeti non è tirchio. Lui è "molto opulato" nelle spese. Non si comprende a cosa gli serva tutto questo accumulo di denaro non avendo vizi, non avendo hobby, non cenando mai fuori casa e vestendosi quasi di nulla. Potrebbe parlarvi per mesi di cambiare il computer o di comprare quella tal cosa per poi non decidersi mai a farlo perchè aspetta "..dopo Natale che i prezzi sono più bassi..".
Ultimamente, però, se riesci ad entrare nelle sue grazie, potrebbe offrirti una pizza margherita, ma la bevanda la porti tu da casa.
 
L'habitat naturale
Caratteristica principale dello Jeti è l'accumulo di Garage. Lui deve avere, forse per istinto primordiale, almeno una decina di posti auto coperti o cantine. In questi luoghi riuscirebbe a sopravvivere ad un attacco termonucleare, un'inondazione, l'invasione delle cavallette o ad una tremenda carestia. Uniche cose che non debbono assolutamente mancare sono: un centinaio di biciclette scassate, la collezione di lattine in bella vista nella vetrinetta, un migliaio di palloni ed una enorme parete piena di attrezzi per il fai-da-te.
Sfondando pareti, creando buchi, nidi, anfratti genera una specie di tana di cui solo lui conosce estensione e complessità. Se vi doveste perdere nei suoi Garage e nelle sue fetide cantine potete iniziare a recitare le vostre preghiere: nessuno ne è mai uscito vivo!
 
Essendo, però, il principe dell'ambiguità, adora tanto gli spazi chiusi e solitari quanto quelli aperti e avventurosi.
Un giorno l'ho accompagnato al parco. Quando ha visto i prati e gli alberi si è illuminato e ha iniziato a scodinzolare.
Gli ho tolto la museruola e il guinzaglio ed è partito a scheggia, correndo come un matto, la lingua penzoloni ai lati della bocca e senza una meta precisa.
Una settimana fa è tornato, da solo, a casa.
Aveva una pernice incastrata tra i denti: forse nella foga e nella velocità gli ha tagliato la strada e se l'è spiaccicata in quella sorta di radiatore che ha in bocca.
Tutto eccitato mi ha raccontato dei suoi incontri con un Eliocorno, con il nano alla fine dell'arcobaleno, di quando se l'è vista brutta dovendo risalire il Nilo a nuoto, quando ha lottato con un coccodrillo alle porte di Babilonia..... come non credergli!
Ha la "sindrome del pizzaiolo", è solito condire tutto quello che dice. Ma alla fine non fa male a nessuno.
 
La fase riproduttiva
L'unico difetto di fabbricazione dello Jeti è dovuto alla costante perdita di diottrie, proporzionale solamente al numero di pugnette che si fa giornalmente.
Le ha provate tutte: occhiali nuovi, lenti graduate, lenti a contatto, lenti colorate, esercizi per la vista (tutto questo perchè di diminuire il numero delle seghe non se ne parla) ma non c'è stato verso di risolvere il problema.
Ed è solo in questo che consiste la sua fase riproduttiva.
Non che non piaccia alle donne, ma non ha abbastanza voglia e tempo per occuparsi dei loro capricci. Per questo ha optato per fare tutto da solo...
E si trova abbastanza bene.
Un giorno mi ha detto che se n'è innamorato!
postato da: taxxo alle ore 16:34 | link | commenti
categorie: personaggi
martedì, 22 agosto 2006

Divertito o riposato?

SPIAGGIA
".. in FERIE ci vanno operai e impiegati.... io vado in VACANZA!!.."
dal decalogo del CAPO
 
Proprio ieri sono rientrato dalle FERIE.
Ho passato due settimane a casa a schivare impegni, dribblare responsabilità e a nuotare nell'ozio e nel riposo.
Mi sentivo proprio rilassato e spensierato.
Ma ritornare alla routine quotidiana mi deprime tutte le volte.
 
Con la puntualità che contraddistingue solamente la prima settimana di rientro, mi dirigo verso l'ufficio con il timore del solito interrogatorio:
 
"Allora come è andata? Dove sei stato? Quando sei rientrato? Quanti eravate? un fiorino!!!"
 
.. e la mente elabora mille ipotesi per tagliar corto e non contraddirsi.
Purtroppo un: ".. alla fine sono rimasto a casa, volevo riposarmi!" non sarebbe accettato.
Solo debosciati e checche, secondo l'illustre pensiero del negriero CAPO, passano le vacanze riposando.
Con questa premessa mi ero inventato, alla richiesta del periodo di ferie, una frettolosa partenza per un'ignota località compresa tra l'Artide e l'Antartide e un rientro dell'ultimo minuto con un charter su misura.
Fatto sta che, rimanendo così nel vago, prima o poi l'interrogatorio arriva e se sei impreparato fai una gran figura di merda...
 
Mentre penso a come descrivere il Perù (dove non sono mai stato), Machu Picchu e la dinastia Maya, arrivo davanti alla porta dell'ufficio: chiusa sprangata, un dito di polvere sulla maniglia, nessun segno di vita nel raggio di chilometri.
 
Tiro un sospiro di sollievo, sono solo!
Entro, controllo la posta, accendo i computer, apro tutte le finestre per cambiare aria.
 
Poi vado nell'ufficio del CAPO per spalancare anche la sua finestra.
Solito caos ma il computer è già acceso.
Un rotolo di carta igienica è sulla scrivania.
La sedia è ribaltata a terra.
 
Non ci vuole Derrik per scoprire cosa è successo, ma cerco un'altra conferma.
Pochi click di mouse e il quadro è completo.
In questa stanza si è consumata una efferata aggressione. E sono pronto a spiegarvi come è andata.
 
Cinque loschi soggetti (uno basso e tozzo, uno lungo e magro, uno piccolino e due di media corporatura) si sono "stretti a pugno" (tipico della criminalità organizzata di questo genere) e hanno aggredito, con ripetute ed abili percosse, un povero innocente.
La descrizione della vittima è sommaria ma abbastanza comune: altezza e volume variabili, calvizie, reattivo alle provocazioni ma inerme e indifeso.
Dopo l'aggressione, la cui durata è stata variabile a seconda della resistenza della vittima, sono state cancellate le prove con alcuni strappi di carta igienica (altre organizzazioni usano calzini o magliette, altre ancora colpiscono direttamente nella doccia o nella vasca).
Potrei verificare nel cestino della spazzatura, ma non credo di aver bisogno di altre prove.
La particolarità dell'aggressione, però, è che è stata la stessa vittima a richiedere questa sorta di "punizione" corporale.
Forse shoccata da alcune immagini catturate "casualmente" via internet, la vittima si è sentita così in colpa da desiderare di essere ripetutamente maltrattata.
E il "cinque contro uno" dell'organizzazione criminale, sempre volonteroso e presente, non ha tardato a colpire...
Credo che, sebbene tutto,  non ci saranno denuncie o convocazioni delle forze dell'ordine.
Mi faccio una risatina (solamente per l'abilità con cui ho risolto il caso), apro la finestra e torno nel mio ufficio.
 
DRIIIIIN
Suona il telefono. E' il capo.
"... Sono all'incrocio, tra due minuti arrivo!"
Arriverà solo due ore dopo... il solito furbino.
 
Nessuna domanda sulle ferie, lui sa che ho scoperto il suo segreto!
Sarebbe troppo imbarazzante spiegare certe cose e sinceramente non le voglio neppure sapere!
Ho evitato l'interrogatorio e passato una giornata a ridacchiare...
Non male come inizio!
 
Se nelle vacanze mi sono decisamente riposato, ieri mi sono proprio divertito!
postato da: taxxo alle ore 11:08 | link | commenti
categorie: lavoro
giovedì, 03 agosto 2006

Uomini e donne...

uomini e donne
Roba vecchia per i più, ma inedita per il mio fan numero 1
VAI TOTO....
Sonia era unica: amava l'oriente e la filosofia indiana.
Mi stimolava i CHAKRA per risvegliare la KUNDALINI. Ore ed ore di mediatazione, nudi a metri di distanza, attendendo il FLUIDO giusto.
Effluvi di essenze esotiche ed incensi aromatici ci invadevano le narici. Obbligatorio era tenere gli occhi chiusi tendando di svuotare la mente da ogni pensiero, tenue o peccaminoso che fosse. Musiche estatiche e New Age accompagnavano il rito.
Non so Sting, ma io non mi divertivo per niente.
 
"Oggi sarà il primo giorno del resto della nostra vita..." annunciai a Smeralda, sulla soglia del NOSTRO appartamento, dopo sette anni di fidanzamento.
Era stato sempre tutto meraviglioso: mai un litigio, mai un ripensamento, mai un tradimento. Eravamo fatti gli uni per gli altri. Così facemmo il grande passo.
Ci guardavamo ancora negli occhi e ci abbandonavamo a profondi sospiri. Le pareti del nuovo nido d'amore trasudavano complicità e tenerezza.
Niente mi lasciava presagire che sarebbe finito.
Aveva conosciuto un tizio in palestra, uno che ci sapeva fare con bilanceri e spinning. Le aveva insegnato una nuova tecnica di stretching.
Sono tornato a vivere con l'unica donna che mi amerà per sempre: la mamma!
  
Simona la incontrai al cinema. Non era un intellettuale raffinata, ma amava le storie romantiche.
Le pagavo la sala, il pop-corn e la coca piccola. Sarà successo decine di volte.
Poi mi sono dichiarato.
Da quel giorno non l'ho più sentita, mi evitava per strada e non rispondeva più alle telefonate.
Dopo sei mesi mi arriva un SMS: "..ho visto un film e ho pensato a te...".
Sapevo che adesso era FELICEMENTE fidanzata con un uomo che NON la portava al cinema.
Rispondo per cortesia e curiosità.
La cosa va avanti a messaggi per un po' così mi butto ancora " Vuoi uscire con me?".
Ne ero ancora innamorato.
"Certo, ma lo sai che sono FELICEMENTE fidanzata?"
Rispondo che sarà per un'altra volta, in fondo, sono troppo cervellotico, chissà cosa mi credevo.
Ho saputo che ancora oggi, dopo più di un anno, è ancora FELICEMENTE fidanzata con quell'uomo che NON la porta al cinema e NEPPURE al ristorante; ma ho anche saputo che non disdegna di uscire con tutti quelli che le dichiarano il loro interesse!
E lei è sempre FELICE!

Sandra era schiava del sesso. I raffinati le chiamano ninfomani. Una biscia tra le lenzuola e una "tigre del ribaltabile" in auto.
Non mi ci volle molto a capire quello che cercava in un uomo: igiene, dimensione e durata. Di tutto il resto non le interessava molto, anzi, nulla.
Ci appartavamo in camporella o in isolatissime pensioncine sui colli ed erano ore di svago totale. Avevo persino disdetto l'abbonamento alla palestra.
Ma oltre ad una voglia estrema e imprevedibile, aveva il caratteristico "orgasmo parlato". A dire il vero, qualsiasi fosse la pratica sessuale, dalla più soft alla più estrema, si trasformava in una scimmia urlatrice della Birmania. Con questi soggetti non sai mai se sei bravo davvero o se ti prendono per il culo.
Una volta si era persino fatta legare al lampadario e, ammetto, non ci facevamo mancare nulla di quello che gli antichi indiani avevano scritto nel loro Kamasutra. Anche le cose più complicate.
Un giorno si è stufata: "..sono una ragazza dolce, sensibile, quasi timida..." a sentire mi scappava da ridere, non mi corrispondeva la descrizione con la cagna selvaggia che si faceva infilzare in ogni dove "..e tu non mi fai sentire donna...mai un complimento,....!!" la fermai subito, mi era bastato. Non volevo morire soffocato dalle risate!
 
Vado in giro, come canticchiava il grande Toto, con l'autoradio nella mano destra e ho il canarino appeso fuori dalla finestra. Sono un italiano vero. In quanto tale ammalio, con il mio fascino, le straniere.
Samantha era svedese. L'ho conosciuta al mare e subito ci siamo piaciuti.
Lei parlava inglese. Io, oltre all'italiano, il linguaggio dei gesti. L'ho portata a vedere le stelle: le ho spiegato la cintura di Orione, la via lattea e le Pleiadi. Lei ha ricambiato avvicinandosi a me perchè aveva freddo, nella brezza notturna di Luglio inoltrato.
L'ho stretta e riscaldata con un abbraccio alle spalle. Le ho offerto un coktail. L'ho riaccompagnata a casa. Ci salutiamo.
Si protrae per un bacio ad occhi chiusi.
Prontamente schivo e "raddoppio" con due bacetti sulle guance.
Apre gli occhi, adesso delusi.
Fa ciao con la manina e richiude la porta.
Mi viene il dubbio che forse ci sarebbe stata. Ma in fondo non avevo ancora giocato la schedina, debbo muovermi... come tradire Toto. Sono un italiano Vero.
 
Ho sempre amato il silenzio e la solitudine. Preferisco le piante perchè non parlano. Odio le feste e le sagre. Lavoro da casa e non vedo mai nessuno.
Nessuno tranne SI.RI.A. SIstema di RIcevimento Amiche. L'ho inventato io. Sono un tipo molto fantasioso.
In pratica è un computer che, allacciato al mio corpo tramite vari sensori, comprende il mio stato d'animo e mi seleziona il profilo femminile più adatto per quello che voglio fare.
Ho tutto: maschere e guanti per la realtà virtuale, sensori e vibratori per le zone genitali, simulatori di odori e una vastissima cineteca dalla quale prelevare immagini e situazioni campione.
Questa sera ho un appuntamento. SI.RI.A. mi ha detto che siamo fatti gli uni per gli altri. Non sto più nella pelle. Mi preparo e mi vesto elegante. Lei mi aspetta già in sala da pranzo.
Indosso caschetto e guanti.
La intravedo e già capisco che sarà una gran bella serata.
SI.RI.A. ha preparato una cena favolosa.
Ci spostiamo davanti al caminetto per il dopocena.
Lei ha un odore meraviglioso e io provo un timido approccio.
RIsponde ai miei segnali con fare provocatorio.
Con una scusa la lascio un attimo e vado a infilarmi i sensovibratori genitali.
Quando torno non c'è più. A dire il vero attraverso il caschetto non vedo più nulla.
Lo tolgo e mi accorgo di quanto sia triste la realtà: stanza sporca, grigia e puzzolente.
Non va neppure la luce. Anche questa volta è scattato il differenziale dell'Enel!!
 
Con Anna fu tutto diverso.
All'epoca trafficavo nella finanza, nell'edilizia e nella Borsa. Giravo in Porche e vestivo in doppiopetto blu.
Non sono mai stato bello nè intelligente ma sono sempre stato assai furbo (o almeno del "furbetto" me lo davano gli altri). In quel periodo, però, mi ronzavano attorno un sacco di belle donne. Tra queste SCELSI Anna.
Alta, bionda teutonica, spigliata ed intelligente, tutto l'opposto di me, pandorino mediterraneo.
Mi ha detto che l'ho colpita con la mia generosità, simpatia e dolcezza. Come non credere a quegli occhioni azzurri.
Passavamo i giorni tra la mia casa di Capri e la baita di Saint Moritz, a far shopping tra Montecarlo e New York o in barca a vela a Portofino.
Non ho mai trascurato i miei affari, anzi, ma un giorno successe il fattaccio.
Io, ex odontotecnico squattrinato, divenuto miliardario in un batter di ciglia, sposato con una donna che mi AMA, arrestato per truffa!
Oggi il secondino mi ha portato le riviste che gli ho chiesto e mi ha detto che Anna era stata in televisione e aveva pianto per me!
Sulle copertine c'è solo lei: spendidi i seni al sole e il sorriso ritrovato dopo tanta sofferenza. Adesso è abbracciata ad un altro uomo.
Come sono felice nel vederla felice!!
 
Silvia studiava sienze politiche.
Eravamo molto diversi ma, forse per questo, molto simili.
Era di un'intelligenza unica: riusciva a studiare tutto il pomeriggio alternando "Centovetrine" e una sessione di smalto alle unghie dei piedi, alla lettura di un libro di Economia politica. Altre volte era riuscita a distinguere un sandalo D&G fuori stagione da una classica imitazione da bancarella. Aveva anche preso un 30, in emoglobina, nell'esame del sangue.
Eravamo molto diversi ma, forse per questo, molto simili.
Si parlava spesso di moda, creme, profumi, riviste e pettegolezzi. La mia vita era completa con tutte quelle informazioni di vitale importanza. Non passava giorno che non imparassi i tempi di cottura del Tofu o di quanto fosse importante un prodotto desalinizzante per la pelle dopo una nuotata in mare.
Eravamo molto diversi ma, forse per questo, molto simili.
Non mancavano di certo gli argomenti importanti: il papà non le dava mai gli stessi soldi che dava ai suoi fratelli e lei si sentiva sminuita e castrata nelle sue esigenze più impellenti. Aveva dovuto abbandonare l'idea di acquistare una maglietta di Lacoste in saldo solo perchè non aveva ricevuto la paghetta mensile.
Eravamo molto diversi ma, forse per questo, molto simili.
Le vacanze le pagavo sempre io per tutti e due. L'alternativa era starsene a casa. "te li ridò appena li ho... so quanto sia faticoso lavorare e mi sento una merda a farmi pagare le vacanze con il frutto dei tuoi sforzi!"
Eravamo molto diversi ma, forse per questo, molto simili.
Forse è vero, eravamo diversi ma anche simili, ma sono tre anni che aspetto i soldi!!
 
E' dura per tutti, anche per un Chat Master come me...
All'inizio ero timido e inesperto. Adesso, con quattro battute di tastiera, riesco ad avere il numero di qualsiasi donna.
Stefania l'ho conosciuta in appena dieci stringhe di messaggio.
E' alta, mora, procace, simpatica e dolce. Ho una sua foto in bichini con la fascia di campionessa di un concorso di bellezza.
La Stefy è una garanzia.
Ci siamo incontrati l'altra sera a metà strada tra la mia città e la sua. Ero già stato lì con altre ragazze e mi sono preso a cuore i preparativi.
Ho prenotato al "Gola seca Hotel" dal mio amico Gino che mi garantisce anonimato e privaci. La solita stanzetta isolata in fondo al corridoio.
Un ristorantino della zona dove si mangia tranquilli e leggeri. Un dopocena in un localino dove fare due chiacchiere e ascoltare uin po' di musica.
Alle tre avevo appuntamento in chat e mi ha confermato che arriverà con il treno delle sei.
Sono il solito sciupafemmine. Per riconoscerla subito, mi ha detto che indosserà un tubino rosso elasticizzato.
Sono eccitato a bestia. Mi rigiro la foto tra le mani immaginandomi come può essere dal vivo.
Sono in stazione.
Scende tutto il treno ma non la vedo.
Ho il cellulare scarico e non riesco a telefonarle.
Mi sento picchiettare sulla spalla.
"Aspettavi me?" mi chiede una voce cavernosa.
Mi giro: un energumeno con il pelo sulle spalle, sul petto, sulle braccia e sulle gambe meno che in testa vestito con un alucinante tubino rosso. Una bozzetta sporge sul davanti del vestitino.
E' Stefy, in verità Franco, che si scusa per aver postato la foto di un'amica del circolo lesbo.
Non sono uno stronzo, ci vado a bere una birra.
Ci salutiamo proprio davanti all'ingresso dell'Hotel di Gino... forse, per un po', sarà meglio non farsi vedere in giro.
 
Susy è l'amica di una mia amica.
Non è quello che si definisce una bella ragazza. Se la dovessi descrivere direi che ha dei bei capelli... poi non saprei. Sono un po' alla frutta e me la faccio andare bene ugualmente. Ci presentano ad una festa. Io sono il padrone di casa.
Tutta sera cerco un contatto, le faccio un sacco di domande, le parlo di me e chiedo di lei.
La faccio ballare, le presento i miei amici e cerco di metterla a suo agio.
Non capisco se si diverte ma neppure se ha ascoltato quello che le ho detto.
Le faccio complimenti, le racconto le mie paure e le mie ansie. Le illustro i miei progetti.
Indosso la maglietta con scritto BENVENUTI e mi pongo a zerbino, perchè lei mi possa calpestare pulendosi, con i tacchi, la sporcizia delle scarpe.
Quanta fatica per un istante d'amore.
E non arriva neppure quello.
Allora insisto e le dimostro quanto sono forte, spigliato, simpatico, generoso e ricco.
Vado in crisi "mistica da competitività" e le sfagiolo che ho una ricca eredità da uno zio petroliere del Kuwait. Che con il mio transatlantico, quando lavoravo per la CIA, avevo girato tutto il mondo.
Che ho sventato un attentato missilistico alla ludoteca di Zola...
Sono sfinito.
Ho saputo che lei era interessata al tipo che non l'aveva notata tutta sera...
e che di me neppure ricordava il nome!
postato da: taxxo alle ore 20:27 | link | commenti
categorie: sondaggi

Siamo tutti artigiani del fai-da-te..

foto100
[...] non credere a chi ti dice che ha smesso!!
dal Vangelo secondo Tasso - cap. 15, 11-13
 
Non ho proprio voglia di temi seri (e quando mai li hai affrontati, direte voi).
 
Per questo cavalco un altro argomento che accomuna il 50% della popolazione mondiale (dichiarati o meno che siano).
Parleremo di masturbazione maschile.
 
A trentanni ormai i gusti sono delineati. Non voglio parlare di distinzioni tra sega e pugnetta, perversioni tecnologiche e leggende da bistecche nel termo o mosche senza ali nella vasca. Ognuno è libero di soddisfare le sue esigenze come meglio crede.
 
Vorrei parlare della volgarissima sega come ".. sollievo dalle tensioni.." (citazione dal primo libro di Califano), pratica di comunione sociale, operazione di conoscenza e sviluppo fisico.
 
Conoscenza e sviluppo
Nel lustro che va dai 13 ai 18 anni di età di ogni uomo (media statistica), l'attenzione si distoglie da ogni cosa, attività, interesse che non sia compreso tra l'ombellico e le ginocchia.
La zona, che ribattezzeremo per maggior comodità "sala giochi", fino ad allora sottovalutata e gingillata con noncuranza, inizia a pulsare di vita propria.
Ogni scusa è valida per ficcarsi le mani nelle mutande: la doccia prolungata ad oltranza, pruriti simulati, l'alzabandiera mattutino, le sedute di ore sulla tazza del cesso per improbabili attacchi di colite.
Non c'è bisogno di troppa ispirazione per attivare le attività: un cartellone pubblicitario, la gonna della prof., l'elastico del reggiseno della compagna procace.
Passi l'intera adolescenza a sbuffare con un occhio all'orologio e l'orecchio alla campanella perchè non vedi l'ora di tornare a casa.
I veri pippa-dipendenti, però, sedano i bollori con noncuranza anche nei posti più impensati e affollati.
La durata del periodo, per alcuni soggetti un po' "duri" di comprendonio, si dilata negli anni. Ripassare la materia e approfondirla diventa religione!
In questi anni il palmo della mano si "salda" al joystik e, presa una certa confidenza con l'attrezzo, ci si imbatte nelle prime competizioni con gli amici.
 
Comunione sociale
Io ho sempre preferito, da "fondista" quale sono, lunghe sessioni in solitario.
Magari ripetute più volte, ma sempre e comunque in silenzio e da solo.
Non va tuttavia sottovalutato il fenomeno del Sega Party.
Solitamente non ci si ritrova con lo scopo di una bella masturbazione di gruppo.
La cosa nasce spontanea anche per i motivi più banali (uno dei più famosi Party di cui ho memoria, scattò durante un incontro di Mike Tyson) e non ha per forza scopi competitivi.
La competizione nasce solamente se, per la spavalderia di un singolo, vengono rilasciate dichiarazioni fuori dall'ordinaria possibilità umana:
 
".. me ne faccio 7 in meno di dieci minuti.. "
 
".. riesco a "massaggiare" per tutta la durata di 2 film porno senza battere ciglio.."
 
A scene come questa non ho assistito, ma ho una fitta lista di persone pronte a testimoniare anche di peggio.
 
Sollievo dalle tensioni
Con un'età più matura si inizia l'approccio con il sesso debole.
Nascono le prime relazioni e si può finalmente saggiare la propria praticità nell'utilizzo del gingillo.
Ma tutti sanno come vanno a finire le cose:
dopo il primo periodo "di prova" nel quale ci si avvinghia nell'ascensore, in cucina, sopra e sotto il letto, mentre ci si lava i denti o mentre si tira la sfoglia, tutto scema nella mera programmazione della sveltina settimanale (parliamo dei più fortunati).
 
"..sei proprio un animale..."
".. ma l'abbiamo già fatto venerdì.. " (detto il giovedì dopo)
 
sono le lamentele più frequenti di quelle personcine di sesso femminile che un tempo si facevano infilzare, spavalde, in ogni dove!
Così, memori dei bellissimi ricordi giovanili (gli stessi che si vuole ripudiare solo per non fare brutte figure), il nostro rapporto con la "sala giochi" torna di gran voga.
Perchè l'uomo è fatto così per natura: deve "spremere" le olive ogni 48 ore massimo.
Pena: un accumulo di tensione!
La sega, a questo punto, è una forma di terapia liberatoria alla quale non si rinuncia più per tutta la vita.
Quindi che tu sia un NERD o un FINITO, che tu sia SPOSATO o FIDANZATO, che tu sia ROCCO SIFFREDI o FANTOZZI, GIOVANE o VECCHIO, potremo disquisire su frequenza e modi, ma non sulla sostanza...
 
"Lucidare la canna del fucile"
"Tirare il collo all'anatra"
"Scaricare il fucile"
 
chiamatela come volete... ma non ripudiate il passato.
E neppure il presente!
postato da: taxxo alle ore 12:55 | link | commenti
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mercoledì, 02 agosto 2006

Come li tagliamo?

Origine_du_monde
Un argomento già affrontato più volte ma di scottante attualità.
Sconsigliamo la lettura ai soggetti più sensibili e pudici (in pratica, non leggere Sbafini).
 
Per ragioni di studio antropologico, grazie a personalissimi sondaggi tra le amiche o per "presa visione diretta" (ogni tanto pure io esco dal cesso, mi infilo spessi occhiali da vista per ovviare al calo di diottrie e mi fiondo nel mondo) ho in mano un certo numero di dati per poter affrontare il discorso RASATA o VINTAGE.
Più avanti capirete meglio.
 
Dal punto di vista maschile le scuole di pensiero si possono riassumere in tre filoni:
 
- fans della RASATA
- fans dello SFOLTITO effetto diradato
- fans del VINTAGE
 
Io mi asterrò da ogni giudizio personale, limitandomi alla raccolta e all'elaborazione dei dati.
 
Per RASATA intendiamo ogni lavoretto di raffinata manifattura, intaglio o ghirigoro che viene effettuato sul fulvo pelame pubico femminile.
Si passa da regolari strisce, sottili filetti, triangoli isosceli o equilateri fino ad arrivare a disperate e puntute spianate (disperate per sottolineare scarsa manualità o fretta nell'esecuzione).
I Fans maschili di questa soluzione ne indicano la praticità, la raffinatezza e rimarcano il senso di "ordine" e curatezza che ne deriva.
 
Per SFOLTITO intendiamo la lavorazione correttiva, ma comunque importante, che delinea meglio i confini entro i quali si deve sviluppare il disegno. Solitamente è accompagnata da una importante ricrescita di alcuni giorni o settimane.
I Fans maschili di questa soluzione sono i soliti indecisi dei sondaggi.
 
Il VINTAGE è il risultato di anni e anni di incuria e selvaggio infoltimento. In alcuni casi limite la peluria sconfina dall'interno della coscia (una spanna sopra il ginocchio) fino a due dita dall'ombellico. Questa sorta di "pantaloncino" di pelo garantisce invalicabilità (quindi verginità protratta negli anni) e un riscaldamento autonomo.
I Fans di questa soluzione sono dei veri e propri integralisti della patonza. Atipici Indiana Jones che si dilettano nella ricerca dell'anelata fessura tra i prati di Venere.
 
Per quanto riguarda le donne, espongo i risultati raccolti.
 
La moda e la stagione impongono la RASATA o una SFOLTITA abbastanza curata.
Sebbene tutto, però, la vita stressante, lo scarso tempo, la leggenda ".. sono bionda, non ho tanti peli!!" e il fatto che i rasoi / creme / strisce finiscano sempre nel momento del bisogno, livellano il ruolo della depilazione zona bikini.
 
Quindi, anche per le donne, abbiamo tre categorie:
 
- RASATA forever
- SFOLTITA solo all'occorrenza
- CHISSENEFREGA
 
RASATA forever è la donna che gira costantemente con il suo rasoietto da ritocco. Visto l'impegno profuso a creare mirabolanti disegnini, ogni volta che dice di andare in bagno a correggere il rossetto, verifica anche il livello di ricrescita. Queste perfezioniste (più apprezzata la striscia che la spianata) odiano l'effetto "carta vetrata" o il malefico "puntaspilli" (quando i peli medio/corti perforano il bikini) e dedicano molto tempo a pelo e contropelo.
 
SFOLTITA solo all'occorrenza è la classica donna impegnatissima su mille fronti, quella che fa mille corsi serali, è iscritta in ogni associazione culturale e dedica la sua esistenza agli impegni personali. Non avendo mai tempo ma non volendosi perdere il week-end al mare con le amiche o la piscina con il partner, dedica un giorno al mese ad una sommaria depilazione.
"Fatto il grosso, il resto lo mantengo curato all'occorrenza!!" furono le ultime parole famose. In realtà il disgraziato partner si trova costantemente difronte a un inoffensivo cactus ma, spesso e volentieri, ne ricava gravi abrasioni.
 
CHISSENEFREGA è la soluzione delle bionde (che si credono tutte glabre) o di quelle donne che ci rinunciano per partito preso.
 
Alcune considerazioni:
 
Sempre più spesso ho sentito questa risposta:
 
"mi rado perchè è più comodo!"
 
Forse ho parlato con donne che hanno serie disfunzioni ormonali e che, nella normalità, avrebbero delle liane al posto di normali peli. Perchè la comodità non capisco in cosa consista. Se così fosse, comunque, consiglio di lasciarli crescere per una stagione, tagliarli alla radice e inviarli in busta chiusa a Cesare Ragazzi. Nei laboratori del famoso "parruccologo" non si curano di verificare l'effettiva provenienza del materiale che usano. Oltretutto potrebbe essere fonte di guadagno.
 
Al sondaggio, riferito unicamente alla depilazione femminile, sono intervenuti anche molti uomini che sottolineavano pratiche analoghe che effettuano nelle loro zone genitali.
Presto usciranno i risultati di questa nuova ricerca, ma anticipiamo che i motivi che spingono a tale vanesia pratica non vanno ricercati nè nella comodità nè nella praticità.... i motivi sono altri e facilmente individuabili.
Fatto sta che le donne che hanno sentito questo discorso si sono molto risentite: tra le più inalberate, fumatrici incallite o meno, hanno sottolineato che:
 
"la prerogativa a un bel tiro del SIGARO CON I BAFFI non la vogliamo perdere".
 
Come non accontentarle!
postato da: taxxo alle ore 09:26 | link | commenti (5)
categorie: sondaggi
martedì, 01 agosto 2006

Parla come mangi...

burger

Un raccontino per quelli che non possono fare a meno di "inglesizzare" tutto quello che toccano...

 Mi sveglio e scosto il PLAID per fermare il BUZZER della sveglia.
Mi preparo e vado in GARAGES a prendere il mio SCOOTER: premo START, allaccio il casco ed esco a tutta birra.
Arrivo in ufficio e accendo MONITOR e COMPUTER.
Apro la posta e controllo le E-MAIL: oggi ho un BRIEFING alle 11.00, un BRAIN STORMING alle 15.00 e poi devo fare un REPORT sul mio ultimo viaggio alla sede di HONG KONG.
Sbrigate queste prime pratiche, devo istruire la segretaria perchè sarò fuori tutto il giorno. Le rifilo un po' di HAND MADE (non quello che intendete voi, maliziosetti) tipo risistemare le pratiche dell'archivio e la mando a farmi un buon caffè AMERICANO.
La moca è troppo OUT, ho bisogno di qualcosa di più IN.
Poi le lascio indicazioni per il MEETING di domani.
Adesso mi concedo un bel BREAK con la mia tazzona di caffè fumante. Certo che è una bella schifezza sto' beverone... ma fa così FASHION!
Se non lavorassi nell'ufficio SALES ACCOUNT non potrei permettermi certe cose.
Prima del BRIEFING devo fare un BLIZ nell'ufficio degli EDITOR.
Nell'ufficio trovo tutto il POOL dei redattori bloccato davanti ad un DISPLAY dove alcune SLIDE mostrano il bilancio dello scorso anno. Se ci giochiamo bene le nostre carte entro l'autunno creeremo una nuova società OFF-SHORE Svizzera.
Chiamo il mio amico redattore e gli fisso un appuntamento per il BRUNCH.
Mi dice di prenotare anche per lui: una SALAD e un TOAST.
Inizia la riunione e verso la conclusione mi suona il BLACKBARRY. Un messaggio mi avverte che il mio ragazzo in STAGE, quello per il quale faccio il TUTOR, ha concluso il suo lavoro di ricerca. Ho proprio un ottimo TEAM!
Finita la riunione mi ricordo che devo chiamare il PERSONAL TRAINER per la mia ora di FITNESS settimanale.
La giornata è ancora lunga ma inizio già a sentire una certa pressione da MOBBING. Credo proprio che l'incontro con la TASK FORCE del primo pomeriggio sarà molto pesante.
PROBLEM SOLVING, lavorare per OBJECT e fare del DECISION MAKING sono solo i compiti base del PROJECT MANAGER e, oltretutto, devi reggere lo STRESS.

Finalmente è sera.
Me ne torno a casa dopo la sessione in palestra.
Sciolgo la cravatta e slaccio le scarpe.
Mi butto sul divano e mi guardo un film con Bombolo e Cannavale.
Anche io ho la canottiera con la bolla di sugo e la mutanda con l'elastico lento..
Il televisore ha dei problemi.. mi si è aperta una finestrella tutta in inglese.
Non ci capisco un cazzo!!
Mi sa che domani chiamerò quel mio amico che ha il negozietto all'angolo: non ha il MASTER, non ha mai lasciato il paese e probabilmente non ha più della terza media ma almeno mi risolve sempre tutti i problemi.
postato da: taxxo alle ore 09:52 | link | commenti (1)
categorie: racconti